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martedì, dicembre 01, 2015

Il poster "survival" dove ne resterà solo uno in piedi. Per Lara Croft.

OK, la gente sono disposti a fare qualsiasi cosa, recita il mantra.

E le aziende sono pronte a superare le soglie del sadismo, per fare engagement :-)

Breve, vi riassumo la storia del poster che ha chiesto a delle persone (in carne e ossa) di cercare di sopravvivere 24 ore alle peggiori intemperie che il clima londinese e un po' di cattiveria dell'agenzia potevano offrire.

Per il lancio della nuova versione di Tomb Raider (il videogioco) a Londra è stata lanciata una selezione di coraggiosi (o incoscienti) concorrenti. Tra le migliaia di partecipanti, 8 aficionados del brand (o semplicemente 8 pazzi) sono stati selezionati.

Piazzati fisicamente sulla superficie di un poster.

E, nell'attesa che ne sopravvivesse solo uno. Con l'idea di far durare il gioco 24 ore.

Per abbreviare l'agonia e fare comunque engagement, in aggiunta al clima notoriamente inaffidabile di Londra, sono stati aggiunti effetti speciali: tempeste di neve, piogge ghiacciate, venti tropicali, caldi torridi. Il tutto per fiaccare la resistenza fisica dei partecipanti appesi al poster.

Uno a uno, hanno ceduto, sotto gli occhi implacabili delle telecamere che trasmettevano in streaming il massacro sul microsito http://www.survivalbillboard.com/#TheGame
L'ultimo ha resistito (solo) 20 ore e 45 minuti.
E ha vinto.

Ecco per voi la Videosintesi dell'evento...





Approfondimento:
http://www.techtimes.com/articles/106446/20151113/microsofts-xbox-rise-of-the-tomb-raider-survival-stunt-tortures-fans-strapped-to-billboard-who-won.htm

http://www.oceanoutdoor.com/ocean-news/news/tomb-raider-fans-fight-the-elements-in-live-xbox-game/






giovedì, maggio 28, 2015

Genio. Comarketing Pizza/cinema... e la scatola diventa un proiettore (PizzaHut)


Che dire? Bella pensata.

L'oggetto in se' fa abbastanza schifo come qualità dell'immagine, ma l'effetto novelty (e quindi buzz) è assicurato.

Così come la curiosità e la voglia di provarlo... e quindi generazione di vendite :-)

Approccio smart, che lavora su più fronti; il comarketing, la lettura del consumatore, intervenire sul packaging...

L'operazione parte da un insight: pizza e film vanno benissimo insieme.

PizzaHut a Hong Kong ha realizzato (in serie limitata) un cartone della pizza per la consegna a domicilio che si trasforma in videoproiettore (più o meno).

Due operazioni e si inserisce la lente (inclusa) nel cartone. 
Si scansiona un QR code con lo smartphone e arriva il film in streaming, grazie al comarketing con Blockbuster.

Manca solo qualcosa da bere e la serata è organizzata :-)

Ecco la video case history:




Ogilvy & Mather HK - Blockbuster Pizza Box from Work that works on Vimeo.

Approfondimento:
http://www.designboom.com/design/ogilvy-hong-kong-pizza-hut-blockbuster-box-05-26-2015/

lunedì, marzo 09, 2015

giovedì, maggio 29, 2014

Il cortocircuito tra pubblicità e vendite: compra (la pizza) in streaming su Hulu, nuovi formati

http://venturebeat.com/2014/04/30/hulus-new-ads-will-let-you-order-a-pizza-without-leaving-the-video-player/
Se la televisione assume nuove forme, come la fruizione in streaming piuttosto che su device "non televisivi", è naturale che anche i format pubblicitari possano e debbano evolversi. Anche se, onestamente, sono anni che se ne parla (io partecipai a un progetto di ricerca finanziato dalla Comunità Europea nel lontano 1995...) e non si è visto ancora la killer app :-)

Un interessante tentativo si è adesso visto su Hulu (provider importantissimo di TV in streaming), in un nuovo format adottato da Pizza Hut.

Idea semplicissima: in una cultura come quella statunitense, davanti alla TV mangi la pizza. E la pizza la ordini al telefono oppure online - dovendo affiancare un second screen, second device alla TV (una complicazione). E la pizza la ordini quando? Beh, per non perderti il godimento dello spettacolo, durante le pause pubblicitarie.

