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lunedì, settembre 23, 2013

Brillante uso di Foursquare. Vélib, Parigi, premia i suoi sindaci.


Foursquare resta, per certi versi, uno dei grandi misteri del digitale.

Io, per primo, sono sempre un po' perplesso sul come usarlo - visto che il tema dei rewards in cambio delle majorship sembra aver perso parecchia trazione (qualcuno lo usa ancora?)

Ogni tanto però qualcuno si inventa un modo intelligente di usare anche Foursquare - come in Francia, dove si è sfruttato il potenziale di gratificazione dello strumento, dove si è ringraziato il proprio pubblico, dove si è dato un tributo ai ciclisti.

In breve: a Parigi le biciclette pubbliche si chiamano Vélib.

E Vélib per festeggiare i propri migliori utenti (o fan) ha semplicemente deciso di dedicare, intitolare 15 delle sue stazioni di noleggio ai 15 major.

Se volete essere riduttivi, ci ha appiccicato sopra un accrocco con una coroncina con  il nome dell'utente più intenso, del major della stazione. 

Però qui è molto di più. A condizione che poi non rimanga una cosetta piccola piccola che nessuno sa e capisce.

Per questo fondamentale amplificarla, ad esempio usando Twitter. Il blog. Eccetera.






mercoledì, luglio 24, 2013

Pubblicità su Foursquare - arriva a posteriori?

La domanda è sempre quella. Qual'è il modello di business? Da dove fai i soldi? E se vendi pubblicità (come tutti) dove e come la piazzi?

Domanda specificamente di particolare rilievo per player come Foursquare - che si devono ovviamente inventare formati che non siano il solito bannerino sul mobile.

Foursquare si è sviluppato un formato correlato alla location (e ci mancherebbe altro) - annunci che compaiono non appena si fa check-in (rassicuratevi, per ora in Italia non se ne sono visti, che io sappia).

Il caso che stanno cavalcando (anche come loro operazione di PR verso potenziali investitori, mi sa) è quello del Rum Captain Morgan.
Il meccanismo è quasi banale.

Fai check-in in un locale (selezionato) e *pop* ti appare la pubblicità del Rum. Che, essendo in un momento contestualmente favorevole e addirittura vitale per il consumo del prodotto, porta la comunicazione più vicina possibile all'atto d'acquisto, quasi fosse un materiale punto vendita :-)

Il pricing dello spazio pubblicitario è basato su una specie di clickthrough - ovvero un modello "per action"; se cliccano sull'annuncio, paghi - se non lo fanno, offre la premiata ditta Foursquare.

Sulla base di questo modello di comunicazione si possono immaginare infiniti progetti.
La domanda è sempre quella: funzionerà?

La risposta sbagliata è quella di tipo ideologico (gli utenti non fanno, gli utenti non amano, non è la maniera giusta...).

La risposta giusta è misurare - e vedere come cambiano i consumi nel locale. In fondo non è un task così complicato e da scienziati nucleari. E i numeri, i fatturati, tendono a raccontare storie interessanti e rivelatrici.

venerdì, febbraio 22, 2013

KLM colpisce ancora - con la social "Must See Map"

Ed ecco a voi la mappa social, crowdsourced e stampata su carta di KLM.

A occhio, direi che KLM è una delle aziende europee che credono maggiormente nei social, che ci tengono a fare delle cose ben fatte - o almeno delle cose che facciano rumore positivo, generino ammirazione, rispetto e il senso di una marca smart.

Molto personalmente, la mia percezione di KLM negli ultimi anni è parecchio cambiata - anche se non ho avuto molte occasioni di volare con loro (o senza). Ma una certa preference sono riusciti a innescarmela.

L'operazione è: se devi andare in una città, crea una mappa di carta (che ha sempre il suo bel perché) con le cose da fare, i migliori "tips" posizionati sulla mappa. E chiedi ai tuoi amici di collaborare, inserendo sulla carta le loro raccomandazioni. Dato che i migliori "tips" sono quelli degli amici. Speriamo.

Nulla che non si possa fare con Tripadvisor e Foursquare - salvo la migliore ergonomia della carta che pieghi, ficchi in tasca e non ha bisogno di pile ne' di Wi-Fi. Ovviamente, per non fare una cosa sfigata e darti un triste pdf, KLM si preoccupa di stampare in bella la mappa e di recapitarla a casa :-)

Operazione attiva in 24 nazioni e per le prime 20.000 mappe.

