mercoledì, febbraio 10, 2016

Impressionante. L'ologramma che protegge i parcheggi per disabili

Impressionante realizzazione in Russia.

Il problema: i guidatori russi "si dimenticano" che non si può parcheggiare nei posti riservati ai disabili.

La soluzione: una ONG ha realizzato un impressionante artificio tecnologico per dare una lezione ai guidatori "distratti".

Una videocamera posta presso il parcheggio, controlla la presenza sul parabrezza del contrassegno disabili.

Se manca... beh, c'è uno schermo invisibile, fatto da vapori d'acqua. Su cui appositi proiettori proiettano l'immagine olografica di un disabile che con forza arresta il guidatore malandrino e gli impartisce una lezioncina..

Da farsi venire un accidente.

Al di là del tour de force tecnologico - che raggiunge un numero limitato di persone, l'effetto "notiziabilità" / PR crea una comunicazione difficilmente ottenibile con mezzi convenzionali.

Guardate il video. Merita.




More than 30% of the drivers in Russia take disabled parking spaces without caring about the signs on the ground. Dislife, a Russian non-profit organisation, came up with a powerful campaign to stop this inconsiderate behaviour. They installed projections of a real disabled person that popped up every time a non-disabled driver tried to park in their space. Special cameras verified the presence of the disabled sticker on their windshields and if no sticker was detected, the hologram would appear to confront the driver. Watch the stunt in action below : http://dislife.ru/

Grazie a Serena per la segnalazione.


martedì, febbraio 09, 2016

Parte #3: Checklist della Strategia Digitale (per PMI e non addetti ai lavori)


Eccoci arrivati alla terza puntata della checklist base della strategia digitale.

Una serie di spunti di riflessione, condensati sotto la forma di 10 domande da porsi - magari anche prima di aver messo in bella la strategia e iniziato ad operare. In sostanza, un materiale che integra e approfondisce il nostro libro "Strategia Digitale" (se non sapete cos'è, ne parlo in fondo).

Oggi ci concentriamo proprio sul "come è fatto il piano".

Domanda #5: Siamo sicuri che il piano è chiaro... anche a chi lo deve leggere?


Questo significa una serie di cose:

Il nostro piano strategico, è scritto in modo intellegibile?


Abbiamo evitato di ricorrere a buzzwords, a "termini tecnici" che in raltà non dicono esattamente cosa vogliamo fare? 

E' inutile mettere in piano di voler reintermediare il mercato o di ottimizzare la nostra presenza sui Social Media, se poi non diamo le guidelines di come intendiamo farlo. Altrimenti è come mettere in strategia "diventare ricchi" come obiettivo. Quello che costa normalmente più fatica non è tanto "cosa" vogliamo fare, ma come pensiamo di farlo. In pratica.

Nel nostro piano di strategia digitale, abbiamo definito cosa succede e quando?


Il "prima o poi faremo" o il "vediamo quando saremo pronti" fanno sì che non ci sia nessuna fretta nell'attuazione. Ergo che non ci si arrivi mai. Occorre cercare di darsi degli obiettivi temporali e poi lavorare per raggiungerli. Altrimenti rischiamo di non arrivare mai. O di non partire nemmeno, tutti tesi a raffinare il piano invece di eseguirlo.

In un piano strategico, spesso il meglio è nemico del bene


Per l'appunto, ho visto un certo numero di casi in cui certe persone hanno passato anni a mettere a punto il business plan che avevano nel cassetto, in modo che fosse perfetto. 

Peccato che quando si sono dichiarate soddisfatte, l'opportunità di mercato si era già chiusa, competitor più pragmatici e operativi erano già partiti - magari con un business plan o un piano di strategia meno raffinato, ma con un time to market più sensato.

Il nostro piano strategico digitale è troppo a breve o troppo a lungo?


