sabato, marzo 28, 2015

Il meglio dei miei blog, questa settimana


Buon sabato, buona domenica, ed ecco di cosa abbiamo parlato questa settimana sui miei blog:

Se vi piacciono i i progetti unconventional, la musica e le rotondità femminili atletiche (per essere Politically Correct), non potete mancarvi questo video:

WTF Video: la musica creata dal twerking :-) per le PR delle cuffiette


Un grande classico, un modello di comunicazione ormai collaudato, ma che ancora funziona bene:

Il report sull'Italia di Social Bakers:

Uno scrive un post su Meerkat e il giorno dopo gli esplode Periscope... vabbè :-) i ragionamenti valgono lo stesso:

Internet delle cose o delle scarpe:

enjoy.

venerdì, marzo 27, 2015

WTF Video: la musica creata dal twerking :-) per le PR delle cuffiette

Post leggerino del venerdì.

Se questa marca di cuffiette voleva attirare l'attenzione, direi che ricorrere ai glutei, in particolare quelli della regina del twerking, non è stata una brutta idea.

Il concept: piazzare dei sensori collegati ai glutei della signorina.
Trasformare i movimenti in beat.
Creare una nuova ed esclusiva colonna sonora dance per gli amanti della marca.
Fatto. Poi farla girare, in una logica di PR digitali. E passare il milione di views.

Per i dettagli e i primi piani dei glutei, guardate il video, e buon weekend.



 The overall idea behind the project was to provide AIAIAI headphone-users and other music lovers with new music. Moreover, we wanted to do this in an unusual way, which brought about music made by the booty - for the booty. 

The project explores the rich heritage of bass-driven club culture where dancing and booty-shaking are integral elements. We want to see if it’s possible to change the perception of twerking through placing it in a technology-driven, creative context and letting the dance "do the talking." So we let the producer Branko from Buraka Som Sistema use the movement of buttocks to make a new track. In collaboration with the designers OWOW, utilizing a dancer, Twerk Queen Louise, as their instrument who, in turn, contributes to the creative process, Branko ultimately produces a track powered and shaped by the dancer’s booty movements. The end result is the track ‘Cascavel’; new music for the dance floor and, of course, the headphones.

http://realbootymusic.aiaiai.dk
https://www.facebook.com/brankooficial
https://www.facebook.com/TwerkQueenLo...

giovedì, marzo 26, 2015

Ambush strappa lacrime, da manuale :-)


Un grande classico, un modello di comunicazione ormai collaudato, ma che ancora funziona bene.

La ricetta: prendere una persona che sia simpatica, se possibile andare a cercare un "caso umano" che faccia simpatia ed empatia.

O un bambino. O una persona che ha problemi.

E poi organizzare uno "Scherzi a parte" o un "Carramba che sorpresa".

Poi mostrare che l'umanità è migliore di quanto pensiamo e che un mondo migliore sarebbe possibile (se il pianeta fosse governato dalle agenzie di pubblicità) :-)

Breve: Samsung apre in Turchia un call center abilitato a comunicare con i sordi (scusate, non so quale sia il termine politically correct, oggi).

Per fare questo... beh guardate il video - non voglio rovinarvi la sorpresa.

Sappiate solo che ci sono volute settimane (se non mesi) di preparazione, un'attività prolungata di coinvolgimento e training del vicinato e budget importanti, per quello che alla fine è un PR Stunt, un ambush, riversato sui social per ottenere un effetto virale e servire allo scopo :-)

Preparate i fazzoletti (o no) e godetevi il video - che comunque è una bella idea e registra un'operazione pensata e condotta molto bene:


mercoledì, marzo 25, 2015

Qualche numero interessante sui Social Media in Italia


Se già non lo conoscete, vi segnalo il report sull'Italia di Social Bakers.

Dà dei dati utili per fare un po' di benchmarking... anche se tendenzialmente tarati verso le grandi marche, i best case :-)

Per esempio, secondo i loro dati, un brand nei top 20 su Facebook ha circa 2.2 milioni di fan e su Twitter è seguito da oltre 150.000 persone...

I dati li trovate qui:


martedì, marzo 24, 2015

Meerkat: 5 cose che ci possiamo fare, con la "next big thing"?