Così nel frattempo, avete coinvolto tutti i vostri amici con un'azione di "engagement", e magari ci sono pure stati,al gioco...   

Sotto, il video di spiega :-)

http://mustseemap.klm.com/

venerdì, settembre 23, 2011

Che faccia hanno 1 miliardo di check-in Foursquare?

Affascinante videografica che documenta l'andamento dei check-in su Foursquare... mettetelo HD, Fullscreen e abbassate le luci. E immaginate un miliardo di checkin che illuminano il mondo...;-)
Scherzi a parte, bello.

fonte: http://blog.foursquare.com/2011/09/20/billion/
A Week of Check-ins on the Path to One Billion from foursquare on Vimeo.

lunedì, luglio 18, 2011

Pringles prova Foursquare in Italia

Attività di comunicazione prettamente "made in Italy" (nel senso che Pringles, parte di una grande multinazionale, questa cosa non l'ha importata/adattata ma è stata inventata qui).

E si inizia a vedere qualche azienda, di quelle serie e poco "geek", che sperimenta seriamente con quelle robe strane come Foursquare.

Nello specifico di Pringles, si tratta di un'attività a supporto di un'azione sul territorio, di "engagement"; un tour che vede lo snack sponsorizzare una serie di aperitivi in una serie di locali in varie città italiane (ed europee, btw).

Su Foursquare, al di là di seguire questo tour, l'operazione è improntata a presentare quelli che sono alcuni tra i posti più alla moda per prendere l'aperitivo in una serie di città. Così, anche se si è foresti si sa dove bere bene e con la gente giusta ;-).


Per completezza, vi passo anche la versione ufficiale: L’idea è quella di rendere questa pagina un oggetto vivo e aperto, seguendola e suggerendo un posto da non perdere (una piazza, un locale, un evento) usando su Twitter l’hashtag #pringles4sq e @pringles_ita con l’intento di raccogliere e mettere a disposizione degli utenti i luoghi del divertimento delle principali città italiane. 

Un po' di link per esplorare l'operazione:



martedì, giugno 28, 2011

Foursquare: 10 milioni di utenti e 1 Infografica


Foursquare ha annunciato l'ambito traguardo.

In mezzo ad una serie di discussioni, leaks e mormorii di prossimi accordi del servizio di Geolocalizzazione con partner commerciali potenti... ad esempio Groupon.

Nel frattempo, Foursquare ha pubblicato una bella infografica, che allego per gli amanti del genere.
Potete scaricarla in tutto il suo splendore su Flickr.

Per indicazione, gli utenti italiani di Foursquare dovrebbero essere, ad occhio, un po' meno di 200.000...

giovedì, marzo 31, 2011

Il poster canino-interattivo con Foursquare dentro

L'interattività si può fare anche con un cellulare e Foursquare che si relazionano telematicamente con un poster.

L'emozionalità e l'affettività si possono fare anche attraverso il cagnetto di famiglia.

Sommate i due fattori e ottenete un poster che, se fate check-in da lui, rilascia cibo canino.

Non semplice, molto geek, interessante uso di questa geolocalizzazione di cui troppo spesso non sappiamo bene che farci.
(il video è tremendo, ma almeno fa vedere il progetto...)

lunedì, marzo 07, 2011

L'Inghilterra si promuove con Facebook Places


Operazione promossa da VisitBritain, l'agenzia del turismo per  il Regno Unito.

Si basa su Facebook Places, permettendo di fare check-in in migliaia di punti chiave (dal punto di vista turistico) della nazione e socializzare / condividere la propria esperienza.

Vengono messi in rilievo i  posti "top 50" UK… con una classifica costantemente modificata dai check-in delle persone, e un po' di altre cosette interessanti.

Evito le battute troppo facili sullo stato della nostra, di promozione turistica. Non so, vogliamo parlare di come sono messi gli UK con la promozione turistica via Twitter e come siamo messi noi?


lunedì, dicembre 20, 2010

McDonald's: il calendario dell'avvento geolocalizzato

In Germania, avvicinandosi ad un McDonald's Café con il proprio geo-cellulare si avrà accesso ad una forma digitale di calendario dell'avvento (sapete l'alberello cartonato che ogni giorno cela un piccolissimo dono...)

