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lunedì, dicembre 16, 2013

Finalmente un #epicfail che funziona :-) Duracell

Una cosa che si siamo inventati con Duracell...

Enjoy (prosegue sotto l'immagine) :-)
(Qui trovate l'immagine più in grande se volete godervela nel suo pieno splendore ;-)

E se volete embeddarla, ecco il codice HTML, hai visto mai...


Ed ecco un copia incolla della press release:



PAURA DEL NATALE?
Incubi e ansie degli italiani nel giorno più “buono” dell’anno

Natale arriva con le sue luminarie, la corsa ai regali e le pubblicità dei panettoni. Atmosfera incantata, aria di festa. Ma siamo davvero più buoni e felici o anche più stressati? 
La ricerca “Natale da Incubo”*, commissionata da Duracell ha messo in luce il vero giudizio degli italiani sul Natale, permettendo agli intervistati di confessare le proprie paure. 

Le ansie assalgono gli italiani già molto tempo prima del Natale:
- 1° posto: la corsa ai regali (33%) 
- 2° posto: l’ansia di far quadrare i conti accontentando tutti (29%) 
- 3° posto: il traffico impazzito (25,8%) 
Spaventa inoltre il dovere organizzare cene e aperitivi per salutare tutti, come se il mondo stesse per finire: colleghi, conoscenti, amanti (15%). 

A Natale poi, lo stress non accenna a diminuire e si aggiungono: 
- 1° posto: telefonare al parente che non si sente dallo scorso Natale, e un motivo ci sarà! (36,9%) 
- 2° posto: non ricambiare un regalo inaspettato (36%)
- 3° posto: l’appuntamento con tutta la famiglia allargata (17%) riunita attorno al tavolo 

Anche i regali sono un incubo ricorrente. Soprattutto quelli dedicati ai più piccoli. La maggior parte dei genitori ha assistito allo scatenarsi dell’inferno quando il gioco tanto desiderato non poteva funzionare causa mancanza delle pile! La reazione? I piccoli mettono il muso (33%), abbandonano il regalo per non considerarlo più (25%) o addirittura partono con una scena madre di pianto (16%). 

Come correre ai ripari: le strategie sono le più disparate: gli adulti iniziano a smontare tutti i giochi e telecomandi di casa (55,5%), si colpevolizzano a vicenda per non aver pensato prima all’acquisto delle pile (27%) oppure (12%) spediscono in missione il proprio partner alla ricerca di negozi aperti il 25 dicembre (curiosamente nessun intervistato dice di andarci personalmente… ). 

Per assicurare la pace familiare DURACELL ha unito le sue forze con Hasbro: da oggi le pile DURACELL saranno vendute accanto al mitico Furby e agli altri giocattoli Hasbro – i più desiderati per il Natale 2013 - nei migliori ipermercati e negozi di giocattoli. A prova di acquisti dell’ultima ora e di genitori distratti. 

E per evitare che le pile si esauriscano subito DURACELL propone ULTRA Power la sola pila sul mercato che offre la speciale tecnologia integrata Powercheck che é come se ti permettesse di avere una vista a raggi x che ti rende capace di vedere quanta energia è rimasta disponibile all’interno della pila, così da poterla “spremere” e utilizzare tutta la potenza residua al suo interno.

*Disclosure: l'operazione è stata fatta da Digital PR... e ci ho messo mano anch'io.

venerdì, dicembre 06, 2013

Il peggiore #epicfail (su Twitter) di tutti i tempi :-)


Vecchiotta, ma dato che è il probabilmente il più straordinario epicfail di sempre, regge bene l'invecchiamento.

E' il lontano 2012.

Susan Boyle raggiunge la fama per le sue performance a Britain's Got Talent, la sua simpatica personalità, il suo carisma, la sua voglia di vivere: si mette in gioco nel talent show inglese pur avendo passato i 45. 

E avendo un aspetto assolutamente improbabile per lo show business.

Essere arrivata seconda non toglie nulla al suo successo.

Anzi, diventa proprio una cantante.

Ecco, per chi è interessato, un suo video:




Ora, il fail non lo combina lei, quanto la sua casa discografica.
Che ovviamente decide di sfruttare i Social per lanciare il suo nuovo disco.

Che decide di creare un #hashtag (ovvio).

Allora, Susan + disco + festeggiamo.... = #Susanalbumparty. Disastro.

(se non la capite: Bum è un termine usato per indicare il posteriore. Vi do' un altro aiutino, mettendo le maiuscole nel posto sbagliato: #SusAnalBumParty ...)

Epico.
E se fate un search su Twitter per quell'hashtag... ancora se ne parla :-)

Morale: la prossima volta che scrivete un hashtag, rileggetelo per bene. E con tutta la malizia che riuscite a immaginare :-)





venerdì, settembre 27, 2013

#epicfail gay Barilla: a chi giova?