E' abbastanza inutile pretendere di fare un piano di dettaglio che copra 36 mesi. Le cose cambiano. Ha senso dare un indirizzo generale, poi si vede (chiaramente ci sono eccezioni, ma non molte in questo stretto campo). E' pericoloso concentrarsi su cosa succede nei prossimi tre mesi... poi si vedrà. Dobbiamo sapere dove andiamo a medio termine, per impostare la rotta. Ne abbiamo tenuto conto?

Domanda #6: (ci) siamo coordinati, nello sviluppo del nostro piano di strategia digitale?


Sembra forse strano ricordarlo, ma non si possono fare i conti senza l'oste. 

Ad esempio quelli che devono eseguire il piano (quindi accertiamoci che quello che proponiamo sia fattibile... magari con sforzo e tirando madonne, ma fattibile).

Oppure con i responsabili di altre aree, i detentori di know how collegati... prima di finalizzare il piano verifichiamo con loro se ci sono cose che non sappiamo o che si sono dimenticati di dirci, se vedendo il piano viene loro in mente che (per fattori che noi non conosciamo) c'è nun modo più efficiente di fare le cose o c'è un vincolo legale che impedisce di fare una certa azione (e noi non lo sapevamo...). 

Insomma, se non siamo una one man band, gli altri sono una risorsa importante. A non consultarli rischiamo di buttare via pezzi importanti di lavoro e di ricominciare... Ma anche assicurarsi che tutta l'azienda vada nella stessa direzione, che i vari piani siano coordinati. Che in comunicazione si parli tutti la stessa lingua, si vada nello stesso senso a promuovere le stesse cose nello stesso periodo. Che se anche si saranno esecuzioni diverse, le strategie siano le stesse, e chi ci vede non colga l'impressione di un brand schizofrenico.


------ *MESSAGGIO PROMOZIONALE / COME APPROFONDIRE *-------


Come accennato in apertura, questo post è un approfondimento al nostro manuale "Strategia Digitale". Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media.

Per chi non lo conosce, qualche rapida informazione. 

Intanto dalla sua uscita è più o meno costantemente tra i libri della categoria "business" più venduti su Amazon, su carta e in formato Kindle. 

Anzi, per un paio di giorni siamo stati il libro in assoluto più venduto su Kindle in Italia (ok, l'editore aveva fatto un taglio prezzo molto notevole :-).

Ma ecco una breve descrizione di cos'è:

Abbiamo voluto fare un libro diverso: in mezzo a tanti libri che "spaccano paradigmi", che fanno della gran teoria del futuro, che dicono alle aziende dove sbagliano ma non danno ricette per fare giusto, abbiamo voluto fare un manuale.

Abbiamo cercato di dire quali sono gli step necessari, giorno, dopo giorno, per fare comunicazione sul campo. Mettendoci quella dose di teoria utile e necessaria per capire perché le cose vanno fatte in quel modo.

Il libro è pensato per:

a) chi lavora in azienda e vuole capire come si fa e perché con l'agenzia non riesce a capirsi :-)

b) chi lavora in azienda e ha un capo con cui non riesce a capirsi o per chi lavora in agenzia e ha bisogno di far capire al cliente "come funziona", visto che non è pubblicità :-)

c) chi lavora comunque nel digitale e vuole andare oltre alla mera operatività - capendo come si ragiona in modo strategico (in funzione degli obiettivi) per fare progetti migliori.

d) chi vuole iniziare a lavorare nel mondo digitale e vuole affiancare all'indispensabile pratica anche una capacità di pensiero strategico

Dentro ci sono parecchi decenni (combinati) di esperienza di Giuliana e mia. Raccontando ciò che abbiamo visto funzionare sul campo - dato che il digitale l'abbiamo visto nascere e crescere.