Sul proprio iPhone verranno così ogni giorno sbloccati, se siete nelle vicinanze, contenuti digitali, regalini elettronici, filmatini, musica... che cambiano ogni giorno (finalmente qualcosa di diverso dal "diventa mayor che ti pago un caffè").

Basta fare il solito check-in con Foursquare o Facebook Places ma poi sotto c'è una tecnologia proprietaria di content management ed erogazione sviluppata da TBWA.

Se sapete il tedesco c'è anche una pagina FB

giovedì, dicembre 16, 2010

Endemol e Foursquare fanno un format (!)

Il consenso di un gran numero di guru residenti ed esperti più o meno consolidati è che Foursquare sia potenzialmente una figata pazzesca per il business.

Potenzialmente.
Ma che finora non si sia ancora riusciti a capire come accidenti usarlo bene e sviluppare robe che vadano al di là del "diventa mayor e ti pago il caffé".

Qualche segnale inevitabilmente sta però uscendo dalle migliaia di menti che in agenzie, aziende, possibili partner e... Foursquare stanno alacremente lavorando al problema.

Il limite però sta anche nel fatto che Foursquare è ancora un prodotto di nicchia, con solo circa 5 milioni di user nel mondo (che fanno però 1,5 milioni di check-in al giorno...)

Da segnalare dunque l'operazione fatta da Endemol (azienda nota per la creazione di format televisivi come il Grande Fratello, Affari tuoi etc) con Foursquare negli USA.

Si sta infatti sviluppando un format televisivo, un gioco, nel quale i concorrenti e il pubblico possano interagire con il programma attraverso i checkin e la geolocalizzazione. Chiamatela, se volete, convergenza ;-)

Da un lato un elemento di novità nel panorama televisivo, dall'altro un potenziale boost di grandissime dimensioni dell'utenza di Foursquare, che si vede così iperpromozionato il proprio servizio in TV. Un'operazione del genere potrebbe, paese per paese, incrementare sensibilmente il numero di user - se il meccanismo di gioco è intrigante e funzionale. Magari, chissà, innescando un processo simile a quello della democratizzazione in corso di Facebook? ;-)

A questo punto, il gioco è fatto e Foursquare decolla e fattura pacchi di soldi - perché ancora adesso nel mondo del digitale molte aziende quando gli proponi un'operazione la prima cosa che ti chiedono è "quanta gente c'è", come se si trattasse di fare uno spot TV (io gli rispondo "molte volte di più di quella che riesce a raggiungere mettendo una triste animatrice in un punto vendita...").

Considerando che Endemol è in parte controllata da Mediaset, possiamo sperare di vedere una declinazione di questo format anche in Italia? (debiti di Endemol permettendo....)

Qualche dettaglio in più (pochi) su Variety. Stay Tuned :-)


mercoledì, novembre 03, 2010

Finto check-in? Ti destituisco da Mayor (su Foursquare)

Dato che il GPS ha la sensibilità e la precisione che ha, specialmente in ambito urbano, è molto diffuso il fenomeno dei check-in farlocchi, quelli fatto fuori o nelle vicinanze del posto che vuole organizzare attività promozionali su Foursquare.

Di fronte alle proteste degli esercenti, Foursquare darà loro la possibilità di destituire d'ufficio i mayor che sanno che stanno barando (tipicamente perché non li hanno mai visti in negozio?). Leggete qui: http://mashable.com/2010/11/02/foursquare-lets-businesses-out-mayors/

Ora, ci sta che molte promozioni funzionino sulla base di una effettiva visita in un punto vendita.. ma non è da sottovalutare che fare check-in, anche se sei a qualche decina di metri, significa interagire con la marca: e combattere per diventarne il sindaco significa averla top of mind, pensarci, farsi coinvolgere in un'azione di engagement. Stabilire una relazione. E scusate se è poco.

btw: sono diventato anch'io sindaco di Coin e ho la card :-) Soddisfazione a parte, è inevitabile che, attraverso questo giochino, mi sia venuto naturale andare a vedere il negozio, dato che ho bisogno di rinnovare un po' il guardaroba visto l'arrivo dei freddi...

giovedì, ottobre 28, 2010

Il Poster con Facebook (places)


Facebook, in pubblicità, diventerà quello che oggi è diventato l'URL del sito dell'inserzionista?


