venerdì, luglio 31, 2009

Murales Pampero a Lavagna





-- Post From My iPhone

mercoledì, luglio 29, 2009

Internet è diventato Normale?

(in fondo le cose non cambiano mai)

Non so se voi i giornali li leggete ancora. O se guardate ancora la TV (quella vera, non quella streaming che ancora ci da' il brivido di essere avanguardisti tecnologici).

(...)

Grazie a Dio, (per loro) i media tradizionali continuano a giocare il loro ruolo e a fatturare (con fatica) i loro fatturati. Di certo un po' di riassestamenti e di fenomeni nuovi il mercato li ha dovuti assorbire e non tutti ne sono usciti bene.

(...)

I media on line hanno prima fatto sorridere i media tradizionali, poi li hanno fatto spaventare, poi hanno fatto loro perdere un sacco di soldi...ma in sostanza possiamo affermare che l'online ha guadagnato nicchie di mercato ma (nel breve) non ha spaccato più di tanto i famigerati paradigmi.

In questo, la necessità di far quadrare i conti non ha aiutato: dopo un lungo periodo dove far tornare i costi con i fatturati non solo sembrava marginale ma era quasi considerata un'eresia contabile, l'ala controrivoluzionaria ha effettuato un colpo di mano e adesso tutti cercano di arrivare con una bottom line possibilmente in zona pareggio.

E' così assistiamo a numerosi tentativi di implementare modelli di business pay per content (...)

Potremmo giocare a fare i sensazionalisti ed affermare che tra i vincitori del mediascape che verrà troveremo (alcuni) media di carta - grazie alla loro gratuità, mentre (alcuni) media on line soffriranno per via del fatto che saranno a pagamento. (No ferma, scusate un attimo, ma qualche tempo fa non dicevamo esattamente il contrario?)

Quel che è certo è che siamo in momento di cattiva congiuntura economica e di incertezza su quanto ci riserva il futuro. Ci domandiamo di guerre, pestilenze, terremoti ed asteroidi... ma anche (più prosaicamente ma molto più fortemente) di cassa integrazione, di mancati aumenti e gratifiche natalizie, di figli laureati in lettere che quando mai troveranno un lavoro men che precario.

In momenti di questo genere la voglia di fare innovazione e di fare nuova imprenditoria si trovano di fronte ad un clima di depressione e ad un grigiore dove tutto sembra troppo difficile, tutto sembra troppo in salita per poter riuscire e per poter trovare la voglia di provarci davvero. (...).

Quella innovazione che c'è deriva dagli inevitabili tentativi delle aziende di rivitalizzare i propri mercati o di rosicchiare quote più ampie per contrastare cadute in valore assoluto dei propri mercati. Un’innovazione per così dire obbligata.. ma che non viene dal cuore o dall'entusiasmo. Un’innovazione perbenino, che possa, secondo gli analisti e gli strateghi delle aziende, essere abbastanza avanti da far girare il prodotto ma non troppo avanti da spaventare il mercato.

(...)

Io, ammetto, ho po' di nostalgia per i tempi in cui ogni giorno almeno 10 titoli ci annunciavano la rivoluzione prossima ventura, la rivelazione che non un tornado ma il Web ci aveva magicamente portato nella terra di Oz.

D'altra parte non si può negare che sia meglio così: con un po' di silenzio si lavora meglio. Ed in silenzio di cose ne stanno capitando, forse più dal punto di vista della tecnologia che delle operazioni di business, più sulle ottimizzazioni che sulle innovazioni.

Zitto zitto il CRM sta lentamente e faticosamente affilando le sue armi per un botto di mercato nei prossimi 5 anni. Faticosamente perché c'è ancora collettivamente molto da fare, capire e imparare, per non parlare dell'ottimizzazione di software e servizi. Lentamente perché il CRM è complesso e duro da far accettare alle strutture.

Aggiungerei però anche l'avverbio "inevitabilmente": in mercati sempre più competitivi (e che non crescono) le aziende sono sotto fortissima pressione per trovare nuovi strumenti per darsi battaglia e vincere i competitor. e tornando a tirare in ballo i media, gli strumenti della comunicazione tradizionale - fortissimi a fare branding - presentano però sintomi di usura e di assuefazione da parte delle audience rispetto ai messaggi comunicazionali ed hanno limiti intrinseci rispetto al creare vendite e a fare fidelizzazione.

Sono queste aree in cui il marketing diretto e le operazioni di relationship sono invece molto più potenti. Aggiungete che finalmente le aziende stanno iniziando a capire che di New Business si può anche morire (a fare tanti nuovi clienti si perdono molti più soldi che a tenersi stretti i clienti esistenti) e capirete come tutto ciò che è capace di fare (bene) Customer Retention si trova davanti un audience molto attenta e relativamente pronta a metter mano al portafoglio.

(...)

Nemmeno possiamo aspettarci notizie sensazionali sul fronte del lancio di nuovi siti: di iniziative imprenditoriali innovative non è facile al momento parlare. Ma, d'altra parte, quello che vedo quotidianamente nel mio lavoro è una evoluzione nella percezione e nella considerazione di ciò che Internet ed il web sono per le aziende.

Si è ormai largamente esaurita la fase in cui Internet era un approccio radicale e destabilizzante al marketing; siamo ormai entrati in una fase in cui Internet è una iniziativa mainstream per le aziende "serie" (indipendentemente dalle dimensioni), in cui avere una presenza ed una attività di marketing in rete e... come dire, "normale", ed il normale non fa notizia. Non fa notizia sui giornali avere un piano di marketing, non ne parla il TG5 se fate un’attività di direct mailing o una raccolta punti, non si vede perché i media dovrebbero mettere in rilievo che anche voi fate quello che tantissime aziende fanno: usare la Rete come uno dei tanti strumenti "normali" impiegati per fare marketing e comunicazione.

Lo so, lo so, pare strano accoppiare "normale" ad Internet. Ne discutevo con un cliente proprio l'altro giorno. Questa azienda (così come molte altre che conosco) fa fatica a considerare Internet "normale", tale e tanto è lo sforzo che ancora fanno per far girare decentemente il sito, per sistemare i processi che gestiscono l'aggiornamento, per integrare flussi e processi che colleghino la componente Internet ai processi di comunicazione e business dell'azienda.