Non so se sia corretta definirla "the next big thing", certo è che Meerkat in questi giorni è balzata di colpo sugli schermi radar di molti analisti e opinionisti, godendo di una fiammata di popolarità.

Quindi sensato segnalarla come una piattaforma da tenere d'occhio... anche per capire come piegarla ai nostri biechi scopi markettari.

Andiamo con ordine.

Meerkat è un app che permette di fare streaming video in diretta, condividendolo con i propri amichetti Twitter.

In sostanza, partendo dal proprio telefonino (per ora solo iOS) si può sparare un video alla propria lista di contatti Twitter, che possono godersi uno streaming. Insomma, un real time video su Twitter.

Ecco un primo video che racconta l'app, intervistando il suo fondatore:



Può essere l'apoteosi del selfie, che passa dall'immagine al piano sequenza da 5 minuti, per mettere in evidenza ogni dettaglio del proprio essere, del luogo in cui ci si trova.

Ma il suo bello è la possibilità di interagire complessivamente, con una chat testuale, che permette di evolvere da spettatore passivo a coprotagonista della conversazione :-)

Il che presenta opportunità interessanti per i personaggi/brand, che possono trovare nuovi modi per interagire con i propri fan, a un livello più personale, facendo pesantemente leva sul voyeurismo intrinseco nell'affezionarsi a una personalità.

Per capire meglio cos'è e come funziona, potete guardare questa video recensione; altrimenti saltate, passate oltre e andate direttamente alla parte in cui si parla delle 5 cose che ci possiamo fare in logica marketing/comunicazione.


A questo punto c'è da capire per cosa potrebbe servire... tenendo conto che poi le app e le piattaforme trovano un modo tutto loro di vivere sul pubblico e nelle comunità.

In aggiunta a questo ottimo articolo, ecco una breve lista:

1. Per le marche Meerkat può essere usato per la "messa in onda" di interviste, di presentazioni; per il mondo delle news (e se non siete BBC, RAI o CNN, che hanno ben altri mezzi) un modo per fare delle dirette, per le breaking news.

2. Più in dettaglio può essere un modo per fare un keynote, una demo, un incontro con un personaggio chiave dell'azienda

3. Per il mondo delle PR un modo per coprire un evento, far seguire al pubblico uno stunt, dare uno stream di una presentazione... 

4. Ma anche di far vivere una experience che di persona è impossibile vivere; come una visita a un impianto di produzione, un dietro le quinte in un teatro, un viaggio a scoprire cose che normalmente sono chiuse al pubblico

5. Per il mondo blogger un modo per estendere il live twitting o per entrare in mondi affini a quello del vlogging, diventando una sorta di micro YouTuber, ma con il vantaggio (o lo svantaggio) del "real time"... con il valore aggiunto della possibilità di chattare con le persone che ti seguono.
Guardate questo video per un approfondimento sul tema:




Tra l'altro, è da notare che l'utente può anche mettersi sulla piattaforma facendo "zapping", scoprendo cosa è trending, andare alla ricerca di contenuti cool e popolari.

Certo è, però, che se vogliamo costruirci un audience per il nostro stream (ed è ovvio che lo vogliamo) dovremo investire tempo, risorse magari anche soldi in adv per far sapere alle persone che cosa stiamo per fare e cercare di convincerle a darci attenzione.

Insomma, chissà se Meerkat è qui per restare o se è una moda passeggera; ma comunque è da tenere d'occhio, perchè già domattina qualche cliente ci chiederà come usarla, ci chiederà le best practice e ci chiederà un benchmarking :-)

Detto fra noi, le cose che fa Meerkat sono tutte cose che si potevano già fare (a parte l'integrazione con Twitter?) ma con tecnologie molto più pesanti e con budget molto più importanti. Se ci accontentiamo di una qualità dell'experience più ruspante, allora Meerkat può andarci bene.

Approfondimenti, perchè è già stato scritto molto, su Meerkat:


Altro video:





lunedì, marzo 23, 2015

Grande idea. Usa internet con le scarpe :-) (utile per le emergenze)

Una via di mezzo fra la user interface e l'Internet delle cose, fra i Wearable Devices e probabilmente qualcos'altro ancora - Dorothy è un concetto che ha del potenziale :-)

Innanzi tutto il nome - che fa riferimento alle mitiche scarpette rosse - no, non della pallacanestro ma di Dorothy, quella del Mago di Oz... le scarpette rosse che battute tre volte fanno tornare a casa la ragazza.

