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giovedì, aprile 10, 2014

Aziende, mettete più soldi in sperimentazione: lo raccomanda il "profeta" di AOL


Posizione interessante e largamente condivisa (da me).

Il mondo del digitale sconta ancora enormemente un approccio che vede affrontare i nuovi modi di comunicazione secondo delle logiche del "vecchio" advertising.

In primis la dottrina "primo non prenderle". 

Minimizzare i rischi. Giocare il più possibile sul sicuro.

Ora, è assolutamente indispensabile spendere i soldi in modo oculato, e non buttarli via come si è troppo spesso fatto negli anni ruggenti.

D'altra parte, se si va sul sicuro, si fanno sostanzialmente cose già viste - il cui impatto, man mano che vengono rifatte, si affievolisce.

La sperimentazione, d'altra parte, è rischiosa: si rischia che non funzioni e i soldi non ritornano. Si rischia che funzioni e si abbia successo, si vincano premi, si spacchi il mercato.

Certo, in una cultura corporate conservativa, il rischio è anche che se l'azione va male, salti la propria poltrona. E allora non si è incentivati a sperimentare, ma si fa catenaccio e si gioca in difesa, sperando di pareggiare.

Leggete quello che dice, più autorevolmente di me, David Shing (http://shingy.com/), digital prophet di AOL. Anche se (in parte per la stranezza del suo titolo) non è un personaggio esente da critiche.

lunedì, giugno 24, 2013

Second Screen USA: quasi il 50% - nuovi dati da Nielsen


Italia e USA sono parecchio differenti. E i dati vanno sempre presi con le pinze.

Detto questo, può valere la pena di dare un'occhiata ai più recenti dati che Nielsen ci fornisce sul fenomeno del Second Screen negli Stati Uniti.

"According to the latest Nielsen survey of connected device owners, nearly half of smartphone owners (46 per cent) and tablet owners (43 per cent) said they use their devices as second screens while watching TV every day. And more than two-thirds of tablet and smartphone owners said they used these second screens multiple times a week during Q1 2013. "

Altre info nella press release che leggete qui:

mercoledì, giugno 19, 2013

Un Fan vale 174 dollari, su Facebook. Dove posso incassare?



Confesso, ho esitato parecchie settimane prima di pubblicare questo post. Diciamo che lo mettiamo nella categoria "trivia" e non lo prendiamo troppo sul serio, OK?

Secondo una ricerca pubblicata da Syncapse, avere un fan (o "seguace") varrebbe (per un'azienda, USA) 174 dollari, con un aumento del 28% rispetto al 2010.


In realtà il valore indicato è una media, con notevoli divergenze: per Zara un fan varrebbe oltre 400 dollari. Con tutte le conseguenze del caso in termini di priorità sugli investimenti in marketing e comunicazione...

Il calcolo è basato su un panel di 2000 persone, comparando tra fan e non fan la spesa in prodotti, la fedeltà alla marca, propensione alla raccomandazione, costo di acquisizione del cliente...

La ricerca potete scaricarla qui (maneggiare con cura): http://www.syncapse.com/value-of-a-facebook-fan-2013/#.Ubrr1fZOr8l

giovedì, giugno 13, 2013

Bellissimo:il video lo crea la bici

Ho trovato questo molto divertente e molto impattante.

Un new media: la ruota della bicicletta che crea dei video pubblicitari (o dei loghi, o delle immagini...)  che si fanno vedere moltissimo anche nell'affollato panorama pubblicitario delle nostre metropoli.

Insomma, guardate il video, merita :-)




Copio e incollo dalla press release per approfondimenti:

Project your brand from bicycle wheels using video and images. Stationary, on stands in specific locations or running in motion along routes of your choice, our fleet of ice-white bicycles fascinate passers-by with your projected video/images. 

Our technology allows you to project your message from the wheels of dozens of ice-white bicycles traveling along streets of your choice or from a fleet of bicycles on stands in the busiest areas. Our staff riders can wear clothing of your design and distribute flyers. Our campaigns are ideal for a range of marketing objectives, including store openings, VIP/PR events, festivals, city events and product launches to name just a few possibilities.

We offer an all-inclusive service: 1) Expert video/image design, formatting and development using images and videos you supply yourself or design from scratch; 2) Route planning for maximum in-motion exposure; 3) Planning for stationary exposure; 4) Staffing, training and uniforms for public engagement. 

