Visualizzazione post con etichetta internet pr. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet pr. Mostra tutti i post

martedì, gennaio 19, 2016

La Checklist della Strategia Digitale (in particolare per PMI e non addetti ai lavori): Parte #1


Iniziamo il 2016 con una serie di post a tema, con cadenza abbastanza regolare - pensati per i "non addetti ai lavori" e le PMI.

L'idea, che mi è stata suggerita da alcuni miei studenti, è quella di fare dei post veloci, un po' stile checklist; non tanto per spiegare dei concetti (di per se' abbastanza di base) quanto per proporre dei percorsi di lavoro sulla strategia... per chi non è particolarmente esperto.

Quindi un materiale integrativo e di accompagnamento a quanto scritto nel nostro libro "Strategia Digitale" (se non sapete cos'è, ne parlo in fondo).

Partiamo da quelle che potremmo chiamare le 10 regole d'oro di un progetto di strategia... o meglio dalle 10 domande da farsi per non fare troppi errori :-)

Partiamo oggi con le prime 2. Le altre seguiranno prossimamente.

1. Siamo proprio sicuri di aver definito obiettivi specifici, comprensibili, misurabili - per ogni piano, per ogni attività?


*Alla base della strategia ci sono obiettivi chiari?

Se non sappiamo bene dove vogliamo arrivare, faremo molta fatica a andarci. Se questi obiettivi non ci sono, forse stiamo parlando di tattiche, di esperimenti, di provare a vedere un po' cosa succede, per imparare.

*Gli obiettivi sono misurabili?

Altrimenti come potremo sapere se li abbiamo raggiunti o no?

E come potremo riportare ai capi, colleghi, soci, cosa racconteremo del progetto, cosa avremo imparato, se tirando a un bersaglio non sappiamo quanti punti abbiamo fatto e in che direzione stanno andando i nostri colpi?

*Gli obiettivi sono specifici e focalizzati, non vaghi e generali?

Dobbiamo definire in dettaglio cosa vogliamo conseguire. “Diventare ricchi e famosi” non è un buon obiettivo. “Entrare nella top ten dei giocatori mondiali di tennis” è un obiettivo decisamente migliore, perché ci permette di orientare la nostra azione. 

“Migliorare la nostra immagine” è un obiettivo troppo vago. “Essere percepiti come il ristorante con il miglior rapporto prezzo/qualità della città” è un buon obiettivo, così come lo è voler diventare il miglior ristorante della città (ma rispetto a quale classifica?). E da obiettivi diversi nasceranno naturalmente strategie differenti.

* Sono comprensibili e condivisi/condivisibili all’interno dell’azienda?


* Sono raggiungibili in pratica, fattibili? Ambiziosi sì, irrealistici no.


* Sono razionali ma coraggiosi? L’azienda non può essere guidata da obiettivi dettati dalla paura, che porta alla passività, al non fare per non sbagliare.


2. Perché noi? 


*Con tutta la concorrenza, con tutte le cose fantastiche che le persone possono guardare, fare comprare, perché proprio a noi dovrebbero dare retta?

*In cosa siamo diversi, superiori?

*In che modo miglioriamo la vita delle persone, facciamo la differenza?

*Perché il mondo non sarebbe lo stesso, se non ci fossimo?

*O almeno, c'è un qualche straccio di motivo per cui una persona nel possesso delle sue facoltà mentali potrebbe preferirci a concorrenti, prodotti sostitutivi, altre cose che potrebbe acquistare con i soldi che ha in tasca...?

Se qui non abbiamo risposte, non è un problema della comunicazione. E' che il nostro business, il nostro prodotto non è basato su basi solide. Non c'è stato un pensiero di marketing a monte.

------ *MESSAGGIO PROMOZIONALE / COME APPROFONDIRE *-------

Come accennato in apertura, questo post è un approfondimento al nostro manuale "Strategia Digitale". l manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media.

