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venerdì, ottobre 08, 2010

Ci si riprova con l'Agenzia che non esiste (nuovi modelli di biz)

Co: è una nuova agenzia inglese. Basata sul principio (che già da anni circola) di non avere uno staff permanente ma di aggregare professionisti e risorse in team temporanei, costruiti attorno alle necessità circostanziali dei clienti. E alla fine del progetto dissolti. Aggregando persone, consulenti e agenzie specializzate. Co-creation, co-qualchecosa.

Interessante. In realtà anche a me capita già di lavorare spesso in un'ottica simile come digital planner, anche se generalmente appoggiato da uno staff stabilissimo e granitico :-). Mi capita per cose relativamente semplici come valutazioni, audit, assessment o per cose più complesse come la costruzione dell'ossatura di strategie digitali. Vengo attivato come risorsa e poi spento.

Mi sa proprio che vedo arrivare all'orizzonte anche da noi un modello di questo genere, con team a geometria variabile e persone chiave che lavorano (contemporaneamente?) per più agenzie, rimaneggiando pesantemente il concetto dei classici no-compete agreement.

Da capire se sarà un modello fatto all'inglese o all'italiana ;-)
Un modello organizzativo e di business che avrebbe conseguenze complesse. A me va bene fare il consulente e giocarmela, ma per molte persone questo potrebbe essere, se adottato su larga scala, un'ulteriore passo verso la precarietà permanente. O passare dall'essere "dipendenti" ad essere imprenditori di se' stessi. Cosa che non tutti se la sentono di fare.

Da capire poi, discussione che va avanti da anni, se i clienti sono pronti per un modello in cui persone e risorse chiave oggi ci sono in agenzia e magari domani non possono esserci, che lavorano oggi per te e domani per un concorrente...

Rimando comunque per approfondimenti su Co: a questo articolo di Marketing Week

mercoledì, ottobre 06, 2010

Valutare un sito: altri parametri

E' uscito oggi, sul sito di Eurogroup, una nuova puntata del mio corso di marketing digitale per le PMI.

Si tratta questa volta della seconda parte della lista di parametri su cui valutare un sito.
Naturalmente, dato il target scelto, il tono e la lista sono necessariamente divulgative e basiche - più che un lavoro da digital planner è un lavoro di buon senso e di concretezza.

Qui sotto l'inizio dell'articolo e questo è il link per leggerlo. Enjoy!


Ecco il secondo di una serie di articoli che vogliono dare una checklist, un elenco di cose da valutare quando si analizza un sito e si cercano aree di miglioramento per renderlo più efficace. 

Come sempre, si tratta di guardare il sito da un lato con gli occhi dell'esperto ma dall'altro (più importante) con gli occhi del suo utilizzatore, delle persone. Guardando il nostro sito in questo modo o facendolo esaminare da una persona esterna, che sappia di Internet ma non sia uno della nostra azienda, possono uscire cose interessanti, in congiunzione con questo tipo di checklist. Infatti, chi è dentro il progetto ormai è condizionato, chi ne è fuori può avere una visione meno condizionata ed oggettiva.

In questa seconda parte parleremo di Semplicità ed utilità.