Visualizzazione post con etichetta TV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta TV. Mostra tutti i post

martedì, novembre 04, 2014

Hackerare l'autoscontro. Per parlare di sicurezza. Volkswagen


Brillante operazione di Ambush Marketing.

Per fare passare il concetto di sicurezza messa in pratica sulle auto, si sono inventati di hackerare l'autoscontro.

Installando un sistema che previene le collisioni :-))

Classico esempio di operazione che funziona solo se il video diventa virale.

127.000 views su YouTube per la Norvegia magari non è male :-) (circa 5 milioni di abitanti, di cui il 95%! su Internet...).

L'alternativa però è quello di fare un ambush, filmarlo e farlo diventare uno spot, facendolo passare in TV. E allora cambia tutto :-) Ed è proprio quello che hanno fatto.

Guardatevi il video, va'.

lunedì, ottobre 06, 2014

In corso adesso il Guerilla di RAI - Mai visto prima: la radio interrompe la TV.





Guerilla Marketing radiotelevisivo. Sta succedendo adesso, in real time solo per oggi :-)

Oggi la Radio sta facendo una cosa mai fatta prima. In Televisione.

Radio RAI sta interrompendo, a sorpresa e senza preavviso, i programmi della Televisione (RAI ofc), per tutta la giornata.

Senza avvisare i conduttori dei programmi in diretta (sarà interessante osservare che faccia faranno :-)

Interrompendo i film. Interrompendo i telegiornali. Al di fuori dei break pubblicitari.

Su RAI 1,2,3 e tutti gli altri canali.


Come funziona il Guerilla? Semplice.

Nel bel mezzo della trasmissione, di colpo, lo schermo diventa nero.
Un’immagine fissa appare, e la voce della radio ci ricorda momenti importanti della nostra storia.

La morte di Kennedy. Campioni del mondo. Papa Giovanni e poi Papa Francesco. L’oro di Mennea. Vasco Rossi, Fiorello, Battisti... Poi le trasmissioni riprenderanno da dove sono state interrotte.

Cosa c'è dietro? Il compleanno della Radio.
90 anni fa, il 6 Ottobre 1924, iniziava la storia delle trasmissioni radio in Italia. 

L'idea del guerilla di Radio RAI è farci sentire (senza vedere) le emozioni forti che la radio può dare.

Parlandoci, invece che con le immagini in movimento, con le voci che attraverso la radio hanno segnato il nostro ricordo, la nostra storia.
(sì, c'è anche l'indimenticabile CAMPIONI DEL MONDO!)

Le interruzioni sono iniziate all'alba e proseguiranno a macchia di leopardo, decine di volte, per tutta la giornata.

Per emozionare le persone. E, ovviamente, l’operazione sarà amplificata sui Social – perché la Radio è ancora giovane e ha tantissime cose da dire.

Ecco il video dalla prima interruzione "live", nel TG di RAI 3:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ff413690-b429-46e2-84be-ae117f8dfb13.html

Le clip che stanno venendo messe in onda, con i momenti storici raccontati dalla radio:  http://goo.gl/W0RLWQ 
(Disclaimer: per trasparenza vi informo che io e l'agenzia per cui lavoro siamo coinvolti nel progetto...)

lunedì, giugno 30, 2014

Divertente :-) Il cinema interattivo di Canal+. Da provare.


Canal Plus, potente canale televisivo a pagamento francese, lancia una comunicazione interattiva a supporto della sua offerta di cinema in TV e per celebrare il mondo del cinema in occasione del Festival di Cannes.

Il meccanismo è molto semplice: scegliere lo stile in cui si vuole vedere girata una scena. E il regista e gli attori si metteranno al lavoro e rifaranno il pezzo nello stile scelto.



L'offerta è molto ampia... e dopo un po' si può scegliere anche il porno.
Il meccanismo è basato su un'interfaccia vocale, ma si può anche scegliere da una specie di menu che a un certo punto compare.

Niente di straordinariamente innovativo, ma molto ben confezionato, e qualche risata me l'ha strappata.

Lo trovate qui:

In realtà... c'è più di quanto possiamo immaginare a prima vista.
Si tratta infatti di una sorta di follow up ad uno spot pubblicitario molto popolare (e considerato uno dei migliori della storia)  realizzato nel 2011 da Canal+ , in cui il regista cinematografico eroe dello spot è... una pelle d'orso.

