giovedì, febbraio 12, 2009

USA: quasi il 70% usa Internet

Dati di eMarketer annunciano che il 69.2% della popolazione usa Internet "almeno una volta al mese".

Per confronto, in Italia dovremmo essere attorno al 37-40%.

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mercoledì, febbraio 11, 2009

Europ Assistance ricorre al virale

Qualche dubbio sulla produzione, un po' troppo a metà del guado tra il professionale e il viral/amatoriale - credo che nel viral si debba stare o di qui o di la'.

Quanto alla colonna sonora, mi sbaglierò ma è uno dei temi sonori di default di iDVD, l'applicazione Apple per farsi i DVD in casa dei propri filmetti...;-)

Comunque direi che questo viral qualche merito di suo ce l'ha...;-)

Il gioco interattivo alla fermata del bus



Siamo tutti d'accordo: gli esseri umani hanno una forte tendenza a cadere facilmente preda della noia (ragione per cui prima o poi si inventano guerre, recessioni economiche o sport estremi).

Uno dei posti più noiosi del mondo è probabilmente la fermata dell'autobus, specialmente se i passaggi dei mezzi non sono frequenti.

Da noi, paese ad altissima penetrazione di cellulari, buona parte dei passeggeri in attesa si immerge in attività sul telefonino: dall'SMS (molti) alla navigazione internet (qualcuno), al gioco (molti).

Proprio per venire incontro a questo bisogno latente di intratenimento, il cioccolataio Cadbury ha investito nella trasformazione di alcune fermate dell'autobus inglese in postazioni di gioco interattivo, con un grande touchscreen su cui ci si può impegnare in un gioco alla portata delle menti più semplici - e magari ritrovarsi a socializzare in improvvisati campionati alla fermata.

Il video spiega tutto.

martedì, febbraio 10, 2009

Sincronizzare Calendari (multipli) Google sull'iPhone...

Un po' fuori tema del blog, ma dato che ci ho dovuto sbattere un po' la testa, condivido la soluzione...

Per chi non lo sapesse, Google ha reso possibile sincronizzare i calendari direttamente con l'iPhone (e altri cellulari) senza dover passare da altri software (nel mio caso, col Mac, passavo da iCal ma se aggiungevo un appuntamento sul cellulare non lo ritrovavo nel calendario online... anche se so di gente che c'era riuscita).

A onor del vero si possono anche sincronizzare i contatti - ma dato che io non uso i contatti di Google, la cosa non mi va e non ne parlo...;-) ma comunque è intuitivo.

La cosa bella è che adesso aggiungendo un evento sul calendario dell'iPhone, automticamente si sincronizza con Calendar senza bisogno di connettere l'iPhone al computer - lo fa via telefono (occhio alle tariffe / piani dati....) - il calendario dell'iPhone telefona a casa anche quando lo aprite e va a vedere se su Calendar ci sono novità e le importa nel telefono e manda su le novità aggiunte sul cellulare.

Come si fa:

1. fate un backup di tutto!! Andate su iTunes e sincronizzate l'iPhone (così se poi non vi piace usare Google, potete tornare indietro e ritrovarvi come prima - altrimenti vi cancella tutto il calendario e tutti i contatti dall'iPhone)

2. andate su http://www.google.com/support/mobile/bin/answer.py?answer=138740&topic=14252 e seguite le istruzioni.

Attenzione, al passo 12 potete scegliere quali servizi sincronizzare: io ho messo calendario "on" ma contatti "off" - così mi si sincronizza col Mac per i contatti, ma con il calendario Google "in the cloud" per il calendario.

Continuate a seguire le istruzioni, poi spariranno tutti i dati del calendario ma dopo un po' ritornano ;-)

Se vi rendete conto che non vi piace, non c'è problema: si disattiva, dalle preferenze l'account che avete creato (non c'è bisogno di cancellarlo, portate su "off" le preferenze di sincronizzazione del calendario o dei contatti - vedi il passo 12). Poi da iTunes, risincronizzate.

Attenzione - c'è un aspetto molto mal documentato: come fare a sincronizzare più di un calendario (io su Calendar ne ho due, lavoro e privato).

Se avete più di un calendario...

Dall'iPhone visitate il sito http://m.google.com/sync

Se vi dice che il telefono / device non è supportato... il problema è l'italiano...!

Cliccate sul link "Modifica lingua" e scegliete l'inglese. Bingo!

Vi dovrebbe comparire il vostro iPhone, cliccate e vi compaiono i calendari che avete su Calendar - da li' potete selezionare quelli che volete siano sincronizzati dall'iPhone e quali no.

Premete Save ed è fatta. Testate se mettendo un nuovo appuntamento su Calendar compare sull'iPhone e viceversa.

Spero sia tutto ragionevolmente chiaro...

lunedì, febbraio 09, 2009

Marketing invasivo. Dagli Usa la pubblicità che toglie il controllo alla TV

Una nuova speranza per i pubblicitari: lo spot che prende il controllo della tua TV.

In prospettiva con l’arrivo della TV interattiva riusciremo a neutralizzare il delinquenziale uso del telecomando durante gli spot?

Per il lettori del blog, un mio articolo pubblicato su ADV Advertiser e disponibile anche online, esattamente qui

Bastardi dentro...

Abbastanza cattiva questa comunicazione di Best Buy - catena US di elettronica.

Storico rivale della catena Circuit City, quando questa è stata recentemente chiusa hanno pensato bene di celebrare a modo loro l'evento...

venerdì, febbraio 06, 2009

Ricco questo network è per te

Arriva l’ennesimo social network. Ma la differenza, questa volta, è che per esservi ammessi servono tre milioni di dollari pro capite...

Questa affascinante storia la racconto sul mio pezzo settimanale di Apogeo.

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giovedì, febbraio 05, 2009

Il Sesso funziona sempre.

O no?

Facciamo un esperimento. Proviamo a fare un post sul mio blog con la parola "Sesso" nell'headline e vediamo se salgono le visite nelle 48 ore successive... poi vi racconto come è andata...;-)
Un classicissimo Viral: Mini decappottabile



Questo ("simpatico"? "divertente"?) filmato virale funziona sulla base di una delle più classiche strategie del viral.

Il senso liberatorio di veder fare quelle cose (pirlate?) che avremmo sempre desiderato fare ma non ne abbiamo mai avuto il coraggio...

Ah, e c'è anche il "making of"...

mercoledì, febbraio 04, 2009

Facciamoci baciare on line... e in 3D

Cliccando qui

Interessante - piu' che altro per il prodotto...

dopo che avete fatto il giochino, esplorate lo sponsor...
Un po' di slides formative "a gratis" per voi

Se a qualcuno interessa, il Master IFAF ha deciso di rendere pubblicamente disponibili le slides dei relatori (tra cui il sottoscritto).

