sabato, luglio 30, 2011

Ci vediamo tra qualche settimana...

venerdì, luglio 29, 2011

A Settembre il Frecciarossa delle Startup...

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


In occasione dell'edizione di settembre dell' e-festival, Ferrovie dello Stato Italiane e Augmendy lanciano una nuova ed esclusiva iniziativa.

Dopo il grande successo del Viaggio al centro della Rete dello scorso febbraio, ci sarà il Viaggio al centro dell’Innovazione, un'occasione irripetibile per tutti quelli che sono interessati all'evoluzione del mondo delle startup, della Rete e a tutto ciò che ruota intorno.


IL FRECCIAROSSA DELLE STARTUP

Il 14 settembre, in coincidenza con la conferenza stampa di lancio dell'e-festival, un intero Frecciarossa viaggerà ad alta velocità da Roma a Milano trasformandosi in un vero e proprio laboratorio viaggiante attraverso l’Italia.

11 carrozze, 30 esperti, per vivere a 300 km all’ora un'esperienza unica: incontrare team di esperti, imprenditori, investitori, faculty della StartUp School e media del mondo digitale in tanti brevi e divertenti incontri con la formula dello Speed Business (15 minuti a rotazione).

Il ticket per questa esperienza (viaggio a/r, light lunch, contest,digital mission, ecc.) ha un costo di 29 €, ma i primi 100 registrati potranno vivere l’intera esperienza a 19 €
L’intero ricavato verrà destinato al contest.

Per ulteriori informazioni: http://e-festival.net/frecciarossa/

Probabilmente la birra più maschia che c'è.

Secondo post della settimana dedicato alla birra - che è in stagione. Un post leggerino dedicato all'advertising, che ancora sa divertirmi (ma non so quanto comprare).

Un paio di spot per la Birra Hahn, uno nuovo ed uno più antico, che mostrano una coerenza di strategia e immagine di marca. La birra per "i veri uomini" :-)



giovedì, luglio 28, 2011

Axe: bellezze da... Fine del Mondo.

Axe, coerente con il suo posizionamento fortemente maschile e senza compromessi ne' oscillazioni, ci ha abituati a programmi di comunicazione monolitici, dove la bellezza femminile gioca un ruolo di primo piano.

Lo è stato da anni e continuerà probabilmente fino alla fine dei tempi, che peraltro si annuncia prossima.
2012, capito?


La campagna di comunicazione "Apocalistrip" comprende un'attività di advergaming fatta benino, che può essere interessante provare - per esclusivi motivi di studio, non certo per rifarsi gli occhi con le avvenenti fanciulle (uso termini Politically Correct perché in passato sono stato ripreso per aver coniato termini come gnoccavertising....).

In Apocalistrip su Facebook, si gioca con un personaggio alla Indiana Jones, che ci accompagna nel testare sei possibili fantasie da realizzare prima della fine del mondo... con una microscopica possibilità di personalizzazione. Btw, il prodotto è nella versione "2012 - Final Edition"... :-)

Diciamocelo francamente: il livello narrativo e di concept è bassino e diretto, nulla di sofisticato come nell'interessante caso di Fallen Angels....

Il che mi fa pensare che proprio per questo funzionerebbe alla stragrandissima in Italia... :-(

Allego trailer del progetto, che a occhio è la scheda video di presentazione a qualche premio.

Addizionalmente all'operazione FB, è stata fatta qualche azione di street marketing e un virale (che vi metto sotto) con un finto Focus Group con frequentatori di Reti Sociali...a cui ha fatto seguito una Candid Camera...insomma guardatevelo :-)

Già che ci siamo vi metto anche lo spot, sempre sul tema "2012". Voi sapete che sono fissato con i progetti di comunicazione articolati e integrati, che non si esauriscono in una paginetta FB e muoiono lì...

Share and Enjoy, che è quasi ora di andare in ferie per chi ancora non c'è andato.

La presentazione:



Axe Apocalipstrip from circusmx on Vimeo.

Lo Spot:



Il Viral:

Kinect ci porterà lo shopping interattivo?

Qualche giorno fa abbiamo parlato di come la XBox potrebbe introdurre nuovi format pubblicitari.

Oggi parliamo di come Kinect potrebbe cambiare lo shopping.

Portando sulla TV la TV interattiva, in una sorta di Realtà Aumentata dove possiamo scegliere e navigare i prodotti con i gesti delle mani e "provare" in video come ci stanno vestiti e accessori...

Guardate il video e se vi interessa leggete l'approfondimento sul concept di Razorfish.

mercoledì, luglio 27, 2011

500.000 sterline raccolte online per la propria birreria

Un post che parla di e-business, non solo di comunicazione.

Che racconta la storia di una birreria che si è "quotata" grazie ai Social.

La storia di BrewDog, una microbirreria inglese che ha raccolto mezzo milione di sterline in 2 giorni, per contribuire ai progetti di espansione della propria produzione.

Permettendo agli affezionati consumatori e fan della bevanda di diventarne azionisti e contribuire/godere del successo dell'azienda.

Interessa? Ecco il link dell'operazione... con tutte le spiegazioni rilevanti.
Va segnalato che questa è la seconda tornata dell'operazione  (denominata "equity for punks"). Al primo giro hanno aderito un migliaio di finanziatori. Vi allego video della prima azione.

Detto fra noi, non è la prima volta che un birrificio ricorre alla Rete per allargare la propria compagine azionaria... ricordate il caso dell'azienda australiana che le proprie azioni le regalava?

Share and Enjoy :-)

Da Toyota l'app per far guidare i bimbi :-)



Questa è veramente una bella idea. Specialmente se avete bambini che si annoiano quando sono in macchina.

L'app "Backseat Driver" permette al bambino di giocare, seguendo il percorso reale dell'auto e collezionando punti, interagendo con luoghi geolocalizzati…cioè il telefono fa guidare il piccino in un mondo virtuale che rispecchia la realtà del mondo reale in cui sta guidando il padre... meglio che vi incolli la descrizione ufficiale che forse è più chiara ;-)

"The player controlling My Car follows Papa Car, whose moves mirror the route of the real car in which the player is riding, using the iPhone's GPS functionality.  By steering My Car left and right to follow Papa Car's path and pick up objects, the player can score points.  Backseat Driver offers the passenger a new way to enjoy the driving.

