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mercoledì, maggio 06, 2015

Marketing Turistico. Bello. Il motore di ricerca "umano" per il turismo Islandese.


Premessa. Nel vedere che nazioni che hanno molto meno da offrire turisticamente... impacchettarlo e venderlo in un modo milioni di volte migliore del nostro... mi girano.

Non mi fate parlare di chi sia la colpa: ce n'è per il pubblico e per il privato, per gli Enti e per l'ignoranza di troppi nostri operatori, nel  rifiuto di studiare, di approcciare il marketing turistico in maniera non troppo da ****.

Detto questo, bellissima iniziativa Islandese.

Strategia: se si ha una mezza idea di visitare un posto, la prima cosa che si fa è andare su un motore di ricerca (chissà quale) per raccogliere informazioni che aiutano a prendere decisioni.

Ma allora, come direbbe un buon planner, visto che le macchine hanno dei limiti, perchè non usare le persone?

Risposta da manuale: reclutare volontari disposti a rispondere alle domande più strane.

Dare informazioni vere, di prima mano. Umane. personali. Parlare con uno che ci abita.

Stabilire un contatto emotivo, relazionale.
Farsi venire la voglia di andare in Islanda invece che, chessò, in quel casino di posto che è l'Italia.

La smetto  lancio dalla regia il video che lancia e spinge l'operazione.

E che rappresenta, esso stesso, un modo intelligente e furbo di fare pubblicità turistica.



More than 98% of the world's Guðmundur population lives in Iceland. This May, we have asked some of our finest Guðmundurs to help you answer your most pressing questions about Iceland. It may not always be what you expect, so Ask Gudmundur and you might just get an answer.

Want to know some Iceland secrets? Ask Guðmundur - the human search engine on Facebook and Twitter using the #AskGudmundur hashtag.




Comunque: si possono porre domande su Facebook e Tiwtter. I volontari si sbattono e danno delle risposte. Da quel che vedo, principalmente postando video che rispodono alle domande più frequenti e più interessanti; e su Twitter con brevi risposte (e qui mi sa tanto di redazione...).

Insomma, se uno scava scava, nulla che non si possa fare facilmente in qualsiasi nazione: un'operazione di relazioni pubbliche e di Social Media fondamentalmente "classica" ma il modo di impacchettare e vendere il concetto è potente. 
E soprattutto non è incasinato, controverso, polemico, mezzo zoppicante e un po' dilettantesco come potrebbe avvenire in certe nazioni un po' cialtrone.


(btw gli Islandesi, che ho frequentato, e molto, quando vivevo all'estero, bevono infinitamente più di noi e sono infinitamente più seri :-)

Da notare, per finire, i livelli di engagement, di interazione che i post su Facebook riescono a generare. Mica male.

Approfondimenti:
Il sito del turismo islandese... (ci può insegnare qualcosa)


http://finance.yahoo.com/news/iceland-launches-ask-gu-mundur-123000757.html

Inspired by Iceland: su Facebook e su Twitter e su Instagram



martedì, febbraio 25, 2014

Contro TripAdvisor: si organizza la resistenza

Secondo me molto interessante per chi si occupa di Marketing Turistico

Con i miei post della settimana scorsa (questo e questo) mi sono tirato addosso un bel po' di casino (ne parlo in fondo al post).

Ho toccato un nervo scoperto. E scoperto fattori, situazioni interessanti da studiare.

Ad esempio segnalo il gruppo su Facebook (che si è pure scatenato contro di me): "Gufo? No grazie"

E' uno dei posti dove si aggrega la resistenza contro TripAdvisor, da parte di operatori del settore ristorazione, di operatori della comunicazione turistica etc.

Vale la pena di guardarlo - di TripAdvisor, negli spazi del marketing digitale, si tendono al leggere molti commenti e opinioni positive - ha senso guardare l'altra faccia della medaglia, in un ottica di ascolto del mercato e dei loro attori.