Dico la mia sul tema. Più che raccontarlo (immagino che lo conoscerete già tutti) cerco di trarne una lezione, riflessioni utili in generale a chi fa comunicazione.

Consentitemi di restare stretto sugli aspetti "tecnici", di comunicazione dell'evento. Sul fronte umano c'è già abbondantissimo materiale in rete.

E dico la mia a caldo, mentre gli avvenimenti sono ancora in corso. Quindi perdonatemi se mi sono perso dei pezzi.

I fatti. 
Scandalo: intervista di Guido Barilla alla Zanzara (il programma radio, btw, che più detesto). 

In cui ha parlato di gay (in Barilla non farebbero mai pubblicità con una famiglia gay, credono nella famiglia tradizionale, nella donna tradizionale... e i gay facciano quello che vogliono senza infastidire gli altri - senza disturbare gli altri; e se non vogliono mangiare la nostra pasta ne mangeranno un'altra).

E poi però si è schierato a favore del matrimonio omosessuale (ma contro le adozioni omosessuali)

Apriti cielo. 

Naturalmente, essendo il tema molto delicato, si scatena immediatamente la polemica e il #fail diventa sempre più #epic sui social - venendo ripreso ovviamente anche dai mass media (da cui era partito); ad esempio con questo articolo di Repubblica che chiaramente ridigerisce e riformula (o sintetizza?) le cose dette in stile più "giornalistico".

E si va rapidamente in testa nei Trending Topic di Twitter.

A questo punto si presta il fianco non solo a critiche ma anche a incursioni della concorrenza - che con grande stile, nella personificazione della pasta Garofalo, affonda il suo colpo su Facebook:

e chi, come Altea, che lo fa in modo mooolto diretto - andando in collisione frontale con il "Dove c'è Barilla, c'è casa". 

Da capire poi se qualcuno non si arrabbierà anche per questa pubblicità, che potrebbe essere vista come un bieco sfruttamento dei gay e del pasticciaccio Barilla... (vedi alla voce "paraculaggine" - anche se mi dicono che forse è una pubblicità fatta già qualche tempo fa...)

E qui, se permettete, finisco la cronaca, tanto la trovate ovunque. E nel mentre che scrivo chissà quante altre belle cose stanno succedendo.


Questo epicfail, è lecito domandarsi, farà realmente dei danni all'azienda? Beh, difficile dirlo. Occorrerà vedere l'andamento delle quote - e quelle non le vedremo mai, noi del pubblico.

Quelli che si scagliano tanto furiosamente contro Barilla… sono davvero consumatori del prodotto? 

Ho dei sospetti che un attivismo in rete sia in qualche modo legato a dimensioni culturali che si riflettono anche sui consumi - non so, sbaglierò ma vedo la pasta Barilla come un prodotto di fascia più bassa… quindi di lì non si perde quota, perché già non c'è.

La famiglia italiana, a fronte di queste dichiarazioni, boicotterà Barilla? Mah. In genere la gente ragiona con il portafoglio. Tanti sono già passati alle marche del supermercato, che costano meno. 

Altri, come me, comprano un paio di marche premium (tipo Garofalo) quando sono in promozione al supermercato - mi stocco per qualche mese e il divario di prezzo con Barilla si riduce molto sensibilmente, per un prodotto ovviamente organoletticamente superiore.

I gay boicotteranno Barilla? beh, questo è più probabile.

Certo è che, in un momento di mercato difficile, invitare i consumatori ad andarsene, se vogliono, rischia sempre di far scattare ragionamenti che sarebbe meglio non insinuare nella testa della gente. 

Fa brutto dire una cosa che suona come un "per quello che ce ne frega, potete anche andarvene da un altro". Indipendentemente che si parli a omo, eteri o bisessuali. Con la fatica che fanno le marche mass market ad essere inclusive…

Tra l'altro in un momento in cui Barilla deve anche confrontarsi con una insidiosa bufala che sostanzialmente dice che i loro prodotti sono cancerogeni.

In realtà potrebbero anche guadagnarci, dall'operazione. Se infatti qualcuno abbandona Barilla e va verso l'alto, cambiando marca, rischia di comprare comunque un prodotto di proprietà della Barilla… venduto con margini più elevati. Dato che Voiello è proprietà di Barilla. 

Quali lezioni trarre? Quali domandi porsi?

beh, secondo me:

1. Tutto comunica. Specialmente una persona che fa parte della famiglia proprietaria di un'azienda. E' ovvio che occorre essere consapevoli che ciò che si dice sarà diffuso alla popolazione rapidamente.