The route that you took will be saved automatically so that you can look over.

You can gain points by collecting the items Papa Car drops, and the Landmark Icons of shops and facilities that are from the real maps. After you gained some points, you can customize your car with your own designs. The designs of your car and the saved route you took can be shared via Twitter.

Let's grow your car more and more, by enjoying the actual car ride!"

Guardatevi il video che spiega bene l'app :-)

Un grosso like.

Tra l'altro, questo dovrebbe essere il primo prodotto di "Toy Toyota", un'iniziativa di business (?) comunicazione (?) destinata allo sviluppo di intrattenimento per i bimbi prigionieri dei genitori nei viaggi in auto. Da seguire.


martedì, luglio 26, 2011

Il blog aziendale: le decisioni che bisogna prendere prima dello start up.


Vi segnalo, se la cosa vi può interessare, che è uscita una nuova puntata del mio corso di web marketing per le PMI, ospitata sul sito di Eurogroup.

In questa puntata (la prima di tre sul tema) si discute di quali siano alcune tra le principali decisioni da prendere quando si pensa ad aprire un blog aziendale. Ovviamente, le decisioni sono migliaia, quindi ho fatto una dura sintesi di quelle che mi sembrano le principali… ma caso per caso potrebbero variare, quindi usate la checklist con buon senso e come base per un vostro lavoro di ragionamento e sviluppo (ed eventualmente, se vi va, condividete il vostro pensiero).

Potete leggere la prima parte della checklist a questo indirizzo.

A proposito di Eurogroup (permettetemi, ogni tanto, di parlare dello sponsor del mio corso ;-):

Il marchio Eurogroup, attraverso i servizi di garanzia al credito di Eurofidi e le attività di consulenza aziendale di Eurocons, identifica un’offerta estesa e integrata di prodotti rivolti allo sviluppo delle piccole e medie imprese.

Due società, una pluralità di servizi 
I campi operativi di Eurogroup sono presidiati da due società: Eurofidi per quanto riguarda i servizi di garanzia al credito; Eurocons per le attività di consulenza aziendale.

Obiettivo di Eurofidi, società consortile di garanzia collettiva fidi per azioni, è assicurare alle piccole e medie imprese un più ampio accesso al credito attraverso la concessione di garanzie. Per dimensioni, struttura e capacità di intervento, è tra le più grandi realtà di garanzia europee e rappresenta uno dei maggiori Confidi in Italia. In favore delle sue imprese socie, il sistema bancario ha complessivamente erogato finanziamenti per 6,6 miliardi di euro, (quasi 3 miliardi solamente nel 2010), con più di 3,7 miliardi di euro di garanzie rilasciate (1,6 miliardi nell’arco dello scorso anno).

Eurocons, società consortile per la consulenza aziendale a responsabilità limitata, è una consulting per le Pmi, alle quali fornisce servizi ad alto valore aggiunto. Operativa dal 1994 con lo scopo di aiutare le imprese a sfruttare le agevolazioni finanziarie previste dalle leggi regionali, nazionali e comunitarie, negli anni successivi ha incrementato la sua gamma di attività. Oggi le principali aree sulla quali opera sono: finanza agevolata e internazionalizzazione, consulenza gestionale , sistemi per la qualità, finanza straordinaria. 

Eurocons offre inoltre due specifiche attività di consulenza nel campo del risparmio energetico e dell’uso di fonti rinnovabili (con il prodotto “Energia") e della sicurezza in azienda (con il servizio “Sicurezza"). 


SI RIVOLGONO A EUROFIDI E A EUROCONS LE AZIENDE CHE:
▪ Vogliono ampliare la loro capacità di credito
▪ Cercano agevolazioni e contributi per finanziare i loro investimenti e vogliono sviluppare il loro business 
sui mercati esteri
▪ Desiderano un'analisi economico-finanziaria sulle loro imprese
▪ Perseguono politiche di qualità
▪ Credono nelle energie alternative (solare, fotovoltaico, ecc.)
▪ Necessitano di una consulenza specialistica su aspetti aziendali che impattano sul conto economico, sulla crescita e sulla stessa sopravvivenza di un’impresa

Lo Spottone del Corriere per il tablet


Per promuovere la propria applicazione per i tablet/smartphone, il Corriere della Sera ha realizzato un vero e proprio spottone messo su YouTube - dove per spottone intendo una via di mezzo tra un cortometraggio corto e uno spot molto lungo, con una produzione non male e sicuramente lontana dai canoni del "viral" - anzi abbastanza vicina, almeno aspirazionalmente, alle produzioni pubblicitarie "istituzionali" o di branding dei tempi d'oro dell'adv milanese.

Il video si collega ad un'azione di street marketing che si è svolta tra maggio e giugno a Milano (ovviamente) di cui però c'è scarsissima informazione in Rete (qualcuno ne sa qualcosa?).

Punto di riflessione è lo sviluppo di comunicazioni video che in TV sarebbero improponibili come lunghezza e costi e l'uso di YouTube (più magari qualche altro canale? I Social?) per ottenere esposizioni alla comunicazione a costi più contenuti.

Con il problema che la TV è interruption e misurata da Audiweb, quindi il numero ufficiale dei contati è più o meno prevedibile; mentre su altri canali è sempre una scommessa, per l'incertezza se si riuscirà o meno a portare la gente al nostro messaggio anziché il messaggio alla gente. C'è anche da capire se questo filmato sarà usato in TV con una versione più corta...

Quanto all'app (che sto usando da qualche mese e di cui sono tutto sommato soddisfatto, fa quel che deve fare e mi sostituisce egregiamente la carta senza farmi casini - a me il modello "lettore di pdf" va più che bene) va notato che l'ultima volta che ci ho guardato era in testa alla classifica delle "App più redditizie" dell'iTunes app store...

Il che è interessante, se si guarda il costo dell'abbonamento (179,99 €/anno o meno per formule più brevi) e le durissime critiche che si trovano sullo store, principalmente per il costo, la presenza di pubblicità e - soprattutto - l'impossibilità di comprare una sola copia per volta invece di un abbonamento.

Anche qui però, interessanti discrasie: a fronte di queste critiche, l'app ha una valutazione media di 4 stelle, che non è poco, con un 50% circa di quelli che l'hanno valutata che hanno dato 5 stelle, il massimo...
Insomma un'app che sembra polarizzare le opinioni (tanto che so già che riceverò qualche insulto per non averla stroncata....)


lunedì, luglio 25, 2011

Milano: Capitale del Flasmob Seriale?

