venerdì, ottobre 29, 2010

Ci vediamo sul ring, in IAB (con Buongiorno)?


Vi segnalo...

Sarò il moderatore di questo workshop il 3 Novembre. E ci sarà anche Marco Massarotto.
Mi preoccupa il formato "Ring", detto fra noi...  dovrò scazzottarmi con Marco? O con gli ospiti? :-)


B!Digital a IAB Forum 2010: il mobile è meglio della TV ?

Milano, 27 Ottobre 2010 – Il Mobile è meglio della TV? Affrontando il tema legato alle campagne di marketing e agli investimenti pubblicitari, la televisione è ancora lo strumento ideale o al contrario, sta per essere sostituita da un pervasivo smartphone che ci segue in ogni momento della nostra giornata? Questa la domanda a cui cercherà di dare risposta B!Digital - agenzia indipendente leader in Europa che si occupa di sviluppo e implementazione di campagne di comunicazione su mobile – con il supporto di esperti di marketing digitale, brand ed editori, durante il workshop organizzato in occasione della prossima edizione di IAB Forum.

L'incontro ha l'obiettivo di analizzare i trend di evoluzione delle piattaforme mobili e delle abitudini nella fruizione dei contenuti, sottolineando l'importanza di strutture come B!Digital in grado di guidare le aziende nella scelta degli investimenti più adatti per raggiungere i propri obiettivi di comunicazione e di vendita.

Nel 2010, le applicazioni su smartphone e tablet hanno sfidato la televisione per il primato nell'attenzione degli spettatori. Secondo una ricerca di Flurry focalizzata sugli Stati Uniti, il pubblico quotidiano dei social game e dei social network ha raggiunto dimensioni simili a quelle degli show televisivi di maggior successo con quasi 20 milioni di utenti. Considerando che gli show hanno una frequenza settimanale mentre gli smartphone e i tablet sono sempre a disposizione degli utenti, Flurry stima che i nuovi “connected device” rappresentino un'opportunità per gli investimenti di marketing pari a 15 volte quella della televisione.

Per stimolare la discussione su questa evoluzione, B!Digital ha scelto per il proprio workshop il formato “ring”, mettendo a confronto operatori di settore e investitori, per richiamare l'attenzione sulle opportunità di investimento rappresentate dalle nuove piattaforme mobili. Dopo la presentazione iniziale di Filippo Arroni, Managing Director di B!Digital Italy, sull’evoluzione dei supporti tecnologici per la fruizione di campagne mobile, verranno organizzati due "round": il primo tra media e investitori coordinato da Roberto Venturini - uno dei pionieri del marketing digitale in Italia – e il secondo tra investitori con differenti strategie di pianificazione, moderato da Marco Massarotto, uno tra i massimi esperti italiani di comunicazione su Internet. Il workshop si terrà il 3 Novembre a partire dalle ore 16,30 presso IAB Forum – Sala Gialla.

Quanti sono *davvero* gli user Internet in Italia?

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Fondamentale per le vostre presentazioni e strategie ;-)


Scusate l'autopromozione ma secondo me può davvero servire.

Se è vero che gli user in Italia sono un 40% della popolazione, se iniziamo a fare dei distinguo demografici, di livello di cultura e di alfabetismo, le percentuali cambiano radicalmente. E di conseguenza anche la lettura in termini strategici di Internet.


Su Apogeo, oggi:


Il peso della rete in Italia, tutta la (mezza) verità


Su Internet, c’è meno di un italiano su due? 

O ci sono invece almeno 6 milioni di semianalfabeti collegati? 

Gli utenti si contano, però si pesano anche. Qualche numero da usare nelle vostre presentazioni.

I blogger possono trasformare i click in acqua

Anche oggi segnalo un'iniziativa a fin di bene-digitale. Che lavora sui blogger.
Procter & Gamble ha infatti sviluppato un widget che i blogger possono inserire nei propri blog.

Per ogni click che il widget riceverà dai lettori del blog, P&G regalerà 2 litri d'acqua potabile (l'equivalente del fabbisogno di un giorno... in posti dove acqua pulita e bevibile è una rarità).

L'attività ( che parte da Novembre) è parte di un programma più ampio: "Give Health" (#GIVEHEALTH) con uno specifico focus sui blogger di sesso femminile...

Viene introdotta nel progetto anche una sorta di amichevole competizione fra i blogger, con un leaderboard, che mostra la classifica di quanto i principali blogger sono riusciti a fare...

Approfondimento qui.

giovedì, ottobre 28, 2010

Per AIRC due app contro il cancro

In occasione della Giornata per la ricerca sul cancro 2010 in programma il 5 novembre, AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ha realizzato un’applicazione che consente agli utenti di Facebook di far sentire la propria vicinanza all’ Associazione.

L’applicazione  “AIRC siamo NOI”   vuole permettere di partecipare su Facebook, dimostrando il proprio sostegno…
Purtroppo la meccanica è veramente complessa, cosa che sicuramente diminuisce di molto  la percentuale degli interessati che parteciperà.

Per capirci, occorre: lanciare l’applicazione, da lì stampare fisicamente l’immagine del microscopio simbolo di  AIRC, farsi una foto con in mano l’immagine del microscopio, caricare la propria foto etc. E nemmeno hanno pensato che magari uno, se aveva il file della foto, si faceva una photoshoppata veloce...

Comunque, dato il valore dell’iniziativa, offro tutto il mio appoggio e contribuisco volntieri alla visibilità.