Come dice Giuliana nel suo blog:"Mettere ordine nel senso che, se per i singoli pezzi di digitale come il SEO/SEM, le Digital PR, il Social, sono stati scritti fiumi di parole, la parte che viene prima di tutto questo, la strategia digitale, appunto, non è mai stata considerata. O meglio, ciascuno si è costruito il suo modo di procedere, la sua metodologia, sulla base dell’esperienza e dell’esigenza del momento, ma tutto ciò non è mai stato codificato. Ci abbiamo provato noi."

Ecco i link da dove potete capire qualcos'altro sul libro e comprarlo online (in versione cartacea o ebook).



lunedì, febbraio 08, 2016

Usare Instagram per raccontare una storia.. video, Land Rover


Come forse saprete, da pochi giorni è finito un mito - è stata interrotta dopo decenni la produzione del mitico Land Rover Defender (ne ho avuta una, un po' mi manca).



Ma la vita va avanti e anche il business: e così per gli altri veicoli della marca ex inglese, negli USA segnalo una una peculiare operazione su Instagram.

Proprio su Instagram hanno raccontato due storie (già, storytelling) ma la caratteristica particolare è di aver usato lo spazio in modo da costruire una visione panoramica. 

E di permettere di seguire multimedialmente la storia perché non si sono publicate solo foto ma anche video... cliccate qui

Riguardo alle storie (un po' minimal, diciamocelo): la prima parla di una coppia e del suo viaggio nella natura, attraverso la Sawtooth National Forest in Idaho sulla loro Land Rover  @SolitudeInSawtooth, la seconda storia @BrotherhoodOfWonderstone mostra l'esplorazione di due fratelli (di un posto in Utah).

Insomma, guardate le foto e visitate gli URL delle storie.



Land Rover (Instagram Adventures) - Discovery Sport from Roy Torres on Vimeo.









Approfondimenti:

http://www.lbbonline.com/news/yr-new-york-heads-on-an-instagram-adventure-with-land-rover/

http://www.creativeguerrillamarketing.com/social-media-marketing/land-rovers-instagram-adventure-story-is-absolutely-mindblowing/ 


http://cdn.notube.co/55cb662708272c03007da3bc/high.mp4

giovedì, febbraio 04, 2016

Google ha distribuito più di 5 milioni di visori per la Realtà Virtuale... #GiovedìVR



Oggi è giovedì, quindi parliamo di realtà virtuale - un tema dove i big sempre più pare vogliano scommettere duro.

Un tema che quindi o ci cambierà la vita o sarà un altro inceneritore di risorse finanziarie spese dietro a quello che "avrebbe potuto essere".

Se Facebook, Sony e altri hanno fatto grande rumore e PR sul tema della Virtual Reality, Google è stata un po' più di basso profilo nella comunicazione.

CardboardHa però fatto dei fatti - il suo Cardboard è il visore VR più diffuso al mondo, con oltre 5 milioni di pezzi venduti (e ci credo, costa pochi euro e al limite uno se lo può anche autocostruire... e sfrutta il nostro smartphone, senza costringerci a comprare hardware aggiuntivo).



La sua app per visualizzare i filmati /app di Virtual reality è stata scaricata 25 milioni di volte. Centinaia di migliaia di ore di filmati VR sono stati consumati su YouTube.

Ora il tono della comunicazione si è alzato, con Google che annuncia l'apertura di una divisione vera e propria dedicata al tema.

E' chiaro che immergersi in una realtà artificiale ma convincente è una opportunità potenziale pazzesca per il mondo dei giochi, del turismo virtuale e (come abbiamo già detto) delle luci rosse.

Nei piani di Google c'è sicuramente un forte coinvolgimento di YouTube - che cavalcherà seriamente i contenuti VR e una partnership con GoPro (che ha prodotto una - costosissima - professional camera per filmare in Virtual Reality).

Qui è dove vi metto un video che approfondisce cosa sta pensando di Fare Google:


Google has big plans for VR, but it's starting with something small: a piece of cardboard. We go behind the scenes with the new Google Cardboard and a crazy GoPro camera rig.