Ci dovremo abituare a vedere l'invito a diventare amici posto in grande prominenza?

Da notare che qui si tratta però di un'operazione geolocalizzata, basata su Facebook Places, che accompagna il lancio del nuovo disco di Cheryl Cole.

E c'è un concorso. Loggandosi con Places si può vincere un viaggio a vedere la cantante a X Factor.

Pensiero aggiuntivo: con Places (ma anche con Foursquare o con i QR Code) si possono ottenere delle indicazioni di audience del poster... rendendo più misurabile un media che notoriamente non lo è poi molto...

Approfondimento su TechCrunch

lunedì, ottobre 25, 2010

Barilla e Foursquare

In un ritardo bestiale (l'ho scoperto solo oggi) parlo dell'iniziativa Barilla a Milano.
Il Tour di Casa Barilla ha portato la cucina a Milano, in Piazza Castello (purtroppo ieri, domenica), ma siete ancora in tempo per Palermo, Napoli, Bari e Roma.

Come ormai sta diventando consuetudine ( ma solo per noi geek addetti ai lavori, mi sa), è stata attaccata all'operazione sul campo anche l'operazione su Foursquare. Data la scarsità del tempo a disposizione non era sensato scatenare una lotta alla Mayorship, ragion per cui bastava fare check-in per ricevere un omaggio (ma non ho scoperto cosa).

Piccoli, piccolissimi numeri, ma proprio attraverso iniziative pioniere si fa scoprire lo strumento (Foursquare in questo caso) e lo si fa adottare, costruendosi nel tempo una base utenti che poi permette di usare lo strumento sul serio... per maggiori info, l'account Foursquare Barilla è qui
Già che ci siamo, per chi fosse interessato, Barilla ha anche un account Twitter e pure la sua presenza su Facebook... 

mercoledì, ottobre 20, 2010

CNN ruba a Foursquare (i badge) (+ Super Swarm )

La Rete è piena di soprese, di serendipità. Di cose che uno le prende per un verso e invece si rivelano essere tutt’altro. 

Un esempio, almeno potenziale? I badge di Foursquare (e di Gowalla etc).

Breve background per chi non fosse “dentro” la cosa.

Foursquare si è proposto al pubblico come un simpatico giochetto. Attraverso la geolocalizzazione, a “fare checkin” in appositi luoghi non solo si diventa sindaco ma si ottengono dei simpatici “badge” delle medaglie ai valore, dei brevetti. E il gioco è proprio (anche) quello di collezionare queste medagliette. 

Personalmente pensavo che l'attenzione ai badge esistesse (solo?) negli USA, ritenendo che da noi questo tipo di collezionamento virtuale di meriti e distintivi fosse poco appealing. Così mi sono sempre e solo concentrato sui valori di condivisione, di invio di messaggi laterali attraverso il proprio posizionamento geografico, del senso di territorialità - marcare il territorio, come un cane o un gatto, attraverso il GPS e lo smartphone. Questa stazione della Metro è mia (lo ammetto, sto combattendo eroicamente da mesi per il controllo della MM Turro a Milano). E i badge me li sono sempre filati poco.

Salvo poi ricredermi, anche perche' ho scoperto che c’è chi ci tiene, anche da noi. Ad esempio c’è chi ci tiene molto al badge “Super Swarm”, che sarebbe quello che per ottenerlo devi convincere 250 (!) maledette persone a fare checkin tutte insieme nello stesso posto nello stesso momento. Praticamente un flashmob geolocalizzato... con la differenza che poi dopo che hai fatto “ckeck” non sai più cosa fare. 

Tanto vale andare tutti a prendersi un numero “n” di birre in compagnia. Può essere. Da vedere. Ad esempio sta per arrivare (il 12 Novembre) un evento Super Swarm a Milano.

Però, fin tanto che resta all’interno di un giochino, è un giochino. Niente di che. Poi invece scopri che qualcuno prende il package concettuale, butta via quella che ritenevi essere la parte pregiata (la geolocalizzazione, la Mayorship, la condivisione) e la butta. E tiene solo la parte che ritenevi marginale.
Eggià, perché è notizia di questi gioni che CNN ha istituito i badge per iReport.

