lunedì, ottobre 07, 2013

Ideale per le presentazioni: il nuovo Conversation Prism - infografica


Perfetto per le presentazioni, il Conversation Prism mappa un po' il territorio dei social media dando un'organizzazione di senso alle decine di network a disposizione.

Fa scena, ma da' anche utili spunti di riflesisone.
A parte il fatto che la maggior parte dei network mappati da noi sono pressochè sconosciuti, ma va bene lo stesso.

Enjoy.

(se volete approfondire il tema, comprarvi il poster stampato o scaricare l'immagine in varie dimensioni più leggibili di quello che posso postare qui, ecco l'indirizzo: https://conversationprism.com)


sabato, ottobre 05, 2013

Cosa vi siete persi questa settimana...

... e siete riusciti a sopravvivere lo stesso.


Ma prima di passare alla lista dei post, un grazie a tutti i follower. Siete sempre di più, il blog sta crescendo in traffico (ma non in revenues, ovviamente) e tra un mese o due... beh, poi ne parliamo.


Questa settimana sul mio blog si è parlato di:


Twigis, il social network dei bambini italiani







Se vi siete persi qualcosa.. adesso potete recuperare.
Share & Enjoy :-)

venerdì, ottobre 04, 2013

Twigis, il social network dei bambini italiani


Mi sembra interessante segnalare il lancio in Italia di Twigis - un sito che vuole molto semplicemente essere il portale #1 per i bambini italiani. E il loro Social Network protetto.

Dopo vi allego un estratto della press release.

Segnalo quelli che mi sembrano essere i punti più interessanti:

a) elevata attenzione alla sicurezza. A parte tutte le altre features, le interazioni dei bambini (target 6-12) sono monitorate e filtrate in quasi real time. Non passa niente senza che un umano l'abbia visto e approvato. Intelligentemente si è lavorato con stakeholders importanti: ha goduto della collaborazione con Telefono Azzurro e ha il patrocinio da parte del Moige e della Polizia di Stato.

b) è lo sbarco in Italia di una startup israeliana che ha già aperto il portale - con grandi soddisfazioni - in altre nazioni (in cui si chiama Tweegee). L'Italia sarà la testa di ponte per l'Europa. Il partner italiano è RCS - che ha ovviamente visto in questa operazione un tassello importante nella sua strategia di essere più digitale e meno cartacea, più focalizzata e meno generalista.

c) il modello di business non è advertising-based.. nel senso che non ci saranno i banner con i bambini. Quello che mi hanno detto è che la piattaforma intende sviluppare progetti comuni con aziende interessate ai bambini; quindi evidentemente immagino cose tipo sviluppare sezioni, giochi, attività o contenuti che siano brandizzati e affini alla natura di marca/prodotto.

Data la progressiva digitalizzazione della popolazione, beccarli da piccoli diventa una priorità, come è stato per la generazione precedente venire beccata dalla televisione. Quindi da un punto di vista business la cosa ha molto senso.

Da un altro punto di vista ha senso che si costruiscano Social Network per i bambini - che altrimenti sono costretti (dalla pressione dei compagni...) a entrare su Facebook, esponendosi a parecchi rischi.

Da qui in poi, copia / incolla delle parti più interessanti della press release:

E’ online il sito Twigis.it, la versione italiana di Tweegee.com, il primo social network per bambini con oltre 4 milioni di utenti unici sparsi in tutto il mondo, nato nel 2008. Grazie alla partnership tra il gruppo israeliano Tweegee e il Gruppo RCS, nasce Twigis.it, che vuole essere punto di riferimento online per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, offrendo loro uno spazio sicuro e controllato per esprimere la propria creatività, per giocare e imparare, informarsi e interagire con i propri amici e compagni di scuola.

Twigis.it si propone di intercettare il crescente pubblico dei bambini sul web – secondo Audiweb nel 2012 sono stati oltre 2 milioni i bambini collegati ad Internet – offrendo loro una piattaforma divertente e istruttiva che mescoli news e giochi.

Ad oggi oltre 4 mila bambini si sono registrati alla versione beta del portale italiano, con circa un milione di pagine viste e un tasso di crescita mensile del 50%.

Su Twigis.it i bambini possono creare il proprio profilo, fare esperienza di mondi virtuali, seguire le proprie passioni, interagire con la cerchia di amici e compagni, divertirsi con i molteplici giochi messi a disposizione, e grazie all’interazione social. 