Per chi non lo conosce, qualche rapida informazione. Intanto dalla sua uscita è più o meno costantemente tra i libri della categoria "business" più venduti su Amazon, su carta e in formato Kindle. Anzi, per un paio di giorni siamo stati il libro in assoluto più venduto su Kindle in Italia (ok, l'editore aveva fatto un taglio prezzo molto notevole :-).

Ma ecco una breve descrizione di cos'è:

Abbiamo voluto fare un libro diverso: in mezzo a tanti libri che "spaccano paradigmi", che fanno della gran teoria del futuro, che dicono alle aziende dove sbagliano ma non danno ricette per fare giusto, abbiamo voluto fare un manuale.

Abbiamo cercato di dire quali sono gli step necessari, giorno, dopo giorno, per fare comunicazione sul campo. Mettendoci quella dose di teoria utile e necessaria per capire perché le cose vanno fatte in quel modo.

Il libro è pensato per:

a) chi lavora in azienda e vuole capire come si fa e perché con l'agenzia non riesce a capirsi :-)

b) chi lavora in azienda e ha un capo con cui non riesce a capirsi o per chi lavora in agenzia e ha bisogno di far capire al cliente "come funziona", visto che non è pubblicità :-)

c) chi lavora comunque nel digitale e vuole andare oltre alla mera operatività - capendo come si ragiona in modo strategico (in funzione degli obiettivi) per fare progetti migliori

d) chi vuole iniziare a lavorare nel mondo digitale e vuole affiancare all'indispensabile pratica anche una capacità di pensiero strategico


Dentro ci sono parecchi decenni (combinati) di esperienza di Giuliana e mia. Raccontando ciò che abbiamo visto funzionare sul campo - dato che il digitale l'abbiamo visto nascere e crescere.

Come dice Giuliana nel suo blog:"Mettere ordine nel senso che, se per i singoli pezzi di digitale come il SEO/SEM, le Digital PR, il Social, sono stati scritti fiumi di parole, la parte che viene prima di tutto questo, la strategia digitale, appunto, non è mai stata considerata. O meglio, ciascuno si è costruito il suo modo di procedere, la sua metodologia, sulla base dell’esperienza e dell’esigenza del momento, ma tutto ciò non è mai stato codificato. Ci abbiamo provato noi."

Ecco i link da dove potete capire qualcos'altro sul libro e comprarlo online (in versione cartacea o ebook).









giovedì, dicembre 31, 2015

Il meglio del mio 2015

Siamo in chiusura d'anno e quindi è il momento di fare dei bilanci, di guardare avanti e di fare gli auguri a tutti.

Grazie per avermi seguito anche quest'anno; il blog continua a marciare forte e tra non molto tempo passerà la soglia del milione e mezzo di pagine viste dalla sua creazione. 
Che per me è un bel risultato.

Con l'occasione, un rapido recap dei 10 post che vi sono piaciuti di più quest'anno (o meglio, i più letti).  Magari possono servire a chi se li è persi :-)

Tra i post scritti quest'anno il maggior riscontro di pubblico lo raccoglie una storia che non è un epic fail ma è proprio ... beh, decidete voi. Un albergatore che dichiara persone non grate nonché indesiderati i clienti che arrivano da TripAdvisor (un raro caso di demarketing):

Marketing turistico: Lo straordinario caso di Villinolucia.com :-)


Al secondo posto, il post dedicato all'intervento di Laura Renieri e mio alla Social Media Week:

Terza posizione (e mi fa molto piacere) per un post di approfondimento strategico, di accompagnamento al manuale di Strategia Digitale:

Quarto gradino del podio per uno dei casi più interessanti di comunicazione dell'anno:

Un meritatissimo quinto posto per l'infografica sull'audience italiana di Twitter:

Nella seconda parte della top ten troviamo subito un altro post di aggiornamento e di strategia:

Settimo post del 2015 più letto, la mia riflessione sulla mobilitazione collettiva sul caso Rummo (btw, la loro pasta è tornata sugli scaffali ed è forse proprio questo il momento di essere solidali):

Ottava posizione per un altro post di approfondimento strategico, con un taglio sostanzialmente da formazione:

Nono posto per una delle idee più inaspettate di comunicazione (e più tecnologiche, e più complicate) dell'anno:

Entra per un pelo nella top ten annuale il post di annuncio della pubblicazione del mio libro sulle Internet PR (grazie):

Da oggi in vendita: Relazioni Pubbliche Digitali


E per il 2016 cercheremo di fare ancora meglio :-)







martedì, dicembre 01, 2015

Il poster "survival" dove ne resterà solo uno in piedi. Per Lara Croft.

