venerdì, aprile 18, 2014

DHL installa la Packstation a Milano: ritiro self-service, aiuterà l'ecommerce?

Personalmente, io compro molto attraverso l'ecommerce. 

Vino, caffè, tecnologia, solo per citare alcune delle categorie principali.

Lo faccio anche perché sono fortunato: ho un portinaio (e, volendo anche un datore di lavoro comprensivo :-) e quindi il recapito dei pacchi non è un problema.

Naturalmente non è così per tutti, anzi, buona parte di quelli che conosco non hanno modo di farsi mandare i pacchi a casa - quindi rinunciano, o prediligono quei rivenditori che hanno un sistema "pick&pay" o dei punti di ritiro dove il tuo pacco ti aspetta.

Quelli che una volta chiamavamo "Corrieri" hanno chiaro il business rappresentato da un'espansione dell'ecommerce in Italia, e quali sono i fattori limitanti.

In questa direzione (ma non solo) va l'iniziativa di DHL - ovvero l'installazione a Milano di una "packstation" - una struttura per il ritiro di pacchi, a disposizione dei cittadini 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Dopo il successo che il sistema ha conosciuto in Germania, ora è il turno dell'Italia.

In pratica è un sistema automatizzato; si inserisce il proprio codice utente/ un barcode e si ritira il proprio pacco che è lì ad aspettarci.

Riducendo, tra l'altro, anche il traffico per la consegna dei pacchi, con un impatto positivo sulla congestione della città e l'impatto ambientale.

Nella fase successiva, poi, sarà possibile non solo ritirare ma anche spedire pacchi (ad esempio resi...) usando la packstation più vicina (quella di Piazzale Segrino è la prima di una serie di installazioni che saranno realizzate). 

Serie che potrebbe essere numerosa, visto che in Germania DHL ha installato 2.700 di questi impianti, in 1600 centri urbani (e qui il discorso della copertura dei piccoli centri, della provincia... che per l'Italia è particolarmente importante...), totalizzando 4.5 milioni di utenti registrati al servizio e 30 milioni di spedizioni l'anno con questo punto di ritiro finale.

Da qui in poi, cito, in ottica di efficienza e risparmio energetico (mio), ampi stralci della press release, che spiega bene (le si fanno per questo...)

"Il progetto nasce dalla collaborazione tra DHL Express e il Comune di Milano, all’insegna dello spirito GoGreen, dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. Grazie a questa partnership DHL Express sarà l’unico operatore ad installare le Packstation su suolo pubblico: quella di Piazzale Segrino sarà, infatti, la prima di una serie di strutture che verranno posizionate nei prossimi mesi in zone strategiche della città, mirando nel giro di un paio d’anni a presidiare l’intero territorio nazionale.

La scelta delle aree è stata decisa insieme al Comune di Milano con l’intento di agevolare i residenti, i pendolari, gli studenti e consentire loro di ritirare i pacchi in qualsiasi momento della giornata, alleggerendo il processo di delivery door-to-door, riducendo il numero di spedizioni non consegnate a causa dell’assenza del destinatario nei comuni orari di operatività dei corrieri e mettendo a disposizione un’alternativa sempre operativa. "


Nota/"Operazione Trasparenza": DHL è un cliente dell'agenzia per cui lavoro... 

giovedì, aprile 17, 2014

FoodBlogger: foto perfette al ristorante, con la Dinnercam: PR Stunt in Sud Africa


Essere un Food Blogger è molto cool :-)

Ma per raggiungere e mantenere una vera coolness in un settore così competitivo, è necessario saper creare contenuti di pregio e non banali - anche dal punto di vista visivo.

Seppur i telefonini abbiano fatto passi da gigante nelle loro prestazioni fotografiche, tutta una serie di fattori (in primis l'illuminazione del ristorante) remano contro alla realizzazione di immagini di qualità di quello che andremo a mangiare e a raccontare.

Ecco allora l'ideona. La Dinnercam, una sorta di studio fotografico portatile - prenotabile prima della cena (per il momento solo in un ristorante messicano, in Sud Africa).

Così il blogger potrà prelevare il piatto dal proprio tavolo, trasportarlo alla macchina e lì realizzare magnifiche immagini da postare al volo su Instagram & Co (qui il fattore tempo è cruciale, non solo per essere sul pezzo col proprio content ma soprattutto per evitare di mangiare freddo).


La Dinnercam, in maggiore dettaglio, appare sostanzialmente essere un set fotografico ottimizzato per gli still life e l'uso di smartphone  per scattare e postare la foto, grazie alla connessione WiFi offerta dall'apparato (se guardate il video che posto in fondo, capite tutto).

