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venerdì, novembre 21, 2014

Anche la Radio è sempre più "mobile" - l'app di Radio RAI

Sembra un po' buffo parlare di radio sul mobile.

Ma se la fruizione di content avviene sempre più su Internet e sempre più su mobile, anche i contenuti radiofonici devono trovare nuovi sbocchi verso le utenze.

E le battaglie per le audience, anche sul fronte delle distribuzioni di contenuti, si condurranno sempre più su device che ci porteremo addosso.

Del resto la radio è sempre stata un mezzo naturalmente mobile (specialmente quando la tecnologia ha permesso di abbandonare i valvoloni e di passare ai transistor).
Ed è ancora nel ricordo di tanti di noi la domenica pomeriggio all'italiana, con la famigliola a spasso nel parco. Con il genitore, radiolina all’orecchio, seguire le dirette sportive di “Tutto il calcio minuto per minuto".

E’ quindi naturale che un mezzo naturalmente ubiquo come la radio investa per essere ancora più nomade, affiancando alle onde radio il web in mobilità.

Su questo fronte gioca anche Radio RAI. La logica è portare la Radio di qualità sempre più vicina al pubblico, anche grazie alla nuova incarnazione dell’app, che ci porta la Radio RAI, in modalità crossmediale, sui cellulari e i tablet. Aggiungendo ai contenuti “naturali” un valore aggiunto non banale.

Le cose che trovo più interessanti (dal punto di vista di chi si occupa di comunicazione) di questa app sono:

Si da' accesso, in rete, a quei canali (a quei contenuti) che non sono disponibili "via radio" ma che sono web only. E che adesso sono disponibili anche in mobilità. (I canali disponibili sono Radio 1, Radio 2, Radio 3, Fd4, Fd5, Isoradio, GR Parlamento e i tre canali di webradio Rai, Wr6, Wr7 e Wr8).

Si lavora per un'esperienza più crossmediale; non solo il programma in audio, ma una serie di contenuti accessori che arricchiscono la experience (si dice così, no?) del programma radiofonico.

L'interattività: l’app ci permette di interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai. 

L'attenzione alle news: nuove sezioni sono state dedicate all’informazione del Giornale Radio Rai in cui sarà possibile riascoltare e scaricare le ultime edizioni di Gr1, Gr2 e Gr3 e consultare gli archivi delle edizioni dei giorni precedenti.

La modalità "in car" - che evidentemente si basa sullo scenario in cui anche in automobile la radio la useremo via web, in streaming. Ascoltando canali non necessariamente hertziani.




Per il resto nell'app ci sono le feature che ci possiamo giustamente aspettare.

C'è la guida programmi dei prossimi 7 giorni, aprendoci tutto il mondo dei contenuti on demand disponibili per quel programma (audio delle puntate, video e foto).

Ovviamente, potremo riascoltare in podcast tutta una serie di contenuti che ci siamo persi “in diretta”.

Con l’app Radio RAI possiamo addormentarci con il nostro programma preferito, e lo smartphone si spegnerà da solo; o usare il nostro device come una vera e propria radiosveglia, che ci farà iniziare giornata svegliandoci con il programma radio RAI che preferiamo.

L’app è completamente gratuita ed è disponibile per:

iOS (iPhone, i Pad…) 
Smartphone e Tablet Android
Kindle Fire
Blackberry

Per maggiori informazioni: http://bit.ly/1wNSv1r

Già che ci siamo, vi metto anche lo spot:



(In logica di trasparenza: Radio RAI è un cliente dell'agenzia per cui lavoro. Sapevatelo)

giovedì, ottobre 09, 2014

Quali sono i contenuti del libro Strategia Digitale (il manuale)?

Continuando a rispondere alle domande più comuni rispetto al nostro libro... oggi diamo due risposte (Oddio, fa tanto "posta dei lettori"....):

Q. Ma cosa c'è scritto, dentro?

A. Robe.

Per essere più precisi, abbiamo fatto un manuale diviso in quattro parti, che potete leggere di fila o che si possono usare in modo indipendente (random access...).

