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lunedì, settembre 22, 2014

Grandi. Sul sito di incontri (Tinder) ... adotta un cane :-)

Grande pensiero laterale, bel pensiero strategico.

In fondo se uno va su un sito per cuori solitari, sia che cerchi l'anima gemella sia che cerchi un one night stand, qualcuno direbbe che sta cercando di riempire un vuoto esistenziale.

Che potrebbe essere riempito anche da un cane.

Quindi, perché non usare Tinder (una delle killer app del settore, con 10 milioni di utenti) inserendo profili non di persone ma di cani, con caratteristiche che possano "mecciare" (come direbbe il milanese imbruttito) quelle dei single che cercano un partner?

In fondo si tratta di una proposta alternativa...

L'idea è stata messa in pratica da almeno un paio di associazioni: www.rosieanimaladoption.ca/ e  socialteesnyc.org (se fossi in Tinder comunque sarei tentato di tirar giù quei profili - per evitare che dopo i vari canili e gattili entrino a gamba tesa le aziende multinazionali - magari inserendo profili di auto, detersivi, condimenti e cibi pronti e rompano il giocattolo del match-making ;-)

I video:




Approfondimento: 

sabato, maggio 24, 2014

Riassunto settimanale del mio blog (+ immagini gratis del Metropolitan Museum)


Eccoci di nuovo con il riassunto del mio blog, raggruppando i post di questa settimana, così se vi siete persi qualcosa potete eventualmente recuperare :-)

Enjoy.

Socialnomics 2014, video da presentazione #strategiadigitale

Il finto sito porno di Oasis :-)


Nota: prosegue la tradizione di usare immagini che non c'entrano nulla con il post, nelle pubblicazioni del sabato - scegliendo immagini che mi piacciono e basta. Questa volta però ne approfitto per segnalare la lodevole iniziativa del Metropolitan Museum :

http://www.metmuseum.org/about-the-museum/press-room/news/2014/oasc-access

http://www.ibtimes.com/metropolitan-museum-art-offers-400000-works-art-free-high-res-download-1587265

"the Metropolitan Museum in New York just made 394,000 images available and the site promptly crashed within hours from the heavy demand"




venerdì, maggio 23, 2014

Il finto sito porno di Oasis :-)

Post leggerino del venerdì :-)

Quando si ha poco da dire sul prodotto (in questo caso, Oasis - una bevanda al gusto frutta), per comunicare si vanno a cercare mondi, riferimenti, emozioni.

Insomma, ci si inventa quel qualcosa che il prodotto non ha o non può avere.

Qualche volta ci si sfoga sulla pura creatività, sull'ideona.


Come questa: un clone di Youporn



Fatevi quattro risate in questo post da venerdì e andate a farvi un giro sul sito :-)

( e speriamo che Google tra un po' non venga a rompermi i maroni dicendo che ho messo del contenuto erotico in un blog che non è registrato come per adulti...)

Va poi detto che Oasis ha una lunghissima tradizione di comunicazione un po' fuori di testa... (ricordo la recente operazione "spartana" su Twitter, la satira cinematografica-marveliana con Citronman...)

venerdì, marzo 14, 2014

Apperò - la Gamification del Dating :-)

Dating, acchiappo... si potrebbe pensare che fossero attività già abbastanza ludiche di per se' :-)

Ma c'è chi ha individuato un'opportunità di differenziazione nell'affollato mercato dei servizi di accoppiamento dei profili - trovandosi un posizionamento unico e distintivo. E magari anche efficace.

Incrociando "Dating" e "Gaming" si ottiene il "Daming" o almeno è quello che sostiene PlayMe! (http://goplayme.com/)

In sintesi, la faccenda funziona così: dall'app e connettendosi a Facebook si settano un po' di filtri in modo da vedere solo profili vagamente affini ai propri gusti e desideri. A questo punto, se un profilo ci sembra interessante, possiamo fare un piccolo gioco.

Veniamo infatti sottoposti ad una serie di piccole domande, basate sui gusti della persona di cui stiamo vedendo il profilo. Domande generate automaticamente dall'app.

Se riusciamo a totalizzare un punteggio minimo, invece di sbloccare il solito badge, sblocchiamo la possibilità di poter mandare un messaggio alla persona che ci ha interessato.

Da lì in poi, se son rose fioriranno.

