martedì, novembre 25, 2014

Acquisti online/offline? Il Webrooming batte lo Showrooming (Ricerca).


OK, i retailer erano già tutti belli preoccupati per lo showrooming quando adesso salta fuori che la tegola che gli cade in testa è un'altra, ed è pure peggio.

Per chi non si ricordasse: lo Showrooming è il fenomeno del possibile cliente che entra nel negozio (fisico), guarda il prodotto, si prova la taglia, dice "grazie, ci penso" e poi si fionda a comprare il prodotto da un retailer online, cercando di risparmiare soldi (e ci si riesce, quanto ci si riesce, se si sta dietro alle offerte speciali...).

Problemone, discussioni sul ruolo dei negozi fisici (a parte i flagship stores, che al limite potrebbero anche fregarsene, se di proprietà dell'azienda... diventano una sorta di piattaforma di comunicazione, più che di vendite...).

Insomma leggetevi i miei post precedenti sullo showrooming (li metto sotto) e andiamo avanti.

Ora invece salta fuori da una ricerca - FutureBuy 2014 di GfK (sì, la potete scaricare dal link) - che il numero di persone che prima di comprare online sono andati in un negozio fisico è sceso, in percentuale dal 37% al 28%.

Mentre invece è schizzato al 41% la percentuale di quelli che hanno fatto il webrooming, ovvero la ricerca l'hanno fatta, da un device mobile, solo sui negozi online e la distribuzione fisica proprio non se la sono filata. 

Il che è malissimo, perchè se vengono a farti showrooming, magari... già che sono lì... se invece in negozio proprio non ci entrano...

La ricerca dice un'altra serie di cose interessanti - ecco una sintesi della press release:


The complex interplay between online and in-person shopping in the US has tilted slightly in favor of bricks-and-mortar retailers, according to GfK’s 2014 FutureBuy® global study of shopping habits and preferences. Incidents of smartphone “showrooming” – seeing a product in a store, then buying it online from another retailer using a smartphone – dropped from 37% in the US last year to 28% in 2014. But “webrooming,” in which consumers buy in a store after researching a purchase online using a smartphone, was reported by an even higher proportion of respondents, 41%.
Use of a smartphone or tablet to “webroom” topped “showrooming” on those devices by 12 to 14 percentage points among Baby Boomers (ages 50 to 68) and Generations X (35 to 49) and Y (25 to 34). Only Generation Z preferred showrooming – and not by much.
US shoppers who decided to make their purchases in a bricks-and-mortar environment were motivated by key differentiators such as “see and feel before buying” (58% prefer bricks and mortar, versus 9% online), “get products sooner” (53% versus 16%), and “hassle-free returns” (35% versus 10%). When online was the preferred purchase venue, attributes such as “save money” (61% versus 28%), “easier” (53% versus 24%), and “better selection” (46% versus 16%) were deciding factors.
Though PCs and laptops still account for the lion’s share of online research and purchases, mobile devices (smartphones and tablets) are playing a growing role. Internet shopping via a traditional home computer (PC or laptop) dropped from 78% to 63% in the US in just one year, while use of mobile devices doubled – from 8% to 15% for smartphones, and 5% to 10% for tablets.
Ed ecco per approfondire il tema showrooming:

Che paura lo Showrooming: in negozio si paga per entrare.


lunedì, novembre 24, 2014

Bellissima azione unconventional (gattini). Far rilassare le persone, combattere lo stress.


Non potevo non parlarne :-)

Bellissima azione di ambient.

Partendo dall'insight che le persone sono tanto stressate, Purina (sì, quella dei gatti) ha pensato bene di attrezzare un'area in un parco.

Cat Therapy.

Idea semplice ma emotivamente potentissima.


venerdì, novembre 21, 2014

Anche la Radio è sempre più "mobile" - l'app di Radio RAI

Sembra un po' buffo parlare di radio sul mobile.

Ma se la fruizione di content avviene sempre più su Internet e sempre più su mobile, anche i contenuti radiofonici devono trovare nuovi sbocchi verso le utenze.

E le battaglie per le audience, anche sul fronte delle distribuzioni di contenuti, si condurranno sempre più su device che ci porteremo addosso.

Del resto la radio è sempre stata un mezzo naturalmente mobile (specialmente quando la tecnologia ha permesso di abbandonare i valvoloni e di passare ai transistor).
Ed è ancora nel ricordo di tanti di noi la domenica pomeriggio all'italiana, con la famigliola a spasso nel parco. Con il genitore, radiolina all’orecchio, seguire le dirette sportive di “Tutto il calcio minuto per minuto".