Da segnalare anche, sempre nella loro pagina Facebook, l’applicazione/ test  “Scacco al cancro”, realizzata per aiutare gli utenti  a riconoscere i falsi miti sulla prevenzione del cancro. 

Il Poster con Facebook (places)


Facebook, in pubblicità, diventerà quello che oggi è diventato l'URL del sito dell'inserzionista?


Ci dovremo abituare a vedere l'invito a diventare amici posto in grande prominenza?

Da notare che qui si tratta però di un'operazione geolocalizzata, basata su Facebook Places, che accompagna il lancio del nuovo disco di Cheryl Cole.

E c'è un concorso. Loggandosi con Places si può vincere un viaggio a vedere la cantante a X Factor.

Pensiero aggiuntivo: con Places (ma anche con Foursquare o con i QR Code) si possono ottenere delle indicazioni di audience del poster... rendendo più misurabile un media che notoriamente non lo è poi molto...

Approfondimento su TechCrunch

mercoledì, ottobre 27, 2010

Gillette: gioco Facebook etc

Gillette è una marca che in fondo non ci stupisce mai troppo. E ve lo dice uno che ci ha lavorato sopra per parecchi anni...;-)
Così anche l'approccio sui Social è in fondo mainstream / nazionalpopolare/ tranquillizzante.

In breve: un simpatico giochino similarcade all'interno di Facebook, ben integrato con la loro iniziativa "Il campione del Futuro" e l'ovvio filmato che vorrebbe essere virale (a me, non interessando il calcio, risulta difficile valutare) e che per ora ha superato le 10.000 views. E l'ovvio concorso - votando il proprio giocatore preferito tra i tre, si ha la possibilità di vincere tre abbonamenti in tribuna di qualsiasi squadra per la prossima stagione e 29 netbook.

Cliccate qui per votare, così magari vincete...

In sostanza: forse per prodotti di massa, ma di massa vera, non è sempre necessario essere leading edge e innovativi a tutti i costi.

PS: se siete interessati a sapere di più sul Gillette Future Champion:


Leonardo Bonucci, Stefano Okaka e Andrea Ranocchia, queste le promesse della serie A in gara per diventare il nuovo Gillette Future Champion 2010. I tre campioni che si contenderanno il titolo sono giovani promesse che occuperanno le cronache calcistiche nei prossimi anni.

Il 18 ottobre 2010 partirà ufficialmente la terza stagione del Gillette Future Champion: Sebastian Giovinco indietreggia e Alberto Paloschi rimette in gioco la sua corona. I due precedenti vincitori, riuniti ora nella squadra del presidente Ghirardi, cercano un nuovo collega, mentre confermano sul campo le doti che li avevano portati in cima alle preferenze degli internauti.

Anche quest’anno la scelta sarà dura. Bonucci, Okaka, Ranocchia, tre aspiranti stelle, due difensori e un attaccante, e una missione in comune: imporsi nel calcio che conta, passando per la prestigiosa corona del Gillette Future Champion 2010. Uno di loro sarà il nuovo volto calcistico dell’Italia. Come scegliere? Il giovane protagonista deve distinguersi per talento, fair play e volontà di emergere. Chi sceglie? Come sempre, i tifosi.

Le urne sono telematiche, dal 18 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011, votare sarà facile, basta collegarsi al sito www.gillettefuturechampion.it!

Ancora su Farmville: il caso Bing

Ieri abbiamo parlato di dirigibili e mongolfiere su Farmville, da McDonald's e da un'assicurazione. 

Da non dimenticare però quello che ha fatto a suo tempo (primavera 2010) Bing, il motore di ricerca di Microsoft.

Un link posizionato nella propria pagina Farmville portava (con l'offerta di denaro farmvilliano gratis)  a diventare amico di Bing su Facebook (approfondimento).

A quanto pare la promo è stata efficace, aggiungendo 400,000 (quattrocentomila!) fan in un solo giorno (approfondimento) superando il numero di fan detenuti da Google.

Va anche notato che Farmville è anche entrato all'interno degli MSN Games, quindi la relazione con Microsoft è un po' più complessa di una semplice promozioncella...

Certo, va contato il fattore che dato che si è trattato di un'affare d'interesse e non amore, una buona percentuale avrà poi rapidamente rimosso Bing dai propri preferiti. Pianificando però sulla redemption finale e non sul botto iniziale l'operazione ha un suo senso...e dimostra comunque quanto l'avidità umana nonostante tutti i 2.0 sia sempre molto forte;-)

Ah, se siete curiosi di sapere come stanno adesso a fan su Facebook i motori...
Bing 1.185.171 contro 1.916.274 per Google (nota: ho preso solo il primo risultato che mi è uscito su FB digitando il nome dei due motori... your mileage may vary).

martedì, ottobre 26, 2010

Adidas... come dire... su YouTube...


Mah.
Ci sono delle campagne, delle attività di comunicazione che uno non sa bene che dire, se mi permettete lo scivolone sintattico-grammaticale. 

Di quelle cose che uno si salva in corner dicendo, beh non sono in target. E che purtuttavia hanno un loro fascino perverso :-)

Insomma, vedetevi l'attività di comunicazione di Adidas su YouTube.

Per il lancio delle nuove scarpe Adidas da basket dedicate a due giocatori NBA (Derrick Rose e Dwight Howard), la marca delle tre strisie ha creato un canale YT dedicato.

Sì, c'è il giochino interattivo (su YouTube, che non è il solito filmato a scelta multipla ma proprio un gioco dove bisogna fare canestro). Sì ci sono le suonerie e gli sfondi di scrivania.

