lunedì, giugno 18, 2007

La T-Shirt Benefica del Dalai Lama

Si possono coniugare il marketing no-profit, la santità del Dalai Lama e il disegno umoristico?

Ceeerto che si', anche perche il Dalai Lama è un tipo che ride molto.

La T-shirt solidale è stata disegnata da Kukuxumusu - un gruppo di disegnatori che ha in Spagna un grande successo con i propri disegni di mucche (e altro) riportati ubiquamente su T-shirt in vendita ovunque e altri materiali.

Btw, Kukuxumusu significa "il bacio di una pulce" in Basco (bah...).

A questo disegno, il Dalai Lama ha aggiunto una propria frase: "Abbiamo bisogno di un vero senso della responsabilità e di un sincero interesse per il benessere degli altri". In Italiano non suona molto impressionante ma è un vero compendio della filosofia buddista...

Il ricavato delle vendite andrà ad aiutare i numerosi profughi tibetani residenti in India, rifugiati dalla spietata occupazione cinese del Tibet - paese in cui è in corso una silenziosa pulizia etnica dei tibetani.

Quella del Tibet, così come quella del Darfur sono due delle ottime ragioni per cui da più parti si sta sostenendo un progetto di boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino... ma di questo parleremo un altra volta...
Un concorrente in meno per iTunes...

Sony molla il colpo e chiude il proprio e-store musicale.

Dopo aver provato a far concorrenza a iTunes con il proprio servizio Connect, adesso lasciano perdere, mantengono attivo solo il servizio legato agli eBooks (senza il quale il loro libro elettronico Sony Reader andrebbe a rotoli, probabilmente) e spostano le risorse umane ed economiche alla divisione PlayStation.

Sembra proprio che far concorrenza ad Apple nel campo della musica sia dannatamente difficile.

Da fan della mela, sogno (da decenni) un futuro in cui sia cosi' anche nel settore dei PC...

(vedi anche: http://techdigest.tv/2007/06/sony_to_close_i.html)

domenica, giugno 17, 2007

Il Gelato e l'eco-Marketing

Con tutto questo gran parlare di riscaldamento globale, di cambio climatico etc etc, inevitabile che gli addetti al marketing sfruttino questo tema e cavalchino questo cavallo, a prescindere dal fatto che l'azienda ci creda o meno.

Si sa, un buon pretesto è un buon pretesto, basta che la gente se la beva.

La maggior parte della popolazione è ecologista solo a parole (provate un po' a dire alla "gente" di non usare la macchina, di tenere più basso riscaldamento e condizionatore, di spendere di più in cambio di prodotti più ecologici, ignorando le tentatrici offerte made in china... paese che inquina orrendamente il pianeta).

La popolazione è spesso ecologista a parole e senza conoscenza - le complessità dell'impatto ecologico dei prodotti sfuggono completamente alla massa, che come sappiamo ha bisogno di concetti semplici, di grida di battaglia poco complesse - tipo "L'idrogeno è buono!" (già, ma come si produce l'idrogeno... se non distillando il petrolio...?)

Sia come sia, una delle soluzioni più facili per promuovere la propria produzione come "ecologica" è quella di "mettere a zero" le emissioni di CO2 - il che non vuol dire necessariamente modificare i propri processi produttivi per renderli meno inquinanti, ma dare dei soldi ad una qualche organizzazione che pianta alberi (o attività similari) - con l'idea che il bene fatto bilancia il male arrecato dall'azienda.

Assolutamente da segnalare in questo campo il progetto Impatto Zero di LifeGate.

Insomma, sempre più aziende si appiccicano l'etichetta di ecologica pagando (meglio così di niente, comunque...).

Altre aziende sembrano un po' più serie, hanno una storia di impegno che contribuisce a definirne anche il brand. Ad esempio Ben & Jerry.

La nota azienda gelatiera Ben & Jerry (una volta una simpatica, alternativa, hyppie-impresa individuale, oggi proprietà di Unilever) ha creato il primo gelato climaticamente neutro - logico che un'impresa di gelati non voglia che la Terra si sciolga... (anche se l'aumento della temperatura media aiuterebbe il business del gelato).

La mossa è asslutamente in linea con la storia dell'impresa, che ha sempre collaborato con ONG, col WWF etc...

La neutralizzazione è stata affidata a Hier, un gruppo di 38 ONG olandesi, dietro compenso di 2,4 milioni di Euro per i prossimi 5 anni

Altro aspetto degno di lode è l'iniziativa per far capire al pubblico i temi ambientali, con la messa online del sito http://www.climatechangecollege.org/

giovedì, giugno 14, 2007

Arriva la Pepsi al Cetriolo

Che ci crediate o no, è vero: il nuovo sapore estivo della Pepsi sarà il cetriolo... ovviamente solo in Giappone, paese che ha dei gusti alquanto diversi dai nostri.

La Pepsi Ice Cucumber è stata lanciata l'altro ieri ed è ancora presto per avere dei significativi feedback sull'accettazione del mercato.

Per non sbagliare, è stato annunciato che il prodotto sarà una versione speciale, con durata limitata nel tempo ( a meno che, ovviamente, il prodotto non abbia successo...)
Guai per il logo Olimpico Inglese

A cinque anni dalle Olimpiadi di Londra, il nuovissimo logo olimpico sta già dando dei grattacapi non da poco.

Presentato il 5 Giugno ha già suscitato numerose polemiche. Citando la BBC, c'è chi ci ha visto un cammello, chi uno scimpanzè, chi un assoluto casino.

E' sicuramente inconsueto, differente dalle tipiche proposte cui ci ha abituato l'iconografia olimpica, come quello cinese, per esempio.

E' spigoloso, duro, frammentato.

E, a mio modestissimo avviso, è proprio brutto. 

A quanto pare molti inglesi non condividono il logo disegnato da Wolf Ollins, sono partite petizioni popolari, la BBC pubblica sul suo sito numerose proposte alternative dei lettori, politici hanno chiesto di cambiarlo.

E qualcuno inizia a pensare, probabilmente anche a livello di Comitato Olimpico locale, che siano state 700,000 sterline spese un po' male - tanto che una dichiarazione ufficiale rivela che il logo è flessibile e che potrà evolvere nei prossimi 5 anni...

La casa di scommesse William Hill, poi, da 10 a 1 che il logo sarà rimpiazzato entro fine anno.

Ciliegina sulla torta, un video animato che promozionava il nuovo logo è stato ritirato, dopo aver provocato crisi epilettiche ad alcuni telespettatori...

mercoledì, giugno 13, 2007

E adesso, che ce ne facciamo di Harry Potter?

A giorni esce l'ultimo libro di Harry Potter. Fine del torrente di soldi che arriva di lì.

Tra un po' arriva il nuovo (quinto) film... che potrebbe essere l'ultimo (anche perchè gli attori invecchiano e non si può pensare di presentare un Harry Potter liceale impersonato da un attore di oltre 30 anni o giù di lì...;-)

Prevedibile quindi che, con la chiusura della saga e la fine delle fonti principali di revenue, si assisterà ad una esplosione di forme di declinazione, versioning e sfruttamento del concetto HP.

Tanto per cominciare, nel 2009 apre il parco tematico di Harry Potter, un parco nel parco, realizzato all'interno del parco Universal a Orlando, Florida.
Apple lancia un altro software per Windows - il (veloce) browser Safari

Apple ha reso disponibile la versione beta del suo browser Safari - rendendolo disponibile anche per Windows.