News italiane ed internazionali appositamente selezionate e pensate per ragazzi, condivisione di file e contenuti, calendari personali, forum e chat, ma anche fumetti e appassionanti sfide: ogni particolare è pensato per stimolare le abilità la creatività dei piccoli visitatori, che si possono divertire in un’atmosfera colorata, coinvolgente

Alceo Rapagna, Chief Digital Officer del Gruppo RCS: “In linea con il nostro Piano per lo Sviluppo, che favorisce nuovi prodotti in ottica 'digital first' e partnership con startup nazionali ed internazionali, siamo lieti di essere parte attiva di un progetto particolarmente innovativo in Italia, dove i bambini affrontano le prime esperienze digitali in Rete sempre più presto.

La navigazione indiscriminata dei bambini sul web è un tema delicato che preoccupa famiglie e istituzioni. Per Twigis.it la sicurezza della piattaforma e dei suoi piccoli utenti è fondamentale. Tutte le attività e i post sono costantemente moderati e controllati: ogni discussione o messaggio viene sottoposto ad approvazione prima di poter essere pubblicato, in modo da proteggere i ragazzi da contenuti inappropriati. È proprio in questa ottica che sono appena state siglate importanti partnership con Telefono Azzurro e con Moige che hanno partecipato all’analisi e alla definizione della struttura e dei contenuti di Twigis.it.

giovedì, ottobre 03, 2013

Ottimo: come si risponde a una potenziale crisi... se la ragazza si dimette ballando, l'azienda cosa fa?


Ricordate la storia della tizia che si è licenziata, affranta dal super lavoro, affidando ad un video ballato la sua dimissione? (lo trovate in fondo al post) 

Accidenti, tutti a dire cattiva azienda, povera ragazza.

Questa a casa mia si chiama crisi, per l'azienda.

Grande o piccola, è da vedere come si sviluppa.

E come rispondere correttamente a una crisi? Facendo finta di niente? Con una presa di posizione ufficiale, sobria ma ferma?

Beh, questi hanno ripagato la ragazza con la sua stessa moneta.
In video. Ballando.

Facendo vedere quanto gli altri sono contenti di stare in quell'azienda lì.
E, ovviamente, facendo sapere che stanno assumendo :-)

A questo punto, chi fa la brutta figura, in questo scontro di video? L'azienda cattiva? E se invece la nostra ragazza non fosse così dalla parte della ragione? Il dubbio (non so quale sia la verità) è legittimo, in un mondo dove di spandifango in cattiva fede sono pieni i fossi...

Brillante operazione, da arte marziale: uso l'energia stessa dell'altro e gliela ritorco contro. Anche se forse il video di risposta appare un filo meno convincente del video della ragazza.

Una domanda, però, mi viene. I media daranno alla risposta dell'azienda la stessa copertura mediatica che hanno dato alla signorina? Il video della marina ha già fatto oltre 9 milioni di views... e la risposta poco più di 900.000...

Ecco i video...

(ah, una cosa: dato che lì fuori è pieno di cretini lo ridico: non mi schiero ne' pro ne' contro la tipa. Analizzo solo l'operazione di comunicazione, chiaro? Se poi volete pensare per principio che *tutte* le aziende sono sempre e comunque cattive, liberissimi. Andate a fare gli stiliti e godetevi le posizioni ideologiche a prescindere)






Approfondimenti

cosa dice (a parte il video) l'azienda su Marina e la faccenda:
http://www.inquisitr.com/975242/boss-responds-after-marina-shifrins-viral-quitting-video/

btw la fanciulla era stata intervistata da Gizmodo (che la presentava come "writer and comedian" prima del fattaccio:
http://gizmodo.com/5965495/whats-it-like-to-write-for-nma-tv-that-wacky-taiwanese-cgi-video-company

Ecco il sito di Marina: http://marinavshifrin.com

mercoledì, ottobre 02, 2013

Audiweb: netto calo degli utenti italiani ad Agosto

Eccoci ancora una volta a ragionare sui dati Audiweb con l'aggiornamento mensile sui dati dell’uso di Internet in Italia (che presentano la stima dell’utilizzo di internet da parte degli italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio e altri luoghi ) – visti con l’occhio del Digital Planner; includendo qualche commento e un po' di prospettiva storica - con una serie dei dati sull’anno che non trovate facilmente altrove ;-). 


Agosto: i numeri sono in calo: 26.7 e 11

Prosegue il calo evidenziato nel post del mese scorso.

Dai dati Audiweb sull’uso di internet da PC risultano 26.7 milioni gli italiani che si sono collegati a internet da un computer nel mese di Agosto; 300.000 in meno rispetto a Luglio (quindi il temuto tracollo agostano non c’è stato) con un calo del 3.1% anno su anno ovvero 800.000 persone sparite.

