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lunedì, marzo 14, 2016

Ancora preroll... geniali. Come farti vedere la pubblicità (Geico)


Io ho un grande rispetto per le campagne adv di Geico.

Un'azienda che sta riuscendo a usare le specificità del digitale in maniera intelligente.
E ad affrontare (direi brillantemente) la disaffezione verso la pubblicità.

In breve: Pre roll fulminanti, velocissimi. Che partono con la parte più "promozionale", il messaggio di marca, subito. Poi saltano alla fine dello spot, direttamente.


In teoria per permetterti di mollare la pubblicità al più presto e finalmente poter accedere al tuo video.

In pratica... beh, sono dei finail talmente fuori di testa - rispetto all'inizio dello spot -  che uno se li va a vedere, altro che saltarli.

Per riferimento, ricordo che Geico è la società assicurativa dietro ai famosi pre roll "unskippable" di cui avevamo parlato.

Comunque, ecco alcuni di questi spot:





mercoledì, marzo 09, 2016

Un genio (vero) del male: Hawking supercattivo per Jaguar :-)

Avere un testimonial è cosa abbastanza comune.

Avere un Premio Nobel e un genio come Stephen Hawking, non è cosa da tutti.

Specialmente se non si limita ad essere se' stesso, ma interpreta una parte.

Un genio. In questo caso, un genio del male :-)



E, solo su Facebook, un video con 806.000 visualizzazioni
Ecco il video:



(A parte la presenza dell'eminente dottore, non un gran che di spot, diciamocelo, nulla di memorabile. In effetti, il punto di interesse è che si tratta più un'operazione di PR che una grande campagna pubblicitaria)

Comunque, una netta evoluzione rispetto allo spot in cui il professore faceva una rapida comparsata nel 2015:


giovedì, marzo 03, 2016

Finalmente un pre roll che non ci … (ed è giocabile - Mountain Dew)


Diciamocelo: i pre roll sono una discreta seccatura. E qui ci sarebbe da aprire l’infinito scatolone dell’advertising online, degli adblocker e quant’altro.

D’altra parte, uno dei fattori per la disaffezione verso la pubblicità è vecchio come il mondo: non è che a priori si sia contro l’advertising: siamo contro le rotture di scatole, i contenuti “pushati” che non ci interessano, l’interruption marketing che non ci da’ valore.


Di qui lo sforzo, da parte delle marche più smart, di trovare nuove forme di adv (ricordate il caso dell’annuncio "unskippable" dell'assicurazione?)

Questa volta è il caso di Mountain Dew, nota bevanda. Che si inventato un pre roll giocabile, in pieno stile videogame vintage.

Molto godibile, realizzazione tecnicamente molto intelligente nella sua semplcità. E risultati decisamente apprezzabili.


Ecco la video case history:


venerdì, novembre 27, 2015

Genio. Real Time Marketing... e pensiline massaggianti :-) Da KitKat


Post leggerino del venerdì.

Una bella fusione tra i social (nel senso del Real Time marketing) e del pensilinavertising.

Il concept: se sei stressato, fai un break.
La Brand Utility: se sei stressato, ti faccio rilassare. Con un poster che ti massaggia.


Anzi, sarò proattivo: ti identifico io, come un essere umano stressato, nella zona in cui opero (Bogotà). E poi...

Insomma, guardate il video:


mercoledì, novembre 25, 2015

Brillante: un modo nuovo di fare gli annunci "pre roll" su YouTube :-) Burger King

Ammettiamolo. Gli annunci pre roll su Youtube tendono ad essere una seccatura. 

Anche perché, contravvenendo a tutto quello che ci diciamo da 20 anni, mi sembrano molto "casuali" e non contestuali.

Interruption marketing (e amen, lo posso anche capire) ma veramente poco affine ai miei interessi, ai miei bisogni.

Questo è vero abbastanza in generale - e di qui il successo degli Adblocker (su cui prima o poi bisognerà che scriva qualche riga...)