E’ quindi naturale che un mezzo naturalmente ubiquo come la radio investa per essere ancora più nomade, affiancando alle onde radio il web in mobilità.

Su questo fronte gioca anche Radio RAI. La logica è portare la Radio di qualità sempre più vicina al pubblico, anche grazie alla nuova incarnazione dell’app, che ci porta la Radio RAI, in modalità crossmediale, sui cellulari e i tablet. Aggiungendo ai contenuti “naturali” un valore aggiunto non banale.

Le cose che trovo più interessanti (dal punto di vista di chi si occupa di comunicazione) di questa app sono:

Si da' accesso, in rete, a quei canali (a quei contenuti) che non sono disponibili "via radio" ma che sono web only. E che adesso sono disponibili anche in mobilità. (I canali disponibili sono Radio 1, Radio 2, Radio 3, Fd4, Fd5, Isoradio, GR Parlamento e i tre canali di webradio Rai, Wr6, Wr7 e Wr8).

Si lavora per un'esperienza più crossmediale; non solo il programma in audio, ma una serie di contenuti accessori che arricchiscono la experience (si dice così, no?) del programma radiofonico.

L'interattività: l’app ci permette di interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai. 

L'attenzione alle news: nuove sezioni sono state dedicate all’informazione del Giornale Radio Rai in cui sarà possibile riascoltare e scaricare le ultime edizioni di Gr1, Gr2 e Gr3 e consultare gli archivi delle edizioni dei giorni precedenti.

La modalità "in car" - che evidentemente si basa sullo scenario in cui anche in automobile la radio la useremo via web, in streaming. Ascoltando canali non necessariamente hertziani.




Per il resto nell'app ci sono le feature che ci possiamo giustamente aspettare.

C'è la guida programmi dei prossimi 7 giorni, aprendoci tutto il mondo dei contenuti on demand disponibili per quel programma (audio delle puntate, video e foto).

Ovviamente, potremo riascoltare in podcast tutta una serie di contenuti che ci siamo persi “in diretta”.

Con l’app Radio RAI possiamo addormentarci con il nostro programma preferito, e lo smartphone si spegnerà da solo; o usare il nostro device come una vera e propria radiosveglia, che ci farà iniziare giornata svegliandoci con il programma radio RAI che preferiamo.

L’app è completamente gratuita ed è disponibile per:

iOS (iPhone, i Pad…) 
Smartphone e Tablet Android
Kindle Fire
Blackberry

Per maggiori informazioni: http://bit.ly/1wNSv1r

Già che ci siamo, vi metto anche lo spot:



(In logica di trasparenza: Radio RAI è un cliente dell'agenzia per cui lavoro. Sapevatelo)

giovedì, novembre 20, 2014

L'advertising ha bisogno del digitale, per lo storytelling: Heineken (+ Ford)


Riprendo il discorso fatto qualche tempo fa - il ragionamento sul fatto che l'advertising televisivo potrebbe diventare semplicemente il trailer di quello che succede in Rete.

In una logica dove la vera comunicazione si fa online, e la TV serve più che altro a fare "drive to" (con il caveat che comunque quasi una metà degli Italiani Internet proprio non ce l'hanno, quindi...)

Intanto per i limiti tecnologici che l'online non ha - il che rende possibile una narrazione come quella di Honda che vi ho raccontato l'altro giorno - che in TV non sarebbe pensabile.

Ma anche per la possibilità di ramificarsi, di costruire mondi articolati, di raccontare storie fuori dalle gabbie dei 30", con un respiro narrativo e un contenuto che vivono in maniera meno sacrificata.

Un esempio: la nuova campagna di Heineken.
La linea narrativa è sempre quella di un personaggio (iper cool) che compie un percorso dove incontra ente, fa esperienze, fa la figura dell'überfaigo e tendenzialmente cucca.

Capostipite (e secondo me tuttora insuperato) di questa forma di storytelling è la campagna "The Entrance" (di cui avevo scritto qui).

La nuova release di questa storia è The City (l'avrete vista in TV, quella in cui il tizio insegue la tizia, attraverso una percorso dettato dai biglietti da visita...). Che poi si lega ad un'operazione online (http://openyourcity.heineken.com/) di cui magari parliamo  un'altra volta.

