martedì, ottobre 23, 2007

Il problemaccio dei costi di produzione della pubblicità

Colgo al balzo il commento di Claudio Jacovelli al mio post precedente:

Probabilmente l'IP-Tv si affermerà nel lungo periodo, mentre la tv continuerà per numerosi anni ad essere il principale strumento di broadcasting.

Sarebbe più interessante prevedere quale sarà il futuro della pubblicità, considerando i nuovi target del marketing e la segmentazione continua della clientela che può essere sviluppata grazie alla multicanalità.

Sarebbe interessante davvero - considerando anche che la frammentazione del target è una sciagura per i pubblicitari televisivi.
Almeno da un certo punto di vista.

Anche se è un po' di tempo che non seguo piu' produzioni TV, ritengo che oggi come oggi sotto i 200,000 euro non si riesca in media a fare un commercial decente (non dico bello). Poi magari c'è chi ce la fa con 100,000, ma è lo stesso.

Chiaro che se spalmo il costo di produzione su 1,500,000 viewers è un conto, meglio se sono 5 milioni.
Ma se il mio target si frammenta in mini target da 200.000 persone, che sono tanto diverse da non rendere funzionale l'uso dello stesso spot per tutti...? E quindi devo farne 3 o 4?

Come faccio a far quadrare i conti della produzione? E il loro impatto sul prezzo del prodotto?

Una strada è quella del gangbang marketing o dell'advertising user generated.. che però significa delegare l'interpretazione e in fondo il controllo del brand agli utenti...

Certo, è vero che si dice sempre più che la Brand 2.0 viene fatta e creata dagli utenti etc etc... ma questo è vero per poche marche, quelle con un elevato coinvolgimento emotivo. Per Nike o Malboro o Apple, lo posso capire. Per un Dixan?? Per la Ferrarelle??

Mah.
Lo sapete, vero, che una delle peggiori maledizioni cinesi è "possa tu vivere in tempi interessanti"? ;-)

lunedì, ottobre 22, 2007

Comunicazione Punto Vendita - Retail Innovation

Per chi fosse interessato all'innovazione sul punto vendita, segnalo che l' 8, 9 e 10 novembre p.v si terrà a Milano il Viscom Visual Communication Italia 2007, il più grande evento europeo per la comunicazione visiva .

Nell'ambito della manifestazione, particolarmente interessante il D-Communication Forum, un momento di riflessione e di scambio, focalizzato quest'anno sulle tematiche dell' Innovazione sul Punto Vendita e articolato in una serie di convegni.

Io sarò relatore al seminario dedicato all' Innovation Retail - soluzioni emergenti e trend futuri, sul tema " Il Marketing delle Emozioni, Nuove strategie per il retail del XXI secolo".

Ci saranno poi tutta una serie di altre interessanti esposizioni da parte di titolati personaggi...(per tutti i dettagli, potrete visitare il sito www.visualcommunication.it).

Per partecipare al seminario basterà registrarsi sul sito www.visualcommunication.it ; chi si registrerà entro il 28 Ottobre potrà avere l'ingresso gratuito ai seminari e all'esposizione.

L'appuntamento con il mio seminario sarà dunque l'8 Novembre alle ore 11 al Viscom, Fiera di Milano Nuovo quartiere Rho, entrata porta Est, Pad.3, sala Seminari.

Un drink super freddo, packaging & Marketing

Sprite ( gruppo Coca-Cola) sta lavorando su un packaging estremamente innovativo.

Si tratta, in sostanza di una bottiglia che, quando si apre fa scattare (credo) una reazione chimica che genera un intenso freddo (senza però contaminare il contenuto) che permette di godersi una Sprite bella gelata, come piace ai giovani americani.

Il nuovo drink si chiamerà Sprite Super Chilled e potrebbe esser lanciata in Gran Bretagna verso l'anno prossimo.

Se il prodotto funzionerà, il packaging potrebbe venir esteso agli altri prodotti della casa di Atlanta.

Quella della diversificazione funzionale dei contenitori sembra essere un'area di sviluppo promettente per i brand - quindi ritengo che nel prossimo futuro potremmo vederne delle belle... sempre che si riescano a far assorbire i costi al consumer...
Non è marketing, però...



Come avrete capito, in genere cerco di tenere un po' "serio" questo blog.
Di tanto in tanto, però, mi permetto di toccare dei temi più light.

Mi è dunque impossibile non segnalare questo filmato - nata da un programma televisivo giapponese per bambini, la "Algorithm March" è diventata un tormentone su YouTube, generando molteplici declinazioni, un piccolo cult.

Secondo me o la si trova orrenda o la si ama.
Consiglio: resistete nella visione del filmato fino a quando arrivano i ninja...;-)
(promesso, il prossimo post tornerà serio)

sabato, ottobre 20, 2007

Quando una vending machine salva la vita

In un Giappone allarmato per la criminalità nelle strade (anche se la situazione sta in realtà migliorando), c'è chi ha trovato una soluzione per proteggere i passanti - il vestito mimetico.

Se inseguiti dai criminali in una via oscura, basterà estrarre dalla borsa l'abito ed indossarlo, per trasformarsi in uno dei mille distributori automatici presenti nelle strade giapponesi.

Ottima dimostrazione che il marketing può salvarti la vita...

(PS: l'operazione è stata seriamente considerata in Giappone e già alcuni di questi abiti / nascondigli fatti a mano venduti a caro prezzo. Approfondimento sul NY Times)

venerdì, ottobre 19, 2007

Il computer ascolta le telefonate per infilarti la pubblicità



il mio pezzo settimanale su Apogeo, questa volta è centrato su The Pudding, un servizio che offre telefonate gratis in cambio di pubblicità.