Posso immaginare uno scenario in cui la Dinnercam potrà diventare più importante per il ristorante di una recensione su TripAdvisor. 

Indubbiamente i foodblogger prediligeranno cenare (e raccontare) proprio in quei ristoranti che daranno loro il valore aggiunto della presenza della macchina e quindi della possibilità di realizzare foto che permettano loro di diventare sempre più foodstar  - foodporn addicted.

O no? :-)

In realtà c'è da domandarsi chi c'è dietro e a cosa serve davvero questo "stunt" di comunicazione.

Il committente è un provider sudafricano. Che ha fatto realizzare la macchina come esempio, riflessione, provocazione sul tema dell'impatto di una buona connessione WiFi negli spazi pubblici... magari proprio per vendere connessioni, visto che ha un offerta senza limiti...

Approfondimenti:

L'hashtag è #dinnercam

Facebook: beh, non c'è una pagina.. ma si può sempre fare una ricerca per hashtag.. e funziona :-) Ecco dove trovare un po' di risultati: https://www.facebook.com/hashtag/dinnercam

Articoli di approfondimento:

Ed ecco il video:

mercoledì, aprile 16, 2014

Burger King apre un motel - per incoraggiare l'infedeltà. Al manzo.

Per promuovere la propria gamma di prodotti a base di pollo - e quindi spingere all'infedeltà rispetto ai prodotti a base di manzo, Burger King ha pensato bene (in Nuova Zelanda) di giocarsela in modo un po' polemico - e di aprire un motel, simbolo del tradimento, of course.

Una strategia mirata a fare rumore.

Si è trattato di convertire un motel esistente, brandizzandolo (e togliendo i letti, tanto per andare sul sicuro). In questo motel alimentare, i clienti potevano provare il prodotto in privato...

Naturalmente anche i Social hanno fatto la loro parte, ecco l'hashtag: #MotelBK e la pagina Facebook: 






martedì, aprile 15, 2014

Beauty 2.0, il leader è Pupa Milano - Ricerca Brands & Social Media di Università Cattolica + Digital PR su MakeUp/Cosmetici

Disponibile la nuova puntata della nostra ricerca Brands & Social Media - questa volta il focus è sul mondo del Beauty.

Fra le tendenze presidio dei social network più diffusi, attenzione al target, consolidamento dell’uso di tutorial, coinvolgimento di YouTuber e blogger.