Si aggiunge quindi un'altra possibilità per sfuggire all'orrido Explorer, prodotto che ho abbandonato da anni sia su Mac che su Win e  che, per quanto continuo a vedere, è rimasta la soluzione peggiore per navigare in rete, vista la disponibilità di almeno altre tre o quattro soluzioni migliori.

Sto provando la beta di Safari (su Mac, su win l'installo più tardi): impressionante l'aumento di velocità nel aprire le pagine. Decisamente migliorata la compatibilità con siti con applicazioni "strane" come ad esempio blogger...anche se qualche bachetto mi sa che c'è, ma per ora nulla di serio.

Se va avanti così, dato anche che si lancia velocissimamente, credo che ridurrò sensibilmente la mia quota di uso dell'altro mio browser ufficiale (Flock - una versione di Firefox, che amo molto per caricare le mie foto su Flikr).

Per curiosità, ecco la statistica (dell'ultimo mese) dei lettori del mio blog divisi per browser.
I visitatori che usano Explorer sono "solo" il 56%
Firefox 37%
Safari 3,7%
Opera 1%
Mozilla 0.9%
(non fa cento perchè non ho voglia di star li' coi decimali)

Comparandolo con un annetto fa, Explorer ha perso tra i miei lettori oltre 7 punti percentuali.

Non è comunque il primo software di Apple per la piattaforma Windows: basti pensare ad un certo iTunes... 

Il lancio di Safari 3 ha poi anche a che vedere con il prossimo lancio dell'iPhone - su cui girerà una versione apposita di questo browser per l'internet mobile.

martedì, giugno 12, 2007

E se il futuro di Internet fosse...

...nell'integrazione tra hardware e webware?

Esiste un certo numero di siti web che sono ormai delle killer app, che sono dei punti di riferimento, dei componenti fondamentali della nostra vita.

Il problema di questi siti web è che sono... siti web e quindi non fruibili, non integrabili nella nostra vita in un gran numero di occasioni.

Certo, certo, l'internet mobile... ma non è proprio il massimo andare in giro con lo sguardo fissato allo schermo del PDA o mettersi a trafficare con il telefonino web-enabled al matrimonio del cugino.

Interessante dunque il concetto di sviluppare hardware ad hoc per funzionare (solo) in connessione con uno specifico sito, diventando un nuovo tipo di interfaccia - area di mercato in cui si muove l'azienda americana Ambient.

Ottimo esempio di interfaccia ambientale: per un sito di previsioni metereologiche come AccuWeather.com, cosa di meglio che permettere l'accesso alle informazioni del sito attraverso... un ombrello?

In attesa che l'ombrello-internet-GPS Pileus diventi un prodotto mass market, possiamo già oggi acquistare a soli 125 $ l'Ambient Umbrella, un pratico gadet che si collega col sito e ci comunica le probabilità di pioggia facendo lampeggiare una luce posta nel manico (l'idea del prodotto è che l'ombrello venga lasciato in un portaombrelli ben in vista vicino alla porta di casa, così se vedete il manico lampeggiare vi ricordate di prenderlo dietro...).

Ovvio che sotto la pioggia l'ombrello metereologico si potrebbe benissimo definire wetware...

Su questa falsariga potremo pensare a nuovi gadget - o hardware dedicati per tradurci le informazioni contenute in un sito in messaggi semplici ed intuitivi, che non richiedano un browsing o una lettura, ma segnali più semplici - come nel caso di apparati che ci comunichino con un sistema di luci colorate codificate l'andamento dei nostri titoli in borsa, la vicinanza di amici (informazione utile per andarli a cercare o per evitarli, se siamo in giro con l'amante), il tempo d'attesa del bus alla fermata...

Ad oggi si tratta di sviluppatori che creano prodotti appoggiandosi a siti esistenti, un domani si potrebbero vedere aziende con attività ab initio integrate tra sito web e device ad hoc - in una logica di servizio, marketing e ergonomia ferreamente blindata...

lunedì, giugno 11, 2007

More Marketing filatelico cinematografico

Dato che sono di fretta e sto preparando una vinaigrette coi pomodorini spadellati che richiede la mia attenzione, mi limito ad un copia e incolla di un vecchio comunicato ANSA

TESTO TRASMESSO DA ANSA (21-12-05)

CINEMA: LA PUBBLICITA' DI 'NARNIA' ARRIVA SUI FRANCOBOLLI

(ANSA) - ROMA, 21 dic - Dopo "Il signore degli anelli" e "King Kong", anche il film "le cronache di Narnia" diventa francobollo. Ormai le grandi produzioni cinematografiche diventano sistematicamente soggetto di valori postali: e non da parte di isolette tropicali specializzate in improbabili emissioni filateliche, ma da parte di paesi postalmente serissimi.

Cosi' ben due amministrazioni postali hanno dedicato in questi giorni francobolli a Narnia: l'Austria, con un pezzo da 55 centesimi che riproduce tout court la locandina del film della Disney, e la Nuova Zelanda, con ben cinque francobolli con scene del film stesso. A segnalare le emissioni e' stato il sito filatelico specializzato "vaccari news". (ANSA)
Ancora marketing cinematografico-filatelico

Dopo il francobollo americano per Star Wars, arriva il 17 Luglio il francobollo inglese a celebrare Harry Potter (di cui sapremo a giorni se vive o muore alla fine della saga).

L'emissione è frutto di un accordo tra la Royal Mail, Warner Bros e la casa editrice Bloomsbury ed è ovviamente uno dei tanti strumenti di marketing a supporto del settimo e ultimo libro del ciclo - in uscita il 21 Luglio.

Da notare comunque che gli inglesi si sono fatti battere sul tempo dai francesi, che hanno emesso una serie in omaggio al mago adolescente già da qualche mese.

In una classica mossa di marketing ad effetto, l'autrice dei libri ha da tempo annunciato che in questa puntata ben due dei principali protagonisti moriranno...

Uno dei più grandi bookmaker inglesi, William Hill, ha tra l'altro chiuso le scommesse sulla morte o meno dell'eroe della serie, apparentemente in quanto ormai certo che il giovane Harry non ce la farà.

Ecco le ultime quotazioni:

In the "which rotter will pot Potter?" stakes, Lord Voldemort is the favourite at 2-1, Severus Snape is 5-2, Draco Malfoy, Ron Weasley and Potter himself are 6-1 with Neville Longbottom at 12-1.

L'uso dei francobolli in pubblicità non è comunque una novità - già dagli inizi del XX secolo si sono visti francobolli a supporto di marche famose - anche in Italia tra il 1923 e il 1925...
Second Life si tinge di giallo

Piatto ricco mi ci ficco - e la Cina, con i suoi miliardi di abitanti è indubbiamente un mercato potenzialmente grosso per qualsiasi business, incluso quello dei mondi virtuali.

In effetti quello dei mondi paralleli deve essere un business ritenuto davvero interessante, tanto che sono ben 2 le iniziative in corso nel paese d'oriente.

Hipihi sta testando in beta un second life cinese.

Shanda Interactive Entertainment, il principale produttore di giochi digitali cinesi, sta dal canto suo, lavorando ad un proprio mondo virtuale - che pare però in fase molto più arretrata.

Appare probabile che in questi mondi sarà possibile fare "business", secondo una linea di introduzione controllata del capitalismo anche nella Cina virtuale ;-)

Molto più certo l'assenza di sesso e scommesse nei mondi virtuali. dato il ferreo controllo esercitato dallo stato.

Quanto alla libertà di espressione nel second life cinese... beh, credo che ce la possiamo proprio scordare.