OK, la gente sono disposti a fare qualsiasi cosa, recita il mantra.

E le aziende sono pronte a superare le soglie del sadismo, per fare engagement :-)

Breve, vi riassumo la storia del poster che ha chiesto a delle persone (in carne e ossa) di cercare di sopravvivere 24 ore alle peggiori intemperie che il clima londinese e un po' di cattiveria dell'agenzia potevano offrire.

Per il lancio della nuova versione di Tomb Raider (il videogioco) a Londra è stata lanciata una selezione di coraggiosi (o incoscienti) concorrenti. Tra le migliaia di partecipanti, 8 aficionados del brand (o semplicemente 8 pazzi) sono stati selezionati.

Piazzati fisicamente sulla superficie di un poster.

E, nell'attesa che ne sopravvivesse solo uno. Con l'idea di far durare il gioco 24 ore.

Per abbreviare l'agonia e fare comunque engagement, in aggiunta al clima notoriamente inaffidabile di Londra, sono stati aggiunti effetti speciali: tempeste di neve, piogge ghiacciate, venti tropicali, caldi torridi. Il tutto per fiaccare la resistenza fisica dei partecipanti appesi al poster.

Uno a uno, hanno ceduto, sotto gli occhi implacabili delle telecamere che trasmettevano in streaming il massacro sul microsito http://www.survivalbillboard.com/#TheGame
L'ultimo ha resistito (solo) 20 ore e 45 minuti.
E ha vinto.

Ecco per voi la Videosintesi dell'evento...





Approfondimento:
http://www.techtimes.com/articles/106446/20151113/microsofts-xbox-rise-of-the-tomb-raider-survival-stunt-tortures-fans-strapped-to-billboard-who-won.htm

http://www.oceanoutdoor.com/ocean-news/news/tomb-raider-fans-fight-the-elements-in-live-xbox-game/






mercoledì, novembre 25, 2015

Brillante: un modo nuovo di fare gli annunci "pre roll" su YouTube :-) Burger King

Ammettiamolo. Gli annunci pre roll su Youtube tendono ad essere una seccatura. 

Anche perché, contravvenendo a tutto quello che ci diciamo da 20 anni, mi sembrano molto "casuali" e non contestuali.

Interruption marketing (e amen, lo posso anche capire) ma veramente poco affine ai miei interessi, ai miei bisogni.

Questo è vero abbastanza in generale - e di qui il successo degli Adblocker (su cui prima o poi bisognerà che scriva qualche riga...)

Burger King però, cogliendo l'insight che i pre roll sono spesso un'epica rottura di scatole, ha realizzato degli annunci pensati apposta per precedere uno specifico video :-) E quindi molto contestuali e perfino divertenti.

64 soggetti per 64 video che si sapevano di grande pubblico.
L'idea è buona - l'esecuzione un po' povera... ma comunque poi alla fine uno l'informazione della promo finisce che se la sorbisce, quindi obiettivo raggiunto...

Un modo spiritoso e smart di scherzare con il pubblico. In maniera intelligente, cosa che al brand non fa mai male :-)
Guardatevi il video.



Da leggere, sempre su tema di idee smart per farguardarl ala propria pubblicità:
http://robertoventurini.blogspot.it/2015/09/per-sfruttare-lautoplay-video-di.html

lunedì, novembre 23, 2015

Bella operazione per la giornata mondiale per i diritti dell'infanzia. #NONSOLOMIOFIGLIO


Bella operazione, che mi viene segnalata:

In tutto il mondo, i figli dei personaggi famosi scatenano l’attenzione dei media e di milioni di fan: basti pensare all’isteria collettiva per lo stile androgino della piccola Shiloh Pitt, o ai royal babies idoli di Facebook. 

