lunedì, aprile 30, 2012

Il frigo che twitta. Per farti bere.




Come far bere di più (acqua) i brasiliani?

Si cerca un insight e una trovata di  technology buzz o geek advertising, come volete.
Dove l'insight è che la gente berrebbe i famosi due litri d'acqua.... ci fosse qualcuno che glielo ricorda.

L'idea è quella di distribuire agli "influencers" un frigorifero che ti twitta e ti ricorda.

Ora, certo che realizzare un hardware di questo tipo è costoso e complesso, e non può essere fatto su larga scala.
D'altra parte stanno già uscendo i frigoriferi wifi (guardate il secondo video) - che si connettono a un sacco di servizi e di social. Se diventassero di uso più comune, se gli elettrodomestici connessi entrassero nella loro vita... progetti di questo genere sarebbero più facili (e noi non vivremmo più ;-)

 

venerdì, aprile 27, 2012

Questo sito si naviga cantando !


Come meglio promuovere una scuola di musica che farti navigare il sito della scuola... cantando?

Per passare da un contenuto all'altro, si tratta di intonare la nota giusta. E magari rendersi conto che qualche lezione farebbe proprio bene ;-)

certo che da Siri in poi, l'interfaccia vocale è un'opzione su cui qualche ragionamento potrebbe essere il caso di farlo?




Occhiali in realtà Aumentata Google: i pro e i contro ;-)


Su questa faccenda vale la pena di rifletterci bene.

L'idea degli occhiali in realtà aumentata non è nuovissima (ne avevo parlato qui nel 2008).

Da un lato, come si vede nel primo film qui sotto, ci sono un sacco di cose interessantissime che si potrebbero fare.

Dall'altro lato, come vedrete nel secondo film, ci sono anche alcuni rischi...

;-)

Enjoy


  

giovedì, aprile 26, 2012

Report scaricabile: Generazione Z




Segnalo questo report sulla Generazione Z - per capirci quella dopo i Millennials, ovvero quelli nati dopo il 1995. Roba da Digital Planner :-)

Il report lo scaricate qui.


Weaned on smartphones, tablets and high-speed wireless Internet, this group can be considered the first true mobile mavens: They will take for granted a world of wireless connectivity, untethered from the constraints of a landline or a traditional Internet connection.
Our April trend report, “Gen Z: Digital in Their DNA,” provides a snapshot of this generation by focusing on their digital habits: how they use connected devices to socialize, spend, shop and more. We also report on how their parents feel about these habits and what this means for marketers. The report is based on a survey of tweens and teens (ages 8 to 17) and their parents in the U.S. and the U.K.

In edicola il Master del Sole - e ci sono anch'io ;-)


Segnalo che è in edicola il secondo cofanetto del Master 24 di Marketing e Comunicazione Digitale del Sole 24 Ore.

Con un mio intervento (video e materiali testuali) sulle Social Media Strategy.
Il livello è accessibile, pensato per i non-espertoni ;-)

Magari serve...

Allego, a guisa di approfondimento, il comunicato del Sole 24 Ore


In edicola "SOCIAL MEDIA: FACEBOOK, LINKEDIN, TWITTER e FOURSQUARE" il secondo cofanetto di Master 24 Marketing e Comunicazione Digitale, il nuovo collaterale del Sole 24 ORE.
 
Obiettivo di questa lezione è di far comprendere le caratteristiche e i modelli di funzionamento dei principali social network e delle community tematiche, dedicando particolare attenzione alla definizione di una digital media strategy che possa integrare l’utilizzo efficace dei social network nelle strategie di marketing e comunicazione d’impresa. Particolare attenzione sarà dedicata al Personal Branding.
 
PROGRAMMA
-Social Media: i nuovi protagonisti della Rete
Luca De Biase, Editorialista - Il Sole 24 ORE
-Caratteristiche e funzioni dei diversi Social Network
Giulio Xhaet, New Media Strategist – Cesop Communication
-Social Media Strategy: definire la strategia più efficace per il proprio business
Roberto Venturini, Digital Strategic Planner
-L’utilizzo dei social network nelle strategie di marketing e comunicazione
Osvaldo Adinolfi – Senior Vice President Marketing – Edelman
-Utilizzare i Social Media per Comunicare il proprio Brand
Luigi Centenaro, Personal Branding Strategist
-Testimonianza: L’esperienza Linkedin
Marcello Albergoni, Senior Sales Manager – Linkedin Italia
 
Ogni cofanetto è costituito da un dvd con video lezioni, slides sincronizzate e un book di approfondimento con glossario e bibliografia.
La lezione prosegue poi online con un’area web completamente dedicata e ricca di approfondimenti: un ambiente online per un confronto con i giornalisti di Nòva24, Mark-Up e L’Impresa.

Per informazioni www.ilsole24ore.com/master24digitale

martedì, aprile 24, 2012

L'appendiabiti conta i like :-)))


Brillante idea di operazione punto vendita integrata ai social.