PS: per chi crede nel nomen omen, ovvero che ogni nome contenga un destino, segnalo che il termine Shanda in yiddish (lingua peraltro alquanto lontano dal cinese) significa scandalo, imbarazzo...

venerdì, giugno 08, 2007

User generated content per l'online serial

Per attirare il target femminile - si sono detti probabilmente i markettari di Suave (marca di Unilever che produce prodotti per la bellezza dei capelli, speficicamente formulati per le mamme) e quelli di Sprint (telecomunicazioni), niente di meglio di un bel serial televisivo.

Ma con due importanti differenze: uno, questa TV si vede online, due il content è basato sull'input del target.

Ed ecco che nasce "In the Motherhood"

Questa serie di brand entertainment (articolata su 5 puntate) è stata voluta per mirare in modo specifico al target "mamme" ed è stata impostata ricorrendo a esperti sceneggiatori di Hollywood - i quali attingono da input, storie, suggerimenti che le madri postano sul sito.

In seguito, tramite votazione popolare si scelgono gli spunti interessanti su cui lavorano gli sceneggiatori.

Il trailer del programma è già stato visto oltre un milione di volte ed i sito sta lavorando alacremente per costruire un effetto community "solido"
La lampadina presto fuorilegge?


Sì, la tradizionale lampadina potrebbe essere proibita in molte nazioni, per essere sostituita da sistemi più efficienti ed ecologici.

Per saperne di più leggete il mio pezzo su Apogeo
Scusate il rallentamento...

Il blog in questi giorni si è un po' fermato, causa viaggi per preparare il rientro in Italia.
Da oggi (e per un po' di giorni) dovrebbe riprendere il suo ritmo normale...;-)

martedì, giugno 05, 2007

L'iPod diventa una dotazione ufficiale dei funzionari di Sua Maestà la Regina

Nel Regno Unito l'iPod è diventato uno strumento ufficiale in dotazione a funzionari pubblici – e non stiamo parlando di versioni modificate del lettore MP3 messe a punto dall'indimenticabile Q per gli archetipici agenti segreti dal doppio zero.

Il governo di Sua Maestà ha infatti ritenuto che il vendutissimo prodotto Aple, nella sua versione video, fosse un perfetto equipaggiamento per migliorare la capacità di gestione di 20 alti funzionari.

In questo progetto pilota si intende studiare come l'uso di strumenti audiovisuali portatili possa migliorare la flessibilità e l'efficienza dei funzionari – immagazzinando strumenti didattici ed educational sempre disponibili e consultabili dai funzionari, in una logica di evoluzione della formazione aziendale.

lunedì, giugno 04, 2007

Mars e la rabbia dei vegetariani

Nel mondo di oggi, le minoranze sono sempre meno minoranze, sempre più "rumorose" e sempre più attrezzate per farci dei casini grossi nel caso in cui si sentano defraudate / tradite / ingannate.

Il nostro marketing quindi si deve fare sempre più rispettoso e attento, dato che spesso gli errori delle aziende sono dovuti a stupidità e a disattenzione / ignoranza, più che a oscuri schemi machiavellici.

Sia come sia, la nota azienda Mars, produttrice delle omonime barette, di Snickers, Twix e Bounty (etc), si è trovata nei guai questa primavera, come conseguenza della decisione di cambiare la formulazione di molti propri prodotti, introducendo estratti di origine animale.

La nuova formulazione (se ho capito bene basata sull'uso di un enzima estratto dallo stomaco dei vitelli) ha causato fortissime polemiche negli UK. E subito è partito il classico boicottaggio da parte dei vegetariani.

Per altro l'azienda aveva anche cercato di fare le cose in modo trasparente, diffondendo appositi comunicati.

Beh, la cosa gli è abbastanza scoppiata in mano ed hanno scoperto che avrebbero fatto molto meglio ad essere un po' più attenti sul fronte delle ricerche di mercato... l'azienda ha infatti ricevuto molte migliaia di telefonate di protesta che hanno intasato i centralini.

Evidantemente i vegetariani tanto una minoranza non sono, allora...

Inoltre, i gruppi di pressione hanno elevato alte grida di protesta (giustificate dal concetto che pare un po' brutto ammazzare dei vitellini per produrre delle merendine che possono ed erano prodotte senza danni agli animali). E 40 parlamentari britannici hanno firmato una petizione di protesta.

(L'azienda avrebbe fatto meglio a pensarci su due volte, prima di fare questo cambio, da loro probabilmente considerato come una faccenda di formulazione, di prodotto, e non di marketing.. e avrebbero fatto meglio a lavorare più a stretto contatto con la loro agenzia di RP....)

Insomma, è venuto su un gran casino, con impatti negativi anche sui consumer normali.

Separando i fatti dalle opinioni, io per primo, a parte non amare troppo la tipologia di prodotto, provo un certo fastidio a pensare che una merendina al cioccolato sia fatta con parti di animali morti...

Se proprio devo mangiare un animale - cosa che non ho eccessivi problemi a fare, lo confesso, preferisco assumerlo sotto forma di arrosto, brasato o filetto... quella unica volta al mese ( o massimo due) in cui mangio carne, pollame, pesce o simili.

Insomma, da parte di Mars marcia indietro precipitosa, ritorno alla formulazione precedente, investimento costoso in pagine pubblicitarie e azioni di comunicazione per metterci una pezza, chiedere scusa e cercare di ritornare alla situazione precendente.

"It became very clear, very quickly, that we had made a mistake, for which I am sorry," ha ammesso Fiona Dawson, managing director della divisione UK degli snack di Mars...

Perccato che le centinaia di migliaia di prodotti a base animale già immessi sul mercato non si sa bene quando saranno totalmente smaltiti e cioè per quanti mesi conviveranno nei punti vendita (specialmente quelli piccoli) le due formulazioni del prodotto.

Motivo per il quale prosegue un silente boicottaggio da parte dei vegetariani verso questi prodotti, specialmente da parte di quelli presbiti che hanno difficoltà a leggere le etichette per capire se si stanno per mangiare una "vecchia" versione vegetale, una "nuovissima" versione vegetale o una intermedia versione animale.

L'azienda ha rilasciato una lista di prodotti e di date di scadenza che aiutano i consumatori a capire se una specifica barretta è del tipo animale o meno... ma andare a far shopping per una merendina con una lista di controllo non mi sembra un comportamento molto probabile, da parte del consumatore...

(ah, tra l'altro... lo sapevate che molte birre - come la Guinness, solo per citarne una - contengono ingredienti di origine animale? Meglio che forse non lo dica alla mia signora, vegetariana di ferro ma che ai suoi tempo si è fatta più di una pinta della scura di Dublino...

Articoli di approfondimento:
The Guardian
Marketingweek
Brandforensics
Inthenews

domenica, giugno 03, 2007

Corso online di e-marketing per le PMI

Nella nuova puntata del corso; questa volta parliamo di Landing Page, perchè non sempre si parte dalla Home Page…ma si arriva sulla Landing Page

Uno degli equivoci più pericolosi in cui si può cadere, nel progettare il proprio sito, è pensare che tutti i nostri visitatori entreranno sempre e comunque dalla Home Page...

(il resto dell'articolo, lo leggete qui)
Questa settimana su Apogeo parliamo di microbi e motori

Metti un microbo nel motore

Per costruire meccanismi infinitamente piccoli, gli scienziati nanotecnologici stanno provando una soluzione alternativa: usare i microrganismi...