Se volete -a questo indirizzo - trovate un po' di mie slides di numeri e considerazioni sulla gente in Rete (e anche le slides degli altri esimi relatori).

Leggete le avvertenze, i numeri sono sempre discutibili, le fonti discordano...quello che importa sono gli ordini di grandezza e i trend in corso.

martedì, febbraio 03, 2009

Il Superbowl non è stato un grande affare...

... per gli inserzionisti?

Secondo quanto riportato da Advertisig Age, ci sarebbe motivo di insoddisfazione tra le grandi aziende che hanno speso pacchi di lira (pardon di dollari) per avere i propri spot all'interno del SB.

NBC da parte sua dovrebbe essere contenta: non solo il listino prezzi degli spazi è aumentato considerevolmente (+ 11% vedi il mio post precedente), ma ha anche venduto tutti gli spazi, totalizzando un 206 milioni di dollari circa (gli spazi in vendita sono stati saldati a prezzi tra i 2.4 e i 3 milioni di dollari l'uno = 80-100.000 $ al secondo).

Peccato che le audience siano scese di un paio di punti percentuali rispetto all'anno scorso, portando alla conclusione che si è pagato di più per avere di meno (in termini di audience - poi bisogna sempre vedere quanto ha beneficiato il business, quanto sono stati raggiunti gli obiettivi che le aziende si prefiggevano quando hanno deciso l'investimento).

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Per la sicurezza stradale, il maggiolino sbronzo.

Anche il ministero dei trasporti tedesco fa appello a tecniche di marketing non convenzionali (chiamiamolo "ambient"? Chiamiamolo "una roba strana"?) nella sua lotta senza quartiere alla guida in stato di ebbrezza.

Il Maggiolino con gli occhi a palla che rotolano dovrebbe, in teoria, dare il senso della perdita di controllo da parte del tedesco medio esposto a quantità eccessive di schnapps o birra - incentivando quindi in modo sdrammatizzante l'astensione o dalle bevande inebrianti o dalla guida (o entrambi, tanto per stare sul sicuro...)
Il blog degli e-book di marketing

Segnalo questa interessante iniziativa: un blog (in spagnolo, ma ce la potete fare, lo so..) che si da' come obiettivo quello di essere un luogo dove pubblicare, recensire, discutere di e-book di marketing.

Ah, ovviamente li potete anche scaricare...;-)

Gli e-book sono in varie lingue - compreso l'italiano - ed ho visto qualche titolo che mi sembra davvero interessante...

Ecco il link: publiteca.es

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lunedì, febbraio 02, 2009



La pubblicità che non si scioglie in mano

Media innovativo e ad alto impatto, non c'è dubbio (o si'? boh).

Parliamo di una inconsueta possibilità di personalizzazione di prodotto a fine commerciali o anche a fini personali.

Parliamo della possibilità di personalizzare, in Francia, i simpatici M&Ms, quei cioccolatini ricoperti e coloratissimi... avete presente?

Il prodotto può essere personalizzato nella scelta di colori e nella stampa sulla pastiglia (sconsigliati i payoff e le headline logorroici, il limite sono due linee di 8 caratteri ciascuna).

Ad occhio si tratta di un "media" più indicato per attività e ricorrenze personali (matrimoni, feste di divorzio, ammucchiate sociali) che business (con l'eccezione della macroarea "eventi e motivazioni" e, ovviamente della zona "sales promotions e affini").

I costi sono relativamente contenuti: con soli 41 euro e rotti (+ il trasporto) vi portate a casa ben 15 sacchettini da 40 grammi di M&Ms personalizzate...ma non eccitatevi, non si spedisce nulla al di fuori dei confini dell'esagono francese...

(Ma se proprio vi siete eccitati, su questo sito potete prenotarvi per essere avvisati quando il servizio arriverà anche in Italia. Quando? Beh, a sentir loro, ovviamente presto...)
Internet Mobile: il sito è piccolo - a cosa stare attenti?

Se abbiamo deciso che per la nostra azienda può essere utile un sito "mobile", accessibile da telefoni e palmari, dobbiamo riflettere sul fatto che la dimensione del sito ci obbliga a scelte strategiche.

Supponendo che siamo arrivati alla conclusione che Internet Mobile, accessibile dovunque, in qualsiasi momento, lontano da un computer collegato alla Rete, sia per noi un'opportunità interessante, riflettiamo sul "come si fa"...

Il resto lo potete leggere, se vi va, nella nuova puntata del mio corso di e-marketing per le PMI, pubblicato sul sito Eurogroup.
Ustream e la televisione su misura

Ma che bello in 5 minuti mettersi su una propria emittente video in streaming...e gratis...

Interessa? Potete leggere il resto sul mio articolo settimanale su Apogeo.

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venerdì, gennaio 30, 2009

3 milioni di dollari per gli spot al Superbowl.

Nonstante crisi economiche, declino dei mezzi tradizionali e quant'altro, il Suberbowl resta sempre un evento in grado di attirare folle televisivamente oceaniche negli USA, facendo delle share di audience vicine al 50%.

Che volete, l'uomo si starà pure evolvendo verso una forma più tecnologica di comportamento, ma un bel partitone davanti alla TV c'ha sempre il suo fascino e ci vorranno anni perchè venga sostituito da forme diverse di entertainment 2.0, temo.

Il prezzo degli spot "chiave" è salito, rispetto all'anno scorso, di più dell'11%. Il CPM dovrebbe stare attorno ai 27-28 Dollari.

Nota: per chi fosse interessato a seguire il Superbowl in Italia in diretta, segnalo che quest'anno sarà diffusa da Rai Sport Più, visibile sia sul digitale terrestre che sulla piattaforma Sky (credo canale 227). Non mi è chiaro se nella diretta manterranno anche gli spot USA o meno, ma penso di no...

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Come non spendere tre milioni di dollari (perchè le vegetariane lo fanno meglio)



Post vietato ai minori


Come visto, gli spot sul Superbowl arrivano a costare anche 3 milioni di dollari l'uno.

Una maniera classica di risparmiare è quella di fare uno spot ad alto impatto, tanto alto che l'emittente non se la senta di mandarlo in onda.

Questo è a quanto pare il caso di PETA, l'associazione animalista americana, il cui spot l'emittente ha declinato di trasmettere, generando un valore di PR e di accanimento virale alla ricerca dello spot proibito che sicuramente ha portato del valore...