In effetti gli esseri umani sono molto influenzati dalle opinioni dei propri "amici" su marche e prodotti. Tanto che è un classico domandare ad amici un parere su un capo che si vorrebbe comprare o farsi aiutare nella scelta.

L'idea C&A Fashionlike è  realizzare un appendiabiti con un display, che misuri in tempo reale il numero di like ottenuti da un capo attraverso un'apposita pagina Facebook dove si può votare..

Così, sul punto vendita, si può misurare la popolarità dell'oggetto. E farsi influenzare.

Il filmaggio è in brasiliano, ma si capisce il senso ;-)


Suoni nascosti nel graffito QR


Operazione graffitara a Hong Kong: questi graffiti pixellati contengono un QR code nascosto, da individuare e attivare... per ottenere il download sul proprio mobile di un brano... tutta l'operazione di comunicazione è montata da una casa discografica indipendente.

Approfondimento:
http://campaignbrief.com/asia/2010/06/cannes-highlight-behind-the-hi.html

lunedì, aprile 23, 2012

Il profilattico con il QR Code...


Il sesso sicuro e le nuove tecnologie sembrano fatte l'uno per l'altra. Almeno in termini di comunicazione.

Dopo l'app svedese per fare sapere al mondo quanto sei bravo a letto, mettendo in ascolto il cellulare, oggi parliamo di un progetto basato sulla geolocalizzazione. E non fate battutacce...

L'idea è stata quella di costruire una piattaforma social in cui una no-profit focalizzata sul sesso sicuro ha regalato profilattici confezionati con tanto di QR code sulla bustina - come parte della campagna "dove l'hai indossato?"

Scansionando il codice si piazza un segnalino su una mappa etc etc.
Sono state segnalati oltre 55000 accoppiamenti sicuri ma, soprattutto, si è messo un altro sassolino sull'accettabilità del profilattico - anzi sul fatto che è una roba molto "wired" ;-)


C’è da aspettarsi un bel botto sul Digital. In positivo.

Se Procter & Gamble si mette in moto... c'è da scommettere che qualcosa succede.

Ecco l'inizio del mio più recente articolo su Tech Economy:

digital “is here to stay” e ha effettivamente un impatto su come comunichiamo, come siamo percepiti. Ha un effetto non solo “sul branding” (uno di quegli immateriali fondamentali per la salute dell’azienda, ma di cui in tempi di crisi tanti ritengono di poter trascurare per concentrarsi sull’hard selling). Ha invece anche un effetto sulle vendite, sulla bottom line.

Se interessa continuare a leggere e vedere cosa ne dice P&G, potete trovare il mio articolo qui: 

sabato, aprile 21, 2012

Abbiamo sbagliato lavoro

Abbiamo sbagliato col digitale: avremmo fatto un pacco di soldi imparando a disegnare.
Buon sabato.


venerdì, aprile 20, 2012

La sveglia mobile con la promo di Lufthansa :-)) Anywake

Una brand app ad alto contenuto di servizio.

Basata su un insight da vero planner: "se oggi è mercoledì, questa è... oddio, dove sono"?

A quale frequent traveller non è mai capitato di svegliarsi in una camera d'albergo senza riuscire a ricordarsi dove accidenti ci si trovava? (se ciò avviene in compagnia è peggio - ma questo è un problema che esula dall'app e che ha a vedere con il consumo alcoolico).

E a quanti è capitato di spegnere la sveglia per poi riaddormentarsi (con i casini conseguenti) solo perché la sveglia era troppo facile da spegnere.

Lufthansa ha dunque sviluppato quest'app mobile per sofisticati uomini di mondo, che hanno girato il globo; una sveglia (per il mercato svedese) che chiede che l'utente indovini correttamente da quale città provengono i suoni che il cellulare emette per svegliarvi.

Garantito che vi riporta alla lucidità - anche perché indovinando una città si ottiene uno sconto per i biglietti per quella destinazione.

Su http://www.anywake.com/ potete scaricare l'app per iPhone e Android.

Una sorta di marketing quasi onirico, un approccio che mescola strategia e gamification, un'idea che mi farebbe tirare il cellulare contro il muro :-)

Godetevi il video...

Starbucks:42 milioni di pagamenti mobili


A quanto pare c'è un numero non piccolo di Americani molto disposti a usare il cellulare per micropagamenti... a condizione che gli si metta a disposizione una soluzione semplice (e magari sicura....).

Meno di un anno e mezzo fa Starbuck ha lanciato un'applicazione mobile che permette di pagare le consumazioni dallo smartphone (praticamente è come una carta ricaricabile sul telefono). E hanno raccolto già 42 milioni di transazioni.

Va segnalato che hanno scelto una soluzione tecnologicamente molto "piatta": il cassiere spara con la pistola scanner allo schermo del cellulare, che mostra un codice ottico.

Sarebbe più figo, sicuramente, con NFC - ma così è più semplice e direi più sicuro :-) 

E comunque continuo a ritenere che NFC sia una tecnologia che ha grandi potenzialità di cambiarci la vita. 