Burger King però, cogliendo l'insight che i pre roll sono spesso un'epica rottura di scatole, ha realizzato degli annunci pensati apposta per precedere uno specifico video :-) E quindi molto contestuali e perfino divertenti.

64 soggetti per 64 video che si sapevano di grande pubblico.
L'idea è buona - l'esecuzione un po' povera... ma comunque poi alla fine uno l'informazione della promo finisce che se la sorbisce, quindi obiettivo raggiunto...

Un modo spiritoso e smart di scherzare con il pubblico. In maniera intelligente, cosa che al brand non fa mai male :-)
Guardatevi il video.



Da leggere, sempre su tema di idee smart per farguardarl ala propria pubblicità:
http://robertoventurini.blogspot.it/2015/09/per-sfruttare-lautoplay-video-di.html

lunedì, agosto 24, 2015

Un annuncio stampa così interattivo che lo puoi struccare :-)

Buongiorno a tutti, dopo la pausa estiva i miei blog ripartono; e ricomincio, in questo blog a raccontarvi brillanti case history di comunicazione e a dare degli insight strategici, degli spunti di riflessione, degli approfondimenti sul libro*

Per ricominciare in maniera leggera e facile, ecco un bellissimo esempio di pubblicità interattiva.

La creatività

Mettere alla prova il prodotto. 
Una salviettina struccante di Neutrogena.
Struccando il volto della persona in copertina, con il campione allegato...

Le riflessioni strategiche

Due commenti: dal punto di vista della strategia di comunicazione è ovvio che non c'è nulla di meglio che fare engagement, far usare e provare il prodotto, farlo toccare con mano. La comunicazione funziona molto di più (e per "funziona" intendo dire che fa vendere di più).

Dal punto di vista della efficienza economica, è chiaro che il costo di realizzare una tale campagna probabilmente non sarebbe giustificato. Certo, fa vendere di più... ma abbastanza da giustificare l'investimento e generare un profitto?
Qui entrano in gioco due considerazioni. La prima è che in realtà, più che di advertising si tratta di PR. Di creare buzz. Di generare conversazioni e publicity, esposizioni gratuite sui media in rete, sui social, attraverso una brillante idea di comunicazione, che funge da pretesto.

La seconda considerazione è che bisognerebbe capire in  quante copie è stata prodotta la rivista con la copertina struccabile. 

Sì, perché non è un caso del tutto infrequente (;-) che le agenzia producano brillantissime idee (insostenibili dal punto di vista economico, se fatte "sul serio") in tiratura unica, al solo scopo di poterle presentare ai premi creativi e vincere una qualche statuetta o diploma che fa bene all'ego dei creativi e fa fine appeso ai muri delle sale riunioni :-)


* vedi: Strategia Digitale (il manuale) 

lunedì, giugno 29, 2015

ROI più alto del 49% se investi sulla marca... (vs spingere in adv e basta :-)


Segnalo una ricerca piuttosto interessante, che ripropone verità che gli addetti ai lavori hanno da tempo già metabolizzato - ma che in certi casi sono poco capite da manager caricati a molla sul vendere a tutti i costi e subito (e, complice la crisi, li si può anche capire).

Allora, il titolone ad effetto è: "Un forte branding genera un ROI più alto del 49% rispetto a fare solo un forte advertising".

E, diciamocelo onestamente, messa così non è che significhi moltissimo :-) Ma sull'anatomia dei titoli ne disquisiamo un'altra volta.

La ricerca si chiama ‘The Brand Value Growth Matrix’ ed è un prodotto di Millward Brown, BrandZ e altri.

Il succo del discorso è che lo studio ha rivelato che c'è una fortissima differenza tra "spingere" in pubblicità e basta (ad esempio promozioni, hard selling etc...) e investire su una chiara identità di marca, una chiara business proposition... insomma, fare branding.