Per dirla in parole povere (e non è la prima volta che lo dico), Internet resta ancora per molte aziende un gran casino da tenere in piedi. E si fa fatica a trovare le buone idee per i siti,. E si fa fatica a trovare i nuovi modi di comunicare. E si fa fatica a identificare le forme più corrette ed efficaci di parlare con/agli utenti attraverso la rete, di veicolare emozioni sui propri prodotti, di rendere al contempo appetibile ed usabile la propria informazione. E “casino” (if you pardon my french) è decisamente antitetico ( o antinomico?) a "normale".

Difficile anche trovare modi nuovi di fare pubblicità "tradizionale", di sviluppare messaggi che buchino lo schermo e catturino l'attenzione, disperato il tentativo di gestire i processi in modo che non si debbano fare nottate di panico per completare in tempo le bozze del catalogo o del depliant; difficile per chi segue advertising e comunicazione evitare che il tasso di casino all'interno del progetto resti mediamente sotto il livello di esondazione.

Il panico, il mal di testa, l'ansia, la fretta, il non saper che pesci pigliare o come metterci una toppa, il non capire, l'inveire contro i fornitori e le agenzie... tutti stati d'animo ed azioni comuni sia a chi si occupa di online che a chi si occupa di offline.

Il casino è dunque “normale”, uno stato dell’animo e dell’organizzazione profondamente connaturato ed intrinseco al mondo della comunicazione (e non solo a quello).

E “normale”, sempre di più, è l'uso di Internet da parte degli utenti. Normale è documentarsi sul sito prima di acquistare (normalmente off line). Normale guardare i viaggi on line. Normale scaricarsi gli aggiornamenti di software. Normale considerare Internet come una cosa normale.

E dunque dobbiamo rassegnarci alla normalità, anche se a nessuno piace perdere il glamour di una attività ancora sperimentale, rivoluzionaria, iniziatica. Affrontare Internet come componente normale nella nostra azienda, affrontare l'azienda per cui facciamo Internet come un consulente "normale" normalmente l'affronta. (...)

Dobbiamo rassegnarci ad inserire Internet all'interno dei nostri processi e delle nostre scadenze, lavorando in modo programmato e non per botte di panico ed emergenze (ad onor del vero sono anni che si cerca i far così per il tradizionalissimo advertising... e da decenni si continua a procedere per emergenze spegnendo incendi invece di programmare – evidentemente Comunicazione e Project Management hanno tratti di incompatibilità…).

Dobbiamo adattarci a darci un’organizzazione ed un budget, dobbiamo abituarci a guardare dentro i nostri progetti definendo obiettivi, sviluppando strategie, misurando i risultati ed analizzando gli scostamenti. Nulla di particolarmente divertente, nulla di glamorous, nulla che ci porti sulle prime pagine dei giornali.

(...)

(Nota: se ce l'avete fatta ad arrivare fino a qui, vi informo che quello che avete appena letto è un pezzo vecchio di circa 6 anni, essendo stato pubblicato su Web Marketing Tools nel Giugno 2003 - che ho solo un po' sintetizzato. Trovo un po' sconfortante che le stesse cose che ci dicevamo nel 2003 siano in fondo ancora valide oggi. Forse non siamo poi andati così tanto avanti... )

US:il tempo speso online si sta plafonando?

Da Forrester: il tempo speso online dagli americani si sta livellando, assestandosi su una media di 12 ore la settimana (per confronto da noi Audiweb darebbe circa 1 ora e mezza al giorno...).

Si sta dunque stabilizzando una crescita che è stata tumultuosa negli anni passati.

L'impressione è che le persone abbiano rimappato in questi anni i propri consumi di media e che adesso si sia raggiunta una sorta di stabilità nella divisione di come e quanto si usano i vari media.

Da questi dati emergono due fattori interessanti:

1) si è arrestato il calo della stampa (nel caso dei quotidiani un -17% dal 2004 al 2009), il cui consumo si è stabilizzato.

2) Anche se "tutti sappiamo che" Internet ha fortemente penalizzato il consumo televisivo, dai dati di Forrester emerge che tra il 2004 e il 2009 il consumo TV dell'americano è rimasto sostanzialmente stabile - anche se ora data la forte crescita di Internet i due mezzi stanno avendo ordini di grandezza molto simili in termini di ore/settimana passate a seguirli.

Nel fenomeno della stabilizzazione del tempo speso online emergono più fattori: da un lato c'è meno scoperta e si usa la Rete in modo più routinario, sapendo già dove si va e per cosa. Internet è diventato "normale".

Dall'altro il fatto che col crescere della banda si fanno le cose più in fretta, si perde meno tempo ad attendere...;-)

Sarebbe interessante guardare però gli spaccati dei dati e capire, all'interno del campione, quanto divergono dal medione i dati dell'insieme di user Internet che sono dentro al mondo dei Social Media.
E, d'altra parte, i comportamenti dei giovani vanno in direzioni divergenti; sempre per citare Forrester...

"The total time spent consuming media does not vary significantly across generations, but with younger adults spending more and more of that time online, it's clear that entertainment consumption is evolving — to the detriment of offline media companies.

These brands are losing their viewers' attention to online content providers and social networks — more Gen Yers visit YouTube each week than watch MTV. Although TV still dominates most adults' media use, its lead is quite narrow among younger generations.

TV networks and other traditional media companies seek to leverage their brands online, converting passive viewers or readers into engaged multichannel users. But to date, few companies have made significant inroads online."

(PS: lo so, lo so, "plafonando" non è italiano corretto, ma fa parte del gergo iniziatico dei marchettari...)

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lunedì, luglio 27, 2009

Il Poster Twitter

Prima i media tradizionali si sono digitalizzati e sono passati online.

Da un po' di tempo si assiste anche al fenomeno inverso, ovvero ai media digitali che diventano "tradizionali" o che con questi si sposano, meticciano, intersecano - come nel caso dei blog che diventano una una rivista di carta o come in questo caso, quello del poster Twitter.

"Clear Channel Outdoor is experimenting with putting Twitter messages on its 12 Tampa Bay digital billboards, mixing in the 140-character-or-less messages among ads for restaurants, car dealers and lawyers."

(via Tampa Bay Online)

L'account Twitter che pilota i poster è questo, se volete seguirlo...

Qui trovate anche un servizio giornalistico (video) che spiega la faccenda.

Media che vanno, media che vengono. Del resto, online, offline... la comunicazione è una, non può essere o bianca o nera, va dove c'è il pubblico, va come il pubblico fruisce... viva il rimescolamento genetico.

Heineken regala...Audiocassette (col trucco)

Heineken, marca storicamente legata alla musica lancia una promozione in-pack (in Olanda).