Download: Internet Trends


Una bella presentazione ricca di dati da KCPB.

Interessante il pezzo su mobile, wearable computing, everywhereable...

2013 Internet Trends
The latest edition of the annual Internet Trends report finds continued robust online growth.

 There are now 2.4 billion Internet users around the world, and the total continues to grow apace.

Mobile usage is expanding rapidly, while the mobile advertising opportunity remains largely untapped.

The report reviews the shifting online landscape, which has become more social and content rich, with expanded use of photos, video and audio.

Looking ahead, the report finds early signs of growth for wearable computing devices, like glasses, connected wrist bands and watches – and the emergence of connected cars, drones and other new platforms.





mercoledì, giugno 12, 2013

Ricerca: Social personale vs Professionale (Download) da Linkedin

Da Linkedin una interessante ricerca nel mindset (ovvero dentro la zucca) degli user dei social network professionali, fatta in collaborazione con TNS.

L'obiettivo era capire come e perché la ggente usa i social network (personali e professionali) e quindi dare spunti per un migliore utilizzo di questi network per le aziende / investitori etc.

Tenendo presente che l'Italia è a suo modo un po' diversa, ci sono spunti interessanti per fare dei bei pensieri.

La ricerca la scaricate qui 

Io vi metto i 5 Tips (wow) su come usare i Social Network che emergono e pure il video.
L'infografica in dimensioni leggibili la trovate qui

Enjoy.
5 Tips For Optimizing Marketing With Mindset
By understanding the mindset and emotion across different social networks, marketers can improve relevance, engagement, and amplification of brand messages. Here are a few tips on how to tap into the professional mindset and drive results:

  1. Recognize the separation between personal and professional networks and the opportunities they present.
  2. Frame how the brand helps users gain knowledge and success on professional networks.
  3. Engage information-hungry influencers with exclusive content.
  4. Align the brand with emotion by matching messages to user mindset – casual updates versus insights-driven content.
  5. Build meaningful relationships by participating, sharing and listening.

venerdì, giugno 07, 2013

Anatomia del Tweet Perfetto: Infografica


Vi siete sempre chiesti come scrivere il tweet perfetto? Ecco una bella infografica che ve lo spiega.
(qualche dubbio però che il tweet migliore del mondo si scriva con queste poche e semplici regole....)


Sul tema "tweet perfetti" e le polemiche collegate, leggete anche questo: http://socialmediatoday.com/adi-gaskell/1512856/can-you-predict-how-many-times-tweet-will-be-retweeted

mercoledì, maggio 29, 2013

Tirarsela alla morte. Ibiza, braccialetto RFID, Facebook

Il concetto che riassume meglio l'operazione è proprio "Non dimenticarti di farti invidiare dagli amici". E, già che ci sei, di fare pubblicità all'albergo.

Avviene a Ibiza, all' Ushuaia Beach Hotel.

Dove, con un modello ormai tutto sommato classico* ai gentili ospiti viene fornito un braccialettino RFID che, avvicinato ad apposite postazioni dentro il resort, provvede automaticamente a postare messaggi (e foto) che faranno morire d'invidia gli amici.

Senza nemmeno doversi sbattere a digitare, risparmiando così preziose energie per poter ballare notte e giorno...

Qui trovate (anche) il "Social Media" dell'Hotel...
 http://www.ushuaiabeachhotel.com/en/socialmedia/





*Per confronto si veda:

Il braccialetto Facebook per Coca-Cola


lunedì, maggio 27, 2013

Fantascientifico. Il negozio che vola. Col WiFi. In Corea.


A quel che racconta il filmato, i Coreani lavorano tantissimo, e hanno poco tempo per fare il resto.

Il che ha delle implicazioni sulle modalità logistiche di shopping. E sulla grande difficoltà di far cambiare abitudini, di far provare un negozio diverso da quello abituale.

Di qui, ad esempio, l'idea di fare shopping col telefonino in metropolitana; ma, questa volta, si punta più in alto.

Si punta a far comprare i Coreani in una catena chiamata Emart. E se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna a spostarsi, in volo.

Un pallone che galleggia, dotato di WiFi. Che spara coupon per sconti.

E un incremento nelle vendite per la catena - sia online che offline.

Ecco il video:


giovedì, maggio 23, 2013

Dare buca al lavoro, scientificamente: c'è un app.


Brasile.