Ma sopratutto ci sono i video, testimoni di una cultura che per noi è aliena come quella marziana, a occhio e croce... ma con un suo fascino diabolico. O forse sono io che sono troppo sobrio per essere obiettivo...

Product Placement su Farmville


Un paio di belle cose.


Primo: se una assicurazione si chiama "Farmer's Insurance Group", non può non essere nel farming world (virtuale) per eccellenza. Ovvero, Farmville. 

Come esserci? Inserendo un oggetto, un dirigibile che sorvola campi e giardini. Ma, lo sappiamo, la comunicazione strategicamente corretta non fa solo awareness, lega la comunicazione ai benefit / caratteristiche etc.

E così il dirigibile serve anche a proteggere i campi, impedendo che i preziosi raccolti appassiscano per incuria (chi gioca a Farmville sa cosa intendo). 

Insomma, si lega cosa fa la marca nel reale (proteggere) con una applicazione sul virtuale e tutte queste altre belle pippe da digital planner (visto su http://brand-e.biz/).

C'è da sapere però anche una cosa: la Farmers, nel mondo reale, ha davvero un dirigibile che sorvola campi e città. Anzi, il più grande dirigibile del mondo (così affermano). Uno Zeppelin Eureka che è protagonista di operazioni promozionali anche, ad esempio, su Facebook - dove si può vincere un bel giretto sull'aeronave.

Secondo: McDonald's si è fatta la propria fattoria su Farmville. Interagendo con la quale si ottengono oggetti virtuali per la propria fattoria, rari ed esclusivi etc etc. compresa una mongolfiera molto decorativa. Maggiori dettagli qui.

lunedì, ottobre 25, 2010

Finalmente un corso di Privacy e Marketing...


Se qualcuno è interessato a capire come si fa a rispettare le norme sulla Privacy in un'azienda che fa operazioni di Marketing (e non si tratta solo di non spammare - il 90% di quelli che conosco violano una qualche parte della normativa della Privacy senza saperlo), vi segnalo questo corso - di cui farò l'apertura.

La parte didattica vera e propria la farà un esperto del settore (l'Avv. Flaminia Merla).

Quando, Dove, Quanto costa...

A Desio, presso la sede di Alavie - società di consulenza specializzata in privacy. Il 16 Novembre 2010. Dura una giornata e costa 490 € + IVA.

Per il programma, i dettagli, le informazioni e iscriversi, guardate questo post del loro blog.

Tra i temi trattati...
  • B2B: tecniche di marketing non invasive e in linea con la normativa
  • B2C: tecniche di marketing non invasive e in linea con la normativa
  • Invio di sms e mms commerciali
  • Profilazione del cliente attraverso internet: se e come è possiile farlo
  • Fidelity Card e RFID: gli orientamenti del Garante
  • Fornire la corretta Informativa
  • La raccolta diretta e indiretta dei dati necessari per le attività di marketing
  • L’utilizzo  delle banche dati per le campagne di marketing
  • Esempio di comunicazione commerciale corretta
  • Come impostare una privacy policy nella propria organizzazione aziendale  e nel sito
  • ...

And the Winner is... (l'adesivo misterioso)

Il vincitore è Gianpiero Riva, che spiega benissimo il senso dell'adesivo misterioso:

"È il "blue-shift".

Il blue-shift, o spostamento verso il blu, è l'opposto del red-shift, lo spostamento verso il rosso. Il secondo ha una maggiore importanza in ambito astronomico.

La causa principale del blue-shift è l'effetto Doppler applicato alle onde elettromagnetiche. L'effetto si presenta quando un'onda elettromagnetica (come la luce) emessa da una sorgente in avvicinamento, viene vista da un osservatore fermo, il quale vedrà la frequenza di quest'onda spostata verso la parte blu dello spettro elettromagnetico (la lunghezza d'onda è diminuita).

In sostanza l'adesivo dovrebbe apparire blu se ci stiamo avvicinando all'auto che lo riporta ad una velocità prossima a quella della luce X-)

Sono Geek?"

Gianpiero è sicuramente un Geek... e per decodificare il messaggio, serve quasi una laurea in fisica.
Il che ha molto senso, perché è proprio un adesivo per l'American Physical Society . E quindi ci sta un'attività unconventional che non si basi su concetti scemi ma su concetti invece molto "Intelligenti"... ;-)

(PS: se guardavate i tags del post, un indizio o due ve li avevo messi... ;-)

Barilla e Foursquare

In un ritardo bestiale (l'ho scoperto solo oggi) parlo dell'iniziativa Barilla a Milano.
Il Tour di Casa Barilla ha portato la cucina a Milano, in Piazza Castello (purtroppo ieri, domenica), ma siete ancora in tempo per Palermo, Napoli, Bari e Roma.

Come ormai sta diventando consuetudine ( ma solo per noi geek addetti ai lavori, mi sa), è stata attaccata all'operazione sul campo anche l'operazione su Foursquare. Data la scarsità del tempo a disposizione non era sensato scatenare una lotta alla Mayorship, ragion per cui bastava fare check-in per ricevere un omaggio (ma non ho scoperto cosa).