E allora, ecco l' "In-stream purchase unit", che consente (consentirà) di ordinare la pizza direttamente dalla TV, durante la pubblicità, senza cambiare canale. Anzi, che prima suggerisce l'idea che sarebbe un buon momento per una pizza e consente di ordinarla senza cambiare piattaforma.

Quindi, finalmente, se volete, una pubblicità (televisiva) che chiude il cerchio tra propaganda e acquisto immediato :-) e che consente di pensare a un targetting delle persone (microtargeting - ad esempio selezionando solo certi tipi di persone ad alta probabilità di acquisto, tanto online posso profilare e identificare chi mi sta guardando e servire pubblicità differenti).

E di targettarle nel momento più giusto per convertirle all'acquisto (e se volete, per cose meno banali della pizza, potremmo anche tirarci dentro qualche bella analisi di big data, tanto per complicare un po' la faccenda).

E una pubblicità pensata in maniera più intelligente in un mondo dove non è detto che la televisione si guardi in televisione :-)


Approfondimento:
Ne parla Bloomberg (Video, saltate al minuto 2:40)

Hulu non ha annunciato solo questo, ma ha un po' di novità in arrivo - http://blog.hulu.com/2014/04/30/today-at-the-hulu-upfront/





lunedì, febbraio 04, 2013

Nuove frontiere: lo streaming dei cuccioli per preparare il Puppy Bowl


Dai, lo sapevamo che in fondo era solo una questione di tempo.

Animal Planet, catena televisiva, ha fatto la cosa più semplice del mondo, in pieno stile reality: ha preso un mucchio di cuccioli di cane, ha preso una webcam e li ha messi in streaming.

Li potete vedere qui sino al 3 Febbraio.

(L'avevano già fatto con i gattini, btw).

In realtà, l'operazione non è fine a se' stessa ma è in preparazione del Puppy Bowl - una versione del Superbowl (l'evento sportivo più atteso dagli americani) per adorabili cuccioli - guardate qui il trailer e un po' di altri contenuti.


The Puppy Bowl is an annual television program on Animal Planet that mimics an American football bowl game similar to the Super Bowl, usingpuppies.[1] Shown each year on Super Bowl Sunday, the show consists of footage of a batch of puppies at play inside a model stadium,[2] with commentary on their actions. The first Puppy Bowl was shown on February 6, 2005. The puppies featured in the Puppy Bowl are from shelters,[3]and the show contains information on how viewers can adopt rescued puppies and help their local shelter.

mercoledì, dicembre 14, 2011

Da oggi Deezer - la musica in streaming - anche in Italia


Aggiornamento: all'ultimo minuto la data è stata spostata al 19 Dicembre...


Secondo le informazioni ricevute, oggi sarà il giorno in cui anche in Italia sarà disponibile Deezer (www.deezer.com/) - con una strategia di rollout progressivo paese per paese - che porterà il sito di musica in streaming ad essere disponible in 200 nazioni entro Giugno.

Copio/incollo dalla Press Release, sintetizzandovela ;-)

(Poi dopo averlo provato, vi dico come va. La cosa interessante sarà soprattutto capire come potremmo usare questo tool per il marketing musicale ma anche per la comunicazione con target di pregio...).


DA OGGI LA MUSICA E' ANCORA PIÙ' LIBERA. DEEZER ARRIVA IN 200 PAESI IN CONTEMPORANEA

Il lancio di Deezer in 200 paesi - coordinato su FB - aprirà gli orizzonti della musica a milioni di utenti che non hanno accesso a sistemi di download.
Disponibile in 12 lingue, 30 zone editoriali indipendenti e con prezzi adattati in 13 valute


Importanti accordi di distribuzione con operatori locali: dopo Orange in Francia, Everything Everywhere (Orange) nel Regno Unito e Belgacom in Belgio, Deezer annuncerà - entro il gennaio 2012 -  dieci uscite su nuovi territori accompagnate da accordi di distribuzione con operatori di spicco. 


Deezer è una soluzione web-based al 100%, accessibile istantaneamente senza bisogno di scaricare alcun software. In questo modo i consumatori possono non solo ascoltare musica illimitatamente su un computer (le offerte “Premium”), ma anche su qualsiasi altro dispositivo, come ad esempio smartphone, tablet,… con connessione oppure offline (offerte “Premium+”) e con un periodo iniziale di prova. Deezer è semplice, intuitivo e risponde alle esigenze dei fan di scoprire, ascoltare, organizzare e condividere tutti i loro brani preferiti.  