Infatti a Luglio gli utenti collegati a internet almeno una volta da PC erano 27 milioni, a giugno 27,4 milioni. A Maggio 2013 erano 28,5 milioni; ad aprile 2013 ne avevamo trovati 28,9 milioni. Il numero scende anche rispetto a Marzo: 29.3 milioni. A Febbraio erano 28,6 milioni ma a Gennaio eravamo 29.6 milioni. 

Andando più indietro: Dicembre 2012 - 28.9 milioni, Novembre 2012 - 28,8. 29 Milioni a Ottobre e 28.7 di Settembre 2012. Ad Agosto 2012 eravamo 27.5 milioni. Luglio 2012 28 milioni… (se poi volete farvi delle storiche più arretrate, fate un search su questo blog per “Audiweb” così recuperate i post precedenti e vi fate rapidamente una serie). 

Quanti italiani trovo online nel giorno medio? 1.8 milioni di meno in un mese (700.000 in meno sull’anno)
A me sembra più interessante, rispetto al sapere quanti italiani si sono collegati almeno una volta, sapere quanti italiani trovo effettivamente in Rete nel giorno medio

Anche qui cala il numero e il calo è secchissimo: 11 milioni ad Agosto, contro i 12.8 di Luglio. A Giugno ne abbiamo trovati 13,5 milioni, quindi sono spariti altri 700.000 utenti. A maggio la media è stata di 14.2 milioni. Ad Aprile 2013 l’audience era di 14,3 milioni di utenti. A Marzo 14,8 milioni. A Febbraio 2013 14,6, Gennaio 14.7 milioni dopo la notevole inchiodata a Dicembre (14.1 milioni). 

A Novembre 2012 14.7 milioni ma eravamo 14,8 milioni a Ottobre. Settembre 14.3 milioni e Agosto 11,7 milioni, a Luglio 13,3.

Quanto si sta online, ogni giorno? 
Resta stabile rispetto al mese precedente il tempo dedicato al mezzo, fermo a 1 ora e 17 minuti al giorno, contro i 1 ora e 20 minuti al giorno di Giugno; a Maggio hanno dedicato al mezzo in media 1 ora e 25 minuti; ad Aprile erano 1 ora e 28 minuti, a Marzo 1 ora e 29 e a Febbraio 1 ora e 27. 

1 Ora e 28 minuti a Gennaio, a Dicembre si è stati online in media per 1 ora e 25 minuti. A Novembre era 1 ora e 28 minuti al giorno, contro 1 Ora e 26' di Ottobre 2012. A Settembre la permanenza giornaliera in Rete era di 1 Ora e 23 minuti, rispetto a 1 ora e 21 minuti di Agosto, 1 ora e 19 minuti a Luglio, 1 ora e 20 minuti a Giugno (e qui i conti, se il calo fosse dovuto al periodo estivo, potrebbero tornare).

Inoltre:

Gli utenti che navigano da PC sono per il 56% uomini, 6 milioni, e per il 44% donne, 5 milioni, con dati in crescita per gli over 55. Aumenta, infatti, dell’11% in un anno la quota di over 55 online nel giorno medio (2 milioni, il 18% degli utenti), con valori significativi sia per gli uomini che per le donne, la cui presenza online nel giorno medio aumenta rispettivamente del 9% e del 15,5%.

Più in dettaglio, gli utenti tra i 55 e i 74 anni navigano da PC in media 1 ora e 6 minuti al giorno, un tempo non tanto inferiore rispetto a quello delle fasce d’età più rappresentative online, come, ad esempio, i 35-54enni (il 47% degli utenti online da PC) collegati per 1 ora e 18 minuti per persona e i 25-34enni (il 18,4% degli utenti) online in media per 1 ora e 25 minuti.

Dai dati sulla provenienza geografica emerge che il 32,3% degli utenti online nel giorno medio è dell’area Sud e Isole (3,6 milioni di utenti attivi), il 25,9% dall’area Nord Ovest (2,9 milioni), il 16,6% dal Centro (1,8 milioni) e il 14,1% dal Nord Est (1,6 milioni).



Le sintesi del report Audiweb Database e Audiweb Objects video (con i dati quotidiani di navigazione sui siti degli editori iscritti ad Audiweb) sono disponibili sul sito www.audiweb.it per gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.

Audiweb Database presenta la stima dell’utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su, che si sono collegati almeno una volta attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi. In particolare, Audiweb Database contiene i dati quotidiani di navigazione sui siti degli editori iscritti ad Audiweb.



LEGENDA



Utenti attivi nel giorno medio (Reach Daily) = fruitori per almeno un secondo del mezzo nel giorno medio del periodo selezionato.