Perché? Guardate lo spot e lo scoprirete :-) (strategicamente è geniale, lo spot)


lunedì, maggio 19, 2014

Poteva essere un fail, e invece... la storia creata insieme su Twitter.


Dalle nostre parti, paese di buontemponi e utenti aggressivi, l'idea di far generare contenuto agli utenti ormai fa venire i brividi (come dimostrato dai casi di Ceres e di Kyenge, tanto per citarne di recenti).

Specialmente se si chiede alle persone di scatenarsi a scrivere su un tema, un hashtag, a supporto di un'iniziativa aziendale.

Invece DirectTV (che in USA fa concorrenza alla TV via cavo) ha chiesto e ottenuto abbastanza materiale decente da scriverci un libro. Cioè, in realtà uno spot.

In sostanza hanno dato un tema: scrivere via Twitter una storia sull'hashtag #GetRidofCable. Collegando i tweet gli uni con gli altri. Hanno poi scelto i migliori, quelli che meglio si incastravano e su questi hanno girato il video pubblicitario.

Qui leggete un approfondimento sul progetto:

Ora guardate il video qui sotto (poi il post continua con le mie considerazioni).


Considerazioni:

Probabilmente la prima cosa da valutare è quanto sia forte l'odio o il risentimento per la nostra marca, prima di stimolare la creatività degli utenti. Se apriamo un palcoscenico, chi ci vuole male lo userà per vendicarsi. A naso, da quello che ho visto, non mi sembra che Direct TV abbia grossi problemi e quindi grossi conti in sospeso da regolare.

Questo aiuta molto: come sempre, il primo e principale fattore per rendere felici le persone è dare un buon prodotto/servizio. E raccontarlo. Certo che se pretendiamo di usare la comunicazione per coprire il fatto che performiamo male... e le persone hanno la possibilità di far sentire la propria voce... aiuto.

Due: non c'è da aspettarsi comunque grandi cose da una massa di utenti. Il livello medio è basso. Qualche genio che sviluppa pezzi di pregio se abbiamo fortuna lo troviamo. Ma la massa, se partecipa, sarà molto poco creativa e sofisticata. Diverso se targhettiamo (come?) solo un'elite culturale (ormai chi sa leggere e scrivere?).

Quindi meglio predisporre soluzioni di emergenza per assicurarsi che qualcosa di decente comunque esca dal progetto. E gestiamo le aspettative del management, non è detto partecipino in migliaia. A volte sono più decine che centinaia

Tre: Se andiamo su temi troppo "alti" per la marca, per il suo impatto sulla virta quotidiana delle persone, rischiamo di farla fuori dal vaso e di essere percepiti male. Diverso se davvero abbiamo una missione che cambia la vita delle persone (ad esempio se siamo Greenpeace o Amnesty, che se lo possono permettere, ma non certo una marca chessò, di succhini di frutta).

Ricorrere al divertimento, visto che già le persone non vedono l'ora di trollarci per fare quattro risate, può essere una strada più sicura che cercare di elicitare grandi movimenti d'opinione.. sempre che la nostra marca si possa permettere un taglio più "fun" (e nel caso in questione, va notato che, nonostante si sia offerto un tema su cui divertirsi, si è finiti per parlare di morte...e anche questa controproprosta non scherzava per niente :-)

Approfondimento:






martedì, febbraio 11, 2014

Twitter vende la TV agli inserzionisti pubblicitari...


Che Twitter sia il luogo dove più si parla di TV ormai mi sembra fuori discussione - e i numeri a supporto (o la semplice esperienza personale) di cosa succede nel network quando c'è un programma come il Festivalone di Sanremo o X-Factor, lo dimostrano.

Ora, quelli di Twitter, che hanno un certo bisogno di tirare su soldi (e possono farlo solo con l'advertising) hanno trovato da un po' di tempo un nuovo prodottino con cui raccogliere investimenti, forse togliendoli persino alla TV (in questi giorni il prodotto è stato allargato a un certo numero di nazioni; in Italia - nonostante ci consideriamo la patria della TV, non ancora)

L'idea è di vendere agli inserzionisti le persone che parlano di un certo programma. Si chiama TV conversation targeting.

Mettiamo il caso che una grande multinazionale abbia definito che il suo target ideale sono le donne che guardano un certo programma. Le si può raggiungere o mettendo la pubblicità nel programma o infilando la pubblicità su Twitter in modo che la vedano (solo) le donne che di quel programma twittano.