Piccoli, piccolissimi numeri, ma proprio attraverso iniziative pioniere si fa scoprire lo strumento (Foursquare in questo caso) e lo si fa adottare, costruendosi nel tempo una base utenti che poi permette di usare lo strumento sul serio... per maggiori info, l'account Foursquare Barilla è qui
Già che ci siamo, per chi fosse interessato, Barilla ha anche un account Twitter e pure la sua presenza su Facebook... 

venerdì, ottobre 22, 2010

Comune di Milano, CommStrategy e Politecnico vincono il premio per l'innovazione


Ecco l'approfondimento della notizia data in tempo reale l'altro giorno.

Comune di Milano, CommStrategy e  Politecnico vincono il premio Innovazione Enterprise 2.0 in SMAU.

Il motivo? Aver utilizzato i Social Media per valutare attrattività e competitività turistica della città. 

Si è trattato della sperimentazione di un approccio metodologico e di strumenti software per analizzare le tracce lasciate dagli utenti della Rete, in particolare sui siti del settore turistico e sui siti di Social Network monitorando le opinioni espresse sulla loro esperienza della città. Comparandole con le  conversazioni sulla Rete relative a Londra e Madrid. 

Dall'analisi delle conversazioni e delle opinioni si può quindi migliorare il marketing turistico / territoriale…

Complimenti, fa piacere che si muovano cose intelligenti sul territorio…;-)



Segnalo anche la conferenza stampa oggi alle 14 in SMAU

Più Geek di così non si può.

Una campagna (nello specifico un adesivo da macchina) che solo un geek può capire. Per un "prodotto" (è un'associazione) che praticamente è solo per geek.

Di conseguenza è una sorta di messaggio in codice; e il target si sente gratificato perché sa che solo lui potrà decodificarlo...;-)

(PS: Se non la capite, fatemelo sapere, che magari poi posto la spiegazione la settimana prossima ;-)

giovedì, ottobre 21, 2010

QR Code = Like

In Belgio. Un QR Code in vetrina che fa scattare automaticamente un "like" su Facebook.

Approfondimento: Techcrunch.

Compra 2 biglietti per il cinema e scarica il film gratis...


Interessante sopratutto per il modello di business...


Per Paranormal Activity 2, si sono inventati che se si comprano (online) due biglietti per lo spettacolo (fisicamente, andare al cinema, ricordate come si fa?) vi potete scaricare gratuitamente il film originale (che tanto, qualcuno dice, lo fareste comunque su Torrent...)

Magari vale anche la pena di seguire come usano Twitter per promuoversi... 


mercoledì, ottobre 20, 2010

CNN ruba a Foursquare (i badge) (+ Super Swarm )

La Rete è piena di soprese, di serendipità. Di cose che uno le prende per un verso e invece si rivelano essere tutt’altro. 

Un esempio, almeno potenziale? I badge di Foursquare (e di Gowalla etc).

Breve background per chi non fosse “dentro” la cosa.

Foursquare si è proposto al pubblico come un simpatico giochetto. Attraverso la geolocalizzazione, a “fare checkin” in appositi luoghi non solo si diventa sindaco ma si ottengono dei simpatici “badge” delle medaglie ai valore, dei brevetti. E il gioco è proprio (anche) quello di collezionare queste medagliette. 

Personalmente pensavo che l'attenzione ai badge esistesse (solo?) negli USA, ritenendo che da noi questo tipo di collezionamento virtuale di meriti e distintivi fosse poco appealing. Così mi sono sempre e solo concentrato sui valori di condivisione, di invio di messaggi laterali attraverso il proprio posizionamento geografico, del senso di territorialità - marcare il territorio, come un cane o un gatto, attraverso il GPS e lo smartphone. Questa stazione della Metro è mia (lo ammetto, sto combattendo eroicamente da mesi per il controllo della MM Turro a Milano). E i badge me li sono sempre filati poco.

Salvo poi ricredermi, anche perche' ho scoperto che c’è chi ci tiene, anche da noi. Ad esempio c’è chi ci tiene molto al badge “Super Swarm”, che sarebbe quello che per ottenerlo devi convincere 250 (!) maledette persone a fare checkin tutte insieme nello stesso posto nello stesso momento. Praticamente un flashmob geolocalizzato... con la differenza che poi dopo che hai fatto “ckeck” non sai più cosa fare. 

Tanto vale andare tutti a prendersi un numero “n” di birre in compagnia. Può essere. Da vedere. Ad esempio sta per arrivare (il 12 Novembre) un evento Super Swarm a Milano.

Però, fin tanto che resta all’interno di un giochino, è un giochino. Niente di che. Poi invece scopri che qualcuno prende il package concettuale, butta via quella che ritenevi essere la parte pregiata (la geolocalizzazione, la Mayorship, la condivisione) e la butta. E tiene solo la parte che ritenevi marginale.
Eggià, perché è notizia di questi gioni che CNN ha istituito i badge per iReport.

In breve, anche qui: iReport è quella sezione di CNN dedicata al citizen journalism. Adesso, i contributori (contribuenti?), quelli che sviluppano contenuto, avranno diritto alla loro medaglietta.

We've got badges! »
We've been talking for months and months about our plans for a badge system to recognize iReporters' contributions to the community. Our developers and designers worked really hard on the project, so we are thrilled to introduce this little guy:

You can get the "On the campaign trail" badge by downloading the free CNN Election APP for Blackberry, Android or iPhone) and participating in the iReport Election Challenge.

We'll be rolling out more badges in the next few weeks, so you will be able to earn them by posting iReports, jumping into the comments and getting involved in the community (we've also got a few surprise badges up our sleeves). This will be a big improvement over the current "Superstar" system, because it will acknowledge everyone's participation and give a clearer picture of iReporters' activity.