Utenti attivi (Reach) = fruitori per almeno un secondo del mezzo nell’intero periodo di durata della rilevazione.



Stream Views = uno “stream” è un flusso audio-video erogato via internet, uno “Stream View” rappresenta l’avvio della riproduzione del contenuto audio-video in conseguenza di una richiesta di un utente.



Popolazione: individui + 2 anni (per quanto riguarda gli individui +74 anni, si fa riferimento esclusivamente agli individui che vivono in nuclei familiari dove c'è almeno un componente tra gli 11-74 anni).



Nella diffusione dei dati Audiweb si prega di citare la fonte, il nome del report, l’universo di riferimento e il periodo di rilevazione.

Audiweb



Audiweb è il soggetto realizzatore e distributore dei dati sulla audience online. Il suo obiettivo primario è fornire informazioni oggettive e imparziali al mercato, di carattere quantitativo e qualitativo, sulla fruizione del mezzo Internet e sui sistemi online utilizzando opportuni strumenti di rilevazione.



Audiweb è un Joint Industry Committee guidato dal Presidente Enrico Gasperini e composto da tutti gli operatori del mercato: Fedoweb, associazione degli editori online; UPA Utenti Pubblicità Associati, che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità; e Assap Servizi, l’azienda di servizi di AssoComunicazione, associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.



martedì, ottobre 01, 2013

Enel:Polemica-i "Guerrieri" sono mercenari? Chi ha mandato i tweet?


Altro caso di comunicazione degno di attenzione e che quindi segnalo.

Il tema è qui quello dei tweet spontanei verso i tweet "spintanei". Ci si riallaccia in qualche modo ai modelli del pay per post.

Il sasso nello stagno lo lancia Matteo Flora, dalla sua posizione di osservatore privilegiato che grazie alle tecnologie radiografa molto bene la Rete.

Egli ci fa notare che una percentuale molto elevata dei tweet generati sulla campagna Guerrieri non sarebbero in realtà, come dire, spontanei.

Copio un paio delle affermazioni più interessanti dal suo post intitolato  Quanto rumore per i #guerrieri di Enel, siano o no #mercenari":

[quote]
Un numero pari ad oltre il 70% di guerrieri totali (855 su 1174) [sono/sarebbero] membri di una communtiy nata per ‘sollecitare’ azioni social a fronte di premi, coupon e raccolte di punti [che] ha “aderito alla campagna” di creazione contenuti per #Guerrieri;

se è vero che il totale [è] di 1.174 guerrieri totali mostrati sul sito nel momento in cui scrivo questo post, pare che la bellezza di 855, oltre il 70%, di questa cifra di utenti Zzub, una communtiy online nata per “facilitare” il passaparola online offrendo incentivi non monetari a coloro che decidono spontaneamente di eseguire azioni a favore di un Brand, abbia aderito ad una campagna basata proprio sul creare contenuti su questo tema

Mettiamo le cose in chiaro, non si tratta minimamente di utenti “finti” o di “utenti pagati”, ma semplicemente di utenti che vengono incentivati a partecipare ad azioni Social. Parteciperebbero sicuramente anche senza incentivi, ne sono sicuro, e senza i premi e i punti, ne sono realmente convinto. [end quote]


Il resto del post è altrettanto interessante, ma per non farmi mazzolare da Matteo, arresto qui il copia/incolla e metto invece il link al post: http://mgpf.it/2013/09/30/quanto-rumore-per-i-guerrieri-di-enel.html


Prima di pronunciarmi attendo gli sviluppi della faccenda.

In linea generale, c'è da fare una riflessione sull'evoluzione dei mezzi. Il tweet sollecitato è un po' come il messaggio sparato in TV. Broadcast, emissivo. Non certo una manifestazione del consenso popolare, dell'adesione, dell'engagement (e come tale infatti non va conteggiato).

C'è anche da fare una riflessione sull'accettabilità: avendo fatto leva (se i numeri sono confermati) su una community di libero aderenti, non è un segreto per nessuno se viene fatta un'operazione di questo genere - che quindi può essere facilmente "scoperta" dal mercato. 

In un mondo dove siamo tutti col dito sul grilletto dell'epicfail, qual'è il margine di rischio di un eventuale backlash del pubblico? O nessuno si scandalizza più e lo accetta come parte del grande gioco della pubblicità?

Ah, btw, sul tema invece qualitativo della risposta al tema dei guerrieri, segnalo questo Storify interessante per chi vuole studiare il tema (non è l'unico, c'è abbondante materiale in rete): http://storify.com/Detta_Lalla/guerrieri-e-mercenari-l-ipocrisia-e-il-marketing

lunedì, settembre 30, 2013

Per trasparenza vi informo che...