Rivista di outdoor (Go Outside). Che ovviamente incentiva le persone a uscire, ad andare nella natura, ad avventurarsi.

Peccato che si debba anche lavorare, nella vita.


Ecco perché la rivista ha fatto sviluppare alla famosa Miami ad School una app (Day Off Generator - ma direi che è solo un concept...) che permette di pianificare scientificamente il salto del lavoro per ragioni personali, generando anche falsi status e check-in sui social a sostegno della storia.


Unico inconveniente: giustificare l'abbronzatura e l'aria sana quando si rientra.
Ecco il video.
   

mercoledì, maggio 22, 2013

Update: Nutella a marcia indietro

Ferrero, viste le reazioni causate in rete dopo la sua intimazione per stroncare il World Nutella Day (si veda il mio post di ieri) fa marcia indietro, come riportato anche questa volta dal Corriere:


Il World Nutella Day non sarà più cancellato
La Ferrero : «Felici di avere fan del genere»

L'azienda di Alba alla blogger che ha inventato la Giornata Mondiale: «Era una procedura di routine a difesa dei marchi»

Come fatto (giustamente) notare nel corso delle interessanti discussioni che sono nate in rete, a fronte di quello che possiamo tranquillamente definire un social fail, non era assolutamente scontato che le reazioni dei fan arrabbiati si traducessero poi in significativi impatti sulle vendite.

Ferrero non se l'è però sentita di rischiare, giustamente, perché quando si maneggia un mito occorre trattarlo (e trattare i propri innamorati) con delicatezza.

E così grandi dichiarazioni di stima e affetto per i fan, contatti in corso e gratitudine per la blogger organizzatrice (che ha goduto di una botta di visibilità mai vista).

Sarebbe affascinante poter avere accesso al dietro le quinte e capire la genesi del problema. Magari si scoprirebbero scenari affascinati.

L'Azienda parla di procedure di routine a difesa dei marchi - che si potrebbero immaginare come un' iniziativa automatica da parte dell'ufficio legale senza consultare marketing e comunicazione, che sono dovuti correre frettolosamente correre al riparo... Ma queste sono dietrologie.

Non sarebbe certo la prima volta che il Social / Digital mette in evidenza nuove sfide organizzative e di processo...

Ricordo (caso di tanti anni fa) un "cease and desist" di Mattel il cui ufficio legale, se ricordo bene, aveva mandato una lettera intimidatoria ad un certo signor Barbieri; diffidandolo dall'usare Marchi registrati dal giocattolaio.

Infatti un qualche motore di ricerca aveva fatto scattare l'allarme accomunando Barbieri con Barbie ®…

martedì, maggio 21, 2013

Il "second screen" sulla radio?!


Ok, certo che non si può parlare di second screen per la radio, ma di companion app e/o di interattività er complementarietà sì.

Ed è quello che hanno fatto in Svezia.

Swedish Radio Plus è un canale radiofonico interattivo sul web. Sostanzialmente un player arricchito di linkk, immagini, video, discussioni.. insomma ciò che serve per "augmentare" la fruizione del solo suono.

Anche se la lingua è un po' di ostacolo, fateci un giro che è interessante.

Anche perché non è solo top down ma è aperto al contributo delle persone (e qui, visti altri epic fail svedesi ci sarebbe da parlare a lungo di moderazione)

Ecco il video:

Il #fail di Nutella e il controllo della marca

La notizia immagino l'avrete vista tutti. 

Ferrero ha intimato alla sua fan numero 1 di bloccare l'organizzazione della giornata mondiale della Nutella. 

Per gli aspetti di cronaca, potete leggere sul Corriere della Sera:

"DECRETO INGIUNTIVO

Nutella, la Ferrero ordina alla blogger
di cancellare la Giornata mondiale
Sara Rosso 6 anni fa ha inventato il World Nutella Day (5 febbraio). Ora si dice obbligata a chiudere"

Il mio commento da Digital Planner: non ho elementi certi che mi dicano come è andata la faccenda (ma da ex Ferreriano posso fare delle ipotesi).

In generale però, questo pasticcio porta ancora una volta alla luce lo spinoso tema del controllo della marca. 

Il modello tradizionale vuole che il consumatore, gentilmente, si limiti a sborsare i soldi per comprare il nostro prodotto e, se proprio deve, a emettere vaghi suoni di approvazione e moderati segnali di soddisfazione nei confronti dei componenti del suo branco. 