If you've got a badge idea let us know in the comments below or, better yet, draw a picture of it and post it as an iReport.


PS: ci vediamo il 12/11 all’arco della pace per il Super Swarm?. Io penso di esserci..;-)

lunedì, ottobre 18, 2010

Men are from Bars, Women are from Venus

Da Bavaria.
Birra. Unconventional.

Interessante però notare che in Rete molti hanno ripreso questa immagine, ma non ho trovato indicazini di come sia stato poi effettivamente usato questo materiale. Prendiamolo quindi come un concetto creativo e basta?

Evoluzioni della geolocalizzazione: combattere i finti checkin, Shopkick


Non c'è dubbio che (almeno fra gli addetti ai lavori) le applicazioni di Geolocalizzazione - prima fra tutte Foursquare, siano l'argomento caldo del periodo.


Tra i vari problemi di questo settore - specificamente in relazione con l'uso di queste app per fare retail marketing - c'è il problemino dei checkin farlocchi.

In sintesi: fa abbastanza differenza, per una marca e per un punto vendita se il checkin avviene fuori dal negozio (o addirittura a qualche centinaio di metri di distanza) o se il checkin avviene *dentro* il negozio. Ovvio, no?

Al momento Foursquare & Co non risolvono il problema; c'è però in arrivo (a quanto pare) un nuovo sistema, basato su tecnologie proprietarie e segnali che, non passando oltre i muri dei negozi rendono necessario essere proprio dentro il punto vendita per loggarsi.

Interessante seguire cosa sta combinando  shopkick.com/ - che ha inoltre messo a punto un meccanismo promozionale, con punti e quant'altro, che premia chi entra in negozio senza che si debba fare un checkin, dato che questo avviene in modo automatico...

Da seguire.

Per approfondimenti: 

Due parole su Slideshare


Nuova puntata del mio corso di emarketing (o marketing digitale) per le PMI e comunque per i non esperti.


In questa puntata si parla di Slideshare, il luogo dove condividere presentazioni - dando alcune (sintetiche e semplici!) indicazioni su come questo strumento si può usare per il marketing e la comunicazione aziendale.

Lo potete trovare qui. Buona lettura.

venerdì, ottobre 15, 2010

Il Social Thriller a puntate sul cellulare

Forse avrete già sentito parlare di "Social Killer" il libro seriale, il thriller ambientato sui Social, il romanzo a puntate (108) disponibile gratis sul cellulare. Da Vito Di Bari.
Per saperne di più, qui un post che lo spiega meglio di me e vi allego il booktrailer ;-)


L'incidente Aumentato di Axa :-)

Come sapete, tendo ad essere un po' critico sulle applicazioni pubblicitarie correnti della Realtà Aumentata.
In questo caso do' un "like".
Axa in Belgio ha realizzato un annuncio sui quotidiani, aumentabile tramite iPhone (o meglio - l'annuncio era una specie di teaser, ci vuole un iPhone per capire la faccenda).
La cosa è abbastanza divertente e quindi il fatto di richiedere alle persone di prendersi il mal di pancia di prendere il telefono, applicarlo sul giornale... etc ha un qualche senso ;-)

L'annuncio porta, coerentemente, alla possibilità di scaricare l'app di Axa di cui avevo già parlato e che permette, fra l'altro, di fare la denuncia di incidente (diciamo la constatazione amichevole) direttamente dall'iPhone.

In Rete, non conta cosa fai, conta chi sei?

L’esperienza quotidiana del mio lavoro di planner si scontra spesso con delle richieste apparentemente sensate da parte delle aziende. 

In questo periodo, in cui va di moda il socialmedia-coso, sono tipicamente richieste del tipo “mi studia un’operazione su... (Facebook, Foursquare, Twitter, quel che volete)?”. Ci sarebbe a questo punto da discutere che cosa succede quando chiedo “perché?”, ma lasciamo perdere. 
Ora, la richiesta è solo apparentemente ragionevole - o meglio, lo è se si sa cosa si chiede e quali sono le conseguenze.

Già mi immagino che qualche lettore sarà partito lancia in resta a scrivere un acidissimo commento che spiega all’imbecille (io) che i social non sono una moda, ma un fenomeno che cambia la nostra società eccetera eccetera.Vero. 

D’altra parte sono anche una moda, cioè uno di quei fenomeni cui si aderisce acriticamente, magari senza comprenderli appieno. Ed ecco allora che escono queste richieste.Il modello sottostante è sempre lo stesso: l’azienda resta quello che è, non cambia filosofia, prodotti, modus operandi, non cambia il proprio modo di essere sul mercato e sopratutto non cambia il proprio modo di percepire e considerare i propri clienti/prospect. E non cambia la relazione con loro. Ma dato che va di moda e forse è un’opportunità per vendere di più, si tenta la carta del social-coso invece che di un’altra operazione più classica (che generalmente è molto più costosa).


Fare il social diventa quindi fare “una cosa social”. Che ci permetta di essere percepiti come social-contemporanei. Di spingere una promozione. Di dopare un programma di marketing. Il tutto, rigorosamente senza cambiare essenza. Un po’ come andare a baciare i bambini di fronte alle chiese e stringere la mano al parroco, senza far troppo mistero del proprio sostanziale ateismo di fronte agli elettori. Qualcuno o tanti ci possono anche cascare o stare consapevolmente a questo gioco. Che, essendo sostanzialmente una promozione, funziona generalmente nel breve periodo: i risultati sulla distanza si riassorbono senza aver lasciato risultati permanenti, con un impatto neutro o poco positivo sulla percezione della marca.

