mercoledì, luglio 01, 2015

Genio? Direi di sì. Nescafè connette gli sconosciuti... al semaforo :-)


Questo mi è piaciuto molto.

Molto carino, sia come esecuzione, sia come approccio strategico, come pensiero sottostante, come pensiero di marca*, come comunicazione emozionale.

In estrema sintesi:
Esterno giorno.
Francoforte.
Semaforo.
Pedoni in attesa.
Da ordinati tedeschi, cercano l'apposito pulsante per richiedere il verde pedonale.

Invece trovavano un pulsante con la scritta "press together".
Un schermo ovviamente collegato con una webcam.
Sguardo perplesso. Riflesso negli occhi del pedone dall'altro lato della strada, messo di fronte allo stesso enigma.
Un lampo d'intesa. Entrambi pigiano il bottone.
E dal semaforo entrambi ottengono un Nescafè.


Connecting strangers.

Cosa che sarebbe bello succedesse senza l'intervento del marketing e della comunicazione.
Molto di più che un prodotto; un'emozione :-))

Vabbé, sopprimo qui e ora la vena lirica e vi metto la video case history. Però anche i Digital Planner ogni tanto hanno dei guizzi di creatività, mica solo di strategia :-)




 * abbiamo visto quali risultati di valore porti investire sulla marca:
http://robertoventurini.blogspot.it/2015/06/roi-piu-alto-del-49-se-investi-sulla.html

lunedì, giugno 29, 2015

ROI più alto del 49% se investi sulla marca... (vs spingere in adv e basta :-)


Segnalo una ricerca piuttosto interessante, che ripropone verità che gli addetti ai lavori hanno da tempo già metabolizzato - ma che in certi casi sono poco capite da manager caricati a molla sul vendere a tutti i costi e subito (e, complice la crisi, li si può anche capire).

Allora, il titolone ad effetto è: "Un forte branding genera un ROI più alto del 49% rispetto a fare solo un forte advertising".

E, diciamocelo onestamente, messa così non è che significhi moltissimo :-) Ma sull'anatomia dei titoli ne disquisiamo un'altra volta.

La ricerca si chiama ‘The Brand Value Growth Matrix’ ed è un prodotto di Millward Brown, BrandZ e altri.

Il succo del discorso è che lo studio ha rivelato che c'è una fortissima differenza tra "spingere" in pubblicità e basta (ad esempio promozioni, hard selling etc...) e investire su una chiara identità di marca, una chiara business proposition... insomma, fare branding.

Insomma, gettare soldi verso i media rispetto ad avere una strategia, che metta la marca al centro :-)

Anche perché (mio commento) l'adv pressante, il bisogno di fare hard selling certamente è comprensibile... ma rischiamo di trovarci un ROI troppo basso, una marca a pezzi, che le persone non capiscono e non amano più, un business che riesce a vendere solo quando siamo in campagna e in taglio prezzo... mentre altri concorrenti possono spendere molto meno, perché sono una marca amata e interiorizzata :-)





















In sostanza i dati dimostrano una cosa molto semplice... "La pubblicità, da sola, insufficiente ed inefficiente - necessita essere sostenuta da una piattaforma strategica ampia e profonda"

Qualche numero: la crescita del valore della marca, a fronte di attività intense di advertising dove il branding non è forte, è del 27%; dove invece il brand è robusto e sostenuto e al contepo lo è anche l'advertising, la crescita di valore è del 168%. Se invece l'adv non è forte ma il brand è forte, si registra comunque una crescita del 76% 

I dati emergono dall'analisi condotta su 100 importanti aziende su un periodo di 10 anni, lavorando sulla 'Brand Value Growth Matrix'.

Per i dettagli, vi rimando alla pagina della ricerca... The Brand Value Growth Matrix’

venerdì, giugno 26, 2015

Coca Cola #Daiunbacio - nuovo mailing a influencer

Come al solito vi tengo aggiornati sui mailing personalizzati di Coca Cola - che mi sembrano dei casi interessanti di relazione con i blogger & co sul nostro mercato.

Questa volta il tema è la celebrazione dei 100 anni della mitica Countour bottle. E del bere alla bottiglia la Coke vista come fosse un bacio... a chi vuoi tu :-)

Ecco il package personalizzato, dotato di "spinner" per giocare, volendo all'adolescenziale gioco del bacio e della bottiglia...(mah :-)




giovedì, giugno 25, 2015

E voi che barba avete? Infografica Braun

Apro subito con un disclosure.

Questo è un progetto dove sono stato coinvolto. L'agenzia per cui lavoro ci ha messo le mani sopra. Sapevatelo. 