Dentro alla confezione da 6 una simpatica audiocassetta... ma col trucco: in realtà è una chiave USB da 2Gb in cinque varianti (Pop, Motown, classici Olandesi...).

Se sapete l'olandese, ecco il sito.

Va bene ascoltare il pubblico... ma poi?

Nuova puntata del corso di e-marketing per le PMI / non addetti ai lavori, on line sul portale Eurogroup.

Ecco in sintesi di cosa si parla...

"Magari in rete si parla di noi: come leggere, interpretare e rispondere al nostro target di riferimento.

Ascoltare quel che si dice di noi in Rete è fondamentale - ma non bisogna cadere nella trappola di reagire a caldo, senza misurare l'entità del problema (o verificare che il problema ci sia davvero).

Come ho sentito dire da un mio conoscente, che si sta dando un gran da fare per capire meglio questo strano mondo dell'Internet, il bello della Rete è che è vero tutto ed il contrario di tutto.

Affermazione un po' fortina ma che ha un fondo di verità."

Il resto, se vi interessa, lo trovate qui.

Photo Credits

giovedì, luglio 23, 2009

Skittles:non è importante cosa ha da dire l'azienda, la cosa più importante...


Bel concetto filosofico, quello di Skittles (le caramelline...)

Normalmente un sito aziendale da' grande visibilità al messaggio che l'azienda vuole portare al suo pubblico.

Si parla di se'. Ovvio, no?

Skittles ha invece ribaltato il concetto (anche perchè, diciamocelo, sul prodotto non è che ci sia poi così tanto da comunicare...).

Andate sul loro sito.

La parte del leone è (oggi) un paginone di Twitter che raccoglie i twit correnti su Skittles. Ergo - l'importante è cosa dicono di noi le persone.

La parte di prodotto è una finestrella in sovraimpressione (che si può anche chiudere per vedere meglio Twitter).

E complimenti...

Da quello che ho capito, la cosa è dinamica, credo che facciano una volta Twitter, una volta Wikipedia, una volta Facebook... ma sempre con l'idea di comunicare alle persone quello che le altre persone hanno da dire sulla marca e sul prodotto...insomma, la migliore pubblicità è il cliente soddisfatto...

PS: ho postato l'indirizzo di questo articolo su Twitter. Ovviamente è andato subito su anche nella "Home Page" di Skittles...real time ;-)

mercoledì, luglio 22, 2009

Vola il mobile, col suo potenziale di marketing

Una recente ricerca statunitense sull’uso dell’internet in mobilità conferma quello che si pensava: il futuro dell’editoria e del marketing dovrà proprio fare i conti con l’uso nomade della rete.

Secondo una ricerca di Universal McCann e AOL, oggi un 14% abbondante del consumo di media avviene attraverso strumenti mobili.

Per maggiori informazioni, leggete il mio pezzo della settimana su Apogeo...

Lo "Shoeffiti" - una nuova forma di comunicazione

Background.

A quanto ho capito, in alcune parti del mondo ibero-ispanico c'era l'usanza per i militari appena congedati di tirare le proprie scarpe d'ordinanza in aria, in modo da "appenderle" sui cavi dell'elettricità (bah).

Converse ha deciso di usare questa modalità di esposizione/ambient per promuovere i propri nuovi modelli in Spagna.

Se parlate il portoghese trovate qui qualche approfondimento.

In caso contrario avete sempre il video qui sotto.


Vedi chi Twitta vicino a te... in Realtà Aumentata

Mi fa piacere scoprire di essere stato un po' profeta...;-)

Vi ricordate quando immaginavo che in un futuro avremmo indossato occhiali che avrebbero sovrimposto un "social layer" sulle immagini? (se no, cliccate qui).

Oggi si sta cercando di fare qualcosa di molto simile per l'iPhone.

TwittAround è un'applicazione (non ancora disponibile) che cerca dei twit (post su Twitter) vicino a noi e li sovrimpone ad un'immagine della realtà.

In sostanza, se siamo in una folla potremo vedere indicato nella "ripresa", in trasparenza, chi è la persona che sta twittando, anche se è un perfetto sconosciuto.

Alla faccia della privay... ma questa è ovviamente una scelta.

Post da archiviare alla voce: oh, come le tecnologie cambieranno il nostro modo di vedere ed agire la vita sociale e il concetto stesso di società... etc etc, ci siamo capiti.



martedì, luglio 21, 2009

L'applicazione Volkswagen su Facebook

La grande marca tedesca ci porta su Facebook l'ennesimo (dispiace dirlo, ma è così) test di personalità... un tipo di applicazione che però sembra fare grandi numeri di audience e quindi "engagement".

Il test (sorpresa,sorpresa) NON analizza(?) le nostre risposte ad un questionario: ficca invece il naso nel nostro profilo, nei nostri dati di Facebook, su cosa abbiamo postato e sa il cielo che altro... e ci suggerisce il modello di VW più adatta a noi.

Il risultato nel mio caso personale è al limite dello scandaloso ;-)

Mi viene consigliato un SUV (ci sta, avendo famiglia...non fosse che io sono per l'eradicazione totale di quel genere di automobili dal pianeta) ed una seducente coupé aggressiva - che avendo io famiglia e credendo nell'understatement, mi risulta quasi altretanto ostica (per la cronaca, da anni guido una specie di furgone che sta arrivando agli ultimi respiri... ora che lo cambi...)

Ecco il link se volete provarci anche voi, scegliete il tab "Meet the VWs"

Schweppes cavalca l'influenza

Eh, si, non c'è più nulla di sacro, nemmeno una pandemia che fa preoccupare moltissima gente...(almeno a livello potenziale, perchè ad oggi questa nuova influenza non si è rivelata poi così cattiva, Messico a parte).

E proprio facendo leva - con una certa cattiveria e forse poca etica - sulle disgrazie del Messico, Schweppes esce con questo annuncio che spiega come trovare posto in metropolitana...

Qui sotto, altri soggetti della campagna, meno "controversial" ma di certo non molto carini, parlando di crisi finanziaria globale etc.



lunedì, luglio 20, 2009

Trova l'affare con Mastercard sull'iPhone

"Priceless Picks" è il nome dell'applicazione mobile, geocontestuale che Mastercard ha lanciato da poco.

L'app aiuta a identificare punti vendita, marche in offerta, content locale, eventi serali etc.