La differenza è che il sistema ha un software che ascolta le nostre conversazioni e pone pubblicità appropriate.

Così come Google legge le nostre mail e infila pubblicità "relevant" per le parole del testo, il pudding piazza annunci basati sulle parole che abbiamo detto.

Ovviamente esiste sempre il rischio che il software toppi e capisca fischi per fiaschi... si chiama serendipità.

Il pezzo lo potete leggere qui

Direi che ci risentiamo / rileggiamo la settimana prossima, buon weekend a tutti
Wonderbra Hills. Genialità è farlo semplice semplice (e farsi pagare...?)

E' bastato che un qualche creativo osservasse con un occhio diverso due colline artificiali poste vicino ad una strada molto trafficata di Francoforte per avere l'idea (o almeno io mi immagino sia andata così...)

Si piazza un semplice cartello pubblicitario col marchio e voilà, le Wonderbra Hills.

Il vero problema? Come convincere il cliente a farsi pagare per il valore dell'operazione e non per il suo costo / il lavoro e tempo necessario per arrivarci.

Ovvio, non ho informazioni dall'interno ma dalla mia esperienza il rischio di operazioni intelligenti ma istantanee come questa è che il cliente ti dica "ma dai, ci hai pensato cinque minuti, perchè dovrei darti più di qualche spicciolo visto che praticamente non ci hai lavorato?"

Spero sia andata diversamente, ma qui siamo sempre più nel mercato del costo che nel mercato del valore...(massì, mi accodo anch'io alle sempre più folte schiere di essere senzienti che non sanno far altro che lamentarsi e guardare con nostalgia al passato...)
Due topone sequestrano un modello per 5 giorni e vincono pure un premio

(bello il titolo ad effetto, vero? Nella migliore tradizione del giornalismo che fa audience)

Nulla che sia successo davvero, ma è successo dal vero su Internet.

Si è trattato però "solo" di una operazione di comunicazione non convenzionale, generata da quei leader della disruption comunicativa che sono quelli di Diesel.

Breve - hanno creato una operazione online in cui 2 simpatiche e bellocce fanciulle avrebbero craccato il sito della marca di abbigliamento, usandolo per veicolare al mondo le loro imprese - il furto di una collezione di intimo Diesel e il rapimento di un commesso del negozio.

Il malcapitato è rimasto dunque (in questa fiction, of course) legato al letto, prigioniero per cinque giorni nella camera d'albergo di queste Thelma e Louise della lingerie.

Il tutto trasmesso in diretta (l'avevamo sempre sospettato che i reality fossero accuratamente orchestrati da fuori, no?)

E per rendere ancora più vouyeristicamente interattivo il tutto, i visitatori potevano non solo guardare ma anche chattare e interagire con le donzelle. E con il modello prigioniero - tanto che il pubblico ha a grande maggioranza approvato l'idea di sottoporre a ceretta depilatoria il malcapitato figaccione (video).

Vouyerismo, sadomaso, intimo, topone mezze nude - tutti gli ingredienti del successo, direi ;-)

Invece di essere arrestate per sequestro, furto e vari altri reati, sono state premiate.

L'operazione ha infatti ottenuto un Cyber Grand Prix al 54o International Advertising Festival di Cannes...

Blogged with Flock

mercoledì, ottobre 17, 2007

La televisione si estinguerà con i suoi utenti?

Ho letto un interessante articolo su TV Key, rivista su cui ogni tanto scrivo anch'io.
Articolo di analisi dello scenario televisivo e delle audience, scritto da Viviana Mangoni.

Cito un pezzo delle conclusioni dell'articolo...

"La TV generalista non è malata, deve solo prendere qualche accorgimento per vivere più a lungo.

Innanzi tutto in Italia i 15-44enni sono il 42% della popolazione mentre gli over 44 sono il 47%.

A queste persone piace la "vecchia" televisione: la tanto criticata Raiuno ha scelto Mike Bongiorno e Loretta Goggi per la conduzione di Miss Italia, due icone "preistoriche" ma in linea con le caratteristiche dell'audience (...)

Il profilo di un canale non può mutare in qualche giorno stravolgendo un format che vive da più di sessant'anni.

Strategicamente è più coerente mantenere e soddisfare lo"zoccolo duro" formatosi nel tempo (...) Un ulteriore questione sollevata negli ultimi mesi è la diminuzione dei minuti dedicati al piccolo schermo... fenomeno più accentuato nelle fasce giovanili..."

Ergo, lo scenario che ci si presenta è di seguire a soddisfare il target più maturo e conservatore, del resto gli anziani sono destinati a crescere come numerosità...

alienando nel contempo i "giovani" che sono di meno - e che come si vede vanno sempre di più a fare altro nel tempo libero perchè spesso insodddidfatti dal palinsesto.

Problemino: poi i maturi muoiono e i giovani diventano maturi ma si sono disabituati alla TV e continuano a fare altro. E la TV muore.

Conclusione: se gli va di culo i nostri figli non sapranno nemmeno più cos'è la TV di prime time, perchè avrà sospeso le trasmissioni per assenza di audience ...o, più probabilmente, trasmetterà solo il calcio.

Anzi, dato che con il disabituarsi progressivo alla TV si genera una intolleranza ai format lunghi (io già ho difficltà a reggere una intera puntata di telefilm di fila), la UEFA taglierà drammaticamente la durata dei tempi regolamentari.

Le partite di pallone saranno ridotte a due tempi da 20 minuti l'uno, con intervallo di 25 minuti in cui va in onda il reality show nello spogliatoio fra i due tempi e seguiti da riprese a fine partita nelle docce (figuratevi il successone di audience che avrà allora il football femminile...)
Il corso on line di Internet Marketing...