E vale la pena di rifletterci sopra. 
Al di là dell'evidente emotività che suscita in questa pagina il tema delle recensioni, sarebbe troppo semplicistico guardare l'operato del gruppo come una battaglia di retroguardia. 

O leggerci dietro politiche di marketing di operatori che si vogliono porre, per i ristoratori, come alternativi a TripAdvisor.

C'è da fare delle riflessioni su come gli operatori del settore si muovono e di come lo scenario in cui si muovono, nel bene e nel male sia mutato; e cosa sia sensato fare - in termini di marketing e comunicazione - in un mondo che è cambiato così rapidamente.

Fate voi, io non mi esprimo, questa volta; se guardate i commenti al mio post sul blog e su Facebook, vedete quanti insulti mi sono tirato dietro - il più benigno è che abbia fatto il post per fare polemica e ottenere un po' di visibilità :-)

Contrariamente alle normali policies di moderazione, ho lasciato anche gli insulti, postando tutto quello che ho ricevuto (nonostante le accuse di censura.... che poi sul mio blog potrei pure fare quello che mi pare).

Danno un contesto della situazione di disagio evidentemente vissuta da alcuni operatori del settore...

Spero possa essere utile :-)
(e temo mi attirerò un'altro po' di vaffa dagli attivisti anti TripAdvisor..:-S  )

venerdì, maggio 17, 2013

La banana è un media. Alternativo.

Qui ci sarebbero grandissimi discorsi filosofici da fare sui non-media, non fosse che ormail li si è classificati sotto il nome di unconventional e morta lì.

Come nel caso delle Banane. Che, grazie a un QR Code, servono da media portatore di pubblicità per il turismo ecuadoregno.

Chiaro, anche qui ci sono i problemi di diffusione del mezzo - bisogna essere sicuri che raggiunga la popolazione, sia presente nelle distribuzione, nella sua competizione con le banane di altre regioni del mondo.

E c'è da capire se poi effettivamente la gente si andrà a scansionare il QR Code. Anzi, se capirà che vale la pena farlo, che non contenga chissà quale noiosa informazione sulla banana stessa.

Detto questo, però, è un media a basso costo ed inaspettato.

Ecco il video turistico collegato al QR Code
 

giovedì, febbraio 07, 2013

L'Hotel di Lego


Non nel senso che è fatto col Lego, ma che è stato costruito della premiata ditta Lego, nel loro parco tematico a Carlsbad, California. E apre il 5 Aprile, per la gioia di grandi e piccini.


Quella dei parchi Lego (Legoland...) è una strategia fortissima di comunicazione per la marca - se il mattoncino è un modo per reinterpretare e reinventare la realtà, nel suo piccolo, l'effetto che fa quando visto in grande è potente...
Insomma, guardatevi le foto dell'hotel e se avete occasione andate a visitarvi uno dei vari Legoland (mi sa che il più vicino è a Windsor, UK), che merita :-)

martedì, ottobre 16, 2012

Obermutten: come passare alla fase 2?

Vi ricordate la bellissima operazione fatta dal villaggio svizzero di Obermutten per autopromuoversi?

Un'operazione Facebook low cost che ha portato risultati tangibilissimi? 

No? Male, è una case history di eccellenza, andate subito a fare un ripasso qui.

Come spesso capita il problema è, dopo una grande operazione, passare alla fase 2, fare una seconda edizione, continuare. A volte si floppa e si delude, raramente si replica il botto.

A volte basta semplicemente fare una fase di ricordo, di refresh, senza voler a tutti costi rifare  una cosa epocale  - anche perché il villaggio di Obermutten, a naso più vacche che abitanti (78), probabilmente è stato messo a dura prova dal successo della prima fase.

Per loro  la fase 2 è stata semplicemente l'apertura di un museo (a occhio 20 metri quadri?) che raccoglie tutte le testimonianze di affetto e i regali che la gente del web ha mandato loro. 

