venerdì, marzo 13, 2009

3 Regole per avere successo su Internet

Domanda che mi pongono spesso: "come avere successo usando Internet a supporto della mia azienda"?

Secondo me la ricetta magica è composta da tre regole:
1. Visione
2. Capirci
3. Olio di gomito e fanatismo

Che sono poi le regole per avere successo in qualsiasi cosa...

Visione vuol dire avere la certezza o almeno il forte dubbio che il nostro mercato sia stato cambiato da Internet e che quindi ci tocchi giocare con le nuove regole o meglio, ci siano grandi opportunità per fare crescere la nostra azienda giocando con le nuove regole con cui giocano fasce importanti del nostro mercato.

Capirci vuol dire studiare, non fermarsi mai al sentito dire, fare Second Life perchè abbiamo letto su Famiglia Cristiana che è una figata.

Olio di gomito vuol dire lavorarci su come degli ossessi, una gran quantità di ore, con fanatismo, cercando sempre di sperimentare, cercando di migliorare continuamente, affrontando la cosa come se ne dipendesse la sopravvivenza del nostro business (che spesso è cosa vera).

Insomma, farsi un mazzo così (sorry, questa è la dura realtà).

Una bella case history in questo senso la trovate sul New York Times - la storia di un imprenditore vinicolo di seconda generazione che, usando al massimo Internet, le reti, e Twitter ha moltiplicato per 15 il fatturato dell'impresa vinicola di famiglia (ottenendo, ad esempio, lusinghieri risultati di vendita a costo zero lavorando su una clientela fidelizzata usando Twitter - si veda anche il caso analogo del BBQ su ruote...)

La fregatura è che lavora 18 ore al giorno, risponde personalmente a un migliaio di mail al giorno e così via. Oh, chi ha mai detto che la strada verso il successo, grazie ai nuovi media, è diventata morbida e senza sforzo? Certo non chi ci lavora sul serio...

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1 commento:

Matteo Ravagnan ha detto...

Ciao Roberto, e complimenti per il blog che seguo sempre e non commento mai (scoperto grazie alla comune matrice "metaforica").

Mi permetto un commento sulle tre regole perchè le sento particolarmente affini a quanto vado blaterando da un bel pò...

Quello che ti propongo è di considerare come in realtà, un'azienda possa avere gradi di convolgimento decrescenti dal punto 1 al punto 3, con conseguente e crescente possibilità di delegare le attività connesse agli stessi punti.

In pratica:

1. Visione: coinvolgimento massimo, chi non ce l'ha meglio lasci stare.
2. Capirci: coinvolgimento medio, il "capirci" in senso assoluto, in questo caso, può essere sostituito dal "capire come scegliere chi capisce davvero".
3. Olio di gomito e fanatismo: coinvolgimento basso o nullo, eccheccaspita, un'azienda potrà pur delegare, soprattutto le sperimentazioni, salendo una volta tanto sul "carro dei vincitori"?

Ciao
Matteo