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martedì, gennaio 05, 2016

Xmas Edition #4 : North Face - sopravvivenza sul punto vendita, una robina semplice semplice


 Ultimo (credo) post leggerino per il periodo natalizio, questa volta per nulla "digitale" ma per dimostrare che, a volte, piccole cose sono più efficaci di grandi azioni. Se ci sono delle buone idee.

Parliamo di North Face (caso filippino di qualche anno fa, ma sempre valido). 

Con il problema di non riuscire a comunicare bene in negozi sempre più affollati di prodotti, con lo spazio ottimizzato e con oggettive difficoltà a piazzare i classici poster o simili. Insomma, difficile farsi vedere.

A meno che... andare a comunicare direttamente in mezzo ai prodotti.
Con dei finti prodotti straordinari.

O ti attrezzi North Face o devi far ricorso a ciò che ti offre la natura.

Il ragionamento non sta in piedi, ovviamente, ma l'inaspettato ha funzionato.
E le vendite sono cresciute più di un terzo.

(e qualcuno ha pure cercato di comprarsi questi prodottini "naturali"... :-)

PS: a questo indirizzo trovate un immagine più grande, se volete leggere il copy dei finti prodotti :-)
http://adsoftheworld.com/media/ambient/the_north_face_outdoor_essentials?size=original

giovedì, ottobre 29, 2015

North Face: sperimentare il Polo... in negozio + super stunt. #Giovedì VR


Un'altra puntata della mia serie di Case History dedicate alle applicazioni di comunicazione della Realtà Virtuale.

Questa volta c'è una bella combinazione VR + Stunt / ambush

North Face è una marca che produce abbigliamento molto tecnico. Prodotti di elevata qualità per applicazioni anche molto estreme (come ben sa un mio amico che va a fare fotografie a -28 C ).

Probabilmente, però, una parte non piccola del fatturato arriva dall'impiego di capi in contesti in cui il massimo dell'avventura è perdere il tram.

Di qui la necessità/opportunità di legare un capo che non necessariamente deve essere così performante (visto l'impiego urbano) a un'immagine di marca che ci fa sentire meglio, diversi, esploratori... 


Per scaricare a terra questa strategia, North Face in Korea ha fatto un altro dei suoi stunt coreani sul punto vendita.

Ha replicato il mondo dell'esplorazione polare, legandosi al lancio della giacca McMurdo (Mc Murdo è il nome di una antica e famosa base polare di ricerca US).

E, in una logica esperienziale, ha preparato la classica slitta artica in negozio.
Un paio di occhialoni Oculus e parte l'esperienza...

Solo che, a un certo punto ... (Spoiler: la giacca se la portano a casa gratis, se...)

Ecco il video:



lunedì, giugno 22, 2015

Bello. KFC e la tovaglietta-tastiera (costosetta ma lascia il segno).



Per lasciare una forte impressione sulle persone e creare buzz, per una azienda che opera nel fast food -  dove non è facile fare notizia in senso positivo - tocca inventarsi qualcosa di brillante.

Ci sono molti fronti su cui si può intervenire.. e il punto vendita e i materiali che ci girano sono uno di questi.
McDonald's l'aveva fatto lavorando sui tavoli, che per un po' hanno fatto parlare di se'; ora è il turno di KFC, Kentucky Fried Chicken, che ha investito un po' di soldi in un'operazione che se valutata in termini di costo/contatto è una follia.

Ma se vogliamo ragionare in termini di costo contatto e di boost sulle vendite, allora lasciamo stare la comunicazione emozionale e parliamo solo di taglio prezzo, offerte promozionali e concorsi (e poi vediamo dove va a finire la percezione della marca, le marginalità e i profitti, il destino stesso dell'azienda nel lungo periodo... :-)

La follia è stata rendersi conto che le persone, quando mangiano, specialmente se sono da sole (ma non esclusivamente) riempiono il tempo smanettando sul cellulare (anche perché spesso il cibo offerto non è tale da impadronirsi della loro totale ed incondivisa attenzione).