Deezer ha costruito il suo servizio con facebook, inteso come strumento unico di promozione per gli artisti:

Gli artisti potranno condividere spontaneamente e su scala mondiale, le loro nuove canzoni, i loro gusti musicali e le loro playlist con i fan, senza bisogno di appoggiarsi a video promozionali.
Gli artisti potranno quindi orientare nuovamente il rapporto con i fan verso la musica, piuttosto che fare affidamento a escamotages improntati al marketing (es. videogiochi, concorsi,…). I team editoriali di Deezer, inoltre, consentiranno agli artisti di promuovere attivamente le proprie canzoni attraverso il servizio.



Catalogo:  un catalogo musicale con 13 milioni di titoli appartenenti a 2.000 etichette, tra cui le 4 major. 

Improntato al concetto di social network: possibilità di condividere brani ed ascoltare live la musica degli amici, con una funzionalità ora potenziata grazie ad un profondo rapporto di partnership con facebook
Suggerimenti:  possibilità di offrire ai consumatori di ogni paese momenti musicali di grande ispirazione sui canali smartradio, webradio e attraverso suggerimenti. 
Attenzione ai contenuti editoriali: contenuti editoriali di grande qualità, pensati appositamente per ogni paese e organizzati per genere.

Compatibilità dei dispositivi: più di 250 terminali diversi, tra cui i seguenti marchi: Acer, Alcatel, Apple (iPhone, iPod, iPad), Archos, Blackberry, Samsung, HTC, Huawei, LG, Motorola, Parrot, Philips, Sony Eriksson, Sonos, etc.


Facebook.com/deezer

Twitter.com/DeezerWorld

lunedì, ottobre 17, 2011

Niente pubblicità TV se rispondi al quiz: ITV UK


ITV è la principale emittente televisiva commerciale nel Regno Unito.

Per competere anche online con la BBC (che ha il suo servizio di streaming, iPlayer), ITV ha lanciato il suo ITV Player, una web TV, un servizio per vedere in VOD / streaming i programmi.*

Il servizio di streaming è commercialmente basato sulla pubblicità, rifilata agli spettatori... a meno che... 

la   nuova strategia è questa: si può vincere l'esenzione dallo spot se si risponde correttamente ad una domanda.
Ovviamente relativa alla marca di cui siamo esentati dalla visione dello spot.

In sostanza, se dimostriamo di saperla già, ci viene risparmiata la lezioncina.

Mi sa che, tutto sommato, preferisco beccarmi lo spot ;-)

Per approfondimenti:

* con tutta una serie di limitazioni, la cui discussione esula da questo post. Se volete guardate cosa ne dice Wikipedia, secondo me per questioni di diritti i contenuti non sono visibili dall'Italia, così come per la BBC.


mercoledì, febbraio 02, 2011

Tra 30 minuti parte WePadProject

WePad_Project%5B2%5D.jpg
Reminder: alle 0930 parte il WePad Project, potrete seguirlo in streaming a questo indirizzo: www.wepadproject.it.


E/o vedere poi domani la sintesi e la moviola delle azioni migliori (no, scherzo, il meglio della puntata ci sarà, la moviola dubito).

Se vi siete persi dei pezzi e non sapete / non ricordate cos'è leggete questo e questo.

lunedì, gennaio 31, 2011

Reminder: mercoledì inizia Wepad Project. Seguiteci in streaming

WePad_Project%5B2%5D.jpgDopodomani inizia l'avventura del WePad Project -  6 esperti e tutto il resto della gente insieme a lavorare per sviluppare una nuova applicazione per iPad che faccia risparmiare tempo e denaro... sponsorizzata da WeBank.


Già che ci siamo vi piazzo anche la mia intervista su WePad Project... qui sotto.


Se vi siete persi i dettagli li trovate qui e qui. Vi aspetto su www.wepadproject.it mercoledì mattina a partire dalle 0930.


giovedì, gennaio 27, 2011

Wepad project: i dettagli (partecipate numerosi)

Ecco i dettagli del progetto WePad, di cui vi ho parlato ieri. Vi riporto una sintesi della press release che spiega forse meglio di come potrei fare io i punti chiave del progetto… ;-) (però se non avete voglia di leggere vi metto anche il video - giù in fondo)

6 esperti e 6 settimane di tempo per creare un’applicazione capace di semplificarti la vita.

