venerdì, agosto 01, 2014

Far leggere di più. Con un Tweet. Social Media per un progetto Penguin, in Brasile


In Brasile si legge poco. Troppo poco.

E per incentivare la lettura (e il consumo di libri) ci si è inventato un segnalibro che ricorda di finire il testo lasciato a metà.

Un bel concept.

E con questo, direi che ci vediamo a Settembre. Salvo ispirazioni improvvise, il blog si prende un po' di vacanza.


PENGUIN BOOKS | Case Tweet For a Read from Rafael Gonzaga on Vimeo.


Da noi in Italia ci vorrebbe una pistola puntata alla tempia, dato che due terzi della popolazione Italiana sopra i 14 anni non compra libri.

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-03-26/i-dati-acquisto-e-lettura-libri-italia-presentati-roma-sono-sconfortanti-091833.shtml?uuid=ABlWzl5

giovedì, luglio 31, 2014

Stagista cercasi, in Digital PR


Convidido con voi la nostra ricerca di un/a stagisto/a :-)

Qui di seguito il testo ufficiale dell'annuncio

Non scrivete a me ma all'indirizzo che trovate nel testo, please :-)

Digital PR cerca uno/a stagista.
Il/la candidato/a affiancherà il team di account nelle attività di comunicazione sul Web.
Il tirocinio prevede l’apprendimento di attività di comunicazione in rete come internet PR, analisi della reputazione online, social media marketing, contenuti per il web.

Requisiti:
  • Ottima conoscenza e passione per la rete, le sue logiche e i social media
  • Buona conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata (è previsto un esame di ingresso)
  • Ottime capacità relazionali
  • Laurea conseguita da meno di 12 mesi
  • Costituisce titolo preferenziale una buona capacità di scrittura.

La durata dello stage è da tre a sei mesi.
Sono previsti un rimborso spese mensile e buoni pasto.
Per info e candidature scrivere a info@digital-pr.it

Dobbiamo ascoltare quello che ci fa male #StrategiaDigitale

https://www.flickr.com/photos/renneville/3202443193/sizes/l

Un approfondimento a Strategia Digitale - il manuale. Sul tema dell'ascolto.

L'ascolto è un'attività fondamentale per tutte le operazioni di Marketing e assolutamente imprescindibile per il marketing digitale, per i social, per le attività online.

Senza l'ascolto non andiamo lontani
Senza l'ascolto di ciò che si dice di noi, ci muoveremmo senza una guida, nella nebbia, guidati solo dai nostri istinti.

Ascoltare ci da' elementi, stimoli e guide imprescindibili per fare qualcosa che abbia una reale relazione con le persone con cui vogliamo parlare.

Ascoltare ci permette di mantenere un contatto con la realtà là fuori - mentre noi siamo chiusi qui, dentro un ufficio, lontani dai punti vendita, dai clienti, dalle persone cui cerchiamo di vendere roba. Ci mantiene vicini al mercato e alla realtà delle cose.

Sentire cosa si dice di noi sui Social Network, forum, blog.

Concentrarci su quelli che ci odiano
Una cosa importante che possiamo fare quando ascoltiamo, è di concentrarci fortemente su quelli che ci criticano. Potremo, gratuitamente e con poco sforzo identificare quali sono i nostri errori, le nostre manchevolezze più sentite e più fastidiose per il pubblico (o parte di esso). Ottenendo quindi indicazioni utili su come migliorare il nostro marketing mix.

E soprattutto potremo individuare se ci sono percezioni errate, preconcetti, bufale che girano sul nostro conto.

Superare il fastidio e il negazionismo
Spesso questo approccio genera reazioni infastidite in azienda (o organizzazione, o personaggio... su cui è centrato il monitoraggio). Le critiche danno fastidio. Fanno scattare delle difese. Una sensazione di lesa maestà. Un frustrazione rispetto al nostro impegno (vero), alla nostra qualità (vera).. che qualcuno non capisce - o attacca a priori.