E dato che il fast food si manga con le mani, si forma uno strato di grassi alimentari sulle dita, che si trasferisce prontamente sullo schermo del nostro device....'na schifezza.

Ecco allora al nostro soccorso il gradito regalo di una tovaglietta che è anche tastiera Blutooth.

Quindi si smanetta sulla tovaglietta senza sporcare il device. E la tovaglietta ce la possiamo anche portare a casa, come gadget molto unconventional, tutto sommato utile ma certamente inaspettato.
E generoso.


Chissà se faranno questa promo anche nei locali italiani (Roma, Torino) della catena? Quasi quasi a Torino ci andrei apposta per mettere le dita sulla tovaglietta, la facessero :-))
(poi però il caffè me lo vado a prendere da Mulassano)

Dal punto di vista strategico in questo progetto ci sono un po' di buone cose; la capacità di mettersi un minimo nei panni delle persone, la voglia di risolvere i problemi delle persone, la generosità, ragionare in termini di Internet PR e di generare buzz in rete (e non solo)... 

Ecco la video Case History:



KFC - Tray Typer from This is for the jury on Vimeo.



lunedì, marzo 16, 2015

Il contatore "fisico" di like Facebook per il tuo negozio


Molto bello, avere un sacco di like online.

Per gli uomini e le donne del marketing però, spesso la lotta è capire come trasformare questi like in business, in soldi, sul piano meramente "fisico".

Raccordare online e offline.

In questa logica di portare più vicini i due mondi, è da segnalare FBox, un'azienda che ha sviluppato un package per i punti vendita (immaginate un pub, un ristorante...), basato su una parte software e un display da mettere in negozio che mostra i like ottenuti.

Il principio è quello delle stelline: tanti like = posto che piace. E la gente che lo vede dalla vetrina è incentivata ad andare, spinta dalla forza della smartcrowd :-) Quindi una roba da mettere in vetrina, magari insieme all'adesivo di TripAdvisor.


Ma il package fa anche qualcosa in più: offre ai visitatori del punto vendita il WiFi gratuito, eroga online offerte e promozioni per chi è sul posto...



Se voi interessa, stanno startuppando su Indiegogo :-) e il costo è abbordabile: parliamo di un 150 euro per iniziare...

Ed ecco il video di presentazione:

giovedì, febbraio 05, 2015

Bello: la social slot machine di Carlsberg: online incontra offline


Bella idea per un'attività sostanzialmente di animazione punto vendita.

La meccanica: vai al pub e scattati una foto.

Postala su Instagram con l'apposito hashtag #beerbandits. In questo modo usi il tuo account per promuovere l'attività della marca :-)

In cambio, ogni volta che al pub qualcuno ordina una birra alla spina (notare la similitudine tra la manetta della spina e il braccio della slot machine), parte una slot machine sullo schermo piazzato nel locale.

Invece dei simboli, le foto dei partecipanti al gioco. Se escono tre foto tue... vinci una birra. Easy.
E intelligente, perché un'attività di animazione del punto vendita, quindi fisica, offline, ha una sua sponda online, di diffusione dell'hashtag e del messaggio del prodotto :-)


Ecco il video.



#BarBandits by Carlsberg from Konstellation on Vimeo.

lunedì, novembre 03, 2014

Bello e semplice: il poster interattivo di Pictionary


Di tanto in tanto si vedono queste installazioni (mitica quella di Coca Cola di cui avevo parlato qui)

Tipicamente in luoghi di grande traffico o centri commerciali.
Dove la comunicazione si relazione direttamente con le persone, interagisce (in realtà col trucco).

In questo caso... beh, avreste mai pensato di giocare a Pictionary con un'affissione digitale, in pubblico? :-)

Semplice ed efficace per rifocalizzare attenzione e percezione, sul ruolo e il divertimento di giocare con amici e parenti (Natale si avvicina) ad un gioco "fisico"?

