mercoledì, gennaio 20, 2010

Turismo: pubblicità con ricatto


Molto unconventional questo approccio del Ministero.

Visto che voi turisti siete cattivi e stupidi, se non vi date una mossa, alzate le chiappe e venite a visitare musei e monumenti... noi ve li togliamo.
Bello il visual del Colosseo smontato...
Io pensavo che i beni culturali fossero di tutti e fossimo liberi di visitarli o meno. A quanto pare non è così.

E se li smontano che ne fanno? Li privatizzano e li vendono all'estero? E i soldi chi se li becca? E al posto del colosseo fanno un centro commerciale con Multisala?
Riscoprili. Più che un invito è un ordine. O una minaccia.

Signora mia, si stava meglio quando si stava peggio... quando cercavano di portarci verso la cultura con le buone.

(sul tema cultura segnalo con piacere la candidatura dell'amico Mario Bucolo alla presidenza di ICOM Italia - International Council of Museums. Non posso che essere d'accordo con lui sul tema della irrimandabile modernizzazione dei musei. Speriamo che per una volta alla stanzetta dei bottoncini arrivi una persona che ne capisce...)



6 commenti:

Rossana ha detto...

Ho scoperto giorni fa questa pubblicità e l'ho trovata anche io di cattivo gusto..

'nda ha detto...

L'ho vista un paio di giorni fa e l'ho segnalata a qualche collega e amico. Ho sperato fosse una bufala, ma non lo è. Sono contenta che tu ne abbia tratto un post perchè hai seguito e sei tenuto in considerazione e forse, dico forse, capiranno che... hanno sbagliato quanto meno il tono della comunicazione! Ecco sì, limitiamoci a parlare del tono! Se solo avessero riletto il brief...
A volte basta poco per non perdersi in un bicchier d'acqua.

melandroweb ha detto...

Imbarazzante

Alessandra Rossi ha detto...

Esecrabile, in una parola.

r.guasco ha detto...

sarebbe anche interessante capire a quale target si rivolge, quanto è costata e in definitiva a cosa serve.

hotel rimini ha detto...

in parte è sicuramente di cattivo gusto ma in parte direi originale ed efficiace visto che ha attirato così tanto l'attenzione da stare qui a parlarne