Il content è in larga parte centrato su contributi user generated - e sfruttando la localizzazione GPS dell'iPhone permette di identificare in modo veloce e senza sforzo i punti vendita più prossimi.

Interessante il target: uomini e donne 30-50 (ovvio, l'iPhone non è proprio roba da ragazzini). Altrettanto interessante il fatto che l'app sarà promossa da Mastercard usando spot televisivi.

Questo è l'indirizzo del sito web su cui si appoggia l'applicazione, con mappa eccetera. Qualche contenuto c'è anche per il mercato italiano: poca roba per ora, qualche commentino turistico... sarà perchè l'applicazione non è disponibile per gli utenti italiani dell'App Store?

Come ampiamente previsto, il futuro del marketing (o almeno di una sua parte) sembra proprio passare dal mobile e dalla geolocalizzazione... sempre ammesso che il pubblico aderisca entusiasticamente a quella che in teoria sembra essere un aproposta allettante, ma che potrebbe essere irrilevante per il dispettoso target che spesso vanifica tutti i brillanti sforzi di noi markettari.

Insomma, come al solito, aspettiamo i dati...



Cerchiamo un Web Art Director

Pubblico volentieri questa ricerca di personale per Leo Burnett...
NON CONTATTATE ME! ;-)

Trovate la mail di contatto in fondo al post...


Cerchiamo un Web Art Director
almeno 5/6 anni di esperienza in agenzia (web agency e/o New media).
Requisiti richiesti:
- Eccellenza nel web graphic design.
- Esperienza nella progettazione di Digital Identity, progetti di online Marketing e Advertising.
Capacità di interpretare un brief e di lavorare in autonomia e su più progetti contemporaneamente.
Grande cultura dell’immagine, passione per web e nuove tecnologie.
Realizzazione animazioni in Flash e skill tecnici pacchetto Adobe (Photoshop, Illustrator, Flash, InDesign).

Sede di lavoro: Milano
Contratto: progetto

E' obbligatorio allegare book/portfolio o link che riportino lavori recenti.

Persona di riferimento: Paolo Boccardi paolo.boccardi@arcww.leoburnett.it

venerdì, luglio 17, 2009

Pago di più se mi dai di meno (content)


Chris Anderson - quello della "coda lunga" ha appena rilasciato il suo nuovo libro ("Free") in forma di audiobook.

Interessante il modello di pagamento: la versione completa, quella con tutto il content, è scaricabile gratuitamente (e la trovate qui). Sempre a questo indirizzo trovate il libro in versione "slide show".

A pagamento, invece, la versione tagliata al modico prezzo di 7,49 dollari.

Perfetta applicazione del principio "pago l'informazione se mi da' valore aggiunto rispetto alla versione gratuita."

(chiaro, no? La versione completa dura 6 ore, quella tagliata, con solo l'essenziale -spero - solo 3).

Io ho scaricato la versione gratuita, dato che oggi c'ho proprio un bel 6 ore di macchina da fare, abbondanti. Ma trovo l'idea di farmi un sunto togliendo i bla bla più o meno inutili molto ineressante - al punto che potrei anche pagarla....se potessi fare invece un viaggio in treno di un'ora o poco più.

Del resto sono anni che circolano le versioni "condensate" dei libri; se mi facevano schifo quelle dei romanzi (che faceva Selezione del Reader's Digest), trovavo più accettabili quelle dei libri di management - libri spesso che si basavano su un'idea di poche righe ma che per poter far pagare il contenuto devono forzatamente, almeno nella prima edizione, impacchettarlo in un libro di tante pagine, perchè comunque la size impression conta e si paga il peso, spesso, più che il valore...

(da una segnalazione di Howard Liptzin)

giovedì, luglio 16, 2009

Il futuro della Rete: voglio che Google mi trovi un algoritmo che...

E' uscito il mio settimanale articolo per Apogeo

"Una metafora per il web che verrà. E qualche idea su un algoritmo per la semplificazione immediata della vita di tutti i giorni, che deve ancora venire

Il web indubbiamente è una gran bella cosa. Utile, utilissimo, Ma non è perfetto, anzi. E ho un’idea o due di cosa potrebbe renderlo migliore.

Google (ma non solo lui) ha costruito una immane fortuna economica e di pubblico su un semplice principio: la differenza tra un link e un buon link. Ha costruito un algoritmo potente per definire il ranking – per capire automaticamente quanto è valido, rispetto ad una nostra ricerca, un sito, un contenuto, rispetto a tutti gli altri. E proporcelo per primo, per semplificarci la vita, per toglierci lavoro.

Ora, quello che io vorrei..."

Questo è il tema. Se volete leggere il resto siete cordialmente invitati a cliccare sul link che vi porterà sulle pagine di Apogeo.

Ridicolissimo: il quotidiano a traduzione automatica

Geniale esempio di come NON si devono usare le opportunità offerte dalle tecnologie...

Il quotidiano economico/finanziario francese La Tribune ha deciso, per sfuttare le potenzialità della Rete ed aumentare la propria diffusione a livello internazionale, di sviluppare un'edizione multilingiue del suo prodotto.

Fin qui tutto bene.

Solo che, per tagliare i costi, hanno deciso di ricorrere ad un sistema di traduzione automatica - garantito per generare almeno una porcata per paragrafo.

Alcune delle perle dell'edizione di oggi:

"Più di cinquanta imprese si impegnano ad aiutare i digiuni in formazione"
(sapevo del digiuno come strumento per raggiungere la spiritualità o per disintossicarsi - come formatore adesso dovrò studiare quasta nuova metodologia)

"Le immatricolazioni di veicoli particolari nuovi hanno cresciuto dal 2,4% a 1,431 milione di unità. "
(veicoli particolari... cioè robe fuori dall'ordinario... ? ;-)

"Totale: l'esplosione in Moselle fa due morti e sei feriti"
(La raffineria esplosa era della Total...)

Ora, alla voce misteri insolubili:
"Riossidazione A: 94 milioni di quantità di vaccino per la Francia

Il governo ha appena annunciato che aveva comperato 94 milioni di quantità di vaccino contro la riossidazione A, per 1 miliardo di euro."

(La versione francese parla di "Influenza A" - da dove sia uscito "riossidazione...")

"I deputati ratificano la banalizzazione del lavoro domenicale. L'assemblea nazionale ha adottato mercoledì la proposta di legge Mallié (UMP) che autorizza l'apertura dei depositi la domenica nei comuni “d'interesse turistico„ o termali e nelle grandi zone commerciali delle agglomerazioni di Parigi, Lille e Marsiglia."