Che si possono consultare quando serve per trovare uno spunto, un’idea, un come si fa.


La prima parte contiene alcuni tra i pensieri più forti che hanno cambiato, attraverso il digitale, il pensiero di marketing contemporaneo. Idee, spunti, trend, evidenze su cui si deve riflettere se si vuole essere in grado di capire davvero il marketing digitale.

La seconda parte definisce cos’è una strategia digitale e come affrontare il processo di sviluppo di una strategia, come prepararsi, cosa serve, quali possono essere gli ostacoli da superare.

La terza parte è quella più operativa: orientata a trasmettere come si realizza, nella pratica quotidiana, una strategia digitale. Fornendo un template dettagliato di una struttura di piano strategico e approfondendo nello specifico le varie sezioni, dando indicazioni pratiche su come ideare il piano. Presentando (come nelle altre sezioni) numerose case history e spunti creativi.


La quarta parte, costruendo sulle prime tre, fornisce ulteriori spunti, avvertenze e raccomandazioni per sviluppare correttamente il proprio approccio ai progetti di comunicazione digitale.

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Q. Posso averne una copia autografata da entrambi gli autori?

A. Er... certo, sì, (ma perché? :-) comunque ci trovate a SMAU il 24 Ottobre a tenere un workshop (dovrebbe essere possibile anche acquistare il libro in fiera). Se ci tendete un'imboscata saremo felici di firmare la vostra copia :-)




giovedì, maggio 22, 2014

Socialnomics 2014, video da presentazione #strategiadigitale


Una delle cose che diciamo nel nostro libro (una banalità?) è che occorre rimanere aggiornati su quel che succede. Nel mondo. Nel mondo digitale. Sui mercati. Sui media.

In questo senso può essere utile darsi un'occhiata a questi 3 minuti circa di video, che contengono un po' di "ultime statistiche" sui Social e sul loro impatto sui mercati, sulle persone, su come viviamo.

Probabilmente tutte cose che chi legge questo post più o meno sa (magari una rinfrescatina ai numeri serve) ma che possono essere degli "eye opener" per Clienti e Prospect, o per alunni. Quindi condivido, sperando serva... :-)

Note:
Questo post è il secondo di una serie di contenuti di approfondimento legate al nostro libro (Strategia Digitale, il manuale) - riflessioni e approfondimenti - cose che dentro al libro per motivi di spazio non ci sono state o notizie/casi che illustrano bene cose di cui abbiamo parlato, idee che entrano nel discorso della strategia e del digitale.

Questi contenuti ( su base rigorosamente irregolare) saranno pubblicati sul blog di Giuliana e/o sul mio, e vastamente amplificati sui social, compresa la pagina Facebook
(www.facebook.com/StrategiaDigitale)
che stiamo costruendo - cui potete partecipare anche voi, se volete.
Questi contenuti saranno contraddistinti ovviamente, dall'hastah #strategiadigitale :-)

Messaggio promozionale: se siete interessati a comprare il manuale, cliccate sul banner in alto a destra o seguite questi link...

(Versione su carta) : Strategia digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media

(Versione digitale): 

Messaggio informativo: se non avete idea di cosa sia il nostro manuale di strategia digitale, siete arrivati qui per caso ma il tema vi interessa, ecco un link da cui avere ulteriori informazioni sulla nostra opera :

http://robertoventurini.blogspot.it/2014/04/e-finalmente-e-uscito-il-libro.html

lunedì, maggio 06, 2013

Pensiero profondo: troppo contenuto, e sempre di più. Morire di ipercontenutosi.

Ovvio.
Di marche / prodotti che abbiano cose serie e sensate da dire su se' stesse, ce n'è poche.

I Social e più in generale i media digitali si reggono sul paradigma del contenuto, specialmente adesso che tutti si sono buttati sulla barca dello storytelling.

