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mercoledì, novembre 19, 2014

SoDA Digital Marketing Report (scaricabile). Da leggere: dove sta andando il Digital Marketing?


Ecco la nuova edizione del SoDA Digital marketing report.

Per chi non la conosce è una pubblicazione curata dal SoDA, che è la "primary multinational organization focused solely on leading and representing top digital agencies and elite production companies through unparalleled collaboration, knowledge-sharing, business support and exploration of how technology can be leveraged to transform consumer experiences."

Si parla, in questo report (di cui vi embeddo lo Slideshare qui sotto ma che è anche disponibile sul sito http://sodareport.com/), di una serie di trend interessanti, con una serie di contenuti che fanno pensare.
Research and findings in Volume 1 revealed several key shifts in marketer/agency relationships and major discrepancies on topics such as: areas that brands and agencies believe are most valuable to clients, reasons clients walk away from agency relationships and the biggest talent shortfalls within client organizations. In this edition, we continue to explore some of those same findings, offering very different perspectives and lines of reasoning in an effort to challenge our own assumptions and improve our analysis of important industry issues.
The meticulously-curated editorial sections within the Report include Industry Insider, Modern Marketer and Tech Talk. You’ll also find an exemplary collection of projects from SoDA members and partners that feature work with world-renowned brands such as Coca-Cola, Nike, Google, Pepsi, and YouTube in addition to immersive digital experiences for museums and academic institutions.

lunedì, ottobre 08, 2012

Supermercati virtuali-anche Carrefour alla stazione





Ci deve essere qualcosa di davvero interessante nel concetto di portare il supermercato fuori dal supermercato e dentro luoghi pubblici, permettendo di fare la spesa in luoghi atipici.

Dopo l'aeroporto di Tesco, è ora il turno della stazione dei treni di Carrefour. 

Un cubo raffigurante oltre 300 prodotti fa bella mostra di se'. Scansionando i prodotti si fa l'acquisto - consegna a domicilio o pick and pay.

Lo potete vedere a Lione fino al 18 Ottobre e poi a Parigi, Gare du Nord, dal 10 al 31 Ottobre.

Va bene che siamo sempre più mobili - ma far la spesa in stazione prenderà davvero piede? E perchè non da casa? 


Sarebbe interessante fare qualche ragionamento sui numeri della spesa da casa... che sarebbe comodissima, sempre sullo stesso principio; un bel volantino con QR code, e la spesa la si fa comodamente in bagno...

Seguono un paio di video di presentazione e di approfondimento del progetto






giovedì, settembre 13, 2012

500.000 pagine viste! Grazie a tutti :-)


(Autocelebrazione = on) Importante traguardo raggiunto.

Lanciato il 13 Ottobre 2005, questo blog ha oggi superato il mezzo milione di pagine viste. Vorrà dire qualcosa?

Boh. Nel frattempo grazie a tutti e quando arrivo a un milione vi avviso :-)

(Autocelebrazione = off)

venerdì, giugno 01, 2012

Recruiting: eccellente idea, Lorem Ipsum


Siamo onesti: a volte i migliori (ma anche i peggiori) lavori, le agenzie li fanno quando non ci sono clienti fra i piedi.

E così quando Jung Von Matt ha avuto bisogno di assoldare un nuovo Art Director ha sviluppato un meccanismo di comunicazione che è miratissimo, brillante, pensato in maniera iper strategica, digital planner - approved. 

Basato su una lettura del target e dei suoi comportamenti.

Anche perché qui non si parla di beccare dei disperati pronti ad andare ovunque, ma convincere gente in gamba a mollare un'agenzia dove magari stanno bene, per venire da noi.

Certo, il fatto che Jung Von Matt sia una delle agenzie top del mondo, aiuta (sono quelli di Obermutten, ad esempio), Ma anche il fatto che sappiano parlare in modo giusto al proprio target, riconfermando la loro coolness.