A questo punto forse si potrebbe fare a meno della pubblicità in TV e risparmiar un sacco di soldi? (in realtà no, un 30" TV fa un mestiere completamente diverso, ha altri numeri e differente capacità di impatto... è un'altra cosa).

In realtà Twitter punta a convincere gli inserzionisti a fare campagne integrate TV+Twitter, e mostra (a questo link) dei dati che dimostrano come il costo di acquisizione di un cliente diminuisca significativamente se i due mezzi sono usati insieme.

Ovviamente tutto si basa sulla capacità di Twitter di monitorare e conservare i nostri comportamenti. I nostri dati. Qui, se volete, parliamo di Minority Report, di privacy etc. Ma in un altro post, magari, che si è fatta una certa e devo entrare in riunione....


PS: sui risultati di Twitter, diciamo che ci sono luci e ombre...


Potete anche leggere: Facebook Is Watching How You Watch TV


Ecco video di approfondimento:


venerdì, febbraio 07, 2014

Dormite preoccupati. C'è un app da Incubo. Anzi, per farvi avere gli incubi.

Nuova azione di terrorvertising.

Cortesemente offerta dall'emittente TV Horror Channel :-)

L'idea di fondo: di notte sognamo. REM e quella roba lì.

I sogni possono essere influenzati da stimoli esterni che riceviamo durante il sonno.

Quindi: app per smartphone. Lo metti sul comodino e lanci l'applicazione. Scegli uno scenario e l'app inizia a raccontarti una storia. Tu ti addormenti con la favoletta della buonanotte e quando ti sei addormentato l'app inizia a mandare messaggi garantiti da incubo :-))

Ecco il video




PS: per quella frangia di lettori che prendono le cose sempre alla lettera: no, non ci sono prove scientifiche che davvero faccia venire gli incubi. E' una trovata di buzz, per far parlare, per viralizzare il messaggio di marca... 

Sul tema del Terror Marketing ricordo anche:

Bastardi. Meraviglia. :-) Morire di paura per il lancio del film. Telecinesi al bar.


venerdì, gennaio 24, 2014

Grandi: BBC da' le news su Instagram (e un paio di riflessioni sui commenti).


Il mondo social sta diventando sempre più visual (sai che sorpresa, per una generazione cresciuta con la TV...)

Era quasi scontato (ma non banale) che anche il mondo delle news sarebbe sbarcato in questo ambito online/social/visual.

Instagram è un servizio molto popolare - ovvio che la vecchia signora BBC, sempre attenta ai nuovi media e con una consolidata tradizione di sperimentazione prima o poi ci sarebbe arrivata (non che siano i primi, ma quando si muove un player di peso come BBC, tutti prendono appunti)

Nome in codice: Instafax. http://instagram.com/bbcnews

E' un primo passo. Forse funzionerà, forse no. Forse si svilupperanno nuovi linguaggi, nuovi concetti e format delle notizie... forse si farà ancora meno approfondimento e informazione.... mah.

Nel frattempo guardate e giudicate da voi stessi. Ovviamente la morte sua è sul mobile.

Giudicherà anche BBC - dato che a quanto comunicato si tratterà di un esperimento previsto per un mese (quindi fine a metà Febbraio) per valutare il potenziale.

Detto questo; come noterete - e come ormai inevitabile - le news di Instafax sono commentabili.


I soliti opinionisti & blogger si sarebbero scatenati non fosse stato così, lamentando la violazione di uno dei diritti fondamentali dell'Internauta, ovvero dire la sua sulla qualunque :-)

Detto questo, io continuo a farmi delle domande sulla loro effettiva utilità e senso.

In un caso come quello della BBC, sia per la marca, sia perché vive dando notizie interessanti, è presumibile vi possa essere un elevatissimo numero di commenti. Information Overload. Davvero la gente ha tempo di leggere decine o centinaia di commenti?

E poi, qual'è la qualità e il valore aggiunto di questi commenti? Cosa aggiungono alla discussione? Davvero un numero significativo di persone diranno cose intelligenti e scriveranno cose pensate, che si rivelino spunti di riflessione per chi li legge (andando oltre al classico Juve M*** / Morite interisti che è un grande classico dei commenti italiani?)

