Visualizzazione post con etichetta tweet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tweet. Mostra tutti i post

martedì, settembre 01, 2015

Chi usa Twitter? Infografica sull'audience italiana


Una infografica che ci da' qualche dato in più su chi twitta e cosa fa (e quindi su chi vede i nostri tweet...?).

I dati sono relativi al pubblico italiano.

La fonte è Twitter Ads Italia e i dati sono ricavati da dati di Global Web Index.

Il link per vedere l'infografica più grande è questo.
Enjoy.


 

martedì, settembre 23, 2014

A cuore aperto: Twittano l'operazione in ospedale. Ma c'è un perché: PR Digitali.


Il Livetwitting è un'abitudine abbastanza consolidata in tutta una serie di eventi.

Ma il livetwitting in diretta da un'operazione al cuore è roba inconsueta.

Specialmente se a twittare è un ospedale. Nello specifico il Sunnybrook Hospital di Toronto.

Per aumentare l'awareness e l'attenzione verso le malattie cardiache, il 20 Febbraio l'ospedale ha coperto in diretta un intervento (bypass coronarico), con tanto di video, Vine, foto.
Ovviamente con il consenso del paziente.
Come essere lì. Solo che sarebbe meglio non esserci.

Ovviamente l'operazione (in senso chirurgico e mediatico) ha avuto un'ampia risonanza, trasformandosi in una notevole operazione di PR Digitali.

Interessante.
Potete guardarvi tutta la storia sull'account Twitter dell'ospedale:

e anche cercando l'hashtag #sbheart

Ed ecco un video e un Vine dell'operazione:






(comunque, se cercate in rete scoprirete che non è il primo esempio di operazione mediatizzata online, in diretta).
A quando i team di blogstar invitati in sala operatoria in pianta stabile?

martedì, ottobre 01, 2013

Enel:Polemica-i "Guerrieri" sono mercenari? Chi ha mandato i tweet?


Altro caso di comunicazione degno di attenzione e che quindi segnalo.

Il tema è qui quello dei tweet spontanei verso i tweet "spintanei". Ci si riallaccia in qualche modo ai modelli del pay per post.

Il sasso nello stagno lo lancia Matteo Flora, dalla sua posizione di osservatore privilegiato che grazie alle tecnologie radiografa molto bene la Rete.

Egli ci fa notare che una percentuale molto elevata dei tweet generati sulla campagna Guerrieri non sarebbero in realtà, come dire, spontanei.

Copio un paio delle affermazioni più interessanti dal suo post intitolato  Quanto rumore per i #guerrieri di Enel, siano o no #mercenari":

[quote]
Un numero pari ad oltre il 70% di guerrieri totali (855 su 1174) [sono/sarebbero] membri di una communtiy nata per ‘sollecitare’ azioni social a fronte di premi, coupon e raccolte di punti [che] ha “aderito alla campagna” di creazione contenuti per #Guerrieri;

se è vero che il totale [è] di 1.174 guerrieri totali mostrati sul sito nel momento in cui scrivo questo post, pare che la bellezza di 855, oltre il 70%, di questa cifra di utenti Zzub, una communtiy online nata per “facilitare” il passaparola online offrendo incentivi non monetari a coloro che decidono spontaneamente di eseguire azioni a favore di un Brand, abbia aderito ad una campagna basata proprio sul creare contenuti su questo tema

Mettiamo le cose in chiaro, non si tratta minimamente di utenti “finti” o di “utenti pagati”, ma semplicemente di utenti che vengono incentivati a partecipare ad azioni Social. Parteciperebbero sicuramente anche senza incentivi, ne sono sicuro, e senza i premi e i punti, ne sono realmente convinto. [end quote]


Il resto del post è altrettanto interessante, ma per non farmi mazzolare da Matteo, arresto qui il copia/incolla e metto invece il link al post: http://mgpf.it/2013/09/30/quanto-rumore-per-i-guerrieri-di-enel.html


Prima di pronunciarmi attendo gli sviluppi della faccenda.