Ed è fantastico che siano riusciti a trasformare una cosa tutto sommato banale come un annuncio di recruitment in un oggetto da mettere nel loro show reel da presentare ai clienti .-)

Non fosse che stanno in paesi di lingua tedesca, andrei sul loro sito, farei il planner test e mi candiderei anch'io a lavorare con loro ;-)


lunedì, gennaio 02, 2012

L'app motivazionale con la multa. Se non vai in palestra.

Come abbiamo fatto a non pensarci prima?

Un'app motivazionale. Si scarica e installa. Poi si seleziona il numero di visite alla palestra che uno si pone come obiettivo.

Se si salta, l'app addebita la carta di credito di una penalità, a partire da 5 dollaroni. Ma se uno ci va davvero, può incassare parte del denaro sottratto ai pigri. E mi sembra giusto.

Lancio previsto, ovviamente, il primo gennaio. 

http://www.gym-pact.com/

Un interessante approfondimento qui: http://articles.boston.com/2011-01-24/business/29342190_1_membership-fees-planet-fitness-workouts



giovedì, ottobre 13, 2011

Android e iOS si fanno la guerra? La Svizzera è neutrale ;-)

Pubblicità.
Filmetto in animazione, per fare la reclame alla nuova app della Swiss Broadcasting Corporation.

Ovviamente compatibile sia per iPhone che per Android... :-)

Adesso me la scarico.
La cosa più carina del filmetto sono le citazioni cinematografiche... quante riuscite a trovarne?


giovedì, settembre 22, 2011

Quando il gioco si fa alcoolico...Diageo investe 10 milioni su Facebook



Quando il gioco si fa duro - e nel mondo degli alcoolici è durissimo - i duri mettono mano al portafoglio.
E Diageo è un player molto tosto.

Con marche come Baileys (di cui abbiamo parlato da poco), Guinness, Smirnoff, Pampero, Johnny Walker, Dom Perignon etc etc.

La notizia, diffusa dal Financial Times, è quella di una partnership tra Diageo e Facebook. 
Diageo conta già oltre 12,6 milioni di fans mondiali (cumulati fra le marche) su FB. E investirà 10 milioni di dollari sulla più nota delle piattaforme social. 

Facebook metterà a disposizione skills e risorse per sviluppare nuovi percorsi di engagement dei consumatori, per le marche del gruppo, a livello mondiale.

Da un lato soldi, dall'altro know-how. E marketing, esperienza nell'online, visione etc etc. Una specie di megaconsulenza..chiaramente di parte e finalizzata a portar soldi (solo?) alle proprie casse ;-)

Da qui qualche mia considerazione personale da digital planner ;-)

Se facessimo finta che Facebook sia un media, le agenzia griderebbero alla disintermediazione. Ed in effetti il rischio esiste - che il proprietario di una piattaforma tecnologica e di engagement si metta appunto a fare creatività (e già lo fanno....).
Con un vantaggio sleale: quello di conoscere al meglio la tecnologia e le possibilità. Di sapere in anteprima cosa bolle in pentola. E soprattutto di fare cose che agli "altri" non lascerebbero fare. 


Da capire se sentono il rischio di inimicarsi le agenzie, che potrebbero fare la guerra (dicendo ai propri clienti cose tipo "Facebook è morto, per comunicare su Internet ora bisogna andare su Google+ e su Badoo" ?).



Ma forse il ruolo di influencer che le agenzie un tempo avevano nei confronti delle aziende è evaporato, il ruolo del consulente e del consigliori si è appannato a favore di un ruolo da fornitore più o meno intercambiabile, da prendere per le orecchie e strizzare finchè non taglia i suoi costi.


Vabbé, leggetevi l'articolo che è istruttivo.

PS: a livello italiano (disclosure: ho lavorato su progetti web per Diageo, un paio di anni fa)...

a) Baileys in Italia ha oltre 29.000 fan - ma è da fine agosto che non si pubblica una riga e quindi l'engagement è quel che è - e il ritmo dei post a occhio è tipo una volta al mese.

b) Smirnoff Italia sta sui 3000 fan; e avendo un asset interessante come il Smirnoff Nightlife Exchange Project, ci sarebbe stato da aspettarsi un qualche cosa di più.

c) Johnny Walker Italia mi risulta non pervenuto, mentre Pampero Italia ha un bel 49.000 fan, delle attività di integrazione online/offline interessanti ma una bacheca che funziona un po' al rallentatore, mi sembra.