Nello stesso momento, ci sono migliaia di bambini che non godono delle stesse attenzioni: anzi crescono nell’indifferenza di tutti, purtroppo non solo dei media. 

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini (#Worldkidsday), CAF Onlus, un’associazione di Milano che tutela i bambini maltrattati e vittime di abusi, ha lanciato un’operazione social per invertire la tendenza: #nonsolomiofiglio. 

Alessia Marcuzzi, Nicoletta Romanoff, Camila Raznovich e Davide Oldani, tutti vip con figli piccoli e molto richiesti dai media, hanno postato su instagram una foto con un altro bambino anziché con loro figlio, come se fosse il proprio, accendendo la curiosità dei fan.

Ma venerdì 20 viene svelata l’operazione lanciando insieme a CAF l’hashtag #nonsolomiofiglio e l’appello:“Non dev’essere mio figlio per meritare la vostra attenzione.”

Dal like alla donazione, il passo è semplice. Su nonsolomiofiglio.org è possibile guardare il video e soprattutto sostenere CAF Onlus per aiutare questi bambini ad avere un po’ più di attenzione. Non solo per un giorno.

mercoledì, novembre 18, 2015

Le 10 cose migliori che ho scritto recentemente... e che penso dovreste leggere.

Un post di recap, con i 5 post più letti e i 5 post che secondo me dovreste leggere, insomma, premio della critica e premio del pubblico dell'ultimo mese.

Partiamo con i post più visti degli ultimi 30 giorni.

1. Come al solito in testa c'è:

Sky On Demand: non tutti sanno che.... (dal vostro inviato)


Un post del 2012 che dimostra la teoria della coda lunga. Da sempre è stato il mio post più letto (per motivi sbagliati, come potete leggere qui) e che ha ormai totalizzato l'incredible cifra di oltre 85.000 letture.

2. Al secondo posto si classifica:

3. Una meritata medaglia di bronzo per il caso di Coca Cola, uno stunt in un festival della gioventù, combinando packaging, radiotrasmettitori, droni e pirotecnia:

4. Quarto posto per:

un post che racconta delle sperimentazioni di Microsoft per riconoscere i volti ma anche leggerne l'età e le emozioni. Il che, al di là di ovvie applicazioni di security, apre la porta a interessanti (o preoccupanti?) scenari per il marketing e la pubblicità.

5. al quinto posto un caso di comunicazione smart. Per dimostrare visualmente quello che sarebbe difficile dimostrare altrimenti, con grande creatività:


E ora i miei 5 premi personali, ovvero gli altri 5 post recenti che credo dovreste leggere:

A parte che è divertente, interessante idea su un campo spesso banale: il marketing turistico. Legando esplicitamente due fattori ovvi come il benessere sessuale della coppia e il piacere della vacanza con temi alti quali l'interesse nazionale, lo spirito patriottico, l'amore per la propria mamma :-)
Nella categoria "marketing emozionale & lacrimuccia", il solito ambush natalizio e aereo. Ma con un twist in più. Molto classico ma decisamente bellino.

E' un attimo passare da lovemark a hatemark... (che palle gli Epic Fail) 

Un post di strategia potete anche leggerlo ogni tanto :-) Questo parla di come è facile sbagliare e alienarsi l'amore del pubblico... se si scopre che siamo un po' zoccole :-)
Innovazione tecnologica e wow factor, Geek Advertising, ideona.

OK, ho barato, questo ha più di 30 giorni, ma secondo me è interessante, e spiega i pericoli ce si celano dietro alla Case History :-) Usare con cautela & Don't try this at home.

martedì, novembre 17, 2015

Da Microsoft: riconoscimento delle emozioni del viso, quindi per il marketing...

*  
Abbiamo già parlato in passato delle opportunità offerte dal riconoscimento facciale.

Una vending machine o un poster che riconoscono sesso, età, etnia.
Per proporti il prodotto più adeguato, ad esempio.

Ora il prossimo passo: un algoritmo in grado di riconoscere il tuo stato d'animo, e tue emozioni. E anche l'età.