Lo spot è effettivamente un po' fortino (parecchio). Il canale YouTube di Peta mostra chiaramente come la strada sessuale sia stata adottata strategicamente come linea di comunicazione, nell'area "le vegetariane lo fanno di più e meglio".




Ah, già che siamo a parlare di porcate ;-) una buona diffusione virale ha avuto recentemente lo spot Durex dei cagnetti ed ho visto girare non poco anche quello di sex &Guinness , che per comodità vi allego qui sotto.



mercoledì, gennaio 28, 2009

Diamoci un'organizzata

Mal che vada siamo un miliardo su Internet

E così, a quanto si dice, ci sarebbero un miliardo di persone nel mondo che usano Internet; un dato sottostimato, per le esclusioni di età e per il non considerare Internet Café e Internet mobile etc etc.

Che poi altre fonti già da tempo dessero il numero di 1.5 miliardi, fa lo stesso.

Il punto è che la maggior parte degli utenti Internet non stanno negli USA, ma in Asia.

Il mondo si è fatto più piccolo, a breve se vorremo fare un sito veramente globale dovremo prenderci dei mal di pancia notevoli, per tradurlo in lingue che fino a ieri non ci eravamo mai filati. Se vogliamo competere in un mercato globale dovremo, meglio, pensare a versioni differenti, per approcciare diverse culture, sensibilità, tabù, proibizioni.

Ragazzi, se vogliamo davvero globalizzare, qui ci si complica di nuovo la vita...;-)

PS: che poi, a pensarci bene, un miliardo non è nemmeno tanto, dato che il telefonino ce l'hanno almeno 3.5 miliardi di abitanti del pianeta...

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martedì, gennaio 27, 2009

Facebook cappotta MySpace

Sorpassone a sinistra: se a Giugno 2008 FB e MySpace avevano grosso modo lo stesso numero di utenti, a Novembre Facebook è arrivato a 200 milioni, contro i 100 milioni circa di My Space.

La colpa è anche nostra / vostra: a furia di invitare tutti gli ex compagni di università e le ex fidanzate, FB è cresciuto a dismisura fuori dagli States - a tassi del 10% al mese. Negli US resta al comando MySpace, ma bisogna vedere per quanto.

Bene, adesso resta da vedere la sostenibilità del modello economico di FB, che da più parti è stata da tempo messa in discussione.

Marketing trasparente: l'hotel mette la coppia in una stanza senza parete...

Come tante altre cose, una stanza d'albergo è un bene esperienziale - cioè sostanzialmente si scopre se è una sola o meno solo quando è troppo tardi.

Con lo scopo di creare buzz ma anche di permettere di sperimentare in qualche modo un prodotto (la stanza, appunto) che normalmente è ben celato agli occhi dei possibili clienti, il Roger Smith Hotel di New York ha pensato bene di fare un accordo con una coppia di visitatori.

Invece di ospitarli in una tranquilla stanza all'ennesimo piano, essi sono stati alloggiati in una stanza a bordo strada, dotata di un'ampia vetrina che permette a chiunque passi di verificare in prima persona come se la passano nella loro permanenza in hotel.

Parallelamente, invece di pagare il conto, la fortunata coppia viene ospitata a gratis per 5 giorni, con l'unico obbligo di tenere le tende aperte (ebbene sì, la loro privacy non è stata totalmente sacrificata sull'altare del marketing) dalle quattro e mezza alle sette e mezza del pomeriggio.

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lunedì, gennaio 26, 2009

Come attaccarsi alle Olimpiadi senza spendere una lira di diritti...

Da ex consulente del Toroc (il comitato Olimpico di Torino), ve lo confermo: cercare di mettere le mani sui cinque anelli e/o appropriarsi dell'alone Olimpico può costare caro - in termini di diritti, ovviamente.

Da un lato è naturale che il CIO protegga le revenue derivanti dall'evento, gestendo oculatamente tutte le politiche di licensing, sponsorizzazione etc.

Dall'altra la tentazione di agganciarsi al carrozzone Olimpico (quest'anno peraltro molto discusso per le note vicende cinesi e tibetane) è forte per le aziende - anche quelle che non vogliono o non possono essere sponsor, anche solo per il fatto che qualcuno più grosso si è comprato il posto.

In quest'ottica interessante il pensiero fatto da Le Coq Sportif, marca sportiva francese - che ha sviluppato un'attività virale video basata su un concept "laterale".

Si è inventata una figura immaginaria, un giornalista platealmente xenofobo (e anche un po' pirla, se mi permettete) cui è stato ovviamente vietato l'accesso ai Giochi.

E lui, per sbarcare il lunario, prepara la copertura delle Olimpiadi dalla Chinatown parigina, interagendo con noti atleti (guarda caso i testimonial della marca, che tendenzialmente si dissociano dalle sue opinioni qualunquiste e dai suoi pregiudizi anticinesi - hai visto mai che quelli là gli girassero i cosiddetti...).

Da notare la disponibilità per il download dei filmati virali in formato computer, PSP, Mobile e iPod (comodo) e la presenza del tennista italiano Potito Starace.

Originale, un minimo trasgressivo, diciamo carino.... una bella idea anche se sul'esecuzione si poteva forse fare di meglio.




da: AIRG, Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi

venerdì, gennaio 23, 2009




Il libro arriva per email (con la pubblicità)


Pubblicazioni a puntate, per mail o sul cellulare, da leggere in pillole quotidiane per non perdere l’abitudine. È DailyLit, un servizio a pagamento i cui costi si possono azzerare se si accetta l’invitabile occupazione dei nostri schermi da parte della comunicazione aziendale.

Per saperne di più leggete il mio articolo settimanale su Apogeo.

mercoledì, gennaio 21, 2009

Come farsi pubblicità sull'iPhone e farsi anche pagare

Riprendo un interessante articolo di Advertising Age.

Kraft è riuscita in una performance straordinaria: fare una applicazione che spinge all'acquisto dei propri prodotti, che contiene pubblicità e che la devi pure pagare. Ah, e inoltre riesce anche a raccogliere informazioni sui propri consumatori. Non male.

Tra le 100 applicazioni (a pagamento) più popolari sull'iPhone, troviamo Kraft's iFood Assistant.

Un ricettario, in sostanza - che ha il suo punto di forza nel proporre ricette facili, veloci e pratiche - usando ovviamente i prodotti della multinazionale come punto di partenza.

Non solo: all'interno dell'applicazione compaiono anche pubblicità vere e proprie, oltre al "product placement". E per finire, se si vuole l'applicazione occorre sborsare 99 centesimi.