Insomma, gettare soldi verso i media rispetto ad avere una strategia, che metta la marca al centro :-)

Anche perché (mio commento) l'adv pressante, il bisogno di fare hard selling certamente è comprensibile... ma rischiamo di trovarci un ROI troppo basso, una marca a pezzi, che le persone non capiscono e non amano più, un business che riesce a vendere solo quando siamo in campagna e in taglio prezzo... mentre altri concorrenti possono spendere molto meno, perché sono una marca amata e interiorizzata :-)





















In sostanza i dati dimostrano una cosa molto semplice... "La pubblicità, da sola, insufficiente ed inefficiente - necessita essere sostenuta da una piattaforma strategica ampia e profonda"

Qualche numero: la crescita del valore della marca, a fronte di attività intense di advertising dove il branding non è forte, è del 27%; dove invece il brand è robusto e sostenuto e al contepo lo è anche l'advertising, la crescita di valore è del 168%. Se invece l'adv non è forte ma il brand è forte, si registra comunque una crescita del 76% 

I dati emergono dall'analisi condotta su 100 importanti aziende su un periodo di 10 anni, lavorando sulla 'Brand Value Growth Matrix'.

Per i dettagli, vi rimando alla pagina della ricerca... The Brand Value Growth Matrix’

venerdì, marzo 13, 2015

ROFL - l'adv "unskippable" su YouTube. Genio.

Buon venerdì 13 :-)

Non parlo spesso di pubblicità - anche se è un mio vecchio amore e il mondo dove ho passato troppi anni a lavorare prima di innamorarmi del digitale (e sono quasi 20 anni, che "faccio Internet" :-)

Questo caso però è da raccontare, perchè c'è strategia e creatività.

Breve: tutti quanti siamo più o meno scocciati dagli annunci preroll su YouTube (anche perché spesso sono annunci che non ci interessano... e qui l'annoso tema della personalizzazione della pubblicità, del portarti davanti agli occhi l'annuncio che non skipperai perché è la cosa giusta al momento giusto... ma questo è un altro tema).

Insomma, non vediamo l'ora che passino i 5 secondi per skippare l'annuncio, confessiamolo.

Paretendo da questo insight, GEICO ha realizzato un spot YouTube skippabile... ma che non hai bisogno di skippare. Perchè in 5 secondi ha già passato il messaggio (e questa è una practice da imparare). E gli altri lunghi secondi li dedica invece... beh, se volete saperlo guardate il video. Almeno per qualche secondo :-))

Diseducativo.

Su youtube trovate facilmente gli altri episodi, sempre basati sullo stesso concetto :-)

martedì, giugno 24, 2014

Oreo Investirà 50% del budget in ADV Digitale (100 milioni di $?)


Oreo, la potenza mondiale del biscotto, praticamente un'icona culturale, spende nel mondo qualcosa come 200 milioni di dollari l'anno, nel mondo, in spese di marketing.

Il fonte di sviluppo della loro comunicazione del futuro appare essere fortemente orientato all'acquisto di spazi video online, molto probabilmente a scapito della TV "tradizionale".

Normalmente non mi occupo di adv e ancora meno di media sul mio blog; ma spostamenti di budget di questo tipo, se generalizzati, fanno nascere nuovi power player (o nuovi intermediari potenti) e vanno a scardinare lo scenario radio-televisivo...

Ed è interessante che (ovviamente) non si tratterà di pianificazioni fatte a mano ma di programmatic buying, ovvero di sistemi automatizzati di pianificazione... insomma sono i computer (o  gli alieni, o il Nuovo Ordine Mondiale, a seconda del vostro complotto preferito) a decidere quale pubblicità dobbiamo vedere on line - e non esseri umani senzienti. In un modello che ricorda più il trading azionario che le forme classiche di pianificazione media.


Insomma, questo articoletto di Adweek è da leggere: 

ma anche questo:

mercoledì, giugno 04, 2014

Beck's - il primo poster suonabile


Classico esempio di Geek Advertising

Il primo poster suonabile, piazzato in Nuova Zelanda - all'interno di un progetto definito il "mese della musica" - tema che la nota birra sta cavalcando seriamente nel paese australe, sostenendo il lavoro di band emergenti locali.

Il poster.. beh, è touch sensitive, e lo potete far suonare i brani delle band selezionate come più interessanti .