Lascio a chi ha voglia di farsi un giro sulle altre marche del gruppo ed analizzarle...


mercoledì, maggio 05, 2010

iAd spacchera il mondo del mobile adv?

La "trazione" dei device Apple sul mobile è tale (siamo già ad oltre 1 milione di iPad venduti, e non è ancora nemmeno stato lanciato in Italia....) che la casa di Cupertino ritiene di disporre di un canale, un media talmente forte da potersi permettere una piattaforma proprietaria di adv.

E se c'è una cosa che Jobs ha capito è che se si disegna bene una cosa, si può chiedere un prezzo molto, molto superiore a prodotti analoghi e concorrenti.

E da quello che si è saputo, iAd è un sistema che rischia di disintermediare (insomma, di portare via budget) alle agenzie di pubblicità. Che, come sappiamo, sono dei player la cui importanza si sta progressivamente riducendo.

Tra qualche giorno ci scrivo un pezzo, adesso no che sono in partenza per Firenze.
Però vi lasco con il video della presentazione di iAd da parte di Jobs.

venerdì, novembre 20, 2009

Il Caos della concorrenza digitale

Forse ha ragione Bob Garfield quando lega il digitale a scenari caotici. E nel caos rischieranno di trovarcisi anche le agenzie di comunicazione digitale, se a fare creatività ci si mettono anche gli editori.

Parlo di questo nel mio articolo odierno su Apogeo ... la concorrenza sui progetti di comunicazione digitale potrà domani arrivare da tutte le parti.

venerdì, agosto 28, 2009

WPP: il digitale+ DM ormai vale il 25% del business

WPP, in un comunicato relativo ai risultati del primo semestre, dove vengono esposti numeri molto duri sulla contrazione del business dovuti alla crisi, fa uscire anche un numero molto interessante.

Il mondo del digitale + direct marketing ormai vale un 25% del loro business. Inltre sono categorie che sono state colpite in misura molto minore dalla recessione...

Per curiosità tre numeri sui profitti del gruppo:

Headline operating profit down over 24% to £342 million
Headline profit before tax down over 35% to £252 million
Profit before tax down 47% to £179 million

(Poi, lo sappiamo, i numeri bisogna saperli leggere, interpretarli, analizzarli...)

(Per chi non lo sapesse, WPP è uno dei più grandi gruppi di comunicazione del mondo, con marchi tipo Ogilvy, Mediaedge:cia, VML, Wunderman,JWT,Grey, Landor, etc etc etc)

Photo credits

venerdì, giugno 12, 2009

La Pubblicità User Generated e il cane 2.0…(ADV Reprint)

Sempre più numerose le iniziative volte ad affidare la progettazione e la realizzazione degli spot pubblicitari agli utenti. Funzionano?

(Articolo originariamente pubblicato su ADV, Maggio 2007)


Ammettiamolo: siamo stati militarmente occupati dalle truppe del 2.0. Al grido di “User Generated Content !” ci hanno invaso i templi della musica, dell’audiovisuale, della notizia.


Ma ora hanno osato infrangere il più terribile dei tabù: quello della pubblicità creata dai non addetti ai lavori.


Dilettanti allo sbaraglio

Siti come Zooppa mettono oggi a disposizione delle masse oppresse (dall’advertising top-down) concorsi per la produzione di video pubblicitari. I materiali realizzati sono votati dal pubblico, che elegge i vincitori che portano a casa un premio che può raggiungere i 3000 dollari. A questo punto il committente (come TomTom o Greenpeace) decide cosa farsene delle proposte ricevute.


