lunedì, gennaio 28, 2008

Contrordine, il WSJ si pagherà

In un mondo dove la gratuità dei contenuti sembra essere la regola inviolabile ( con corpose eccezioni per il mondo televisivo...), va controcorrente la decisione del Wall Street Journal, sotto la nuova proprietà di Rupert Murdoch.

Dopo una serie di finte da far invidia a Omar Sivori, il prestigioso quotidiano ritorna sulla sua decisione del tutto gratis e comunica che invece i contenuti a valore aggiunto saranno a pagamento, mentre quelli che non hanno il valore aggiunto (e allora perchè li pubblicano?), che potremmo definire "i carciofi delle news", resteranno gratuiti.

Salira' inoltre (probabilmente) il costo dell'abbonamento alla versione online - con l'obiettivo di spremere valore dai quasi 800,000 abbonati al giornale digitale - cifra non disprezzabile.

L'abbonamento a WSJ.com costa oggi 79 dollari, la stessa cifra dell'abbonamento alla versione cartacea. Abbonarsi invece ai due costa 99 $.

Mentre negli USA l'editoria tradizionale sembra essere in affanno, i quotidiani digitali sembrano comunque andare piuttosto bene: secondo una ricerca di Nielsen, i giornali online statunitensi hanno avuto nel 2007 un anno record, con una crescita del 6% dei visitatori e un totale di 60 milioni di click al mese.

Più di un terzo degli utenti si collegherebbe regolarmente ad almeno un giornale.

1 commento:

Gianni Lombardi ha detto...

Contesto una sola cosa: la definizione "carciofi delle news". I carciofi sono verdure ad alto valore aggiunto. :-)