martedì, febbraio 25, 2014

Contro TripAdvisor: si organizza la resistenza

Secondo me molto interessante per chi si occupa di Marketing Turistico

Con i miei post della settimana scorsa (questo e questo) mi sono tirato addosso un bel po' di casino (ne parlo in fondo al post).

Ho toccato un nervo scoperto. E scoperto fattori, situazioni interessanti da studiare.

Ad esempio segnalo il gruppo su Facebook (che si è pure scatenato contro di me): "Gufo? No grazie"

E' uno dei posti dove si aggrega la resistenza contro TripAdvisor, da parte di operatori del settore ristorazione, di operatori della comunicazione turistica etc.

Vale la pena di guardarlo - di TripAdvisor, negli spazi del marketing digitale, si tendono al leggere molti commenti e opinioni positive - ha senso guardare l'altra faccia della medaglia, in un ottica di ascolto del mercato e dei loro attori.

E vale la pena di rifletterci sopra. 
Al di là dell'evidente emotività che suscita in questa pagina il tema delle recensioni, sarebbe troppo semplicistico guardare l'operato del gruppo come una battaglia di retroguardia. 

O leggerci dietro politiche di marketing di operatori che si vogliono porre, per i ristoratori, come alternativi a TripAdvisor.

C'è da fare delle riflessioni su come gli operatori del settore si muovono e di come lo scenario in cui si muovono, nel bene e nel male sia mutato; e cosa sia sensato fare - in termini di marketing e comunicazione - in un mondo che è cambiato così rapidamente.

Fate voi, io non mi esprimo, questa volta; se guardate i commenti al mio post sul blog e su Facebook, vedete quanti insulti mi sono tirato dietro - il più benigno è che abbia fatto il post per fare polemica e ottenere un po' di visibilità :-)

Contrariamente alle normali policies di moderazione, ho lasciato anche gli insulti, postando tutto quello che ho ricevuto (nonostante le accuse di censura.... che poi sul mio blog potrei pure fare quello che mi pare).

Danno un contesto della situazione di disagio evidentemente vissuta da alcuni operatori del settore...

Spero possa essere utile :-)
(e temo mi attirerò un'altro po' di vaffa dagli attivisti anti TripAdvisor..:-S  )

6 commenti:

Matteo ha detto...

Ciao Roberto,

che tripadvisor, yelp et similia non siano 100% puliti lo sappiamo un po' tutti: commenti fake, pagati e non ci sono ovunque però, anche sull'app store della apple.

Sappiamo anche che c'è un mercato per questo tipo di attività.

Detto questo chi viaggia spesso, anche fuori dall'Italia, sa bene che 9 su 10 se un posto ha la maggioranza di commenti negativi si rivela quasi sempre una ciofeca e allo stesso modo se quasi tutti ne parlano bene la qualità di solito è buona.

I ristoratori /negozi e aziende in generale hanno vissuto in un ambiente protetto per decenni e molti fanno ancora fatica a capire che il mondo cambia e di conseguenza i mezzi di comunicazione: se non vuoi essere criticato vai a fare l'impiegato e non aprire una pizzeria di scarsa qualità, nessuno ti obbliga.

Buon appetito! :)
Matteo

Roberto Venturini ha detto...

Messaggio per il solito Anonimo, di cui mi sono un po' stufato di pubblicare i commenti: se si prendesse la briga di leggere i miei post, e non fermarsi al titolo, vedrebbe che ho *reiteratamente* dichiarato che sono personalmente favorevole a un'evoluzione di TripAdvisor che consenta di essere rimossi a quei ristoratori che preferiscono non esserci. C'è scritto.

Pepe ha detto...

Giusto ieri a Venezia ho assistito ad un dialogo tra un ristoratore che invitava due clienti ad entrare nel ristorante, lasciando perdere i commenti non proprio positivi di TA e l'avventore che, presentatosi come heavy rater, sosteneva l'integrità del sistema di valutazione.
Personalmente penso che il modello così come oggi è concepito non funzioni perch equipara qualsiasi valutazione, anche tra target non omogenei. D'altra parte senza trip advisor tanti piccoli miglioramenti visibili in campo turistico non ci sarebbero stati.

N ha detto...

Tutte le recensioni lette di fa le ho trovate sempre veritiere. Certo ci sono i fake, ma dove non li troviamo, e poi preferisco scegliere un ristorante "medio" recensito ma con un oste aperto al dialogo che subire passivamente in uno "alto" ed essere trattato con sufficienza

Alessandra Rossi ha detto...

Se in Italia gli Anti-TA si stanno organizzando adesso, altrove lo fanno da tempo, offrendo anche assistenza legale (esempio: tripadvisor-warning.com).
Traduco invece cosa ti offre real-tripadvisor-reviews.com se vuoi vincere facile: "Offriamo le recensioni positive di qualità per aumentare la tua struttura su TripAdvisor, in fluente inglese, spagnolo, francese, italiano, olandese e tedesco."

Stefano ha detto...

Sono un utilizzatore di TA da qualche anno, e un recensore "da due soldi", (nel senso che non trovo mai il tempo di scrivere dato che non sono molto abile), però da quando ho scoperto il Gufo di fregature ne ho prese davvero poche!!! Ovviamente come tutti gli strumenti web, va usato con criterio... se in un posto vedo 5 recensioni, tutte a "5 stelle" e tutte simili tra loro, un po' di dubbi mi vengono... ma se le recensioni sono centinaia, e scritte con stili differenti (si notano, basta leggere con attenzione) vado abbastanza sul sicuro!