Se guardate i video capite subito tutto :-)

Twitter: #playablePosters




mercoledì, maggio 28, 2014

#strategiadigitale - User Generated Marketing: cos'è e riflessioni. Approfondimento del manuale



Nel capitolo 10, a pagina 145, accenniamo allo User Generated Marketing; poi anche per questioni di spazio non approfondiamo il tema. Approfitto allora del  mio blog per fare qui questo approfondimento, riprendendo discorsi che avevo già fatto in passato...

Si definisce User Generated Content, in termini letterali, l'insieme di tutti quei contenuti che sono creati dagli utenti e in un qualche modo messi a disposizione dell'azienda. Quei contenuti che le persone sviluppano, spontaneamente, per farsi ambassadors, evangelisti, per testimoniare il proprio amore per noi.

Questo, almeno, in teoria. Nella visione più alta. Che dovrebbe più correttamente essere chiamata User Generated Marketing. Marketing fatto per conto nostro, a nostro favore. Spontaneamente o a seguito di nostri stimoli.

Nella pratica del lavoro della comunicazione, si è in realtà trasformato in una strategia / tattica che chiede, stimola le persone a svolgere contenuto a nostro favore. Si chiede di applicarsi ad attività di questo genere:
- sviluppo di innovazioni di design, addobbo
modifica dei nostri prodotti, con elaborazioni di tipo grafico o suggerimenti sotto forma di testi
- invio di foto o filmati che mostrano come il nostro prodotto viene usato, anche in contesti inconsueti
- redazione di storie basate sui nostri prodotti e di come i nostri prodotti influiscono sulla vita dei nostri utenti
- invenzione di materiali di comunicazione per i nostri prodotti (ad esempio, questo)
- composizione di musiche o altre opere dell'ingegno ispirate dai nostri prodotti...

Non necessariamente perché ci amano; più spesso perché c'è una qualche forma di remunerazione, un concorso, un benefit. Come in questo esempio.

Va detto che negli ultimi anni la gente sembra essersi un po' stancata di sviluppare content per conto nostro (con notevolissime eccezioni). Si sono viste molte operazioni (tipicamente scrivi un racconto, manda una foto o un video) che sono andate quasi deserte. Troppo complesso, troppo impegnativo per un utenza superficiale, specialmente se non emotivamente coinvolta con la marca o motivata in altri modi.

La partecipazione spontanea può essere molto forte in quei casi, come Fiat 500, dove c'è un forte coinvolgimento emotivo con la marca o il prodotto, attesa, amore e passione per la marca, stima per l'azienda, identificazione del ruolo dell'utente (se' stesso) con quello di un esperto, di uno più avanti o intelligente perché ha saputo scegliere il prodotto giusto e intende far sapere a tutto il mondo quanto sia in gamba.

Questi casi non sono però purtroppo universali, e nella maggior parte dei casi il trasporto emotivo verso il nostro prodotto è modesto.

In alcuni (rari) casi di successo, si è riusciti anche a coinvolgere le persone in progetti di comunicazione - non tanto chiedendo loro di realizzare in outsourcing (a costi zero o comunque fuori mercato) proposte di campagne; quanto offrendo loro modo di partecipare con un loro contributo personale, come in questo caso di Toshiba + Intel.

Se invece ci amano, dobbiamo tenere conto che uno degli aspetti più interessanti portati dalla rivoluzione digitale è che la "ownership" di una marca può scappare dalle mani dell'azienda. E finire nelle mani delle persone, che la reinterpretano a piacimento - a volte lungo linee in collisione con l'impianto strategico che l'azienda si è data. Come racconto in questo mio post.

Un altro esempio, sul fronte spontaneo, è Ikea Hacker. In estrema sintesi è un blog in cui un certo numero di geni e di folli condivide col mondo quello che è riuscito a fare "hackerando" i prodotti Ikea, prendendo un pezzo pensato per un certo uso e scopo e trasformandolo, modificandolo, rivoluzionandolo. Condividendo poi il tutto con la comunità. 