Non voglio dire che occorra essere integralisti, le aziende molte cose non le possono fare. Non possono, nel giro di periodi brevi, cambiare radicalmente la propria essenza, almeno non senza cacciare un sacco di gente e prendersi dei rischi notevoli, buttando nella spazzatura esperienze consolidate negli anni. Anche se magari funziona sempre meno, è rischioso buttare tutto quello che funziona per gettarsi in esperimenti in aree in cui la propria esperienza è zero. Specialmente ricordando che l’esperienza si fa solo commettendo errori. Errori che possono costare cari.

D’altra parte restare quel che si è non porta lontano, molte volte. Qualsiasi strada inizia con il primo passo. A volte con un balzo, ma c’è chi a saltare da fermo può anche rompersi una gamba. E tuttavia fare dei passi senza convinzione non porta lontano sulla strada. Di conseguenza, abbandonando la metafora un po’ tolkeniana, porta a dare ritorni insoddisfacenti per la propria operazione “Social” (del tipo apri, chiudi, e poi ce ne inventeremo un altra.. e tra una e l’altra ovviamente mettiamo in animazione sospesa il nostro rapporto sociale con il pubblico).

C’è da ragionare sul fatto che spesso le operazioni di Social che si fanno più sentire sono quelle in cui c’è un’azienda che ha un’immagine, una percezione particolare. Lo vedo su Twitter: quali sono le persone o meglio i personaggi che seguo più volentieri? Quelli che danno spunti utili, concreti (e quindi hanno il mio rispetto) o quelli che si sanno rivolgere al pubblico in una certa maniera (lo sapete già , i miei preferiti sono, tra gli altri, la Regina Rania, Dita VonTeese e da un po’ anche Jorge Lorenzo). La questione, in fondo non è essere social o non esserlo, ma è che tipo di azienda si è. Date un’occhiata a che razza di linea aerea è Air New Zealand. Poi confrontatela con qualunque altro vettore aereo a vostra scelta. Oppure Cointreau, che ha scelto come testimonial proprio Dita VonTeese (così come ha fato l’acqua Perrier in Francia) e che apre anche un club privato per i suoi consumatori proprio da lei decorato.

Sono tutti esempi di aziende che sanno dare una percezione diversa, che in qualche modo vivono il proprio business e operano in modo diverso. Di conseguenza, quando fanno qualcosa, anche sui social media, godono facilmente di più attenzione - perché sono aziende interessanti, per cui vi sono pregiudizi positivi - si ritiene (ci si conta, si spera) facciano qualcosa di interessante. Che ci stupisca. Che ci gratifica quando diventiamo loro “fan” e ci schieriamo dalla loro parte viralizzando un messaggio.
Il che è molto diverso, da diventare fan di un’azienda neutra o un po’ polverosa che ha fatto l’ennesimo concorsino su Facebook.

Il problema è sempre lo stesso: nell’era dell’attention economy, della parità dei prodotti, della interscambiabilità delle offerte... “Do you have something interesting to say?” Che tradotto omofonicamente potrebbe essere  "hai qualcosa di interessante, in quello che sei"? ;-)

giovedì, ottobre 14, 2010

Tod's e La Scala.

Segnalo l'operazione di Tod's con La Scala.
Elevata qualità produttiva del video.
Si vede su Tods.com

La fontana e le stoviglie- Ambient

Per promuovere i propri prodotti "ecologici", mrs Meyer ha trasformato una fontana di San Francisco in un ...lavello da cucina. Con tanto di stoviglie king size.

In un'ottica di sana integrazione, si è realizzata anche una operazione di sampling collegata a un fund raising benefico.
Ecco il video.



Sul sito trovate anche il backstage.
(nota: sto testando una nuova possibilità di YouTube, che dovrebbe permettere la visione dei filmati anche in HTML5... io la provo, se ci sono problemi, avvisatemi)

Ikea Pavimentology - Ambient Sidney

Semplice semplice... usare un artista che riproduca in un luogo di grande passaggio un'ambientazione Ikea, più specificamente una cucina.

Il trucco è che si tratta di uno di quei disegni "piatti" che danno però l'illusione della tridimensionalità. Vedi alla voce Pavement Art. 

Non solo: Ikea ha messo a disposizione un fotografo per fotografare la gente nell'ambientazione... e date le proprietà ottico-prospettiche del disegno, i risultati di metterci dentro delle persone sono piuttosto divertenti. E quindi attirano un sacco di gente che vuole la foto :-)

Risultato: un po' di buzz, parecchio engagement per un'operazione a costo direi piuttosto contenuto.
Da capire se poi ci hanno attaccato operazioni di database building (ad es. farsi lasciare l'email per ricevere la foto scattata) e altro, che ci stava e amplificava il potenziale dell'operazione sul campo.
Guardatevi il video, che è divertente.

mercoledì, ottobre 13, 2010

Branding - con l'All Black sexy e la signora nuda :-) Il video sull'aereo...

Il Branding, l'immagine di marca passa attraverso la comunicazione. E tutto comunica. 
Non solo la pubblicità, i Social Media o il digitale... tutto, tutto quello che si fa, momento per momento nella vita di una marca.

Per una linea aerea (torniamo a parlare di Air New Zealand, che mi sembra bella hip, come compagnia) ad esempio anche il (noiosissimo) Safety Briefing video, il filmato che spiega come e cosa fare per stare vivi a brodo, è un oggetto di comunicazione.