Continua il corso on line di Internet Marketing per le PMI, ospitato dal sito di EuroPMI (azienda mia cliente che si occupa di servizi per le PMI, fortemente attiva nel settore del finanziamento all'impresa, al supporto all'internazionalizzazione, leasing, finanziamenti agevolati etc etc).
E ogni tanto ci sta bene fare un po' di pubblicità ai propri clienti, no? ;-)

In questa puntata del corso cerco di dare qualche consiglio su come fare (meglio) le ricerche di mercato online per tutti quelli che non sono grossi esperti di marketing e di ricerca... l'articolo potete leggerlo qui.


lunedì, ottobre 15, 2007

In un mondo sempre più depresso, ci salva la tecnologia

Nel mio ultimo articolo per Apogeo (lo leggete qui) sostengo che in un paese (anzi un pianeta) che tende alla depressione e allo sconforto, l'unica cosa che ci risolleva il morale sono le promesse delle tecnologie.

Onde evitare commenti come certi che ho già ricevuto, sottolineo (se ce ne fosse bisogno) che l'articolo è da leggere con un bell'emoticon ;-) davanti agli occhi...
Internet ruba ascolti alla Televisione?

Sì, se ci sono programmi cretini come "Distraction"...

sabato, ottobre 13, 2007

Cuori solitari online: il futuro è la ipersegmentazione?

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.
Il Territorio della Marca

Ci siamo quasi... nelle prossime ore sarò finamente in grado di raccontarvi le famose novità professionali che tiro in ballo da un po' di tempo.

C'è voluto un po' più di tempo del previsto, ma adesso ci siamo.

Perchè aspetto ancora? Ragazzi, è mezzanotte e venti e c'è il weekend davanti...

more later

mercoledì, ottobre 10, 2007

Affissione non convenzionale per Mini...


Proiezione di 24 x 36 metri su un palazzo di Francoforte.. ma a quanto pare è durata poco, dopo 3 giorni li hanno fatti smettere...

Vedi anche: http://www.myspace.com/banned_mini_clubman

martedì, ottobre 09, 2007

Toyota ambienta uno spot in WoW


... dove WoW sta per World of Warcraft, il più popolare dei giochi online.

Essendo WoW un vero fenomeno di costume che coinvolge quantità astronomiche di giocatori - *9 milioni * (btw, paganti) - è diventato parte dello scenario culturale almeno di una certa parte del target.

Un landscape, dunque, dove ambientare legittimamente uno spot... che è stato, btw, trasmesso in TV, quella "vera".

PS: se non siete dei fan di WoW, facile che lo spot vi lasci freddini. Se siete degli (ex) WoWdipendenti come me, facile che facciate un salto mortale all'indietro sulla sedia. Lo spot è, rispetto alla cultura (ricca e complessa) di WoW... come dire.. fighissimo.

Quindi potremmo definirlo un marketing tribale e fortemente virale (su YouTube ha avuto più di un milione di visioni...)
Quando la marca diventa una icona culturale...

Mai più senza a Carnevale...
Web2 oltre: convegno...

Una segnalazione che faccio volentieri.

Si annuncia come un convegno di alto profilo quello che si terrà a Milano il 28 e il 29 novembre, organizzato da Reed Business Information (gruppo per cui scrivo e insegno....).

In effetti visto il costo del convegno (se vi iscrivete subito tra gli 885 e i 1040 €) sarà opportuno che il livello sia più che buono... ;-)

Se vi interessa, ecco il link: http://www.web2oltre.it


Novità professionali...

La cosa ha preso più tempo del previsto, ma dovremmo essere in dirittura d'arrivo, spero da settimana prossima di potervi raccontare le novità...

Ma poi, attenzione ai miei pacchi....





Il Packaging del sapone
Bellissimo esempio di packaging come strumento davvero strategico di Marketing quello dei detergenti americani Method Soaps

In effetti un detergente o un prodotto per la pulizia è tendenzialmente indistinguibile nella sua forma "sfusa" ed è la confezione a definirlo - confezione sempre studiata per avere caratteristiche funzionali, un basso costo e un addobbo "carino" - tanto i detergenti vengono nascosti in un qualche angolo del bagno o sul terrazzo...

L'approccio di Method Soaps è totalmente diverso, con pack che fanno quasi arredamento...;-) C'è poi da dire che anche a livello di prodotto c'è uno sforzo di differenziazione, solo ingredienti vegetali... e un positioning di ottimismo e protezione dell'ambiente.

Ancora una volta è tutta (o quasi) questione di marketing e di ideologia. E in molti casi, di packaging.

Ovviamente i prodotti di Method non sono in vendita in Italia, almeno per ora...

lunedì, ottobre 08, 2007

Vodafone si compra Tele2

In Italia e in Spagna. Direi che possiamo aspettarci a breve / medio termine un'offensiva di Vodafone sul fronte dei pacchetti fisso + mobile... e sicuramente Internet.

Da vedere se la nota economicità di Tele2 sopravviverà all'acquisto da parte dell'operatore mobile.

Reuters
Complimenti a Bang & Olufsen (USA)

Un bell'esempio di buon Customer Care (certo che anche la fortuna aiuta...)

Leggete qui
A Londra Wi-Fi Gratis (con la pubblicità)

Torniamo ancora una volta a parlare del modello pubblicità contro fruizione gratis.

A Londra, in una zona abbastanza vasta (22 Km) lungo il Tamigi, la popolazione può connettersi gratuitamente via Wi-Fi a Internet.

Per avere accesso 15 minuti basta guardarsi da 15 a 30 secondi di pubblicità. Direi che si può fare.