In linea generale, c'è da fare una riflessione sull'evoluzione dei mezzi. Il tweet sollecitato è un po' come il messaggio sparato in TV. Broadcast, emissivo. Non certo una manifestazione del consenso popolare, dell'adesione, dell'engagement (e come tale infatti non va conteggiato).

C'è anche da fare una riflessione sull'accettabilità: avendo fatto leva (se i numeri sono confermati) su una community di libero aderenti, non è un segreto per nessuno se viene fatta un'operazione di questo genere - che quindi può essere facilmente "scoperta" dal mercato. 

In un mondo dove siamo tutti col dito sul grilletto dell'epicfail, qual'è il margine di rischio di un eventuale backlash del pubblico? O nessuno si scandalizza più e lo accetta come parte del grande gioco della pubblicità?

Ah, btw, sul tema invece qualitativo della risposta al tema dei guerrieri, segnalo questo Storify interessante per chi vuole studiare il tema (non è l'unico, c'è abbondante materiale in rete): http://storify.com/Detta_Lalla/guerrieri-e-mercenari-l-ipocrisia-e-il-marketing

martedì, settembre 03, 2013

I più seguiti su Twitter? Qui si canta e si balla...

Noi esseri umani siamo affascinati dai record, dalle classifiche (chissà perché).

Al di là del puro numero, c'è da domandarsi se una classifica riesce a farci capire delle cose.

Proviamo a farlo con Twitter.

Secondo twittercounter.com (oppure twitaholic.com) al top di Twitter (in termini di followers) ci sono nell'ordine:

Justin Bieber  (con oltre 43,6 milioni di followers)
Katy Perry  (da notare che non segue quasi nessuno, l'ingrata)
Lady Gaga  (nota show woman)
Barack Obama (noto presidente)
Taylor Swift (nota cantante e attrice)
YouTube (il famoso canale di video)
Rihanna 
Britney Spears 
Instagram 
Justin Timberlake (che chiude la Top Ten con 24,5 Milioni)


Quindi la Top Ten ci dà nei primi posti in testa cantanti (ah, il potere della musica), l'uomo probabilmente più potente della terra, due properties Internet che non sono però nemmeno le più famose.

Il primo calciatore è al 15° posto, ed è Cristiano Ronaldo  seguito a ruota dall'influente personaggio televisivo Oprah Winfrey

Poi di nuovo cantanti e cantanti. Compare Kaka  al 23° posto. La lista dei cantanti è momentaneamente interrotta da ashton kutcher per poi riprendere senza pietà fino al posto #36 dove compare Twitter en español  e al 37 per CNN Breaking News.

La prima persona che probabilmente non ha mai cantato in vita sua a comparire nella classifica, al posto #40 è Bill Gates  (Obama ha cantato, eccome, si veda qui, ad esempio - per non citare le sue performance involontarie di "Get Lucky" e di "Call Me Maybe" e tutte le altre operazioni di montaggio effettuate da Baracksdubs) e qui mi fermo. Ma comunque anche a scendere prosegue il predominio dei cantanti.

Aggiungo solo che in tutta questa desolazione (con tutto il rispetto per i cantanti) mi risolleva trovare verso il 78° posto Paulo Coelho e al 90° il Dalai Lama 


Comunque va notato che Barak Obama è tra i primi 50 quello che segue più persone (ho qualche dubbio lo faccia davvero e direttamente) mentre la palma di quello che segue di meno è perJim Carrey che segue 1 sola persona.


Sempre dalla stessa fonte, si possono avere anche dei dati per l'Italia: http://twittercounter.com/pages/100?time_zone=Rome. Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma vi anticipo solo che stravince il Papa, che giocando in casa si prende una sonora rivincita sul Dalai Lama.

Come nota di colore locale, vi invito a consultare la classifica per numero di tweet emessi.
Qui in testa è tutta roba giapponese, con alla guida 

martedì, maggio 28, 2013

Registrare la TV con un Tweet. Sky in Brasile.

Torno a parlare di Sky, questa volta per un'idea brasiliana intelligente, che si inserisce nel filone di mettere insieme TV e online / Mobile.