E parlo di branco perché in una nota azienda in cui ho lavorato (che non cito a scanso di guai), il PPP (padre padrone proprietario) non parlava di "Consumatrice", ma di "Valeria dal Culo Grosso" come termine tecnico nelle pianificazioni di marketing (parola che detestava). 

Il modello portato dal digital prima e dai social media poi ha incasinato la faccenda, introducendo, tra le altre cose lo User Generated Marketing (se non sapete cos'è, leggete qui). 

Avere consumatori che da fan della marca si fanno evangelisti e poi promotori di vere e proprie campagne di branding è cosa molto bella ma ha un problema: porta la comunicazione fuori dal controllo dell'azienda. 

Nel bene e nel male. 

E sicuramente Ferrero, specificamente con Nutella, ha dei seri problemi di controllo sull'interpretazione della marca, come potete vedere dalla gallery di immagini dell'orrore che allego e che potete facilmente (insieme a molte altre) trovare in Rete. 

Immagini che fanno rabbrividire il markettaro e che, anche agli occhi di un fervente sostenitore dei social come me, fanno scattare degli allarmi rossi relativamente a come potrebbe scappare di mano la percezione di marca e devastare tutta la comunicazione. 

Capisco quindi (anche se non condivido) la scelta di cercare di recuperare il controllo… domandandomi se ciò sia ancora possibile e quanto sia rischioso. 

Peggio dell'amore tradito, c'è l'amore rifiutato. E dall'amore all'odio, dallo User Generated Marketing il passo è breve. 

Ci si mette poco a organizzare un World Nutella Hate Day. 

Di alternative merceologiche valide alla Nutella ce n'è più d'una (anche se non hanno lo stesso mucchio di valori intangibili). 

E Nutella ha già i suoi guai; negli USA (che si potrebbero anche estendere all'Europa a livello di regolamentazione o di movimenti d'opinione nei consumatori) - dove una class action per pubblicità ingannevole ha portato ad un multone da 3 milioni di dollari.

E più in generale corre un rischio dato il suo potenziale calorico, in un mondo dove si inizia a prendere sul serio la lotta contro l'obesità e specialmente l'obesità infantile (per inciso, 378 grammi di Nutella equivalgono a 2000 calorie, il fabbisogno calorico quotidiano...  )

Recentemente Ferrero ha lanciato formati più grandi del prodotto, fino a mi pare 1 Kg - equivalente a oltre 5000 calorie. Per non parlare del barattolo da 5 kg venduto in canali trade come Metro, che contiene probabilmente abbastanza calorie da inviare l'uomo su Marte…

Insomma, come spesso avviene, nel bene o nel male, Social e Digital ci mettono nei casini. E fare il markettaro diviene sempre più difficile. 


Non è un caso che Techrepublic proprio in questi giorni pubblichi un articolo intitolato "Social media to tear down traditional business power structures " e non lo dicono loro… lo dice Gartner (che, per carità, di previsioni sbagliate ne ha fatte a mucchi, in questi anni ma che parecchie volte ci azzecca, a prevedere il futuro…) 







lunedì, maggio 20, 2013

Il GPS per perdersi. Ha senso, è Jeep.


I GPS sono inestimabili, per ritrorvare la strada.

Ma se avete una Jeep, a che serve tornare a casa nella civiltà? 

Molto meglio avere un GPS che porti a perdersi, a incontrare l'inaspettato, con la propria vettura, simbolo di evasione (e, se volete, anche di invasione della natura...)

Ecco che nasce in Argentina www.gpsparaperderse.com : una app fatta apposta, da installare sul navigatore dell'auto.

In sostanza, si sceglie il tipo di percorso cui si è interessati e l'app ci guiderà verso l'avventura.

Ecco il video, che basta e avanza per spiegare.

Una notte al supermercato. Quasi Giochi Senza Frontiere.

Penso che a tutti sia venuto il sogno di passare la notte in un grande magazzino.

Conforama (catena francese, più che altro di arredamento e simili, che da un po' di tempo è presente anche in Italia) ha trasformato questo sogno in realtà... ma facendolo diventare una competizione a squadre.

Selezione su Facebook, 6000 squadre candidate, sfrondate a 4 che si sono sfidate nella notte; battaglie coi laser, gare di rifacimento letto, cucinare, scontri con le macchinine radiocomandate...