Resta da vedere se le aziende che si annunceranno su questo media faranno più business - ovvero se i navigatori che vedono la pubblicità poi andranno a comprare quei prodotti.

In caso contrario, fine delle vendite di spazi pubblicitari, fine del servizio, fine del Wi-Fi Gratis.

Amen, resterebbe sempre FON che ha appena stretto una partnership con BT...

Approfondimento

sabato, ottobre 06, 2007

Biglietti aerei: Comparative Shopping, un must

Interessante (per me) esperimento di comparative shopping.
Dovendo acquistare un volo per Parigi ho messo a confronto più offerte - sugli stessi voli.

Si riconferma ciò che già sapevo: notevoli le differenze (sono arrivato il più in là possibile nel processo di transazione, quindi il prezzo - non sempre molto trasparente - dovrebbe essere quello giusto).

Ecco i risultati:

Andata LIN-CDG Air France 07:05
eDreams 632,71 €
Expedia 592,71 €
Opodo 603,22 €
Air France 598,71

Ritorno, volo Meridiana delle 1440
eDreams 107,23
Expedia 94,23
Opodo 104,23
Meridiana 72,23 (!!)

Differenze sensibili, che giustificano investire un po' di tempo nella ricerca del migliore deal... e suggeriscono interessanti riflessioni sulle politiche di pricing di compagnie aeree e intermediari come strumento del proprio marketing...

venerdì, ottobre 05, 2007

Il vino in bottiglia di plastica...

Grandissima eresia, il vino in bottiglia di PET.

Eppure.. siamo sicuri che per il vino di tutti i giorni l'impatto organolettico sia davvero negativo?

Dal punto di vista ecologico, la plastica è fatta col petrolio ma pesa meno del vetro e si risparmia petrolio per trasportarla... chissà se il saldo è positivo o negativo...? (la bottiglia in PET pesa 1/8 di quella in vetro)

Comunque, questa è l'iniziativa di Sainsbury'con il supporto del programma statale inglese per la riduzione dei rifiuti.

Dasl punto di vista marketing... per gli inglesi forse va bene, per noi, con il nostro retaggio culturale, il vino nella plastica sarebbe difficile da mandare giù.

D'altra parte il Tavernello fa di quei volumi di vendita...

Due pensieri sulla disintermediazione dei Radiohead

Se ne è già parlato fino alla nausea - il nuovo disco dei Radiohead, band che ha abbandonato la propria casa discografica, è stato autoprodotto e sarà autovenduto.

Nel senso che:

a) Il disco sarà disponibile solo sul loro sito

b) sarà disponibile in versione download o in versione "fisica" con invio a domicilio di un ricco discbox.

La cosa che fa più scalpore è il pricing, diciamo "dinamico": ovvero pagate quello che ritenete giusto per la versione digitale in download (il Discbox, fatto solo su ordinazione, sta a 40 Sterline...mica poco)

A questo punto tutti i commentatori giù a parlare e a straparlare di fine delle case discografiche, di duro colpo alle major etc etc.

Calma.

Vero è che levandosi dal conto economico la fetta di profitti che si prende la casa discografica, quella del negozio etc etc, a produrre e a vendere direttamente si va in breakeven molto prima. E quindi anche a prezzi sensibilmente più bassi si fa profitto.

D'altra parte il modello non è applicabile su larga scala. Specialmente per le nuove band.

Che piaccia o no, i Radiohead sono diventati star non solo perchè sono bravi ma perchè c'e' stata una casa discografica che ha investito su di loro, ha speso per la promozione etc etc.

A questo punto -e solo a questo punto - facciamo tutti ohh quando vendono online a prezzo variabile.

L'essere umano non vuole prodotti a basso prezzo, vuole prodotti di alto valore con sconti forti (vedi outlet).
Insomma, questo ambaradan lo facesse la Fracazzetti Band, mai sentita, difficilmente ci emozioneremmo o interesseremmo.

Vedo malissimo la possibiltà di un futuro in cui le band diventano superstar solo attraverso la Rete. E' dura, lunga e ci vogliono comunque tanti soldi. Tantissimi poi se tutte le band dovessero competere solo sulla Rete per ottenere attenzione e visibilità... pensate milioni di band che devono farsi sentire online perchè offline nessuno li promuove...

In fondo a tutti noi fa molto comodo avere qualcuno che ci "suggerisce" quello che ci deve piacere. Ci "consiglia" su cosa leggere o ascoltare. Fa nascere le mode , i miti, i "must" (e non è per nulla facile e li più delle volte si floppa).

Prima che partiate coi commenti piccanti... lo so, lo so, la democrazia del web, la possibilità per l'individuo di costruirsi un proprio palinsesto, l'autogestione del proprio repertorio culturale... tutto sanissimo ma io ho 5 minuti al giorno, se va bene, per decidere cosa ascoltare e cosa leggere.

Scusate ma non ho il tempo. E il poco che ho voglio dedicarlo a consumare cultura, non a decidere cosa comprare senza poi poterlo consumare.

Ben venga allora la publicità, i conigli per gli acquisti, la proposta - poi fatemela "assaggiare" (la musica) e magari decido di comprarla.
Sennò se si tratta di andare in giro per siti, blog, riviste specializzate e quant'altro.. rimando a domani. Che vuol dire rimandare sine die.

Insomma, l'industria discografica dovrà pesantemente cambiare nei prossimi anni (è già in ritardo) ma comunque ha un ruolo nel business e ce l'avrà sempre (o almeno a lungo)...