La strada più semplice è riconfermare nella nostra mente che la fuori sono tutti scemi, che "la gente sta male". E forse c'è anche un po' di verità, chissà - di gente che dice la qualunque e non si preoccupa di verificare, di accertarsi che sta dicendo cose vere ce n'è tanta, in Rete.

Ma il problema è che quella gente è parte del mercato. Sono degli influencer. Contribuiscono a creare la nostra reputazione. Insomma, che ci piaccia o no, ci dobbiamo fare i conti, perchè sono un fattore dell'equazione che determina il nostro successo (o meno).

A tutti da’ normalmente un gran fastidio vedersi esposti a critiche. Anche se sappiamo di non essere perfetti e che le nostre attività potrebbero essere migliori, registrare un feedback negativo da parte del pubblico fa scattare delle difese - e si ribalta il problema su chi commenta (sono tutti dei cretini, le gente non capisce, sono sui social solo per criticare…).

Il senso di avere dei nemici. Dei nemici personali.

Non siamo qui per difenderci, siamo qui per capire
Scatta l'autodifesa, il preservarsi: decidere che d'ora in poi voleremo più bassi per non esporci a critiche - a nessuna critica: “Primo, non sbagliare. E nessuno ti licenzierà” - uno stile che in tempi come questi certo non aiuta ad innovare.

O scatta il chissenefrega e noi tiriamo avanti comunque, scartando come irrilevanti le critiche (il che a volte è corretto:  a inseguire l'unanimità dei consensi si rischia di diventare irrilevanti, banali).

Mentre invece da un lato dobbiamo capire se e come migliorare il prodotto il nostro marketing mix - perchè magari abbiamo davvero un problema.

E dall'altro dobbiamo capire se e come stiamo sbagliando in comunicazione.

Questa non è questione di Social Media - è questione dei fondamentali di business.


E se di noi non parlano male?

Secondo me è sospetto, se nessuno ci critica. Forse è perché non interessiamo davvero a nessuno. Forse perché di noi non si parla. E questo è un problema ancora più grave - di cui parleremo in un prossimo approfondimento.


Nota:
Questo post fa parte di una serie di contenuti di approfondimento legate al nostro libro (Strategia Digitale, il manuale) - riflessioni e approfondimenti - cose che dentro al libro per motivi di spazio non ci sono state o notizie/casi che illustrano bene cose di cui abbiamo parlato, idee che entrano nel discorso della strategia e del digitale.
Per saperne di più, sul manuale:

C'è anche la pagina Facebook: 

Se siete interessati a approfondire, a capire cos'è il manuale:


Se siete interessati a comprarlo -  cliccate sul banner in alto a destra o seguite questi link...

(Versione su carta) : Strategia digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media

(Versione digitale): 

mercoledì, luglio 30, 2014

Birra? Gratis, ma solo se canti (bene) l'inno nazionale

Questa mi sa che in Italia non potrebbe mai funzionare.

Intanto perché il nostro spirito patriottico è negativo, come in tutte le cose noi siamo "contro". 

E un po' perché praticamente nessuno sa bene l'inno nazionale.

In Canada invece, le cose stanno diversamente. Tanto che Molson ha sviluppato un distributore di birra che regala prodotto... ma solo se gli si canta davanti l'inno nazionale canadese. E lo si fa bene. Si canta correttamente, il frigo si spalanca e birra fresca per tutti.

Ma se lo si fa male il frigo ti sgrida.

Ecco il video. Giuro che se la incontro sulla mia strada, questa birra me la bevo.



 PS: Se vi ricordate, avevano già fatto una cosa analoga: il distributore che dava birra gratis - ma solo a chi aveva un passaporto canadese. Ecco il link: http://robertoventurini.blogspot.it/2013/07/emozionale-orgoglio-canadese-per-far.html

martedì, luglio 29, 2014

I tuoi like su Facebook cambiano il gusto del cioccolato: distributore automatico da Cadbury.


Se la strategia di Coca-Cola è "Happiness", quella di Cadbury è "Joy". 