Bah. Comunque, per quello che costa e visto che, come detto, se non lo fai ci sono i pasdaran dell'ortodossia Internet che ti crocifiggono, meglio mettere... :-)

Fatto questo pensiero strategico, va anche notato che al momento mi sembra che i commenti siano più che altro indirizzati non alla notizia in se' quanto alla piattaforma, all'iniziativa di BBC; mi piace, non mi piace, si sente bene, è giusta per un mondo contemporaneo come il nostro... quindi più uno strumento di raccolta feedback (quindi utile in certa misura per l'emittente) che di interazione vera e propria con il content.

Approfondimento:
http://www.theguardian.com/media/2014/jan/20/bbc-targets-social-media-users-with-instagram-video-news

mercoledì, dicembre 04, 2013

Grande Idea. Su Twitter, il vecchio Dettato. Nostalgia e serie TV

Ve lo ricordate, il dettato?

Ve la ricordate la vecchia scuola? bene.

Una catena televisiva francese, per il lancio di una serie che si chiama "ritorno al collegio di campagna" (Retour au pensionnat à la campagne) ha pensato bene di riesumare il buon vecchio dettato delle elementari.

Solo che questa volta, la prova non è sul quaderno ma su Twitter (#tweetdictée). E su Facebook.

Il professore, in video, lancia il dettato.



Poi, più tardi, raccolti i lavori degli allievi, questi vengono corretti e pubblicati dal professore...





martedì, dicembre 03, 2013

Ricerca: Come si interagisce fra più schermi? The Cross-Screen Engagement Research Report


Il fenomeno del "second screen" (o anche third, volendo) è sotto gli occhi di tutti.

Fruire di più schermi contemporaneamente (TV e Tablet, tipicamente, o smartphone) vuole anche dire che l'impatto della pubblicità cambia e che si aprono opportunità di coordinare il comportamento degli schermi per un più efficace raggiungimento del target.

Opportunità poi tutte da verificare - mica è così facile.

Può essere interessante guardare questa ricerca commissionata da Microsoft: "the Cross-Screen Engagement Research Report" che ci racconta cose interessanti (non copre però l'Italia) - sostanzialmente cosa facciamo quando guardiamo la TV.

Nei paesi sondati la percentuale di adulti rilevati che usano un second screen è altissima e il 68% fanno altro, si distraggono... 


Nella ricerca, interessante anche l'applicazione degli archetipi Junghiani per una classificazione psicografica dei vari tipi di second screener...

...per gli altri dati potete scaricarvi gratuitamente la ricerca, che trovate qui: http://advertising.microsoft.com/en-ca/cl/4488/cross-screen-research-report


giovedì, settembre 19, 2013

OMG non posso credere sia vero. Ma lo è. (fine ma non finissimo)

Ehm. Mi rifiuto di dirvi cosa fa il prodotto, che si chiama Poo Purri.

Voglio attirare la vostra attenzione sullo spot.

L'insight su cui si basano il prodotto e la comunicazione direi che è solidissimo (cioè no, è gassoso).

Perché certe cose le ragazze non le fanno.

Guardate la lista delle varianti di prodotto e soprattutto il naming. Chapeau :-)

Lo spot va per la sua strada senza paura.

Questo e Dollar Shave club sono nuove frontiere della comunicazione televisive?

Vi allego entrambi gli spot, sono interessanti casi su cui riflettere. E lascio a voi decidere.
Poi giuro, per qualche altro mese non parlo più di pubblicità "tradizionale", ma alcune volte ci sta :-)

PS: prima di scrivere questo post, rifiutandomi di credere che non fosse un fake, sono andato a controllare su Amazon. Beh, il prodotto è listato ed è pure un top seller.

Quindi se è un'operazione fake, hanno coinvolto anche Amazon, che non è un'impresa da poco... (ma temo non lo sia: ho infatti effettuato un po' di ricerche ed ho trovato traccia di una causa che questi hanno intentato a un'azienda concorrente per imitazione servile...)




lunedì, agosto 26, 2013

Il ritorno della TV (e non solo in UK); i teen escono dalle stanze e tornano in salotto


Una delle tante bufale ideologiche scatenate dall'arrivo di Internet, che per molti anni ci sono state rifilate da giornalisti di serie C, digital ideologi e web-people non credenti all'utilità dei numeri per capire la realtà, mostra sempre di più le sue crepe.