Insomma, guardate il video :-)


See what happens when you take the time to play! Shoppers in Canada were in for a surprise: Mattel Games transformed what looked like a regular poster into a live game that offered surprise Pictionary challenges – and even more unexpected prizes. Get ready because games can happen at any time! 

mercoledì, ottobre 29, 2014

Ancora Genio, ancora IKEA. Lo specchio motivazionale.


Non è che ami molto parlare troppo spesso delle stesse marche, ma a volte ci sono costretto :-) E in pochi giorni mi tocca parlare degli svedesi un'altra volta.

Perché, dopo lo spot per Halloween (Shining), si sono inventati in UK un'attività di comunicazione nel punto vendita molto furba.

Che a me piace soprattutto perché non è una trovata (come in fondo, lo spot Shining) ma ha una base strategica.

L'insight* è che due terzi degli inglesi soffrono (di più o di meno) di insicurezza, non sono sicuri della propria immagine, di cosa pensano gli altri.
Insomma, sono (come moltissimi altri umani) alla ricerca di rassicurazioni, conferme, gratificazioni.

Allora, tutto sommato rubando l'idea dalla favola di Biancaneve, chi può essere più sincero di uno specchio? Specialmente se è uno specchio motivazionale, tecnologicamente abilitato a fare i complimenti alle persone?

In realtà si sarebbe potuto potenziare ancora di più l'operazione personalizzando di più i messaggi o addirittura con un approccio conversazionale come quello visto in questo caso o in quest'altro; ma già così è una bella e solida idea (diciamocelo: mi piace molto il concetto, l'esecuzione forse non rende giustizia appieno all'idea, magari si poteva fare un filo meglio).

Dal punto di vista del business è lecito chiedersi: fa vendere di più?

Forse un cliente contento compra di più (è per quello che ti mettono musichetta e profumi nel punto vendita). Ma soprattutto rafforza la percezione di marca, la preferenza; andare da Ikea non è andare a comprare un armadio è un'experience (e chi ha bambini lo sa benissimo). In qualche modo si potrebbe pensare a un'evoluzione di IKEA verso un modello Disneyland? :-)

Ecco il video dell'operazione:




* Insight: per una descrizione e una discussione più approfondita di cosa sia un insight e a che cosa serva per il marketing e la comunicazione (e le vendite) ne parlo approfonditamente su "Strategia Digitale. Il Manuale" 
http://www.hoepli.it/libro/strategia-digitale/9788820362751.html

venerdì, ottobre 24, 2014

Genio. Shining. Dentro all'IKEA.


What if...

Cosa sarebbe successo se Shining fosse stato ambientato in un negozio IKEA? :-)


A Singapore hanno cercato di immaginarselo - costruendoci su uno spot tematico per Halloween.

In realtà non è solo pura creatività e famolo strano, puro "branding".

C'è un pensiero di comunicazione: comunicare che IKEA chiude tardi, sta aperto fino a notte.

E di notte, si sa... 

ecco il video:


 Ed eccone una versione commentata, che funge un po' da approfondimento :-)

giovedì, ottobre 16, 2014

Genio. Da Coca Cola. Quando passi il prodotto alla cassa...


Di quelle cose che uno dice: ma perché non ci ha mai pensato nessuno prima?

Branding, coerenza, prendere di sorpresa le persone, con un'idea semplicissima.

Complimenti.

Guardate il video, dovete.
Coca Cola Happy Beep.



giovedì, settembre 11, 2014

Il Manichino intelligente parla al tuo smartphone


I materiali di comunicazione punto vendita non saranno glamorous (molti creativi li snobbano) ma hanno di certo un impatto significativo sull'ultimo centimetro, spostano le vendite, completando il lavoro del ciclo della comunicazione - dall'awareness, al branding all'acquisto.

Anche se con un certo ritardo, rispetto ad altre forme di comunicazione, anche i materiali POP stanno integrandosi con la tecnologia - come nel caso dei manichini "intelligenti" che sono stati installati in alcuni punti vendita tra cui House of Fraser.