So che qualcuno tenderà a vedere la cosa in un modo semplicistico, magari imputando il successo ad una eventuale sempliciotteria dei consumatori americani. Ma di ricettari gratuiti per l'iPhone, ce ne sono, e se così tanta gente ha messo mano al portafoglio...forse questi hanno imbroccato qualche cosa per avere un tale successo di pubblico.

Una parte non banale del successo probabilmente si deve al fatto che è stata costruita una applicazione utile, almeno per il modus operandi di consumatori evoluti; che apprezzano di potersi registrare sul sito Kraft, salvare le ricette, costruire delle liste della spesa da portarsi dietro, sull'iPhone, al supermercato. Quello che chiamano "food planning".

L'applicazione è propositiva, cosa molto importante - perché aiuta a risolvere il blocco dello scrittore, pardon, del cuoco, rispondendo alla terribile domanda "oddio, e stasera cosa diavolo cucino?"

Aiuta a fare, anche attraverso dei tutorial video (per gli standard italiani, non è che le ricette siano poi così terribilmente complesse, ma dobbiamo metterci nei panni di culture diverse dalle nostre)

Del resto, anche in Italia, l'applicazione del "Cucchiaio d'argento" - il classicissimo libro della classicissima cucina italiana (pubblicato dall'Editoriale Domus) - è in testa alle applicazioni "Moda e tendenze", ventottesimo nella classifica generale... e costa ben 7 Euro e 99.

Detto fra noi, lo confesso - anch'io uso spesso il mio Asus Eee, e più recentemente l'iPhone, mentre cucino.

La cosa ha il suo perchè, a condizione di tenerli lontani da coltelli e schizzi di sugo... apprezzo di questi strumenti l'avere un ricettario infinito - Intenet - che mi permette di spaziare dalle più improbabili ricette etniche ai grandi classici spiegati ai non addetti. E che mi ha permesso di imparare a fare la Pate Briséé a mano e in 5 minuti...;-)

Certo è che non ho ancora trovato una applicazione che mi permetta di fare la lista della spesa sull'iPhone nel modo che dico io.

Se questa ci riuscisse forse potrei farmi convincere a comprarla (lasciando poi perdere le ricette) - ma il problema non si pone perchè tanto non è disponibile sullo Store Italiano...

martedì, gennaio 20, 2009

Miniblogcamp in Current per seguire in diretta l'insediamento di Obama :-)
Trovate il mio feed su Friendfeed ;-)
Quando la realtà supera la fantasia.

Banner (vero) in cui sono incappato.

D'altra parte si legge che Sgarbi sarebbe alquanto indebitato e pronto ad andare ad un qualsiasi reality in cambio di 2 milioni di Euro.

lunedì, gennaio 19, 2009

Internet Mobile: vale la pena, per la nostra PMI...?

Online la prima puntata del 2009 del mio corso di eMarketing per PMI. Si parla di Internet Mobile e si riflette se puo' essere interessante per l'azienda...

L'articolo lo leggete qui

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venerdì, gennaio 16, 2009

Cresce ancora il tempo passato su Internet. E in Italia....

Riprendo da Emarketer (e sintetizzo; se volete gli - scarni - dettagli vi leggete il loro articolo).

Continua a salire il tempo passato a fare cose in Rete. E la recessione - che ha lasciato un po' di gente a casa - potrebbe fare aumentare ovviamente l'uso del mezzo.

Sul tema di Internet e la crisi, se qualcuno si ricorda, avevo scritto anch'io una roba qualche mese fa, arrivando alle stesse (ovvie) conclusioni.

Secondo l'articolo, che riprende dati di Harris Interactive, in Italia passiamo il 31% del nostro tempo libero su Internet (sarebbe illuminante, per benchmarkare la cosa, sapere quanto % passiamo a fare le cosacce coi nostri partner - temo misurabili in millesimi, non in percenti).

Comunque, per una volta, non siamo in fondo alle classifiche Internet, anzi: tra noi, gli americani, gli spagnoli e gli australiani ce la giochiano nel giro di un paio di punti percentuali.

I più assatanati ad usare la rete sono Cinesi (figuriamoci, quelli non vogliono mai essere secondi a nessuno), i Koreani e i Giapponesi. E poi veniamo noi. :-)
L'insediamento di Obama su Twitter con Current

<< Current & Twitter have teamed up again. We're adding your real-time Twitter messages ("tweets") over our live broadcast of Obama's Inauguration.

Chime in with your commentary via Twitter during our live broadcast on Tuesday, January 20th, at 11:30am EST / 8:30am PST.

We will broadcast as many of your inauguration tweets as possible over the ceremony, in real time.

Get more details at www.current.com/44 >>

(e io, come sapete, sarò invece in radio in Italia...;-)
Ancora sulla TV Interattiva

Una settimana fa parlavamo di Tv interattiva per via di alcuni goffi tentativi di aggiungere personalizzazioni alla tradizionale fruizione televisiva.

Questa volta alziamo il velo su un futuro potenzialmente più interessante - qui si parla della collaborazione tra Yahoo e Intel...

Ne parlo questa settimana su Apogeo...

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mercoledì, gennaio 14, 2009

Sarò all'Obama Inauguration Day ;-)

Il 20 Gennaio su Current Radio ( live.current.com) ci sarà uno speciale radiofonico di circa 4 ore, sull'insediamento di Obama alla Casa Bianca.

Con grande piacere sarò uno dei commentatori che da studio avrà il piacere di seguire e commentare in tempo reale l'insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Se quindi siete curiosi di sapere che voce ho, potrete ascoltarmi in streaming...;-)

Gli orari della trasmissione sono in via di definizione, ma coincideranno all'incirca con gli orari in cui Obama si insedierà alla Casa Bianca.

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Il regalo di Mamma Natura :-)

Molto, molto carino, secondo me.
E dato che non mi va di fare pubblicità all'Agenzia per cui lavoro, non vi dico nemmeno chi l'ha fatto...;-)

lunedì, gennaio 12, 2009

Fate sì che memorizzino adesso, perché magari comprano dopo.

Nuova Puntata del corso di e-Marketing per PMI. E' disponibile sul sito di Eurogroup...

"Molti visitatori guardano il sito ma comprano in un secondo tempo. Cosa fare perché si ricordino?

Ritorniamo su un vecchio tema: quello di organizzarsi e di misurare le performance del proprio sito, per avere un'idea di come sta andando e di avere indicazioni che ci permettano di migliorare l'efficacia di quello che stiamo facendo per stimolare il nostro business."

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Ora su Apogeo: La Tv riprova a essere interattiva

Negli Stati Uniti Espn riprova a portare l’interazione - ma sarebbe meglio dire personalizzazione - sullo schermo televisivo.

