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giovedì, novembre 04, 2010

Privacy Telefonica: si passa all'opt-out

Dopo che se ne parlava da molto tempo, è in dirittura d'arrivo la "Robinson List", detta anche "Registro pubblico delle Opposizioni".
In sostanza cambiano le regole su chi si può contattare telefonicamente a fini di marketing/commerciale.


In estrema sintesi, se ad oggi non si poteva chiamare nessuno senza averne avuto prima il consenso, prossimamente si potranno chiamare solo le persone che non si sono registrate alla lista (per i tecnici, si passa dall’opt-in all’opt-out).
In pratica: verrà a breve istituita una no-call list, soprannominata anche Robinson List. A questa lista si potranno iscrivere gli utenti telefonici che non desiderino essere disturbati o contattati per iniziative commerciali.
  • Se l’utente non è iscritto nella lista: a partire dall’entrata in vigore del provvedimento, le aziende potranno contattarlo.
  • Se l’utente si è iscritto alla lista: le aziende non potranno contattarlo, perché i numeri telefonici della lista non sono contattabili a fini commerciali.
Per le aziende significa mettere in pista un processo di controllo dei propri database, in sostanza prima di chiamare ogni numero di telefono controllare se è nella lista o meno.

Per approfondimenti, cliccate qui

lunedì, ottobre 25, 2010

Finalmente un corso di Privacy e Marketing...


Se qualcuno è interessato a capire come si fa a rispettare le norme sulla Privacy in un'azienda che fa operazioni di Marketing (e non si tratta solo di non spammare - il 90% di quelli che conosco violano una qualche parte della normativa della Privacy senza saperlo), vi segnalo questo corso - di cui farò l'apertura.

La parte didattica vera e propria la farà un esperto del settore (l'Avv. Flaminia Merla).

Quando, Dove, Quanto costa...

A Desio, presso la sede di Alavie - società di consulenza specializzata in privacy. Il 16 Novembre 2010. Dura una giornata e costa 490 € + IVA.

Per il programma, i dettagli, le informazioni e iscriversi, guardate questo post del loro blog.

Tra i temi trattati...
  • B2B: tecniche di marketing non invasive e in linea con la normativa
  • B2C: tecniche di marketing non invasive e in linea con la normativa
  • Invio di sms e mms commerciali
  • Profilazione del cliente attraverso internet: se e come è possiile farlo
  • Fidelity Card e RFID: gli orientamenti del Garante
  • Fornire la corretta Informativa
  • La raccolta diretta e indiretta dei dati necessari per le attività di marketing
  • L’utilizzo  delle banche dati per le campagne di marketing
  • Esempio di comunicazione commerciale corretta
  • Come impostare una privacy policy nella propria organizzazione aziendale  e nel sito
  • ...

giovedì, settembre 02, 2010

Stiamo cablando una casa di vetro?

Saremo obbligati dalla pressione sociale a essere trasparenti, sempre e comunque? E questo non ci porterà, sui social media, a recitare sofisticate commedie per nascondere la nostra (talvolta discutibile) realtà?

Con l’arrivo di Internet, e in particolare dei social media, anche noi abbiamo tolto un sacco di tendine dalle finestre. Anzi abbiamo fatto di più: invece di lasciar guardare chi è interessato, ci diamo da fare per diffondere proattivamente i fatti nostri al nostro network.

Su Apogeo, questa settimana parlo dell'impossibilità di avere una privacy sui Social Media - anzi, sulla futura necessità di avere degli sceneggiatori che ci aiutino a mettere online sul palcoscenico dei social la sceneggiata di una nostra vita pubblica ideale...

martedì, giugno 16, 2009

Privacy e permission marketing - Rapporto Italia 2009

Segnalo in anteprima la pubblicazione del primo “Rapporto su privacy e permission marketing in Italia”

Il sondaggio è stato realizzato da Human Highway per conto di uno dei leader storici dell’e-mail marketing italiano (Mag-News/Diennea).

Oggetto della ricerca è capire come e quando gli utenti web italiani decidono di concedere i propri dati di contatto e quali siano le reazioni dei navigatori nei confronti delle promozioni che richiedono la comunicazione di informazioni personali.

Ecco il link per scaricare il rapporto: www.mag-news.it/privacy2009.htm

Per ulteriori informazioni, di seguito un estratto del loro comunicato stampa (abbondantemente riassunto...)

"Il sondaggio analizza come e quando gli utenti web italiani decidono di concedere i propri dati personali e quali sono le reazioni principali nei confronti delle promozioni on line che richiedono la comunicazione di informazioni personali.

La ricerca è stata realizzata nell’aprile del 2009 da Human Highway per conto di Mag News su un campione di quasi 1.000 individui rappresentativi dei circa 23 milioni di navigatori abituali italiani sopra i 15 anni, che si connettono almeno 1 volta a settimana.

Quello che emerge chiaramente dal sondaggio è che gli italiani sono abbastanza informati e
molto attenti alla propria privacy on line. I dati raccolti sul web tramite moduli-form non sono generalmente percepiti in maniera negativa, almeno fino a quando non si richiedono informazioni più specifiche legate alla sfera economica e reddituale (con tassi di abbandono che arrivano fino al 57%), alla composizione del nucleo familiare ed alla tipologia di abitazione, oppure non si fanno domande sul tempo libero, sul titolo di studi e non viene chiesto di indicare il sesso (in questi casi i tassi di abbandono sono intorno al 10%).

Interessante anche l’atteggiamento degli italiani nei confronti dello spamming. Malgrado il
fenomeno sia ormai dilagante (solo il 3% dichiara di non esserne in qualche modo coinvolto), gli utenti di Internet non sono affatto rassegnati. Solo il 15% non reagisce a quella che ritiene essere una violazione della propria privacy, mentre 8 persone su 10 hanno protestato almeno una volta con chi spediva loro messaggi non richiesti o hanno cambiato indirizzo e-mail (quasi 3 su 4 intervistati), oppure ancora hanno aggiunto il mittente tra quelli filtrati dai sistemi antispam (quasi la metà dei casi).

Addirittura 1 utente su 3 dice di essersi rivolto al Garante per la Privacy almeno una volta (è probabile però che questa risposta sia indotta dalla crescente intolleranza verso lo spam e dalla confusione di ruoli tra Autorità Garante e responsabile del trattamento).


Altri dati interessanti emersi dalla ricerca sono: la diffidenza verso i pagamenti on line con
carta di credito (un intervistato su due dichiara di avere paura ad utilizzarla on line), la preoccupazione che qualcuno tracci i siti visitati durante la navigazione o che i contenuti delle conversazioni via chat possano essere memorizzati “da qualche parte” (un utente su tre). Questi timori devono essere considerati attentamente perchè portano spesso a modificare i comportamenti di utilizzo di Internet."
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