Quella dei Radiohead mi sembra sia una bella mossa di marketing, di PR ma difficilmente l'inizio di un futuro in cui si farà a meno della casa discografica... un bell'esempio di generazione di rumore mediatico, di copertura stampa, di pubblicità gratis... una furbata.

Quanto gli sarebbe costato avere così tanta attenzione per il lancio del loro nuovo disco usando mezzi tradizionali?

Ci sarebbe poi da fare dei ragionamenti sul tema che a far pagare poco magari recuperano fatturato da persone che avrebbero scaricato illegalmente il file... quindi pochi soldi ma che comunque sono di più di quelli che avrebbero incassato normalmente.

Sarebbe interessante fare uno studio sull'elasticità del prrzzo - ovvero vedere se a far pagare poco la musica la gente la scarica di meno illegalmente...

D'altra parte il successone di iTunes (negozio online di Apple, se vivete su Marte) sembra indicare che c'è comunque un mercato per la musica legale, scaricata online a prezzi più sensati...

Comunque aspettiamo il 10 Ottobre, data in cui sarà disponibile il disco, e vediamo se vale la pena questa nuovera opera musicale e di Marketing della famosissima band...

mercoledì, ottobre 03, 2007

La Brand Image parte dai dettagli
(Visto su un paio di scarpe)

Pecoradvertising (Sheepvertising?)

Un DVD dove si compra da Dio...
Eccolo lì.. dopo anni che se ne parlava, ecco che ci si prova ( o meglio riprova) a dimostrare che esiste un'integrazione possibile tra TV ed e-commerce.

Nel DVD (o meglio HD-DVD) di "Un impresa da Dio" è stato inserito un browser televisione-compatibilee che permette l'accesso, tramite il telecomando, al sito di e-commerce della casa cinematografica Universal.

In questo sito ci si attende che i telespettatori comprino prodotti relativi al film o al suo messaggio ecologico. Per il pagamento, a mezzo carta di credito, anche qui si potrà ricorrere al telecomando (mi sa che sarà un po' un casino).

Siamo però ancora lontani dal modello ipotizzato qualche anno fa: vedo nel film un oggetto che mi piace, fermo il film, con il telecomando clicco sull'oggetto e voilà eccomi sul sito di e-commerce. Qui, a quanto si capisce, siamo a livello dei "link" presenti nei CD-ROM.

Vabbè, nella dura lotta tra il Raggio Blu e il DVD HD, le provano tutte...

Approfondimento? Qui.

martedì, ottobre 02, 2007

Oopps....

Nokia, che riflessi rapidi...

Rispondendo con rapidità di riflessi alla crisi dell'iPhone, Nokia è partita con una campagna pubblicitaria all'insegna dell' "Open to Anything", sottolineando l'apertura dei propri prodotti ai software di terze parti.

Per chi vivesse sulla Luna ;-) ricordo la mossa di Apple, che ha reso inutilizzabili gli iPhone per tutti coloro che li hanno taroccati, sia per averci inseriti programmini non ufficiali (e a volte utili) sia sopratutto per averli sbloccati per poterli utilizzare con un operatore telefonico che non fosse AT&T.

Non è improbabile che almeno un certo gruppo di possessori di iPhone ora trasformati in costosi fermacarte intraprenda azioni legali contro Apple.

In Italia a quel che si sa l'arrivo dell'iPhone non dovrebbe essere immediato, si dice per gaffes politiche di TIM - che aveva battuto Vodafone per la distribuzione del prodotto ma che poi ha combinato qualche casino.

Personalmente, onestamente, chissenefrega.

Da fan del Mac dalla fine degli anni '80 continuo a pensare che finchè l'iPhone non diventa un PDA a me non interessa, sto bene con il mio Motorola e il mio Sony Ericcson e il mio Palm (magari poi prendo un treo 500v o proprio un bel Nokia col wifi).

E comunque dovranno passare sul mio cadavere prima di convincermi a spendere tutti quei soldi e ritrovarmi legato mani e piedi ad un gestore telefonico senza nessuna possibilità di sganciarmi... sorry Steve, questa volta i miei soldi non li vedi...


lunedì, ottobre 01, 2007

Se si arrabbia la Telecom, ti taglia i fili

Negli Stati Uniti, Verizon e AT&T si sono stufati delle critiche di quei parassiti che sono i propri clienti.

I quali non hanno evidentemente capito che il ruolo del cliente e pagare e tacere, ringraziando l'Azienda per quello che gli da'.
E se ci sono dei problemi ringraziare lo stesso e stare per il resto zitti.

Adesso basta, hanno detto le Telco ed hanno dato un bel giro di vite: riservandosi il diritto di cancellare il contratto a quei clienti che "danneggino" la loro reputazione.

Attenzione, blogger e podcaster, critici e clienti imbufaliti, rischiate di trovarvi senza telefono e senza Rete - specialmente se altri operatori si uniranno alla crociata contro le fastidiose critiche per lasciare sconnessi, isolati e silenziosi i rompiballe.

In effetti le aziende si rendono conto che la voce dei clienti insoddisfatti reca danni al proprio business.

Forse qualche geniale manager ha intuito che non esiste solo la metodologia classica per risolvere il problema - ovvero quella di essere impaccabili (o giu' di li'). Anche perche', oggettivamente il cretino che si lamenta a torto, lo sappiamo, esiste davvero sempre.

La strada alternativa è di intimidire il nemico, pardon, il cliente.

A quando, in Italia? (in fondo basterebbe, credo, una riformina della Costituzione....).

Adesso che ci penso, tempo fa avevo scritto qualcosa sull'utilità di mandare via i clienti. O almeno certi clienti... magari domani lo posto.
British Airways taglia Branson dai suoi voli.

Mai dare un vantaggio ad un nemico...