Una cosetta, ma mi sembra giusto anticiparvela... Vodafone mi ha chiesto di partecipare al test della loro chiavetta 4G con Rete Sicura. 

Quindi in rete si parlerà / parlerò di questo test.
Adesso sapete perché. 

La cosa, detto fra noi mi interessa parecchio, avendo figli che si affacciano all'adolescenza. E so perfettamente quali casini potrebbero combinare... :-S Mi sa che se questa cosa funziona davvero bene, stacco l'accesso ADSL ai figli e li costringo a navigare attraverso questo approccio...  
Comunque poi vi racconto delle mie esperienze dirette sul servizio.

Nel frattempo potrebbero interessarvi un paio di link di approfondimento.


Rete Sicura anche per i più piccoli

http://storify.com/VodafoneIT/rete-sicura-di-vodafone

Furti d’identità: come difendersi


Il Video di Miley Cyrus è uno spottone della Nike?


Post leggerino del venerdì, che è stata una settimana pesante.

Se non avete lasciato il pianeta in questi ultimi mesi, avrete tutti ben presente Miley Cyrus, l'ex Hannah Montana - recentemente convertitasi al majala positioning; come ben espresso dal suo video agli MTV awards e al successivo videoclip in cui si esibisce completamente nuda su una palla da demolizione.

Il suo più recente video vuole essere un tributo all'indimenticabile Michael Jordan.


Se riuscite a staccare lo sguardo dai bellissimi occhi della nostra scandalosa (perchè fuma in TV) amica, noterete che nel video viene data grande prominenza alle scarpe indossate da Juicy J and Wiz Khalifa.

Dato che nulla è casuale, a me viene da pensare* ad una operazione di product placement all'interno del video.

Sull'operazione mi faccio due domande.
M.J. sarà stato avvisato? Ne avrà beneficiato? Dove sta il confine tra fare un tributo e usare a gratis la popolarità di qualcuno?

L'investimento in questo placement sarà efficace? E' ancora da considerarsi una forma unconventional o ormai passa senza nemmeno essere notata?

*(Aggiornamento: fonti autorevoli mi informano che non risulta sia un'iniziativa riconducibile a Nike... che comunque un impatto di qualche tipo ne avrà comunque... e resta valida la riflessione generale... ;-)

Sul video, ecco l'articolo di Mashable


sabato, settembre 28, 2013

Cosa vi siete persi questa settimana. Sul mio blog

Questa settimana ho fatto qualche post in più del solito. Ma c'era parecchio di cui parlare.
In effetti ho raccontato queste storie:

#epicfail gay Barilla: a chi giova?

Corso Formazione: Digital PR Academy (e insegno anch'io)


Pesantissimo:Fail Barilla, interviene Libero


Il #fail Barilla prende di colpo una nuova piega.

Libero, noto quotidiano di centro-destra (non particolarmente noto per la sua obiettività) Fa un titolone in prima pagina: "Barilla, la pasta della Libertà".

E spara bordate questa volta direttamente omofobe contro le corazzate omosex che bombardano la casta e pura Barilla.

(I maledetti frocioni che vogliono distruggere la famiglia e meno male che c'è Lui che la difende, insomma...*)

Questa è pesantissima. Nn invidio chi è adesso nel comitato di crisi dell'azienda.

Se passa l'associazione Barilla = destra, berlusconismo... le masse si mobilitano davvero (ahimè, molto di più che per altri temi, diciamo).

Possiamo dire che Libero ha regalato una bella mela avvelenata alla famiglia Barilla? Ripartiranno i nostalgici del "Boicotta il Biscione"?

Garofalo risponderà con uno spot pro Renzi?

Compreremo i cibi sulla base del loro orientamento politico?

* Il primo che si permette di citare questa frase fuori contesto gli faccio del male, intesi?

venerdì, settembre 27, 2013

#epicfail gay Barilla: a chi giova?



Dico la mia sul tema. Più che raccontarlo (immagino che lo conoscerete già tutti) cerco di trarne una lezione, riflessioni utili in generale a chi fa comunicazione.

Consentitemi di restare stretto sugli aspetti "tecnici", di comunicazione dell'evento. Sul fronte umano c'è già abbondantissimo materiale in rete.

E dico la mia a caldo, mentre gli avvenimenti sono ancora in corso. Quindi perdonatemi se mi sono perso dei pezzi.

I fatti. 
Scandalo: intervista di Guido Barilla alla Zanzara (il programma radio, btw, che più detesto). 

