giovedì, ottobre 02, 2014

Trovatona di KLM: il cane trova oggetti smarriti - colpo di PR e visibilità su YouTube

KLM ha fatto un bel colpo di PR, con un marketing stunt piuttosto divertente ed inusuale.

Hanno arruolato un cane, animale notoriamente dotato di fine olfatto, per ritrovare in aeroporto i proprietari di oggetti smarriti sugli aerei.

Il processo viene innescato da un monitoraggio dei social media (cosa che hanno imparato a fare già dai tempi del bellissimo KLM Surprise. Se non sapete cos'è, guardate il secondo video qui sotto).

Se si posta, smadonnando, di aver lasciato a bordo un proprio oggetto, parte una ricerca "umana" sull'aeromobile - e poi interviene la parte canina.

I gattini funzionano sempre.. ma anche i beagle non scherzano.
Funzionano sempre significa, specificamente, più di 8 milioni di views su YouTube.

Peccato fosse uno stunt, o se volete, un fake. Il simpatico Sherlock compare sì nel video (qui sotto), ma non nella vita quotidiana degli aeroporti :-)
http://www.huffingtonpost.ca/2014/09/24/klm-lost-baggage-dog_n_5879366.html





mercoledì, ottobre 01, 2014

Per chi è la Strategia Digitale (e il nostro manuale)?


Dato che periodicamente ci contattano in privato per chiederci se "il libro è adatto a loro", abbiamo pensato di (ri)fare il punto sul target di riferimento del libro :-)

Questo libro è nato dal desiderio di raccogliere, in forma ordinata, quello che da anni facciamo attraverso il nostro lavoro: creare strategie digitali, ma anche spiegarle, insegnarle, renderle comprensibili.

Desiderio legittimato, peraltro, dal fatto che, mentre nel mondo della comunicazione tradizionale (advertising, Pr, direct marketing) è tutto più o meno codificato – con manuali, moduli, best practice – non si può dire lo stesso per il mondo digitale, dove ogni attore – azienda, agenzia, consulente, divulgatore – spesso sviluppa, adotta e applica un fare proprio e “non standard”. 

A noi è sembrato giunto il momento di mettere per iscritto questo fare, perché sia più agevole avvicinarsi al digitale, anche se non si ha ancora avuto il tempo (o l’occasione) di sviluppare, adottare e applicare il proprio approccio, aziendale o personale, a questo mondo.

Il nostro pensiero è andato a chi, in azienda, si sente dire “E ora andiamo su internet!”, e magari Internet neanche la frequenta. Abbiamo pensato anche al momento in cui questo signore riceve un’offerta da un fornitore esterno - con un grosso titolo davanti: “Strategia digitale per XYZ”. 

Ci piacerebbe, che il nostro lettore avesse gli strumenti per capire se quello che le slide gli stanno vendendo sia sensato e abbia davvero la possibilità di fare bene al suo business.

Il nostro pensiero è andato, poi, a chi crede ancora che il digitale sia, nell’ordine: 1) un optional; 2) una roba da tecnologi (da smanettoni, da “ggiovani” e così via, sostituite a piacere il soggetto, purché sia vissuto come poco affidabile dal punto di vista del business); 3) gratis.

Infine abbiamo pensato a quelli come noi, che fanno il nostro mestiere, per i quali questo manuale potrà dare qualche spunto di riflessione, una metodologia con cui confrontarsi, un approccio ordinato e sistematico al lavoro che potrà essere utile.

Questo libro vuole essere una guida che spiega, a chi non è esperto, in azienda e in agenzia, professionisti e responsabili di funzione, quali sono gli step necessari, e ordinati, per pensare e realizzare un’attività di comunicazione digitale pianificata strategicamente, fornendo una metodologia facile da comprendere e da seguire. 

Una guida che fornisca spunti a chi già conosce il campo, su come applicare una logica di pensiero strategico per rendere più efficiente ed efficace il processo di sviluppo di un progetto digitale e la sua implementazione. 

Una guida, per tutti, per fornire spunti di riflessione, idee, casi; per evidenziare regole culturali e pratiche utili a capire meglio la Rete e a sviluppare progetti migliori, che producano più risultati.

Se vi interessa, il libro lo potete trovare in libreria oppure online (formato cartaceo ed e-book), ad esempio qui:


martedì, settembre 30, 2014

Ottimo uso di Vine. Back to School, Best Buy - target College Students. Life Hacking.


Se si ha una buona strategia, un'eccellente capacità creativa e una capacità di curare il dettaglio - e la si sposa con un approccio intelligenti ai mezzi digitali, escono idee come queste.