Più che intelligenti, chiacchierano - mettendosi in contatto con lo smartphone dello shopper interessato; raccontando che cosa indossano, quanto costa e dove trovarlo in negozio.

Così permettendoci di comprare anche a negozio chiuso, parlandoci dalla vetrina (e sono anni che si sperimenta, guardate questo); o di evitare il contatto con esseri umani (commessi) come già visto nel caso dei negozi di jeans completamente automatizzati  (vedi questo mio post)

Ecco il video:



Di sicuro c'è un forte effetto "novelty"; dal punto di vista funzionale la stessa cosa si può fare con un bel cartellino scritto a mano - che però non interagisce con cellulare (oggi) e orologio (domani sul presto) e quindi non ha un wow effect.

Ma si tratta di una soluzione probabilmente di transizione - dopodomani faranno tutto gli occhiali intelligenti e poi passeremo direttamente alla telepatia o a chip impiantati nel cranio (e daremo ragione ai vari complottisti).

A differenza del cartellino, però, l'app manichino-friendly può anche permetterci di condividere le informazioni sui social. Di primo acchito non che la cosa mi impressioni - ma forse è meglio non sottovalutare le dinamiche degli acquisti social, che potrebbe essere uno di quei trend che ci sorprendono.

Una di quelle cose che "io non farei mai" ma poi scopri che un sacco di gente fa, che un sacco di gente condivide modelli e prezzi con gli amici, per avere al volo un parere, un supporto nella decisione. Una sorta di democrazia digitale instantanea.


Che dite, mettiamo su una startup per sviluppare una piattaforma dove i tuoi "amici" possono votare in tempo reale se dovresti comprare quel paio di scarpe o meno, magari aprendo un dibattito on line, la possibilità di aprire hangout per i gruppi pro e contro, di avanzare candidature alternative alle ciabatte messe in discussione...?

L'altro aspetto però che sposta molto i comportamenti, legato al manichino intelligente (o a un qualunque materiale PV comparabile) è la possibilità di acquistare online dall'app - dopo che è stato il negozio fisico a portarci nel ciclo d'acquisto.

Ovvero: vedo in vetrina o in negozio un bel capo d'abbigliamento, interagisco col manichino, decido di comprarlo, lo provo per vedere come mi sta e la taglia, poi magari lo compro dal sito della catena commerciale e non in negozio. Insomma, una cosa che facilita lo showrooming - il che può (forse) andare bene per una catena di negozi che produce merce propria (che lo compri in negozio o online per me è uguale, basta vendere).

Di sicuro non va bene per megozi indipendenti che vendono merce di terzi e che si vedono sfuggire fatturato; e anche per le catene ha delle implicazioni su ruolo, costi e redditività dei PV fisici.

Vabbè - comunque, ecco un approfondimento sui simpatici manichini: 





martedì, ottobre 08, 2013

Molto interessante. Walmart promuove gli imprenditori innovativi americani con un talent show online :-)

Chi conosce il mondo della grande distribuzione sa quanto sia difficile entrare con il proprio prodotto.

Non è sempre detto che accettino di vendere il tuo prodotto, dato che gli spazi sono alla fine limitati - e si lavora per massimizzare il rendimento del centimetro di scaffale.

Poi chiedono una tassa all'azienda per entrare. Poi negoziano duramente sui prezzi etc.

Ergo, spesso, per aziende nuove la Grande Distribuzione è vista a volte più come un nemico che un amico.

Walmart, la più grande catena d'America, ha invece lanciato un programma di marketing e comunicazione per promuovere gli imprenditori innovativi.

Concorso: "Get on the Shelf". Per certi versi non è dissimile da un X-Factor o forse più un "Millionaire". 

Per il secondo anno di fila, dopo una rigorosa selezione, la catena ha selezionato un certo numero di prodotti / imprenditori e ha dato loro visibilità attraverso una serie di video su YouTube (attualmente disponibile il primo e il secondo).