L'articolo lo leggete qui


*Autopromozione* - il calendario dei miei corsi

Il solito breve, periodico, aggiornamento autopromozionale delle mie attività di formazione marketing aperte al pubblico... ;-)

Corso di Email e Newsletter Marketing
A Milano, il 21 e 22 Giugno - corso di Email e Newsletter Marketing, organizzato da LRA.
Potete trovare i dettagli e iscrivervi qui.

Formazione: Corso di Comunicazione Low Budget
A Milano, 26 e 27 Giugno, organizzato da LRA.
Vedremo come pianificare una strategia di comunicazione efficace e redditizia con risorse economiche limitate, quali strumenti di Marketing e comunicazione utilizzare se si dispone di budget contenuti, conoscere i mezzi della comunicazione "a basso costo" e le nuove possibilità offerte dai media digitali... Per informazioni e iscrizioni, cliccate qui

Corso Marketing Metrics
Sviluppare indicatori efficaci per misurare l’impatto delle azioni di marketing sulla redditività aziendale.
Il corso si terrà a Milano il 28 e 29 Giugno. Per scaricare la brochure , chiedere informazioni ed iscriversi, visitate il sito di LRA


sabato, giugno 02, 2007

Rilanciando le marche orfane

In un mondo in cui buttare è in genere più conveniente che riparare, c'è qualcuno che la pensa in maniera opposta e che compra dei rottami per revisionarli, rilucidarli e rimetterli sul mercato.

Solo che non si tratta di oggetti ma di marche sul viale del tramonto.

L'azienda in questione si chiama Prestige Brands Holding ed è, da un certo punto di vista, uno dei più puri operatori di marketing che esistano...

In realtà, non essendo scemi, non comprano proprio dei rottami ma marche famose, in buone posizioni di mercato (almeno nelle loro nicchie), marche che sono state in un qualche modo abbandonate, che non hanno innovato, che stanno venendo messe fortemente a rischio da competitor più vispi ed aggressivi. Che hanno fatturati e utili troppo piccoli per piacere ai proprietari.

Tra i marchi acquistati da Prestige Brands troviamo gli accessori da campeggio (e non solo) delle Coleman, il mitico Spic e Span, prodotti per la pulizia della casa, farmaci OTC (quelli in libera vendita), prodotti per la cura della persona.

Questo tipo di nicchia ecologica di mercato potrebbe vedere un maggiore sviluppo nei prossimi anni. I pesci grossi (Unilever, P&G, Reckitt, Colgate...) focalizzeranno probabilmente sempre più le proprie risorse su marche forti, che cercherano di rendere fortissime.

Abbandonando al proprio destino marche a minore potenziale, magari vendendole a operatori più in basso nella catena alimentare del mass marketing, tipo Aurora Foods. O ad altre major, come nel caso di Henkel che si è comprata da Procter una serie di linee di deodoranti che P&G ha deciso di scaricare, per razionalizzare la propria gamma dopo l'acquisto di Gillette.

Basta buttare le marche, dunque, ma riciclarle, affidandole a operatori specializzati che si incaricano di rivitalizzare queste "marche orfane" e di derivarci business - non così stellari come piacciono alle major ma comunque più che accettabili per loro.

Riportando alla vita marche un tempo famose ma ora a rischio di diventare delle marche-fantasma

In effetti l'asiatico più ricco del 2006 (secondo una classifica del Telegraph) era proprio un operatore di questo settore...:

1 (1) Mike Jatania (age 41) and family
Cosmetics and beauty products (wealth £650m)

The four Ugandan-born Jatania brothers own a clutch of beauty brands including Harmony and Lipsyl. Lornamead, their business with £330m of sales, has grown by acquiring "orphan" brands from bigger multinationals, the latest being Yardley and Vosene in 2005.

Link di approfondimento...
dal blog dropsafe
un podcasting BBC
Marche orfane e whisky dal naso di maiale

mercoledì, maggio 30, 2007

Amami morbidamente...La soap opera arriva su YouTube

Io sospetto che a medio termine (se non a breve) assisteremo ad un progressivo fenomeno di normalizzazione del fenomeno YouTube (e simili).

Voglio dire, streaming o meno, in fondo la TV resta sempre TV - o almeno così può essere vista da molti user.


E quindi esiste la possibilità che si replichi su queste piattaforme il successo di generi televisivi di grandissimo successo sulla TV "normale".

Questo deve essere stato il pensiero dietro la decisione di P&G di sponsorizzare una telenovela scaricabile a puntate su YouTube.

La telenovela in questione è cilena (in America Latina, la telenovela o culebrón è genere di strepitoso successo) e si chiama "Amame Suavemente" (Amami morbidamente) il che, dato che stiamo parlando di un detersivo con ammorbidente incorporato...
;-)

I dettagli dell'operazione: 22 puntate, di 2 minuti l'una.
Pesantissimo product placement, sia come presenza fisica del prodotto nel video, sia come citazione nelle conversazioni dei protagonisti.


Trama: due donne si contendono l'amore di un famoso cantante. E si preoccupano un casino per la pulizia e la bianchezza dei propri capi lavati in lavatrice.


Bianca ("una sognatrice che cerca la morbidezza dell'amore in un vero principe azzurro") è una dolce fanciulla di provincia che, al terminare i suoi studi, inizia a lavorare in un lussuoso hotel.

Rintontolita dal lusso e dallo sfarzo dell'ambiente che la circonda, commette un errore che le cambierà la vita. Al sentire l'incredibile morbidezza e freschezza delle lenzuola lavate con Ariel-con-un-tocco-di-ammorbidente sviene (o si addormenta) nella camera di Esteban, un famoso cantante rock che alloggia nell'hotel.

Questo uomo rudo e di carattere difficile, grazie alla morbidezza ;-) di Bianca, inizia a trasformare la propria personalità...

(lo so, lo so, a noi fa vomitare, ma bisogna sempre vedere come "funziona" culturalmente il target, prima di giudicare....)
A supporto dell'azione video, era stato attivato anche un apposito blog su Blogger, come diario della protagonista o qualcosa del genere.

Purtroppo sia i blog che i video sono ora, a operazione chiusa, stati rimossi dalla rete e quindi invisibili. Immagino che ciò abbia a che fare con un problema di diritti di attori etc o qualcosa del genere....

Per fortuna è rimasto disponibile il tema musicale del programma...

PS: ah! Cerca, cerca, sono riuscito a trovare una copia della puntata 19 e 20 su questo sito - così vi potete fare un'idea...
Blog e turismo?

Ricevo il seguente commento (mi sembra di essere Lisa Biondi) da Luke:

Ciao Roberto, avrei una domanda da porti... che ne pensi dei blog sul turismo? Hai qualche post a proposito? Secondo te sono uno strumento che può funzionare? Grazie 1000, spero di poter assistere nuovamente in fututro alle tue lezioni!

La risposta, come sempre, è dipende.
Io credo che il blog possa essere per molti, una fonte percepita come credibile, in quanto spontanea, autonoma, indipendente (almeno in teoria).

Ergo, se leggo che un posto (ristorante, hotel...) è "buono", su un blog, facile che mi faccia influenzare positivamente nella scelta.

Ora, a livello qualitativo ci potremmo essere. A livello quantitativo, non so.

Ipotizziamo il caso di un operatore turistico che realizza un blog a supporto del proprio prodotto e lo fa redigire da un autore/i esterno.

Se il tuo blog ha 100 lettori al mese, di cui solo l'1% "compra" un prodotto turistico, i numeri non quadrano.

Se ne ha 10,000 lettori ed una conversion rate dello 0,5% al mese, sono 600 clienti/anno che il tuo blog genera per l'operazione turistica promossa.