Quello tra la televisione e l’interattività è un matrimonio tante volte annunciato ed infinite volte rimandato, perché uno dei due sposi, giunto sull’altare normalmente fuggiva via...

Il resto lo leggete qui


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Sabato Inizia il Master...

Sabato 17 inizia il Master in Digital Marketing & Communication - a me l'onore di aprire la danze con la prima sessione.

"Il Master in Digital Marketing & Communication fornisce gli strumenti e le conoscenze necessarie per padroneggiare le dinamiche sociali, le logiche di comunicazione dei media sociali e il linguaggio tipico degli ambienti di rete: non ricette preconfezionate, ma la chiave per capire, valutare e interagire nelle diverse situazioni che si propongono, anche in chiave evolutiva.

I destinatari di questo Master impareranno a inserire in modo efficace nei piani media della propria azienda o dei propri clienti la comunicazione digitale, in aggiunta o in alternativa ai media tradizionali. L’apprendimento conseguito consentirà di interpretare in modo corretto un medium completamente diverso dagli altri e di gestire al meglio la relazione con il cliente finale."

Per informazioni e iscrizioni: ecco il link

venerdì, gennaio 09, 2009

Questa è interessante: molla gli amici su Facebook


Riprendo un post del mio amico e collega Paolo Guglielmoni.

Negli US Burger King ne ha combinata un'altra di quelle che fanno parlare / discutere.

Dopo il criticato Whopper's Virgins - un taste test in cui si andava a far provare il Whopper in nazioni dove la gente non aveva mai visto un hamburger in vita sua - criticato perchè si andava a far assaggiare junk food anche in nazioni dove la gente fa la fame - adesso vanno avanti con una iniziativa controcorrente su FB.

In estrema sintesi (si veda l'articolo per approfondimenti), per il lancio dell' "Angry Whopper" hanno costruito un'applicazione che invita la gente a delistare / cancellare / eliminare dalla propria lista Facebook 10 amici.

Perché l'amicizia è forte ma il Whopper è più forte... quindi se lo fai ti regalano in cambio un Whopper.

Ovviamente gli amici cancellati ricevono una notifica carina... innescando potenzialmente un meccanismo virale in cui anche loro ripuliscono la lista...

Ovvio che poi, mangiato il panozzo, se uno ci tiene re-invita gli amici sacrificati in nome dell'hamburger.

Un po' cinico ma fa la sua impressione.

Mitico inltre il sito angry-gram.com, in cui il Whopper si inc***a e ti insulta perchè la tua connessione è lenta (uno dei modi più interessanti di occupare il tempo mentre si carica il sito che abbia mai visto)

lunedì, gennaio 05, 2009

Cresce la domanda di Video On Demand...

I dati di Nielsen (ripresi da Advertising Age) mostrano un significativo incremento, nel mese di Novembre, del numero di filmati visti in Rete - perlomeno nei tre siti al top della classifica.

Interessante notare che i tre top rappresentano tre approcci diversi al tema dell'uso del video in Rete.

Il primo, ovviamente, è sempre YouTube - contenitore tutto sommato general-generalista di materiali spesso alla rinfusa e dove componenti virali, di raccomandazioni di amici etc giocano un ruolo pesante.

A novembre '08 TouTube ha servito 5,6 miliardi di streams a 85 milioni di visitatori unici (a Ottobre erano 5 miliardi e 83 milioni).

Di qui un dato curioso, almeno ad un'analisi molto superficiale: 5.6 miliardi fratto 85 milioni
significa che ogni unique user si è sciroppato *in media* oltre 66 filmati al mese...

Al secondo posto MySpace, dove possiamo dire che il video è parte di un discorso sociale; la distanza da YT è abissale, comunque, con 244 milioni di streams su 20 milioni di visitatori unici - e qui saremmo sui 12 filmati pro capoccia al mese. Rispetto a Ottobre non si è praticamente mosso, come numeri.

Al terzo posto Hulu, che è un ridistributore di contenuti televisivi (FOX, NBC...) on demand, quindi una forma di televisione "classica" buttata sulla rete - che ha fatto totalizzare 221 milioni di streams su 7,5 milioni di unique visitors, un 29 streams / mese per user - un numero però da prendere con le pinze perchè se è vero che su Hulu ci sono molti contenuti "corti", da un paio di minuti, ci sono anche molti episodi di cartoni e telefilm (oltre i 20 minuti) ma anche partite di football che durano oltre un'ora e mezza...

A Ottobre gli streams di Hulu erano 206 milioni, ma gli unique visitors 9 milioni...

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Ricominciamo con le scarpe

Innanzi tutto, buon 2009. Da oggi si ricomincia anche a bloggare (e a lavorare; anche se Leo Burnett è ufficialmente chiusa, oggi pomeriggio mi ripresento...).

Seconda cosa: in bocca al lupo a tutti in questa crisi, che comunque...

Milano è stata in questi giorni vuota, gli operatori sciistici annunciano un'ottima annata in termini di presenze, i negozi in cui ho fatto un giro ieri per i saldi si dicono soddisfatti per le vendite (e dato che i commercianti si lamentano sempre...)

Terza cosa: apriamo l'anno con un post leggerino, focalizzato sul packaging delle scarpe Newton Running. 

Packaging ecologico, leggero, smart - che aggiunge valore e carattere alla marca. Da notare che invece di imbottire le scarpe con carta che poi si butta, in una scarpa mettono un paio di calze omaggio e nell'altra un sacchetto per le scarpe medesime...

sabato, dicembre 27, 2008

Messaggio personale: mettiamo la mano in tasca per Pomaia

Come forse avrete letto, un incendio ha gravemente danneggiato il monastero buddista di Pomaia, in Toscana, uno dei più grandi e importanti d'Europa.

Anche se non si sono lamentati problemi alle persone, alcune strutture sono completamente fuori uso e dovranno essere ricostruite, con costi veramente forti.

Io credo che anche se non si è buddisti sia importante sostenere ed aiutare quelle persone e quelle strutture che lavorano per aiutare la nostra società a non appiattirsi solo sulla sfera materiale e materialistica; quelli che lavorano per ricordarci che l'uomo non è solo una macchina da consumo, quelli che lavorano per la pace e per portare un po' di spiritualità nelle nostre vite.

Breve: io ho messo mano al portafoglio e ho fatto una donazione per la ricostruzione.