(??)

Fatevi due risate anche voi leggendovi l'edizione autotradotta in Italiano...

Morale: non c'è come una macchina per fare vaccate e non c'è come un management miope per lasciare che le macchine facciano vaccate olistiche...

mercoledì, luglio 15, 2009

Azienda Americana condannata per le false recensioni...

Ebbravi i furbacchioni... dal NY Times:

Lifestyle Lift, a cosmetic surgery company, has reached a settlement with the State of New York over its attempts to fake positive consumer reviews on the Web, the New York attorney general’s office said Tuesday.

The company had ordered employees to pretend they were satisfied customers and write glowing reviews of its face-lift procedure on Web sites, according to the attorney general’s statement. Lifestyle Lift also created its own sites of face-lift reviews to appear as independent sources.

One e-mail message, discovered by the attorney general’s office, told employees to “devote the day to doing more postings on the Web as a satisfied client.”

Andiamo tutti su Marte - grazie alla NASA

La Nasa prosegue nel giocare la carta Social.

Per la prossima missione sul pianeta rosso possiamo (online) far scrivere il nostro nome su un microchip che sarà portato dalla sonda su Marte - e seguire la preparazione della missione su Twitter.

Evidentemente l'accoppiata Marte-Twitter della missione precedente, ha dato soddisfazione...


Red Bull (USA) Cerca un Digital Marketing Manager (quando le cose si fanno sul serio)

Guardando i requisiti richiesti e la Job Description mi viene da fare un sospirone...


Jobs Home > Digital Marketing Manager
Digital Marketing Manager Posted Jul 13
Red Bull North America, Santa Monica, CA

PURPOSE OF THIS JOB

Collect, edit, and publish content on RedBullUSA.com. Manage outbound messaging programs that deliver broader (# of subscribers/fans) and deeper (frequency of engagement) connections with Red Bull consumers and potential Red Bull consumers.

Activities to include: editorial responsibility for RedBullUSA.com, development and management of email program plans and content, development and management of outbound messaging plans and content on social media platforms. These duties collectively should ensure that Red Bull’s subscriber/fan base grows and becomes more engaged as demonstrated by performance of websites and messaging programs.


MAJOR ACTIVITIES TO ENSURE ACHIEVEMENT OF KEY RESULTS AND DELIVERABLES

1. Ensure that the best, most current, most compelling content is available on RedBullUSA.com

a. Create annual content plan for RedBullUSA.com.

b. Work with Red Bull teammates in the US and globally as well as with outside vendors to identify the best content and provide it to consumers via RedBullUSA.com and outbound messaging platforms (email, facebook updates, etc.).

c. Leverage various local and global events (from the global Content Pool and InfoNet) on RedBullUSA.com



2. Communicate with internal stakeholders re: editorial calendar, communications, and performance

a. Work with HQ and business unit communications managers, athlete managers, event managers, and moving images team to understand upcoming communications and media priorities.

b. Set timeframes for publishing and goals for views/engagement. Create clear expectations regarding priority, timing, appearance, and expected outcomes for content published on RedBullUSA.com

c. Set timeframes for publishing and goals for views/engagement in outbound messaging platforms including but not limited to: email, facebook fan updates, and headlines for RSS feeds on RedBullUSA.com



3. Define, develop, and manage outbound messaging program

a. Define, develop, and manage email program. Activate current subscriber base. Work with web editors and global team to integrate email acquisition program and consumer database into other digital marketing elements.

b. Develop broader (# of subscribers/fans) and deeper (frequency of engagement) connections between Red Bull and consumers via effective program design and content selection/editing.

c. Consult with teammates regarding frequency of communications on social platforms considering quality of content, fan/subscriber engagement, and fan/subscriber growth or attrition.



4. Manage measurement programs for RedBullUSA.com and outbound messaging

a. Create outbound messaging performance dashboard reports. Oversee report production, develop action plans for improvement, and distribute to managers and executive team.

b. Lead refinement of WebTrends platform for RedBullUSA.com. Create dashboards, oversee report production, develop action plans for improvement and distribute to managers and executive team.



KEY RESULTS AND DELIVERABLES (WHAT DOES SUCCESS LOOK LIKE )

Ø Rich, innovative editorial/content experiences that help to deliver competitive advantage for the brand

Ø Measured and increasing consumer participation via RedBullUSA.com and outbound messaging programs

Ø Provide comprehensive and insightful analysis to support future strategies via web and outbound messaging

Ø Timely publishing of relevant, quality content in consumer communications.

Ø Tight integration of digital marketing into overall communications planning based on results

Ø Increased size and depth of engagement for Red Bull’s fan/subscriber base.



KNOWLEDGE, SKILLS AND EXPERIENCE

Ø Dynamic publishing and/or outbound messaging professional with at least 5 years of experience

Ø Bachelor’s Degree, MBA a plus

Ø Editorial sense (Being the digital “Editor in Chief”)->content and story developer with specific skill in digital communications.

Ø Self directed. Able to create plans, execute, and achieve results with little specific direction.

Ø Natural entrepreneurial instinct and ability to succeed in variety of situations and political environments

Ø Strong marketing understanding and excellent analytical skills

Ø Excellent production knowledge: use of content management systems, publishing workflows, approval cycles, publishing to multiple platforms

Ø Extensive knowledge of at least one robust content management platform used to power a large-scale site (knowledge of FatWire content management a plus)

Ø Knowledge of one or more of the following will be a plus: search engines, analytics applications, ad-serving technology and email systems.

Ø Excellent planning and project management competencies

Ø Strong knowledge of the consumer goods or lifestyle industries

Ø Ability to travel to Austria 2 – 3 times a year

We offer an exceptional Benefits program, including Medical, Dental, Vision, Long and Short-Term Disability. If that’s not enough, we have an excellent (matching) 401k, tuition assistance, and paid time off programs. We pay all premiums.

NO THIRD PARTY RECRUITERS

(se a qualcuno interessa, ecco il link...;-)

I dati Audiweb di Maggio

"Nel mese di maggio 2009 risultano 29.871 milioni gli utenti che hanno accesso a internet, 20.864 milioni gli utenti attivi nel mese, 9.757 milioni gli utenti attivi nel giorno medio, per 1 ora e 34 minuti di tempo speso e 169 pagine viste per persona nel giorno medio."