 Serial Flashmob - un nuovo paradigma?

Se nell'unconventional le regole sono fatte per essere violate, allora vale anche per i Flashmob, la cui prima regola pensavamo fosse che dovevano essere sempre diversi.

Invece un flashmob seriale, sempre simile a se' stesso, per marche ed eventi diversi può essere rassicurante e funzionare per l'effetto tormentone?

Uno scenario da seguire e analizzare attentamente, presidiando con cura la Galleria Vittorio Emanuele di Milano, luogo cult dei Flashmob - e sopratutto dei mob danzanti.

Ultimo in ordine di tempo quello di Jocca, i fiocchi di latte che hanno fatto ballare 100 persone con le pattine, in modo da lucidare il pavimento e bruciare 100 calorie, pari ad un etto di prodotto. 
Questo "Flash Mop" sarebbe piaciuto molto a mia mamma, che ci tiene ai pavimenti incerati.

Ma prima del mop si è consumata una serie quasi infinita di balli e balletti, diventando ormai un appuntamento regolare con il pubblico milanese.

Propongo quindi di organizzare un verio e proprio festival di questi mob, con un annuale appuntamento - magari gemellandosi con Vignale ;-)

Di seguito una breve compilation di flashmob danzanti in galleria Vittorio Emanuele, così potete decidere il vostro preferito:














E poi un'altro, da Samsung, lo vedete qui:
http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150154811336112

e credo si potrebbe continuare ancora un po'...

Zero Moment of Truth: un concept strategico (download) da Google

Se vi ricordate bene, qualche anno fa si parlava di FMOT, First Moment of Truth - il momento in cui sul punto vendita si innescava una decisione d'acquisto. Se non ve ne ricordate, qui c'è una mia sintesi.

Google lancia invece un concept integrativo, il momento precedente, il momento zero in cui scatta in noi l'awareness, la curiosità verso una marca, prodotto, concetto.

Ci coglie a tradimento e noi ci buttiamo in rete ad approfondire, spesso in modalità mobile.


"that little moment is the moment that’s changing the marketing rulebook. It’s a new decision-making moment  that takes place a hundred million times a day on mobile phones, laptops and wired devices of all kinds. It’s a moment where marketing happens, where information happens, and where consumers make choices that affect the success and failure of nearly every brand in the world.

At Google, we call this the  Zero Moment of Truth, or simply ZMOT "

Di qui, ovviamente, un pensiero di marketing e comunicazione su come riarticolare il nostro processo di contatto e di persuasione...

Il concetto è spiegato bene in un libretto scaricabile, che se vi interessa ragionare in termini strategici ed essere al pari con le ultime buzzwords potrà essere il caso di leggere.

Lo potete leggere / scaricare qui: 

venerdì, luglio 22, 2011

In un’azienda dove l’uso dei Social è obbligatorio, come regolare eccessi e ingenuità?


La BBC, da tempo attenta al mondo Internet, sta facendo dure riflessioni su Social Media e dipendenti.

E d'altra parte non va dimenticato che il Direttore delle Global News, all’atto del suo insediamento, l’anno scorso, ha sostanzialmente chiesto ai giornalisti di utilizzare i social o di essere così cortesi di andarsene a lavorare da un’altra parte; asserendo che non essendo i Social una moda passeggera, i giornalisti non fanno il proprio lavoro se non li sanno usare. E quindi l’uso dei Social non è discrezionale, ma obbligatorio, in azienda”.

Ne parlo nel mio nuovo articolo per Apogeo, che potete leggere qui.

Pure Genius: Adozione digitale canina :-)

Cani da adottare: lo dici e ti vengono in mente milioni di campagne tristissime, aggressive, compassionevoli. 

Sensi di colpa, appelli all'etica. Tutte robe già viste che rischiano quindi di non "bucare" più. Ovvero di non far pensare. E quindi non adottare.

In Nuova Zelanda l'hanno pensata diversa. E di non farla stile advertising.

Così hanno sviluppato Doggelganger. Praticamente un sito basato di un software di matchmaking. 

Così come su certi siti trovi l'anima gemella, qui trovi il cane separato alla nascita. 

Un cane che ti somiglia. Basando la ricerca su un'analisi antropometrica della tua faccia. Carichi una foto o usi la webcam, il sito macina il profilo biometrico e ti propone il cane giusto da adottare.

Detto fra noi ho il forte sospetto che tiri fuori un cane a caso, altro che riconoscimento facciale.... ma l'idea è comunque engaging, provare per credere, merita :-)
Per info, allego la bestia che hanno proposto a me (non fate la solita battuta scema, il cane è quello di destra, quello a pelo corto). Ditemi voi se mi somiglia... ;-)



Estremamente Geek.

giovedì, luglio 21, 2011

Il Banner Profumato :-)

Ma solo in Brasile. E solo negli Internet Café.

Per promuovere un profumo, si fa un accrocco tecnologico per far provare la fragranza attraverso i banner, che da virtuali si fanno tangibili... e soprendono il target :-)

Stella Artois Black, in teatro. Partecipativa e noir.

Per la birra, non sempre la pubblicità è la soluzione.
Può esserlo forse una performance teatrale immersiva, che coinvolge il pubblico.

A Londra Stella Artois Black presenta The Black Diamond.
Un noir. Molto elegante. Sofisticato.

Due amanti, un ladro, un diamante (immagino anche qualche birra?). Amore e tradimento.

Qui sotto il trailer, ed ecco l'URL dell'operazione www.stellaartoisblack.com.

Ed ecco dove leggere un approfondimento:



mercoledì, luglio 20, 2011

Mai poster fu più Rock & Roll


Un materiale POP unconventional.
Un'occasione di engagement e interazione con il pubblico.
Un poster con l'amplificatore dentro.
Per promuovere una radio. Attacca la chitarra e fai vedere quel che sai fare.
Di seguito un paio di video.
Per fortuna hanno editato tutti quelli che si sono connessi ed erano dei cani.



Un Viral complicatissimo :-)

Uno dei filmati virali più complicati da realizzare che io abbia mai visto - basato sul concetto "Rube Goldberg Machine".