Furbo il modello di business.
Se canni le risposte, può riprovarci gratuitamente - ma con dei limiti (sostanzialmente deve aspettare per riprovarci). Altrimenti, se proprio uno ha fretta.. beh, può spendere un po' di soldi per facilitare e velocizzare il processo.

Guardatevi il video, che spiega bene :-)  


giovedì, luglio 11, 2013

Geniale: Il sito più profondo del mondo.


Acqua minerale Georgiana.

Scrolla,scrolla, ti porta a 8000 metri di profondità... scrollando per ore e ore e ore... (in un minuto sono andato giù di 25 metri, fate un po' voi...)

Affascinante vedere di prima mano gli strati e le composizioni del nostro bel pianeta, sino ad arrivare alle viscere della Terra da cui nasce questa pregiata minerale ... :-)

http://thedeepestsite.com
(fa caldo, quindi questa settimana sovrabbondanza di post leggerini).

Guardatevi il video:


Borjomi "The World's Deepest Website" from Will Rust on Vimeo.

lunedì, marzo 25, 2013

Da vedere: Innovativo sito di viaggi


Da quanto tempo non parlavo di siti... eppure una volta erano tutto (o quasi) quello che potevamo fare. 

Adesso sono caduti un po' nel dimenticatoio - eppure sono un pezzo fondamentale nel processo di conversione delle persone.

Fatevi un giro su  escapeflight.com/: questi secondo me hanno trovato un approccio molto interessante per vendere viaggi mirati sul weekend. 

Riducendo il casino al minimo, essendo propositivi, con una grande attenzione alla grafica e all'aspetto comunicativo / persuasivo delle schermate.

Un sito decisamente migliore e più persuasivo di tantissimi altri che cercano di rifilarmi voli...


Notevole.




We call it Escape Flight

IT'S A FREE SERVICE THAT HAS BEEN SPECIFICALLY DESIGNED FOR PEOPLE IN BIG CITIES, WHO NEED A LAST-MINUTE WEEKEND GETAWAY, BUT CAN'T AFFORD TO DO ALL THE GROUND WORK THEMSELVES.
We have created a one-stop, travel-agent-defying algorithm that considers; your personal interests, the weather, your preferred airport, flight times, potential destinations (...including how easy they are to reach), even if there is an event on you might like, and of course not forgetting the cost.

giovedì, marzo 14, 2013

Una Startup che ritira i pacchi al posto tuo :-)



A mio giudizio questa iniziativa merita di essere segnalata.

Nasce IndaBox, (www.indabox.it) una rete di Bar presso i quali è possibile far spedire i propri acquisti, con un semplice click.

Il concetto è antico, ricordo che ne ho scritto molti, molti anni fa, diciamo agli albori dell’ecommerce.

Secondo me resta valido: non sarà l’ostacolo maggiore alla diffusione dell’ecommerce in Italia, ma il problema esiste. Molti di noi non hanno un portinaio, sono sempre fuori casa, in ufficio non possono farsi recapitare pacchi personali.

Vi allego sintesi della press release, che spiega bene il progetto… in bocca al lupo, speriamo che funzioni :-)

" E’ nato pochi giorni fa, dall’idea di tre giovani imprenditori torinesi, il nuovo sito www.indabox.it: un servizio che semplifica la vita di chi acquista prodotti su internet ma che non ha un luogo comodo dove far consegnare la merce.

Da questa esigenza nasce IndaBox, una rete di Bar presso i quali è possibile far spedire i propri acquisti, con un semplice click. I Bar sono infatti la tipologia di impresa più diffusa sul territorio nazionale, il che consente di realizzare una rete davvero capillare, facendo sì che ogni utente possa trovare un Bar comodo presso il quale far spedire i propri acquisti.

Inizialmente disponibile solo a Torino, il servizio è arrivato anche a Milano e si apre a tutto il territorio nazionale. Tutti i altri bar sul territorio italiano che sono interessati ad offrire ai clienti questo servizio, possono aderire direttamente on-line, in modo semplice e chiaro.

Come funziona Indabox? Semplice!

- Si cerca un Bar: visitando il sito http://www.indabox.it , si può trovare l'elenco dei Bar che hanno aderito al servizio e che sono quindi disponibili a ricevere spedizioni; è possibile trovare il Bar più comodo, magari vicino a casa oppure al luogo di lavoro, grazie alla mappa disponibile sul sito.