Commenti:
- leggerissima discesa degli utenti da Aprile, sostanzialmente stabile.
- leggera discesa degli utenti attivi nel giorno medio (erano circa 10 milioni)
- Tempo speso circa lo stesso
- Pagine viste erano 169, quindi stabile

Insomma, in questo mese passato non è successo nulla di particolare...

lunedì, luglio 13, 2009

Brutta faccenda per Zopa - il Ministero ha detto stop

Ministero e Banca d'Italia non amano Zopa - iniziativa italiana di social lending - tanto che le hanno impedito di operare, a quanto capisco.

Ovvio che iniziative alternative diano fastidio - dopo il bavaglio ai blog, adesso i ceppi alle iniziative che cercano di innovare la gestione dei risparmi e dei prestiti? Colpo di coda dell'establishment?

Riporto di seguito la mail ricevuta stamattina

"in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d'Italia, ha cancellato dall'elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata ci vediamo costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l'ingresso di nuovi Prestatori. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community.

A tutela tua e di tutti i Prestatori, rimane pienamente attiva la gestione dei prestiti in essere, sia per l'incasso delle rate sia per il recupero credito. Il denaro in prestito diventerà gradualmente disponibile al rientro delle rate mensili.

Puoi già ora accedere a MyZopa per controllare il tuo portafoglio e ritirare il denaro non in prestito. Abbiamo disattivato tutte le offerte e annullato i prestiti in assegnazione rendendo disponibili i fondi.

Tutti i tradizionali canali di Zopa restano aperti per assisterti. Puoi trovare maggiori informazioni in Cosa succede ora?, nelle FAQ specifiche e nel blog.

Ti terremo informato su tutte le attività che metteremo in atto per salvaguardare un'iniziativa innovativa, etica, sociale e vantaggiosa per tutti i partecipanti."

Da quel che capisco, resta garantità l'operatività sull'esistente, mentre non saranno accettati nuovi prestiti/investimenti

sabato, luglio 11, 2009

Il 14 luglio tutti imbavagliati in Rete

Cito dal sito http://dirittoallarete.ning.com/

"E' ufficiale - Il 14 luglio tutti imbavagliati in Rete (e in piazza Navona a Roma, ore 19) contro il DDL Alfano. INVIATE LE VOSTRE FOTO imbavagliati!!

Il 14 luglio tutti imbavagliati, su You Tube e in piazza. Una protesta fortemente mediatica contro il bavaglio che il DDL Alfano vuole mettere all'informazione e alla Rete. Un gesto forte. Concreto. L'idea funziona così: inviate a Diritto alla Rete una vostro foto imbavagliati (attenzione: bavaglio di stoffa, pezzo di lenzuola, ecc, per essere tutti sincronici!). Noi prepareremo uno slideshow o un video con sottotitoli in inglese. Tutti imbavagliati in Italia, una notizia che rischia di fare il giro del mondo."

Ma bisogna essere ignoranti e/o imbecilli...


Il fatto che per gli Indù le vacche siano sacre credo sia una delle banalità culturali più diffuse al mondo, lo sanno anche le pietre...

Ma evidentemente non lo sa l'agenzia spagnola che ha fatto questo annuncio per Burger King, nè lo sa il cliente che l'ha approvato.

In effetti usare l'immagine della dea della felicità per pubblicizzare un panino al manzo... (si, anche i manzi sono sacri).

venerdì, luglio 10, 2009

iPhone: la perfetta piattaforma alcoolica

In molte culture, l'alcool è una parte fondamentale dello "style of life" - specialmente se assunto in grandi quantità.

Ed è anche un mercato di dimensioni impressionanti, che muove cospicui investimenti in comunicazione.

E' quindi normale che anche i "nuovi media" ricevano la loro buona fetta di investimenti di questa categoria - e questo comprende anche l'iPhone, sulla cui piattaforma possiamo trovare numerosi giochi e applicazioni "branded" da marche famose e meno famose di bevande alcooliche (per non parlare delle numerosissime "utility" e giochetti che invece non sono branded e cercano di fare qualche dollaro vendendosi agli ifonari alcool-friendly...).

Interessante il pensiero che, su questo tipo di piattaforma, anche marche locali possono competere con grandi marche dai budget pubblicitari inarrivabili per i piccoli...

Insomma, una forma di comunicazione molto "Geek".

Se a qualcuno interessa, ecco solo alcuni degli esempi che ho scovato...

mercoledì, luglio 08, 2009

Esterna molto Geek per Amnesty

Un ottimo esempio, quello di Amnesty, di uso "Geek" dei media, con la pensilina che rinosce se stai guardando l'affissione o meno. E da' alla cosa un significato francamente drammatico (il tema è quello della violenza domestica).

Per saperne di più, trovate il mio nuovo post su Geek Advertising - a questo simpatico URL

l'iPhone con la S fa perdere un sacco di soldi a Google?

Riprendo e sintetizzo un articolo di Advertising Age.

Nella prima settimana di lancio dell'iPhone 3GS, YouTube (posseduto da Google) ha fatto registrare un aumento del 400% negli upload di video.

Ovvero il nuovo iPhone pare essere una formidabile macchina da video... caricare però tanti video in estrema sintesi significa caricare di costi YouTube: per tutto il traffico, la banda occupata, lo spazio server richiesto etc etc

E il problema è che il tipo di video caricati dal telefonino (matrimonio della cugina low quality, il mio cane che dorme, il pupo che fa la sua prima pipì) sono dei contenuti con poco potenziale di generare visioni e quindi revenue pubblicitarie.

YouTube è riuscita a vendere spazi pubblicitari, l'anno scorso, solo per il 9% dei suoi contenuti. Ovvero il 91% dei contenuti che abbiamo caricato è un puro costo che manda in rosso il bilancio di YT.

Ora, si prevede che grazie alla semplicità di realizzare e uploadare video di iPhone (e altri simili apparati), crescerà ancora la già notevole mole di contenuti poco potenti in termini di potenziale di revenue caricati ogni secondo. In un mercato pubblicitario che certo non sostiene investimenti e tariffe iperboliche.

Breve: grazie all'iPhone più costi e meno ricavi? ;-)

L'articolo di Adage lo trovate qui

Ricerche online e "m'hanno fregato" effect

Messaggio apparso durante la compilazione di un sondaggio di Toluna: "Gentile membro di Toluna, sfortunatamente non rientrate nel target richiesto o il sondaggio è stato chiuso poichè è già stato raggiunto il numero di partecipanti necessari."

Ah, per carità, se sono fuori target... peccato il messaggio sia apparso dopo 10-12 minuti che partecipavo e davo dati.

