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martedì, giugno 23, 2015

Crosselling: estendere la propria gamma...dalla birra al beauty

Vabbè, qui c'è poco da commentare, la notizia si spiega da sola.

Carlsberg, in occasione della festa del padre, in partnership con un'azienda cosmetica, ha realizzato una linea di prodotti per la cura della pelle destinati a un pubblico maschile.

Tra gli ingredienti principali... una delle mie birre preferite. Congelata e polverizzata.

In effetti, lievito e cereali sono ricchi di sostanze comunemente usate nei prodotti di bellezza, a quanto pare.

Classico PR Stunt? Direi di sì. Una bella idea.

I prodotti si comprano qui:

Ecco il video.

venerdì, maggio 22, 2015

[NSFW] Il messaggio è nascosto nel film maialo :-) ma è a fin di bene: datevi una controllatina.


Post leggerino del venerdì.

Sembra abbastanza evidente che il film a luci rosse sia una categoria dello spirito che nella nostra società è abbastanza in fase di sdoganamento, di accettazione.

Di conseguenza, dato che la comunicazione è lestissima a seguire i trend culturali, assistiamo sempre più frequentemente a campagne che sfruttano il mondo del videomajale; naturalmente, dato che un limite bisogna pur tirarlo da qualche parte, sono campagne che generalmente lavorano al servizio di cause nobili, pro bone.

Oh, curioso errore di stampa; volevo dire pro bono - ma già che ci siamo, ci sta molto bene anche il tema dei tumori maschili genitali.

Sì, lo so, state tutti compiendo gesti apotropaici (link) il che è esattamente quello che dovremmo fare tutti regolarmente, per verificare se tutto è a posto - anche perché con la diagnosi precoce, in genere la cosa è curabile.

L'insight strategico e l'ideona creativa è che esiste (oltre all'autodiagnosi) un altro ambito legato alla auto palpazione ovvero ... beh, insomma, passiamo alla case history.

Hanno inserito in un film a luci rosse (ispirato a Games of Thrones, btw) una sequenza dove la nostra star maiala... senza preavviso... passa il messaggio :-) un vero e proprio ambush marketing, che becca in castagna e sorprende il target.

Un buon pretesto di notizibilità, di buzz, di far parlare dell'operazione e quindi del problema / soluzione. Chiamiamolo, se volete, Ambushpornvertising. Potrebbe avere un futuro.

E anche un passato - ricordo ad esempio questo caso di cui ho parlato un po' di tempo fa:
http://robertoventurini.blogspot.it/2012/09/il-porno-solidale-made-in-italy-come4org.html

ma anche l'iniziativa della nota star Mercedes Carrera:
http://www.gqitalia.it/ragazze/eros/2015/02/10/mercedes-carrera-the-charity-porn-faccio-porno-fin-bene/?utm_source=facebook&utm_medium=marketing&utm_campaign=gqitalia

Basta, guardate il video (non temete, è censurato) e riflettete: anche se non siamo in Australia, un tagliandino non è una cattiva idea farselo:


Approfondimento:



You may have seen adult film actresses remind men to check for testicular cancer before, but not in this fashion. During the season premiere of "Game Of Thrones", the aptly-named Australian charity The Blue Ball Foundation, and leading LA adult film studio Digital Playground created an adult film called "Game of Balls". Adult actress Eva Lovia donned a thematic dress (for a brief moment) and then the porn began. Released without any PR, the film was found on all sorts of porn websites where Australian males hang out. Little did they now that when they went to watch the movie, it was a “pornterruptive” public health message. Eva teaches you how to check for testicular cancer mid-movie. Since the viewers may already have their pants down at the time. Eva then points to an on-screen URL, playwithyourself.org – where men can find out more, get help, and spread the word. Then the film continues as normal.
A huge success and talked about worldwide, not just in Australia.
http://adland.tv/commercials/blue-ball-foundation-play-yourself-2015-case-study-australia

mercoledì, agosto 28, 2013

Sex sells, anche al maschile? E offende un milione di mamme?

Ieri parlavamo di acchiappo mobile per il deodorante; oggi torniamo sul tema dell'uso del sesso come strumento di vendita ma - in ottica bipartisan - oggi l'idea è quella di mirare al maschio e non alla femmina. O forse viceversa.

La strategia è una di quelle più antiche del mondo: se hai poco da dire sul prodotto, lavora sugli intangibili. E sugli appetiti sessuali.

In effetti, sui condimenti per insalate e piatti cucinati (che all'estero sono un mercato ben più coplesso del nostro) in fondo c'è pochino da dire. E quindi Kraft ha pensato bene di buttarla sul gnoccolone palestrato. Un po' modello Coca Light (ricordate?).

Anche perchè c'è un tocco di italianità nel prodotto (all'americana, ofc) e "Italians do it better", no?

Se vi piace il genere, rifatevi gli occhi con il figone (poi va a gusti) di Get Me Zesty dove, oltre al "ricettario" che accompagna l'uso dei prodotti, potrete godervi gli spot del topolone che cucina (si fa per dire), inviare degli Zestygram e partecipare a un concorso (si vince una lezione di cucina con il bonazzo).

Ecco anche la pagina Facebook:
 https://www.facebook.com/KraftDressing

E Twitter: https://twitter.com/TheZestyGuy

Non è però tutto oro quello che luccica, sia esso un bel tartarugone sulla pancia.
La campagna ha infatti causato non poche polemiche e critiche per l'eccessiva sessualizzazione della comunicazione.

Se vi interessa il tema, leggete:
http://www.huffingtonpost.com/2013/06/14/kraft-zesty-dressing-ad_n_3441805.html

o questo, che racconta della posizione delle famiglie americane cristianamente conservative

Ecco un video di Get Zesty, così vi fate un'idea:



E, per reference, il mitico spot della Diet Coke...



lunedì, giugno 15, 2009

Gillette: il rasoio...beh, non è solo per la barba ...(viral)

Eh,sì, avete fatto bene a pensare male: un video virale che facendo leva sul concetto che se non ci sono i cespugli del sottobosco l'albero sembra più alto (giuro), dà alcuni utili consigli su come radersi la zona inguinale.

A parte il discorso di branding a mezzo virale, mi ricordo - ai tempi in cui gestivo Gillette come cliente - del fatto che le vendite delle lame sono condizionate da quanto si usa il rasoio; ad es. se viene di moda la barba alla Italo Balbo, si rade meno pelle, la lama dura di più e si vende di meno.

Di qui molto sensato il tentativo di marketing di estendere l'uso del rasoio non sono la viso ma alla rasatura del corpo.... (in effetti su YouTube trovate tutta una serie di video che spiegano come radersi le varie parti del corpo - attività una volta riservata quasi esclusivamente ai nuotatori agonistici).

Ci sarebbe poi da fare anche qualche discorso sull'evoluzione delle strategie di marketing della marca da quando questa è stata acquistata da P&G.

Comunque, su questo tema, era arrivata prima (credo) Philips, con la sua campagna "Shave Everywhere", in maniera spigliata,trasgressiva,virale, un po' strana (scegliete voi l'aggettivo)