Interessante l'articolo di ITespresso, che da' un contesto:
"Secondo una ricerca targata SuperData, nel 2017 saranno venduti 70 milioni di dispositivi di Realtà virtuale (VR). Il mercato dei visori per la virtual reality (VR), forte di 70 milioni di unità, genererà un giro d’affari pari a 8,8 miliardi di dollari di fatturato sul versante hardware e 6,1 miliardi di dollari su quello software."



Approfondimenti:
http://www.alphr.com/google/1002416/google-opens-dedicated-virtual-reality-division
http://recode.net/2016/01/29/google-adds-design-oomph-to-virtual-reality-unit-as-apple-enters-the-fray/
http://fortune.com/2016/01/27/google-cardboard/
http://www.lastampa.it/2016/01/28/tecnologia/realt-virtuale-tutti-i-numeri-di-google-cardboard-ll7lmj1rv2s39Vyw0E9jcO/pagina.html




martedì, febbraio 02, 2016

Il prestito sociale (di oggetti) sulla cassetta della posta. Bella idea.

Non è proprio un'operazione di comunicazione "commerciale" come la definiamo noi, ma è un interessante esperimento sociale di interazione e, in fondo, di umanizzazione dei nostri rapporti col vicinato.

Il grande classico: non conoscere bene o per nulla le persone che vivono a pochi metri da noi.


Per stimolare quindi lo scambio di idee, emozioni, pensieri, relazioni, c'è chi ha pensato di passare attraverso lo scambio di oggetti.

In breve: si appone sulla propria cassetta della posta uno o più adesivi indicanti gli oggetti che siamo disponibili a prestare al vicinato.

E il gioco è fatto.

Dentro, c'è anche un pensiero ecologico, di downshifting, di non comprare 10 trapani quando basta comprarne uno e imprestarselo tra vicini (e così chiudono le fabbriche di trapani...)

Una mappa aggiornata degli adesivi "installati"

"That is how you can stand up for a reasonable, sustainable way to use consumer goods in your own neighbourhood, build a local network, get to know your neighbours better and buy less all together! The aim of the project Pumpipumpe is to make sharing-friendly neighbours and their objects visible and so to promote the sharing of consumer goods. With Pumpipumpe this does not happen on the Internet, but with little stickers on the letterbox, where neighbours and local residents walk past every day.That way you are able to directly contact each other to borrow a bike-pump, drill or a fondue set, get to know each other better and have to buy even less equipment."

Il tutto nasce da un'associazione svizzera: "The Pumpiumpe Association stands up for a conscious use of our consumer goods and wants to improve social interaction in urban neighbourhoods. We therefore promote the sharing of our rarely used personal belongings."

Gli adesivi si comprano on line (5 euro) da www.pumpipumpe.ch  e così finite pure sulla mappa (anonimamente, ofc)

Ecco il video:

 

venerdì, gennaio 29, 2016

Capodanno viene solo due volte: bella operazione di Aegean Airlines :-)


Datata ma sempre valida, anche perché molto semplice: far vivere il capodanno due volte ai propri clienti.

Detto così ha poco senso, ma il senso cambia se i tuoi clienti stanno volando sui tuoi aerei. E cambiano fuso orario.

A quel punto sì, che l'orario fatidico arriva più di una volta :-)

Nell'operazione delle linea aerea greca, tutto parte da un concorso, che metteva in palio un viaggio verso una destinazione sconosciuta (si scoprirà poi essere Venezia).

Una volta in volo, si celebra il capodanno greco, ma Venezia è su un fuso orario diverso, quindi... guardate il video (è un po' terribile, con il sottofondo di mandolini... ma vedetelo come materiale didattico :-) e godetevi la semplice e divertente idea :-)



mercoledì, gennaio 27, 2016

Parte #2: Checklist della Strategia Digitale (per PMI e non addetti ai lavori)


Come promesso o minacciato, ecco la seconda puntata di quella che possiamo definire la checklist base della strategia digitale.