Qui gli imprenditori devono convincere una giuria aziendale della bontà della propria offerta. Ma è soprattutto il pubblico a decidere. 

I vincitori di ogni categoria - selezionati attraverso il numero di pre-ordini totalizzati per il proprio prodotto con questa iniziativa, avranno l'onore di vedere il proprio prodotto esposto sugli scaffali della più grande macchina di vendita (fisica) dei prodotti del mondo.

L'anno scorso, nella prima edizione, gli imprenditori partecipanti sono stati oltre 5.000 e i voti oltre un milione. Al momento, detto fra noi, le views dei due video disponibili non sono altissime, nell'ordine di qualche migliaio...

Da notare che si tratta di un'operazione sviluppata dal braccio digitale di Walmart che si chiama @WalmartLabs, quel'armata elettronica di cui qualche anno fa avevamo già parlato... ;-)

Coinvolgere il pubblico nella selezione, nelle decisioni relative all'assortimento - è una scelta per tagliare ulteriorimente costi e pericoli?

Abbassando i rischi, e scegliendo prodotti su cui il pubblico ha già dato preventivamente la propria disponibilità all'acquisto? Per ora mi sembra una intelligente operazione di comunicazione.

Ma un domani chissà... forse il futuro di quello che vedremo sugli scaffali dipenderà un po' più da noi.


Qualche approfondimento:




martedì, settembre 17, 2013

Il tavolo interattivo di McDonald's: NFC per cambiare l'esperienza del pasto

Per molte aziende si è da tempo rimescolato l'equilibrio tra prodotto ed experience.

In cui la scelta di consumo delle persone si sposta più per le emozioni, l'esperienza che provano che per il prodotto in se'.

Di qui una corsa del marketing ad arricchire, inegrare, diversificare l'esperienza d'uso del prodotto.

McDonald's in quest'ottica ha sviluppato un'interessante idea di materiale punto vendita: un tavolo NFC (a Singapore). 

L'idea è di permettere alla famiglia di interagire con i propri smartphone con il tavolo e per genitori e bimbi creare dei "mondi" interattivi con cui i piccini possono giocare.
Un po' "una famiglia che mangia e gioca insieme, resta insieme"...

La cosa intelligente è che non si è (ovviamente!) pensato a tavoli costosissimi con display interattivi; l'interazione, l'azione avviene sullo schermo dello smartphone che viene passato sul tavolo; sotto il tavolo ci sono una serie di tag NFC che innescano cose che succedono sul cellulare... 

Insomma, guardatevi il video che spiega meglio di quanto possa fare io.

L'unica cosa che mi chiedo è come abbiano risolto il problema delle ditate di maionese sullo smartphone nuovo di papà...


Dato che da più parti si sta parlando (dal punto di vista tecnologico) di morte dell'NFC  credo sia importante chiarire un punto. 

Quando sostengo che per questo tipo di applicazioni ci siano grosse opportunità di applicazione in campo marketing (e nella nostra vita) intendo che - siano esse NFC, blutooth o vodoo - a me non cambia niente. Magari a supportare questi tipi di comunicazione wireless sarà un'altra tecnologia, a me interessa l'aspetto marketing.

Nota 1: btw, trovo un po' curioso che si dia per morto NFC in concomitanza di una tecnologia nuova di Apple.... (che come spesso capita resta poi confinata agli iPhone - che sono molto meno diffusi dei cellulari Android... si veda questo link )  

Nota 2: Sulle previsioni di morte di piattaforme e applicazioni... : questo mio post di un po' di tempo fa

Nota 3: se vi interessa il tema NFC, fate una ricerca per "NFC" su questo blog per vedere altri esempi (così mi fate un po' di pageviews :-)

Avviso ai naviganti/disclamer / roba del genere: tenete presente che lavoro per un'agenzia che ha McDonald's tra i suoi clienti. Per trasparenza e correttezza vi informo (anche perché mi sa che ci sono obbligato da una qualche Policy aziendale :-) Sapevatevelo.

giovedì, giugno 06, 2013

Folgorante:la slot machine del cibo. Ancora da Hellman's


Vi ricordate il post del carrello intelligente che dà automaticamente suggerimenti per le ricette? 