Qui c'è gente che si appropria di un prodotto e lo reinterpreta. Che fa del marketing autogenerato per Ikea e lo diffonde - in maniera incontrollabile per l'azienda. Con tutte le opportunità e i rischi del caso.





venerdì, marzo 14, 2014

Apperò - la Gamification del Dating :-)

Dating, acchiappo... si potrebbe pensare che fossero attività già abbastanza ludiche di per se' :-)

Ma c'è chi ha individuato un'opportunità di differenziazione nell'affollato mercato dei servizi di accoppiamento dei profili - trovandosi un posizionamento unico e distintivo. E magari anche efficace.

Incrociando "Dating" e "Gaming" si ottiene il "Daming" o almeno è quello che sostiene PlayMe! (http://goplayme.com/)

In sintesi, la faccenda funziona così: dall'app e connettendosi a Facebook si settano un po' di filtri in modo da vedere solo profili vagamente affini ai propri gusti e desideri. A questo punto, se un profilo ci sembra interessante, possiamo fare un piccolo gioco.

Veniamo infatti sottoposti ad una serie di piccole domande, basate sui gusti della persona di cui stiamo vedendo il profilo. Domande generate automaticamente dall'app.

Se riusciamo a totalizzare un punteggio minimo, invece di sbloccare il solito badge, sblocchiamo la possibilità di poter mandare un messaggio alla persona che ci ha interessato.

Da lì in poi, se son rose fioriranno.

Furbo il modello di business.
Se canni le risposte, può riprovarci gratuitamente - ma con dei limiti (sostanzialmente deve aspettare per riprovarci). Altrimenti, se proprio uno ha fretta.. beh, può spendere un po' di soldi per facilitare e velocizzare il processo.

Guardatevi il video, che spiega bene :-)  


giovedì, marzo 13, 2014

Twitter lancia la settimana dei musei. Pregevole.

Twitter ha annunciato il lancio della settimana dei musei europei, dal 24 al 30 Marzo: #museumweek

L'iniziativa ha suscitato molto interesse anche da parte di musei di molte nazioni, tra cui l'Italia (ecco la lista aggiornata: https://twitter.com/TwitterItalia/museumweek/members)

L'idea è di usare Twitter per affrontare ogni giorno una tematica differente.

Una bella idea, per usare i media digitali per aiutare a diffondere la cultura (che come sapete, nel nostro paese scarseggia un bel po'...)

Approfondimento sul blog di Twitter : https://blog.twitter.com/it/2014/museumweek


Ecco un copia/incolla dal blog di Twitter

Per celebrare la ricchezza dei contenuti culturali attraverso Twitter, e dar vita a un’esperienza unica e coinvolgente che riunisca gli appassionati d’arte provenienti da tutta Europa, è nata la prima #MuseumWeek, la settimana dei musei su Twitter, che avrà luogo dal 24 al 30 marzo 2014.

La #MuseumWeek connetterà direttamente le persone con le strutture museali, con le opere d’arte, con la storia e le scienze, in un modo nuovo e interattivo, consentendo un accesso diretto ad alcuni fra i principali musei d’Europa e alle persone dietro a queste realtà. Oltre a interagire e coinvolgere i follower, la #MuseumWeek fornirà alle istituzioni partecipanti tutti gli strumenti necessari per raggiungere un nuovo pubblico e prendere parte a una conversazione ben più ampia.
La settimana si articolerà in diverse giornate a tema finalizzate a indirizzare la conversazione, che tutti saranno in grado di seguire attraverso l’hashtag#MuseumWeek. In Italia parteciperanno diversi musei tra cui il Sistema Museale di Roma Capitale (@MuseiInComune), il Museo del Novecento (@museodel900), il Museo delle Scienze di Trento (@MUSE_Trento) e Palazzo Madama di Torino (@palazzomadamato).

Altri approfondimenti:

http://techcrunch.com/2014/03/10/twitter-teams-up-with-galleries-in-museumweek-to-push-its-cred-with-culture-vultures/

martedì, marzo 11, 2014

LOL Genio! Twitter: la guerra tra Warner e Oasis: questa è Sparta!