Imperdibile se lavorate in uno studio fotografico :-)

PS: L'ovvio riferimento (e c'è anche una citazione nel video) è a "The Cog", il mitico spot di Honda... per chi non l'avesse visto, allego anche quello.

Qui trovate un po' di background sul progetto: http://2dphotography.ca/blog/2011/07/rube-goldberg/
Share and Enjoy.



martedì, luglio 19, 2011

USA: la pubblicità in TV è morta? Ma anche no.

Alla faccia di tutti quelli che ci hanno messo la faccia per anni a sostenere che la pubblicità in TV era finita, senza speranze, uccisa da Internet ;-)

Qui sotto un grafico comparativo (andate a vedere l'originale, su Advertising Age, che è più interattivo e mette i numeri) degli investimenti USA in TV e su Internet.

La TV non solo non è morta ma ha una bella crescita. Così come Internet.

Allora, due ipotesi: le aziende americane sono orrendamente stupide e buttano miliardi di dollari in campagne che non servono a niente (e quindi dette aziende dovrebbero essere già fallite). Oppure l'adv televisivo e l'online fanno mestieri diversi, probabilmente complementari.


L'app musicale di Pringles. La vera ideona è...


Ancora a parlare di Pringles, questa volta di un progetto internazionale, un'app per iPhone e Android: Pringles Crunch Band.

L'app non è terribilmente innovativa, è semplicemente un...simulatore di strumenti musicali, ci potete far finta di suonare la chitarra elettrica etc.

Ed eventualmente postare le vostre prodezze musicali su Facebook (of course). 

Abbastanza basica, ma può avere un qualche senso per fare un po' di casino con gli amici, ognuno con uno smartphone e quindi uno strumento diverso (altamente raccomandabile accompagnare il tutto con copiose quantità di birra, per ridurre le aspettative).

L'idea interessante (dal punto di vista marketing più che da quello dell'utente) è che inizialmente sull'app sono disponibili solo pochi strumenti. 

Scansionando con lo smartphone i barcodes sulle confezioni di Pringles si possono però sbloccare altri strumenti. Legando quindi un po' di più l'app con il prodotto e le vendite.

Non che sia convinto che questo farà vendere molti più tubi di snack, ma ho sempre più forti dubbi su app che fanno un generico "branding" restando molto, troppo staccate da marca e prodotto... (per capirci: quelle che lo sviluppatore potrebbe vendere sostanzialmente uguali ad un'altra marca in un'altra categoria merceologica).

Se mi promettete di mandar giù due o tre birrette prima di guardarlo, vi allego anche il video di presentazione dell'app...e il "rocktutorial" (mah).



lunedì, luglio 18, 2011

Ricette di cucina in TV col QR Code: BBC

La diffusione di un numero sempre più grande di smartphone (non comprati solo perché fanno figo, come può capitare da noi, ma usati davvero) permette di implementare soluzioni creativo/tecnologiche nuove - geek advertising, se volete.

Ad esempio di portare i QR Code in TV.

L’ha fatto, tra i primi, la BBC: nel suo programma ‘The Good Cook’ presentando la ricetta filmata, compare in sovrimpressione il QR Code che Integra l’esperienza televisiva. 

E permette di godersi la presentazione della ricetta, di osservare i dettagli e di capirla, senza l’affanno di dover prendere nota di ingredienti e procedure, dividendo la propria attenzione in più tasks.

Per provare, usate il QR contenuto nell'immagine, dovrebbe funzionare (l'ho provato)

Anche se io sono un sostenitore del maggiore potenziale dell'NFC rispetto ai QR code, devo ammettere che in televisione il QR Code ha un vantaggio decisivo rispetto all'altra tecnologia... ;-)

PS: per leggere i QR Code sul mio smartphone Android mi trovo benissimo con Quick Mark, raccomando: http://www.quickmark.com.tw/en/Info/android.asp

Pringles prova Foursquare in Italia

Attività di comunicazione prettamente "made in Italy" (nel senso che Pringles, parte di una grande multinazionale, questa cosa non l'ha importata/adattata ma è stata inventata qui).

E si inizia a vedere qualche azienda, di quelle serie e poco "geek", che sperimenta seriamente con quelle robe strane come Foursquare.

Nello specifico di Pringles, si tratta di un'attività a supporto di un'azione sul territorio, di "engagement"; un tour che vede lo snack sponsorizzare una serie di aperitivi in una serie di locali in varie città italiane (ed europee, btw).

Su Foursquare, al di là di seguire questo tour, l'operazione è improntata a presentare quelli che sono alcuni tra i posti più alla moda per prendere l'aperitivo in una serie di città. Così, anche se si è foresti si sa dove bere bene e con la gente giusta ;-).


Per completezza, vi passo anche la versione ufficiale: L’idea è quella di rendere questa pagina un oggetto vivo e aperto, seguendola e suggerendo un posto da non perdere (una piazza, un locale, un evento) usando su Twitter l’hashtag #pringles4sq e @pringles_ita con l’intento di raccogliere e mettere a disposizione degli utenti i luoghi del divertimento delle principali città italiane. 

Un po' di link per esplorare l'operazione:



venerdì, luglio 15, 2011

Anche l'adulterio è un prodotto.

Dai, è venerdì pomeriggio.E io sono in riunione.

NH ti dedica una camera... con il tuo nome sulla porta

Iniziativa unconventional, chiaramente mirata a costruire una più stretta relazione affettiva tra una delle più importante marche alberghiere d'Europa e le persone.

Idea semplicissima.

Un'applicazione Facebook, si sceglie un albergo che ci piace (della catena NH) in una nazione che ci piace. Si sceglie un numero di camera che ci piace. Ci sono circa 50.000 camere disponibili. 

Scelta la camera, la direzione dell'albergo apporrà il nostro nome su quella camera (per un periodo di tempo a propria discrezione, dice il regolamento del concorso).

Non solo: concorso, estrazione, vinci una settimana di vacanza nella tua camera.

Ma a me, a pensarci bene, darà fastidio che un sacco di gente che non conosco dorma nel frattempo nella mia camera?

Easy.

giovedì, luglio 14, 2011

Qualche numero (e info) sui Social Vodafone


Dato che siamo sempre tutti alla ricerca di numeri e info sull'uso dei Social da parte delle aziende italiane, per "fare benchmarking", condivido le informazioni che raccolgo da Vodafone nel corso delle loro presentazioni.

