Visualizzazione post con etichetta relazioni pubbliche digitali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta relazioni pubbliche digitali. Mostra tutti i post

martedì, marzo 15, 2016

Bellissimo. Il biglietto gratis di JetBlue... con l'esperimento di democrazia


Bella, bella idea per creare buzz.

Meccanica semplicissima.

In un anno di elezioni, che si preannunciano combattute e piene di livore negli USA, JetBlue ha deciso di condurre un esperimento sociale a 8000 metri di quota.

Su un aereo preso a caso, ai 150 passeggeri è stato offerto un biglietto gratuito per una qualsiasi delle destinazioni, nazionali o internazionali servite dalla compagnia.

Ma... c'era una clausola.

Tutti i passeggeri dovevano decidere all'unanimità una sola, unica destinazione per tutti.
Sarebbe bastato un solo passeggero dissenziente e nessuno avrebbe vinto.

Fosse stato in Italia, data la nostra epica litigiosità (gli americani dicono che ogni volta che tre italiani si incontrano per strada fondano un nuovo partito), non ci saremmo mai riusciti.

O magari, data la nostra smartness genetica ci saremmo immediatamente messi d'accordo tutti, senza esitazioni, sulla destinazione più cara e lontana.

E negli USA?

Beh, sul volo i passeggeri hanno avuto voce e microfono, sono state condotte campagne elettorali, e alla fine si è passati alla votazione.

Saranno riusciti a trovare compromessi e un accordo per poter vincere tutti?

Nel video, scoprirete come è finita:


martedì, marzo 08, 2016

Bello. Il poster che ti fa correre veloce... per vincere un paio di Reebok


Semplice e d'effetto.
Un poster. E l'equivalente pedonale di un Autovelox.

Pronti e via, per strada devi correre veloce. E se sorpassi i 17 km/h vinci un paio di scarpe.

Chiamasi Engagement :-)


Ecco il video - operazione creata ovviamente per creare buzz più che per colpire qualche decina di persone per strada.

In sostanza, lo possiamo (anche) catalogare cone stunt di PR.

lunedì, marzo 07, 2016

La Business Card con l'elettrocardiogramma (per gli investitori)


Brillante tour de force tecnologico.

Comunicare attraverso il proprio know how tecnico.

Usando il più classico (e spesso povero) strumento di comunicazione corporate: il biglietto da visita.

L'azienda  produce soluzioni tecnologiche, prodotti per il monitoraggio del cuore.
E quindi ha pensato bene di realizzare un biglietto da visita che ti fa l'elettrocardiogramma.
Wow effect assicurato.

Naturalmente, dato che l'oggetto è piuttosto costoso (ho letto che costa circa 20-25 dolalri al pezzo), non lo distribuiscono a cani e porci - è stato pensato come stunt di marketing per i potenziali investitori nell'azienda...

Ecco il video:

venerdì, marzo 04, 2016

Ci mancava solo l'app che ti dice se sei bruttarella... per il sito d'incontri. Ma l'idea di PR c'è.


Post leggerino del venerdì che racconta di un sito di incontri svizzero.

Si chiama Blinq http://www.joinblinq.com/

Questi signori hanno sviluppato (con una grossa mano esterna) un software di riconoscimento facciale che non solo giudica la tua età, ma anche quanto sei "hot" o meno. 

Sul sito di incontri... potevo rimanere offeso (scusate, non ho resistito)
Tutte cose che, dette così, lo dovrebbero rendere popolarissimo fra i suoi utenti, immagino.

In realtà al momento sembra un gran colpo di PR. E la cosa ha senso, adesso vi spiego perché.

In primis, si mette il tutto su un sito a parte:

Un sito che va a misurare "come uscirebbe" una tua foto (da postare poi nel sito delle anime gemelle).

E allora, un po' per curiosità, un po' per validare il proprio ego, un po' per testare le immagini a disposizione per scegliere quella più efficace da postare... questa app ha fatto un paio di milioni di visite... e ha costruito awareness per il servizio di incontri. Quindi - almeno potenzialmente -  business.



 bello il caveat "tarato sui gusti svizzeri".



Approfondimento:


giovedì, febbraio 25, 2016

Bellissimo. La pizza dei sogni e il poster interattivo. Wow Effect.

Unconventional stunt pizza pr digital planner blog venturini




Di Pizzerie, di ristoranti ce ne sono tanti. Come emergere, come "bucare"?

La Catena La Place in Olanda lo ha fatto sommando la relazione diretta con le persone a un Wow effect. Con in più un effetto alone di buzz.

Unconventional stunt pizza pr digital planner blog venturini
In sostanza: poster interattivi. Comunicazione audiovideo bidirezionale con lo chef dal poster.

Da un'affollata via del centro, i passanti potevano parlare con lo chef.