Brands & Social Media - Beauty
(In fondo al post trovate il link all'infografica...)
L’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica – e Digital PR, pubblica il quinto report, dedicato al settore Beauty – Make Up/CosmeticiDiciotto i brand analizzati, selezionati fra i principali all’interno del mercato consumer italiano.
Leader di classifica è Pupa Milano, con 61,29 punti, seguito a breve distanza da Deborah Milano con 58,48 punti. Al terzo posto si classifica invece Kiko Make Up Milano con 49,28 punti.
All’interno della classifica il settore presenta una distribuzione omogenea dei punteggi (compresi fra i 61,29 di Pupa Milano e i 16,42 di Miss Broadway), rivelando una buona presenza sui social network e un uso maturo delle piattaforme. Si nota, inoltre, la tendenza a utilizzare le piattaforme più diffuseFacebook e YouTube in particolare, con stili di appropriazione e performance differenziate, ovvero la leadership sui parametri considerati si distribuisce su diversi brand e non su uno solo.
Il social network maggiormente utilizzato è Facebook (18/18 brand), seguito da YouTube (17/18 brand). Le due piattaforme si presentano rispettivamente come il luogo dove aggiornare quotidianamente le fan su prodotti e iniziative e la repository dei video dedicati ai prodotti e al loro utilizzo. Twitter è invece utilizzato solo da 13 brand su 18, ma i profili realmente attivi durante il periodo di rilevazione sono 10, evidenziando una presenza di settore limitata e una probabile difficoltà ad appropriarsi di questo social network su un mercato come quello italiano dove gli utenti sono ancora una nicchia. Spicca l’utilizzo di Google+ (14/18 brand), anche se nella maggioranza dei casi si tratta di profili di mero presidio, con una scarsa attività da parte degli utenti, o collegati ai canali YouTube. Sorprende anche lo scarso utilizzo dei social media emergenti più visuali, come Pinterest (5/18 brand), Instagram (6/18 brand).
Pupa Milano, costruisce la leadership di settore attuando una presenza estesa su tutti i social network considerati (tranne Instagram) e costante nelle sue performance. In questo modo riesce a mantenere mediamente elevati sia l’aggiornamento dei contenuti sulle diverse piattaforme sia l’engagement degli utenti. La scelta è quindi quella di presidiare in modo accurato tutti i canali, adattando i contenuti alle caratteristiche di ciascuno, facendo leva soprattutto sulla presentazione dei prodotti e il dialogo attivo con le proprie utenti, principalmente su Facebook (dove conta 677.451 fan nel periodo di rilevazione) e Twitter (16.300 follower nel periodo di rilevazione). Questa tendenza è incentivata dall’aver creato attorno al brand una vera e propria community alimentata anche attraverso il sito dedicato Pupa4Fun e la Pupa Nail Academy dedicata ai tutorial per la nail art realizzate in collaborazione con blogger e YouTuber. Spicca in questo senso un abbondante uso della comunicazione visuale (sviluppato anche su Pinterest) in cui vengono presentati i prodotti e le modalità di utilizzo. Fra i dati quantitativi rilevati Pupa Milano presenta il massimo punteggio per la frequenza di aggiornamento su Twitter (una media di 7,04 tweet al giorno nel periodo di rilevazione) e per il numero di iscritti al canale YouTube (oltre 30.500 nel periodo di rilevazione).
Deborah Milano presenta caratteristiche simili a quelle di Pupa Milano, sia per quantità che qualità della presenza sui social network, ma con un livello di performance lievemente inferiore. Anche in questo caso si punta alla comunicazione di prodotto e al dialogo con le utenti, coinvolgendo anche blogger e YouTuber per la realizzazione di tutorial. Spicca in questo senso il livello di commenti sui video più popolari del canale YouTube (una media di 114,7 commenti per i 10 video più popolari), concentrati soprattutto sui video tutorial che coinvolgono le YouTuber più famose. Deborah Milano si distingue anche per l’utilizzo sia di Instagram che di Pinterest, attribuendo così un importante valore alla comunicazione visuale dei prodotti.
Fra gli altri brand spiccano Kiko Make Up Milano per quanto riguarda il profilo Twitter dove è leader per i follower (49.900 nel periodo di rilevazione), retweet (una media di 8,10 nel periodo di rilevazione) e listed (il brand è inserito in 111 liste nel periodo di rilevazione). Il brand bergamasco attira inoltre un elevato numero di fan, grazie anche ad iniziative promozionali ad hoc (oltre 2 milioni nel periodo di rilevazione), ma non raggiunge i vertici della classifica per una presenza meno estesa sui social network considerati per l’analisi e per una minore efficacia del canale YouTube rispetto a quella dei primi due classificati. Notevole è inoltre la performance di L’Oréal Parisper quanto riguarda la media di commenti e di like su Facebook (rispettivamente una media per post di 89,5 e 1573,75 nel periodo di rilevazione) e per il numero di visualizzazione dei caricamenti su YouTube (41.622.355 nel periodo di rilevazione). Il brand francese riesce quindi a guadagnare il quarto posto in classifica nonostante attui un presidio limitato di piattaforme (Facebook, YouTube e Google+). Da segnalare, infine, le performance di Yves Rocher per quanto riguarda la condivisione dei contenuti Facebook (una media di 1188,82 per post nel periodo di rilevazione), risultato ottenuto anche coinvolgendo le “consigliere di bellezza”, molto attive sulla pagina, e il numero di fan su Facebook di Nivea (13.267.517 nel periodo di rilevazione, un dato davvero notevole se si considera che si tratta di una pagina riservata al mercato italiano).
Fra le tendenze di settore si può notare l’ormai consolidato utilizzo di tutorial realizzati coinvolgendo famosi make up artist oppure note make up YouTube e blogger, la presenza di una forte fidelizzazione in termini di marca e soprattutto di condivisione della filosofia del brand per quanto riguarda lo stile proposto o l’approccio alla cosmesi. In questa direzione spicca l’attenzione per gli inci (la composizione dei prodotti) da parte delle fan e clienti di brand che usano per esempio materie prime vegetali oppure che storicamente non effettuano test sugli animali.
“Anche questo settore si presenta come peculiare rispetto alla comunicazione sui social network e la concentrazione sulle piattaforme maggiormente diffuse nel nostro Paese mostra l’attenzione che i brand hanno nei confronti del proprio target, andando a intercettarlo nei luoghi e con gli stili comunicativi più adatti, anche ottimizzando gli investimenti - spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. In questo senso la diversità delle performance si spiega anche in base al diverso mercato e caratteristiche dei brand considerati per l’analisi che spaziano dal mass market alla vendita diretta”.
“Quello della cosmetica - dichiara Nicolò Michetti - è da sempre un tema molto dibattuto sui social media. E’ un settore dove si parla molto di prodotto e dove la componente visiva è molto forte. Molti brand hanno saputo cogliere quest’opportunità, avviando una conversazione attiva con i propri interlocutori sulle più varie piattaforme social e rivelandone un uso maturo rispetto ad altri comparti. Chi eccelle deve il proprio successo non solo a un uso estensivo e accurato delle varie piattaforme, ma anche alla capacità di adattare sapientemente i messaggi e le storie alle diverse caratteristiche dei canali social, con la creazione di vere e proprie brand community.”
La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand beauty più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati 2013 dei maggiori gruppi cosmetici, confrontato con la classifica degli utenti e quella della giuria dei Beauty Web Awards 2013 e definito in collaborazione con Cosmetica Italia.
La rilevazione dei dati è relativa al mese di febbraio 2014 e sono stati analizzati i profili rivolti al mercato italiano.
I dati principali sono riassunti nell’infografica di anteprima allegata al comunicato. Per ordinare i report completi, che contengono anche indicazioni di ordine strategico, è necessario contattare osscom@unicatt.it o info@digital-pr.it.
Contatti
Ufficio stampa Milano: ufficio.stampa-mi@unicatt.it – tel. 02 72342307
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lunedì, aprile 14, 2014