Già in Italia è perfettamente possibile pianificare le registrazioni dei programmi Sky usando MySky (io lo uso prevalentemente dal tablet, comodo per consultare la griglia dei programmi, anche se l' On Demand cambia parecchio le regole del gioco...). Per non parlare di guardarsi la TV in mobilità con SkyGo

In Brasile hanno invece pensato di trasmettere ogni giorno, via Twitter, sinossi dei programmi più importanti, con l'hastag #SkyRec.

Se il programma interessa, basta ritwittare il messaggio... e si programmerà così automaticamente il proprio decoder per la registrazione. Facile .-)

(E naturalmente l'atto di ritwittare implica anche diffondere al proprio network di conoscenze il programma, una forma un po' forzata di user generated marketing...)

Approfondimento: http://www.sky.com.br/site/skyrec/


venerdì, febbraio 22, 2013

Con Amex ora si può pagare via Twitter.

I "Social Media" non sono proprio solo dei media. Ammesso che siano dei "media".
Sono piattaforme. Se li guardiamo così, scopriamo che possiamo farci molto di più che "engagement" (oggi è la giornata delle "virgolette").

Ad esempio pagare. Negli USA. Se abbiamo American Express.

E ci sono anche le offerte speciali - ovviamente via Twitter: https://twitter.com/AmericanExpress/favorites

Anzi, proprio da queste era partito l'anno scorso il programma - ed è forse questa parte che ha le implicazioni sul business più profonde, rispetto al "semplice" pagamento...

Leggete:  
http://www.fastcompany.com/1823041/social-credit-card-amex-syncs-twitter-turn-hashtags-savings

http://mashable.com/2012/03/07/american-express-twitter/

http://blogs.wsj.com/digits/2013/02/11/twitter-amex-to-collaborate-on-e-commerce-sales-on-twitter/


giovedì, settembre 27, 2012

Paga con un tweet, per la Social Media Week. Kellog's.

...purtroppo solo in UK. 

Attività social-promozionale di Kellog's a Londra, Soho, per lanciare un'estensione di gamma per gli Special K.

Durante la Social Media Week visitando il punto vendita e twittando si ottiene un campione di prodotto (gusti salati, in pieno stile patatine da pub inglese... cipolla... panna acida... aceto...)

Nel Punto Vendita ovviamente un tweet wall che riporta le conversazioni (un po' forzate) sul prodotto.

Approfondimenti e foto a questo link, l'hastag è 

Ah, se siete a Londra sbrigatevi, che il negozio chiude domani.


lunedì, marzo 19, 2012

American Express: le re-offerte via re-Twitter

http://socialcommercetoday.com/amex-tweet-for-dollars-campaign-garners-early-success/

La carta di credito ha attivato un programma promozionale che permette ai card holders di ottenere offerte speciali in una selezione di negozi e catene in maniera molto semplice: basta retwittare il messaggio emesso da Amex e bang, offerta accordata.

Anche se lo sconto lo vedrai poi sull'estratto conto, non alla cassa.

A me puzza parecchio di esperimento, ma è sicuramente interessante - come ampiamente previsto anche i grandi spender del mercato della comunicazione stanno schiacciando sempre più l'accelleratore sul mondo social/digital.

E dato che hanno la cultura e le risorse (competenze, approccio, pensiero, soldi..) per fare le cose per bene, sicuramente nel giro di poco tempo domineranno anche lo spazio digitale.

Insomma, la finestra di opportunità si sta pian piano chiudendo?
Chi poteva essere un first mover veloce e agile e battere le più lente multinazionali... beh, o l'ha fatto o probabilmente non potrà più farlo e si vedrà plafonato sia sul tradizionale che sul digitale...

Comunque, l'operazione sembra avere un certo successo - non solo per quanto se ne è parlato (buzz, brand equity etc) ma anche in termini di qualche numero - con circa 27.000 user che hanno iscritto in pochi giorni la propria carta di credito al programma.

Qui trovate l'infografica aggiornata in real time (bella cosa, questa del tracking in real-time...)

 

martedì, gennaio 17, 2012

Goodbuzz: ti do' la mancia se diffondi il buzz

Evoluzione del modello del pay per post / pay per tweet... ; qui il pay per buzz prende la forma di una mancia. E di un sistema che non prevede una gestione umana dei collaboratori.

