La Cina come la BirmaniaLe notizie che arrivano da Tibet sono preocupanti. Morti, feriti, repressione. Tibetani - laici e monaci - arrestati, feriti, uccisi.
La Cina sa di avere le mani relativamente libere. Le implicazioni economiche sono enormi, nessun paese si sente di mettere a rischio il proprio commercio con la Cina e di irritare quella che si avvia ad essere la vera Superpotenza del XXI secolo.
La Cina se la caverà con un buffetto sulle mani, come al solito.
Il denaro, il business è più importante delle persone e dei loro diritti, bisogna essere realistici, no? E poi con i diritti umani e con quei quattro sfigati di tibetani (o di Burmesi) non si prende nessun voto alle amministrative.
Così come i nostri governanti fecero di tutto (con poche eccezioni) per non farsi vedere col Dalai Lama e irritare i politici della nazione più potente del mondo e meno controllabile, così oggi tutti si trincerano dietro dichiarazioni di principio molto moderate e nessuno farà nulla.
Finora sono stato contrario al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino - sia perchè ritenendolo controproducente, sia perchè essendo stato parte del movimento olimpico, collaborando alle Olimpiadi di Torino, ritengo che i Giochi dovrebbero essere al di sopra.
Ma il governo cinese usa i Giochi come prestesto e causa scatenante per regolare i propri conti.
In Primis con quel Tibet occupato senza provocazione decine di anni fa. Tibet sempre più denaturalizzato, soggetto ad una vera e propria pulizia etnica.
E ora, come inevitabile, ci vanno di mezzo anche i monaci buddisti. Gli unici che hanno una voce capace di farsi sentire.
Ragazzi, non servirà a una sega ma io giuro che i Giochi quest'anno non li guarderò.
(E sarà anche su questo fronte che deciderò a chi dare il mio voto. If any.)
Anche se temo che non guardarmi i Giochi e incazzarmi servirà a poco: gli esseri umani "medi" hanno una straordinaria capacità di guardare dall'altra parte quando succede qualcosa di brutto che non li tocca sulla pelle, direttamente. Nel breve. E saremo i soliti quattro pirla ad indignarci.
Da qui al "Mors tua, vita mea" il basso è brevissimo.
Incominciamo nel frattempo a studiare il cinese, che domani ci servirà.
Qualche Link:
http://www.freetibet.org/Reporters Without Borders