Se volete, diciamo le 10 domande da farsi (magari a strategia stilata su innumerevoli slide di PPT) per non fare troppi errori :-) - un materiale integrativo e di accompagnamento a quanto scritto nel nostro libro "Strategia Digitale" (se non sapete cos'è, ne parlo in fondo).

Le prime due domandone  le ho pubblicate la settimana scorsa e le trovate qui.  Le altre seguiranno prossimamente.

Prendete queste come stimolo e spunto di riflesssioen e di verifica.
E' importante scaricarsi sulla realtà e non volare solo nell'empireo del pensiero. Specialmente se non avete quell'esperienza e competenze consolidate che hanno gli esperti del settore, quelli navigati.

3. Abbiamo tenuto presente che Execution is Strategy?

Qui introduciamo un altro tema: Execution is Strategy. Ovvero tante slide di Powerpoint, anche se intelligentissime, non contano nulla, se non le scarichiamo a terra. Quindi, siamo sicuri che siamo pronti ad affrontare l'operatività?

Sembra strano parlarne adesso in quella che apparentemente è una fase ancora di sviluppo, finalizzazione del pensiero strategico.

Ma l'operatività ha il brutto vizio di essere spesso complessa e lunga da mettere in pista.

Le risorse difficili da trovare.
Insomma, ci siamo organizzati?
Saremmo pronti (e quando) a partire?
Abbiamo tutto quello che ci serve e abbiamo identificato tutte le persone che ci servono?
(etc)
Il rischio qui è di essere pronti a partire con la strategia... e solo allora partire con l'organizzazione delle risorse. E magari ci mettiamo sei mesi per avere la macchina pronta.

A quel punto siamo cambiati noi, è cambiato il mercato, il contesto... e magari la strategia è da rifare.
Nobbuono.


Un esempio: i tempi che ci siamo dati, sono realistici? 

Meglio sempre darsi ampi margini di sicurezza, è nella natura dei progetti fare tutto il possibile per arrivare fuori tempo massimo.

Cosa deve succedere quando? Qual è la pianificazione temporale delle attività, le date di consegna, pubblicazione, online?

Siamo sicuri che stiamo comunicando nel momento giusto, che non ci sono eventi previsti che distoglieranno completamente l'attenzione del pubblico dalla nostra attività, che non siano momenti "giusti" per noi, che non vadano n conflitto con altre attività di marketing...?

4. Siamo sicuri che il target..

Noi parliamo per definizione a un target, in realtà (chissà perché non lo si dice mai) in genere parliamo a più target e c'è un effetto diffusione. E con i target dobbiamo riuscire a entrare in relazione, dire le cose giuste o anche solo dare, razionalmente e freddamente, le informazioni giuste.

Ad esempio: siamo sicuri che il target lo conosciamo bene? 

Sappiamo davvero (che è diverso da immaginare, intuire...) quali sono i suoi desideri, i bisogni, le paure, le ansie, i desideri. come si sentono, come si comportano... (e qui non aggiungo altro, per non essere banale ma vi invito a guardare queste slide che abbiamo presentato un po' di tempo fa...

Siamo di sapere dove lo posso raggiungere e come si comporta sui vari mezzi e piattaforme?
(etc etc su tutto il tema della conoscenza, degli insight, su cui non mi ripeto).

Ad esempio: siamo sicuri che il target sia quello che noi pensiamo?

Attenzione: normalmente in ogni operazione di comunicazione (o meglio, di marketing), i target cui dobbiamo comunicare sono diversi. 
Ci sono le persone che comprano i nostri prodotti o servizi. 
Ma magari la nostra comunicazione arriva anche alla nostra rete di distribuzione, ai negozianti; viene vista da giornalisti, influencer e blogger, e forma opinione. Può raggiunge stakeholder e investitori, viene vista dai legislatori, che magari un domani dovranno decidere dei destini del nostro mercato... noi ci abbiamo pensato?