Richiedere la pizza dei loro sogni. Vederla preparare sotto i loro occhi.

E, volendo, affrettarsi al ristorante per vederla pronta e calda.

Unconventional stunt pizza pr digital planner blog venturiniEcco il video:



Engagement, specialmente perché è una cosa inusuale. Furba, anche perché permette di entrare dentro a come sono concepiti, preparati i prodotti, è appetitosa. Divertente, insomma.

Idea semplice, realizzazione tecnologicamente un po' più complessa. Ambient, unconventional, creatività e tecnologia. Un bel mix.

mercoledì, febbraio 24, 2016

Genio. La ragazzina e la festa della prima luna. Video meritevolmente virale :-)

No, dai, questi sono dei geni.

Qui sotto non solo c' un'idea ma c'è anche dell'ottimo lavoro creativo.

E qualcuno fortemente bastardo dentro.

Il committente è un'azienda che produce assorbenti femminili.

Il target le ragazzine ai primi cicli (tant'è che il prodotto pubblicizzato è un welcome kit, diciamo, o forse meglio chiamarlo starter pack).

Sotto ne parlo, perché è un'idea di business interessante.

La storia: una ragazzina ha un complesso di inferiorità rispetto alle sue pari, perché non ha ancora avuto il menarca, quindi diciamo che non è ancora entrata nell'età adulta.

Decide allora di fingere.
E qui la madre... (warning: bastard inside).

Molto divertente e ben fatto. E oltre 32 milioni di visualizzazioni meritatissime.

Qui c'è il video (suggerisco di attivare i sottotitoli in inglese, l'audio è un po' complicato)




Parliamo ora di HelloFlo, che è stato definito il Dollar Shave Club degli assorbenti; è un servizio in abbonamento che permette di ricevere periodicamente gli assorbenti, in abbonamento. Marca e azienda molto smart, approccio fortemente orientato alla creatività e all'impatto - cose ormai indispensabili per far bucare una nuova marca.

Qui ci sono gli approfondimenti:

http://www.fastcocreate.com/3032097/hello-flos-first-moon-party-is-the-funniest-tampon-commercial-youll-see-all-day


http://www.today.com/money/girl-fakes-period-mom-gets-revenge-fake-first-moon-party-2D79831114

http://www.adweek.com/adfreak/girl-fakes-getting-her-period-and-pays-price-hilarious-new-ad-hello-flo-158405

martedì, febbraio 23, 2016

Il primo TEDx in volo: ideona di PR da Qantas per il volo delle startup australiane

O famo strano, facciamolo ad alta quota. No, non stiamo parlando di diventare membri dell'esclusivo Mile High Club ma di un TedX.

Mercoledì 17, sul volo da Sydney a San Francisco (13 ore di volo!) i passeggeri hanno potuto godere del primo TEDx volante. 

Alcuni fra i più interessanti innovatori australiani nel mondo della scienza e della tecnologia hanno condiviso la propria visione a bordo del veivolo (dal vivo per chi è a prua del 747 e con streaming live per tutti gli altri passeggeri).

Se (come probabile) non eravate a bordo di quel volo, ecco uno dei video girati a bordo (che, volendo, potete anche vedere se partecipate al TEDx di Sydney il prossimo maggio).



 Altri video li trovate ovviamente su YouTube.

L'attività, oltre a contribuire in termini generali al branding dell'azienda, a rafforzarne e consolidarne la percezione come azienda che innova, sostiene anche la riapertura della tratta aerea tra Sydney e San Francisco - chiaramente un percorso pensato anche per facilitare i rapporti tra l'Australia e le culle dell'innovazione tecnologica americana.

E quindi, che di meglio per un TEDx di un aeroplano pieno di imprenditori? A bordo, infatti, c'erano anche un gruppone di startuppari australiani, che dopo l'atterraggio si sono fatti un bel giro dei grandi classici (Google, Facebook, Twitter, Singularity University...) per fare il pieno di idee e dare un boost ai loro business plan.

Un caffé offerto a chi riconosce l'oggetto sull'iPad :-)
  
Ed ecco un po' di content lato "press release" che approfondisce il tema:
Remo Giuffré, fondatore del TEDxSydney: "We are thrilled to be partnering with Qantas on this exciting 'Ideas that Travel' adventure celebrating the airline's San Francisco service connecting Australian and US-based entrepreneurs.

Some of the most exciting speakers from TEDxSydney alumni will be sharing their ideas at 30,000 feet while members of our extended networks are anticipating some serious meeting and greeting in the Bay Area next week. We're all looking forward to hearing more about those experiences at TEDxSydney 2016 at the Opera House in May."