In breve, anche qui: iReport è quella sezione di CNN dedicata al citizen journalism. Adesso, i contributori (contribuenti?), quelli che sviluppano contenuto, avranno diritto alla loro medaglietta.

We've got badges! »
We've been talking for months and months about our plans for a badge system to recognize iReporters' contributions to the community. Our developers and designers worked really hard on the project, so we are thrilled to introduce this little guy:

You can get the "On the campaign trail" badge by downloading the free CNN Election APP for Blackberry, Android or iPhone) and participating in the iReport Election Challenge.

We'll be rolling out more badges in the next few weeks, so you will be able to earn them by posting iReports, jumping into the comments and getting involved in the community (we've also got a few surprise badges up our sleeves). This will be a big improvement over the current "Superstar" system, because it will acknowledge everyone's participation and give a clearer picture of iReporters' activity.

If you've got a badge idea let us know in the comments below or, better yet, draw a picture of it and post it as an iReport.


PS: ci vediamo il 12/11 all’arco della pace per il Super Swarm?. Io penso di esserci..;-)

lunedì, ottobre 18, 2010

Evoluzioni della geolocalizzazione: combattere i finti checkin, Shopkick


Non c'è dubbio che (almeno fra gli addetti ai lavori) le applicazioni di Geolocalizzazione - prima fra tutte Foursquare, siano l'argomento caldo del periodo.


Tra i vari problemi di questo settore - specificamente in relazione con l'uso di queste app per fare retail marketing - c'è il problemino dei checkin farlocchi.

In sintesi: fa abbastanza differenza, per una marca e per un punto vendita se il checkin avviene fuori dal negozio (o addirittura a qualche centinaio di metri di distanza) o se il checkin avviene *dentro* il negozio. Ovvio, no?

Al momento Foursquare & Co non risolvono il problema; c'è però in arrivo (a quanto pare) un nuovo sistema, basato su tecnologie proprietarie e segnali che, non passando oltre i muri dei negozi rendono necessario essere proprio dentro il punto vendita per loggarsi.

Interessante seguire cosa sta combinando  shopkick.com/ - che ha inoltre messo a punto un meccanismo promozionale, con punti e quant'altro, che premia chi entra in negozio senza che si debba fare un checkin, dato che questo avviene in modo automatico...

Da seguire.

Per approfondimenti: 

venerdì, ottobre 15, 2010

In Rete, non conta cosa fai, conta chi sei?

L’esperienza quotidiana del mio lavoro di planner si scontra spesso con delle richieste apparentemente sensate da parte delle aziende. 

In questo periodo, in cui va di moda il socialmedia-coso, sono tipicamente richieste del tipo “mi studia un’operazione su... (Facebook, Foursquare, Twitter, quel che volete)?”. Ci sarebbe a questo punto da discutere che cosa succede quando chiedo “perché?”, ma lasciamo perdere. 
Ora, la richiesta è solo apparentemente ragionevole - o meglio, lo è se si sa cosa si chiede e quali sono le conseguenze.

Già mi immagino che qualche lettore sarà partito lancia in resta a scrivere un acidissimo commento che spiega all’imbecille (io) che i social non sono una moda, ma un fenomeno che cambia la nostra società eccetera eccetera.Vero. 

D’altra parte sono anche una moda, cioè uno di quei fenomeni cui si aderisce acriticamente, magari senza comprenderli appieno. Ed ecco allora che escono queste richieste.Il modello sottostante è sempre lo stesso: l’azienda resta quello che è, non cambia filosofia, prodotti, modus operandi, non cambia il proprio modo di essere sul mercato e sopratutto non cambia il proprio modo di percepire e considerare i propri clienti/prospect. E non cambia la relazione con loro. Ma dato che va di moda e forse è un’opportunità per vendere di più, si tenta la carta del social-coso invece che di un’altra operazione più classica (che generalmente è molto più costosa).


Fare il social diventa quindi fare “una cosa social”. Che ci permetta di essere percepiti come social-contemporanei. Di spingere una promozione. Di dopare un programma di marketing. Il tutto, rigorosamente senza cambiare essenza. Un po’ come andare a baciare i bambini di fronte alle chiese e stringere la mano al parroco, senza far troppo mistero del proprio sostanziale ateismo di fronte agli elettori. Qualcuno o tanti ci possono anche cascare o stare consapevolmente a questo gioco. Che, essendo sostanzialmente una promozione, funziona generalmente nel breve periodo: i risultati sulla distanza si riassorbono senza aver lasciato risultati permanenti, con un impatto neutro o poco positivo sulla percezione della marca.