Se lo volete fare anche voi, ecco le coordinate:

"Versamenti in danaro potranno essere eseguiti in favore di:
ILTK sul conto corrente n. 48
Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Filiale di Rosignano Marittima
IBAN - IT21-A-06200-25100-000000000048
causale "Ricostruzione del Gompa"
Ogni altra iniziativa di solidarietà e di aiuto concreto potrà essere concordata con la Direzione dell'Istituto Lama Tzong Khapa al n. 050 685654"
Far divertire i visitatori per fare business?

Pubblicata una nuova puntata del mio corso di e-marketing per le PMI, sul sito Eurogroup.

User Engagement: dobbiamo farli divertire, sul nostro sito? Coinvolgere le persone, non solo comunicare loro: come farlo e come si può misurare?

L'articolo lo leggete qui

mercoledì, dicembre 24, 2008

Il Social Networking si fa Hardware...

Una chiavetta tipo USB per scambiarsi di persona i proprio biglietti da visita e socialnetworkarsi in diretta (o quasi).

Ne parlo nel mio ultimo articolo su Apogeo, che potete leggere qui (il sito l'hanno appena rifatto, quindi se ci sono dei problemi tecnologici, portate pazienza).

Con l'occasione:

1. Auguro a tutti un felicissimo Natale, Capodanno o festività stagionale preferita
2. Non so quanto posterò nel blog in queste vacanze, quindi tenete duro e cercate di non farvi venire crisi d'astinenza

Abbraccio tutti

mercoledì, dicembre 17, 2008

Internet? Ma molto meglio del sesso...

La solita ricerca su Internet ngli USA (questa volta fatta da Harris Interactive) ci dice un po' di cose sugli utenti americani. Ovviamente i media si sono centrati su un solo aspetto...

Non si fa fatica a pensare che forse persino parte della ricerca stessa sia stata costruita per far uscire una "news" che contenesse la parola chiave "sesso" e che quindi potesse dare origine ad una press release molto notiziabile.

La notizia "calda" è quella che per il 46% delle donne intervistate si potrebbe fare a meno volentieri del sesso per 2 settimane, ma non si potrebbe fare a meno della Rete per lo stesso periodo (per confronto, solo il 30% degli uomini la pensa così).

Spaccando il dato le cose vanno persino peggio, fra le statunitensi della fascia d'età 35-44 la percentuale sale al 52% (!)

Internet batte ancora più largamente la TV: il 62% rinuncerebbe alla propria trasmissione televisiva preferita per 2 settimane ma non alla connessione a Internet.

Lascio i commenti sulle performances sessuali del genere maschile alla vostra fantasia o alla vostra logica; un maschio che si occupa di programmi televisivi sembrerebbe messo veramente male.

Lascio invece qui il link alla press release dello sponsor - da cui si evince che un 65% degli americani non potrebbe più vivere senza Internet...

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martedì, dicembre 16, 2008

Una foto per sapere tutto del prodotto

La convergenza tra Amazon e l’iPhone porta in campo un esempio di quella che potrebbe essere la prossima generazione di assistenti per il mobile shopping.

Per saperne di più leggete il mio articolo settimanale su Apogeo:

http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/10/una-foto-per-sapere-tutto-del-prodotto

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lunedì, dicembre 15, 2008

Pian pianino si arrampica Chrome - le quote dei Browsers

Chrome, il browser Google, a 100 giorni dal lancio avrebbe già raggiunto una quota dell'1% del mercato dei browser, secondo le stime di Net Applications.

Un risultato niente male, destinato sicuramente a crescere con l'arrivo delle versioni per Mac e Linux ad oggi non disponibili.

Detto questo, sarà da capire se resterà, pur crescendo, un prodotto di nicchia nicchia o se arriverà a quote più significative.

Firefox, il più serio concorrente a Explorer, sembra essersi attestato stabilmente sul 20-21% di quota, con il potenziale di crescere ancora.

Safari è attorno al 7% mentre Explorer è un pelo sotto il 70%

Le mie impressioni personali, dopo la prova , sono di un browser rapido, apparentemente "robusto" però graficamente lo trovo molto triste, funzionale ma...

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venerdì, dicembre 12, 2008

Il caffè da MD costa meno... ma è un'altra cosa

McDonald ci va giù piattissimo in questa campagna di affissioni comparsa a Seattle, città natale di Starbucks.

Ovviamente il riferimento è al costo delle varietà più esotiche di bevande servite da Starbucks.

Da sottolineare comunque che il successo (e il posizionamento) di Starbucks non sta nel prezzo o nemmeno tanto sulla qualità del prodotto servito - bensì sul fatto che Starbucks è un luogo accogliente dove restare a conversare con gli amici, studiare...(io ci facevo anche le riunioni di lavoro, a Barcellona). Tutte cose che da McDonalds è molto più difficile fare...

Starbucks è un luogo esperienziale, o un fast food o un bar.

Spendere i soldi per prendere un caffé al volo da Starbucks è effettivamente un po' dumb, secondo me.

Dargli 2 o 3 dollari per avere un'oretta o due di quiete, una poltrona o un tavolo con vicino una presa elettrica sono ben spesi...(a Barcellona, in quello in cui andavo io, avevano anche 2 tavoli riunioni da 6-8 posti, spessissimo occupati da gente che presentava Powerpoint a potenziali clienti o simili...molto business 2.0)


Comunicazione personale in Times Square...

Complimenti ad Affari Italiani.it ;-)



Per un serissimo articolo sui malfunzionamento del Servizio Sanitario, sentito specialmente dalle donne, la testata è riuscita a trovare una immagine di commento che inquadra perfettamente il contesto e il senso di disagio delle utenti...

Chapeau...
Comunicazione streaming per Diet Coke - per un content iperclassico

Diet Coke ha scommesso sulla multicanalità in streaming - per il lancio di "The Style Series, presented by Diet Coke", un programma video di musica, lifestyle, interviste etc - un vero e proprio programma televisivo che la marca usa come strumento di comunicazione.

A parte essere disponibile sul sito Dietcoke.com, al momento dell'evento di lancio il programma (una ventina di minuti) è stato trasmesso in streaming sui grandi display di Times Square, reso disponibile per l'ascolto in streaming sui telefoni mobili e attraverso video banners sparsi in una serie di siti come Yahoo, e YouTube.

Particolare rilevanza all'evento è stata data dal concerto "live" realizzato per l'evento da Robin Thickie, star della musica R&B.

La presenza della marca all'interno del content è apparsa piuttosto discreta (ovviamente il piccolo pubblico che assisteva al concerto in studio impugnava discretamente la bottiglietta argentata del soft drink).

Dopo l'evento del 9 Dicembre, il magazine proseguirà con altri episodi , il primo a inizio 2009 e il secondo qualche settimana più tardi - resi disponibili sul sito e probabilmente anche attraverso altri canali.