1) Prima info: Vodafone sembra aver deciso di investire strategicamente nella relazione con i blogger e gli influencers della rete. Ormai almeno una - due volte al mese ci si vede e ci raccontano delle novità. Fortunatamente ci raccontano cose di sostanza, grazie per non farci perdere tempo ;-)

Fatevi voi i conti ci cosa può voler dire in termini di investimento di tempo e denaro sul fronte delle PR Digitali.

2) Qualche numero che hanno passato, e che vi posto in ordine scarno; tenendo conto che le cose sono viste molto anche in un'ottica di relazione con il cliente che si evolve dal call center a una relazione su molti strumenti di contatto - il che ha richiesto di costruire delle competenze nelle persone dell'Azienda per gestire le conversazioni in modo diverso….

comunque, hanno

50 milioni di interazioni al mese con i clienti, di cui:
10 milioni di visite al sito
30 milioni di azioni di self care sul sito
3 milioni di chiamate al call center
8000 post sul Vodafone Lab
6 milioni di operazioni IVR (quei simpatici affari che vi rispondono con la voce di un Dalek e che si smazzano richieste senza intervento umano.. che però vanno molto meglio di un tempo)

Da poco hanno attivato un servizio di customer care anche via SMS - per gli utenti arretrati tecnologicamente ma che sono comunque in mobilità. Si parla di 800.000 SMS ricevuti.

3) Cose nuove che hanno fatto e che val la pena di segnalare:

Miglioramenti negli strumenti di relazione - ad esempio hanno finalmente rivisto la Home Page del sito; non solo sono usciti da un approccio un filo lisergico ai colori ma hanno anche rivisto l'impostazione della navigazione e della logica. Secondo me mettendosi molto di più nei panni degli utenti e tracciando un po' quelli che possono essere i ragionamenti che si fanno quando si va sul sito

Sviluppo di un tool "trova offerta dati". Un concetto classico di tool di raccomandazione che sulla base delle esigenze (cioè di cosa uno fa in pratica, dato che non tutti siamo capaci a stimare ad occhio quanti Giga ci servono al mese) evidenzia un'offerta piuttosto che l'altra. Ho provato ad inserirci il mio profilo di utilizzo e, correttamente, mi ha raccomandato l'offerta più economica.

Tool analogo "Trova il telefono", raccomandazione del terminale più adatto. Portata anche su Facebook con integrazione di un sondaggio. Purtroppo per un attimo mi ero illuso che servisse a trovare il telefono (quando devo uscire di corsa il mio cellulare si nasconde in posti impensabili...).  
Questo tool mi sembra perfettibile, se devo essere onesto, non è tanto selettivo quanto vorrei.

Dopo aver preso una strada non felicissima con la prima release dell'app 190 su iPhone (due misere stelle), si sono messi al lavoro per rifarla. Adesso hanno raggunto le 4 stelle e ne hanno versioni un po' per tutte le piattaforme. Interessante notare che per sviluppare per Android in realtà tocca farne tre versioni diverse, dati i vari form factor dei cellulari col robottino, quindi ogni volta va ripensato il disegno dell'app.
In poco più di un anno hanno comunque registrato circa 500.000 download dell'app

Altra app è quella che permette di ricaricare dal mobile con due "tap", a Luglio arriverà anche su Android, iPad, WP7.

4) Qualche altro numero Social per i benchmarking ;-)

251.000 utenti registrati al Vodafone Lab
843.000 like sulla pagina facebook
40.000 followers su Twitter (su cui hanno aperto anche l'assistenza clienti, con un team a Bologna particolarmente formato)
5,2 milioni di views YouTube

Hanno confermato che settimana prossima Google+ aprirà alle pagine aziendali. Loro saranno presenti a breve (traduzione: presto ma non proprio subito?)

5) Idea interessante per il mondo business
Vi risparmio il discorso dell'utilità di un approccio/tool social anche per il mondo Business / B2B. LA cosa che mi è piaciuta di più è l'introduzione di un tool che permette ad una persona (in ambito business) interessata all'offerta Vodafone di trovare un'azienda cliente nelle sue vicinanze, con un referente che è disponibile… a dare referenze. Insomma, trova un cliente Vodafone nei paraggi e chiedigli come va (lui è ovviamente consenziente).

Una cosa che mi ha fatto piacere sentire: su molte di queste cose l'Italia è country leader, nel senso che vengono inventate/sperimentate qui queste nuove forme di comunicazione e interazione, e poi esportate nelle Vodafone di altre nazioni.
Tenendo inoltre presente che molti di questi progetti/oggetti sono sviluppati da aziende italiane, e quindi esportate, mi sembra una gran bella cosa.

Un'informazione che non hanno passato: alla mia domanda "ma quanti siete a lavorare sui Social in Azienda" hanno risposto in maniera diplomatica e hanno preferito non dare un numero. In effetti c'è il rischio che Telecom li copi e assuma lo stesso numero di persone ;-)

Da quel che si sa comunque, sono parecchie le persone che lavorano full time o part time in azienda su questo fronte. Diciamo che se fosse lo staff di un'agenzia di Social sarebbe tra le più grandi in Italia, mi sa.

Il resto di quello che ci hanno raccontato lo leggerete sicuramente su qualche altro blog - io sto nel mio campo e cerco di non fare dei fuori tema, altrimenti mi alieno il pubblico ;-)
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Il tatuaggio animato col QR Code: ma è un progetto più ampio

Singolare operazione di Ballantine's - un tatuatore e un tatuaggio con un QR Code. Il primo tatuaggio animato, in realtà aumentata. Sicuramente molto geek.

Al di là della trovata creativa, il progetto è parte di un'operazione più ampia,  di partecipazione al mondo di creativi che hanno cose da dire.

Centrato sulla pagina Facebook di Ballantine's.

Il prossimo appuntamento è oggi alle 15.00: 45 R.P.M. un graffiti artist, interagirà in stream con il pubblico dalla pagina FB.


Qui sotto il video del tatuaggio.


mercoledì, luglio 13, 2011

Se la pubblicità passa dall'XBox... altro che interattività

Interessante video che mostra  opportunità possibili per i messaggi pubblicitari attraverso l'Xbox.

Con i comandi vocali o grazie a Kinect si interagisce con lo spot e... un sacco di cose possono succedere.