Ed ecco un po' di approfondimenti, partendo dalla pagina Facebook dell'operazione (interessante vedere che i commenti all'operazione da parte degli utenti tendono ad essere fuori tema e relativi a disservizi reali o percepiti della linea aerea... ma la gente ha bisogno di sfogarsi e lo fa in qualsiasi modo. Quindi sempre prepararsi a reazioni del pubblico irrazionali o poco intelligenti o aggressive...).







giovedì, febbraio 18, 2016

Shining... in realtà virtuale #GiovediVR


Se avete (fortunati voi) un visore Oculus, oggi potete godervi una visita dell'Hotel Overlook in Realtà Virtuale.

Assumendo, per un breve periodo, il ruolo e la visione di Jack Nicholson nel film.


Se come tutti noialtri gli Oculus (ancora) non li avete, potete intuire di che si tratta guardando questo brevissimo video.



You're the new caretaker at The Overview; chosen to single handedly look after this remote hotel throughout the icy winter months. We join you on your first day of complete isolation; waking up very late following the end of season staff party - high in the mountains and cut off from the world by the first of the big snow storms. It's time to leave your room and make your first check of the deserted hotel.

E leggendo questo approfondimento:


A me piace molto l'idea di poter fare dei backstage, di permettere alle persone di esplorare autonomamente dei mondi che abbiamo costruito con la narrazione.

Mi sembra un'interessante estensione del concetto (e del business) dei companion books, delle guide che ci raccontano nel dettaglio mondi della fantasia virtuale in cui la narrazione ci ha portato ma che vogliamo fare più nostri studiandoli, informandoci, vivendo esperienze aggiuntive..
Ora in modo altamente immersivo.

mercoledì, febbraio 17, 2016

Ha ancora senso la fotografia, se dal poster ti dico...cosa mettere su Instagram ?


Il fotografo, una volta, era quello che decideva cosa e quando fotografare, per scattare una bella immagine.

Il turista scattava foto sfocate, storte, ma tanto erano dei "ricordi".

Poi c'era il turista con velleità artistiche ma poca disciplina e gusto... e ti rifilava 90 minuti di diapositive orribili.

Ora lo scenario si è rimescolato; la tecnologia, gli smartphone... per molti la reflex è diventato un oggetto ingombrante ed inutile.
Ma forse presto sarà inutile anche l'umano dietro l'obiettivo, inteso come testa pensante :-)

Già, perché il pensiero era quello di trovare la bella immagine... ma adesso, a New York Canon ha predisposto dei poster digitali, che danno in diretta indicazioni su cosa è bello fotografare in quel momento preciso.
E dei camioncini con schermo digitale, posizionati nelle aree di NY più fotografate.


Telecomandando il fotografo e facendo scattare a tutti la stessa foto che tutti posteremo su Instagram, Facebook, Twitter etc etc :-)

In realtà il progetto è un po' più ampio e complesso... include l'ascolto in diretta delle reazioni al progetto sui social e la capacità quindi di reagire in real time... se vi interessa, la cosa da leggere è questa:

mercoledì, febbraio 10, 2016

Impressionante. L'ologramma che protegge i parcheggi per disabili

Impressionante realizzazione in Russia.

Il problema: i guidatori russi "si dimenticano" che non si può parcheggiare nei posti riservati ai disabili.

La soluzione: una ONG ha realizzato un impressionante artificio tecnologico per dare una lezione ai guidatori "distratti".

Una videocamera posta presso il parcheggio, controlla la presenza sul parabrezza del contrassegno disabili.

Se manca... beh, c'è uno schermo invisibile, fatto da vapori d'acqua. Su cui appositi proiettori proiettano l'immagine olografica di un disabile che con forza arresta il guidatore malandrino e gli impartisce una lezioncina..

Da farsi venire un accidente.

Al di là del tour de force tecnologico - che raggiunge un numero limitato di persone, l'effetto "notiziabilità" / PR crea una comunicazione difficilmente ottenibile con mezzi convenzionali.

Guardate il video. Merita.




More than 30% of the drivers in Russia take disabled parking spaces without caring about the signs on the ground. Dislife, a Russian non-profit organisation, came up with a powerful campaign to stop this inconsiderate behaviour. They installed projections of a real disabled person that popped up every time a non-disabled driver tried to park in their space. Special cameras verified the presence of the disabled sticker on their windshields and if no sticker was detected, the hologram would appear to confront the driver. Watch the stunt in action below : http://dislife.ru/

Grazie a Serena per la segnalazione.


giovedì, febbraio 04, 2016

Google ha distribuito più di 5 milioni di visori per la Realtà Virtuale... #GiovedìVR



Oggi è giovedì, quindi parliamo di realtà virtuale - un tema dove i big sempre più pare vogliano scommettere duro.

Un tema che quindi o ci cambierà la vita o sarà un altro inceneritore di risorse finanziarie spese dietro a quello che "avrebbe potuto essere".