Webank lancia un esperimento di comunicazione, un web reality unico - che coinvolge specialisti, ma anche appassionati, nella creazione della prima applicazione in crowdsourcing per iPad. Webank ha selezionato un team, un gruppo di 6 esperti in diversi campi della comunicazione e della tecnologia, invitandoli a progettare ex novo un’applicazione che possa aiutare gli utenti a risparmiare tempo e denaro.

Gli esperti che partecipano al progetto Wepad sono:

Roberto Venturini, il comunicatore;
Mafe de Baggis, la blogger;
Gigi Beltrame, il tecnologo;
Emma Tracanella, la tecno-mamma;
Filippo Magri, il creativo;
Stefano Andreani, lo sviluppatore.

A partire dal 2 febbraio 2011, per sei settimane, i protagonisti lavoreranno insieme, attraverso incontri settimanali durante i quali ciascuno con le proprie competenze costruirà questo progetto.

L’evoluzione del lavoro sarà documentata ogni mercoledì in streaming sul sito dedicato www.wepadproject.it, dove si potranno vedere i video degli incontri di brainstorming e leggere i risultati di ogni singola puntata. Il giorno successivo, sempre sul sito, sarà disponibile una sintesi della sessione appena conclusa, corredata dalle interviste ai protagonisti, da immagini, video, materiali e contenuti utili al processo creativo.

Ma è l’interazione con il pubblico l’aspetto più interessante del progetto. 
Appassionati, tecnici, internauti, avranno la possibilità di interagire con i protagonisti del reality inviando suggerimenti, consigli e feedback e, volendo, partecipare attivamente allo sviluppo dell’applicazione proponendo sul sito le proprie idee

Gli utenti potranno innescare un confronto diretto con gli esperti che, sulla base degli spunti più interessanti ricevuti, potranno modificare il loro processo di progettazione dell’app. E chi tra il pubblico risulterà essere il più attento e attivo nell’interazione, potrà 
partecipare di persona a una sessione di lavoro e vincere un iPad.

The Wepad Project è un altro passo del percorso di studio e promozione della cultura digitale da parte di Webank: un esperimento innovativo nei contenuti e nella forma che dimostri che anche l’Italia può vantare delle eccellenze in ambito tecnologico e creativo.

Per essere protagonisti del web reality e contribuire alla creazione della app, seguici e partecipa su www.wepadproject.it


mercoledì, gennaio 26, 2011

WePad Project: facciamo un mini reality per sviluppare in diretta un' app. Con WeBank.


Ogni tanto ti capitano fra le mani dei progetti belli :-)
Insomma, spesso capita di fare progetti più o meno tranquilli, abbastanza semplici, more of the same. 

Invece, di tanto in tanto capitano dei progetti interessanti. E quelli più interessanti sono quelli sperimentali, dove si cerca di fare delle cose nuove. Per imparare, per capire, per spostare di qualche centimetro la frontiera.
Per questo sono particolarmente contento quando, come in questo caso, mi capita di essere coinvolto in un progetto diverso :-)
Ma basta girarci intorno e andiamo sul pezzo.

Il 2 Febbraio parte il WePad Project
Dal 2 Febbraio sarò coinvolto, insieme ad un gruppo di esperti del nostro mondo digitale e della comunicazione, in un progetto innovativo. Si chiama WePad Project ed è un’iniziativa di WeBank (mia vecchia conoscenza, ho lavorato con loro quando sono nati… memories, memories).

L’idea interessante è di provare a vedere cosa succede prendendo un gruppo di esperti e farli lavorare insieme, in una sorta di reality light, per sviluppare un concetto per una nuova applicazione per iPad. Un’applicazione che, anticipo, non sarà bancaria (quella c’è già) ma sarà un’applicazione di interesse generale.

Insomma, lavoreremo insieme, in parte “in the cloud”, a distanza; e in parte dal vivo, in diretta, insieme. Perché riteniamo sia ancora importante vedersi un po’ in faccia, fare scattare la chimica della relazione presenziale.  Ci riuniremo una volta alla settimana in una location segreta ;-) ma che sarà collegata in streaming video, in modo che chi è interessato possa seguire il lavoro, vedere come nasce, con quali problemi, con quali tortuosi o lineari percorsi arrivano le idee. Come un po’ di teste messe insieme riescono (questo è l’obiettivo e c’è certamente un’area di rischio, nell’esporsi pubblicamente) a tirare fuori delle idee, un concetto; e anche a tratteggiare i contenuti e la forma dell’app.