- Si compra online: una volta scelto il Bar, si può procedere ad acquistare on-line come si è sempre fatto, su qualsiasi sito di e-commerce. Per utilizzare il servizio basterà specificare al venditore, in fase di ordinazione, che l'indirizzo presso il quale consegnare la merce è quello del Bar scelto.

- Si segnala la spedizione: dopo aver ordinato, con un semplice click su indabox.it si può avvertire il Bar che si sta facendo spedire qualcosa presso i suoi locali. In questo modo il Bar saprà che nei giorni seguenti arriverà il corriere per consegnare i prodotti.

- Si aspetta l'SMS: una volta che il corriere consegna i prodotti, il Bar invierà un SMS all'utente, avvisandolo che i prodotti sono pronti per la consegna.

Il servizio ha un costo di 3 euro."

Lo trovate anche su Facebook: https://www.facebook.com/indabox.it


mercoledì, novembre 28, 2012

La promozione del latte più fuori che c'è. Mooolto interessante.


Da vedere, è un bello spunto. Anzi andate subito a vederlo, non state a leggere quello che scrivo, interagite e capite tutto: http://www.scienceofimitationmilk.com/

Due parole comunque le spendo:

Gran bella operazione, bella realizzazione.

Un sito dedicato alla scienza dell'imitation milk.

Sito educativo, che spiega come sono fatti i latti senza latte, in modo semplice e accattivante (e questo interessa agli strateghi, ai planner), molto ben fatto dal punto di vista creativo e realizzativo (e questo interessa a tutti gli altri ;-). 

In teoria dovrebbe essere possibile controllare l'azione sul sito visto sul PC usando il cellulare come telecomando - altro aspetto interessante e da esplorare dal punto di vista delle interfacce, dell'engagement (o della complicazione).

Dico in teoria perché pur rispettando il mio smartphone le specifiche, a me non ha funzionato.

PS: ovviamente il committente dell'operazione è l'ente di promozione di latte, quello dell'ormai secolare e famosissimo Got Milk?

venerdì, luglio 27, 2012

L’importanza del brief (Articolo)

Se le aziende chiedono ad agenzie e consulenti di fare sempre di più con sempre di meno… allora le aziende devono fare la loro parte, per non trasformare un lavoro in una mission impossible.  

Elemento critico, specialmente in ambiti così complessi come la costruzione di operazione di comunicazione digitale che spesso richiedono declinazioni ricche e complesse, è la capacità di passare a chi ci deve lavorare un brief chiaro, coerente e completo.

Ne parlo:

- Nel mio nuovo articolo per Tech Economy, che potete leggere qui

- Riprendendo un vecchio articolo che va più nell'operativo, sul mio altro blog, e lo potete leggere qui.

Enjoy.

mercoledì, giugno 20, 2012

Musica per cucinare. Il burro e Last.fm.

Partnership tra il produttore di burro danese Lurpack e Last.fm negli UK.

Una stazione musicale in streaming (e fin qui...) con delle playlist (e fin qui...) ispirate alle ricette.

Musica per cucinare. 

Si inserisce il piatto che si intende preparare e quanto tempo si prevede durerà la preparazione; a quel punto parte, grazie alla superiore intelligenza del sito, la colonna sonora adeguata al cibo. E qui entra poi il know-how di Lurpack: il timer, i consigli.

L'idea in se' non mi sembra fortissima, ma da digital planner probabilmente avrei fatto fatica a trovarne una migliore, su un prodotto come il burro ;-)

Direi che moltissimo sta nell'esecuzione (e nella capacità di veicolazione di Last.fm, che è il player forte e può quindi promuovere Lurpack usando i proprio owned e Earned media).

ah, certo, il sito si chiama Foodbeats.com ma (per ovvi problemi - risparmiare sui diritti della musica), non è accessibile al di fuori dal Regno Unito. 

Btw: da notare la differenza abissale tra il sito UK e il sito italiano. Va detto che in Italia la loro quota di mercato deve essere molto contenuta, data l'abbondanza di ottimi prodotti nostrani, comunque mi sembra che siamo sotto al limite della decenza digitale ;-)

D'altra parte, se guardate il sito della loro nazione d'origine, la versione danese, vi rendete conto che è uguale a quella italiana... mentre gli inglesi, come al solito, sono un bel pezzo più avanti.

Ecco la schermata del sito inglese...


Meetserious: conoscere l'anima gemella in modalità "click and mortar"



Cominciamo col dire, a chi non conoscesse il termine "click and mortar", molto in voga qualche anno fa, che questo indica (grosso modo) un'operazione che inizia su Internet e finisce in un punto vendita fisico.