Metti che il blog ti costi... chessò, 1000 euro al mese (incluso un minimo di promozione) , che tu su ogni cliente abbia un margine di 50 euro (totale 30,000 euro/anno) vorrebbe dire molto superficialmente che ci hai guadagnato 18,000 Euro con il blog...

ma fare un blog che tiri su 10,000 lettori al mese non è particolarmente facile e richiede investimenti anche in promozione che ti fanno sforare i 1000 euro/mese che abbiamo ipotizzato...

martedì, maggio 29, 2007

Quotidiani Gratuiti in Edizione Premium

Ho appena scoperto che il quotidiano gratuito Metro sta lanciando (solo su Madrid) una edizione speciale, che viene distribuita esclusivamente in luoghi frequentati da un pubblico urbano e moderno - aggiornato con le nuove tendenze (e con buoni potenziali di spesa...).

Il particolare circuito di distribuzione dove si può trovare il giornale include bar alla moda, ristoranti giusti, business schools...

Il giornale resta strutturalmente lo stesso ma, lavorando su un target diverso dall'edizione "mass" ha contenuti pubblicitari mirati ed è stampato su una carta migliore per aumentare la resa cromatica degli annunci (e per permettere che una copia del giornale resista meglio alla lettura di molti utenti "di passaggio" - modello Gazzetta dello Sport al Bar.. che alle 10 è spesso già ridotta uno straccio).

Un esempio da manuale di segmentazione...
Pubblicità personalizzata su Second Life

La pubblicità personalizzata - quella alla Minority Report, per intenderci, è ancora oggi uno dei miti della comunicazione, un Graal apparentemente impossibile da raggiungere.

Basandosi sulla profilazione, un mezzo interattivo può certamente servire un annuncio su misura per le caratteristiche, gli interessi e i bisogni stimati dell'utente in quel momento.

O almeno in teoria - perchè in pratica, anche su Internet per mille motivi, questo è difficile farlo.

Ci si riprova ora, per vedere se questa benedetta pubblicità personalizzata può davvero essere fatta funzionare, su Second Life.

Grazie a nuove tecnologie, cartelloni pubblicitari posti nel mondo virtuale possono cambiare l'annuncio esposto, basandosi sul profilo dell'avatar che si sta avvicinando e che quindi potrebbe vedere l'annuncio.

Un altra tecnologia si baserà invece sull'ascolto delle conversazioni in corso fra gli avatar in zona - servendo quindi annunci pubblicitari correlati con il tema della conversazione.

Attento, il cartellone ti ascolta...

Link di approfondimento:
Inworld Advertising Network
ContextAds
Post di altro blog con video

lunedì, maggio 28, 2007

Sempre più gratis, sempre più pubblicità


Continua la mia personale miniserie sulle forme di erogazione di prodotti / servizi gratuiti in cambio di pubblicità (si vedano i miei precedenti post uno, due e tre )

In Giappone da Giugno si beve gratis: uno dei principali operatori di macchinette distributrici (con oltre 35.000 apparati) ha lanciato un vero e proprio network basato sul principio della captive audience e dell'intrusività pubblicitaria in cambio della gratuità.

Caffè e soft drinks saranno dunque gratis (o a prezzo politico) dalla macchinetta ma... il consumatore dovrà attendere 30 secondi davanti all'apparato e sorbirsi mezzo minuto di pubblicità video da un apposito schermo (e ovviamente anche il contenitore della bevanda è sponsorizzato).

L'azienda ritiene di poter generare 2,5 milioni di euro di utili dall'iniziativa nei primi sei mesi...(!) dato che i costi dell'iniziativa saranno decisamente ridotti: le macchinette distributrici attualmente in funzione già hanno uno schermo LCD incorporato... quindi niente investimenti hardware ma solo software...
Unconventional Icecream

Operazione di Unconventional Marketing di cui mi sfugge il senso ma che trovo comunque molto carina...

Il 9 Maggio un ristretto numero di consumatori giapponesi hanno potuto approfittare di un concerto della nota violinista russa Anastasia Chebotareva.

Grazie alla sponsorizzazione del gelataio Haagen-Dazs, non solo hanno potuto sbafarsi gelato gratis durante il concerto, ma hanno potuto assistere alla rappresentazione in confortevoli letti posizionati all'interno del teatro.

Inutile dire che non tutti ce l'hanno fatta ad arrivare svegli alla fine...

giovedì, maggio 24, 2007

La dinamica è la spazzatura

Pubblicità dinamica - nome in gergo per indicare le affissioni sui mezzi mobili, come autobus, tram... e da oggi anche sui camion della spazzatura.

Almeno a New York, dove la prima marca a credere a questo nuovo mezzo è stata Glad, produttrice di sacchetti per la spazzatura domestica - marca quantomai adeguata per questa particolare forma di comunicazione collegabile al marketing olfattivo...;-)

L'operazione sembra aver funzionato piuttosto bene, aumentando fra l'altro di 2 punti l'awareness della marca.

Per ulteriori informazioni...cliccate qui

mercoledì, maggio 23, 2007

Il 17% degli Internauti Europei parla in Rete

Secondo l'inchiesta Eurobarometro pubblicata dalla Commissione Europea, il 17% degli utenti effettua chiamate vocali/telefoniche in Rete.

Abbastanza sorprendente la lista delle nazioni al top: Lituania, Lettonia e Bulgaria fanno registrare medie sopra al 56% degli utenti che effettuano chiamate in rete con Skype e simili.

La Grecia e L'Irlanda in coda con solo il 10% degli internauti che usano questi servizi, l'Italia sta attorno al 14%...
Strategia di Marketing Alcoolica

Danny Devito ha lanciato da poco un prodotto che porta il suo nome: il "Danny Devito Premium Limoncello".

Molti analisti USA si sono domandati se la sua famosa apparizione televisiva di fine 2006 non fosse stata una fine operazione di marketing per preparare il terreno per il lancio del suo prodotto...

(Per chi non avesse seguito: Devito si è presentato a un programma televisivo visibilmente ubriaco.
Durante l'emissione ha confessato di aver passato la notte precedente bevendo con George Clooney e ha ammesso che "...sapevo che gli ultimi sette limoncelli avrebbero finito per non farmi per nulla bene...")

A fronte di questa uscita pubblica non solo la sua reputazione non si è disintegrata contro un'opinione pubblica spesso puritana, ma le vendite di limoncello negli USA sono sensibilmente salite...

Imperdibile il l'inno ufficiale del prodotto... (occhio che la musica parte da sola, quindi se siete in ufficio, abbassate il volume...)

martedì, maggio 22, 2007

La formazione in Italia

Ricevo questo commento da Claudio Iacovelli.
Per il suo interesse, e per poterlo adeguatamente diffondere , non lo pubblico come commento ma lo posto e di seguito rispondo...

" Prendo spunto dal tema del post per esprimere alcune mie riflessioni sulla formazione di marketing.

Cerco di avere possibilmente un confronto con chi, nel settore, svolge il delicato compito della formazione e del trasferimento di conoscenza specialistica.

Ho letto proprio oggi la pubblicità di un corso sul "marketing etnico": il corso viene presentato come una "novità".Il marketing per la società multietnica e multiculturale si é affermato come paradigma alla fine degli anni '90 negli Stati Uniti d'America, per poi diffondersi rapidamente in tutti gli stati di cultura anglosassone.