A quel che si capisce, ad esempio, mandare un tweet relativo allo spot. Avere informazioni sul background dello spot. Sapere se ci sono negozi vicini che vendono quel prodotto.

Date un'occhiata a questo video e se vi parlano di NUads saprete cosa sono ;-)

(A naso credo che si possano pensare forme di interattività più evolute, specialmente usando Kinect.
Provate a pensare a una cosa del genere portata sull'XBox...)

Approfondimento : NY Times

Il corriere Socialcrowdsourced: Zipments


Zipments. Un marketplace delle consegne.
Basta leggere l'immagine e si capisce tutto.

Per chi l'immagine non la vede, spiego: un portale in cui le persone che hanno bisogno sia effettuata una consegna, postano online una richiesta, scegliendo un prezzo.

I corrieri che sono disponibili si propongono. Decide il cliente, non "un'agenzia", quale corriere scegliere.

Nel caso di Zipments si introduce anche un meccanismo di votazione del corriere. E comunque, ovviamente, il prezzo della consegna è competitivo con quello delle agenzie di pony e simili.

Per aderire a Zipments basta un mezzo di trasporto, un telefono e un conto PayPal. E lo si può fare anche come lavoretto saltuario, magari per ottimizzare un tragitto che si ha già comunque in programma di fare.

Altro bell'esempio del potere di Internet - permettere di avere idee semplici ma potenti, basate su concetti semplici, finora semplicemente irrealizzabili.
Che poi funzionino è un altro discorso… ma forse ne falliscono di più nel business reale che in quello virtuale.

btw, mi piace il sito. Riesce in modo molto sintetico a spiegare bene il concetto.

martedì, luglio 12, 2011

Corso Sole 24 Ore Nuove Professioni Digitali

Segnalo questo corso in partenza, in cui sarò fra i docenti...

NUOVE PROFESSIONI DIGITALI

1ª edizione- Milano, dal 14 ottobre 2011

SHORT MASTER FORMULA PART TIME
8 weeekend non consecutivi

Un'opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per giovani e neolaureati orientata alle nuove professioni.

Il nuovo Master in formula part-time, strutturato in 8 weekend non consecutivi (80 ore di formazione aula e 18 ore di formazione elearning) vuole rispondere alla crescente richiesta da parte delle aziende di formare figure professionali con competenze specifiche e diversificate legate allo sviluppo del mondo del web 2.0.

PROGRAMMA

1º MODULO I basic di marketing e comunicazione digitale
2º MODULO Social Media Manager e Professional Blogger
3º MODULO SEO Specialist
4º MODULO Web Editor
5º MODULO Web Analyst

Ecco il link per maggiori informazioni

Ci sono agevolazioni per gli Under 30.

In Google+, c'è anche l'NFC?

Come sapete sono molto interessato all'NFC, tecnologia che ritengo abbia interessanti opportunità per il marketing digitale e il geek advertising - e che possa a tendere sostituire quel QR Code che è interessante ma mi sa fa un po' di fatica a decollare.

A quanto si rumoreggia, nel nuovo socialcoso di Google ci sarebbe incorporata una integrazione NFC.

Il che aprirebbe la porta a interazioni sociali avvicinando i cellulari (un po' stile Bump) ma anche interazioni geolocalizzate con il proprio circuito social, semplicemente avvicinando il proprio telefonino ad un oggetto - un poster, una confezione, un material punto vendita...

Nel video qui sotto una dimostrazione che la tecnologia c'è: di qui a sapere cosa ne verrà fatto davvero... spazio alla fantasia :-)



lunedì, luglio 11, 2011

Era tanto che non vedevo...Jean Paul Gautier online


Era tanto che non vedevo uno spot per un sito Internet :-) (ok, a parte i siti di viaggi...)
Ed è lo spot di lancio per il nuovo sito di Jean Paul Gautier.
Secondo me il designer si è fatto di acido. Jaluronico.
E dietro c'è tutta un'architettura social, il suo Facebook e il suo Twitter.

Insomma, a parte lo spot bellino, mi sa che è una cosa da studiarsela un po' per benino. Promette bene.

Da Intel una ricerca sulla Netiquette mobile




Prima sorpresa: Intel ha in organigramma un'antropologa :-)

Seconda sorpresa: meglio sporchi e scapoli ma col cellulare (un 4%).
Per il resto, una ricerca sui comportamenti e i numeri del mobile in 16 paesi, tra cui l'Italia; paese in cui si contano oltre 80 milioni tra cellulari, computer, tablet, navigatori satellitari.
Alcuni numeri in sintesi (poi vi metto il link per leggerla):
Il 40% di noi dichiara di non muoversi mai senza almeno due diversi dispositivi tecnologici sempre al seguito, e uno su cinque anche con tre o più. 
Irrinunciabile il cellulare personale per la quasi totalità, il 93% del campione, seguito a distanza dal laptop in seconda posizione, necessario per il 31%. Sul terzo gradino del podio con un ex aequo salgono il navigatore satellitare e il cellulare di lavoro (necessari per il 15% degli italiani). In rimonta  il netbook, votato dall’11%, e il tablet, dal 4%. 
Il 90% degli italiani valuta positivamente i propri comportamenti alle prese con la tecnologia, ma solo uno su cinque in realtà si comporta bene al cellulare o al computer.
Per il 77% dei cittadini non c’è niente di peggio che scrivere messaggi mentre si guida. Un italiano su tre però ancora oggi lo fa. (oddio….)
Le donne sono più ansiose sul piano digitale: il 71% delle donne controlla mail e messaggi già prima di uscire di casa e lo status sui social network almeno una volta al giorno (mah… io lo faccio almeno 15 volte, prima di uscire di casa… e mi sa che non sono il solo)
La tavola, in Italia e Francia, è sacra: per il 49% degli intervistati è il peggior posto dove usare un dispositivo mobile. (ok, a Milano sembra non essere applicabile)
Il 50% degli italiani controlla almeno una volta al giorno le proprie pagine e informazioni sui social network.
Per il dispositivo mobile quattro italiani ogni cento rinuncerebbero anche alla doccia o al partner (con la prima rinuncia in automatico va la seconda?) per una settimana: ergo sporchi e scapoli ma col cellulare. L'80% rinuncerebbe al caffè.
Informazioni più approfondite sulla ricerca le trovate qui: http://tiny.cc/3j978 

sabato, luglio 09, 2011

Unconventional con minatori (i 3 nani) e gli operai...