Un museo dell'amicizia, che è anche un po' un museo di Facebook. Che visiteranno in pochi (ma non è detto) ma che sicuramente da' la possibilità di ripartire con una campagna di comunicazione online virale, chiaramente un pretesto.
Campagna che comunque, al momento, non deve essere ancora partita, dato che su YouTube il video ha meno di 3000 views.


"Just over a year ago, the small mountain village of Obermutten in Switzerland's Canton Graubünden started a Facebook page, and promised every 'fan' a place on their village board. Obermutten now has more than 45,000 fans worldwide.

More than 75 million people to date have read about or heard of the Swiss mountain village. Tourists from South Korea, New York and Mozambique have all paid a visit. "I'm always delighted when we come across people who are visiting us because of the Facebook story", says mayor Martin Wyss.

But Obermutten's friends are not just clicking on 'Like' -- they are also sending lots of lovely gifts. Mayor Martin Wyss decided to open a museum especially for the presents: the Obermutten International Museum of Friendship, or OIMOF for short.

The OIMOF offers friendship a home."



Vale la pena anche di ragionare sulla gestione della pagina Facebook.
Particolarmente interessante questo post: un concorso per dare un nome al nuovo vitello nato nel villaggio. In palio un cesto di prodotti del luogo :-)



giovedì, gennaio 19, 2012

Vail: Social turismo/tecnologico da 10 e lode


Esempio da primo premio (e infatti ne ha vinti).

Vail, nota località sciistica del Colorado, ha deciso di "ingaggiare" maggiormente le persone, per attrarle e soprattutto direi fidelizzarle. E trovare un modo per usare le persone come portavoce della propria marca, come veicoli della propria comunicazione.

Dando loro qualcosa che le altre località non danno.

Ovviamente il pensiero è andato subito ai Social Media. Ma dato che questa è gente che gioca sul serio, gente che gioca in Serie A (per capirci noi mediamente in Italia giochiamo nel campionato scapoli contro ammogliati), hanno fatto un progetto serio.

Così invece di una qualche paginetta su FB o una applicazioncina dalle gambe corte, hanno creato un Social tutto loro. EpicMix.

Eccolo qui: http://www.epicmix.com/ che in realtà è un'operazione più integrata che semplicemente un nuovo socialcoso.

La cosa, fatta così ha molto senso.
L'idea è di parlare ai fanatici dello sci. E dare un tool con cui condividere le proprie imprese. I km fatti. Le esperienze. Costruire classifiche. Esibire quanto fatto. Il tutto, ovviamente con una app mobile. Integrata con un sito. Che ti da' pure i badge in base ai risultati raggiunti, mettendoti se vuoi in competizione con i tuoi anici.

Il colpo di genio (o di buon senso) è che questa cosa non avrebbe mai funzionato se si fosse chiesto alle persone di inserire dati sulle piste percorse sul loro cellulare... usando i guanti visto che sulle piste va facilmente sotto zero. Mentre l'app, è perfettamente usabile in mobilità, non sei costretto a fare tu il data entry - che è quello che normalmente ci frena nell'adozione e uso dei sistemi di geolocalizzazione, di sharing etc.

No, l'aspetto più serio dell'operazione è stato appoggiarsi al sistema di rilevazione mobile delle presenze. Dato che gli addetti agli impianti leggono un tag RFID incorporato nel pass per la seggiovia per controllare che tu abbia pagato il biglietto, questo sistema è stato integrato all'app social.

Così, senza rotture di scatole, il tuo giornaliero o stagionale comunica al sistema dove sei stato, quali piste hai fatto, quanti metri di dislivello hai fatto in una giornata... il tuo track record. Da condividere con gli amici. Da usare come pretesto per socializzare. Etc etc.

Morale della favola: nel primo anno, 100.000 account (molto mirati, ovviamente, se non vai a sciare a Vail non ti serve a niente). Il 45% degli iscritti ha fatto sharing delle proprie prodezze su Facebook e i Social, facendosi portatore del messaggio promozionale di Vail. Sono state generate 35 milioni di Social Impression.