Nel 2000 sono stati pubblicati negli USA numerosi lavori di ricerca sul marketing etnico, già nel 2002 erano disponibili metriche attendibili per la valutazione del ritorno delle campagne: sono disponibili in rete diversi semplici modelli finanziari per il calcolo di previsione dei risultati di un piano di marketing etnico.

Pur comprendendo le difficoltà delle società italiane nell'accettare l'innovazione, mi stupisco che si consideri di attualità un argomento che, a livello di scienza di marketing, é ormai radicato nella "cultura di base" di un professionista del settore.

Le domando: per quanto l'Italia sia "arretrata", é giusto che la formazione sul marketing promuova temi notoriamente affermati?Numerosi corsi e master sono "datati": addirittura il marketing applicato ai processi di comunicazione sul web è presentato come un valore di innovazione attuale.Perchè nel campo della formazione ci sono tanti "avventurieri"?E' così anche in Spagna? "



Claudio ( a parte il fatto che preferisco che ci diamo del tu)...

dalla mia esperienza, il mercato della formazione è orientato da logiche di mercato. Le società che fanno formazione individuano temi che ritengono possono essere di interesse per il mercato. Corsi che si possano vendere.

Fanno spesso un'edizione pilota o due, (ci provano, insomma) e poi vedono: se il corso raccoglie partecipanti si replica, senno' si cancella dal catalogo.

Normalmente (almeno per quelli con cui lavoro io) il business non è fare un corso one shot ma fare corsi che raccolgano partecipanti per parecchie edizioni.

Quanto al tema specifico, guarda che tu sopravvaluti il know how medio di molti addetti ai marketing: sentissi certe domande che mi vengono poste durante i miei corsi...

Non diamo per scontato che il livello medio sia alto come il nostro: noi, che ci piaccia o no, siamo un'elite culturale, molti addetti ai lavori magari non hanno mai avuto l'opportunità di studiare mkg (magari perchè "promossi" da altre funzioni o perche' si sono fatti lodevolmente da se'): tante cose per noi di base le devono ancora acquisire.

Quanto alla Spagna c'è da mettersi le mani nei capelli, specialmente a Barcellona. Qui sono come eravamo noi vent'anni fa, in molti casi. Tolte le multinazionali, non hanno idea.

Facciamo il mio solito esperimento: prova a citarmi 5 o 10 marche spagnole di successo... tolte le istituzionali banche, benzine e telefoniche... ok forse 2 o 3 in ambito tessile/abbigliamento (Zara, Mango, Campers...) e poi? Vorrà dire qualcosa?

Certo, qui sono bravi sul branding della città e per il mkg turistico. Per il resto, ti assicuro, sono messi abbastanza male. Senza contare poi le mafiette catalane - che se non sei dei loro...

Il livello dei corsi è basso - c'è mercato per corsi per la forza vendita - qui pensano al"commerciale" il resto fanno fatica.

Attenzione, però: altro discorso sono i master seri, i corsi che durano mesi/anni, come quelli di EADA, ISADE, European University dove insegno e alcuni altri. Lì c'è roba buona, ma non sono però garanzia di successo lavorativo...
Le università pubbliche le sconsiglio, anche solo perchè i corsi sono praticamente tutti in catalano (immagina il casino per gli studenti dell'Erasmus che in genere non sono stati avvertiti...)

In questi 4 anni abbondanti che sono stato a BCN mi sono fatto molti amici, molti dei quali qui per fare master all'ESADE o simili (con solide esperienze lavorative alle spalle tipo P&G o simili). Beh, tutti quelli che avevano scelto marketing dopo un anno o due sono scappati e andati in Italia, in Olanda, UK o USA.

Buona la preparazione però o non trovavano posizioni adeguate e/o li pagavano due zucchine e un peperone (tieni conto che a un direttore mkg junior, che da noi potrebbe anche essere un dirigente, ho visto offrire 30.000 euro LORDI l'anno).

E' anche per questo che non mi discpiace tornare in Italia (a Settembre) dove comunque ho tenuto il 90% del mio business di consulenza.

Perchè per strano che possa parerci, il nostro mercato per i markettari, è molto più florido, dinamico che qui - se non altro molte più aziende sanno cos'è il marketing e sono più o meno sintonizzate sul fatto che ha dei costi.



lunedì, maggio 21, 2007

JaJah arriva sulla PS3 per chiamate telefoniche gratuite dalla PlayStation. E Intel investe...

Tra i vari operatori presenti sul fronte della telefonia gratuita in Rete, JaJah si distingue per la sua modalità particolare - di offrire chiamate usando il normale telefono e non il PC. Citando dal loro sito:

"Diversamente da altre compagnie che cercano di sostituire il telefono con il computer, JAJAH crede che I telefoni vadano benissimo come sono. I telefoni funzionano. La gente non vuole cuffie, scarichi (sic) o hotspots. La gente vuole semplicemente eseguire una chiamata. E noi siamo pienamente d’accordo. "

La principale differenza è quindi quella di poter effettuare chiamate da un telefono normale ad un telefono normale (piccolo commento: ma con tutti i soldi che hanno rastrellato dai finanziatori, potevano investire due lire a farsi controllare le traduzioni del sito....)

Ovviamente è anche possibile chiamare telefonicamente dal PC e da pochi giorni anche dalla PSP, grazie ad una nuova versione del software ( che dovrebbe poi essere portata anche su altre piattaforme come XBOX etc).

In tutto questo interessante notare che Intel è diventato un investitore di peso in JaJah, scommettendo sulle sue possibilità.

Il successo di Jajah comunque non è (secondo me) per nulla scontato.
Il Network Effect o Legge di Metcalfe gioca contro, ovvero contro Skype è dura lottare. Se tutti usano Skype, tutti useranno sempre più Skype.

Questo per esempio penalizza Gizmo (che amo molto) un altro software di telefonia VoIP, che uso dal mio Nokia770 per fare telefonate low cost in modalità mobile.

Vero è che Jajah presenta la differenza che, potendo chiamare da telefono a telefono, fa una cosa che Skype non può fare...

sabato, maggio 19, 2007

Diminuisce l'efficienza della pubblicità televisiva in Spagna

Secondo dati diffusi da ZenithMedia, la pubblicità televisiva in Spagna sarebbe in calo di efficienza.

Nello scenario da Overdose pubblicitaria del paese iberico, non è cosa che sorprenda poi più di tanto...

I dati indicano che se nel 2003 venivano emessi 1.844 minuti di pubblicità al giorno, nel 2007 si è passati a 2.470 minuti, e questo ha comportato un passaggio da 5.419 spot giornalieri a 7.896.

Ma... il numero di spot visti quotidianamente è passato da 85,4 a 91,9 e il numero di minuti di pubblicità visti al giorno è rimasto bloccato a 29, pur con il crescere del volume di pubblicità emesso.

Facendo due conti della serva, se nel 2003 per far vedere uno spot bisognava emetterne 63 e mezzo, nel 2007 si è passati ad uno spot visto ogni 86. Il che ha conseguenze dirette e intuitive sull'aumento del costo della pubblicità rispetto alla sua efficacia, vedi alla voce ROI...
Unilever: basta con le magre

Il gruppo Unilever, uno dei più grandi produttori mondiali di prodotti per il consumatore e attivo nel campo dell'alimentazione con marche come Lipton, Knorr, Calvé, Algida... ha emesso una nuova direttiva per il reparto marketing / pubblicità.

D'ora in poi non sarà permesso utilizzare modelle troppo magreper gli spot dell'azienda. La raccomandazione emessa verso il proprio personale e i partner di comunicazione indica che la scelta dovrà cadere su persone che un indice di massa corporeo compreso tra 18,5 e 25.