Quindi potenzialmente in grado di resettare la pianificazione pubblicitaria, di farti comparire davanti annunci, banner, chissà forse anche contenuti in linea con il tuo mood.
O prodotti e soluzioni ad hoc: superalcoolici, spumanti, fiori, antidepressivi, anticoncezionali.

Certo, siamo ancora lontani da tutto questo; ma certe cose fanno in fretta ad arrivare... 

In pratica, lo stato dell'arte è condensato nel sito del Project Oxford dove potete sperimentare di persona (con una vostra foto) l'accuratezza o meno dell'algoritmo.

Ecco tre mie prove, giudicate voi quanto la macchina ci piglia o meno...

Dunque, qui al massimo direi un'emozione da "me la tiro da figo che si fa un selfish".

L'algoritmo la trova molto neutrale, ci può stare.

E' generoso con l'età, attribuendomi 53 anni. Ringrazio.



Qui faccio la faccia da pirla perché mi stanno facendo una foto e non so resistere.

Molto neutrale non mi sembra, un po' di sorpresa ce la posso pure vedere... ma mi da' 54 anni, quindi mi sta bene.





Happiness a palla. Ci sta. 
Era un prosecco particolarmente pregevole.

Unico neo: mi attribuisce un'età di 74 anni. Ci metterei pure la firma, però...



Provateci anche voi :-)



* Credits e approfondimento:

http://www.technobuffalo.com/2015/11/11/microsofts-new-tool-will-guess-your-emotions-based-on-a-single-photo/



lunedì, novembre 16, 2015

Un URL lungo 300 Km. Per vincere una BMW elettrica e raccontarne la sua autonomia.

* Provocatorio e lunghissimo. Anzi, l'URL più lungo del mondo.

Alla base, strategicamente, la necessità di comunicare che la BMW i3 elettrica si può comprare e usare tranquillamente, perché ha una autonomia di tutto rispetto.

La soluzione creativa: un gioco.
Arrivare, online, da un punto A a un punto B, su Google StreetView.
Facile? Mica tanto. Cioè la meccanica sì, digitare l'URL di destinazione. In pratica, però essendo l'URL lungo 300 km... :-)

Alla fine del percorso, una BMW i3 in omaggio. Che solo il più veloce, il più determinato, il più resistente e testardo, solo quello che ha l'autonomia necessaria riuscirà a portarsi a casa.
Come mettere meglio in risalto l'esperienza di un percorso (quindi autonomia) lunghissimo?

Guardatevi questo link: https://url300km.fr/ e/o il video:




*Detto fra noi sto facendo molta fatica a scrivere di comunicazione, di temi tutto sommato leggeri.
Dal resto la vita va avanti. Anzi, dobbiamo farla andare avanti. E' la nostra migliore risposta.

martedì, novembre 10, 2015

Questa, mai vista. Coca - Cola fa cadere le stelle :-)


OK è uno stunt, un fake, non è replicabile mass.
Ok, se guardiamo il numero di contatti, i KPI, il CPC questa non la faremo mai (e vivremmo di telepromozioni, disintegrando il concetto di brand).

Però questa è proprio bella.
Parliamo di Marketing emozionale, di andare a toccare le emozioni. Di qualità della comunicazione.
Breve:
Apri una Coca, e arrivano le stelle cadenti. Nel cielo.
Un po' di tecnologia, un po' di pirotecnia e il gioco è fatto.

Cade la stella e si esprime un desiderio.

Insomma, guardate il video.


Coca-Cola: Wish in a Bottle from Gefen Team on Vimeo.

Ed ecco tutta la storia.
In Israele c'è un evento, un festival importante, per i teenager. Si chiama Summer Love. Ed è organizzato da Coca Cola.
In questo quadro, tra le mille cose fatte dal brand, è avvenuta la distribuzione di speciali bottiglie ai partecipanti.
Aprendo una bottiglia... scendevano le stelle cadenti. Quindi da consumare rigorosamente sulla spiaggia. Con una persona che ti piace.