Se Facebook, Sony e altri hanno fatto grande rumore e PR sul tema della Virtual Reality, Google è stata un po' più di basso profilo nella comunicazione.

CardboardHa però fatto dei fatti - il suo Cardboard è il visore VR più diffuso al mondo, con oltre 5 milioni di pezzi venduti (e ci credo, costa pochi euro e al limite uno se lo può anche autocostruire... e sfrutta il nostro smartphone, senza costringerci a comprare hardware aggiuntivo).



La sua app per visualizzare i filmati /app di Virtual reality è stata scaricata 25 milioni di volte. Centinaia di migliaia di ore di filmati VR sono stati consumati su YouTube.

Ora il tono della comunicazione si è alzato, con Google che annuncia l'apertura di una divisione vera e propria dedicata al tema.

E' chiaro che immergersi in una realtà artificiale ma convincente è una opportunità potenziale pazzesca per il mondo dei giochi, del turismo virtuale e (come abbiamo già detto) delle luci rosse.

Nei piani di Google c'è sicuramente un forte coinvolgimento di YouTube - che cavalcherà seriamente i contenuti VR e una partnership con GoPro (che ha prodotto una - costosissima - professional camera per filmare in Virtual Reality).

Qui è dove vi metto un video che approfondisce cosa sta pensando di Fare Google:


Google has big plans for VR, but it's starting with something small: a piece of cardboard. We go behind the scenes with the new Google Cardboard and a crazy GoPro camera rig.

Interessante l'articolo di ITespresso, che da' un contesto:
"Secondo una ricerca targata SuperData, nel 2017 saranno venduti 70 milioni di dispositivi di Realtà virtuale (VR). Il mercato dei visori per la virtual reality (VR), forte di 70 milioni di unità, genererà un giro d’affari pari a 8,8 miliardi di dollari di fatturato sul versante hardware e 6,1 miliardi di dollari su quello software."



Approfondimenti:
http://www.alphr.com/google/1002416/google-opens-dedicated-virtual-reality-division
http://recode.net/2016/01/29/google-adds-design-oomph-to-virtual-reality-unit-as-apple-enters-the-fray/
http://fortune.com/2016/01/27/google-cardboard/
http://www.lastampa.it/2016/01/28/tecnologia/realt-virtuale-tutti-i-numeri-di-google-cardboard-ll7lmj1rv2s39Vyw0E9jcO/pagina.html




giovedì, gennaio 21, 2016

Beauty, Makeup, Marketing: cambia tutto con la Realtà Virtuale? #GiovediVR



La realtà virtuale continua a crescere come oggetto di interesse da parte delle aziende: vorrei vedere dei dati sull'uso da parte degli user - ma la storia che sto per raccontarvi da' delle indicazioni interessanti.

E' la storia di ModiFace, una startup che ha sviluppato una tecnologia propria, realtà aumentata per il mondo del make up.

Diciamo un "motore" - e ha venduto questo motore alle aziende del mondo beauty, alle famose multinazionali. Diciamo che sotto il cofano di una sessantina di app di varie marche del mondo del trucco, c'è il loro motore.


Un motore che permette di simulare l'effetto del make up o dei trattamenti di bellezza, di far capire che non è solo una cremina ma che ti fa vedere il tuo viso che faccia farebbe (btw, può invece anche esere usata per simulare i risultati della chirurgia estetica, e qui si apre un altro di quei mercati...)

In pratica la tecnologia impatta direttamente sulle vendite, ed è molto pensata per essere usata sul punto vendita. Già, perchè lì si decide: catturati da un prodottino (potenza del branding, del materiale punto vendita, del packaging...) parte il famoso FMOT*.

Ma qui scatta il trial, virtuale. Si inquadra con lo smartphone il prodotto e lo si vede applicato sul proprio viso.

Molto potente. Un business molto forte. Tanto che la licenza per usare la tecnologia va dai 200.000 ai 500.000 dollari l'anno. Quindi questo giochino sono soldi veri. Così come sono soldi verissimi quelli che fa il mercato della cosmetica.

Qui è dove vi metto un po' di video di demo:



venerdì, gennaio 15, 2016

GoPro. Quando non sapete che fare, usate il gatto (che fa skateboard) :-)

Post leggerino del venerdì.

Io adoro il modo di comunicare di GoPro.
E' una situazione perfetta.

Hai un tool creato per catturare, costruire contenuto d'eccezione.

Lasci che la gente lo usi per quello, e poi te lo passi, e tu lo usi per far vedere quanto sei figo tu e il tuo prodotto. 

User Generated Content, ma davvero (se interessa, leggete questo articolo).


Crei una forte brand equity, da "The Real Thing", che serve anche a proteggere il tuo business dai numerosi prodotti analoghi e anche meno costosi.