Viene inoltre espressa la raccomandazione che gli spot non promuovano stili di vita poco salubri.

Questa decisione va nel senso di evitare futuri problemi dovuti alla crescente vocalità di una parte dell'opinione pubblica che vede nella pubblicità uno strumento che influenza negativamente la popolazione giovanile verso stili di vita pericolosi per la salute.

Da un lato la proposta di stereotipi di una magrezza poco probabile ( e che hanno già fatto dei morti), dall'altro - specialmente verso giovani e bambini - lo stimolo a consumi alimentari che portano all'obesità precoce.

Insomma, per evitare che alla fine qualcuno restringa le regole del gioco attraverso leggi, meglio forse autoregolarsi e cercare anche di utilizzare la cosa per farsi un po' di immagine istituzionale...

(si veda anche questo mio articolo su Apogeo sulla nuova regolamentazione dei manichii in Spagna e la revisione delle taglie)

giovedì, maggio 17, 2007

Credete nell'ESP?

No, non la extra sensorial perception, tipo telepatia, chiaroveggenza etc.

Qui stiamo parlando di Extra Sexual Perception, un mondo che vi cambierà la vita - energizzando le vostre capacità di acchiappo...;-)

Molto carina la strategia e il sito di AXE, come al solito precisissamente posizionato
*Autopromozione* - il calendario dei miei corsi

Breve aggiornamento autopromozionale delle mie attività di formazione marketing aperte al pubblico... ;-)

Corso di Email e Newsletter Marketing
A Milano, il 21 e 22 Giugno - corso di Email e Newsletter Marketing, organizzato da LRA.
Potete trovare i dettagli e iscrivervi qui.

Formazione: Corso di Comunicazione Low Budget
A Milano, 26 e 27 Giugno, organizzato da LRA.
Vedremo come pianificare una strategia di comunicazione efficace e redditizia con risorse economiche limitate, quali strumenti di Marketing e comunicazione utilizzare se si dispone di budget contenuti, conoscere i mezzi della comunicazione "a basso costo" e le nuove possibilità offerte dai media digitali... Per informazioni e iscrizioni, cliccate qui

Corso Marketing Metrics
Sviluppare indicatori efficaci per misurare l’impatto delle azioni di marketing sulla redditività aziendale.
Il corso si terrà a Milano il 28 e 29 Giugno. Per scaricare la brochure , chiedere informazioni ed iscriversi, visitate il sito di LRA
Questa Settimana su Apogeo...

Un colpo (magnetico) ci addormenterà

Un ricercatore italiano all’avanguardia nell’esplorazione della Stimolazione Magnetica Transcraniale scopre che un forte campo magnetico pare in grado di approfondire il sonno.

L'articolo lo leggete qui....
Gli occhi dei visitatori e 3 regole per il successo di un sito

Prosegue il corso di e-marketing per le PMI

Argomento della puntata: i percorsi di navigazione: percorsi semplici aiutano gli utenti ad orientarsi rendendo loro la vita più facile e la permanenza sul sito più proficua (anche per noi).

L'articolo lo leggete qui.

Prossima puntata tra 15 giorni circa.
Si rafforza il team di Venturini.biz...

...con l'entrata nel team di consulenza di 3 nuovi membri: si tratta di Ling, Tashi e Sakya, tre gatti di 40 giorni.

Al momento sono in una fase di training generale, le specifiche destinazioni / specializzazioni si vedranno più avanti.

Sempre a proposito di Soft Drinks...

... dato che stiamo entrando in stagione.

Il mercato dei soft drinks continua ad evolvere e a proporre innovazione ( quantomeno di facciata....).

Tra le novità in corso, il lancio da parte di Cadbury Schweppes di una bevanda energetica con proteine.

La nuova bevanda, chiamata Accellerade, viene lanciata negli USA per conquistare parte di quei 35 milioni di americani che praticano regolarmente sport e che hanno fatto diventare quello delle bevande "sportive" il segmento di maggior crescita.

Con il claim "Sweat Smarter" (suda in modo più intelligente), andrà a sfidare il gigante Gatorade ( di Pepsi) che ha l'82% di quota di mercato e Powerade (Coca-cola) che non riesce ad andare più in là del 17%. Assolutamente probabili future operazioni di comarketing con una qualche marca leader di deodoranti ;-)

Speriamo che Cadbury, per il lancio di Accellerade, eviti cacce al tesoro nei cimiteri ( come hanno fatto a supporto del drink Dr.Pepper).

Altra novità, il lancio del primo carburante ufficiale per i video giochi ammazza & stermina...

Si tratta di Mountain Dew, storico prodotto di Pepsi, che lancerà (in Agosto?) una versione chiamata Halo 3, come la nuova versione del famoso videogioco.

Halo 3 secondo ricerche di mercato, è il gioco più atteso e desiderato dai teen americani e sarà lanciato sul mercato in Autunno. Ma, come si vede, la hype / buzz machine si è già messa in moto....

Mountain Dew/Halo3 sarà rosso fluorescente, avrà un gusto di limone / ciliegia e sarà disponibile (solo negli USA?) in versione limitata.

Ed avrà - in quanto posizionata come carburante per il videogiocatore, un più alto contenuto di caffeina rispetto alla versione standard (si parla di 120 mg per bottiglietta, spannometricamente pari a 3-4 espressi, anche se è difficile dare una indiczione standard del contenuto in caffeina di un caffè....).

Mountain Dew realizza regolarmente versioni speciali, di durata temporale limitata ( quindi diventano piccoli eventi) e non è nuova a collaborazioni con Microsoft sul fronte dei videogames.


mercoledì, maggio 16, 2007

Il Digital Online Serial di Fanta

Andate sul sito Fanta.es: scoprirete che la marca ha deciso di usare la strategia dell'Engagement Marketing per creare relazione con il proprio consumatore (e, conseguentemente, vendere di più, ovvio).

Per engaggiare (?) il target lo strumento principale usato è stato la creazione di un serial video a puntate, scaricabile dal sito.

Rilasciate con frequenza settimanale, le puntate sono fruibili su computer, PSP, cellulari, iPod... intelligente la scelta di non limitare la portata dell'operazione restringendo l'accessibilità del materiale sul solo sito Fanta ma rendendo i materiali scaricabili anche da YouTube e Google Video. La qualità della produzione è decisamente buona e l'operazione sembra aver creato un buon prodotto di comunicazione.

Il serial è basato sulle avventure dell'improbabile webmaster di Fanta - personaggio che vive in una improbabile roulotte e che si chiama Felix, anche se preferisce che lo chiamino per andare ad una festa (se ve lo trovate davanti ad un colloquio come webmaster, abbattetelo sul posto....)

Sul tema di Felix e le sue avventure sono state create una serie di contenuti sinergici, di storie che si svolgono sul sito, di comics che si possono scaricare, un Felix Blog e così via.

La roulotte sta venendo usato come evento di Buzz Marketing, venendo fatta girare per varie località spagnole.

Nel quadro generale dell'operazione molta attenzione è data a meccanismi di costruzione di una community, di interazione, permetendo ad esempio l'invio di video virali autoprodotti etc etc

Interessante il confronto tra la soluzione spagnola e quella scelta per il sito Fanta.it - la nostra, a naso, mi sembra molto, molto più floscia, rasentando il chissenefrega effect... anche se è possibile esista una differenza di target.

