mercoledì, giugno 03, 2009

Lo sbarco in forze delle app geocontestuali

Come ampiamente previsto, è arrivata l'onda della geocontestualizzazione - nel giro di pochi giorni, nel mio piccolissimo sto testando una serie di applicazioni (più o meno nuove) che mi permettono di dire al mondo dove sono, mostrargli una mappa, raccontargli che diavolo sto facendo, vedere chi è attorno a me.

La domanda è: ma gliene frega qualcosa a qualcuno?
Esiste un business model sostenibile? Esiste il potenziale di combinare la localizzazione con l'advertising?

Al momento la mia opinione è che questo genere di applicazioni può avere un futuro se aggiungono valore al territorio in cui mi trovo o meglio alla mia conoscenza, alla mia percezione del territorio (come nel caso del cerca toilette di Charmin'...).

Posso ad esempio capire aziende.it che sto usando sull'iPhone (insieme ad AroundMe e LocalPicks), che - basandosi sulla forza della community e dei suoi commenti - non solo dovrebbe farmi trovare l'esercizio commerciale più prossimo ma darmi un'idea di come "performa".

Ho qualche dubbio in più su BrightKite e simili o su Mobnotes... ma ci devo ancora pensare un po' su...anche perchè di questo genere di applicazioni c'è n'è in giro un numero crescente...

2 commenti:

Daniela G. ha detto...

beh direi che come business model, è l'utente che viene venduto alle aziende: se io sono nei pressi di un mc donald e il mc donald lo sà, se mi manda un buono omaggio per un gelato magari faccio un salto.

Se poi aggiungiamo la sfilza di dati sui miei interessi che hanno accumulato Facebook & Co., si arriva alla personalizzazione dell'adv.

Roberto Venturini ha detto...

OK, però queste applicazioni sono "push" quindi sei tu che vai a cercare l'informazione, non l'azienda che te la spara quando passi di li'... il che implica che sei un prospect più caldo, perchè se stai cercando un esercizio commerciale vuol dire che molto probabilmente qualcosa stai per comprare...