Sto parlando del fenomeno "Internet uccide la TV". E, se volete, del più recente "La TV resta il mezzo principale ma non la guarderemo più sui televisori ma solo su altri device (mobili)"

TV e Web si sono rivelate cose diverse, usate in modo diverso per fare cose diverse. Anche se spesso... contemporaneamente. 

Il fenomeno che infatti si vede bene, è l'uso contemporaneo di attività web mentre si è davanti alla TV;  per amplificare ed arricchire la fruizione del programma TV (tenete duro, tra un po' ricomincia X-Factor e ci scateneremo su Twitter) o per fare altro - socializzare ad esempio - mentre si tiene la TV in sottofondo.

La cosa non è solo italiana: colgo l'occasione di questo report di Ofcom (UK) che dice che le famiglie inglesi, mai come oggi, hanno guardato la TV insieme, ma...

Communications regulator Ofcom said 91% of adults watched their main TV set once a week - up from 88% in 2002 - but their attention may be distracted.

It said the popularity of smartphones and tablets was taking teens out of bedrooms back into family rooms.

(fonte: http://www.bbc.co.uk/news/technology-23521277 è interessante. Potete anche leggere questo: 

The average UK household owns more than three devices capable of connecting to the internet, with one in five homes having more than six.

In contrast to the proliferation of mobile devices, the number of televisions we own is steadily decreasing.

Trovo significativo il fenomeno di riunione della famiglia, con i teens che ritornano al salotto per condividere programmi televisivi coi genitori.

Per l'Italia mi limito a ricitare questo articolo di Nielsen: 

Il consumatore a 360°: cosa ama guardare e cosa preferisce acquistare? 
con un aumento delle audience TV del 17% nel 2012 (complice la crisi e il calo di reddito disponibile...)


Insomma, con la TV dovremo farci ancora i conti per un bel po'. 

Anche sul grande schermo di casa, nn solo su tablet e smartphone. 

E quando arriverà il tanto atteso miglioramento della situazione economica, dovremo farci i conti anche in termini di investimenti in comunicazione - vedi alla voce (il tanto vituperato) TV advertising... 

Anche se ormai i buoi sono scappati dalla stalla e digital e social hanno preso una vita propria, anche se lo spostamento dei budget (spesso per puro opportunismo economico) ha creato dei nuovi modelli di comunicazione... niente sarà più come prima, ma è da pazzi pensare che a fronte di una crescita degli occhi parcheggiati davanti alla TV il mezzo venga abbandonato dagli inserzionisti.

Si potrebbe rispondere: guardano la TV, ma non la pubblicità, che non funziona più.
Beh, su questo fronte le (grandi) aziende non sono sceme ed hanno un'esperienza consolidata di decenni di analisi e pianificazione.

Nel momento in cui davvero si vedesse una totale inefficienza economica dell'adv TV, il problema si risolverebbe da solo, con la morte della TV generalista. E per vedere un po' di televisione, non ci resterebbe che passare a pagamento, con Sky o con Premium, pagando tariffe ben più alte delle attuali, se venisse a mancare il sussidio degli inserzionisti al nostro divertimento, alla nostra informazione televisiva.

lunedì, giugno 24, 2013

Second Screen USA: quasi il 50% - nuovi dati da Nielsen


Italia e USA sono parecchio differenti. E i dati vanno sempre presi con le pinze.

Detto questo, può valere la pena di dare un'occhiata ai più recenti dati che Nielsen ci fornisce sul fenomeno del Second Screen negli Stati Uniti.

"According to the latest Nielsen survey of connected device owners, nearly half of smartphone owners (46 per cent) and tablet owners (43 per cent) said they use their devices as second screens while watching TV every day. And more than two-thirds of tablet and smartphone owners said they used these second screens multiple times a week during Q1 2013. "

Altre info nella press release che leggete qui:

venerdì, maggio 31, 2013

Molto smart :-) si gareggia contro Shazam per costruire credibilità


Operazione di Buzz e, se volete, di branding.


Trace è un canale TV musicale francese. 

Ovviamente devono essere dei tipi strafighi - in termini di conoscenza e competenza musicale.

Come meglio dimostrarlo se non facendo una gara contro Shazam - il primo che riconosce il brano vince?

Intelligente. Godetevi il video.  Nell'interesse della suspence, non vi dico chi ha vinto.


martedì, maggio 28, 2013

Registrare la TV con un Tweet. Sky in Brasile.