In cui ha parlato di gay (in Barilla non farebbero mai pubblicità con una famiglia gay, credono nella famiglia tradizionale, nella donna tradizionale... e i gay facciano quello che vogliono senza infastidire gli altri - senza disturbare gli altri; e se non vogliono mangiare la nostra pasta ne mangeranno un'altra).

E poi però si è schierato a favore del matrimonio omosessuale (ma contro le adozioni omosessuali)

Apriti cielo. 

Naturalmente, essendo il tema molto delicato, si scatena immediatamente la polemica e il #fail diventa sempre più #epic sui social - venendo ripreso ovviamente anche dai mass media (da cui era partito); ad esempio con questo articolo di Repubblica che chiaramente ridigerisce e riformula (o sintetizza?) le cose dette in stile più "giornalistico".

E si va rapidamente in testa nei Trending Topic di Twitter.

A questo punto si presta il fianco non solo a critiche ma anche a incursioni della concorrenza - che con grande stile, nella personificazione della pasta Garofalo, affonda il suo colpo su Facebook:

e chi, come Altea, che lo fa in modo mooolto diretto - andando in collisione frontale con il "Dove c'è Barilla, c'è casa". 

Da capire poi se qualcuno non si arrabbierà anche per questa pubblicità, che potrebbe essere vista come un bieco sfruttamento dei gay e del pasticciaccio Barilla... (vedi alla voce "paraculaggine" - anche se mi dicono che forse è una pubblicità fatta già qualche tempo fa...)

E qui, se permettete, finisco la cronaca, tanto la trovate ovunque. E nel mentre che scrivo chissà quante altre belle cose stanno succedendo.


Questo epicfail, è lecito domandarsi, farà realmente dei danni all'azienda? Beh, difficile dirlo. Occorrerà vedere l'andamento delle quote - e quelle non le vedremo mai, noi del pubblico.

Quelli che si scagliano tanto furiosamente contro Barilla… sono davvero consumatori del prodotto? 

Ho dei sospetti che un attivismo in rete sia in qualche modo legato a dimensioni culturali che si riflettono anche sui consumi - non so, sbaglierò ma vedo la pasta Barilla come un prodotto di fascia più bassa… quindi di lì non si perde quota, perché già non c'è.

La famiglia italiana, a fronte di queste dichiarazioni, boicotterà Barilla? Mah. In genere la gente ragiona con il portafoglio. Tanti sono già passati alle marche del supermercato, che costano meno. 

Altri, come me, comprano un paio di marche premium (tipo Garofalo) quando sono in promozione al supermercato - mi stocco per qualche mese e il divario di prezzo con Barilla si riduce molto sensibilmente, per un prodotto ovviamente organoletticamente superiore.

I gay boicotteranno Barilla? beh, questo è più probabile.

Certo è che, in un momento di mercato difficile, invitare i consumatori ad andarsene, se vogliono, rischia sempre di far scattare ragionamenti che sarebbe meglio non insinuare nella testa della gente. 

Fa brutto dire una cosa che suona come un "per quello che ce ne frega, potete anche andarvene da un altro". Indipendentemente che si parli a omo, eteri o bisessuali. Con la fatica che fanno le marche mass market ad essere inclusive…

Tra l'altro in un momento in cui Barilla deve anche confrontarsi con una insidiosa bufala che sostanzialmente dice che i loro prodotti sono cancerogeni.

In realtà potrebbero anche guadagnarci, dall'operazione. Se infatti qualcuno abbandona Barilla e va verso l'alto, cambiando marca, rischia di comprare comunque un prodotto di proprietà della Barilla… venduto con margini più elevati. Dato che Voiello è proprietà di Barilla. 

Quali lezioni trarre? Quali domandi porsi?

beh, secondo me:

1. Tutto comunica. Specialmente una persona che fa parte della famiglia proprietaria di un'azienda. E' ovvio che occorre essere consapevoli che ciò che si dice sarà diffuso alla popolazione rapidamente.

2. Se si va in una trasmissione in cui fanno di tutto per estrarre commenti, dichiarazioni controversial, in cui vivono su scandali che generano un audience morbosamente affezionata - occorre essere triplamente cauti. Sapendo che là fuori ci sono testate che non vedono l'ora di soffiare sul fuoco, anche reinterpretando cose dette per dare un tono un po' più piccante.

3. Quando si comunica è saggio darsi l'obiettivo di fare del bene alla propria marca. Portare business. Se necessario e opportuno prendendo posizioni, certo. Essendo controversial se è il caso. Ma se controversia deve essere, che sia pianificata e gestita.