Detto questo, mi sembra comunque una roba divertente da condividere.

Uno studio sulle barbe fatto da Braun - quella dei rasoi - ha rivelato che, subito dopo i turchi, gli italiani sono campioni nella cura della barba (6 su 10 ne portano una) e che il “Full Beard” è lo stile di barba più popolare a Milano, con il 39% degli uomini che ha adottato questo look.

Simpatico output: la guida europea sulle barbe. I vari tipi. Le differenze tra alcune città europee di tendenza.

Insomma, guardatevi l'infografica  specialmente se appartenete alla maggioranza silenziosamente (o orgogliosamente barbuta...). Per ragioni di spazio, non la inserisco, ma la potete vedere qui:

Potete leggere un paio di articoli interessanti qui:
http://www.marieclaire.it/Bellezza/news-appuntamenti/barba-lunga-come-portarla-tendenze-2015#1


Approfondimento:
Sondaggio condotto proprio da Braun nelle capitali di stile d’Europa su 65.000 uomini e le loro abitudini estetiche e che ha rivelato come quelli con la barba superano adesso in numero i ben rasati, con il 55% che dichiara di portarla con orgoglio.

SECONDO LO STUDIO, I 10 STILI PIÙ POPOLARI IN EUROPA SONO:
Full beard
Balbo
Goatee & moustache
Extended goatee
Chin curtain
Soul patch
Chin strip & moustache
Goatee
Mutton chops
Chin strip


martedì, giugno 23, 2015

Crosselling: estendere la propria gamma...dalla birra al beauty

Vabbè, qui c'è poco da commentare, la notizia si spiega da sola.

Carlsberg, in occasione della festa del padre, in partnership con un'azienda cosmetica, ha realizzato una linea di prodotti per la cura della pelle destinati a un pubblico maschile.

Tra gli ingredienti principali... una delle mie birre preferite. Congelata e polverizzata.

In effetti, lievito e cereali sono ricchi di sostanze comunemente usate nei prodotti di bellezza, a quanto pare.

Classico PR Stunt? Direi di sì. Una bella idea.

I prodotti si comprano qui:

Ecco il video.

lunedì, giugno 22, 2015

Bello. KFC e la tovaglietta-tastiera (costosetta ma lascia il segno).



Per lasciare una forte impressione sulle persone e creare buzz, per una azienda che opera nel fast food -  dove non è facile fare notizia in senso positivo - tocca inventarsi qualcosa di brillante.

Ci sono molti fronti su cui si può intervenire.. e il punto vendita e i materiali che ci girano sono uno di questi.
McDonald's l'aveva fatto lavorando sui tavoli, che per un po' hanno fatto parlare di se'; ora è il turno di KFC, Kentucky Fried Chicken, che ha investito un po' di soldi in un'operazione che se valutata in termini di costo/contatto è una follia.

Ma se vogliamo ragionare in termini di costo contatto e di boost sulle vendite, allora lasciamo stare la comunicazione emozionale e parliamo solo di taglio prezzo, offerte promozionali e concorsi (e poi vediamo dove va a finire la percezione della marca, le marginalità e i profitti, il destino stesso dell'azienda nel lungo periodo... :-)

La follia è stata rendersi conto che le persone, quando mangiano, specialmente se sono da sole (ma non esclusivamente) riempiono il tempo smanettando sul cellulare (anche perché spesso il cibo offerto non è tale da impadronirsi della loro totale ed incondivisa attenzione).



E dato che il fast food si manga con le mani, si forma uno strato di grassi alimentari sulle dita, che si trasferisce prontamente sullo schermo del nostro device....'na schifezza.

Ecco allora al nostro soccorso il gradito regalo di una tovaglietta che è anche tastiera Blutooth.

Quindi si smanetta sulla tovaglietta senza sporcare il device. E la tovaglietta ce la possiamo anche portare a casa, come gadget molto unconventional, tutto sommato utile ma certamente inaspettato.
E generoso.


Chissà se faranno questa promo anche nei locali italiani (Roma, Torino) della catena? Quasi quasi a Torino ci andrei apposta per mettere le dita sulla tovaglietta, la facessero :-))
(poi però il caffè me lo vado a prendere da Mulassano)

Dal punto di vista strategico in questo progetto ci sono un po' di buone cose; la capacità di mettersi un minimo nei panni delle persone, la voglia di risolvere i problemi delle persone, la generosità, ragionare in termini di Internet PR e di generare buzz in rete (e non solo)... 

Ecco la video Case History:



KFC - Tray Typer from This is for the jury on Vimeo.