Torno a parlare di Sky, questa volta per un'idea brasiliana intelligente, che si inserisce nel filone di mettere insieme TV e online / Mobile.

Già in Italia è perfettamente possibile pianificare le registrazioni dei programmi Sky usando MySky (io lo uso prevalentemente dal tablet, comodo per consultare la griglia dei programmi, anche se l' On Demand cambia parecchio le regole del gioco...). Per non parlare di guardarsi la TV in mobilità con SkyGo

In Brasile hanno invece pensato di trasmettere ogni giorno, via Twitter, sinossi dei programmi più importanti, con l'hastag #SkyRec.

Se il programma interessa, basta ritwittare il messaggio... e si programmerà così automaticamente il proprio decoder per la registrazione. Facile .-)

(E naturalmente l'atto di ritwittare implica anche diffondere al proprio network di conoscenze il programma, una forma un po' forzata di user generated marketing...)

Approfondimento: http://www.sky.com.br/site/skyrec/


giovedì, maggio 23, 2013

Cielo, mio marito! In pieno centro si cala dalla finestra e...


Ah,beh, indubbiamente un bel guerilla, sei in giro tranquillo per la città, senti rumore, alzi gli occhi e vedi un tizio in mutande che annoda lenzuola e si cala dalla finestra di un appartamento chiaramente non suo.

Mentre la moglie (non sua) litiga violentemente col marito.

A San Paolo (Brasile). E 1.5 milioni di views su YouTube in una settimanella.

Promo per Paixoes Perigosas, una serie televisiva di storie tra il romantico e il tragico.

Inevitabile il rimando a "push to add drama".

Enjoy.




mercoledì, aprile 24, 2013

Crowdvoting. Decidi se la serie va in onda...su Amazon.


La notizia: 

"Fourteen pilot shows - including Alpha House and Zombieland - are to be put to the public vote on Lovefilm and Amazon.com.
Viewers can submit feedback influencing which shows get made into full series. (http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-22152989)"

Ovvero i pilot delle serie saranno messi online, visibili liberamente. Al fine di avere la gente che vota se la serie deve continuare o deve essere uccisa.


Il pensiero: ma siamo sicuri sia davvero una buona idea?


Di sicuro aiuta a ridurre i rischi, dato che produrre una serie è un costo non indifferente e se si fa un bagno, i danni sono notevoli.
D'altra parte, il ricorso alla saggezza della folla mi sembra un approccio parecchio sopravvalutato (no, non sto parlando di politica).


Chi fa ricerche di mercato sa di fenomeni di appiattimento, specialmente se le opinioni sono pubbliche e condivise, sull'atteso, sull'aspettato.


Si sa che si tende spesso a premiare cose non eccessivamente innovative e disruptive, che magari sono gradite e capite al volo da fasce avanzate della popolazione ma che a botta calda non fanno presa sulle masse... salvo poi diventare poco dopo fenomeni di costume. Che ci si accoda spesso al parere della maggioranza o di quei membri della community che appaiono più autorevoli (o decisi)


Diciamo che a chiedere alla gggente, non c'è forse il rischio di ritrovarsi appiattiti ad un minimo comun denominatore? Non c'è il rischio che idee innovative (mi viene in mente Lost) vengano scartate perchè il contesto del test, la fretta, la poca voglia, lo scarso coinvolgimento o semplicemente il framework diverso da quello della TV abbiano un'influenza negativa?

E magari escano meglio format già noti, more of the same, cose facili, magari (da noi) metri quadri di curve e pelli nude, facile comicità, risse e insulti?


E che i pilot per tenere alta attenzione e curiosità, engagement e coinvolgimento possano diventare come certi trailer, tutti bombe, inseguimenti, scene drammatiche, cliffhanger, bonazzi e bonazze, per eccitare la fantasia su quello che la serie potrebbe essere e ottenere quindi un voto positivo?



In sostanza, siamo sicuri che sia la cosa più efficace chiedere alle persone di decidere su ciò che gli piace? (lo so, questa è volutamente provocatoria). D'altra parte nei famigerati focus group ho visto un po' troppe buone idee innovative venire affossate senza un perché (in qualche caso per avere un grande successo poco tempo dopo).