4. In realtà, escludendo i gay era ovvio che si sarebbero scatenate polemiche, danno d'immagine, insulti e boicottaggi. Magari, l'abbiamo detto, che coinvolgono gente che già non consuma Barilla. Magari che non portano poi danni economici all'azienda.

5. Un conto possono essere le opinioni personali (e si dice "io"); un conto quelle aziendali (in cui si usa il "noi"). Se si usa il noi si parla a nome del management, dei quadri, dei dipendenti. E' l'azienda che prende posizione. E non sempre è saggio (o sensato, o giusto) che un azienda - che vive per fare profitto - prenda posizione su dinamiche umane e sociali.

E in questo momento è stata messa in difficoltà tutta l'azienda, con un affannoso mobilitarsi per cercare di affrontare quella che si è trasformata in una crisi di immagine su scala planetaria (ad es. : https://www.facebook.com/BarillaUS/posts/592044824175763)

Ma la vera domanda è: con un'iniziativa di questo genere  - e dico iniziativa perché penso che una persona di quel calibro pensi bene a quello che dice, rifiuto di immaginare che parli senza pensare alle conseguenze - ecco, con un 'iniziativa così, quale beneficio ci si poteva attendere per il business aziendale?

E quindi la vera considerazione è: Se vuoi fare una cosa che non vedi come possa avvantaggiarti ma che potrebbe in qualche maniera penalizzarti… ma chi te lo fa fare di prenderti questa gatta da pelare?



Approfondimento: qui uno storify sul caso, può essere interessante. Qui un altro storify.

giovedì, settembre 26, 2013

Corso Formazione: Digital PR Academy (e insegno anch'io)

Digital PR Academy 2013Segnalo il percorso di formazione che abbiamo organizzato in Digital PR - una serie di appuntamenti destinati a persone con livelli diversi di competenza, divisi in due filoni: Social Media e PR Internet.


I corsi sono tenuti da gente che fa questo lavoro... di mestiere. Sarò anch'io molto presente come docente :-)

Quindi la teoria è supplementata dal racconto della pratica quotidiana, di come si fanno davvero le cose, di come sono i progetti nella realtà della vita quotidiana. Parlando di cosa funziona davvero e cosa no, in barba a certe teorie che poi in pratica fanno fatica a scaricare i cavalli a terra :-)

Parlando di cosa sta arrivando e di come dobbiamo approcciare questo mondo, questo mercato. Quindi non solo le technicalities ma tutta la parte di pensiero strategico, di creatività.

I corsi (ve lo dico subito) sono a pagamento - dato che intendiamo fare una cosa seria e professionale, che quindi merita di essere remunerata; e che i corsi hanno un numero di posti limitati e sono riservati a persone che lavorano in aziende o organizzazioni.

Di seguito la comunicazione ufficiale, con i link per approfondimenti e informazioni (e vi potete anche scaricare la brochure):

Digital PR Academy propone una serie di corsi specializzati dedicati alle aziende per offrire approcci, strategie e strumenti per affrontare con efficacia e successo la comunicazione e il marketing online.

I corsi 2013 della Digital PR Academy sono rivolti ai professionisti della comunicazione e del marketing e sono organizzati su due aree: Internet PR e Social Media. 

Per ognuna delle due aree sono disponibili tre livelli: base, intermedio e avanzato. 

Calendario ottobre 2013

Internet PR:

Livello base – mezza giornata – 8 ottobre 
Livello intermedio – una giornata – 15 ottobre 
Livello avanzato – una giornata – 22 ottobre 


Social Media:

Livello base – mezza giornata – 8 ottobre 
Livello intermedio – una giornata – 17 ottobre 
Livello avanzato – una giornata – 24 ottobre 


Per approfondire: 

CORSI AD HOC...
Btw: Digital PR Academy offre anche corsi ad hoc su specifici settori o aree di comunicazione, secondo le specifiche esigenze del cliente. Se volete parlare di training ah hoc per voi, potete scrivere a info@digital-pr.it







Bravi. Pinterest comunica bene :-)

Mail arrivata venerdì per raccontarmi delle evoluzioni di Pinterest.
Bello.


mercoledì, settembre 25, 2013

Milka: il distributore con la catena (umana)


Le Vending Machine (o distributori automatici) sono di gran moda nella comunicazione unconventional, con Coca-cola certamente al primo posto.

Anche Milka si è buttata nella mischia, con un'idea innovativa. In Argentina. 

Con un pensiero basato sui rapporti umani, sull'aiuto fra sconosciuti etc etc.


E l'idea è quella dalla catena umana. Niente collaborazione, niente socializzazione, niente catena umana... niente prodotto.