Dal punto di vista meno romantico, la bottiglietta era dotata di un trasmettitore, collegato a droni in volo a 300 metri di quota. E i droni caricati a pallettoni incendiari... :-)

venerdì, novembre 06, 2015

Fatelo (sì, "quello") per la Danimarca. Pochi bambini? Ci pensa la comunicazione. Marketing Turistico.


"Do it for Denmark".

La Danimarca è una bella nazione (andateci). Con un basso tasso di natalità.
La Danimarca  è un paese freddo, d'inverno.

La fuga verso i climi caldi è un must, un paio di volte l'anno.
E quando si è in vacanza... beh, l'impatto demografico è evidente.

Quindi, animata da un preclaro impegno sociale, nell'interesse della Nazione, l'operatore turistico Spies ha lanciato in questi anni ben due campagne mirate a far crescere il numero di pargoli danesi.

La prima fase l'anno scorso, all'insegna di "Il sesso salverà la Danimarca"; e ne fate di più se ve ne andate a fare un viaggetto (e, in effetti, i Danesi fanno il 46% di sesso in più durante una vacanza e il 10% di tutti i bambini Danesi sono stati concepiti in quel contesto).

Naturalmente è stata aggiunta una promozione, come incentivo: prenotandosi con lo "Sconto ovulazione", se si dimostra, calendario alla mano, che si è concepito un pargolo durante il viaggio comprato con la premiata ditta Pies, ci si vedrà regalare 3 anni di pannolini e complementi.



Il secondo anno si è invece spostato il tiro: Se non lo fai per la Nazione, almeno fallo per la mamma, così diventa nonna. E la Mamma può contribuire economicamente al vostro viaggio, investendo sulla vostra probabile riproduzione...



Approfondimenti:
http://www.independent.co.uk/news/world/europe/do-it-for-denmark-competition-calls-for-danes-to-have-more-sex-to-tackle-declining-birth-rates-9218490.html

http://www.adweek.com/adfreak/heres-another-hilarious-ad-tries-get-people-denmark-have-more-sex-167285

giovedì, ottobre 22, 2015

E-Reputation e personal Branding: come fare? sintesi delle cose che ho raccontato…#RelazioniPubblicheDigitali


La settimana scorsa al Festival della Crescita, ci siamo ritrovati ospiti di millionaire con Francesca Parviero, a parlare di e-Reputation e di professioni digitali.

Ho pensato fosse una buona idea riprendere alcune delle cose più importanti che sono uscite, partendo dai live twitting...

E dato che Twitter è (per ora) spietatamente sintetico, aggiungere qualche commento, qualche spiegazione e approfondimento. Magari serve :-)

Diciamo che qui* faccio una sintesi: poi nelle prossime settimane faremo un po' di approfondimenti su alcuni di questi punti.

Ovvio: se si tratta di costruire la propria reputazione, la propria marca... il primo passo è decidere cosa vogliamo essere. Perché vogliamo essere diversi dal resto, perché la nostra differenza è importante.

E quindi programmare a tavolino cosa vogliamo ottenere in termini di percezione.

Infatti un conto è condividere pensieri in libertà, un altro è costruire una percezione sana, sensata e strutturata; coerente.
Quindi mettersi, in modo un po' paranoico, nei panni delle persone cui vogliamo parlare e guardarci con i loro occhi.

Certo, questo cozza con una visione (un po' romantica) della "spontaneità", dell'essere se' stessi.
Ma non dobbiamo confondere campi diversi.
Un conto è un blog personale, in cui raccontiamo i nostri pensieri, o la nostra pagina Facebook, dove raccontiamo per immagini le nostre serate in libertà.

Un altro un blog aziendale, o il blog in cui raccontiamo la nostra professionalità.