Pagare col Cellulare: Vodafone lancia i pagamenti NFC in Italia

Torno ancora una volta sul tema NFC - come sapete la mia tesi è che si tratti di una tecnologia interessante per il marketing e la comunicazione, molto più ad esempio dei QR Code.

Fattore limitante: la sua scarsa awareness; molti smartphone infatti sono già attrezzati ma le persone non lo sanno.
Chiaro che nel momento in cui si inizia a pagare con il cellulare e quindi a usare l'NFC si apre la porta anche ad altri usi (per vedere quanto ho scritto finora sul tema NFC, potete cliccare qui).

Ora finalmente Vodafone lancia il servizio; lanciando l'app e appoggiando lo smartphone abilitato su un terminale, in automatico parte il pagamento.

Certo, ci sono un po' di limitazioni -   ad esempio sono pochi i telefoni abilitati e, ovviamente, manca l'iPhone dato che Apple, come tradizione, cerca di non abbracciare gli standard di altri e di imporre i propri.

Ecco il link al sito Vodafone da cui potete chiedere di essere avvisati appena il servizio sarà disponibile (29 Aprile):

Inutile che stia a riscrivere la loro press release, ve la sintetizzo.
Appena ci riesco lo provo e vi racconto come mi trovo.


Milano, 8 aprile 2014 – Vodafone Italia rivoluziona il mondo dei pagamenti attraverso lo smartphone e lancia l’applicazione Vodafone Wallet e Vodafone SmartPass NFC, la carta di pagamento ricaricabile integrata nel cellulare realizzata in collaborazione con CartaSi e MasterCard.
 
Vodafone Wallet è la nuova applicazione che permette di ospitare sul proprio smartphone carte di pagamento, titoli di trasporto pubblico e carte fedeltà.
 
All’interno del portafoglio digitale Vodafone porta SmartPass NFC, la prima carta di pagamento integrata nello smartphone che si basa sulla piattaforma interoperatore, a cui possono accedere tutti gli emittenti di carte di pagamento che intendono abilitare i propri prodotti agli acquisti via cellulare. SmartPass NFC permette di effettuare pagamenti in modo semplice, immediato e sicuro direttamente con il proprio smartphone grazie alla tecnologia NFC (Near Field Communication). Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con CartaSi e il Circuito MasterCard. La nuova soluzione, che si avvale della piattaforma tecnologica per pagamenti contactless realizzata da SIA, è il primo passo concreto su larga scala nel processo di sviluppo e diffusione dei pagamenti mobili tramite cellulare in Italia.
 
Secondo il Politecnico di Milano gli smartphone NFC circolanti in Italia sono oltre 8 milioni, mentre le carte di pagamento contactless hanno raggiunto i 6 milioni. Di queste, circa 500 mila sono carte Vodafone SmartPass emesse da CartaSi, mentre sono più di 200 mila le SIM NFC Vodafone già attive in Italia.