In questo caso si tratta di un sito di incontri centrato fortemente sul socializzare con le gambe sotto al tavolo, con di fronte buon vino e buon cibo: meetserious.com

Funziona così: ci si registra via web e si compila il profilo. Si sceglie, guardano i profili registrati, con chi ci piacerebbe andare a cena e si sceglie un ristorante. A questo punto, fra tutti quelli che si sono proposti, il sito seleziona 3 uomini e 3 donne, che avranno il piacere di condividere una cena ( a prezzi scontati).

Dopo di che, se son rose, fioriranno...


venerdì, aprile 27, 2012

Questo sito si naviga cantando !


Come meglio promuovere una scuola di musica che farti navigare il sito della scuola... cantando?

Per passare da un contenuto all'altro, si tratta di intonare la nota giusta. E magari rendersi conto che qualche lezione farebbe proprio bene ;-)

certo che da Siri in poi, l'interfaccia vocale è un'opzione su cui qualche ragionamento potrebbe essere il caso di farlo?




martedì, aprile 03, 2012

Ricerca scaricabile sui Social nel mondo: Wave 6

Per tutti i digital planner affamati di numeri (ma anche per tutti gli altri), segnalo la release della wave 6 della ricerca sul digitale di Universal Media, che potete scaricare qui.

Ci sono parecchie cose interessanti e anche qualche numero specifico per l'Italia e gli utenti italiani dei social.

Degno di nota il fenomeno di declino dei "brand site", la cui frequentazione declina, specialmente nei giovani.

Sarà perchè alle persone non interessano più le marche e ci cercano solo gli sconti? (è una componente, ci sono delle evidenze che lo provano).


Sarà perchè le marche stanno usando meglio i social per parlare con le persone, riducendo la necessità di andare sul sito?

Sarà perchè alle persone piace meno andare sui siti e ci vanno proprio solo per il pezzetto finale del ciclo d'acquisto - raccogliere dettagli e info propedeutici all'atto d'acquisto?

Ci sono poi parecchie altre cose degne di menzione - in primis il fatto che l'esperienza più forte che si può dare alle persone... è rispondere loro e risolvergli i problemi.

Già che ci siamo vi metto anche lo spottino della ricerca...


lunedì, dicembre 05, 2011

Sei chiavi per un sito mobile di successo

Nuova puntata del mio corso di marketing digitale per non esperti. Ospitato da Eurogroup.  

In questa edizione, si ragiona su Internet mobile, come fare un sito che funzioni: propongo sei chiavi importanti per orientare strategia ed esecuzione delle nostre attività mobili.

Internet Mobile rappresenterà, nel giro dei prossimi anni una parte importantissima del traffico totale sulla Rete, anzi probabilmente ci si collegherà più da mobile che da fisso, più da tablet e smartphone che da computer fissi. 

Sempre più persone stanno accedendo a Internet Mobile, anche grazie alla disponibilità di cellulari a costo contenuto, in grado di connettersi e di permettere di interagire sui Social Network, usare la posta e visitare i siti web. 

Questo fenomeno non potrà non avere conseguenze importanti per le aziende, nella misura in cui i clienti andranno a chiedere informazioni, a consultare siti da terminali mobili - dovendosi confrontare con siti che erano stati pensati per i PC e non per i piccoli schermi senza una tastiera comoda quanto quella di un notebook o di un desktop.  



E ora un breve messaggio commerciale ;-) No, scherzi a parte, dato che Eurogroup è lo sponsor di questo corso di marketing digitale / web marketing, mi sembra corretto postare ogni tanto qualche informazione su di loro...


A proposito di Eurogroup:

Attraverso i servizi di garanzia al credito di Eurofidi e le attività di consulenza aziendale di Eurocons, identifica un’offerta estesa e integrata di prodotti rivolti allo sviluppo delle piccole e medie imprese.
Obiettivo di Eurofidi, società consortile di garanzia collettiva fidi per azioni, è assicurare alle piccole e medie imprese un più ampio accesso al credito attraverso la concessione di garanzie. Per dimensioni, struttura e capacità di intervento, è tra le più grandi realtà di garanzia europee e rappresenta uno dei maggiori Confidi in Italia. In favore delle sue imprese socie, il sistema bancario ha complessivamente erogato finanziamenti per 6,6 miliardi di euro, (quasi 3 miliardi solamente nel 2010), con più di 3,7 miliardi di euro di garanzie rilasciate (1,6 miliardi nell’arco dello scorso anno).Eurocons, società consortile per la consulenza aziendale a responsabilità limitata, è una consulting per le Pmi, alle quali fornisce servizi ad alto valore aggiunto. Operativa dal 1994 con lo scopo di aiutare le imprese a sfruttare le agevolazioni finanziarie previste dalle leggi regionali, nazionali e comunitarie, negli anni successivi ha incrementato la sua gamma di attività. Oggi le principali aree sulla quali opera sono: finanza agevolata e internazionalizzazioneconsulenza gestionale ,sistemi per la qualitàfinanza straordinariaEurocons offre inoltre due specifiche attività di consulenza nel campo del risparmio energetico e dell’uso di fonti rinnovabili (con il prodotto “Energia") e della sicurezza in azienda (con il servizio “Sicurezza"). Al 31 dicembre 2010 Eurofidi ed Eurocons associavano in tutto oltre 46 mila impreseUn marchio di qualità per imprese di valoreIl marchio Eurogroup è stato creato nel 1999 per volontà di Finpiemonte, l'Istituto Finanziario della Regione Piemonte (oggi Finpiemonte Partecipazioni), per contraddistinguere l'offerta di servizi a favore delle Pmi di Eurofidi e di Eurocons. I due soggetti operativi hanno però una storia più articolata: Eurofidi è stato istituito nel 1979, mentre Eurocons inizia a operare nel 1994. Nel 2009, Eurocons ha dato vita a Euroenergy, società che ha l’obiettivo di fornire alle aziende di tutta Italia soluzioni impiantistiche “chiavi in mano” nel campo delle energie rinnovabili.Grazie allo sviluppo di una capillare rete di filiali (29 tra Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Toscana, Abruzzo e Lazio e un’operatività che abbraccia anche Valle d’Aosta e Molise), oggi Eurogroup è un marchio riconosciuto per prodotti di valore rivolti alle Pmi

venerdì, ottobre 14, 2011

Ma che bel modo di promuovere una città (Toronto :-)


Se vi occupate di turismo, questa la dovete vedere.
E' un lancio di qualche mese fa, ma mi sa che molti non l'hanno vista.

Toronto is trending è una bella idea. Invece del solito sito semistatico... beh, fateci un giro.
E' la città vista atraverso gli occhi dei suoi residenti.
E' un aggregatore di tweet. E' il polso della città.
E' una roba diversa.

Anche se continua ossessivamente a ripropormi quasi solo tweet su Le Miserables.
Però è bello. E mi ha fatto voglia di tornarci, a Toronto, che sono vent'anni che manco.

giovedì, settembre 29, 2011

USA: continua a crescere il tempo su Facebook

...e questi sono dati raccolti *prima* del recente rimaneggiamento di Facebook, quello con la Timeline - rimaneggiamento pensato proprio per aumentare la stickyness (e quindi il tempo passato sul sito).

Ovviamente poi da capire la correlazione tra tempo speso su Facebook e profitti generati, ma è ragionevole pensare che ci sia. Sarebbe interessante avere (credo sia impossibile) un indice di redditività - tipo revenue per minuto di permanenza, comparata tra Facebook e Google.

Ma lo so, queste sono un po' pippe da Digital Planner :-)

martedì, marzo 22, 2011

The Lipton: è pubblicità online o è arte?

Arte forse è una parola grossa, ma se definiamo pubblicità il messaggio commerciale che esprime al pubblico le caratteristiche e i benefit del prodotto, questo nuovo sito per i the Lipton sicuramente (almeno in gran parte) non è pubblicità.
In certi punti invece mi è sembrato ricordarmi lo storico film dei Beatles "Yellow Submarine".

Interessante. Sicuramente diverso. Mi piacerebbe vedere il brief del progetto e la presentazione con cui hanno venduto l'idea al cliente... ;-)

lunedì, gennaio 17, 2011

Il contenuto non è un accessorio


Il contenuto va progettato contestualmente al resto nelle operazioni on line.

Online (semplificando un po' le cose come al solito) possiamo dare ai nostri visitatori tre cose: 

  • emozioni
  • servizio
  • contenuti. 

Spesso i siti sono un mix di queste tre cose, in misura diversa lo possono essere anche altri strumenti di comunicazione Internet - come i Social Media o SlideShare, o YouTube.