I messaggi sviluppati, non mirati a questi target secondari o collaterali, non è che rischiano di crearci dei problemi, urtare sensibilità, toccare nervi scoperti?

Se devo mandare messaggi diversi a target diversi, come faccio a evitare conflitti percettivi su target che li vedano tutti e due? In sostanza, ho allineato bene la mia strategia di comunicazione, con un approccio integrato?

------ *MESSAGGIO PROMOZIONALE / COME APPROFONDIRE *-------

Come accennato in apertura, questo post è un approfondimento al nostro manuale "Strategia Digitale". l manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media.

Per chi non lo conosce, qualche rapida informazione. Intanto dalla sua uscita è più o meno costantemente tra i libri della categoria "business" più venduti su Amazon, su carta e in formato Kindle. Anzi, per un paio di giorni siamo stati il libro in assoluto più venduto su Kindle in Italia (ok, l'editore aveva fatto un taglio prezzo molto notevole :-).

Ma ecco una breve descrizione di cos'è:

Abbiamo voluto fare un libro diverso: in mezzo a tanti libri che "spaccano paradigmi", che fanno della gran teoria del futuro, che dicono alle aziende dove sbagliano ma non danno ricette per fare giusto, abbiamo voluto fare un manuale.

Abbiamo cercato di dire quali sono gli step necessari, giorno, dopo giorno, per fare comunicazione sul campo. Mettendoci quella dose di teoria utile e necessaria per capire perché le cose vanno fatte in quel modo.

Il libro è pensato per:

a) chi lavora in azienda e vuole capire come si fa e perché con l'agenzia non riesce a capirsi :-)

b) chi lavora in azienda e ha un capo con cui non riesce a capirsi o per chi lavora in agenzia e ha bisogno di far capire al cliente "come funziona", visto che non è pubblicità :-)

c) chi lavora comunque nel digitale e vuole andare oltre alla mera operatività - capendo come si ragiona in modo strategico (in funzione degli obiettivi) per fare progetti migliori

d) chi vuole iniziare a lavorare nel mondo digitale e vuole affiancare all'indispensabile pratica anche una capacità di pensiero strategico


Dentro ci sono parecchi decenni (combinati) di esperienza di Giuliana e mia. Raccontando ciò che abbiamo visto funzionare sul campo - dato che il digitale l'abbiamo visto nascere e crescere.

Come dice Giuliana nel suo blog:"Mettere ordine nel senso che, se per i singoli pezzi di digitale come il SEO/SEM, le Digital PR, il Social, sono stati scritti fiumi di parole, la parte che viene prima di tutto questo, la strategia digitale, appunto, non è mai stata considerata. O meglio, ciascuno si è costruito il suo modo di procedere, la sua metodologia, sulla base dell’esperienza e dell’esigenza del momento, ma tutto ciò non è mai stato codificato. Ci abbiamo provato noi."

Ecco i link da dove potete capire qualcos'altro sul libro e comprarlo online (in versione cartacea o ebook).







1.5 Milioni di grazie a tutti voi.

E così anche la barriera del milione e mezzo di pagine viste è stata passata.

Sì, da quando ho iniziato a misurare questo blog (Maggio 2010 - il blog è nato nel 2005) a oggi, ho totalizzato un bel 1 milione e mezzo di pagine viste.

Grazie quindi ai robot di Google e degli altri motori di ricerca, che mi hanno dato una grossa mano a raggiungere questo obiettivo. E grazie soprattutto a tutti i miei lettori umani.

Sono contento che, nonostante i vari casini portati dai cambi degli algoritmi di Google, nonostante abbia sempre meno tempo, nonostante tutto il blog riesce a funzionare e a macinare numeri (ma non fatturati, ovviamente).

Adesso si parte verso i due milioni. Qualche anno e ci arriviamo (a questo ritmo, se ne parla nel 2018...).

Grazie ancora :-)