Vedremo presto, dato che il pagamento NFC sarà lanciato in grande stile in occasione delle Olimpiadi di Londra.


giovedì, aprile 19, 2012

Il fuori salone di Ikea :-)

Ikea ha fatto una cosa seria, allestendo praticamente un negozio fuori dal negozio.

Due cose interessanti: la presenza dei designer IKEA a disposizione del pubblico e il lancio della TV integrata Ikea.

Ah, e il gadget per gli influential: la macchina fotografica digitale IKEA carrozzata in cartone :-)

Per il resto allego un po' di foto, direi da archiviare alla voce marketing e comunicazione unconventional. Comunque molto gradevole.

Poi appena mi danno i filmati vi racconto di un'altra cosa bella che ho visto in questi giorni.














La pubblicità 2011 va male, Internet bene



Sintetizzo un comunicato stampa di Nielsen con qualche dato, può servire...

Il 2011 chiude con un risultato negativo per il mercato pubblicitario italiano: dopo un’annata eccezionale come il 2010,  caratterizzata dalla ripresa di molti settori e mezzi di comunicazione colpiti dalla crisi, quest’anno le aziende hanno mostrato alcune difficoltà e hanno investito il 3,8% in meno, per un totale di 8,6 miliardi di euro (sul totale delle tipologie di comunicazione). 
L’esito è stato poi leggermente mitigato dai risultati positivi ottenuti nei mesi autunnali (settembre in particolare con un +2,3%, della sola tipologia commerciale nazionale, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente).
L’anno appena trascorso è stato caratterizzato da una profonda crisi di fiducia da parte dei consumatori, come emerso anche nell’ultima Nielsen Consumer Confidence.
La difficile situazione economica e finanziaria del paese ha portato quindi a una diminuzione dei consumi e questo ha causato un effetto domino sia sulle aziende inserzioniste, che hanno ritenuto necessario tagliare parte dei loro budget in comunicazione, che sugli operatori della comunicazione, che hanno visto diminuire la propria raccolta pubblicitaria.
La televisione è il mezzo più pianificato dalle aziende italiane con una quota superiore al 50% sul totale degli investimenti, nonostante quest’anno abbia chiuso con un -3,1% di spesa rispetto al 2010. 
Internet, rimane l’unico mezzo dinamico del mercato pubblicitario italiano. Emerge un aumento su tutti i fronti con un un +12,3% degli investimenti, un +4,5% delle aziende inserzioniste e un 42,7% di esclusività sul totale investitori del mezzo.
La carta stampata, trova molte difficoltà a rialzarsi dalla crisi che l’ha colpita negli ultimi anni (soprattutto la stampa quotidiana, con un -42,9% di investimenti nella free press).
Raccolta debole anche per radio, direct mail ed esterna.
Osserviamo la situazione dal punto di vista dei principali macrosettori rilevati da Nielsen: Attività/Servizi e Largo Consumo, i maggiori comparti per livello d’investimento del mercato pubblicitario, hanno subito quest’anno una contrazione della spesa rispettivamente del -4,8% e del -9,7%. 
Questo calo ha indebolito anche i principali mezzi di comunicazione, come televisione e stampa, che hanno visto ridimensionata la propria raccolta a causa della riduzione di budget di molti player fondamentali nel mercato. Da sottolineare in particolare il calo d’investimento delle aziende del comparto Alimentari che, nonostante rimanga il primo settore per livello d’investimento, ha subito un ridimensionamento del -9,1%.

Alcune note positive invece arrivano quest’anno da due settori che hanno creduto nella pubblicità: i macrosettori Persona e Automobili. Il primo, ha visto crescere sia il numero di aziende inserzioniste (+4,1%) che il livello stesso degli investimenti (+3,1%) soprattutto grazie al buon andamento di Cura Persona (+6,1%) e Farmaceutici/Sanitari (+4,9%). 
Le aziende automobilistiche, invece, hanno contribuito al miglioramento dell’intero macrosettore Beni Durevoli, che ha chiuso il 2011 con una perdita minore rispetto alla media del mercato (-1,5%). 


mercoledì, aprile 18, 2012

In edicola Master 24 Marketing e comunicazione digitale


Vi segnalo che da oggi è in edicola la prima puntata del corso di auto apprendimento del Sole 24 Ore "marketing e comunicazione digitale" cui ho collaborato anch'io. 

Ricco di video e con il contributo di luminari, può essere seriamente utile a chi si avvicini a questo mondo o a chi debba sistematizzare le proprie conoscenze.

25 volumi con scadenza settimanale - tutti i mercoledì.

Per maggiori informazioni:

Se non vi va di comprarlo in edicola, lo comprate anche online.

Fiducia si... e nell'Earned Advertising. Una ricerca


Vi sintetizzo quanto rilasciato da Nielsen, rispetto alla fiducia nella pubblicità... magari serve.

1) Nel mondo il 47% dei consumatori crede alla pubblicità... ma questa fiducia è diminuita negli anni tra il 20 e il 25%

2) Il 92% dei consumatori in tutto il mondo dichiara di fidarsi dei media “earned”, come il passaparola e le raccomandazioni da parte di amici e parenti, più di tutte le altre forme di pubblicità, con un incremento del 18% dal  2007. 