Ovvio che entrambi sono visibili a potenziali clienti o potenziali datori di lavoro.
E che quindi rischia di avere lo stesso peso (nella costruzione di percezione) il nostro bel post intelligente sulle strategie aziendali e il nostro selfie ubriachi sul cesso mentre fumiamo una canna.
Infatti: se pubblichiamo robe sbagliate, il nemico numero 1 della nostra reputazione (aziendale o personale) siamo noi stessi. Ma lo siamo forse ancora di più quando si innesca una crisi: spesso le crisi grosse sono innescate dalla nostra reazione più che da qualsiasi altra cosa, come in questo caso 

Se posso citarmi (dal mio manuale di  Relazioni Pubbliche Digitali):
"Occorre sempre muoversi con cautela. Dare energia, alimentare un fenomeno che di per sé è piccolo e non interessa a molti, rischia di attirare attenzione e di innescare una diatriba più ampia. 

Qualcuno, che inizialmente aveva trovato la cosa irrilevante, di fronte a un battibecco tra azienda e persone potrebbe decidere di interessarsene e partecipare. 

Qualche blogger o giornalista potrebbe vederci nascere una storia da raccontare. Ancora peggio, ed è un tipico esempio di innesco di crisi, il caso in cui si reagisca duramente e fuori luogo, insultando le persone e mettendo in dubbio la loro onestà, la loro intelligenza." 


Infatti, spesso le peggiori crisi nascono dal voler avere ragione, di essere incapaci (come marca o come persona) di ammettere che anche noi sbagliamo, senza portar argomenti forti con un tono dialogante.

E' lì che facciamo davvero arrabbiare le persone, specialmente se è evidente che ci stiamo arrampicando sugli specchi.
O se "il popolo della rete" ha già deciso a priori che abbiamo sbagliato.
Il rischio peggiore, specialmente per agenzie e consulenti è proporre progetti pensati "per fare branding" ovvero belle idee, belle trovate che magari fanno parlare un po' di noi (o fanno parlare solo dell'azione e il brand non si ricorda), che fanno simpatia... ma poco più.

Le aziende (e le organizzazioni...) pagano il lavoro delle agenzia per portare risultati, non per "fare simpatia" che non si scarica sulla bottom line. Se i soldi che ci danno da spendere, non se li ritrovano moltiplicati, non siamo un investimento: siamo un costo da tagliare.
In effetti, specialmente nel caso di progetti un po' complessi, le PR Digitali, i Social, le PR Tradizionali.. tutto converge. Tecnologia, marketing, creatività, media planning... 

One man show funziona (solo) per i progetti per le PMI, bassi budget, bassa complessità, portata limitata. E' un mercato specifico, dove molti operatori (incluso me stesso, per anni) trovano il loro perché e il loro business - nel far crescere le piccole imprese, le piccole iniziative.

Ma da un certo punto in poi, solo un team articolato per competenze riesce a produrre progetti che funzionano su scala più ampia.

In termini di competenze:

Non si può prescindere da un minimo di conoscenza di marketing, ma non basta essere "creativi": la creatività deve essere al servizio dell'obiettivo e accompagnata da una capacità organizzativa che trasforma un'idea in un progetto concreto e funzionante. Con molto buon senso, senza farsi abbagliare dai vaneggiamenti teorici di certi guru, che non hanno mai venduto uno spillo o stretto un bullone in vita loro.


Rassegniamoci: saremo sempre criticati.
Spesso a torto.
Da persone che hanno una propria "agenda", un proprio malessere, follia o attacchi pianificati. Nel tentativo a volte di arruolare altri nella critica, nella crociata, nel mettere alla berlina il nostro Epic Fail.

Da un certo livello in su, la censura è inevitabile. Insulti, contenuti oltre il limite del codice penale (ad es diffamazione), deliri irrilevanti per la conversazione: a ripulire dal rumore si fa un favore alle persone serie.

E se qualcuno cerca un nemico, è utile spostare il tono più in basso. Con l'emotività non si costruiscono facilmente discorsi davvero costruttivi.

Naturalmente, nell'oretta di chiacchiera, di cose ne sono uscite molte altre (per non parlare di tutto quello che ha detto Francesca).
Le potete recuperare su Twitter e altre sono sintetizzate qui:


https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1241998995826612.1073741845.121072037919319&type=3

Ci sentiamo più avanti per qualche approfondimento sui singoli temi...