App che sarà poi realizzata concretamente e messa gratuitamente a disposizione del pubblico con i tempi tecnici dettati dallo sviluppo e dall’approvazione di Apple.

Un filo di reality
Chiaramente, dato che nessuno ha intenzione di chiudersi in una torre d’avorio, apriremo al pubblico. Senza stare a teorizzare troppo sulle smartcrowd o sul crowdsourcing, ci limiteremo a lasciare aperto il canale di comunicazione, per raccogliere input, stimoli, suggerimenti, pareri. Perché non essendo un app “per noi” ma che vuole essere per tutti, il parere di tutti è importante. Non solo: ad un certo punto un membro del pubblico potrà entrare a lavorare con noi nella “casa”…

Insomma, un lavoro di esplorazione dei meccanismi creativi e di sviluppo, che si potrà seguire con lo stream video, con twitter, con dei riassunti video (forse anche il moviolone? ;-), sul sito dell’operazione, sui nostri social media, attraverso cui cercheremo di raccontare l’esperienza, questo viaggio che ci porterà a fare uno sviluppo di concept parecchio diverso da quello che è il percorso usuale della creazione di un’app.

Nel dettaglio, ecco i miei compagni di avventura:
Stefano Andreani
Gigi Beltrame
Mafe de Baggis
Filippo Magri
Emma Tracanella

Se non li conoscete troverete facce e storie sul sito dell’operazione: www.wepadproject.it

Le date salienti dell’operazione: 
Mercoledì 2 Febbraio, ore 9:30, si parte con la prima riunione in mini-reality. Si proseguirà ogni mercoledì mattina per 6 settimane, quindi l’ultimo episodio sarà live il 9 Marzo.

Ci potrete seguire qui: www.wepadproject.it

Stay tuned. 
Nei prossimi giorni vi darò ulteriori dettagli sull’operazione. Poi, alla partenza delle operazioni per un po’ di settimane vi terrò informato sugli sviluppi del progetto. E se volete,  datemi una mano… (vedi alla voce UGPS - User Generated Pensiero Sensato…)

martedì, settembre 15, 2009

USA +20% consumo di TV Online, ma è una TV...tradizionale!

Secondo dati rilasciati dall'ente no-profit Conference Board, continua a crescere la fruizione di contenuti televisivi attraverso il computer. E non stiamo parlando (solo) di corti autoprodotti, filmetti virali etc: qui si parla proprio della TV "vera", ridiffusa dai network e simili online.

Insomma, in un certo senso un mantenere immutato il modello di fruizione, cambiando però lo schermo... con la marginale differenza che qui si tratta di consumo on demand e non inflittivo / palinsestato.

Quindi ci si inizia a interrogare sulla fine dell'"Appointment TV", verso una TV sempre più su richiesta - con tutte le conseguenze sulla programmazione e sopratutto sulla pianificazione pubblicitaria, unica vera risorsa che tiene in piedi i network televisivi.

Vedere quello che vuoi, ma sopratutto quando vuoi. E non perdersi le puntate... con l'onerosa conseguenza di dover attendere il (costoso) DVD qualche mese dopo per scoprire che diavolo era successo nell'episodio mancante.

Qualche numero: ormai il 25% dei focolari americani guarda la TV (anche) online (+20% vs 2008). E un 20% dichiara che la TV online ha fatto calare il proprio consumo di TV tradizionale.

Il dato più tosto è il quadruplicare su base annua degli utenti di Hulu (che ridiffonde contenuti di ABC, Fox, NBC...), che è ormai il terzo opunto d'accesso televisivo online, rosicchiando terreno a YouTube, buon secondo. Al primo posto? semplice, le "solite TV"- è infatti da notare che due terzi abbondanti dei video-internet-utenti accedono ai contenuti attraverso il sito dell'emittente televisiva - non cercano dunque contenuti "alternativi" ma proprio la televisione di tutta una vita...

I contenuti più gettonati sono le news - con un 43% dei videoutenti, seguiti da reality , sitcoms e sport. Di nuovo nulla di nuovo di fronte allo schermo...e un PC che sta diventando elettrodomestico quasi quanto la solita TV a schermo più o meno piatto o bombato?

Due terzi degli utenti guarda i contenuti in streaming, un 41% va di download gratuito. Ma quasi tutti la TV la guardano da casa... solo 1 su 10 dall'ufficio (la produttività ringrazia).

www.conference-board.org