Aspetto su cui riflettere è che si è scelto un modello di distribuzione "moderno" e tecnologico per un content che è più tradizionale che non si può; un classico show televisivo di vario intrattenimento, con la sua bella star, il lifestyle - ed è dichiarato l'intento di rendere il programma assolutamente indistinguibile da un format in onda sulla tradizionale (ma in declino) TV diffusiva, proprio perchè è in questa direzione che si individuano le possibilità di successo sul pubblico e per la marca.

Approfondimento

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giovedì, dicembre 11, 2008

Il caldo Ambient/Tryvertising di Kraft alla fermata del bus

A Chicago (lo sa bene chi guardava E.R.) fa un freddo porco.

Ha quindi molto senso l'iniziativa di comunicazione non tradizionale di Kraft per la sua zuppa pronta "Stove Top Quick Cups".

L'azienda ha deciso di utilizzare una cinquantina di pensiline del bus come punto di contatto (poster) col pubblico; in 10 di queste ha installato un sistema di riscaldamento (una follia dal punto di vista dell'efficienza energetica, btw) ed è poi passata a distribuire campioni *caldi* del prodotto agli infreddoliti utenti dei mezzi (vedi alla voce tryvertising).

Kraft non è nuova a esperimenti in campo comunicazionale - si veda il caso della pubblicità odorosa di cui abbiamo parlato in passato.

Nemmeno le pensiline sono un luogo nuovo per la comunicazione alternativa - si veda lo sfortunato caso delle pensiline al profumo di biscotto.

martedì, dicembre 09, 2008

Il Banner - la risposta sbagliata all'opportunità dei Social Network?

Secondo una ricerca di IDC (riportata da emarketer) i numeri dietro ai Social Network sono realmente impressionanti.

Più della metà della popolazione USA userebbe questo tipo di siti (in Italia solo Facebook farebbe 4 milioni di iscritti...).

Più del 75% degli iscritti si collega almeno una volta alla settimana e un 57% lo fa quotidianamente. Più di un terzo passa un'ora o più collegato per ogni sessione.

Per l'Italia non ho questi numeri, ma coloro che sono nel mio network sembrano rispettare o superare queste medie... per quello che vale dl punto di vista statistico.

La roba brutta, a fronte di questo diluvio di "pageviews" è che non si clicca sui banner: sempre la stessa ricerca afferma che si interagisce, si socializza, ma non si clicca sui banner; se in media il 79% degli utenti Internet clicca su un banner almeno una volta l'anno (!), sui SN solo un 57% degli utenti ha confessato di averlo fatto.

Che il potenziale ci sia, siamo tutti d'accordo, che la strada sia il banner la vediamo sempre più dura.

Un ulteriore elemento di complicazione.
Per sfruttare questi canali di comunicazione si sperava di poter fare la solita poca fatica con qualche bannerino, adesso vediamo che bisogna investire tempo, fatica e intelligenza per sviluppare altre cose, che possano essere engaging per gli utenti, cogliendoli in maniera sintonica ripetto allo stato d'animo, al set mentale in cui sono quando vanno in rete a social networkizzare...

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venerdì, dicembre 05, 2008

Il video virale di Nokia

...gran bella produzione. Sulla creatività e l'impatto non mi pronuncio, visto che sembra essere destinato al mercato cinese...
La Pizza dell'Economist

Altra bella pensata - di sicuro The Economist non è top of mind nella testa degli studenti - che pure sono un target importante per la testata (i futuri heavy user...) e per cui la testata può essere - a seconda di cosa studiano - uno strumento importante di formazione / aggiornamento.

Saggia dunque l'idea di usare le scatole della pizza (di cui notoriamente gli studenti USA sono forti consumatori) come media-

Il progetto è stato condotto su 20 pizzerie di Philadelfia posizionate in prossimità del campus.

Il Twister dell'Economist


Torniamo sul tema della comunicazione non convenzionale, con questo bellissimo esempio che arriva da "The Economist", testata che da sempre si è caratterizzata per la sua attenzione alla comunicazione e alla costruzione di una sua specifica e forte Brand Identity.

Questa volta si tratta di posizionare in una stazione ferroviaria il classico board di Twister, ma caratterizzandolo con tags relativi alle issue economiche che influenzano come va il mondo contemporaneo.

Non poteva mancare lo spinner, realizzato sotto forma di poster.

giovedì, dicembre 04, 2008

Regolamentare Internet: la parola impronunciabile

Come prevedibile, l'uscita a sorpresa del capo del Governo ha suscitato non poche polemiche.

Del resto era inevitabile: data la cultura della Rete, chiunque ipotizzi una regolamentazione viene prontamente fatto oggetto di una levata di scudi.

Se pure fossero apparsi San Giovanni Bosco, il Buddha Sakyamuni o il Mahatma Gandhi a parlare di regolamentazione della Rete, sarebbero stati prontamente impallinati dal popolo Internet, ferocemente (e giustamente) geloso della propria libertà.

A dircela però tutta, anche la Rete come tutte le attività umane ha bisogno di una qualche forma di regolamentazione, ad esempio per evitare che grandi gruppi e forti interessi economici se ne approprino, privandoci di quella libertà e democrazia di cui oggi bene o male godiamo.

Detto questo, quello che preoccupa è l'uscita estemporanea e, soprattutto, la fonte della proposta.

Il Cavaliere, con tutto il rispetto, ha un track record di uscite magari a loro modo divertenti ma che sospetto non abbiano fatto benissimo all'immagine dell'Italia nel mondo, almeno a leggere sui giornali (anche quelli sicuramente non comunisti come certi quotidiani finanziari internazionali) e a giudicare dai commentini salaci che mi sentivo fare quando per anni ho fatto l'italiano all'estero.

Supponendo però che (in fondo è una persona intelligente) si astenga da rifare cucù ai membri del G8 o a fare battute sulla melanina degli altri capi di stato, restano altri due o tre punti che possono giustificare la preoccupazione diffusa.

Il primo è che, oggettivamente, vista la situazione di conflitto di interessi in essere, qualsiasi azione che punti al mondo dei media in un ottica di regolamentazione si può prestare ad una lettura di controllo, limitazione dell'accesso - quindi dando adito a sospetti in ambito di estensione della propria area di influenza economica, a discapito di libertà individuali e attività editoriali / imprenditoriali "atipiche" nel mondo dei media.

Una seconda area che tocca corde sensibili nel pubblico è quella delle reazioni del premier alle critiche. A parte invitare ad andare a casa i direttori dei giornali (lecita espressione di opinione e par-condicioso, visto quante persone hanno suggerito al Cavaliere stesso di fare la stessa cosa?), il problema è la prontezza del dito sul grilletto dell'azione legale nei confronti di chi lo critica.