*(btw, dato che abbiamo detto cose che stanno a cavallo tra le Relazioni Pubbliche Digitali e la Strategia Digitale, per una volta pubblicherò questo post "in stereo", ovvero su entrambi i blog - che normalmente hanno focus e contenuti differenti).

PS: se arrivate da Google e non mi conoscete, tutto quello che leggete sopra discende sostanzialmente dalle analisi, riflessioni e proposte che ho condensato nei miei due libri...

Strategia digitale: Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i Social Media (Web & marketing 2.0) - http://www.amazon.it/dp/B00JIVANS6

Relazioni pubbliche digitali: Pensare e creare progetti con blogger, influencer, community - http://www.amazon.it/dp/B00SVHDWZO



martedì, ottobre 20, 2015

PR, Tech, Fashion (e NFC): alla sfilata, compri il vestito sfiorandolo con l'anello.

Un esercizio di applicazione delle tecnologie alla vita quotidiana e all'acquisto di prodotti, settato in un contesto di "lifestyle" che aggiunge glamour alla cosa.

In sostanza, un'operazione di PR Digitali, applicato al FashionTech - l'intersezione tra mondo della moda e quello della tecnologia.

Vabbè, basta chiacchiere, ecco i fatti duri e puri.
Sfilata di Henry Holland, alla London Fashion Week.

In partnership con Visa, alcuni spettatori (chiaramente tutte "celebrities", quindi molto "influential") sono stati dotati di uno speciale anello, dotato di tecnologia NFC (che come sapete amo molto...).

Naturalmente non un orrendo accrocco tecnologico, ma qualcosa di affine alla marca. E poi due celebrities hanno usato l'anello per acquistare capi in modalità "contactless" :-)

Semplicemente avvicinandosi alla modella in posa, hanno sfiorato l'abito con l'anello - e hanno così concluso la transazione, caricando il costo sulla propria carta di credito e ritirando poi all'uscita il capo.
(Se avete il sospetto che fosse tutto combinato, secondo me avete totalmente ragione).

Cito da Forbes:

"Last night’s show ended with two VIP guests – Daisy Lowe and Alexa Chung – stepping out of their seats and walking over to the models where they were stood in their finale poses, to choose one item they particularly liked the look of. Using a House of Holland ring they were wearing, they placed it against the item in question, and instantly bought it there and then."

Ecco il video che presenta l'evento:



 Approfondimento:

Forbes

Wareable


sabato, ottobre 17, 2015

Che vi siete persi, sul mio blog?

Come al solito, un'immagine assolutamente a caso.
Questa volta non è riassunto settimanale, perchè ultimamente mi è stato molto difficile stare dietro al blog e postare regolarmente.

Diciamo che quindi è un aggiornamento dall'ultima volta che ho aggirnato.
O una roba del genere.





giovedì, ottobre 08, 2015

Da Burger King, il dipendente fa la coda per te

Per celebrare l'apertura del suo nuovo ristorante a Parigi, Burger King ha organizzato (per un periodo limitato) un servizio di "addetti alla coda".

In pratica, il cliente può sfruttare uno dei 5 addetti che fanno la coda al suo posto.

Basta attivare l'apposita app mobile (mentre si è in coda) e arriva il gentile collaboratore a liberarvi dall'attesa.

Al di là dell'impatto sul punto vendita, si è cavalcata l'operazione sui social e in PR...

Qui si ritorna, ancora una volta sul tema della Brand Utility e del servizio (concreto) al cliente.

Ecco il video:

Approfondimento:

Questa è la finzione pubblicitaria, la creatività delle PR.
Ma.. nella vita reale?

Molti di voi lo ricorderanno, c'è chi l'ha fatto davvero, a Milano:
In coda agli sportelli per voi a 10 euro all'ora.
 All'estero fa colpo "l'uomo paziente" (anche questa brillante operazione di comunicazione, di "personal branding" molto unconventional)

E sul fronte più digital, possiamo citare Qurami - startup / app sempre italiana (eh, noi italiani sulle code siamo preparatissimi)


sabato, ottobre 03, 2015