Guardate il video perché qui c'è da imparare.

 

giovedì, gennaio 12, 2012

Riscopri Central Park con i QR Code. Marketing Turistico & Geek Advertising


Il Central Park non è semplicemente un posto con quattro alberi: è un luogo pieno di storia, di rimandi culturali e cinematografici, un luogo da scoprire o riscoprire... ma, a quanto pare, relativamente poco interessante per le giovani generazioni.

Per renderlo più "wired" sono state usate delle interessanti applicazioni basate su QR Code: dalla segnalazione degli alberi più interessanti a operazioni di realtà aumentata, dalla sovraimpressione di clip di film famosi nel punto esatto in cui sono state girate.. a un sacco di altre cose.

Interessante video da guardare e studiare, specialmente per chi fa marketing turistico: il progetto "The World Park" mi sembra ben costruito e molto ben articolato. 

Ma se penso alle risorse turistiche che abbiamo noi in casa e a tutto quello che (non ) facciamo per valorizzarle, mi viene una rabbia...



venerdì, ottobre 14, 2011

Ma che bel modo di promuovere una città (Toronto :-)


Se vi occupate di turismo, questa la dovete vedere.
E' un lancio di qualche mese fa, ma mi sa che molti non l'hanno vista.

Toronto is trending è una bella idea. Invece del solito sito semistatico... beh, fateci un giro.
E' la città vista atraverso gli occhi dei suoi residenti.
E' un aggregatore di tweet. E' il polso della città.
E' una roba diversa.

Anche se continua ossessivamente a ripropormi quasi solo tweet su Le Miserables.
Però è bello. E mi ha fatto voglia di tornarci, a Toronto, che sono vent'anni che manco.

giovedì, gennaio 20, 2011

Il primo concorso via Instagram + Twitter


Molti utenti di iPhone conoscono e amano Instagram, un software per iPhone che rende più belle e poetiche le foto (o almeno ci prova ;-) ). Più che un software, un piccolo culto.

Gli Hotel NH - catena spagnola - hanno deciso di cavalcare quest'onda, con un concorsino.

Partendo dal proprio claim "Wake up to a better word", si fa il solito coso dove la gente deve mandare le proprie foto in tema - ma usando Instagram (che tra l'altro fa anche la geolocalizzazione dell'immagine). Tenendo conto anche del fatto che Instagram avrebbe circa un milione di utenti al mese, il bacino d'utenza ci sarebbe pure.

Il buzz generato (ad esempio su Twitter) non mi sembra niente male. Perché è proprio su Twitter che si trovano le foto, con l'hashtag #wakeuppics. E si vincono i premi.

Peccato però che sul sito della catena (in Home Page) non si parla del concorso in corso... se non per diffonderne i termini legali... 

martedì, gennaio 18, 2011

L'Islanda vuole essere tua amica su Foursquare

Marketing turistico, geolocalizzazione ma soprattutto buzz... e una maniera unconventional per una nazione di presentarsi al pubblico.

Su Foursquare. Ma anche strizzando l'occhio agli internauti, su  icelandwantstobeyourfriend.com

E poi su Tumblr. E con un bel blog. E dei bei video. E delle belle foto su Flickr. Naturalmente con Facebook e Twitter. E forse mi sono mancato qualcosa.

Proprio come facciamo noi sul fronte del marketing turistico online - ma anche solo offline, noi che abbiamo il paese più bello del mondo, e il massimo che riusciamo a generare sono i famosi portali che non decollano o le pubblicità con ricatto mafioso...

Confrontate il nostro portale del turismo con quello che fanno gli Islandesi, minuscola nazione con poca storia, e ditemi qual'è il paese più figo dei due. 
Non solo come grafica, ma come capacità di generare idee. Che è questo un dei problemi che sta massacrando questa povera, stanca, nazione.