Vi allego sintesi del comunicato stampa:




I commenti dei consumatori online sono la seconda forma più affidabile di pubblicità: dei consumatori globali intervistati online il 70% dichiara, infatti, di fidarsi di questa modalità di comunicazione, con un aumento del 15% in quattro anni.




L’indagine Global Trust in Advertising di Nielsen, condotta intervistando oltre 28.000
utenti internet in 56 Paesi, dimostra che, anche se quasi la metà (47%) dei consumatori di tutto il mondo dichiara di credere agli annunci a pagamento in televisione, su riviste e giornali, la fiducia è diminuita rispettivamente del 24%, 20% e 25% dal 2009. 

Tuttavia, la maggior parte degli investimenti pubblicitari vengono indirizzati ai media tradizionali o a pagamento, televisione in primis. 

Nel 2011, la spesa pubblicitaria globale ha visto un aumento del 7% rispetto al 2010, secondo il più recente Global AdView Pulse di Nielsen. Questa crescita della spesa è dovuta principalmente a un aumento del 10% circa della pubblicità televisiva, considerando che in alcuni Paesi, compresi Stati Uniti e Cina, l’investimento pubblicitario è aumentato rispetto all'anno precedente.

La ricerca Nielsen dimostra che il 58% dei consumatori globali online si fida degli "owned media", come ad esempio i messaggi sui siti web aziendali, e il 50% considera credibile il contenuto delle e-mail che ha acconsentito a ricevere.Il 40% degli intervistati a livello mondiale ritiene efficace il product placement nei programmi televisivi, mentre il 42% si affida agli annunci radiofonici e il 41% ai messaggi pubblicitari proiettati nelle sale cinematografiche prima dei film.

Fiducia negli annunci pubblicitari online
Il 36% dei consumatori globali online afferma di fidarsi dei video pubblicitari in rete e il 33% crede nei messaggi dei banner pubblicitari online, in aumento rispetto al 26% nel 2007. Gli annunci visualizzati nei risultati dei motori di ricerca sono ritenuti affidabili dal 40% dei partecipanti alla ricerca Nielsen a livello mondiale, rispetto al 34% nel 2007. Gli annunci sponsorizzati all’interno dei social network sono considerati affidabili dal 36% degli intervistati globali. 

Fiducia negli annunci pubblicitari per cellulari
Secondo l'indagine Nielsen, un terzo degli intervistati a livello globale ha fiducia nei video e nei banner pubblicitari sui dispositivi mobili quali tablet o smartphone. Circa un terzo (29%) dei consumatori online a livello mondiale ha dichiarato di fidarsi degli SMS pubblicitari, con un incremento del 21% dal 2009 e del 61% dal 2007.

Rilevanza del messaggio pubblicitario
Per quanto riguarda la rilevanza del messaggio pubblicitario, il 50% dei consumatori online a livello mondiale considera gli spot televisivi personalmente rilevanti nel momento in cui cerca informazioni sui prodotti che desidera o di cui ha bisogno; questo è particolarmente evidente in Medio Oriente, Africa e Pakistan, dove il 65% dei consumatori considera la pubblicità televisiva altamente pertinente alle proprie esigenze. Al contrario, solo il 30% degli intervistati europei reputa rilevanti gli spot televisivi. 

Un terzo (33%) degli intervistati a livello mondiale considera rilevanti i banner pubblicitari online, rispetto agli annunci sui social network (36%) e ai video pubblicitari in rete (36%). Il 42% ritiene pertinenti gli annunci nei risultati dei motori di ricerca.

martedì, aprile 17, 2012

Report Social Media Italia - Retail

Vi segnalo l'uscita della sezione dedicata al Retail dell’Osservatorio “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”.

Mi sembra interessante per fare un po' di benchmarking e capire chi fa bene (e quindi da copiare con intelligenza).

Ovviamente poi sarebbe ancora più interessante andare ad analizzare i risultati ottenuti... ma quella è cosa molto più complicata e delicata ;-)

Leader della classifica è Ikea. Il brand svedese conquista il vertice attuando una strategia di comunicazione multipiattaforma intensiva (utilizza infatti Facebook, Twitter e YouTube mentre non ha un blog per il mercato italiano) in cui spiccano gli elevati tassi di interazione degli utenti ai contenuti pubblicati dall’azienda. I primi cinque gradini della classifica sono occupati dopo Ikea da, Media World, La Feltrinelli, Euronics e Fnac. Si tratta di aziende che attuano una strategia analoga a quella di Ikea pur senza raggiungere i medesimi risultati.


Allego sintesi del comunicato stampa e l'infografica.

Ecco il link per ulteriori informazioni.

“Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui
social media in Italia” relativo al settore “Retail”. Nel report vengono analizzate le attività di
comunicazione corporate sui social media di venti catene di negozi attive a livello nazionale e che
vendono prodotti afferenti a diverse categorie merceologiche (abbigliamento, abbigliamento
sportivo, editoria & multimedia, consumer electronics e bricolage & arredamento).