Ora però sono passati al livello superiore.
Hanno sposato il content, l'eccitazione, l'engagement tipico dei filmati GoPro con i gatti.
Anzi con il gatto. Che, ovviamente, fa qualcosa di exciting: va in skateboard e non se la cava nemmeno male.

E buon venerdì :-)


giovedì, gennaio 14, 2016

#GiovedìVR Realtà virtuale: startup nello spazio, ma più concretamente, applicazioni a luci rosse



Sulla Virtual Reality è in corso un'operazione "hype" non da poco.

Anni di marketing Digitale ci hanno insegnato a prendere queste cose con le pinze, di "The Next Big Thing" ne abbiamo già viste anche troppe, di tecnologie molto potenti ne abbiamo viste floppare un bel po' (tipo NFC, che contrariamente alle mie aspettative ancora fatica - ma anche perché è stato spinto troppo poco).

D'altra parte la tecnologia della realtà virtuale e della realtà aumentata hanno in se' un grande potenziale. Con quattro ambiti pesanti di intervento: quello industriale/scientifico (su cui non mi soffermo, non oggi), quello del gaming, quello dello sport e quello del porno.


Come si nota, tutti mercatini che già di per se' fanno girare quantità paperoniane di denaro: 

"Piper Jaffray, an investment bank, reckons the industry activity will pay off. By 2020, VR porn will be a $1 billion-a-year business, making it the third-largest VR segment after gaming and sports."

Si veda l'articolo di CNET per approfondimenti, ma qualche riga la cito ancora qui:

"VR has evolved from a small collection of startups four years ago to one of the hottest trends in technology today. Slot your phone into the goggles, strap 'em on, and you're an astronaut exploring Mars, a knight jousting in medieval England ..."

Samsung, the South Korean electronics giant, is already selling its Gear VR headset. Taiwan's HTC, Japan's Sony, and Oculus, owned by California-based Facebook, are expected to sell headsets this year. Video games from Ubisoft, Sony and Valve are slated to follow.

All'altro estremo dello spettro, ci stacchiamo da cose così terrene e concrete come i congressi carnali per volare più alto, letteralmente.

Sia come ambizione (è un progetto Kickstarter) sia come quota - ed è interessante segnalare il progetto Step in Space - (che è riuscito a raggiungere il budget) per piazzare una Virtual Reality Camera a bordo della stazione Spaziale internazionale: 

"Overview One is the virtual reality camera that we are sending to the Cupola module, the observation deck of the International Space Station (ISS), to capture immersive virtual reality video – giving you the chance to have the same experience the astronauts get." (btw, la pagina del progetto su Kickstarter ha delle riflessioni interessanti sulla VR).




lunedì, gennaio 11, 2016

Quanti sono davvero 10K caratteri? Twitter e Lettera aperta al Santo Patrono


Ok, botta di panico (o di colossale chissenefrega), gira la notizia che Twitter abolirà il limite dei 140 caratteri - che era la regola che rendeva il gioco stimolante - e si normalizza su un ben più ampio limite di 10.000 caratteri.

Non voglio entrare nel dibattito se questo snaturi il mezzo, gli dia il colpo finale (e noi elites, dopo che ci hanno ammazzato FriendFeed, dove ci sposteremo? Dove faremo i fighi e influenzeremo?) o se invece sia un modo per farci stare di più "dentro" Twitter (Più testo = meno necessità di link agli approfondimenti "fuori" Twitter).

Il punto è: ma quanto sono lunghi davvero 10.000 caratteri?
Per dare una risposta, ho trovato un mio vecchio articolo pubblicato su Web Marketing Tools nel Marzo 2004 (!) che guarda caso, funziona benissimo in questo inizio d'anno di 12 anni dopo. Le cose non sono cambiate poi così tanto.

Poi l'ho preso, ho tolto giusto qualche manciata di caratteri e l'ho portato a 10.000 caratteri tondi tondi (se Word non mi ha sbagliato i conti).
E ve lo pubblico qui, così vedete visivamente quanti sono e quanto ci si mette a leggerli.
Se, come molto probabile ve lo siete persi all'epoca, credo possa ancora strappare un sorriso e un pensiero oggi. Enjoy.



Lettera aperta al Santo Patrono

(tutto quello che avreste voluto far sapere al vostro direttore marketing - e non solo - ma che non avete mai avuto il coraggio di dire)

da: addetto-webmkg@unazienda.it

a: S.Isidoro@disiviglia.com

Oggetto: qualche (modesta) richiesta.

Spettabile S. Isidoro di Siviglia, nella Vostra qualifica di possibile Santo Patrono di Internet, Vi scrivo. Voi siete la mia ultima speranza, dopo che le mie letterine a Babbo Natale e ai tre Te Magi non hanno sortito effetto alcuno e che la mia mail a San Giuda, patrono della cause perse, è rimbalzata con un “server not found”.