Non vi dico chi ha vinto per non rovinarvi la suspence (e anche perché, collettivamente, non potrebbe fregarcene di meno); ma sappiate che parte del premio sarà aggiudicato con le votazioni del pubblico su Facebook, che giudicherà le performance e la simpatia della squadra.

Qui sotto il video (trovate di più nel canale YouTube di Conforama)

  

giovedì, maggio 09, 2013

Il Pannolino Blutooth collegato allo Smartphone !?


Ecco la dimostrazione che "L'Internet delle cose" non è un concetto astratto e/o lontano dalla nostra vita quotidiana.

Ecco la dimostrazione che quando pensiamo digitale dobbiamo prima pensare a come cambia la vita delle persone, intervenendo sui prodotti, sul business - e solo dopo alla comunicazione.

Ecco il pannolino che si collega allo smartphone. E perchè mai?

Huggies Tweet Pee - il pannolino che avvisa la mamma (o, più facilmente il papà, che è più distratto) che è ora di cambiare il piccino. Avvisandolo sul cellulare. Via Blutooth. Con una apposita app. (In realtà non è proprio il pannolino, ma un apposito sensore "extra", altrimenti il costo del singolo pannolotto sarebbe lievitato a livelli insostenibili).

E già che ci siamo (Little data) permette di consultare le statistiche sui cambi di pannolino, di stimare la durata della scorta... e di ordinare (drive to business) i pannolini nuovi via smartphone :-)

Il tutto in Brasile.
Ecco il video (ofc in Brasiliano...)


Modern Marketing Manifesto. Che ne pensate?

Come sapete, penso fortemente che un numero troppo alto di addetti ai lavori (specialmente nel campo della comunicazione digitale, ma anche in azienda) abbia le idee molto confuse su cosa sia il Marketing e sul perché anziché essere morto il Marketing è più vivo di prima.

Quindi raccomando comunque di darsi una bella ripassata al Marketing (o leggersi per la prima volta un buon manuale in merito, che si scopre che una serie di robe spacciate per spaccamento dei paradigmi portati dal digitale sono stati in realtà inventati dai markettari degli anni'40...)

Compiuto questo step di base, possiamo guardare avanti. E segnalare l'iniziativa di Marketing Week, che ha stilato un manifesto del Marketing Moderno.

Ve ne incollo una sintesi, poi leggete il documento (poco più lungo, ma che spiega il senso delle affermazioni) direttamente sul sito di Marketing Week.

A me "makes sense", mi sembra una cosa di buon senso. Ma potrebbe non esserlo per chi non è così dentro come noi alle cose, al mercato, alle tendenze.

Che ne pensate? Se volete avviamo una discussione (propongo però di farla su Facebook che mi sembra una cosa migliore, è più "ergonomico" che farla qui, coi commenti... ma come preferite)

1. Strategy
We believe marketers should sit at the board table and help set strategy.

2. Brand
We believe the internet has forced transparency upon brands and businesses. 

3. Experience
We believe that improving the customer experience must be the relentless focus of modern marketing. 

4. Data
We believe data must be turned into insight and action to be a source of customer, competitive and marketing advantage. 

5. Digital
We believe digital thinking should be embedded in marketing strategies as a matter of course. 

6. Personalisation
In the quest to deliver outstanding brand experiences across channels, we believe that personalisation offers the greatest opportunity to transform what customers currently get. 

7. Technology
We do not believe technology is a solution in itself. 

8. Creative
We believe we need creativity just as much as we need technology.

9. Content
We believe that content marketing and the focus on owned and earned media represents a fundamental shift in marketing that is more than a fad. 

10. Multi-screen
We believe that the mobile revolution is only just beginning. 

11. Social 
We believe social media is about changing our business culture, the ways we work and the ways we engage with our colleagues and customers.

12. Commercial
We believe modern marketers have to be commercial.


lunedì, maggio 06, 2013

Pensiero profondo: troppo contenuto, e sempre di più. Morire di ipercontenutosi.

Ovvio.
Di marche / prodotti che abbiano cose serie e sensate da dire su se' stesse, ce n'è poche.

I Social e più in generale i media digitali si reggono sul paradigma del contenuto, specialmente adesso che tutti si sono buttati sulla barca dello storytelling.

Lo Storytelling come strategia va benissimo quando ci sono storie interessanti da raccontare.