L'impressione che ne esce è che il sondaggio ti butti fuori a due domande dalla fine per non "pagare" l'utente che compila...;-)

Dato che non è proprio la prima volta che capita, mi sono permesso un ragionamento, applicabile anche ad altre case di ricerca online (anche se l'impressione è che con ToLuna la sindrome "ti succhio informazioni a gratis" sia più diffusa)

Ora, io capisco che la colpa non è proprio di ToLuna (il sondaggio era condotto da un affiliato, PBS se ricordo bene); però tenere una persona a darti valore per parecchio tempo e poi scartarla senza remunerarla non è carino.

Quel che è peggio è che rafforza la sindrome del "sondaggista semi-professionista" - quello che non da' informazioni veritiere ma sceglie le risposte sulla base di un ragionamento: "quali risposte mi permettono di compilare più velocemente il questionario"? e poi "quali risposte possono permettermi di arrivare fino in fondo e non venire scartato"?

Sul tema delle compilazioni rapide ho avuto, quando vivevo in Spagna una brutta esperienza su un cliente internazionale.

Le risposte al questionario online erano incomprensibili, i risultati della ricerca non avevano senso.

Sino a quando non ho avuto l'idea di riportare i risultati di ogni pagina del questionario su un foglio di Excel, con delle crocette. Li' usciva immediato il senso: clic clic, uno a destra, uno a sinistra come uno sciatore sulla pista di uno slalom speciale e il foglio si compila in un baleno...

Sul tema del non dire la verità per cercare di essere più furbo dell'istituto di ricerca, a giudicare da certi discorsi che ho sentito in metropolitana, ci sarebbe da stare attenti.

Del resto, se passa il modello "ti pago / ti do' punti solo se le cose che dici mi piacciono, mi interessano, altrimenti non remunero il tuo sforzo e il tuo tempo/lavoro", ovvio che la tendenza dell'utente sia quella di fregare l'istituto di ricerca prima che lui freghi te...

Insomma, utilisime le ricerche online, ma c'è ancora un po' di strada da fare ;-)



martedì, luglio 07, 2009

Ambient: in giappone si fa musica coi pneumatici (e si vince un'oro a Cannes)

Non parlo mai o quasi di Giappone.

E sicuramente mai di pneumatici, categoria noiosissima (io in realtà ho lavorato per un paio di marche del settore e qualcosina di divertente l'avevo fatto, da giovane).

A sorpresa proprio una marca di questo settore ha beccato un oro a Cannes, con un'idea di...beh, probabilmente dovremmo chiamarlo "ambient" anche se l'oro l'hanno preso per l'outdoor.

Quelli della Dunlop hanno "zigrinato" un pezzetto di strada Giapponese, nei pressi di Nagano in modo che passandoci sopra con la macchina, venisse suonata una melodia.

Il trucco è stato progettare il tutto in modo che la musica suonasse bene solo a 40 km/h, quindi l'operazione è stata inquadrata come sicurezza stradale e incentivo al turismo; e non solo come bieca pubblicità.

Questo è il sito dell'operazione, in giapponese. Se ci frugate un po' dentro trovate anche qualche filmato che vi da' un'idea della qualità superstereofonica loseless 942-bit della musica ottenuta dalle gomme Dunlop sulla strada zigrinata.

Kudos a Dentsu Razorfish (btw, molti non sanno che il proprietario di Razorfish è un'aziendina di software chiamata Microsoft... anche se da un po' girano rumori che stiano cercando di sbolognarla a qualcun altro per uscire da un mercato che non è il loro... se volete sapere come mai se la sono ritrovata in casa, leggete questo articolo)

lunedì, luglio 06, 2009

Una realtà aumentata “utile”

Sull'altro blog cui collaboro (geekadvertising.wordpress.com) si parla di Augmented Reality Utile; e di Layar, un browser per cellulari in grado di aggiungere strati di informazioni utili in sovraimpressione alla realtà che stiamo osservando...

beh, insomma, leggetevi il post così capite ;-)

Possiamo dire che le scimmie battono il vomito...

Ebbene sì, la controversa campagna di lancio UK di Internet Explorer 8 ha causato un bel po' di polemiche - con il suo famoso annuncio del vomito (aprendo il computer di suo marito, una donna vede che egli stava guardando un sito tanto schifoso che inizia a dar di stomaco etc etc), a supporto della feature "private browsing".

Tanto tuonò che piovve, e l'annuncio è stato ritirato.


Per confronto la campagna italiana di lancio (quella di Otto, il gorilla) non solo è made in Italy, nn solo non è una campagna di spot ma è una campagna integrata che fa perno sull'online e il virale; non solo non ha suscitato polemiche... ma dalle informazioni che mi giungono avrebbe fatto segnare risultati molto superiori agli obiettivi...

Quindi occhio alle sindromi da complesso di inferiorità; la creatività itaiana non è così sfigata come vogliono a volte farci pensare...

Ecco il link al filmato incriminato su YouTube
Per vedere l'operazione online italiana di lancio di IE8: ecco il link

venerdì, luglio 03, 2009

Mountain Dew - sempre più il Soft Drink dei videogiochi?

Mountain Dew, soft drink parecchio caffeinato e parecchio popolare negli States, dopo un passato molto orientato al mondo dello sport e delle performance (ad esempio producendo un film sul mondo dello snowboarding...) , da qualche tempo ha intrapreso una strategia di associazione della marca con il mondo dei videogames.

Ma non dei videogames qualulnque - quelli di culto.

Dopo quindi la versione speciale della bevanda dedicata ad Halo 3, esce adesso la versione speciale "WoW" (World of Warcraft il videogame online con circa 12 milioni di abbonati *paganti* nel mondo).

In allegato, trovate lo spot di lancio (che fa riferimento ai due grandi "partiti" che combattono su WoW, Alleanza e Orda - quando costruite un personaggio dovete decidere da che parte volete stare).

Trovo interessante pensare che se una volta si associavano i soft drinks alla musica, adesso si associano ai videogiochi, ai MMORG... e anche se l'idea creativa dello spot di lancio non mi sembra eccelsa, proverò lo stesso a far carburare i miei personaggi su WoW (primo fra tutti un Prete chiamato Vache Mona) a Mountain Dew.


Piccola nota: che questo virale sia una risposta al ben più ambizioso filmato "Avatar" fatto da Coca Cola qualche tempo fa?