...e così British Airways, nelle copie del film "Casino Royale" messe in onda durante i suoi voli, ha fatto rimuovere il cameo di Richard Branson nonche' un paio di fotogrammi in cui si intravedeva il logo di Virgin Airways, la compagnia aerea di Branson, per l'appunto...

Per Approfondimenti...

domenica, settembre 30, 2007

Abbasso le anoressiche, evviva le tonde...

(senza Parole)

Mi astengo dal riportare le immagini di Toscani, nel rispetto di chi è anoressica e soprattutto di chi ha figlie o amici affetti da tale sindrome.

Bene l'iniziativa di Toscani (che per una volta, rara, non mi trova completamente contrario). Molto di più dovrebbe essere fatto da tutti noi comunicatori, pubblicitari e no, per sfatare il mito che (troppo) magro è bello.

Viva le tonde...
La gnocca va sempre bene...

...per vendere qualsiasi cosa - comprese la macchine per la pasta, il cui target sono ovviamente le donne...
Mah.

In Spagna il giocattolo erotico si compra al bancomat...

Nuovi sviluppi possibili dell'ecommerce? Nuovi modelli di click & Mortar? Ordino online (o consulto il catalogo) e ritiro, subito, al distributore automatico? In Spagna è possibile con i giocattoli erotici...

L'articolo di Apogeo lo potete leggere qui

giovedì, settembre 27, 2007

Sempre sull'User Generated Marketing... o è Gangbang Marketing?

succoso post sul tema...

http://www.unopiuunougualeundici.com/blog/2007/04/11

PS: era nei commenti al mio post precedente, ma dato che è interessante e non so quanti leggano i commenti, lo tiro fuori in evidenza...
Appena visto su CNN...

Google aumenterà di un terzo i suoi dipendenti, per la maggior parte le assunzioni avveniranno in Europa.

mercoledì, settembre 26, 2007

Dammi una "A", dammi una "B", dammi un'idea, dammi un nome

La pubblicità la devono fare solo i professionisti o siamo tutti creativi?

In una faticosa marcia (dagli incerti risultati) verso una possibile pubblicità 2.0, si inserisce anche un sito italiano - dammiunnome.com, che in questi giorni è entrato in beta pubblica.

Si tratta di un sito che intende mettere in contatto la domanda di creatività da parte delle aziende con l'offerta di creatività da parte del pubblico della Rete - con uno specifico focus sullo sviluppo di claim, slogan, titoli...

Iniziative come questa potrebbero configurarsi come un nuovo elemento nello scenario della comunicazione e della pubblicità, specialmente per le PMI che non hanno i budget delle major.

Ma non credete: Gillette, che e' stata da sempre cliente di ferro di BBDO, adesso che è stata comprata da Procter ha intrapreso una iniziativa molto disruptive:per il lancio di Fusion ha usato una piattaforma online (OpenAd) su cui creativi freelance e dilettanti hanno potuto esprimere le proprie idee e proposte. Hanno vinto uno studente sloveno, un fotografo inglese e un americano...

Attenzione però, per le aziende piccole che vogliono risparmiare: chiaro che si spende meno, il rischio è doversi filtrare migliaia di vaccate prodotte dagli inevitabili dilettanti allo sbaraglio... quindi bisogna mettere in conto meno soldi ma più lavoro.

Ed è altamente raccomandabile che ad usare questo tipo di coinvolgimento del pubblico siano aziende che hanno un know-how interno, in grado di giudicare professionalmente e strategicamente le proposte. Ed è auspicabile che queste piattaforme raccolgano il lavoro di freelance competenti (che, btw, a Ottobre vanno a congresso) e non solo di quelli che "c'ho avuto un'idea stanotte".

Le agenzie sono (dovrebbero essere) infatti consulenti, in grado di consigliare un cliente che non sa, su cosa sia la cosa giusta anche se è una cosa che magari al cliente non "piace" (sapeste quanti clienti mi hanno chiesto ai suoi tempi pubblicità con la gnocca, indipendentemente dal target, dal prodotto o dagli obiettivi; perchè qualcuno gli aveva detto che la suddetta vende sempre...).

Insomma: se qualcuno mi deve dare un consiglio su qualcosa che non conosco, preferisco sia più esperto di me. Se invece sono competente, ben vengano idee fresche ed economiche...
Sempre a proposito di User Generated Advertising...

A proposito... come forse sapete, da qualche mese collaboro come giornalista alla prestigiosa testata italiana ADV.

Già che stiamo parlando dell'argomento, se proprio avete ancora voglia di leggere qualcosa di mio sul tema User Generated Adv, è disponibile online questo mio pezzo di Giugno, dal titolo "User Generated Advertising. Le grandi marche si affidano agli utenti "

L'articolo è disponibile qui
Continua il corso online...

Anche se è un po' che non ne parla, prosegue il mio corso a puntate quindicinali sul web marketing, promosso da EuroPmi.

Per chi non lo sapesse ancora, si tratta di un corso con un taglio molto semplice, focalizzato su necessità e possibilità delle PMI.

La puntata attualmente online parla di ricerche di mercato su Internet... ma l'archivio è consultabile con più di quaranta lezioni precedenti...
Esistono solo 2 tipi di bagagli...

Interessante inziativa di comunicazione del casinò di Venezia.
In effetti è interessante perchè lavora su un pubblico "captive" che per parecchi minuti è esposto ad una comunicazione non (troppo) noiosa.

Pare che dopo questa comunicazione il casinò abbia fatto registrare un 60% di aumento delle visite (ho letto in giro).