Non voglio dire che occorra essere integralisti, le aziende molte cose non le possono fare. Non possono, nel giro di periodi brevi, cambiare radicalmente la propria essenza, almeno non senza cacciare un sacco di gente e prendersi dei rischi notevoli, buttando nella spazzatura esperienze consolidate negli anni. Anche se magari funziona sempre meno, è rischioso buttare tutto quello che funziona per gettarsi in esperimenti in aree in cui la propria esperienza è zero. Specialmente ricordando che l’esperienza si fa solo commettendo errori. Errori che possono costare cari.

D’altra parte restare quel che si è non porta lontano, molte volte. Qualsiasi strada inizia con il primo passo. A volte con un balzo, ma c’è chi a saltare da fermo può anche rompersi una gamba. E tuttavia fare dei passi senza convinzione non porta lontano sulla strada. Di conseguenza, abbandonando la metafora un po’ tolkeniana, porta a dare ritorni insoddisfacenti per la propria operazione “Social” (del tipo apri, chiudi, e poi ce ne inventeremo un altra.. e tra una e l’altra ovviamente mettiamo in animazione sospesa il nostro rapporto sociale con il pubblico).

C’è da ragionare sul fatto che spesso le operazioni di Social che si fanno più sentire sono quelle in cui c’è un’azienda che ha un’immagine, una percezione particolare. Lo vedo su Twitter: quali sono le persone o meglio i personaggi che seguo più volentieri? Quelli che danno spunti utili, concreti (e quindi hanno il mio rispetto) o quelli che si sanno rivolgere al pubblico in una certa maniera (lo sapete già , i miei preferiti sono, tra gli altri, la Regina Rania, Dita VonTeese e da un po’ anche Jorge Lorenzo). La questione, in fondo non è essere social o non esserlo, ma è che tipo di azienda si è. Date un’occhiata a che razza di linea aerea è Air New Zealand. Poi confrontatela con qualunque altro vettore aereo a vostra scelta. Oppure Cointreau, che ha scelto come testimonial proprio Dita VonTeese (così come ha fato l’acqua Perrier in Francia) e che apre anche un club privato per i suoi consumatori proprio da lei decorato.

Sono tutti esempi di aziende che sanno dare una percezione diversa, che in qualche modo vivono il proprio business e operano in modo diverso. Di conseguenza, quando fanno qualcosa, anche sui social media, godono facilmente di più attenzione - perché sono aziende interessanti, per cui vi sono pregiudizi positivi - si ritiene (ci si conta, si spera) facciano qualcosa di interessante. Che ci stupisca. Che ci gratifica quando diventiamo loro “fan” e ci schieriamo dalla loro parte viralizzando un messaggio.
Il che è molto diverso, da diventare fan di un’azienda neutra o un po’ polverosa che ha fatto l’ennesimo concorsino su Facebook.

Il problema è sempre lo stesso: nell’era dell’attention economy, della parità dei prodotti, della interscambiabilità delle offerte... “Do you have something interesting to say?” Che tradotto omofonicamente potrebbe essere  "hai qualcosa di interessante, in quello che sei"? ;-)

mercoledì, ottobre 13, 2010

Sei il sindaco? La lounge è gratis

Da Air New Zealand una promozione al volo.

Per i sindaci degli aeroporti serviti dalla compagnia aerea, accesso gratis alle Lounge.
Easy.

martedì, ottobre 12, 2010

Foursquare: check-in nella natura selvaggia (Jeep)


Da Jeep un'idea semplice semplice: permettere ai propri fan di geolocalizzarsi/taggarsi social qualcosa non in un ambito banalmente urbano ma anche di relazionarsi con la marca nel mezzo della natura selvaggia.


Jeep ha infatti lasciato dei "tips" in giro per l'America, nei luoghi più belli e interessanti frequentati dagli off-roaders (sì, negli Stati Uniti si può ancora fare fuoristrada in auto).

Il concetto è proprio quello di relazionarsi con gli appassionati nei luoghi e nei modi che uniscono la passione delle persone con l'essenza stessa del prodotto.