Data la similitudine, naturale che entrambe le marche ricorressero a distributori automatici unconventional.

In Australia hanno creato il "Joy Generator" - un distributore dove il gusto della tavoletta di cioccolato non lo scegli tu. Lo sceglie la macchinetta, sulla base dei tuoi interessi e dei tuoi like su Facebook.

I gusti non sono infiniti - solo una dozzina; e lo sbattimento di loggarsi sul proprio profilo Facebook alla vending machine non è in fondo da poco, visti i tempi frenetici della nostra vita. Ma se la tavoletta di cioccolato è gratis e ci si sottopone a un test che in fondo ci dice come siamo, si può anche fare la coda.

Insomma, uno stunt di marketing, per far parlare di se', un'operazione di PR.


Ever wondered what your social media profile says about you? Cadbury has created the world's first flavour-matching social vending machine - introducing the 'Joy Generator'! Watch chocolate lovers discover their true Cadbury Dairy Milk flavour personality match based on their Facebook likes and interests. Their personalised flavour match block is then automatically dispensed for free!

Join the flavour conversation on our Facebook page at:http://www.facebook.com/CadburyDairyMilk

Or follow us on Twitter -- https://twitter.com/CadburyAU

venerdì, luglio 25, 2014

Chiudiamo in bellezza: hanno combinato un casino... Holiday Spam :-)


Chiudiamo questa faticosa settimana con un post leggero, su un caso di comunicazione intelligente e bello.

Brillante operazione di Three (UK) per comunicare l'azzeramento dei costi di roaming per i propri clienti.

Cioè, pensavano di far bene, poi si sono resi conto di aver combinato un casino :-)))

Non vi anticipo nulla per non rovinarvi la sorpresa: guardate questo link:



Grazie a Jacopo per la segnalazione ;-)

mercoledì, luglio 23, 2014

Codesign fatto bene: inventa la tua pizza e facci i soldi.


'sta faccenda del codesign, del far inventare i prodotti alle persone, diciamocelo francamente, in larga misura è rimasta una tattica di comunicazione e poco una strategia di marketing.

Anche perché, in molti casi, non è ne' facile ne' economico (ne' funzionale) far disegnare i prodotti agli utenti.

Esistono però particolari modelli di business dove ciò è (teoricamente) possibile - ad esempio nel campo della pizza consegnata a domicilio.

Per farla breve: Domino Pizza ne combina un'altra delle sue. Permette ai propri clienti di inventare una pizza e di metterla in vendita nella lista prodotti dell'azienda con il progetto "Pizza Mogul".

E, ovviamente, promuovere la propria pizza, diventare i comunicatori del proprio prodotto, attraverso i Social e l'email marketing.

E, infine, di venire pagati con una commissione ogni volta che viene venduta una delle loro pizze - quindi codesign e affiliation (fino a 4.5 dollari per pizza venduta!). 

Gli incassi si possono anche devolvere a una charity, c'è un approccio di gamification (ovviamente) con tutti i badge e le classifiche del caso, il tutto è disponibile su mobile. Ma solo in Australia.

(Note: l'operazione spinge gli inventori a testare personalmente il proprio prodotto, influenzando quindi comunque le vendite. E poi.. bah, a fare codesign semplicemente assemblando ingredienti da una lista non è sportivo. Ma è pratico, molto più che spingere la gente a proporre di ricostruire stabilimenti e processi produttivi, con investimenti recuperabili in non meno di 200 anni :-)

Ecco il link per scoprire i dettagli:
https://www.pizzamogul.com.au/#!/home
Ed ecco il video:



Per scoprire le altre numerose invenzioni di marketing e comunicazione di Domino's Pizza, potete cliccare qui e recuperare i miei post precedenti sul tema.


** --->> Messaggio promozionale: se non l'avete ancora fatto, considerate la possibilità di comprare "Strategia Digitale", il manuale. Scoprite cos'è o approfonditene i contenuti.
Può servire.