Air New Zealand ha trovato un modo per rendere un obbligo in un momento di branding. Realizzando un video molto intelligente. Sfruttando una delle più pregiate risorse nazionali: la squadra di Rugby degli All Blacks.

E.. Alitalia? (Rofl)


Andate a vedervi anche il video del backstage, che è perfino meglio :-) notare come hanno fatto bene il canale YouTube.
(Mi piacerebbe vivere in un paese che abbia delle rock&roll companies come quella)



Sei il sindaco? La lounge è gratis

Da Air New Zealand una promozione al volo.

Per i sindaci degli aeroporti serviti dalla compagnia aerea, accesso gratis alle Lounge.
Easy.

Rottama il reggiseno, dormi più tranquilla :-)


Promozione da Intimissimi: rottama il reggiseno... portando il vecchio reggiseno in negozio si ottengono 3 Euro da spendere per un nuovo prodotto.  


Fin qui.. la cosa divertente (e su cui si sarebbe potuta costruire una interessante attività di comunicazione) è che i reggiseni ritirati saranno riciclati. In pannelli fonoassorbenti.

A me 'sta cosa dei pannelli che fanno silenzio, ricavati da reggiseni.... non so, ci avrei visto uno spunto per qualcosa di un po' unconventional... ;-)

martedì, ottobre 12, 2010

Per comunicare ti do' 200.000 Volt in ufficio :-)


Sì, capita di sentire account e creativi parlare al cliente di campagne folgoranti. In genere però è una metafora.


L'hanno presa alla lettera, in modo fulminante, quelli di Lucozade.

Per promuovere la bevanda energetica che ti ricarica, hanno piazzato un Generatore di Van Der Graaf dentro vari uffici di Hong Kong, in un tour che ha coinvolto più di 150 luoghi di lavoro. 
Ovviamente il generatore era cammuffato da bottiglietta del prodotto...

Il trucco è stato fare l'evento alle 15:30 - ora dell'abbiocco mortale.

I solerti lavoratori orientali sono stati invitati a infilare la mano nel generatore per ricevere una salutare dose di energia (eccitante ma innocua - o almeno si spera), interagendo in modo metaforico con le qualità del prodotto e beccandosi dosi di elettroni il cui voltaggio non è rivelato ma che potrebbero essere arrivati ai milioni di volt...

Il tutto è stato fotografato e inviato a vari premi creativi, ovviamente. Se cliccate sull'immagine (la case history) potete leggere qualche dettaglio in più. La cosa più geniale è l'effetto sui capelli. Chissa' quanto dura...

Foursquare: check-in nella natura selvaggia (Jeep)


Da Jeep un'idea semplice semplice: permettere ai propri fan di geolocalizzarsi/taggarsi social qualcosa non in un ambito banalmente urbano ma anche di relazionarsi con la marca nel mezzo della natura selvaggia.


Jeep ha infatti lasciato dei "tips" in giro per l'America, nei luoghi più belli e interessanti frequentati dagli off-roaders (sì, negli Stati Uniti si può ancora fare fuoristrada in auto).

Il concetto è proprio quello di relazionarsi con gli appassionati nei luoghi e nei modi che uniscono la passione delle persone con l'essenza stessa del prodotto.

lunedì, ottobre 11, 2010

Twittermoms lancia il marchio di qualità delle mamme Twitter

Un influente gruppo di madri su internet ha creato un proprio bollino di riconoscimento per certificare prodotti “mother-friendly”. Una grande opportunità per il marketing, non senza qualche rischio

Twittermoms.com è un network di madri connesse su Twitter. E sono tante, oltre 27.000 – la maggior parte delle quali si può vantare di avere centinaia di follower...

Parlo di questo nel mio articolo settimanale su Apogeo, che potete leggere qui.




venerdì, ottobre 08, 2010

Umani, domani. Oggi, su Panorama First

Se a qualcuno interessa il tema, oggi è uscito su Panorama First un mio pezzo di fanta-scienza (tutto sommato) o per meglio dire di scenario, sui robot nella nostra società tra qualche anno.

Non troppo serio ma abbastanza serio. O una via di mezzo.
Sorry, è solo su carta...

(no, le foto non le ho scelte io... ;-)

Ci si riprova con l'Agenzia che non esiste (nuovi modelli di biz)

Co: è una nuova agenzia inglese. Basata sul principio (che già da anni circola) di non avere uno staff permanente ma di aggregare professionisti e risorse in team temporanei, costruiti attorno alle necessità circostanziali dei clienti. E alla fine del progetto dissolti. Aggregando persone, consulenti e agenzie specializzate. Co-creation, co-qualchecosa.

Interessante. In realtà anche a me capita già di lavorare spesso in un'ottica simile come digital planner, anche se generalmente appoggiato da uno staff stabilissimo e granitico :-). Mi capita per cose relativamente semplici come valutazioni, audit, assessment o per cose più complesse come la costruzione dell'ossatura di strategie digitali. Vengo attivato come risorsa e poi spento.

Mi sa proprio che vedo arrivare all'orizzonte anche da noi un modello di questo genere, con team a geometria variabile e persone chiave che lavorano (contemporaneamente?) per più agenzie, rimaneggiando pesantemente il concetto dei classici no-compete agreement.

Da capire se sarà un modello fatto all'inglese o all'italiana ;-)
Un modello organizzativo e di business che avrebbe conseguenze complesse. A me va bene fare il consulente e giocarmela, ma per molte persone questo potrebbe essere, se adottato su larga scala, un'ulteriore passo verso la precarietà permanente. O passare dall'essere "dipendenti" ad essere imprenditori di se' stessi. Cosa che non tutti se la sentono di fare.

Da capire poi, discussione che va avanti da anni, se i clienti sono pronti per un modello in cui persone e risorse chiave oggi ci sono in agenzia e magari domani non possono esserci, che lavorano oggi per te e domani per un concorrente...

Rimando comunque per approfondimenti su Co: a questo articolo di Marketing Week

Chips & Salsa gratis con Foursquare


Un'altra promo molto "classica" su Foursquare.

La catena di ristoranti Chili's Grill & Bar offre ai propri clienti chips&salsa gratis... se hanno fatto il checkin su Foursquare. 
Ovviamente si spera anche nella viralizzazione, ad esempio su Twitter.

giovedì, ottobre 07, 2010

Vai in crociera se sei il sindaco

Altra promozione Foursquare interessante dagli Stati Uniti.

Il proprietario del ristorante "The Philadelphian" ha regalato una crociera per due al primo sindaco del suo locale e ha messo in palio una seconda crociera per chiunque riesca a diventare il nuovo sindaco e restarlo per trenta giorni consecutivi.

Anche in questo caso, il modello è quello della "battle for mayorship"...

La promozione è stata comunicata e supportata su Facebook e attraverso la publicity / wom generato.

Da notare come, per generare attenzione verso il ristorante e fidelizzare all'uso di Facebook, il proprietario del ristorante ricorra a promozioni (sconti) su certi piatti, comunicati solo su FB (es. "

One 16'' White Spinach pizza plus 2 16oz. drinks for only $9.99 when you mention you saw this on facebook!")

Il Virale Treccani



Come si fa a comunicare un vocabolario scolastico?
Prodotto impossibile, target durissimo... oppure no?

Bello, il modo trovato per dimostrare che le parole hanno ancora un senso, che esiste ancora un potere della parola.

E che un dizionario scolastico può ancora avere un senso.
E che non tutti i dizionari scolastici sono pallosi ed hanno marchi polverosi - anzi che proprio quello che ha la marca più altisonante è quello più avanti... regolare, no? :-)

mercoledì, ottobre 06, 2010

Corriere: tra iPad e sciopero dei Giornalisti. Pay e free...



Mentre sul lato "fisico" è in corso una sorta di braccio di ferro tra il direttore De Bortoli e i giornalisti che scioperano (avete letto no, la lettera aperta del Direttore? " Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l’edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera") sul lato virtuale il Corriere sembra dannatamente serio nell'esplorare la strada virtuale e dell'app per iPad.

Intanto, è non è poco, hanno investito per uno spot "serio" (che trovate sul sito) e hanno anche fatto un bel tutorial (il filmato che trovate qui in alto). Ma al di là della comunicazione, si tratterà di vedere in termini di features e di benefici per gli utenti...

Inutile negarlo, per molti editori l'iPad è stato visto come un cavaliere bianco che potrà tirarli fuori dai guai. Temo non sarà così per tutti. Ma credo ci sia senz'altro un posto per alcuni quotidiani in rete e sull'iPad (che trovo comodissimo per dare un'occhiata alle prime notizie mentre faccio colazione... col cavolo che esco a comprarmi il giornale prima di aver bevuto tre o quattro caffé - ecco perché, ad esempio non ho nemmeno un cane).

Resta il discorso del pagamento. 
Internet ha diffuso una cultura del free. E adesso il free è un parametro culturale. Non c'è nessun motivo "naturale" per cui le cose debbano essere gratis su Internet - è che la storia è andata così. Sicuramente fosse stato tutto a pagamento la rete si sarebbe sviluppata molto più lentamente.

Quindi c'è da domandarsi se la cultura, come capita continuamente, evolverà. E se si riusciranno a far passare modelli free/pay ibridi.

Il rischio è di veder scomparire molti giornali. E queso non è bello. Anche perché, come ho detto in passato, rischiano di stare in piedi (in uno scenario di contrazione delle revenue pubblicitarie) le testate che hanno poteri forti alle spalle, disposti a buttare soldi in imprese antieconomiche pur di avere uno strumento potente di influenza sulle masse...

Vedremo. Intanto penso terrò d'occhio l'esperimento del Corriere...

Valutare un sito: altri parametri

E' uscito oggi, sul sito di Eurogroup, una nuova puntata del mio corso di marketing digitale per le PMI.

Si tratta questa volta della seconda parte della lista di parametri su cui valutare un sito.
Naturalmente, dato il target scelto, il tono e la lista sono necessariamente divulgative e basiche - più che un lavoro da digital planner è un lavoro di buon senso e di concretezza.

Qui sotto l'inizio dell'articolo e questo è il link per leggerlo. Enjoy!


Ecco il secondo di una serie di articoli che vogliono dare una checklist, un elenco di cose da valutare quando si analizza un sito e si cercano aree di miglioramento per renderlo più efficace. 

Come sempre, si tratta di guardare il sito da un lato con gli occhi dell'esperto ma dall'altro (più importante) con gli occhi del suo utilizzatore, delle persone. Guardando il nostro sito in questo modo o facendolo esaminare da una persona esterna, che sappia di Internet ma non sia uno della nostra azienda, possono uscire cose interessanti, in congiunzione con questo tipo di checklist. Infatti, chi è dentro il progetto ormai è condizionato, chi ne è fuori può avere una visione meno condizionata ed oggettiva.

In questa seconda parte parleremo di Semplicità ed utilità.