Anche se sono anni che non lavoro più sui soft drinks (Pepsi) mi sembra di ricordare che in Italia il target di Fanta era più spostato sui bambini, mentre in Spagna è evidentissimamente teens...

martedì, maggio 15, 2007

Sempre più gratis, con Peter Gabriel

Ricordate Peter Gabriel? Il grande cantante dei Genesis a fondatore del festival di musica e arte Womad?

Anche lui ci si è messo con il business del gratis.

Ha infatti creato una "community" in cui si possono scaricare contenuti audio/video, protetti da copyright, gratuitamente e senza DRM - grazie alla presenza di messaggi pubblicitari. E la revenue dell'operazione in parte va ovviamente agli artisti, remunerando la loro opera intellettuale.
Il solito modello, insomma.

Il sito si chiama we7.com

Ecco il pistolotto iniziale del sito:
"Music downloads: free, safe, legal and artists get paid!

We7 is all set to create a new free music downloads community. And, if you love music downloads, you need to be part of it!

Over the coming months, with your involvement, you will see We7 become one of the most significant music download destinations.

With We7, your favourite tracks from your favourite artists will eventually be yours to download free, safe and legally.
You'll get the chance to review the best new music and the latest new bands as a We7 TasteMaker.

With no DRM you'll be able to play your music downloads when and how you like - and even share them (legally) with your friends. Plus being a member of We7 will be completely free."

Io We7.com l'ho rapidamente provato.

Al momento ci sono pochissimi brani disponibili, una ventina, in un range che va da Herbie Hanckock alle Bananarama...;-) Comunque dato che Peter Gabriel non è uno stupido, credo che sul fronte della qualità della musica ci si possa attendere della roba buona, a tendere.

Per ogni autore è disponibile una piccola scheda biografica che mi pare molto ben fatta.

In seguito il sito proporrà anche video musicali con la stessa formula.

We7 intende basarsi sulla community degli utenti per orientare la scelta del catalogo, gli artisti da lanciare etc.

La pubblicità è inserita in forma audio prima del brano.

So cosa avete pensato: dovrebbe quindi essere editabile - ovvero la si dovrebbe poter tagliare con un software audio, per potersi ricavare un brano senza pubblicità da usare illimitatamente e liberamente.... corretto, ma non per le prime 4 settimane dopo il download. Una logica scelta di marketing - con un nag factor (fattore di disturbo) secondo me assolutamente ragionevole per l'utent.

Il contenuto pubblicitario dovrebbe essere di circa 1 minuto per brano e dovrebbe essere mirato, sulla base di un qualche tipo di profilazione, per servire l'annuncio giusto al target giusto ( la solita storia, anche qui).

Staremo a vedere come evolve. A me, nel frattempo, ha fatto piacere e nostalgia riascoltarmi le Bananarama ;-)

domenica, maggio 13, 2007

Ancora Marketing e roba aggratis - su BitTorrent

Che BitTorrent e simili permettano download gratuiti non è una gran novità. Un po' più nuovo è che questi download siano legali - e sopratutto che i contenuti siano interessanti.

L'idea della startup YuMe Networks è proprio questa: permettere download di episodi di serie televisive, gratuiti e legali in cambio dell'esposizione alla pubblicità (non si sa più cosa fare / dare all'utente perchè accetti di esporsi a messaggi commerciali...). E BitTorrent è uno dei canali su cui puntano di più.

A tendere questo modello si estenderà ad altri operatori presenti su BitTorrent.

Il primo inserzionista è Eidos, a supporto della nuova puntata del classico dei videogames, Tomb Raider.

Si veda questo articolo di approfondimento...

sabato, maggio 12, 2007

Il ritorno del gratis e la fine di Internet...



Il mitico modello di business alla base del web - ti do' il contenuto gratis in cambio dell'opportunità di esporti alla mia possibilità - sta conoscendo nuove svolte e nuove idee.

Spettacolare il concetto delle fotocopie gratis per gli studenti giapponesi. Realizzate su carta spessa, per evitare indesiderate trasparenze, le fotocopie recano sul retro un messaggio pubblicitario.

La pubblicità viene probabilmente percepita come un vero servizio, viene vista con gratitudine permettendo concretamente di avere gratuitamente qualcosa che si è sempre pagato. Quindi aggiungendo goodwill al messaggio commerciale.

Ci si riprova anche sul fronte della telefonia: l'es presidente e l'ex mkg director di Nokia Finlandia hanno fondato Blyk, una società di telefonia mobile che offrirà telefonate gratuite in cambio di infliggere annunci pubblicitari. Blyk comincerà a operare in breve nel Regno Unito (che tanto unito, se se ne va la Scozia, non sarà più...)

Focalizzato su un target 16-24, notorialmente difficile da raggiungere con altri media, ha già raccolto per la fase beta un buon carnet di inserzionisti di peso, come Coca Cola, L'Oreal, Buena Vista etc.

Gli user dovranno riempire frequentemente questionari sulle proprie abitudini e gusti, per farsi profilare a fondo e in tempo reale. (Segnaliamo con un modello analogo anche il mobile operator Virgin Mobile Sugar Mama dell'inarrestabile Branson).

Chiaro questi modelli si basano sulla conoscenza e profilazione dell'utente- così come moltissimi modelli basati sull'advertising.

Interessante l'articolo di oggi del NY Times, che evidenzierebbe una crescente resistenza da parte dei consumatori a farsi profilare - richiedento che i propri comportamenti in rete siano privati e non passati agli inserzionisti.

Questo mi fa pensare che Internet così come lo conosciamo potrebbe finire in un qualsiasi momento. Basterebbe che gli utenti facessero forti pressioni per impedire l'uso dei propri dati (anche se "anonimi") di comportamento o cessassero di cliccare sui banner e cessassero di comprare prodotti pubblicizzati online.

Quetso provocherebbe l'immediata ritirata degli inserzionisti (che investirebbero chessò, in Guerilla Marketing) e la rapida scomparsa della maggior parte dei siti web esistenti...

ragazzi, a pensarci bene, in fondo il web è fragile...

giovedì, maggio 10, 2007

McDonald's: se non li puoi battere, unisciti a loro

Tutti noi abbiamo in testa l'equazione McDonald's=carne.

Ma a pensarci bene, non necessariamente la loro mission è quella di spacciare Hamburger.

Da un punto di vista marketing, McDo esiste per fornire pasti rapidi, economici, in un contesto carino etc etc.

Che poi vendano carne o che vendano pesce o formaggio, il loro posizionamento in linea di principio può funzionare lo stesso... (qui è obbligatorio un rimando ad uno dei più classici e influential articoli sul marketing, quel Marketing Myopia di T.Levitt che ha dato un'indelebile impronta a come le aziende pensano a se stesse...)

Divagazioni a parte - è evidente che la carne non gode di buona stampa, di questi tempi. E che gruppi di pressione stanno rendendola ancora più impopolare e "anti-trendy", come se non fosse bastata la Mucca Pazza.

Insomma, per farla breve, McDo negli UK, chi l'avrebbe mai detto, starebbe ultimando un accordo con la Associazione Vegetariana Britannica per introdurre nei propri ristoranti una nuova linea di prodotti destinati a questo target e con il "sigillo" dell'autorevole associazione.

In un tentativo parallelo di innovare il business e adattarsi alle evoluzioni sociodemografiche, McDo sta anche valutando la possibilità di introdurre prodotti a base di carne halal - ovvero macellata secondo i canoni della legge islamica.

Del resto, McDonald's in Israele serve carne 100% kosher in tutti i suoi punti vendita e ha anzi 7 ristoranti interamente kosher.