L'azienda / agenzia mette a disposizione del pubblico una piccola somma (Qualche centinaio di dollari?).

Le persone iscritte al nework di Goodbuzz diffondono il messaggio oggetto della campagna sui loro network. Sui propri social media. Come vogliono e sentono più appropriato.

Un software tiene conto dei lead generati.

La mancia viene divisa in base ai lead generati. Il tutto in modo automatico.
Gli iscritti al network vengono pagati sul loro conto, accumulando denaro per ogni attività / promozione cui hanno collaborato, su un concetto di remunerazione della lead generation.

Data la dimensione del capitale investito in mance, è uno strumento alla portata anche di piccole aziende, piccoli budget, piccole attività e progetti.

Per i partecipanti l'obiettivo non è di guadagnare tanto promuovendo una cosa, ma di trasformare un'attività di routine di tutti noi (la raccomandazione di prodotti) in un'attività che porta revenue su base costante - qualche centesimo oggi, qualche centesimo domani... che alla fine del mese fanno qualche dolalro. Un po' come gli AdWords che abbiamo sul blog (sul mio, almeno ;-)

Questo è il sito con tutto le FAQ etc. E qui sotto il video.
Secondo me vale la pena di studiare un po' il modello perché è interessante.

Certamente restano dei dubbi di fondo. Sull'interesse di "sponsorizzazioni" da parte di nostri amici a prodotti che è evidente sono puramente mercenarie. Quindi contrarie a quello che sarebbe filosoficamente lo spirito dei Social.
Su cosa succede sulla mia reputation come persona se mi trasformo in un ambasciatore, un evengelista puramente mercenario di prodotti di altri. Etc.

Secondo me rischiano un po' le persone; le marche promozionate e che lasciano la mancia non mi sembra che con questo sistema possano correre dei rischi (come è nel caso dei pay per post).

mercoledì, luglio 06, 2011

Per il panettiere il Tweet è hardware :-)


Tutti più o meno abbiamo sentito raccontare del caso del panettiere che quando sforna, lancia un urlo su Twitter, e i vicini in agguato scendono da case ed uffici a comprarsi le briochine fresche.

In questa logica fantastico il dispositivo hardware (con Arduino inside) che automatizza il processo. E qui si potrebbe parlare di Internet delle cose, di convergenza, di device che usano i Social (e non solo le persone...) 

Girando l'apposito manettino il panettiere sceglie il tipo di prodotto appena sfornato, e via di tweet. Il produttore di questi device offre anche un sistema con cui si può settare la propria lista via web e il dispositivo si sincronizza...

Potete leggere tutta la storia qui: http://www.bakertweet.com/ (e magari contattarli se ne volete comprare uno) e qui sotto c'è il video. Buon appetito.


BakerTweet from POKE on Vimeo.

venerdì, maggio 27, 2011

Fare del bene con un URL Shortener

Postare URL molto lunghi è scomodo, per questo sono nati da tempo servizi che li accorciano (se non sapete di che si tratta, Wikipedia).

Carrefour ha lanciato un proprio servizio (o meglio, una propria azione di marketing charity-focused).

Accedendo al servizio, ogni volta che usiamo lo shortener di Carrefour per postare un indirizzo internet su Twitter, FB etc, l'azienda regala 1 grammo di cibo alla croce rossa brasiliana per ogni carattere risparmiato.

E' già stato superato il milione di grammi...

L'accoppiata Social/Charity va proprio forte, come abbiamo già visto ieri per i tweet Fair Trade di Ben&Jerry...

Allego video (in brasiliano)

martedì, maggio 24, 2011

Farsi pubblicità su Twitter, usando i caratteri avanzati

Il genio sta nelle piccole cose.

Ben & Jerry, mitica marca di gelati, usa i caratteri che ti avanzano nel tuo tweet per farsi pubblicità.

Con un taglio socialmente etico, a supporto del Fair Trade.

Insomma, dona i caratteri che ti avanzano a supporto di un fine nobile.

Per fare tutto questo, basta inviare i propri tweet dalla loro apposita pagina web.