La ricerca ha permesso di stilare una classifica delle aziende selezionate che hanno attivato
forme di comunicazione sui social media. I criteri di redazione della classifica tengono conto sia
dell’investimento in termini di comunicazione (come ad esempio la frequenza di
aggiornamento dei profili e la loro personalizzazione), sia dell’interazione degli utenti (come
attestano il numero di commenti e di like ai wall post su Facebook o i retweets su Twitter). In
questo modo sono state valorizzate sia le strategie comunicative aziendali di tipo multi-piattaforma
sia quelle mono-piattaforma che utilizzano in modo intensivo soltanto uno o due strumenti di social
communication.

In continuità con il report precedente, dal punto di vista delle piattaforme si assiste al
consolidamento di Twitter e YouTube accanto alla presenza stabile di Facebook che appare
ormai un punto di passaggio obbligato per le aziende che vogliono comunicare sui social media.
Delle venti aziende selezionate quattordici, infatti, risultano attive sui social media per il mercato
italiano. Di queste, tredici hanno una pagina su Facebook, undici un profilo su Twitter e altrettante
su YouTube.  

Nel mercato italiano risultano, quindi, più attivi i settori arredamento & bricolage, editoria &
multimedia, consumer electronics, mentre il settore abbigliamento si concentra maggiormente
sul mercato internazionale e quello dell’abbigliamento sportivo si ritaglia una visibilità più contenuta
puntando comunque a presidiare tutti i social network.

Un dato in controtendenza è la presenza di diversi blog aziendali, attivati da quattro aziende
(BricoCenter, United Colors of Benetton, Fnac e La Feltrinelli) utili a veicolare contenuti in modo
più descrittivo rispetto al sito o ai social network anche se non appaiono movimentanti altrettanto
intensivamente come questi ultimi.

“Il settore Retail è fortemente attivo nella comunicazione al consumatore e si riscontra un
considerevole investimento sui social media. La ripresa del blog e il consolidamento di Twitter e
YouTube fanno pensare al fatto che le aziende abbiano compreso sia le specificità di ciascun
social media sia la necessità di presidiarli con linguaggi e contenuti propri. I dati molto positivi
relativi all’interazione degli utenti fa percepire anche una diffusione sempre più ampia dell’utilizzo
dei social media nella popolazione italiana che sta imparando a relazionarsi con le aziende di
riferimento anche attraverso questi canali”, commenta Fausto Colombo, direttore di OssCom.

“Il settore Retail – aggiunge Nicolò Michetti, Amministratore Delegato di Digital PR - è uno dei più
vari e vivi tra quelli finora analizzati. La sfida delle aziende che operano in questo comparto è
utilizzare i social media non solo in termini di branding, attraendo e fidelizzando i consumatori, ma
anche per ingaggiare in modo proattivo gli utenti, stimolandoli a contribuire, e per supportare la
presenza sul territorio indirizzandoli sui punti vendita. Le aziende italiane stanno raccogliendo la
sfida, con risultati talvolta eccezionali e con un impegno che non possiamo fare a meno di
incoraggiare”.

L'executive summary e l'infografica riassuntiva dei principali risultati del rapporto di ricerca sono





Opportunità lavoro (o consulenza)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Azienda multinazionale leader nel settore food cerca per sostituzione maternità [anche con contratto di consulenza in house ] un/a Senior Digital Marketeer con competenze di :

1)Elaborazione strategica 

-A partire dalle esigenze di marca elabora la corretta strategia digitale di medio periodo 
-Realizza dei benchmarks sulle nuove tendenze, sui progetti migliori sia in Italia che all’estero 
-Propone nuove idee e soluzioni tecnologiche 

2)Sviluppo e gestione dei piani e progetti digitali 

-Sviluppa e gestisce i progetti digitali , dai siti ai social media alle applicazioni 
-Coordina le agenzie coinvolte e individua potenziali fornitori/agenzie per rispondere a nuovi progetti 
-Interagisce e coordina con le diverse funzioni aziendali coinvolte nella comunicazione online 
-Effettua monitoraggio sui web analitics e sui KPI di marca, sulla reputazione online dei marchi che gestisce 
-Gestisce il piano media a supporto dei progetti interagendo con l’agenzia media e le concessionarie online 
-Sviluppa le creatività del piano media 
-Effettua attività di reporting sui risultati dei progetti e campagne verificando il rispetto degli obiettivi e la continua efficacia di quanto realizzato. 

3)Sviluppo e gestione di attivita di SEM e SEO. 


Mandare CV -- italy.recruitment@gmail.com 

lunedì, aprile 16, 2012

Sephora usa bene Pinterest...e Instagram...e tutto il resto

... e fa un gran bel sito

Guardatevi Sephora.com; a parte come è fatta la grafica e la navigazione, da notare l'integrazione con Pinterest e Instagram.

A parte i propri board su Pinterest hanno coinvolto le persone nella creazione di propri board basati sui colori Sephora - per poter vincere una gift card. 