Confrontate il 30" (che onestamente è poco più di un trailer) con la versione online del video.
Mi sembra ovvio che il trend sia chiaro, per i creativi: pensare a una pubblicità che andrà online. E poi realizzarne una versione ridotta che andrà in TV. Che non è più il posto dove vanno le cose veramente belle.

Ecco il 30". Fate mente locale su cosa capite della storia.



Ecco la versione completa (2 minuti).



Non dico altro.

Anzi sì, se devo raccontare micro storie, anche di prodotto, guardate cosa può fare la combinazione mobile + stampa, nel caso di Ford:


Ricordo anche questi due vecchi ma sempre interessanti casi di integrazione stampa / digitale per lo storytelling:

L'incidente Aumentato di Axa :-)


mercoledì, novembre 19, 2014

SoDA Digital Marketing Report (scaricabile). Da leggere: dove sta andando il Digital Marketing?


Ecco la nuova edizione del SoDA Digital marketing report.

Per chi non la conosce è una pubblicazione curata dal SoDA, che è la "primary multinational organization focused solely on leading and representing top digital agencies and elite production companies through unparalleled collaboration, knowledge-sharing, business support and exploration of how technology can be leveraged to transform consumer experiences."

Si parla, in questo report (di cui vi embeddo lo Slideshare qui sotto ma che è anche disponibile sul sito http://sodareport.com/), di una serie di trend interessanti, con una serie di contenuti che fanno pensare.
Research and findings in Volume 1 revealed several key shifts in marketer/agency relationships and major discrepancies on topics such as: areas that brands and agencies believe are most valuable to clients, reasons clients walk away from agency relationships and the biggest talent shortfalls within client organizations. In this edition, we continue to explore some of those same findings, offering very different perspectives and lines of reasoning in an effort to challenge our own assumptions and improve our analysis of important industry issues.
The meticulously-curated editorial sections within the Report include Industry Insider, Modern Marketer and Tech Talk. You’ll also find an exemplary collection of projects from SoDA members and partners that feature work with world-renowned brands such as Coca-Cola, Nike, Google, Pepsi, and YouTube in addition to immersive digital experiences for museums and academic institutions.

martedì, novembre 18, 2014

Mondi paralleli in comunicazione: The North Face e Honda (migliore creatività dell'anno?)


Interessante che nel giro di pochi giorni mi capitino sotto gli occhi due comunicazioni pubblicitarie basate sul concetto di mondi paralleli. Di due facce della stessa medaglia.

Sarà un segno dei tempi. Un insight di consumatori sempre più complessi.
Oppure una casualità, segno di prodotti che vanno bene per tante cose.
Tutto e il contrario di tutto.

In entrambi i casi, Content is King (con buona pace degli amici che dicono il contrario :-), e lo storytelling ci permette di parlare di prodotti in maniera più relevant e sensata per le persone.

Comunque...
Il video di The North Face è pura pubblicità (btw possiedo quel prodotto e non posso che raccomandarlo, soldi ben spesi, vedi nota)
Eccolo: ben fatto, idea semplice, buona esecuzione.
Modello classico, non digitale.


The North Face - Parellel World DC from addictfilms on Vimeo.

Molto diverso è il caso di Honda - forse la più bella creatività dell'anno, come probabilmente già saprete, perché se ne è già parlato moltissimo (al punto che stavo per non parlarne, non mi piace raccontare storie che tutti hanno già raccontato), è una comunicazione interattiva.
O meglio una comunicazione che adotta un approccio molto interessante all'interattività.

Qui il digitale permette di raccontare una storia in un modo che sarebbe impossibile in un mondo "analogico". La tecnologia ma anche il modo di pensare che il digitale ha portato cambia i linguaggi, apre modi nuovi di raccontare le storie.

Come funziona: andate a questo indirizzo e guardatevi il filmato: 

Ogni tanto premete il tasto R (non funziona da mobile, mi dicono).
Scoprirete che ogni storia ha due facce, ogni persona due aspetti, ogni momento ha un prima o un dopo.
Enjoy.

Ecco il "behind the work":




Nota: nella categoria "Products I Love" (e adesso mi metto a fare il fascion /autdoor blogger) sono un felice utente di due prodotti, che uso come strato intermedio 2 stagioni su 4 e come capo esterno per le altre due, sia in città che fuori. Sono un felice possessore di:

The North Face Thermoball (quello del film)

Costano un po' ma valgono la spesa. E sono un'ottima alternativa alle piume, se Report vi ha impresisonato...