Con Vodafone SmartPass NFC è possibile effettuare un acquisto  con un solo gesto, semplicemente avvicinando il telefono ad uno degli oltre 150 mila POS di nuova generazione già presenti sul mercato italiano e previsti in costante crescita anche grazie alle nuove installazioni di CartaSi.  Solo nel caso di importi superiori ai 25 euro viene richiesto l’inserimento di un PIN di sicurezza.

Dal 29 aprile sarà possibile attivare SmartPass NFC in tutti i Vodafone Store. Per utilizzare la soluzione basta avere uno smartphone e una SIM dotati di tecnologia NFC. Vodafone Wallet è invece scaricabile gratuitamente ed è attivo su piattaforma Android.

 

venerdì, aprile 11, 2014

In "registrata" l'hangout dove raccontiamo il libro Strategia Digitale

Ammesso che ve ne freghi qualcosa e non vi siate ancora rotti del mio libro, vi segnalo che ieri abbiamo fatto un Hangout con BizCommunity.

Intervistati da Gigi Beltrame, abbiamo raccontato un po' di cose sul libro, in modo che magari capite un po' meglio cos'è e a cosa serve, prima di decidere di comprarlo.

Ecco il link:  http://ow.ly/vEffi

Ecco ora un breve messaggio pubblicitario:

Strategia Digitale è un utile manuale per capire come pensare e come fare la comunicazione sul digitale, con un pensiero strategico e di marketing (e non di improvvisazione o di panico).

Se lo volete comprare in versione cartacea, potete cliccare sul bannerino che trovate in alto a destra sul mio blog (e ci guadagno qualche centesimo).
C'è anche in versione Kindle.

Comunque lo trovate su Hoepli.it  e qui sotto il link per Amazon:
Strategia digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media

Post allegro, evento sgargiante: la Color Run ritorna in Italia :-)



Dai, post coloratissimo del venerdì.

Essere visibili e "ingaggiare" la gente.

Direi che la Color Run è un'attività che dovrebbe rendere bene su questo fronte :-)

Se non la conoscete, vi dico solo che non è la solita corsetta metropolitana - ma una missione: partire bianchi e arrivare il più colorati possibile. Il che, tra l'altro, sottende ad un approccio di 5 chilometri di "massimo casino", con una massiccia presenza di lancio di coloranti sulla folla :-)

La Color Run (i "5 chilometri più felici del pianeta") ha già coinvolto più di un milione di persone nel mondo con centinaia di eventi, anche se non si tratta di un'idea del tutto originale -  inevitabile pensare alla secolare festa di Holi, in India...(che quest'anno cade il 17 Marzo) e che è stata in varie forme più "laiche" ripresa nel mondo occidentale.

Sarete contenti di sapere che ci sarà anche un'edizione italiana... (ecco il link) il 10 Maggio a Torino e il 24 Maggio a Trieste... dopo il successo dell'edizione 2013 a Milano...

Vabbè, vi metto un po' di video per il vostro divertimento... enjoy.






Tema correlabile, il "Festival Of Colors", organizzato dai Krishnas dello Utah... http://www.utahkrishnas.org/



E per chiudere in bellezza, vi omaggio una compilation (un'oretta) delle migliori canzoni indiane che festeggiano Holi (che sarebbe un po' come una nostra compilation natalizia, ma con tutto un'altro ritmo)

giovedì, aprile 10, 2014

Aziende, mettete più soldi in sperimentazione: lo raccomanda il "profeta" di AOL


Posizione interessante e largamente condivisa (da me).

Il mondo del digitale sconta ancora enormemente un approccio che vede affrontare i nuovi modi di comunicazione secondo delle logiche del "vecchio" advertising.

In primis la dottrina "primo non prenderle". 

Minimizzare i rischi. Giocare il più possibile sul sicuro.

Ora, è assolutamente indispensabile spendere i soldi in modo oculato, e non buttarli via come si è troppo spesso fatto negli anni ruggenti.

D'altra parte, se si va sul sicuro, si fanno sostanzialmente cose già viste - il cui impatto, man mano che vengono rifatte, si affievolisce.

La sperimentazione, d'altra parte, è rischiosa: si rischia che non funzioni e i soldi non ritornano. Si rischia che funzioni e si abbia successo, si vincano premi, si spacchi il mercato.

Certo, in una cultura corporate conservativa, il rischio è anche che se l'azione va male, salti la propria poltrona. E allora non si è incentivati a sperimentare, ma si fa catenaccio e si gioca in difesa, sperando di pareggiare.

Leggete quello che dice, più autorevolmente di me, David Shing (http://shingy.com/), digital prophet di AOL. Anche se (in parte per la stranezza del suo titolo) non è un personaggio esente da critiche.