Ma nella maggior parte dei casi, siamo lì a inventarci storie che non stanno in piedi e interessano poco - per riempire gli spazi che obbligatoriamente devono essere riempiti sui social - e per distrarre l'attenzione dal fatto che la marca prodotto / non ha nulla da dire, identificando territori da presidiare.

E quindi, dato che in genere ci sono anche pochi soldi e poca intelligenza dietro a questi prodotti, ci troviamo a fare il 34° oggetto social (blog, pagina FB...) su ...... (fill the dots, io non faccio esempi, per evitare che qualcuno pensi ce l'abbia specificamente con lui). Ma io per primo mi sono trovato a dover realizzare pagine, blog, siti, basati sul nulla. O sul già fatto da cento aziende prima.

Questa febbre di produrre contenuti inutili io la definisco ipercontenutosi. Ed è una delle cause scatenanti del "Chissenefrega effect". Tanta quantità, pochissima qualità.
Dove gli autori sono pagati a noccioline (si veda, uno fra i tanti, questo esempio)

Lo stesso discorso si potrebbe / dovrebbe fare pure sui libri: 64.000 titoli pubblicati all'anno in Italia, in un mercato dove oltre il 50% degli italiani non legge nemmeno un libro all'anno (ma poi lo lasciano votare lo stesso...)

Adesso, qualcuno più diligente di me ha fatto una seria analisi sulla proliferazione del contenuto. dei libri, delle foto, della spazzatura.

Dalla nascita della civiltà al 2003 sono stati creati, complessivamente, 5 Exabyte di contenuto.
Oggi, ogni giorno produciamo 2.5 Exabyte di contenuto *al giorno*.

Vi allego interessante Slideshare e, se avete tempo, il video in cui questa presentazione viene presentata e commentata. Notevole.

Non sono d'accordo su tutto, ma ci sono dei pensieri utili a tutti, specialmente a chi fa il planner, si interessa di strategia o semplicemente deve pensare a cose intelligenti.



2013/4 Brad Frost from CreativeMornings/PGH on Vimeo.

giovedì, maggio 02, 2013

Folgorante: pubblicità geolocalizzata sul tablet


Il committente è Gollog - una società di consegne, un corriere, che se la tira sul poter consegnare il pacchetto ovunque voi siate.

Dato il bisogno di emergere in un mercato dove non sono certamente l'unico ne' il più famoso player, hanno realizzato un piccolo tour de force tecnologico, spiegato bene nel video qui sotto.

In sostanza: una pagina pubblicitaria, all'interno di una rivista digitale. 

Ma... che se è vista da iPad e se il tablet ha la geolocalizzazione attiva... la pagina non è altro che la foto di casa tua (o di dove sei, presa da StreetView), con una sovraimpressione che simula la consegna. Con l'indirizzo giusto sul pacco :-)

Inquietante.

Guardate il video.



GOLLOG - STREETVIEW DELIVERY (ENG) from AlmapBBDO Internet on Vimeo.

martedì, aprile 30, 2013

Sensoriale: Coke, il Sound della felicità. Bello.


Sappiamo ormai tutti che Coca-Cola si è strategicamente legata al concetto di  felicità, di essere un prodotto che provoca questa nobile emozione (lasciamo perdere le discussioni filosofiche su cosa sia davvero la felicità, poi magari ne parliamo da un'altra parte).

Ha, nel mondo, trovato modo di scaricare a terra i cavalli del concept strategico attraverso varie iniziative (in primis le vending machine) - alcune delle quali trovate in miei post precedenti, basta fare un search sul blog.

Ora, in Giappone, ha trovato un altro modo. Legandosi ad un altro elemento iconico del prodotto (o meglio, della categoria di prodotto): il "psssst" che viene emesso quando si stappa la bottiglia.

Quale miglior modo di rendere dimostrabile la felicità che fare un bel mix tra questo suono simbolico e suoni di felicità assortita? Facendo gestire il tutto da un famoso (?) DJ giapponese?

Così hanno piazzato un registratore digitale in una bottiglia e l'hanno fatta viaggiare per varie città... ma se guardate il video capite tutto in un attimo :-)

Anzi, guardatevi la serie di video, li trovate qui: http://www.youtube.com/user/CokeRemixBottle (da bravo milanese imbruttito, ho particolarmente apprezzato il Sushi Remixed :-)

Ah, e ci sono anche le suonerie scaricabili, btw.