2. Se si va in una trasmissione in cui fanno di tutto per estrarre commenti, dichiarazioni controversial, in cui vivono su scandali che generano un audience morbosamente affezionata - occorre essere triplamente cauti. Sapendo che là fuori ci sono testate che non vedono l'ora di soffiare sul fuoco, anche reinterpretando cose dette per dare un tono un po' più piccante.

3. Quando si comunica è saggio darsi l'obiettivo di fare del bene alla propria marca. Portare business. Se necessario e opportuno prendendo posizioni, certo. Essendo controversial se è il caso. Ma se controversia deve essere, che sia pianificata e gestita.

4. In realtà, escludendo i gay era ovvio che si sarebbero scatenate polemiche, danno d'immagine, insulti e boicottaggi. Magari, l'abbiamo detto, che coinvolgono gente che già non consuma Barilla. Magari che non portano poi danni economici all'azienda.

5. Un conto possono essere le opinioni personali (e si dice "io"); un conto quelle aziendali (in cui si usa il "noi"). Se si usa il noi si parla a nome del management, dei quadri, dei dipendenti. E' l'azienda che prende posizione. E non sempre è saggio (o sensato, o giusto) che un azienda - che vive per fare profitto - prenda posizione su dinamiche umane e sociali.

E in questo momento è stata messa in difficoltà tutta l'azienda, con un affannoso mobilitarsi per cercare di affrontare quella che si è trasformata in una crisi di immagine su scala planetaria (ad es. : https://www.facebook.com/BarillaUS/posts/592044824175763)

Ma la vera domanda è: con un'iniziativa di questo genere  - e dico iniziativa perché penso che una persona di quel calibro pensi bene a quello che dice, rifiuto di immaginare che parli senza pensare alle conseguenze - ecco, con un 'iniziativa così, quale beneficio ci si poteva attendere per il business aziendale?

E quindi la vera considerazione è: Se vuoi fare una cosa che non vedi come possa avvantaggiarti ma che potrebbe in qualche maniera penalizzarti… ma chi te lo fa fare di prenderti questa gatta da pelare?



Approfondimento: qui uno storify sul caso, può essere interessante. Qui un altro storify.

mercoledì, settembre 11, 2013

Il Cynar #Failcamp


Con colpevole ritardo, qualche riga su questa pregevole iniziativa (anche perché adesso è disponibile il video).

La storia: qualcuno di voi si ricorderà l'infortunio occorso a Cynar: nell'ambito di un'operazione di comunicazione, avevano chiesto alla gggente di user generare dei contenuti.

Piccolo problema: è stato omesso di adottare una moderazione (e censura) a prova di neutrone.

Risultato, come facilmente prevedibile la smartcrowd ha pubblicato la qualunque - e l'operazione è stata rettificata con un bulldozer (maggiori info... ad esempio qui)

Insomma il classico Epic Fail.

Qual'è stata la reazione dell'azienda? Beh molto intelligentemente l'hanno presa sportivamente - ed hanno organizzato il #failcamp

Una moderna tavola rotonda (insomma, un hangout) dove un panel di esperti e uno che c'entra poco (io) hanno dibattuto sul tema (con terrificanti problemi di audio all'inizio alla fine risolti).

Riflessioni sulla cosa: ne parlo  perché mi sembra pregevole la reazione dell'azienda.

Errori inevitabilmente se ne fanno.
Lodevole l'approccio di prendere una carriolata di umiltà e di dimostrare intelligenza riconoscendo l'errore, non facendone un dramma (anche perché non sono successe cose che abbiano danneggiato irreparabilmente / gravemente la marca).

Un po' di umorismo e... parliamone. Cerchiamo di capire. Dimostriamo apertura al dialogo e disponibilità alla critica costruttiva.

Tutte cose che possono fare un gran bene alla marca.

Per una accurata cronaca del failcamp, ecco lo storify di Mafe: http://mafedebaggis.it/dont-panic

Ecco il video del failcamp. Anzi i video: pensa sarete eccitati dal sapere che ne sono disponibili ben tre versioni: pillole, sintesi e il Director's Cut in versione integrale. I contenuti speciali sono sull'altro DVD.

Qui vi metto la versione in pillole. Raccomando di vedere almeno la sintesi perchè sono state dette cose interessanti:



Versione Integrale: https://www.youtube.com/watch?v=4PoavCLCRmc&feature=c4-overview&list=UUfCht5IE6SsiGA6t6-XI7fw

Sintesi (30 Minuti) : https://www.youtube.com/watch?v=0_4lTFp8FDo&list=UUfCht5IE6SsiGA6t6-XI7fw

Pillole: https://www.youtube.com/watch?v=6uid7IlFfMw&list=UUfCht5IE6SsiGA6t6-XI7fw