Per approfondimenti e crossriferimenti:
Il più grande gioco del mondo...
Toyota ambienta uno spot in WoW

e anche lo spot per Mountain Dew Halo3 (niente di che, peraltro)


Augmented Reality: il prossimo flop della pubblicità?

Nuovo pezzo - di tono molto "Geek Advertising" - per Apogeo

Diventata di gran moda, la realtà arricchita di informazioni rischia di imboccare il vicolo cieco della trovata pubblicitaria.

Al contrario avrebbe il potenziale di traghettare il marketing dall’interruzione alla collaborazione di qualità con le persone...

Come forse immaginerete, se cliccate qui andate a leggervi tutto il pezzo sul sito (adesso che ci penso, è una vita che non sento più nessuno pronunciare il termine "hyperlink")

giovedì, luglio 02, 2009

VW Polo: una comparativa intelligente

Idea semplicissima, chissà quanto è stata facile / diffile l'implementazione...

Sullo scontrino di cassa del distributore di benzina compare un messaggio pubblicitario: "con la benzina che hai messo nella tua macchina avresti potuto percorrere xxx km con una Polo..."

In fondo è una comparativa o un invito alla comparazione tra quello che hai e quello che potresti avere...

Lost Marketing: Un portafoglio si aggira per gli Stati Uniti (ADV Reprint)

Come già anticipato, sto ripubblicando sul blog i miei articoli pubblicati su ADV. Eccone un altro... (per gentile concessione dell'editore etc etc)

In tutto il mondo, ogni anno, milioni di portafogli vengono involontariamente persi. Ma quanti si smarriscono per colpa della creatività degli uomini di marketing?

Nel Guerilla Marketing, a quanto pare, per vincere bisogna saper perdere.

Non nel senso olimpico del fair play ma proprio nel senso di smarrire artatamente oggetti. Almeno questo pare essere il senso di una serie di operazioni di Guerilla che hanno colpito il pubblico nel profondo. Nel senso dell'avidità. O nel senso del buon samaritanesimo (quest'ultimo ovviamente più diffuso nel pubblico).

Sia come sia, un portafoglio per terra o in un taxi è difficile trattenersi dal raccoglierlo, ed una volta raccolto aprirlo – rendendosi un inerme bersaglio per operazioni di marketing non convenzionale, con le difese completamente abbassate.

Scampa all'inferno e fatti una birra

Difficile dire chi sia stato il primo ad usare questo strumento. Tra le semine più classiche si deve però citare l'iniziativa di Charitycounts.com in cui sotto Natale (1999) 8000 portafogli sono stati “smarriti” nelle strade di New York. All'interno una semplice card, un po' come quelle dei monopoli. Un buono valido per “Get out of hell free”, scampare dall'inferno. In cambio (ovvio) di una donazione, acquisendo meriti ed indulgenze.

Meno generosa l'iniziativa messa in pista da Carlsberg nel 2005, mirata a diffondere informazione sul proprio prestigioso prodotto attraverso la disseminazione degli artefatti in librerie, bar, entri commerciali nelle zone di Chicago, Boston, Las Vegas, New York, San Francisco e Philadelphia. All'interno del portafoglio, un passaporto. Ma al posto dei dati dello sventurato possessore, 12 pagine di informazioni sul prestigioso prodotto delle birreria danese (che ha dato il proprio nome anche al Saccharomyces carlsbergensi, lo speciale lievito che rende la loro birra così buona). Incluedendo anche istruzioni su come chiedere una Carlsberg e brindare in oltre 30 lingue diverse.

Il tema del falso documento di identità, altamente impattante (almeno in assenza di significative somme di contanti all'interno del portafoglio) è stato ripreso in Svezia. Le strade di Stoccolma, Malmo e Gothenburg sono state disseminate di portafogli contenenti una falsa carta d'identità del celebre (per gli svedesi) attore Niklas Andersson. Il tutto, per promuovere il lancio del film “Du och Jag".

La sinergia tra il soldo e il portasoldo

Anche le banche non hanno esitato a servirsi di questo mezzo, per altro affine alla materia prima trattata, in una relazione contenitore/contenuto. Così Washington Mutual ha deliberatamente abbandonato 15.000 portafogli a Chicago, con un voucher (del valore fino a 50 dollari) stimolante le “vittime” a recarsi per aprire un conto presso questa banca poco convenzionale che ha peraltro investito in numerose altre azioni di Guerilla per il proprio lancio sul mercato.

D’altra parte il rapporto soldi/portafoglio è intuitivo e non sorprende che altri lo abbiano intuito e utilizzato. Un “bravi” quindi anche a quelli della rivista economica brasiliana Estadao, che ha sparso per strade e panchine portafogli contenenti il messaggio "Hai trovato un portafoglio, adesso trova il modo di riempirlo di soldi" (leggendo la rivista…) .

Ultimamente, almeno per variare un po', si sono iniziati a perdere anche mazzi di chiavi, come nel caso della Nissan Altima. Al costo di 100.000 dollari e con lo scopo di raggiungere un target giovane difficle da colpire con mezzi tradizionali, quelli di Nissan US si sono persi 20,000 mazzi in bar e locali pubblici. Il messaggio era contenuto in un portachiavi, che invitava chi trovasse le chiavi a tenersele. Tanto la Altima si avvia senza chiavi (nel senso che ha un sistema tecnologico avanzato, non che è facile fregarsela con una forcina da capelli…). Il link tra il Guerilla e la registrazione/profilazione del cliente avveniva poi invitando a visitare il sito dell’operazione (www.altimakeys.com) e a partecipare ad iniziative promozionali con i soliti premi e sconti in palio.

Oggi il portafoglio, domani…?

La rapida diffusione di questa tecnica rischia di renderla meno efficiente (ma di fronte ad un portafoglio smarrito, la tentazione affiora sempre). Più preoccupante è immaginarne le possibili estensioni.

Già si parla di smarrire telefoni cellulari (o forse televisori?) per mettere in mano al target un media personalizzato che attiri e focalizzi l’attenzione e che possa diffondere messaggi promozionali che buchino il disinteresse.

A tendere si teme un estrapolazione verso lo smarrimento di frigoriferi, lavatrici, cani, bambini o rompighiaccio per le strade delle nostre città, in una spirale inflazionistica tesa a raggiungere l’attenzione sempre più elusiva dei nostri target. Con il rischio a lungo termine che le autorità cittadine pongano stretti limiti al Guerilla Marketing (cosa già avvenuta negli US) anche solo per ragioni di impatto ambientale…