Bella, bella idea. Divertente. Intelligente (nel meccanismo e nell'idea).

A quanto pare, su Twitter, Oasis (bevanda alla frutta) ha osato sfruttare l'iconografia di 300 (il film) per pubblicizzare il proprio prodotto. Con del bel materiale grafico.

E allora Warner Bros, quella del film, ha risposto sullo stesso tono, con una contro vignetta che minacciava Oasis per essersi permessa di citare i manifesti del film. E Oasis ha risposto, improvvisando un' altra vignetta e così via. Una vera guerra tra Sparta e Atene, in qualche modo.

Apparerntemente un capolavoro di real time Marketing.

In realtà IMHO (perché a me Oasis non me la da' a bere :-)) si tratta - ed è perfino più bella - di un'azione di marketing concertata ex ante e messa in scena celebrando questo teatrino di botta e risposta, sicuramente innovativo nel suo complesso e nella sua qualità.

Interessante come operazione di comarketing. E come esempio della potenza delle immagini anche su Twitter.

Se invece davvero è una roba improvvisata, complimenti per la reattività, visto che da noi botta e risposta non si sarebbe consumata nel giro dei minuti necessari, ma nel giro di giorni - sufficienti a non fare innescare il successo di una comunicazione così unconventional.

Guardatevi la sequenza di tweet qui sotto. (Sorry, in francese ma dai, ce la potete fare, anche se ci sono dei giochi di parole sulla pera - poire etc.)







mercoledì, settembre 18, 2013

Pubblicità con gli attributi. (Quasi) Epico. Nike, advertising.

E poi ogni tanto ci ricordano che la pubblicità ha ancora molto da dire.
Ha ancora molte storie da raccontare. Emozioni da far provare.
Come in questo film, di Nike. Possibilities.
Advertising con i controcosi.


lunedì, agosto 26, 2013

Il ritorno della TV (e non solo in UK); i teen escono dalle stanze e tornano in salotto


Una delle tante bufale ideologiche scatenate dall'arrivo di Internet, che per molti anni ci sono state rifilate da giornalisti di serie C, digital ideologi e web-people non credenti all'utilità dei numeri per capire la realtà, mostra sempre di più le sue crepe.

Sto parlando del fenomeno "Internet uccide la TV". E, se volete, del più recente "La TV resta il mezzo principale ma non la guarderemo più sui televisori ma solo su altri device (mobili)"

TV e Web si sono rivelate cose diverse, usate in modo diverso per fare cose diverse. Anche se spesso... contemporaneamente. 

Il fenomeno che infatti si vede bene, è l'uso contemporaneo di attività web mentre si è davanti alla TV;  per amplificare ed arricchire la fruizione del programma TV (tenete duro, tra un po' ricomincia X-Factor e ci scateneremo su Twitter) o per fare altro - socializzare ad esempio - mentre si tiene la TV in sottofondo.

La cosa non è solo italiana: colgo l'occasione di questo report di Ofcom (UK) che dice che le famiglie inglesi, mai come oggi, hanno guardato la TV insieme, ma...

Communications regulator Ofcom said 91% of adults watched their main TV set once a week - up from 88% in 2002 - but their attention may be distracted.

It said the popularity of smartphones and tablets was taking teens out of bedrooms back into family rooms.

(fonte: http://www.bbc.co.uk/news/technology-23521277 è interessante. Potete anche leggere questo: 

The average UK household owns more than three devices capable of connecting to the internet, with one in five homes having more than six.

In contrast to the proliferation of mobile devices, the number of televisions we own is steadily decreasing.

Trovo significativo il fenomeno di riunione della famiglia, con i teens che ritornano al salotto per condividere programmi televisivi coi genitori.

Per l'Italia mi limito a ricitare questo articolo di Nielsen: 

Il consumatore a 360°: cosa ama guardare e cosa preferisce acquistare? 
con un aumento delle audience TV del 17% nel 2012 (complice la crisi e il calo di reddito disponibile...)


Insomma, con la TV dovremo farci ancora i conti per un bel po'. 