Bene, Hellman's continua la sua strategia in Brasile - mirata a far capire ai brasiliani che la maionese non è solo per i panini.

Per fare questo hanno installato al supermercato (e abbondantemente viralizzato, presumo, altrimenti diventa un'operazione costosisssima su un target piccolissimo) una slot machine molto particolare.

Tirate la leva e la slot vi fornisce casualmente una tra 280 ricette con la Hellman's. Ma la cosa più sorprendente è che fornisce anche un campione del risultato, da assaggiare.

Complicatissimo da realizzare? Certo, anche perché con il cibo non si scherza e in caso di problemi le conseguenze (di immagine e legali) non sono banali.

Ecco il video:


giovedì, aprile 04, 2013

Che paura lo Showrooming: in negozio si paga per entrare.


Lo Showrooming sembra essere un fenomeno che preoccupa sempre di più i Punti Vendita.

In estrema sintesi è quella pratica per cui andiamo a vedere un prodotto in negozio, magari lo proviamo e verifichiamo la taglia; poi usciamo e il prodotto lo compriamo su Internet, su Amazon, su eBay, alla ricerca del prezzo migliore ma avendo "toccato con mano".

Pratica particolarmente diffusa per il Consumer Electronics.

Che fosse un fenomeno in arrivo lo si sapeva da tanto tempo (e ci ero arrivato persino io) . Ma adesso con la diffusione del mobile, la cosa è diventata ancora più parossistica e veloce.


Così il negozio si trova a svolgere (gratuitamente) un ruolo che poi favorisce suoi concorrenti magari in un'altra nazione.



Così i punti vendita stanno iniziando a reagire.


C'è chi lo fa in maniera un po' provocatoria - abolendo il famoso "ingresso libero" al negozio: e così un negozio australiano chiede un fee di 5 dollari per entrare e guardare i prodotti. Fee che viene restituito in caso di acquisto.

Best Buy, invece, reagisce promettendo di fare un price matching, in modo che non ci siano motivi di prezzo per andare a guardare da loro ma poi comprare altrove (e attendere la consegna...)

E Walmart sviluppa applicazioni per smartphone per incentivarne l'uso nei propri negozi... e dare buoni motivi per non copmprare altrove.

E da noi? C'è qualcuno che si sta facendo delle domande e predisponendo delle risposte?

giovedì, novembre 08, 2012

Il nuovo livello del "Commerce":digitale+vetrina+.... Adidas

Impressionante e coraggioso (costoso) progetto per Adidas Neo.

Adidas si propone di portare il "Commerce" là dove non era mai arrivato,  mettendo insieme già pezzi singolarmente disponibili ma che se combinati creano una shopping experience innovativa - ed estendono le occasioni di acquisto.

Al cuore del progetto la vetrina interattiva. Funzionante anche quando il negozio è chiuso - e che interagisce con le persone.

Giocare, interagire coi filmati, avere una experience (in un qualche modo) divertente.... e la vetrina interagisce con lo smartphone.

Il telefonino può prendere il controllo della vetrina e trasformarla in un carrello virtuale.

Quindi, invece di interagire con un sito di e-commerce, si interagisce elettronicamente con il negozio fisico.

A Questo punto mi fermo, il video qui sotto spiega tutto.
Enjoy.


mercoledì, ottobre 03, 2012

Retail: fare Trendwatching facendosi portare per negozi dagli esperti :-)


Tra le cose belle cui ho partecipato recentemente, segnalo il MIRT, il Milano Retail Tour.

Per capire le tendenze del mondo del Retail, cosa sta capitando, le nuove logiche... ti portano a fare un giro guidato per negozi.

