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lunedì, maggio 02, 2011

Promozione social dell'editoria: l'autrice risponde...

Prosegue l'azione di promozione del libro "Nessuno Si Salva da Solo" di Margaret Mazzantini, di cui avevo già parlato qualche settimana fa.

L'attività su Facebook, di engagement e colloqui con i quasi 2300 fan è andata avanti ben presidiata su base quotidiana per parecchie settimane, dando luogo a delle discussioni che sono anche riuscite a trascendere l'oggetto del libro, per portarsi sul piano delle emozioni delle persone, delle sensazioni provocate dal libro in relazione alle esperienze di vita personale etc. 

In sostanza un dialogo abbastanza da manuale e non il solito "booktrailer" o tubo monodirezionale in cui vengono spinti giù messaggi di marketing.

Ovvio che dietro ci sia un lavorone di redazione, dato che queste cose non si mantengano da sole e quindi degli investimenti in tempo e denaro all'interno di un piano social con una base strategica.

Il prossimo capitolo dell'attività Social è ora centrato sulla partecipazione diretta dell'autrice (finora mi sembra tenutasi abbastanza a margine dell'operazione), pronta a rispondere su Facebook a questioni e domande poste dal pubblico - vi allego una sintesi della press release:


9 domande + 1 a Margaret Mazzantini

L'autrice abbraccia le richieste di interazione per rispondere alle domande espresse dai fan.

Molti si sono chiesti quali fossero le radici della storia di Delia e Gaetano, altri hanno immaginato che il libro potesse essere un monito per le coppie in crisi. Altri hanno reinterpretato le frasi e le situazioni del racconto, chiedendosi come fare per diventare bravi scrittori a loro volta… Alla curiosità ma anche alle emozioni ed alle fantasie dei commenti sull'argomento non c'è stato limite, i lettori chiedono ancora approfondimenti per continuare a discorrere ma anche a sognare.

Ecco nascere così le “9 domande + 1 a Margaret Mazzantini” che questa settimana i fan vorranno porre a Margaret: 9 domande aperte (su ogni argomento desiderato) ed 1 frase del suo libro (quella che ha più colpito la community) per approfondirne la nascita e l'evoluzione.

Come nasce in uno scrittore una visione, un'emozione... e come si trasforma in un paragrafo? Come si sono scelte quelle esatte parole? Arrivano di getto oppure dopo averla scritte, riviste e corrette numerose volte? L'autrice  ci guiderà dentro la sua struttura, ma anche dentro la sua arte e la sua anima, attraverso un viaggio nel mondo della narrativa.

Per continuare quindi a “viaggiare” insieme, invitiamo i fan a porre su Facebook le loro domande ed una frase di “Nessuno si salva da solo”. C’è tempo sino a giovedi alle 12:00.

Nel fine settimana Margaret Mazzantini risponderà a 9 di queste domande e approfondirà 1 frase del libro, continuando con noi questo percorso nell'anima e nella creatività.

venerdì, marzo 11, 2011

Anche in Italia si può fare engagement, unconventional e Social per i libri: Nessuno si salva da solo.

Anche in Italia si può fare del marketing intelligente e innovativo per l'editoria.

E a me parlare di cose made in Italy fa un piacere quasi erotico. 
Dato che anche da noi si è capaci di fare cose belle, quando vogliamo e quando ci lasciano.

Finita la polemica, il progetto è quello del lancio del libro "Nessuno si salva da solo". 

Con un'operazione di engagement nei luoghi classici dell'aperitivo - ma invece del solito reading (che due maroni, personalmente) ha visto il primo "slam book" italiano, che sarebbe: "un reading “faccia a faccia”, un ring in cui 3 coppie di reader, uomo e donna, improvviseranno testi e si affronteranno con la loro libera interpretazione la scrittura di Nessuno si salva da solo, metteranno in scena la storia di una coppia scoppiata, di un amore ormai finito, il botta e risposta dei personaggi del libro, Delia e Gaetano."
Il che, btw mi ricorda quella cosa bellissima che sono i match di improvvisazione teatrale.

Ma poi ci hanno fatto una bella integrazione: Facebook, blog, un po' di Twitter e YouTube.

Due note divertenti: qualcuno si è lamentato che la poesia e la letteratura andasse a rompere i maroni nel loro localino preferito per l'happy hour milanese, che c'avevano da parlare delle loro importanti cose da happy hour (ecco perché non mi beccherete mai a fare l'happy hour nei locali à la page). 

E poi lo scazzo che nell'ambiente della poetry italiana sembra aver scatenato il concetto di una gara, leggetevi il succoso post di Guido Catalano, uno dei poeti dello slam (che, manco a dirlo, scrive bene, anche i post :-)

In chiusura l'immancabile, etico disclosure, così nessuno pensa che faccia delle marchette: sono amico di chi ha organizzato 'sta cosa.
Come sono amico di tanta gente del settore. 
Per cui se non parlassi delle cose che fanno quelli che conosco non parlerei di nulla o quasi di made in Italy. Che invece è la cosa più interessante, perché a parlare solo di Made in USA... ci siamo capiti. 
E non metto nemmeno la copertina del libro ma un'immagine che non c'entra nulla, faccio anch'io il purista. ;-)