Avrei qualche richiesta per il 2004, pochi, semplici miracoli che credo si potrebbero facilmente fare. E che cambierebbero non poco la mia vita.

Come di certo saprete, quest’anno sono stato molto,molto buono.

Ho fatto i compiti e i progress report, i forecast, i timesheet e tutti quegli altri documenti dai nomi inglesi.

Sono quindi fiducioso che vorrete esaudire la mia semplice lista di desiderata, che qui di seguito elenco. E’ roba leggera, mica come l’oro, incenso e mirra dei Re Magi . 

a) Vorrei che tutti quelli in gamba trovassero un buon lavoro. Fate un miracolo per chi si trova a lavorare in un’azienda “familiare”; che possa dipendere da un vero management e non da una corte di nani, ballerine, sicofanti e eminenze grigie più attente alle lotte di secessione che al benessere dell’azienda.

b) Potreste fare in modo che le aziende smettano di confondere il marketing con le vendite o la pubblicità? Fategli capire Voi che prima di voler fare il web marketing è opportuno sapere qualcosa di marketing normale, così come prima di aprire la testa a qualcuno il neurochirurgo ha studiato come togliere le tonsille (spero). 

Fategli, Vi prego, capire che non c'è da vergognarsi a riconoscere di essere ignoranti,  basta permetterci di studiare - che a molti di noi magari farebbe un gran piacere.

c) Già che siamo in tema di utopie, spero vogliate ora prestare orecchio a qualche richiesta di tipo più personale, inerente allo specifico del mio lavoro, dell’azienda in cui passo i miei giorni e del mio management. Specificamente:

- fatemi passare un 2004 (e seguenti) lavorando con una briciola di metodo. Instillate il dubbio che se passiamo il tempo a spegnere incendi sarà meglio che assumiamo dei pompieri e non dei project manager.

- mettetecela tutta per fare entrare nella zucca di quel direttore (Voi sapete quale) che sono finiti i tempi in cui milioni di schiavi costruivano piramidi. Invece di chiederci progetti faraonici che servono solo a tenerci dentro i morti e per cui lavoriamo come egizi, fate passare il concetto che ci servono progetti più piccoli, focalizzati, pensati e gestibili. Progetti dove usiamo l’intelligenza per battere la concorrenza e per conquistare i cuori e i portafogli dei nostri clienti. 

- al dirigente calvo del quinto piano, fategli passare il concetto che c’è una sola comunicazione. Che ci sono, sì, mezzi diversi - che possono fare cose diverse su target diversi - ma che la comunicazione è una, che l’interattività, l’online e il digitale possono fare cose bellissime… ma che non possono procedere "contro" la comunicazione classica della nostra azienda. Se vuole segare il suo collega che segue l’advertising, che lo convochi all’alba dietro al convento delle carmelitane scalze. Che se la vedano da uomo ad uomo. Senza mettere l’azienda e i nostri posti di lavoro a rischio per le loro faide personali.

- se possibile, donate all’ azienda il convincimento che le nostre azioni online vanno misurate (oddio, anche tutte le altre, ma questo non è un problema mio). Che la misurazione dei click, dei through e degli hit è fantastica per fare dei bei grafici in powerpoint, ma che se misurassero invece l’efficacia sulle vendite o sul nostro business forse sarebbe più utile per tutti. 

- Vi imploro, spiegate a tutti quanti che Internet non è (solo) una forma di pubblicità per il nostro prodotto. Che sempre di più è alla base del processo d’acquisto, che la prima cosa che fa il nostro prospect quando vuole comprare è un bel giro on line. E se sbagliamo lì siamo fuori al primo turno; questo è un torneo ad eliminazione diretta.

- al Ragioniere del reparto Finanza e Controllo, quello che dice che <>, mandate in sogno il bilancio di Monster.com. E che io sia lì a vedere la sua faccia quando scopre che l’anno scorso hanno registrato un bel 100 milioni di dollaroni US di “net income”.

- al suo capo, quello che decide dove tagliare i costi, fategli fare quattro chiacchiere con quelli di Nortel. Che, nonostante la recessione, il dover chiudere dozzine di uffici e fabbriche, mandare a casa due terzi dello staff, hanno continuato a investire in Ricerca e Sviluppo un venti per cento delle revenues. Così adesso hanno firmato un bel contrattone da oltre un miliardo di dollari per la fornitura di tecnologie Voice Over IP e possono ridare il lavoro ad un sacco di quelli che avevano dovuto lasciare a casa.