Parte dell'efficacia del messaggio è la sua contestualizzazione: in effetti riavere la valigia è sempre un po' una questione di fortuna. E chissà quanti soldi sono passati di mano al nastro dei bagagli, scommettendo sul numero su cui sarebbe caduta la propria valigia... ( la Guardia di Finanza indaga...)

Btw nella classifica delle aerolinee la peggiore, come perdita dei bagagli, pare sia British Airways, con 2.3 bagagli persi per 100 passeggeri (in effetti anni fa mi persero il bagaglio sia sul Milano-Toronto che sul volo di ritorno...)
Alitalia per ora è quarta, in attesa che chiuda definivamente se continuano i casini

Dicevamo che esistono solo 2 tipi di bagagli: i bagali a mano e i bagagli persi.

Per sapere come far stare tutto l'indispensabile in un solo bagaglio, segnalo uno dei miei siti preferiti: One Bag

lunedì, settembre 24, 2007

L'aereo di Lost si schianta a Madrid

Per promuovere la terza stagione di Lost in Spagna, la Fox ha realizzato un simpatico evento di buzz marketing, posizionando il rottame del aereo del serial all'interno della stazione ferroviaria di Atocha a Madrid.

(video)

Si tratta di un esempio molto garbato di marketing alternativo - di quelli che non danno fastidio e che funzionano solo nella misura in cui una serie di media e di giornalisti (come il sottoscritto ;-) trovano interessante la cosa e ne amplificano la portata parlandone e portandola ad un pubblico più ampio.

Il classico modello del Guerilla, tanto per intenderci - se non ne parlano i mass media sono generalmente soldi buttati e/o costi contatto fuori da qualsiasi logica umana.

Dal punto di vista tecnico, la location è stata scelta (anche) per la presenza di palme all'interno della stazione, che evocano lo scenario dell'isola misteriosa. La coda dell'aeroplano è alta 6 metri e pesa circa 400 kg ed è visibile da tutta la stazione.

Alal fine della promozione, la coda vedrà concludere la propria carriera su eBay dove sarà venduta al miglior offerente (qualche fan hard core della serie?)

giovedì, settembre 20, 2007

Il pupazzo biblico di Wal-Mart


Ho sempre molto paura delle commistioni tra religione e marketing e viceversa (con alcune eccezioni, una delle quali molto interessante - ma ne parlo tra un po' di tempo, quando il progetto è più definito).
Sono sempre molto scettico: si tratta di sfruttare biecamente la spiritualità della gente per rifilargli prodotti? Si tratta di usare le leve del marketing e della persuasione per arruolare nuovi adepti?


In questo quadro segnalo l'iniziativa della  catena distributiva americana Wal-Mart, anzi LA catena distributiva, la potenza che controlla i consumi di moltissimi statunitensi e i salari di molti di loro.
Wal-Mart ha recentemente messo in vendita delle Action Figures (pupazzetti) riproducenti eroi biblici. E' la prima volta che questa categoria di prodotti esce dalla distribuzione specializzata. E se un prodotto entra in distribuzione da Wal-Mart...
I bambolotti sono creati dall'impresa One2believe e sono promossi come alternative per le famiglie cristiane a prodotti più laici.
Del resto la Bibbia offre amplissimo materiale di spunto per avventurosi giochi dei bimbi; da Sansone & Dalila a Caino & Abele. Da Davide & Golia alla fuga dall'Egitto, il sacro libro offre infiniti temi narrativi e di gioco, violenza, avventura, sesso, buoni e cattivi (avendo dei bimbi piccoli vi assicuro che non sono molti i pezzi della Bibbia che gli si possono raccontare unedited senza turbarli).

Tornando al business, negli US il mercato dei prodotti correlati alla religione sta crescendo - per spartirsi questa interessante torta sono nate tutta una serie di nuove società e nuove divisioni di aziende esistenti - come FoxFaith, costola di Fox, che si occupa esclusivamente di distribuire film per la famiglia cristiana, basati su storie della bibbia (vedi sopra alla voce spunti).

Nella misura in cui i giocattoli biblici serviranno a far crescere una generazione più pulita, più attenta ai valori spirituali (o almeno etici), più tollerante e dalla mente meno rivolta al "nasci, lavora, consuma, crepa" allora sono assolutamente favorevole al prodotto.

A condizione che - per il principio delle pari opportunità - venga rapidamene affiancato da varianti basati sugli altri sacri libri e personaggi religiosi dell'umanità.

mercoledì, settembre 19, 2007

Manwash!
Se l'auto la portate a lavare ad un carwash, voi dove andate a farvi lavare?

Chiaro, in un manwash - tecnologica struttura servita dal solito pacco di belle figliole che insaponano e spruzzano baldi maschiotti...

Ovviously si tratta di di una iniziativa promozionale di Lynx (da noi noto come Axe).

Come definirla? Buzz? Engagement? Event? Certo che, per una volta, si tratta di una comunicazione ancorchè sensuale, molto pulita.

Guardatevi il sito che la racconta meglio di come potrei fare io...
LINK
Un Rich Media anche sulla carta stampata (adv olfattivo)

Per rivitalizzare la pubblicità, e specialmente quella online, le concessionarie hanno puntato sul fronte della multimedialità, della “ricchezza” del media. Spesso facendo poi passare il tutto sotto la forma di un normale 30” ottimizzato (liofilizzato) per l’uso online.

Adesso che la pubblicità online ha preso un passo molto robusto e che invece fa fatica quella tradizionale, ecco che c’è chi cerca di inventarsi una maggiore ricchezza di media anche sui quotidiani.

E’ il caso del Los Angeles Times che ha a messo disposizione degli inserzionisti la pubblicità olfattiva – nella sua sezione trimestrale dedicata agli spettacoli cinematografici.