Insomma, a fare trendwatching dal vivo insieme a guide che spiegano, raccontano, collegano i segnali. Etnografia e marketing.

Farsi raccontare anche da quelli che lavorano in negozio le storie, le strategie, i risultati.

Esperienza che ho provato in anteprima e che mi è sembrata molto interessante.

Target primario: addetti ai lavori del mondo retail. Poi anche i "Viaggiatori. Non turisti" che vogliono esplorare la città capendola di più.

Hanno vari percorsi, organizzano cose ad hoc per le aziende che hanno particolari esigenze. 

Istruttivo, per chi deve capire cosa sta capitando nella distribuzione, nella cultura del marketing operativo, nell'arredamento, architettura.... (a me la cosa che ha colpito di più in questo giro, a parte le spiegazioni e le connessioni è rendermi conto di quanto siano diversi odori e musiche dei vari negozi...)

I Link:


Ne scrive anche linkiesta: http://www.linkiesta.it/milano-retail-tour


allego una sintesi della Press Release, che si fa prima:

Al via le nuove experience di Milano Retail Tour, l’innovativo format che offre la possibilità di esplorare sul campo le tendenze emergenti nel mondo del retailing milanese, rivolto ai professionisti del retail e a chiunque sia interessato a tenersi aggiornato sulle tendenze del retailing contemporaneo.

Super Green, Art for Sale e Classic Reloaded saranno le experience disponibili a partire dal 27 settembre sullo shop on line di MiRT, e si svolgeranno a Milano a partire dalla fine di novembre.

A un anno dal suo avvio, Milano Retail Tour (MiRT) – il format non convenzionale rivolto ai professionisti del retail e a chiunque sia interessato a tenersi aggiornato sulle tendenze del retailing contemporaneo e a guardare Milano da un punto di vista inedito– lancia tre nuovi percorsi urbani a tema, ciascuno dedicato ad esplorare un trend che si sta affermando con particolare incisività nel panorama milanese.

I nuovi trend tour si svolgeranno a novembre e si chiamano Super Green, Art for Sale e Classic Reloaded. Ciascun percorso offrirà ai partecipanti l’occasione di scoprire negozi, concept store, bar, ristoranti, luoghi di aggregazione particolarmente innovativi perché emblematici di tendenze che stanno rivoluzionando il settore.
<< Dall’evoluzione dei centri commerciali al boom dei temporary store, dall’ibridazione dei format distributivi alle nuove frontiere della multicanalità: è uno scenario in continuo moviment. Con MiRT osserviamo il punto vendita e le sue declinazioni multiformi per comprendere come si trasformano i comportamenti di acquisto dei consumatori di oggi >>.

<< L’approccio formativo strada più aula è una delle caratteristiche distintive di MiRT.Combiniamo l’osservazione sul campo all’analisi in aula, grazie all’intervento di formatori, esperti di trendwatching e analisti di tendenze. Incrociamo quanto rileviamo nella realtà milanese con casi studio internazionali. Il risultato è un modo straordinariamente efficace e divertente di scatenare nei partecipanti il pensiero laterale e trasformare gli stimoli raccolti sul campo in insight di valore strategico>>.

<conoscere e approfondire il mondo retail e il panorama delle tendenze – ma l’elemento distintivo di grande forza strategica è quello di tradurre questa conoscenza in idee spendibili per il proprio mondo di riferimento, sia esso un brand, un prodotto o un negozio>>.

Il Super Green Tour, a vocazione sostenibile, accompagna il visitatore alla scoperta di luoghi in cui confluiscono l’attenzione per il risparmio energetico, il riciclo dei materiali, l'offerta di prodotti ecologicamente corretti e l’allestimento ecocompatibile degli spazi. Questo tour testimonia la diffusione di luoghi che esprimono una visione del mondo a impatto zero, capaci di coniugare etica ed estetica.