Sabato d'estate, tempo di post divertenti.

Segnalo un'operazione di ambush/viral decisamente... unconventional.

Intanto perché supporta prodotti decisamente atipici per queste tecniche di comunicazione: scarpe antinfortunistiche.

Poi perché va a operare su un territorio (il Trevigiano) lontanissimo da quelle culture urbane in qualche modo già aperte e sensibilizzate a modi di comunicare unconventional, amplificando il senso di spaesamento negli spettatori.

Poi perché è una scommessa in termini di amplificazione mediatica: l'operazione ad occhio e croce è stata vista da una quindicina di persone dal vivo (se si ragionasse in termini di costi/contatto....) e ci si gioca il successo su una amplificazione mediatica attraverso YouTube (altra scommessa è la coerenza di  YouTube con il target di prodotto).

Al momento il video ha totalizzato in qualche giorno circa 300 visioni, ma c'è sempre la coda lunga... e se le views fossero tutte in target e si fossero tramutate in acquisti già sarebbe un risultato da non buttare.

Per finire, mi hanno fatto pervenire un minimo di background/spiegazione di contesto, che è un addendum interessante per valutare l'operazione e rendere più didattico il post sul mio blog ;-)

Godetevi il filmaggio (e il caldo).


Segue il documento strategico, che riproduco integralmente:
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Domanda: come un lavoratore sceglie le sue scarpe da lavoro?
Risposta: devono proteggermi, devono essere adatte al mio lavoro.

E poi? Basta?
No, secondo Base Protection una scarpa da lavoro deve essere anche comoda e bella.
Nel mare magnum di scarponi pesanti e massicci si fa strada una nuova concezione del lavoro che può e deve essere meno faticoso, più umano, più bello.

Sembra una favola, invece è una scarpa in carne ed ossa, anzi, in fibra di carbonio e silicone. Leggera, comoda, defaticante e ovviamente super sicura.
Dobbiamo assolutamente farla arrivare ai lavoratori, fagliela vedere, toccare, sognare.

Ma come? Come entrare in contatto con il target? Come stimolare il drive to, ossia la spinta del consumatore ad andare incontro al brand?

Dopo riunioni, obiezioni, brain storming ed esplosioni di creatività, il dado è tratto.
La comunicazione sarà unconventional:

Durante una tranquilla pausa pranzo, avviene un evento inaspettato.
Tre simpatici nanetti, con ai piedi le scarpe Base Protection e la collaborazione di Biancaneve, fanno la loro apparizione in una trattoria del trevigiano, meta di lavoratori agricoli ed operai del vicino distretto industriale, interrompendo il quotidiano rito del pranzo.
I nanetti, presi in prestito dalla fiaba dei fratelli Grimm, sono noti per essere degli instancabili lavoratori, forse un po’ caotici ma dal buonumore contagioso.
Tra lo stupore e la curiosità, il siparietto messo in scena conquista il merito di regalare un inaspettato momento di allegria ai commensali presenti, ma non solo.

La scelta della location è strategica. Il Veneto è infatti una delle aree in cui con maggiore difficoltà Base riesce a penetrare. L’evento è il fattore inaspettato e memorabile, per far breccia nel muro dei marchi più conosciuti. Gli viene associata una promozione, per stimolare l’acquisto, e quindi l’ordine, di calzature Base Protection.

L’intera operazione viene ripresa e montata in un breve video, lanciato sul web. Oltre che unconventional, la comunicazione diventa così virale.

I nanetti e Biancaneve costruiscono uno scenario sorprendente perché assurdo: i personaggi escono dalla fiaba per augurare buon lavoro agli operai, regalare sorrisi, e poi tornano a lavorare canticchiando.
Rappresentano valori positivi, sono espressione di benessere, lontani dalla più comune idea di fatica.

Riuscirà Base a conquistare una posizione tra i marchi storici del settore?
La sfida è appena cominciata.

venerdì, luglio 08, 2011

Hotmail ha compiuto 15 anni

Com'era Hotmail nel 1996...
come passa il tempo quando ci si diverte...
Era il 1996 quando venne fondato HotMail, comprato poi l'anno dopo da Microsoft.

Oggi è il servizio con più utenti al mondo, con 360 milioni di user.

Io però la mia prima mail gratuita ce l'avevo su Rocketmail, che era molto più figo... (ma ancora prima di "Internet", avevo una specie di email su una BBS... nostalgia)

Si possono rendere "Social" i Norvegesi? Frisk fa un esperimento al cinema

Attività unconventional su un popolo scandinavo che ha di se' la percezione di essere 
poco sociale / socievole.

Idea semplice :-)

giovedì, luglio 07, 2011

I social media? Sono come la meccanica quantistica... ;-)


Non tutti i manager sono stupidi. 

Non tutti i clienti sono geneticamente modificati in modo da non poter capire le nostre verità.

Spesso è solo che per loro i social media sono complicati quanto la fisica quantistica (cui, in effetti, assomigliano).

Un pezzo per Apogeo in cui illustro le similitudini tra i Social e la fisica dei quanti (il pezzo è meno ostico di quanto possa sembrare, comunque)

Da oggi su Amazon si può anche vendere...


Vi rigiro una sintesi del comunicato stampa di Amazon.it.

Secondo me questo lancio rischia di avere delle conseguenze non da poco sul panorama dell'ecommerce italiano, dato che un seller si può appoggiare alla potentissima piattaforma (anche logistica) di Amazon per il proprio business...

Sapendo che la prima domanda che vi farete è "ma quanto costa?", ecco subito il link a piani e tariffe: http://services.amazon.it/servizi/vendita-su-amazon/piani-e-tariffe/

Segue estratto della Press release:

Amazon lancia Marketplace in Italia
Con l’apertura del sito ai venditori la selezione in Elettronica, Software e Videogiochi aumenta di oltre 250.000 prodotti.

E questo è solo l’inizio: il numero di prodotti disponibili, offerti dai venditori, aumenterà a breve anche in altre categorie già presenti sul sito Amazon.it

Grazie a Marketplace i clienti possono accedere a una selezione ancora più ampia, sempre con la facilità di utilizzo del sito Amazon.it, compresi i metodi di pagamento e la Garanzia dalla A alla Z di Amazon, che copre tutti gli acquisti effettuati presso i venditori. In questo modo comprare su Amazon è facile e sicuro.