Inoltre tutti i prodotti sul sito hanno un bottone "pin it" per stimolare la condivisione / viralizzazione...  ma su Pinterest sono anche visibili i board dei dipendenti, in modo da capire quali sono i loro prodotti preferiti...

Questi sul Social e sul Digital sembrano intenzionati a giocare molto sul serio: da notare gli oltre 3 milioni di like su Facebook, l'app iPhone, quella per iPad.

E poi il rifacimento del sito mobile, il progetto di mettere iPad nei punti vendita per i venditori.

Sul punto vendita i clienti possono usare l'iPhone per fare uno scan dei prodotti... e leggere le recensioni online (!)


Approfondimenti:



Inoltre, da Mashable:

Digital is a huge part of Sephora’s business. The company has seen a 300% increase over the past year in mobile shopping on its website, with 70% of its mobile traffic coming from iOS devices. iPad traffic to Sephora.com is up 400% in Q1 of 2012 over the same period last year, and 20% of all of the traffic to the site comes from mobile devices.
“Digital is a must for the future of retailing,” says Bornstein. “With social, digital, mobile and website updates, we’re giving our clients the most personalized experience ever seen in the beauty industry, and connecting clients with our experts in ways that are most relevant to them. We’re excited to makeover the future of shopping.”

Peddl: il futuro del Business? (ma anche no)


Siamo speso talmente intubati nel nostro lavoro che, quando si parla di Internet, pensiamo subito a nuovi e progressivi modi di vendere roba, di promuovere l'esistente, di pubblicizzare la marca.

Internet però ha portato anche dei bei cambiamenti ai modelli di business.

Forse questo Peddl non sarà uno di quelli che avrà successo e cambierà le regole, ma l'approccio è affascinante. 

Usare Internet (mobile) per far sapere al mercato cosa si vuole comprare e a quale prezzo (ad es. un mazzo di fiori) o che cosa si ha da vendere, a quale prezzo.

Domanda e offerta si incontrano, il venditore ottiene risposte all'offerta, il potenziale compratore trova un venditore disposto a fornire il bene / servizio al budget disponibile...  

Comunque, guardate il video che vi fate un'idea.
Enjoy.


venerdì, aprile 13, 2012

Interessante: i miei post più gettonati sono...


Ogni tanto mi faccio delle classifiche di quali siano i miei post più visti.
Condivido con voi, per due motivi:

a) così magari beccate dei contenuti che vi eravate persi e che il pubblico ha ritenuto interessanti (grazie, grazie)

b) perché è fonte di riflessione, vedere quali siano i temi (o i titoli ;-) che più vi hanno stimolati.

Spoiler Alert:  nei primi tre mesi dell'anno, a sorpresa, non è stato il post sul porno a vincere la classifica :-)

And the winners are...


  1. Il tassista più 2.0 che c'è :-) Complimenti*
  2. xxx: Porn is Moving :-)*
  3. Goodbye Apogeonline. Ma non starò certo zitto ;-)*
  4. Social: Orangina presa con le mani nel sacco?*
  5. Il nuovo marketing di Nike (sono guai per l'advertising) *
  6. Il Buzz di Kleenex - sui raffreddati di Facebook
  7. Il vero lusso.. inizia dal basso. Il profilattico Louis Vuitton
  8. Procter taglia l'adv (e licenzia) per fare più Social.
  9. Vail: Social turismo/tecnologico da 10 e lode
  10. Tesco: ecommerce via QR per i pendolari

Quelli segnati con l'asterisco, sono anche nella classifica dei 10 post più visti di sempre.

In questa classifica (top 10 di sempre) sono anche:
Moratti usa i gattini in pubblicità elettorale ?!

Sincronizzare Calendari (multipli) Google sull'iPhone...

(post del 2009 ed è ancora uno dei 5 post più visti questo mese !! vista la coda lunga?)






Ovviamente, come qualcuno farà notare, la classifica è falsata dal fatto che esiste la coda lunga (e si vede benissimo sul mio blog) ovvero che più vecchio è un post più visite fa - quindi i contenuti più recenti sono penalizzati. Ma non ho pretese di correttezza metodologica, su questa classifica :-)

Il video interattivo-musicale dove tutto è acquistabile


Esperimento di contaminazione tra video musicale e promo per abbigliamento e accessori.

In sostanza un video dove tutti i look indossati dai cantanti e attori sono acquistabili con un semplice click.

Più che altro un gimmick - l'ennesimo episodio della ricerca di una pubblicità davvero interattiva sul video - e un modo di far parlare di Ssense, retailer online di abbligliamento firmato. 

O forse una maniera di far vedere i capi ambientati e indossati - come in una sorta di sfilata un po' ripensata e immaginata :-)

Detto questo, il futuro trova sempre modo di sorprenderci e magari questa sarà la killer app per i nostri figli nel 2020 e il must per ogni online store...

Enjoy.

giovedì, aprile 12, 2012

Facebook: un benchmarking sull'engagement


Vi segnalo questo post, che da' qualche dato sui livelli di engagement ottenibili su Facebook.