Beh, il concetto è quello: programmare le scarpe (attraverso un piccolo device inserito all'interno) perché in modo poco cospicuo si possano innescare azioni utili.

Facciamo qualche esempio: tre colpi di tacchi e il telefono suona, una chiamata urgente, ci si estrae da una conversazione noiosa. 
Un altro colpo e si chiama un taxi, o si manda un messaggio di aiuto, con tanto di posizione geografica a un amico, si allerta la polizia... un milione di cose possibili.

Naturalmente, partendo da quest'idea, si possono generare molti device e molte applicazioni, anche in campo marketing, che fanno innescare azioni "software" da azioni "fisiche" e simboliche...

Ecco il video:


Dorothy from iStrategyLabs on Vimeo.


Approfondimento:

sabato, marzo 21, 2015

Il meglio della settimana, sui miei blog


Come (quasi) tutte le settimane), ecco il riepilogo dei principali post apparsi su Digital Planner e su Relazioni Pubbliche Digitali.

Questa settimana abbiamo parlato di:

Twitter per le PR Digitali - in 60 secondi (Parte 3): "Standalone" o "Drive to" ?

La terza puntata (non so per quanto andrà avanti) del ciclo di riflessioni su Twitter e sul suo uso nell'ambito delle online PR, in fondo sull'intersezione tra digital PR e Social Media. 







E ora, un messaggio promozionale:

Per tutti quelli che sono atterrati su questo blog per la prima volta (benvenuti) e che sono interessati a studiare e ad approfondire i temi del marketing e della comunicazione digitale, consiglio due ottimi libri :-) su carta e in ebook:


STRATEGIA DIGITALE Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i Social Media (Web & marketing 2.0)
 

Giuliana Laurita Roberto Venturini 
Per chi non è esperto questo libro è un manuale che spiega, attraverso una metodologia facile da comprendere e da seguire, come progettare e realizzare un’efficace attività di comunicazione digitale pianificandola strategicamente. Il tutto arricchito di tanti casi pratici a cui ispirarsi. 

Per chi già conosce il campo è una guida che fornisce spunti su come applicare una logica di pensiero strategico per rendere più efficiente e produttivo il processo di sviluppo di un progetto digitale. Per tutti, un manuale pratico, ricco di spunti e case history, per capire meglio la Rete e sviluppare progetti migliori.

Potete vederlo qui (e leggerne un estratto):

RELAZIONI PUBBLICHE DIGITALI
Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community di Roberto Venturini (Autore)

Generare notizie, contenuti e conversazioni per costruire un'opinione positiva della nostra marca, prodotto o servizio, attraverso il coinvolgimento di influencer e blogger: in questo consistono le PR digitali, nuove attività di comunicazione che danno visibilità, rendono più "notiziabile" un evento, aiutano a ottenere un'esposizione mediatica, a entrare nei discorsi delle persone, a porsi in sintonia con loro. 

Anche nelle PR digitali un'operazione di successo deve combinare strategia e creatività. E in questo sta la difficoltà maggiore: se è relativamente facile "essere creativi", molto più complesso è farlo seguendo un solido pensiero strategico e in modo funzionale ai risultati del business. Solo avendo chiare le logiche e i meccanismi, le opportunità e i rischi delle PR digitali, sarà possibile sviluppare azioni strategicamente creative ed efficaci. 

Con l'obiettivo di offrire strumenti per pensare e creare progetti solidi - e non un semplice manuale "operativo" inevitabilmente destinato a rapido invecchiamento -, il libro dedica ampio spazio al trasferimento delle riflessioni strategiche maturate dall'autore in anni di professione e alla trasmissione di ciò che ha imparato lavorando in prima persona. 

Dalla definizione di che cosa sono (e non sono) le PR digitali all'analisi di che cosa è lecito aspettarsi da questa attività; dall'importanza della reputazione agli strumenti per gestirla e monitorarla; dall'individuazione degli influencer alle modalità per lavorare insieme...

Potete vederlo qui  :