Ecco il video:


Finalmente! I Social Media Spiegati al pubblico in modo efficace

:-)
Enjoy...


Grazie a Davide Alemani per la segnalazione :-)

Ne trovate una versione più grande ad esempio qui:
 http://www.mediabistro.com/alltwitter/files/2013/06/Social_Media_Explained4-800x457.png

martedì, settembre 24, 2013

ROFL, Star Trek: il teletrasporto al centro commerciale

Alla faccia della comunicazione non convenzionale.

Avete presente il teletrasporto di Star Trek? 
Quello che è forse uno dei simboli più iconici e pregnanti della saga interstellare?

Beh, se doveste promuovere il nuovo episodio, Star Trek Into Darkness, non sarebbe bello poterlo usare, magari offrendo teletrasporti gratuiti a un po' di gente come azione promozionale....?

Detto fatto.
Teletrasporto installato in un shopping mall inglese.
persone teletrasportate.
Wow effect garantito.

Con la collaborazione ovviamente di un illusionista e di un po' di magia.

Guardate il video, che merita (e poi spiega il trucco, alla fine; semplicissimo- fa se uno fa un po' di casino e non permette alla gente di pensare troppo, efficace :-) ).

Unico commento negativo: si è pensato in piccolo, è venuta fuori una cosa alla fine un po' cheap, mentre poteva essere molto più "wow". E l'effetto virale è tutto sommato limitato, con 1.8 milioni di views - si poteva fare di più...

Come nel caso di un altro teletrasporto, questa volta molto più funzionante... ricordate?


lunedì, settembre 23, 2013

Venite anche voi al Walk of Life, Milano, Domenica.


Do' il mio appoggio e parteciperò. Ci vediamo lì?
http://www.walkoflife.it


Walk of life è una manifestazione organizzata da Telethon in tutta Italia per portare sul territorio un forte messaggio di solidarietà, raccogliere sempre più fondi da destinare alla ricerca scientifica sulle malattie genetiche e dare una risposta concreta di cura a ogni persona che ne è affetta.

Puoi partecipare a Walk of Life iscrivendoti alla gara podistica competitiva di 10 km oppure alla corsa e alla passeggiata non competitiva di 5 o 3 km. Sei tappe, in programma dal 21 aprile al 29 settembre, a cui si aggiungono tante altre manifestazioni podistiche in tutta Italia che hanno scelto di gemellarsi con Telethon e le corse di chi, grazie al web e ai social media, potrà partecipare singolarmente a questa gara di solidarietà con un unico grande traguardo: la cura delle malattie genetiche.


http://www.socialmedianews.it/5-milano-il-capoluogo-lombardo-si-prepara-per-lultima-tappa-di-walk-of-life


Brillante uso di Foursquare. Vélib, Parigi, premia i suoi sindaci.


Foursquare resta, per certi versi, uno dei grandi misteri del digitale.

Io, per primo, sono sempre un po' perplesso sul come usarlo - visto che il tema dei rewards in cambio delle majorship sembra aver perso parecchia trazione (qualcuno lo usa ancora?)

Ogni tanto però qualcuno si inventa un modo intelligente di usare anche Foursquare - come in Francia, dove si è sfruttato il potenziale di gratificazione dello strumento, dove si è ringraziato il proprio pubblico, dove si è dato un tributo ai ciclisti.

In breve: a Parigi le biciclette pubbliche si chiamano Vélib.

E Vélib per festeggiare i propri migliori utenti (o fan) ha semplicemente deciso di dedicare, intitolare 15 delle sue stazioni di noleggio ai 15 major.

Se volete essere riduttivi, ci ha appiccicato sopra un accrocco con una coroncina con  il nome dell'utente più intenso, del major della stazione. 

Però qui è molto di più. A condizione che poi non rimanga una cosetta piccola piccola che nessuno sa e capisce.

Per questo fondamentale amplificarla, ad esempio usando Twitter. Il blog. Eccetera.






venerdì, settembre 20, 2013

5 consigli per usare bene Vine: Infografica

Vine sta diventando qualcosa in più di un giochino, riuscendo -se usato bene - ad aggiungere valore alle conversazioni, anche per le marche.

Anche se al momento ne prevale un uso divertente, giocoso, ironico, ci sono possibilità abbastanza ampie di uso - nonostante la brevità (ma non si sono forse scritti libri, a colpi di tweet?)

Ecco un'infografica carina che da' alcuni spunti di riflessione per un uso intelligente dello strumento :-)

La sintesi è:
1. Usare gli #hashtag
2. Creare video informativi
3. Occhio alla distribution strategy
4. Partire dalla Call to Action per creare contenuti
5. Siate creativi...