Due punti chiave:

a) Engagement is measured in interactions. On Facebook that translates into likes and/or comments.

b)  above 1% engagement rate is good, 0,5%-0,99% is average and below 0,5% engagement likely means that you need to realign your messages to that of your audience’s expectations and in the process attract more compelling and engaging messages from your community members.

iPad Corriere: le mie impressioni sulla nuova app

Visto che ho avuto il piacere di vedere ieri in anteprima la nuova app del Corriere della Sera (disponibile oggi), vi racconto un po' quello che ho visto e le mie impressioni.

Cercando di essere pragmatico, business oriented e non ideologico. Poi so che ci sarà chi si schiera contro/pro a priori, va benissimo.

E forse la cosa più interessante (per me, per i miei interessi) non è tanto la nuova app (che comunque a me piace di più) ma quello che ci hanno raccontato del loro business. E di come fanno le cose.

Cominciamo con ordine...

Cosa è cambiato
Qui vi parlo dell'app in se'. E delle sue novità di prodotto.
Sotto invece faccio una disamina più approfondita da planner, più strategica, di business e marketing. 

La novità principale dell'app, quella vera, è l'interfaccia.
Si affianca allo "sfogliatore" (l'edizione pdf analoga al quotidiano di carta), una nuova interfaccia, anzi due. Anzi in fondo tre. Se andate in fondo al post vedete le foto ufficiali.

La prima è una tag cloud, attraverso la quale arrivare alle notizie più "hot". Ma questa  non mi ha entusiasmato (come vedrete, però, sono fuori target).

La seconda una mappa del globo, per accedere alle news con un criterio di localizzazione geografica.

La terza invece è una visualizzazione molto più "web", molto più digitale, molto più alla Flipboard o quelle cose lì. Che a me non dispiace per nulla. Vedi immagine.

Detto questo, se avete un iPad, provate l'app, che dovrebbe essere offerta gratuitamente per una settimana; così vedete di cosa sto parlando, perché ho molte cose da dire e la grafica, l'interfaccia dell'app la potete vedere e capire molto meglio provandola sul vostro iPad.

Belle le infografiche interattive fatte in HTML5 (specialmente per i non - geek, quelli non ancora saturati come me da queste maledette infografiche che mi hanno intasato Pinterest)

La cosa interessante è esiste una logica: target diversi per interfacce diverse.

Quella nuova o come la chiamano loro "nativa" sembra essere più adatta ad un target che vuole il Corriere sul tab ma che ha finora criticato il pdf duro e puro perché poco "digitale". E qui sono in una logica di allargamento del loro pubblico pagante, che sembra di capire vorrebbero quasi raddoppiare.

La versione pdf è per un pubblico che si trova meglio con una presentazione più tradizionale. 

Ma non è solo questo. In effetti hanno portato la nostra attenzione sul fatto che in una visualizzazione "digitale" da aggregatore, tutte le notizie hanno lo stesso peso, importanza. O quasi. 

L'impaginazione da quotidiano tradizionale da' invece al lettore un segnale di cosa il direttore / la redazione, il mediatore informativo, ritiene più importante e cosa meno. Guidando l'opinione. 

Ed è anche questa una forma di content curation, mi sa. Che a qualcuno può piacere e a qualcuno no.

Chiaro quindi che anche solo il cambio di modello di impaginazione implica definire logiche di responsabilità, ruolo, potere (?) nel mestiere del giornalista. E qui si potrebbero scrivere dei libri.

Vabbé, comunque interfacce diverse, ognuno sceglie quella che gli funziona meglio o passa da una all'altra. 

Cambia l'advertising: nella versione pdf ci sono gli annunci del quotidiano di carta. Nella versione nativa ci sono degli sponsor, che ogni "n" click compaiono + banner in pagina.

Ora, il Corriere cerca (e in parte ci riesce) di vendere "il sistema" delle 4 piattaforme. A me immediatamente viene in mente che non solo piattaforme diverse ma anche visualizzazioni diverse implicano target diversi e quindi a tendere vendite / strategie più mirate.

Non solo: visto cosa fanno con le infografiche, il passo ovvio e naturale è sviluppare dell'advertising più "interattivo", ricco e coinvolgente... 

(obiezione, vostro onore: tale adv non solo costa per il media ma costa molto di produzione. Coi tempi che corrono, in cui si tagliano i fee alle agenzie e si cerca di fare le nozze coi fichi secchi, quanti saranno a spendere soldi veri per produrre un annuncio? Forse le solite multinazionali che ci faranno neri....ma questo è un altro discorso).

Va inoltre segnalato il meteo (moolto bellino), i giochi, il Corriere TV...
Poi loro sembrano pronti ad ascoltare le critiche e a fare evolvere l'app. Vedremo.

Cosa non è cambiato

Non è cambiato il modello di business e il prezzo.
D'altra parte, visto che il business gli funziona... ormai possiamo rassegnarci: che tirasse un' aria di pay per content lo si vedeva da anni. e parecchia gente non trova la cosa scandalosa. E paga.