Nella stessa direzione vanno XLNTads, ViTrue o Current.tv, la TV online per i giovani lanciata da qualche anno dall’ex vice-presidente Al Gore (con premi che arrivano teoricamente ai 50.000 dollari). Grandi marche come Doritos, McDonalds, Chevrolet, Sony o MasterCard hanno battuto questa strada con iniziative autonome, per non parlare della Fiat 500 o di Pepsi che al pubblico fa ridisegnare le proprie lattine.


Le Agenzie pronte a lottare casa per casa

La risposta non si è fatta attendere ed in tutto il mondo i professionisti della comunicazione hanno iniziato a prepararsi per vendere cara la pelle (spesso equivocando sul termine Guerilla Marketing – che non significa creative directors con la faccia dipinta in colori mimetici).


Visto l’impatto di Internet su comparti come quelli del turismo, della musica o del software, è normale salga la pressione a chi rappresenta la parte “tradizionale” del business. D’altra parte c’è da domandarsi quanto lo User Generated Advertising (UGA) sarà veramente in grado di togliere business alle agenzie.


Il dilemma è antico: sarà più creativo un professionista navigato o un inesperto ma motivato appassionato? Se mi permettete, forse lo è di più il secondo. Ma di una creatività spesso tale perchè non focalizzata: quando ero Account Director su Pepsi, ero quotidianamente perseguitato da amateurs decisi a vendermi bellissime idee per spot miliardari… senza avere idea delle necessità o dei budget della marca.


La povertà tragica/strategica degli user ( e la inquietante sinteticità dei brief loro passati online) pone dunque un serio limite al raggiungimento di risultati in termini di rafforzamento della marca o di generazione delle vendite. E a quella si deve aggiungere la povertà dei mezzi a disposizione del dilettante medio.


E’ tutta una questione di RP o c’è un’idea?

Insomma, il rischio è che dall’UGA nascano idee carine e postmoderne (o meglio ‘poststrane) ma slegate da strategie di comunicazione e con valori di produzione minimalisti.


Commercial insomma teoricamente poco efficaci, quasi impresentabili se non rappresentassero una buona opportunità di generare news value. Di costruirci un meccanismo di relazioni pubbliche che permetta di far parlare della marca ben più di quanto ci consentirebbe un normale spot. Di dare alla marca dei valori “moderni”, di condivisione del business con la propria utenza. Di far interagire con la nostra comunicazione.


Attenzione però, c’è anche il rischio di negare a priori un meccanismo interessante: quello di rompere certi schemi analisi-strategia-creatività che incanalano le aziende nel parlarsi addosso, sapendo già cosa attendersi dalle analisi di mercato e della clientela, adagiandosi nella comoda illusione di non aver bisogno di pensare troppo.


Il valore dell’UGA è forse proprio quello di scatenare la creatività del pubblico e, più che di fornirci materiali pubblicitari a bassissimo costo, di aprirci la visione a ciò che è la nostra marca, come viene vista, interpretata, proiettata. E come quindi ci viene restituita. In fondo questo è un processo strategico, più che creativo. Anche se può indubbiamente fornirci occasionalmente idee creativamente validissime… ma difficili poi da gestire nel delicato equilibrio diplomatico cliente – agenzia.


Per molti inserzionisti infine, l’UGA è quasi un disperato tentativo di rompere il muro dell’indifferenza verso la pubblicità patinata, troppo spesso invisibile per le giovani generazioni; proponendo inv

ece messaggi affini al target e appealing nella loro grezzità ( grezzezza? grezzeria?) perchè “fatti da noi” e non “fatti da loro”.


Non molto di nuovo sotto il sole

Pur con tutto i rispetto per l’evoluzione tecnologica, non dimentichiamoci che comunque da che mondo è mondo le aziende hanno sempre fatto ricorso al pubblico per la generazione di idee creative ( e di relative campagne di RP).


Indimenticabile per l’Italia il caso del logo dell’ENI – quello che generò 4.000 bozzetti inviati dal pubblico e sfociò nella scelta di quello che allora chiamarono il “cane a sei zampe” ma che oggi sarebbe indubbiamente conosciuto come Cane 2.0.