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mercoledì, settembre 24, 2014

Osservatorio Brands & Social Media: la GDO in Italia. Il leader è...

Nuova puntata della nostra ricerca Brands & Social Media, sviluppata insieme a Osscom - questa volta il focus è sul mondo della Grande Distribuzione Organizzata.




Attraverso la ricerca sono state analizzate 20 fra le principali aziende della Grande Distribuzione Organizzata, per identificare le strategie di comunicazione adottate in Italia e individuare le best practice.

La classifica vede al comando Carrefour, con 55,2 punti, seguito a distanza da Lidl con 43,1 punti eCoop con 38,7 punti.

Le principali evidenze emerse:


  • Questo settore privilegia Facebook come principale piattaforma per comunicare con i propri clienti, con particolare enfasi sui prodotti venduti e le promozioni del momento.
  • L’utilizzo di applicazioni per smartphone consente ai brand della GDO di rimanere connessi ai propri consumatori, offrendo informazioni sui punti vendita, le offerte in corso, o funzioni di lista della spesa e consultazione della propria carta fedeltà.

  • I brand più attivi riescono a costruire delle community tematiche legate alle abitudini di consumo naturale, per bambini, ecc.) e le pratiche di acquisto degli utenti, anche attraverso offerte e servizi dedicati.





Maggiori informazioni sul sito di Digital PR

mercoledì, settembre 03, 2014

Genio: come far comprare la verdura ingloriosa. E ha anche un valore etico.


Il Marketing (come dovreste sapere) è riuscire a conciliare domanda e offerta (non spingere la gente a comprare roba che non piace / non serve).

E una delle cose che non ha domanda è la frutta e la verdura "brutta" - anche se dal punto di vista qualitativo è buona come quella "bella".

Per riuscire a far comprare prodotti dalla forma non perfetta, e rispondere anche al problema causato da tonnellate di prodotti perfettamente consumabili buttati invece via, la catena Intermarché si è inventata una strategia di posizionamento e comunicazione geniale.


Qui non solo si affronta il problema dello spreco; offrendo al mercato un prodotto meno costoso ma identicamente valido si aiutano anche un sacco di persone a nutrirsi correttamente, anche in tempi di portafoglio sotto pressione. 

Per non parlare dell'impatto sui produttori, che vedono ridotta la percentuale di produzione "invendibile".

E per il supermercato? Beh, considerando che hanno comprato prodotto che normalmente i produttori gettavano, avranno spuntato un ottimo prezzo. Il prodotto è andato rapidamente esaurito e ha portato un numero notevole di nuovi clienti a visitare i punti vendita della catena (+ 24% di traffico sul PV) dirottandoli da altre insegne.

Senza contare il forte impatto avuto sui Social e sui mass media.

Guardate il video. Questo è pensiero strategico, strategia, intelligenza, marketing utile. Anzi questo è prima pensiero di marketing - e dopo, di conseguenza, comunicazione intelligente.


lunedì, maggio 17, 2010

Farmville si allea con 7-Eleven.

Dal mondo virtuale a quello reale e ritorno - interessante approccio promozionale.

In breve; esistono in Rete (e specialmente su Facebook) una serie di giochi molto popolari, in primis FarmVille, che fatturano un botto di soldi. Perché c'è un sacco di gente che ci gioca. E non pochi spendono dei soldi veri per migliorare la propria fattoria etc.

Adesso Zynga lancia una nuova forma di promozione: comprando prodotti in promozione da 7-Eleven (una catena di supermercati) si otterranno goodies speciali per FarmVille, MafiaWars e YoVille. Ad esempio avere accesso a sementi speciali o a articoli decorativi in edizione limitata per la propria fattoria . E quindi 7-Eleven può rivendere questa promozione alle marche distribuite 

Mooolto interessante...

mercoledì, giugno 17, 2009

Private Labels: 91% dei consumatori US resterà fedele anche dopo la fine della recessione.

Secondo una ricerca di GfK, una stragrande maggioranza dei consumatori americani dichiara che, una volta passata la recessione, continuerà a comprare le private label della grande distribuzione.

(si veda questo pdf scaricabile)

A quanto pare, la qualità di questi prodotti è considerata più che soddisfacente - uguale o migliore di quella dei prodotti a marchio (definizione, btw, abbastanza superata - ormai anche molti prodotti delle catene sono delle vere e proprie marche...).

Anzi, emerge una domanda di avere ancora più varietà e numerosità dei prodotti a marchio privato, quasi una richiesta di copiare e migliorare i prodotti esistenti...ad un prezzo migliore.

Sicuramente la recessione con le sue pressioni economiche è un fattore molto motivante nel cambiare abitudini d'acquisto, e questo ha portato ad un incremento nell'acquisto delle marche commerciali - acquisto che si sta trasformando in una abitudine.

Questo fenomeno sicuramente pone interessanti sfide per le marche, he devono obbligatoriamente lavorare, sia in termini di marketing che di comunicazione, per riguadagnere la percezione di un superiore valore, di una giustificazione di un prezzo più elevato o premium agli occhi dei loro consumatori...