Dato interessante: nel giorno medio hanno 63.000 utenti paganti (ovvero: quelli che hanno comprato l'abbonamento all'app, quelli che sono abbonati al Corriere ore 7 - di carta - e hanno in omaggio l'app, quelli che hanno comprato un tablet con l'abbonamento gratis per un anno... pagato da Vodafone o Samsung).

Da riflettere sul target: probabilmente molti dei lettori di questo mio piccolo blog gratuito non pagherebbero mai per il content. Ma noi non siamo il loro target. Ne parliamo dopo.

Non è cambiato il content
L'app contiene i contenuti giornalistici del Corriere della Sera. Qui c'è una serie di discorsi da fare...

1) Alle 2345 chiude il Corriere di carta. Alle 2346 parte la redazione dell'app, che prende i contenuti, li "spacchetta" e li mette nella nuova interfaccia. Li adatta e li arricchisce di infografiche interattive, video etc etc. E alle 6 sono disponibili sull'app.

2) I contenuti dell'app NON vengono normalmente aggiornati durante la giornata. E la cosa ha senso.

Il Corriere infatti si vede ormai (così dichiarano) come un sistema informativo basato su 4 piattaforme: carta, web, smartphone e tablet. Che hanno modalità di lettura (e in parte, target) differenti.

Dai loro dati emerge che le persone usano il tablet principalmente a casa, al mattino e alla sera. La sera non si legge il quotidiano, quindi resta l'uso mattiniero. In effetti, il 70% dell'uso della app nella sua versione precedente avveniva proprio al mattino.

A questo punto l'aggiornamento delle news durante il giorno ha poco senso - sull'app. Mentre viene fatto sul web - il corriere.it - che è fruito durante la giornata e dove la gente va effettivamente a cercare gli aggiornamenti.

Si riconferma la scoperta che la gente sta andando verso un utilizzo di device diversi per fare cose diverse (o la stessa cosa) a seconda del momento, contesto...

Sono però pronti a fare aggiornamenti o edizioni speciali del contenuto dell'app in caso di fatti grossi. Ma non regolarmente, almeno per ora: perché poterlo fare richiederebbe avere due altri turni di redazione, ovvero (mi sembra di capire) altre 12 persone da pagare solo per il tablet. E da quanto si vede, il gioco non vale la candela. 

Sul discorso delle interazioni/integrazioni sulle redazioni della carta, di Corriere.it, dell'app non voglio entrare.

Del resto la linea del Corriere (di carta) sta andando verso un giornale di approfondimento, più che di attualità. Interessante. 

Le "news", sul web - e il pensiero sulla carta / app? Arriveremo ad avere dei settimanali che escono tutti i giorni in edicola/tablet?

Già che ci siamo, parliamo di target. 

Estrapolando un po' quello che ci hanno raccontato e prendendomi forse delle libertà.. il target dell'app non mi sembra proprio geek.

Non siamo noi, abituati a usare Zite (like), Flipboard o Pulse. Target che forse non legge nemmeno più i giornali - e su cui ad esempio Facebook e Twitter, con le loro segnalazioni socialmente condivise forniscono una dieta mediatica molto diversa dall'italiano medio. Almeno per ora.

Il target dell'app sembra proprio essere la persona che vuole leggere il Corriere. In una modalità diversa / più comoda / figa.. fate voi, questo non lo so.
Che sceglie una fonte di contenuto che ritiene autorevole - un content che è "curato" e mediato da una redazione - quindi molto diverso (nel suo palinsesto) da quello mediato dai peer/"amici" o aggregato da feed.

Un target che quindi non sembra volere (solo?) la "notizia Internet", nel senso del tipo di giornale che si può regalare online e quindi con costi ridotti e poche persone. Un target che riconosce un valore a un giornale fatto da un team di 300 giornalisti, inviati etc etc.

Sul target geek, mi viene da concludere a titolo personale, forse non c'è un buon business da fare - al momento, la raccolta pubblicitaria non sarebbe interessante abbastanza? E quindi, aziendalmente le conclusioni sono facili. 
Almeno nel breve. Poi se un'azienda è furba, al mutare delle condizioni esogene si da' una regolata o una sterzata.

Piattaforma: a oggi solo iPad. Non è previsto Android, anche se hanno chiaro che prima o poi lo dovranno fare. 

Si riconferma che sviluppare su Android, sia per le diverse dimensioni degli schermi, sia per le note difformità fra produttori, è un discreto casino. E poi l'iPad permette una visualizzazione grafica e tipografica molto più bella (a me sta bene: in effetti anch'io uso l'iPad a casa.. e il 7" Android in giro).

Chiudo qui perché sono stato lunghissimo. Ma mi sono appassionato a vedere, dietro le quinte, le strategie. L'app è carina. Scatenatevi. Se riuscite, scatenatevi a pensare, che è il dono più prezioso di una persona di marketing, di uno stratega. E se non lo siete, che accidenti ci fate su questo blog? ;-)