A quanto pare stiamo assistendo ad un ritorno della pubblicità che ci prende per il naso… e non solo: con grande scandalo dei puristi ci viene proposto il remake di Polyester, il mitico film in odorama del grande regista John Waters …. (su ebay ancora si trovano le card scratch and sniff che davano la multimedialita' al film)

Non sono mancate le polemiche sul remake: il ruolo che fu del(la) mitica drag queen Divine è stato ora affidato a John Travolta… noto esponente di Scientology. Dato però che come attore è bravino (a differenza dell’altro superscientologo Tom Cruise) uno può anche tapparsi il naso e andarlo a vedere…

Altri post sul tema della comunicazione paranasale:

La fermata del bus puzza di biscotto (link)
L'odore corporate (non corporale) (link)
La pubblicità odorosa di Kraft (link)

martedì, settembre 18, 2007

E la luce fu

30 minuti fa sono stato ricollegato al mondo - col telefono e Internet.

Il che significa che da oggi (o domani) riparte anche il blog

domenica, settembre 09, 2007

Si socializza in Cucina...

Fra le letture estive in arretrato che ho recuperato, interessante questo articolo del NY Times, su ricette e social networking.

In effetti ho sempre scommesso sul potenziale di interesse dei siti di ricette online, visitate in Maggio da oltre 50 miliioni di Internauti Americani, circa un 30% della popolazione navigante ( e che visito spesso anch'io - tra i miei preferiti il sito della BBC e CHOW).

D'altro canto il fenomeno di networking sociale in corso ha a questo punto ormai ridefinito alcuni parametri strutturali della nostra società e della nostra socializzazione; ed è in grado di aggregare numeri importanti di persone - spesso contraddistinte da passioni, interessi che gradiscono consividere, spesso sfoggiando le proprie abilità.

Inevitabile dunque una convergenza tra i due ambiti, con parecchi dei principali siti di ricette che si stanno affrettando ad introdurre elementi di social networking al proprio interno - si parla di Epicurious o di myrecipes.com (Time Warner), dell'inossidabile Martha...

Il social netwoirking diventerà quindi più verticale? Focalizzato per nicchie ed ambiti di interessi? O più probabilmente assisteremo all'introduzione di elementi socializzanti all'interno di qualsiasi offerta di contenuto, servizio, prodotto?

Il bello di Internet, la giostra continua a girare e a ogni giro ne tira fuori una nuova.

A presto a tutti, questa settimana torno in Spagna per ultime incombenze, cercherò di mantenere vivo il Blog con un battito un po' più accelerato... e mi comprerò, come souvenir, un libro di ricette di tapas (che, ovviamente non farò mai, sono più un tipo da stufati o da cibo orientale...)
Update

Prosegue l'operazione reinserimento a Milano. Stretti solidi rapporti con i negozianti della zona.

A livello più esteso continua invece il taglio fuori dal mondo, visto che per minimo un'altra settimana non avrò telefono fisso e Internet (approfitto oggi della connessione dei miei anziani torinesi genitori).

lunedì, settembre 03, 2007

Un rientro senza Rete
Duro rientro alla realtà milanese...
A parte i prevedibili casini legati al trasloco di una casa, 2 bambini e 5 gatti, il casino vero è rappresentato dalla mancanza della connessione in Rete nella nuova casa.
Mi sono fiondato a fare un contratto Telecom (lo so, lo so...) e pare che non verranno a mettermi fisicamente la linea prima di 20 giorni...

Comunque, attraverso altri modi, avrò una qualche forma di connessione entro 10 giorni (non a casa).
Il Blog, inevitabilmente, ne soffrirà... cercherò di tenerlo vivo come posso.
Nel frattempo se proprio volete leggere qualcosa, leggete il mio articolo su "Wikipedia, beccati con le mani nella marmellata", pubblicato su Apogeo on line e che ha fattto registrare un buon numero di letture, quindi apparentemente è abbastanza interessante.

Dal punto di vista umano, invece, il rientro è stato morbido, anzi piacevole. Non ci crederete ma Milano è una città molto piu' umana di Barcellona. In 48 ore ho chiacchierato piu' nei negozi Milanesi che in 4 anni a Barcellona - città bella come turisti a non divertentissima da viverci.

Unico (per ora) appunto negativo: avevo rimosso gli s**** che in autostrada di stanno appiccicati al culo cercando un incidente mortale per risparmiare qualche secondo. Se non fossi tendenzialmente non violento, gli augurerei di morire spiaccicati contro un palo, in modo da rimuovere un pericolo per le persone per bene e da rimuovere dal pool genetico della razza umana dei cromosomi di delinquenza (vedi premio Darwin). Prima o poi mi faro' promotore di una iniziativa di legge popolare che preveda i lavori forzati (all'americana, catene ai piedi e a spaccare pietre) per quei figli di zoccola.

Ah, altra sorpresa italiana, questa volta tecnologica: vado all'Ipercoop di Sesto S.Giovanni, rinnovo la tessera socio... e mi ritrovo in mano uno scanner portatile. Cosi' man mano che fai la spesa scannsioni i prodotto, li metti nel carrello, controlli la spesa.. e alla cassa consegni la pistola e paghi, fuori dai maroni in 2 minuti. Questo in Spagna se lo strasognano e mica solo li'.
Mi sa che ci scrivo un pezzo per Apogeo, prossimamente.

Vabbe' perdonate il disturbo e i singhiozzi del blog, facciamo quello che possiamo con una connessione rubata a un vicino (vicino... deve essere ababstanza lontano, dato che vado sui 4800 b, altro che i 2 Mega dell'ADSL....)