Restringendo il discorso ai siti (da cui si possono derivare i ragionamenti relativi ad altri strumenti), molto spesso quello che ho visto fare è stato concentrarsi sulla strategia (correttissimo), poi sviluppare l'idea del sito (corretto), la sua mappa (inevitabile) e poi iniziare a realizzarlo graficamente.

Una volta pronto e approvato il sito, qualcuno si è posto il problema dei contenuti. E lì sono saltati fuori i pasticci.

Altro errore tipico è quello di definire quali dovrebbero essere i contenuti del sito, costruire la mappa, pensare la natura/idea stessa del sito attorno a questi contenuti che abbiamo previsto, disegnare le pagine. 
E poi scoprire che nessuno ha idea di come e a chi far fare questi contenuti.

Se il tema vi interessa potete leggere il resto del mio pensiero nella nuova puntata del mio corso di e-marketing per le PMI e i non esperti in digitale, giunto ormai al suo sesto (!) anno di attività sul portale di Eurogroup.

Il link diretto è questo

mercoledì, ottobre 06, 2010

Corriere: tra iPad e sciopero dei Giornalisti. Pay e free...



Mentre sul lato "fisico" è in corso una sorta di braccio di ferro tra il direttore De Bortoli e i giornalisti che scioperano (avete letto no, la lettera aperta del Direttore? " Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l’edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera") sul lato virtuale il Corriere sembra dannatamente serio nell'esplorare la strada virtuale e dell'app per iPad.

Intanto, è non è poco, hanno investito per uno spot "serio" (che trovate sul sito) e hanno anche fatto un bel tutorial (il filmato che trovate qui in alto). Ma al di là della comunicazione, si tratterà di vedere in termini di features e di benefici per gli utenti...

Inutile negarlo, per molti editori l'iPad è stato visto come un cavaliere bianco che potrà tirarli fuori dai guai. Temo non sarà così per tutti. Ma credo ci sia senz'altro un posto per alcuni quotidiani in rete e sull'iPad (che trovo comodissimo per dare un'occhiata alle prime notizie mentre faccio colazione... col cavolo che esco a comprarmi il giornale prima di aver bevuto tre o quattro caffé - ecco perché, ad esempio non ho nemmeno un cane).

Resta il discorso del pagamento. 
Internet ha diffuso una cultura del free. E adesso il free è un parametro culturale. Non c'è nessun motivo "naturale" per cui le cose debbano essere gratis su Internet - è che la storia è andata così. Sicuramente fosse stato tutto a pagamento la rete si sarebbe sviluppata molto più lentamente.

Quindi c'è da domandarsi se la cultura, come capita continuamente, evolverà. E se si riusciranno a far passare modelli free/pay ibridi.

Il rischio è di veder scomparire molti giornali. E queso non è bello. Anche perché, come ho detto in passato, rischiano di stare in piedi (in uno scenario di contrazione delle revenue pubblicitarie) le testate che hanno poteri forti alle spalle, disposti a buttare soldi in imprese antieconomiche pur di avere uno strumento potente di influenza sulle masse...

Vedremo. Intanto penso terrò d'occhio l'esperimento del Corriere...

Valutare un sito: altri parametri

E' uscito oggi, sul sito di Eurogroup, una nuova puntata del mio corso di marketing digitale per le PMI.

Si tratta questa volta della seconda parte della lista di parametri su cui valutare un sito.
Naturalmente, dato il target scelto, il tono e la lista sono necessariamente divulgative e basiche - più che un lavoro da digital planner è un lavoro di buon senso e di concretezza.

Qui sotto l'inizio dell'articolo e questo è il link per leggerlo. Enjoy!


Ecco il secondo di una serie di articoli che vogliono dare una checklist, un elenco di cose da valutare quando si analizza un sito e si cercano aree di miglioramento per renderlo più efficace. 

Come sempre, si tratta di guardare il sito da un lato con gli occhi dell'esperto ma dall'altro (più importante) con gli occhi del suo utilizzatore, delle persone. Guardando il nostro sito in questo modo o facendolo esaminare da una persona esterna, che sappia di Internet ma non sia uno della nostra azienda, possono uscire cose interessanti, in congiunzione con questo tipo di checklist. Infatti, chi è dentro il progetto ormai è condizionato, chi ne è fuori può avere una visione meno condizionata ed oggettiva.

In questa seconda parte parleremo di Semplicità ed utilità.