- già che ci siete, se non è troppo disturbo, che si capisca che fare internet per "presidiare il canale" è come fare la pubblicità per “aprire una testa di ponte” o fare le relazioni pubbliche “per forzare il blocco navale”. Mucho macho, ma non vuol dire un fico secco. Ricordate a tutti che, dall’invasione Anglo-franco-israeliana del Canale di Suez in poi, presidiare canali e trovarsi nei casini sono sinonimi. Focalizzate che un presidio, normalmente, è un fortino della Legione con dentro quattro sfigati in mezzo a predoni assetati di sangue (“Voilà, uomini, ecco Fort Zinderneuf!”). 

e) sul tema della comunicazione e dei nostri collaboratori esterni ho poi una sottolista di desideri per quest’anno nuovo, ovvero:

- a me va benissimo che continuino con la storia che non vogliono essere dei “fornitori” ma dei partner. Da anni lo sento dire da tutte le agenzie. Ma almeno capissero che se vogliono essere partner mi devono mandare in ufficio gente che ha un po’ d’esperienza, che sa di quello che parla e capisce i nostri problemi. Gente che in vita sua, abbia magari provato a vendere un pollo ad una macelleria, o un fustino di detersivo alla signora Maria. Che abbia lavorato qualche giorno in un’azienda, che si sia scervellata per far tornare i conti di un budget. Che abbia capito che a volte tecnologia e comunicazione non sono la cosa più importante per un’azienda e che conta a volte di più comprare i camion nuovi, rimodernare una fabbrica, aumentare gli stipendi delle impiegate; anche se questo implica tagliare il budget della comunicazione e non potergli dare i 14 milioni di euro che ritengono indispensabili per il progetto.

- che bello sarebbe se il management ragionasse anche sul fatto che bisogna rispettare il valore del lavoro altrui e che a tirare troppo sul prezzo si finisce per avere dei progetti talmente minimali che non servono a niente. O si finisce con l’avere dei fornitori che per starci dentro sono costretti a tagliare la qualità, l’assistenza, il tempo e la testa che ci mettono. 

- correlatamente, infondete a qualcuno di noi il coraggio di tradurre al nostro capo la targa che gli abbiamo regalato a Natale, quella che dice “if you pay peanuts, you get monkeys”

- mi piacerebbe molto se nascesse un’agenzia che davvero ci desse un servizio di comunicazione integrato. Gente brava a fare tutte quelle cose che a noi servono. Fateci smettere di perdere tempo a gestire 8 agenzie che litigano fra loro e che spingono in direzioni diverse, ognuna tirando l’acqua al suo mulino e non al nostro. Fateci trovare un partner dove basti parlare con una persona sola; e poi ci pensa lui a far sì che la proposta di sito sia coordinata con l’advertising e che le sales promotion siano sinergiche con l’email marketing e la campagna di relazioni pubbliche.

- al comitato di marketing strategico sarebbe poi il caso di far alzare la testa e guardare oltre l’orizzonte: mentre loro – giustamente, per sopravvivere alla congiuntura - caricano a testa bassa su Prodotto, Prezzo, Distribuzione e Promozione (intesa come sconti e concorsi), il Servizio fa pena e ci si sta svaccando il Brand. Così ora che riparte il mercato, ci siamo costruiti una bella immagine di azienda/marchio/prodotto sfigato.

- ai creativi portate gentilmente il dono seguente: che realizzino che al nostro Amministratore Delegato piace molto ritirare i premi sul palco, ma che il resto di noi preferisce vendere. Fate capire a “noi” che la carriera di un creativo dipende davvero anche dai premi vinti;  ma fate capire a "loro" che lo stipendio che ricevono, alla fine, dipende anche da quanti cartoni riescono a far uscire dal magazzino.

- al Direttore Vendite rivelate che la comunicazione che vende non è quella con il prezzo scritto in rosso, in Helvetica corpo 280. E che la creatività, quella buona, spesso è l’unica arma che abbiamo per far uscire i maledetti cartoni dal maledetto magazzino.

Caro Possibile Patrono, siamo quasi alla fine. 

f) Varie ed eventuali:

- mettete una buona parola con il mio boss, che possa farmi un abbonamento a Web Marketing Tools, così smetto di pagarlo di tasca mia (anzi che si faccia un abbonamento anche per lui così legge e impara o smette di rubarmi la mia copia).

- In quest’anno che viene, datemi il dono di tenere i nervi a posto e di ascoltare di più il mio capo. Che di web marketing forse non ne sa tanto, ma di altre cose forse sì. E sa di cose che io non so. E magari, se è arrivato a ricoprire quella carica, non si può escludere che sia perché due o tre cose utili le sa fare.

Aiutatemi, che faccia qualche errore di meno – visto che sono così bravo ad elencare quelli degli altri, fatemi beccare i miei prima di commetterli.

Per terminare, mettetemi una mano protettiva sul capo, e che non perda il lavoro quando tutte queste cose al mio Direttore Marketing gliele dico io.

In alternativa, potrei accettare di trovare 5 milioni di Euro in biglietti di piccolo taglio, non marcate, in una valigetta scura. 