Per farla breve leggetevi questo articolo del NY Times che fa il punto sulle cause legali intentate verso giornalisti critici nei confronti della sua persona.

Scontato quindi che il popolo dei blogger e di coloro che sviluppano contenuti autogestiti ritenga di dover temere una proposta di regolamentazione da parte di una persona che ha questi precedenti (mi metto anch'io in questa categoria e infatti, come vedete, ci vado giù con mano attentissima - gli avvocati costano)

Per finire, una terza area di preoccupazione che in queste poche ore mi è stata esplicitata da parecchie persone del settore, è quella della competenza.

Non risulta, almeno a prima vista, che il premier fra le sue molte qualità abbia anche quella di una profonda conoscenza del settore - fondamentale per lo sviluppo di proposte sensate e positive per il bene della Rete, dei suoi utenti e della società mondiale in generale.

Ne' è ben chiaro chi siano i suoi consulenti in materia (ovvio, non si può essere esperti di tutto, ci si costruisce un team di supporto proprio per avere quella base informativa che permette di prendere decisioni a ragion veduta).

In effetti sembra poco chiaro chi siano le persone che lo consigliano e quali siano i loro track record nell'area di Internet (c'è chi vede il rischio della figura del consulente matrimoniale scapolo).

Ma forse ci sono e sono competentissime, solo che si fanno vedere – permettete il suggerimento – un po’ troppo poco per essere in grado di rassicurarci.

Ovviamente è impossibile giudicare nel merito della questione, trattandosi solo di una dichiarazione di intenzioni - si valuterà quando ci saranno dei fatti. Di certo, dal punto di vista della comunicazione non è stato forse questo l'approccio più indicato, a meno che non si voglia leggere l'evento come mossa politica.

A voler essere cattivelli e a voler leggere la cosa in un'ottica demagogica (ma Bruto è un'uomo d'onore) potremmo fare della fantapolitica e leggere l'annuncio come una mossa un pochino populista rivolta al popolo della non-Rete.

Una rassicurazione verso quell'Italia che non è connessa a Internet (più del 50% della popolazione, più o meno), che non la conosce e che ritiene di aver motivo di temerla come luogo di adescamento pedofilo, di diffusione di ricette terroristiche e di truffe informatiche.

Per queste persone un intervento normalizzatore potrebbe essere rassicurante, un po' come mettere l'esercito a pattugliare le strade. Una tale mossa andrebbe quindi in direzione dello stimolo del consenso verso un'Italia mediamente a reddito e cultura limitata, di età tendenzialmente avanzata (un perfetto pubblico televisivo generalista? lo dico senza intenzione di polemica, è una semplice constatazione statistica).

Resta da vedere, fosse questo l'obiettivo, quale sarebbe il prezzo da pagare - ovvero la potenziale alienazione di una parte giovane e dinamica della popolazione, già oggi parecchio su di giri per le questioni legate al riassetto della Scuola, un target su cui un giro di vite percepito come liberticida o orientato a favorire interessi commerciali di parte potrebbe portare effetti boomerang avvertibili anche in campo elettorale.

Quanto a me, ripeto, resto in attesa di vedere il cammello prima di giudicare. Ma continuo a pensare quanto sarebbe bello poter parlare delle cose guardandone il merito e senza dover sempre essere sopraffatti dalle emozioni, dalle posizioni ideologiche - avendo la sensazione che quello che viene fatto sulla e per la Rete (e più in generale per la Nazione) sia sempre fatto in maniera competente, per il bene di tutti e non per ignoranza, per rigida ideologia o in nome di un qualche capitalismo d'assalto.

Ma per questo, forse, non è la rete che deve cambiare ma la stessa forma della nostra società e la testa della gente. Resto in attesa dunque, che arrivino – oltre alle biciclette a noleggio a Milano, -anche delle teste 2.0 per gli italiani comuni…

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martedì, dicembre 02, 2008

Anche i SN consolidano

Aria di consolidamento anche per i Social Network - Pownce smette di esistere il 15 dicembre per essere acquisito da Six Apart (link al comunicato ufficiale)

In effetti di SN general-generici ce n'è un po' troppi per resistere alle corazzate Facebook e MySpace.

Restano secondo me aree di opportunità per SN verticali, di forte centralizzazione attorno a temi di aggregazione molto specifici: vedo ad esempio bene Flickr, ma anche SN di Caccia & Pesca, Cucina o alterofilia...

lunedì, dicembre 01, 2008

Il Product Placement funziona ancora? C'è chi dice di no.

Torniamo, dopo un bel po' di tempo, a parlare di product placement, di product integration e di comunicazione.

Il Product Placement è da anni uno strumento importante per la promozione di marche e prodotti, attraverso l'inserimento dei "simboli" appropriati all'interno di fim o serial TV.

Ha raggiunto apici di importanza tali che alcune grandi marche avevano (o hanno ancora?) un ufficio permanente ad Hollywood, con l'esclusivo compito di negoziare accordi con le major per l'inclusione dei propri prodotti nelle più importanti produzioni.

In tempi di vacche magre e di advertising classico nel mirino, il placement si ritrova sotto i riflettori, nella speranza sia un modo per aggirare la disattenzione, il disinteresse o semplicemente il fatto che l'adv spesso non raggiunge nemmeno più il target.

In questo scenario potenzialmente favorevole al placement è entrato a gamba tesa Martin Lindstrom, noto esperto di branding e comunicazione (una vera star, nel suo piccolo) che nel suo recente libro "Buyology" riporta i risultati di esperimenti sull'efficacia del placement sui neuroni della gente (vedi alla voce neuromarketing).

Attaccando (in estrema sintesi) dei volontari ad un elettroencefalografo è stato dimostrato (su un campione di 2000 casi) che il placement non funziona (più) nella maggior parte dei casi, non portando ad un aumento del ricordo della marca (resta poi davero da vedere se a livello ultra sub-conscio/sotterraneo un qualche effetto subliminale ci posa essere anche in assenza di ricordo, ma appare una teoria un tantinello improbabile).

L'eccezione sarebbe rappresentata da quei casi in cui la marca è funzionale alla storia, è fortemente integrata nel plot narrativo... quello che si chiama product integration - dove marca o prodotto non sono una presenza più o meno casuale, ma sono un componente di fondo della storia (pensate ad es. se gli amici di "Friends" si fossero ritrovati in uno Starbucks invece che al "Central Perk"....)

Photo Credits (la foto non c'entra niente ma mi piaceva troppo)