Anche sul grande schermo di casa, nn solo su tablet e smartphone. 

E quando arriverà il tanto atteso miglioramento della situazione economica, dovremo farci i conti anche in termini di investimenti in comunicazione - vedi alla voce (il tanto vituperato) TV advertising... 

Anche se ormai i buoi sono scappati dalla stalla e digital e social hanno preso una vita propria, anche se lo spostamento dei budget (spesso per puro opportunismo economico) ha creato dei nuovi modelli di comunicazione... niente sarà più come prima, ma è da pazzi pensare che a fronte di una crescita degli occhi parcheggiati davanti alla TV il mezzo venga abbandonato dagli inserzionisti.

Si potrebbe rispondere: guardano la TV, ma non la pubblicità, che non funziona più.
Beh, su questo fronte le (grandi) aziende non sono sceme ed hanno un'esperienza consolidata di decenni di analisi e pianificazione.

Nel momento in cui davvero si vedesse una totale inefficienza economica dell'adv TV, il problema si risolverebbe da solo, con la morte della TV generalista. E per vedere un po' di televisione, non ci resterebbe che passare a pagamento, con Sky o con Premium, pagando tariffe ben più alte delle attuali, se venisse a mancare il sussidio degli inserzionisti al nostro divertimento, alla nostra informazione televisiva.

lunedì, giugno 17, 2013

Inaudito: il videogame che si gioca col Chewingum :-)


Mandante: il chewing-gum Trident.

Il Riferimento: Guitar Hero

A Puerto rico. Installazione di una postazione di videogioco in un grande centro commerciale.
Per giocare: ci si infila un caschetto e si inizia a masticare una gomma Trident.
Sul grande schermo parte un video musicale. E si deve andare a ritmo... con la masticazione.
Il caschetto coglie i segnali dalla mascella e permette di interagire con l'azione.

Risutato: un sacco di gente con l'aria un po' tonta nel ruminare a ritmo.
E 15.000 giocatori "ingaggiati" in una settimana, un vasto buzz e un 18% di crescita delle vendite del prodotto.

Ecco il video:


Trident Jam Case Study from BAD on Vimeo.


giovedì, giugno 13, 2013

Bellissimo:il video lo crea la bici

Ho trovato questo molto divertente e molto impattante.

Un new media: la ruota della bicicletta che crea dei video pubblicitari (o dei loghi, o delle immagini...)  che si fanno vedere moltissimo anche nell'affollato panorama pubblicitario delle nostre metropoli.

Insomma, guardate il video, merita :-)




Copio e incollo dalla press release per approfondimenti:

Project your brand from bicycle wheels using video and images. Stationary, on stands in specific locations or running in motion along routes of your choice, our fleet of ice-white bicycles fascinate passers-by with your projected video/images. 

Our technology allows you to project your message from the wheels of dozens of ice-white bicycles traveling along streets of your choice or from a fleet of bicycles on stands in the busiest areas. Our staff riders can wear clothing of your design and distribute flyers. Our campaigns are ideal for a range of marketing objectives, including store openings, VIP/PR events, festivals, city events and product launches to name just a few possibilities.

We offer an all-inclusive service: 1) Expert video/image design, formatting and development using images and videos you supply yourself or design from scratch; 2) Route planning for maximum in-motion exposure; 3) Planning for stationary exposure; 4) Staffing, training and uniforms for public engagement. 

mercoledì, giugno 05, 2013

Bravissimi: la pubblicità dell'agenzia di pubblicità


Di norma, le agenzie di pubblicità sono assolutamente incapaci di farsi una pubblicità vagamente decente.

Fanno spesso eccezione le agenzie giovani (anche perché, in genere, hanno pochi clienti e tanto tempo / fame / bisogno di strizzarsi il cervello per emergere).

Ottimo esempio il video di questa agenzia canadese.

Parte lento e apparentemente scontato, ma tenete duro fino a dopo la prima metà. E anche se è in francese tenete duro, che l'idea si capisce comunque :-)

 Idea semplice ma geniale e ottima esecuzione.