Con rispetto e gratitudine anticipata,
il Suo Addetto al Web Marketing

Fine dei 10.000 caratteri...

Ed ecco come appariva l'articolo (e il suo autore) nel 2004.


mercoledì, dicembre 30, 2015

Xmas Edition #2: da Google Japan, un coro Android :-)


Prosegue la serie di post agili e veloci, case divertenti e interessanti per il periodo natalizio.

Questa volta una cosa un po' difficile da definire.

Chiamiamolo un video virale, forse. E la sua milionata di views se l'è fatta.

Un'operazione di branding, sicuramente un progetto su cui è stato molto divertente lavorare.

300 cellulari, con Android.
Un coro, uno show.
Guardate il video.



Vedi anche:
http://www.androidauthority.com/google-android-chorus-587039/

giovedì, dicembre 17, 2015

Molto smart:no profit - una biciclettata reale/virtuale real time e molto PR #GiovedìVR


Un interessante esempio di fund raising e di integrazione di PR (digitali e tradizionali) e tecnologia...

La storia: per raccogliere fondi per le malattie rare, in Australia organizzano una biciclettata di 920 km (!) - la Captain's Ride dove personaggi di primo profilo, dei veri VIP sono guidati sulla strada in carovana da Steve Waugh, leggenda sportiva locale (la fondazione che organizza la cosa è la sua...) #captainsride

Ma per allargare al pubblico generale la partecipazione a questo percorso, si è fatto ricorso alla realtà virtuale.

Ovviamente, integrando lo spinning, attraverso un accordo con la catena di palestre Fitness First...

Mettendo in connessione le "persone comuni", nella loro vita quotidiana con un evento altrimenti remoto e non inclusivo, sia per la scomodità dell'operazione, sia per il suo essere focalizzato sui "personaggi"...

La cosa bella è che, attraverso la realtà virtuale si è presenti "là" in diretta. Si partecipa, si regalano i propri kilometri a favore di uno specifico bambino. Si è "dentro".

Non si vive un'esperienza asincrona ma si è presenti, vi vive quello che succede dall'interno, in real time.  E questo è uno spunto molto interessante.

Guardate il video, che spiega tutto.


L'operazione, in generale, è stata un successo - con oltre 1 milione di dollari raccolti e una grande copertura mediatica e social...







giovedì, dicembre 03, 2015

Brillante idea. Lo spazio inutilizzato su YouTube... in beneficienza. No Profit Marketing.


Con l'arrivo dei telefonini e la disponibilità della funziona "registra un video che se ti va bene finisci a Paperissima", una marea di persone si sono improvvisate registe e hanno alluvionato YouTube di filmini amatoriali.

In molti casi, i video sono girati in formato verticale (sospiro).

Il che lascia forzatamente delle bande nere di fianco al video su YouTube.

Tutto spazio inutilizzato, tutti pixel sprecati.


Di qui l'ideona: donarli in beneficienza. 

E' il progetto brasiliano "Doe as barras", dona le barre. Quando si carica un video, si può scegliere una ONG, donando loro uno spazio di visibilità attorno alla nostra opera d'arte verticale.

Ecco il video di presentazione dell'idea:
  

lunedì, novembre 23, 2015

Bella operazione per la giornata mondiale per i diritti dell'infanzia. #NONSOLOMIOFIGLIO


Bella operazione, che mi viene segnalata:

In tutto il mondo, i figli dei personaggi famosi scatenano l’attenzione dei media e di milioni di fan: basti pensare all’isteria collettiva per lo stile androgino della piccola Shiloh Pitt, o ai royal babies idoli di Facebook. 

Nello stesso momento, ci sono migliaia di bambini che non godono delle stesse attenzioni: anzi crescono nell’indifferenza di tutti, purtroppo non solo dei media. 

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini (#Worldkidsday), CAF Onlus, un’associazione di Milano che tutela i bambini maltrattati e vittime di abusi, ha lanciato un’operazione social per invertire la tendenza: #nonsolomiofiglio. 

Alessia Marcuzzi, Nicoletta Romanoff, Camila Raznovich e Davide Oldani, tutti vip con figli piccoli e molto richiesti dai media, hanno postato su instagram una foto con un altro bambino anziché con loro figlio, come se fosse il proprio, accendendo la curiosità dei fan.

Ma venerdì 20 viene svelata l’operazione lanciando insieme a CAF l’hashtag #nonsolomiofiglio e l’appello:“Non dev’essere mio figlio per meritare la vostra attenzione.”

Dal like alla donazione, il passo è semplice. Su nonsolomiofiglio.org è possibile guardare il video e soprattutto sostenere CAF Onlus per aiutare questi bambini ad avere un po’ più di attenzione. Non solo per un giorno.