Lo Storytelling come strategia va benissimo quando ci sono storie interessanti da raccontare.

Ma nella maggior parte dei casi, siamo lì a inventarci storie che non stanno in piedi e interessano poco - per riempire gli spazi che obbligatoriamente devono essere riempiti sui social - e per distrarre l'attenzione dal fatto che la marca prodotto / non ha nulla da dire, identificando territori da presidiare.

E quindi, dato che in genere ci sono anche pochi soldi e poca intelligenza dietro a questi prodotti, ci troviamo a fare il 34° oggetto social (blog, pagina FB...) su ...... (fill the dots, io non faccio esempi, per evitare che qualcuno pensi ce l'abbia specificamente con lui). Ma io per primo mi sono trovato a dover realizzare pagine, blog, siti, basati sul nulla. O sul già fatto da cento aziende prima.

Questa febbre di produrre contenuti inutili io la definisco ipercontenutosi. Ed è una delle cause scatenanti del "Chissenefrega effect". Tanta quantità, pochissima qualità.
Dove gli autori sono pagati a noccioline (si veda, uno fra i tanti, questo esempio)

Lo stesso discorso si potrebbe / dovrebbe fare pure sui libri: 64.000 titoli pubblicati all'anno in Italia, in un mercato dove oltre il 50% degli italiani non legge nemmeno un libro all'anno (ma poi lo lasciano votare lo stesso...)

Adesso, qualcuno più diligente di me ha fatto una seria analisi sulla proliferazione del contenuto. dei libri, delle foto, della spazzatura.

Dalla nascita della civiltà al 2003 sono stati creati, complessivamente, 5 Exabyte di contenuto.
Oggi, ogni giorno produciamo 2.5 Exabyte di contenuto *al giorno*.

Vi allego interessante Slideshare e, se avete tempo, il video in cui questa presentazione viene presentata e commentata. Notevole.

Non sono d'accordo su tutto, ma ci sono dei pensieri utili a tutti, specialmente a chi fa il planner, si interessa di strategia o semplicemente deve pensare a cose intelligenti.



2013/4 Brad Frost from CreativeMornings/PGH on Vimeo.

lunedì, settembre 21, 2009

Il mondo: 9000 Euro/anno per il content digitale

Time is money!
In un panorama dove la strada del pay per content (probabilmente cruciale per la sopravvivenza di molte testate) sembra passare per i micropagamenti, c'è chi persegue la strada dei macropagamenti - ovvero far pagare il content online un botto, ovvero Il Mondo, ovvero 9000 Euro l'anno.

Sapendo che l'abbonamento all'edizione cartacea costa 34 Euro, come si giustificano gli ottomilanovecento e rotti euro di differenza? Semplice: dando le notizie un giorno prima.

In effetti, una delle teorie del pay per content è proprio quella che per far pagare il contenuto bisogna dare un ottimo motivo per far tirare fuori i soldi per un qualcosa che non sia altrimenti disponibile, in modo comparabile, gratuitamente.

Il servizio di abbonamento premium prevede la fornitura di un pdf della rivista un giorno prima dell'uscita in edicola - dando quindi (idealmente) un vantaggio a quegli operatori professionali che fanno della tempestività un fattore critico del proprio business (ad es. nel mondo della finanza...) un pubblico disposto a pagare per sapere per primo per poter agire per primo.

A quanto riporta Affari Italiani, sarebbero già un centinaio gli abbonamenti sottoscritti (= 900K€...)

mercoledì, luglio 22, 2009

Vola il mobile, col suo potenziale di marketing

Una recente ricerca statunitense sull’uso dell’internet in mobilità conferma quello che si pensava: il futuro dell’editoria e del marketing dovrà proprio fare i conti con l’uso nomade della rete.

Secondo una ricerca di Universal McCann e AOL, oggi un 14% abbondante del consumo di media avviene attraverso strumenti mobili.

Per maggiori informazioni, leggete il mio pezzo della settimana su Apogeo...