Con Amazon Marketplace viene lanciato anche il servizio Logistica di Amazon. “Logistica di Amazon” (FBA, Fulfillment by Amazon) imballa e spedisce i prodotti per i venditori, in modo che gli ordini arrivino al cliente rapidamente, proprio come per gli ordini di Amazon. Così i clienti possono scegliere qualsiasi metodo di spedizione disponibile su Amazon.it, come ad esempio la spedizione “1 giorno” e Amazon Prime, anche quando acquistano dai venditori.

Servizi per il venditore su Amazon.it
Vendere tramite Amazon Marketplace è facile. Inserendo i propri prodotti su Amazon.it i venditori possono raggiungere milioni di potenziali clienti ogni giorno. 

Con l’interfaccia web Seller Central i venditori possono gestire ogni aspetto della vendita su Amazon.it, ad esempio aggiungere informazioni riguardanti un prodotto, aggiornare il catalogo, gestire gli ordini e i pagamenti. 

Con Seller Central i venditori possono anche vendere su tutti gli altri siti europei di Amazon come Amazon.de, Amazon.co.uk e Amazon.fr.

Per maggiori informazioni visitare il sito http://services.amazon.it


Anche i saldi arrivano su Facebook

Luglio, tempo di saldi (io non mi sono ancora comprato niente).

Non solo nei negozi ma anche su Facebook: nel nascente filone dell'F-Commerce, un'azienda italiana ha portato i propri saldi sul Social più social che c'è.

Freddy - azienda di sportsware - ha aperto un outlet di saldi FB


Ci sono i prodotti scontati (pochini...) che si possono comprare senza mai lasciare la pagina FB e c'è la possibilità di condividere i prodotti sulla propria bacheca - con l'idea eventualmente di chiedere il parere ai propri amici, facendo un passettino verso quelle forme di shopping sociale, che coinvolgono i nostri network, di cui si parla da tempo ma che in pratica non si sono ancora davvero materializzate...
Vi piazzo il reminder ad alcuni miei post precedenti sul social shopping e l' F-commerce, se vi interessasse l'argomento e voleste altri esempi.
Share & Enjoy.

F-commerce:

Social Shopping:



mercoledì, luglio 06, 2011

Per il panettiere il Tweet è hardware :-)


Tutti più o meno abbiamo sentito raccontare del caso del panettiere che quando sforna, lancia un urlo su Twitter, e i vicini in agguato scendono da case ed uffici a comprarsi le briochine fresche.

In questa logica fantastico il dispositivo hardware (con Arduino inside) che automatizza il processo. E qui si potrebbe parlare di Internet delle cose, di convergenza, di device che usano i Social (e non solo le persone...) 

Girando l'apposito manettino il panettiere sceglie il tipo di prodotto appena sfornato, e via di tweet. Il produttore di questi device offre anche un sistema con cui si può settare la propria lista via web e il dispositivo si sincronizza...

Potete leggere tutta la storia qui: http://www.bakertweet.com/ (e magari contattarli se ne volete comprare uno) e qui sotto c'è il video. Buon appetito.


BakerTweet from POKE on Vimeo.

TED: In Argentina il passaparola viaggia in Taxi


Questo è un esempio di brillante strategia. Perlomeno IHMO.

Ci riempiamo spesso talmente la bocca di buzzwords che rischiamo di perdere di vista il loro significato. E quindi, da avvitarci in progetti complicati di comunicazione quando a volte si potrebbero fare cose più semplici.

Prendiamo ad esempio il cosiddetto “buzz”. 
Se lo spiegassimo a nostra mamma diremmo che si tratta di fare in modo che la gente parli di qualcosa.

Che si generi un tipo di passaparola (non chiamatelo passaparola coi clienti – al limite definitelo una operazione viral, altrimenti non riuscite a fatturarla a più di 10 Euro, il prezzo percepito spesso è direttamente proporzionale alla complessità percepita e alla incomprensibilità di quel che proponiamo – se abbiamo uno di quei clienti poco evoluti e poco furbi che abbondano nel nostro mercato).

Quindi se voglio che si generi un buzz, voglio che qualcuno parli del nostro prodotto. E quindi, strategia classica, identifico degli influencers, delle persone adatte per innescarela conversazione.

Veniamo al caso in questione.
Immagino che molti di voi conoscano e apprezzino il TED (io moltissimo).

Quando si è trattato di lanciare questo concetto in Argentina, ci si è scontrati col fatto che l’oggetto era assolutamente sconosciuto. E che non c’erano i soldi per fare adv e creare awareness. Quindi, ovvio, si va di unconventional low budget. E di passaparola.

Ma chi scegliere come influential? Quali erano le persone che potevano diffondere il verbo verso la gente ? Chi aveva i contatti, l'opportunità, il tempo? Ovvio :-)

Chi meglio di un tassista, può parlare col la gente, e disseminare idee e concetti? ;-) Quindi perché non prendere i tassisti e buttarli dentro ad una sessione del TED, per trasformarli poi in evangelisti (evangelism)

Guadratevi il filmaggio, che spiega bene il caso ;-)

martedì, luglio 05, 2011

Social Media: chi lo fa meglio? (Osservatorio, scaricabile)

Una esplorazione ed una valutazione di chi e come comunica sui Social Media in Italia: in sintesi è il senso della ricerca “ Brands & Social Media.Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”, prodotta da Università Cattolica e Digital PR.

"Per capire meglio l’utilizzo di tali strumenti da parte delle aziende sul mercato italiano è stato costituito l’Osservatorio Brands & Social Media su 100 aziende operanti sui social media in Italia. Sono stati considerati nell’analisi corporate blog , pagine Facebook aziendali, account Twitter e canali Youtube

Le 100 aziende sono state selezionate fra le più rilevanti per il mercato italiano in cinque settori : Consumer Electronics , Automobili , Banche/Assicurazioni , Retail/Grande Distribuzione e Servizi ."

Il primo report è relativo al settore Consumer Electronics che comprende 20 aziende attive nella produzione di personal computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche, televisori, stampanti e consolle per il gioco.

Potete visualizzare l’infografica relativa al settore Consumer Electronics cliccando qui

E potete anche leggere l’executive summary della ricerca cliccando qui.