Mi viene anche in mente la mia reazione a quel grandissimo successo TV che è The Big Bang Theory. Io la serie ho iniziato a vederla da metà e sono rimasto folgorato. Poi ho recuperato le puntate perse, tra cui il primo episodio. Bene, avessi visto quello per primo, non avrei probabilmente continuato a guardarla, perchè la serie è decollata dal secondo o terzo episodio.



Quello che temo è l'effetto Fred Astaire.

(According to Hollywood folklore, a screen test report on Astaire for RKO Radio Pictures, now lost along with the test, is reported to have read: "Can't sing. Can't act. Balding. Can dance a little." http://en.wikipedia.org/wiki/Fred_Astaire )

mercoledì, aprile 10, 2013

Come fregarti se "salti" la Pubblicità :-) Slowmercial.


Nel mondo un'elevata percentuale di persone guarda la TV con strumenti che permettono la differita (es. Tivo).

In Belgio, 1 spettatore su 3.

Il che implica la possibilità di saltare la pubblicità, essendo il programma registrato e permettendo di fare un "fast forward", bypassando in buona sostanza l'advertising (l'ammetto, lo faccio anch'io ogni tanto con MySky). E in Belgio lo fanno l'80% degli spettatori che guardano in differita.

Ideona: se tu vai avanti veloce e non ti godi lo spot.. ti faccio uno spot al rallentatore che se fai il forward scorre a velocità normale :-)

E' un po' a metà tra l'operazione di buzz e l'ultima spiaggia per tenere viva la pubblicità TV... (scherzo: in realtà come sapete sono convinto che la pubblicità, anche in TV, ha ancora molto da dire - dipende però anche che pubblicità e su che target... ma questo è un discorso lungo).


mercoledì, marzo 06, 2013

Allo stadio, app. Second screen dove non c'è il primo.

Inevitabile.

Ci stiamo talmente abituando ai vantaggi della fruizione di contenuti sui due schermi, con mobile e tablet che supplementano ciò che vediamo in TV, che c'è da domandarsi cosa facciamo se il primo schermo non c'è.

Se non ci sentiamo persi e tristi, con solo il cellulare in mano - magari quando lo spettacolo lo guardiamo dal vivo, in uno stadio...

Insomma - andare allo stadio è bello ma in TV si vede meglio - e con il second screen si fanno un sacco di cose interessanti.

Non stupisce quindi che uno stadio abbia relaizzatio una app per aumentare lo spettacolo visto dal vivo: stiamo parlando del Barklay Center a Brooklin, che ha messo a disposizione dei visitatori una app mobile bella tosta.

Una app che permette di vedere il video della partita "live" da diverse angolazioni (utile se si hanno i posti meno costosi, da cui si vede poco) e i replay (interessanti per tutti), il tutto sfruttando una rete WiFi interna in modo che non ci si brucino i Megabit del proprio (costoso) piano dati cellulare...

In fondo è roba da tifoso 2.0, evoluzione del tifoso 1.0 che va allo stadio con la radionlina per sentire la radiocronaca...

L'altro lato dell'app però è quello social (interazione con gli altri utenti...) e quello business, principalmente focalizzato sulla vendita dei biglietti dallo smartphone e sulla possiblità di ordinare da mangiare dal posto quando si è nello stadio (data la percentuale di americani sovrappeso, questa funzionalità forse facevano un affare migliore evitandola...)

Fuori dallo stadio, l'app funziona per comprare i biglietti, avere informazioni etc etc ma questo è meno interessante - quello che fa pensare (sia l'essere umano che la persona di marketing) è l'interazione tra un evento fisico e una tecnologia che si sovrappone e abilita a fare altre cose... e cominciamo a immaginarcela sui Google Glasses...

Vi metto anche il video di presentazione dell'app:


Barclays Center app features:
•Full event schedule including ability to add events directly to your calendar
•Push notifications for personalized updates on events, on sale information and special offers. 
•In-app ticket purchasing
•Interactive concourse maps making it easy to locate food and beverage options and arena amenities
•Post to scoreboard functionality in-arena to have your message displayed
•A guide to Brooklyn powered by Yelp
•Transit directions 
•Event seating charts
•Arena photos, videos and news

Approfondimenti: http://espn.go.com/blog/playbook/tech/post/_/id/4295/brooklyn-nets-and-barclays-debut-new-apps

Se vi interessa l'aspetto tecnologico: http://www.cisco.com/en/US/products/ps11274/index.html