Di ispirazione avantgarde, l’Art for Sale Tour raccoglie invece quegli spazi del retail che sono in bilico tra negozio e galleria d’arte; in cui le merci sono messe in scena come vere e proprie opere d’arte e la sperimentazione formale diventa la componente sostanziale di un’esperienza immersiva di grande impatto visivo. Il visitatore è in primo luogo spettatore, oltre che potenziale acquirente.

La riattualizzazione della tradizione, del fatto a mano, la celebrazione del Made in Italy: tutto questo è raccontato nel Classic Reloaded Tour. Piccole grandi realtà che fanno leva sull'aspetto sentimentale del consumatore attraverso il recupero della tradizione e l’uso intelligente delle nuove tecnologie, per rimanere competitivi sul mercato globale.


Trasparenza:  (vedi alla voce mica faccio il pay per blog) svelo cosa ho ricevuto all'evento: 1 panino al pollo di California Bakery (e una macedonia, credo). Un quadernetto Moleskine, una matita, un pin e una chiave USB da 2 Gb.


giovedì, settembre 27, 2012

Paga con un tweet, per la Social Media Week. Kellog's.

...purtroppo solo in UK. 

Attività social-promozionale di Kellog's a Londra, Soho, per lanciare un'estensione di gamma per gli Special K.

Durante la Social Media Week visitando il punto vendita e twittando si ottiene un campione di prodotto (gusti salati, in pieno stile patatine da pub inglese... cipolla... panna acida... aceto...)

Nel Punto Vendita ovviamente un tweet wall che riporta le conversazioni (un po' forzate) sul prodotto.

Approfondimenti e foto a questo link, l'hastag è 

Ah, se siete a Londra sbrigatevi, che il negozio chiude domani.


mercoledì, settembre 26, 2012

Tesco lavora a un supermercato virtuale in 3D


Tesco sta evidentemente lavorando duro sul portare il supermercato fuori dai muri del negozio; portandolo in aeroporto, in metropolitana e presto, in casa.

Far fare acquisti al super senza andare al super, un e-commerce, un supermercato virtuale col turbo.

La catena inglese dichiara di essere in avvicinamento alla creazione di un'esperienza 3D, immersiva sulle smart TV di casa.

Ecco il video di un possibile esempio, il supermercato Tesco navigabile via Kinect. 

Qui l'idea è di ricreare proprio un supermercato virtuale, scaffali e tutto, e far passeggiare l'utente "fisicamente" all'interno, allungare la mano e prendere il prodotto dal lineare... simulando online il comportamento fisico.




Per approfondimenti:
 http://www.marketingmagazine.co.uk/news/1150377/Tesco-nears-dream-3D-ecommerce-offering/

martedì, luglio 24, 2012

Audi, Londra: che experienza dal concessionario digital-interattivo

A Londra Audi apre una concessionaria very digital, a pochi passi da Piccadilly Circus.

Grazie ad un'abbondanza di schermi che presentano in scala reale, il potenziale cliente potrà finalmente godersi la possibilità di esplorare le milioni di possibili combinazioni e configurazioni del veicolo.

Comandando il display con movimenti del corpo, molto più naturali che lo schiacciamento di tasti o la manipolazione di mouse - per una "experience" più immersiva e interessante. Giocando con campioni di colore etc.

Sono in programma una ventina di aperture internazionali di show-room digitali nel mondo nei prossimi anni. Anche se la marca non è proprio nella mia shopping list, il suo concessionario interattivo è sicuramente nella mia to-do / to-visit list...:-)

"Audi is preparing automotive retail for the future and complementing its dealer network with a new format -- Audi City. The first location opens in London close to Piccadilly Circus. The brand's entire model line-up is presented fully digitally in a compact space. The efficient use of space facilitated by this approach allows the four rings to be present in the heart of major international cities. Over the next few years, Audi will secure more of these attractive locations, opening more than 20 stores worldwide by 2015. In future, Audi City will also play a crucial role in the marketing of new mobility services and electric-drive Audi models."

Guardatevi il video... e anche il sito, via.