Life Hacking - ovvero idee e trucchi pratici per migliorare la propria vita (a basso costo). Vine - forse lo strumento digitale che più di ogni altro costringe alla sintesi.

Da Best Buy verso uno dei suoi target più interessanti (anche per le prospettive a medio / lungo, in un'ottica dove il marketing guarda anche al lifetime value): gli studenti del college.

Insomma, una campagna che al vostro digital planner preferito (forse) è piaciuta molto. Guardatela e facciamoci venire delle idee per il nostro mercato, dove creatività e innovazione nella comunicazione sono un po' stagnanti e casi da manuale come questo non si vedono quasi mai.



Best Buy #HackToSchool Vines from Image Brew on Vimeo.

lunedì, settembre 29, 2014

I Migliori Blog (aziendali) del 2014. C'è da imparare #StrategiaDigitale.


Pubblico questa lista di quelli che sono i finalisti ai Top Corporate Awards di SocialFresh.

Posso essere o meno d'accordo sulle classifiche (la realtà è che non mi interessano :-) ma mi sembra comunque una buona lista di blog che non sono certamente male e che vale la pena di guardare per imparare cose, individuare best practice, farsi venire idee, farsi venire la depressione perché nella nostra azienda non ci lasceranno mai fare cose così :-)

Ecco la lista:


Tra i miei preferiti: 

Da notare che in classifica è entrato anche il blog di Fiat USA :-)

Anche se adesso l'attenzione sembra essere più focalizzata sui "blogger" come personaggi influenti, avere un proprio blog aziendale, pensato in logica di marketing, con un approccio di strategia solida, costituisce tuttora un elemento importante nel proprio approccio alla comunicazione, all'inbound marketing.

E' un elemento interessante all'interno di una logica di pr digitali, che mi aiuta a focalizzarmi sulla generazione di content e alla sua diffusione sui social media.

venerdì, settembre 26, 2014

Con un Tweet ti faccio chiudere il ristorante - L'ufficio comunale segue Twitter e...


Le polemiche su Social Media e Ristoranti sono parecchio calde.
E questa news è interessante.

A Chicago, il "Department of Public Health" segue Twitter, ovvero fa un'attività di monitoraggio in Rete, con un Twitter bot (@foodbornechi).

Il Bot raccoglie i tweet che segnalano o sembrano segnalare casi di avvelenamento da cibo. 

Il bot flagga i tweet rilevanti e allerta il team, che fa l'analisi umana e decide se sono tali da far scattare allarme e ispezioni.

(btw, il bot è open source: lo trovate su GitHub https://github.com/smartchicago/foodborne )

Incrociando il tutto con un form di reclami, il dipartimento ha ispezionato 133 ristoranti in 10 mesi e ne ha chiusi 21 - come risultato di un'analisi che ha identificato più di 2.200 tweet contenenti le keyword "food poisoning" - che sono stati poi ridotti a 270 tweet particolarmente "relevant".

Le persone che hanno twittate vengono contattate dal team del dipartimento e invitate a formalizzare una segnalazione.

A questo punto si mette in moto il meccanismo, che include i ristoranti oggetto di lamentele nella lista di quelli da ispezionare. Se l'ispezione del ristorante evidenzia reali e oggettivi problemi igienico sanitari, scattano le sanzioni.

Comunque, solo circa il 4% dei ristoranti chiusi dal dipartimento sono arrivati all'attenzione degli ispettori attraverso i social; al momento quindi l'impatto è limitato - ma appena ci si renderà conto che il meccanismo di denuncia funziona, suppongo che un po' di gente si scatenerà su Twitter a valle di esperienze gastronomiche dagli sgradevoli effetti collaterali.

Interessante soprattutto il concetto dei Social come specchio della società, le conversazioni come manifestazioni del pubblico, i social user come sensori embeddati nella realtà - e degli enti preposti al controllo che ascoltano questi sensori...

Approfondimento: Popular Science


giovedì, settembre 25, 2014

L'hamburger nero di Burger King (anche se...)

A me affascinano sempre le operazioni che vanno a intervenire sulla struttura stessa del prodotto, mettendone in discussione la stessa figura iconica che se ne è sempre data.

Traduzione: impazzisco quando le aziende vanno sul "o famo strano".

Come nel caso di Burger King, che in Giappone è uscito con un prodotto nero.

Pane nero, formaggio nero.
Molto lato oscuro della forza.

Btw questa idea l'aveva gia la catena francese Quick, un paio di anni fa :-)




Ah, anche McDonald's aveva esplorato la strada dell'Hamburger In Black: