lunedì, giugno 15, 2009

Gillette: il rasoio...beh, non è solo per la barba ...(viral)

Eh,sì, avete fatto bene a pensare male: un video virale che facendo leva sul concetto che se non ci sono i cespugli del sottobosco l'albero sembra più alto (giuro), dà alcuni utili consigli su come radersi la zona inguinale.

A parte il discorso di branding a mezzo virale, mi ricordo - ai tempi in cui gestivo Gillette come cliente - del fatto che le vendite delle lame sono condizionate da quanto si usa il rasoio; ad es. se viene di moda la barba alla Italo Balbo, si rade meno pelle, la lama dura di più e si vende di meno.

Di qui molto sensato il tentativo di marketing di estendere l'uso del rasoio non sono la viso ma alla rasatura del corpo.... (in effetti su YouTube trovate tutta una serie di video che spiegano come radersi le varie parti del corpo - attività una volta riservata quasi esclusivamente ai nuotatori agonistici).

Ci sarebbe poi da fare anche qualche discorso sull'evoluzione delle strategie di marketing della marca da quando questa è stata acquistata da P&G.

Comunque, su questo tema, era arrivata prima (credo) Philips, con la sua campagna "Shave Everywhere", in maniera spigliata,trasgressiva,virale, un po' strana (scegliete voi l'aggettivo)

Twitter per le PMI

Nuova puntata del mio mini corso di marketing online per le PMI, in onda sul sito EuroGroup

Come usare efficacemente Twitter per il nostro business? Per cosa possiamo usare il Twitter e le logiche di sperimentazione dello strumento....

In una puntata precedente abbiamo visto alcune case histories di successo per Twitter. Vediamo per cosa potremmo usare Twitter e proviamo a individuare la logica di fondo per sperimentare su questo nuovo strumento.



Riparliamo di Twitter, questa volta in modo più "operativo". E' chiaramente uno strumento nuovo, con una base di utenti in Italia ancora abbastanza limitata - ma contraddistinta dall'essere una popolazione all'avanguardia tecnologica, per così dire - persone fortemente "digitali", innovatori; e se questo è il nostro target, vale veramente la pena di considerare una sperimentazione usando questo strumento. 


Il resto lo trovate a questo link

sabato, giugno 13, 2009

WiFi gratis da McDonald. Sì, in Italia...

So che probabilmente l'avete già letta, questa - ma nel caso vi fosse sfuggita (pezzettino leggero da sabato):

Roberto Masi, Managing Director McDonald’s in Italia ha annunciato la disponibilità del WiFi gratis in tutti i ristoranti della catena - e già ad oggi dovrebbe essere attivo in oltre 300 punti vendita dell'azienda degli archi dorati.

“È con orgoglio - dice - che presento oggi l’unica rete di Free Wi-Fi in Italia con una diffusione e una capillarità così grande su tutto il territorio. Il servizio è attivo già oggi in oltre 300 dei nostri ristoranti”.

L'accesso è annunciato gratuito ed illimitato.

Al momento non mi è chiaro come funzioni il sistema, specialmente per le faccende di identificazione dell'utente, accesso etc. Mi sa che più tardi faccio un salto per un caffè ed un esperimento.

Anche se, da quando ho l'iPhone (anche grazie alla tariffa dati piuttosto economica che ho) il mio interesse per il WiFi è sceso di molto...

venerdì, giugno 12, 2009

Venezia "brandizza" l'acqua del rubinetto

Per ridurre il consumo di acqua minerale in bottiglia campagna di branding per l'acqua del rubinetto, a Venezia.

L'obiettivo è di ridurre la quantità di bottiglie di plastica da smaltire - che per Venezia, città senza strade, ha costi e complicazioni non banali...

Un bell'articolo da leggere sul NY Times

La Pubblicità User Generated e il cane 2.0…(ADV Reprint)

Sempre più numerose le iniziative volte ad affidare la progettazione e la realizzazione degli spot pubblicitari agli utenti. Funzionano?

(Articolo originariamente pubblicato su ADV, Maggio 2007)


Ammettiamolo: siamo stati militarmente occupati dalle truppe del 2.0. Al grido di “User Generated Content !” ci hanno invaso i templi della musica, dell’audiovisuale, della notizia.


Ma ora hanno osato infrangere il più terribile dei tabù: quello della pubblicità creata dai non addetti ai lavori.


Dilettanti allo sbaraglio

Siti come Zooppa mettono oggi a disposizione delle masse oppresse (dall’advertising top-down) concorsi per la produzione di video pubblicitari. I materiali realizzati sono votati dal pubblico, che elegge i vincitori che portano a casa un premio che può raggiungere i 3000 dollari. A questo punto il committente (come TomTom o Greenpeace) decide cosa farsene delle proposte ricevute.


Nella stessa direzione vanno XLNTads, ViTrue o Current.tv, la TV online per i giovani lanciata da qualche anno dall’ex vice-presidente Al Gore (con premi che arrivano teoricamente ai 50.000 dollari). Grandi marche come Doritos, McDonalds, Chevrolet, Sony o MasterCard hanno battuto questa strada con iniziative autonome, per non parlare della Fiat 500 o di Pepsi che al pubblico fa ridisegnare le proprie lattine.


Le Agenzie pronte a lottare casa per casa

La risposta non si è fatta attendere ed in tutto il mondo i professionisti della comunicazione hanno iniziato a prepararsi per vendere cara la pelle (spesso equivocando sul termine Guerilla Marketing – che non significa creative directors con la faccia dipinta in colori mimetici).


Visto l’impatto di Internet su comparti come quelli del turismo, della musica o del software, è normale salga la pressione a chi rappresenta la parte “tradizionale” del business. D’altra parte c’è da domandarsi quanto lo User Generated Advertising (UGA) sarà veramente in grado di togliere business alle agenzie.


Il dilemma è antico: sarà più creativo un professionista navigato o un inesperto ma motivato appassionato? Se mi permettete, forse lo è di più il secondo. Ma di una creatività spesso tale perchè non focalizzata: quando ero Account Director su Pepsi, ero quotidianamente perseguitato da amateurs decisi a vendermi bellissime idee per spot miliardari… senza avere idea delle necessità o dei budget della marca.


La povertà tragica/strategica degli user ( e la inquietante sinteticità dei brief loro passati online) pone dunque un serio limite al raggiungimento di risultati in termini di rafforzamento della marca o di generazione delle vendite. E a quella si deve aggiungere la povertà dei mezzi a disposizione del dilettante medio.


E’ tutta una questione di RP o c’è un’idea?

Insomma, il rischio è che dall’UGA nascano idee carine e postmoderne (o meglio ‘poststrane) ma slegate da strategie di comunicazione e con valori di produzione minimalisti.


Commercial insomma teoricamente poco efficaci, quasi impresentabili se non rappresentassero una buona opportunità di generare news value. Di costruirci un meccanismo di relazioni pubbliche che permetta di far parlare della marca ben più di quanto ci consentirebbe un normale spot. Di dare alla marca dei valori “moderni”, di condivisione del business con la propria utenza. Di far interagire con la nostra comunicazione.


Attenzione però, c’è anche il rischio di negare a priori un meccanismo interessante: quello di rompere certi schemi analisi-strategia-creatività che incanalano le aziende nel parlarsi addosso, sapendo già cosa attendersi dalle analisi di mercato e della clientela, adagiandosi nella comoda illusione di non aver bisogno di pensare troppo.


Il valore dell’UGA è forse proprio quello di scatenare la creatività del pubblico e, più che di fornirci materiali pubblicitari a bassissimo costo, di aprirci la visione a ciò che è la nostra marca, come viene vista, interpretata, proiettata. E come quindi ci viene restituita. In fondo questo è un processo strategico, più che creativo. Anche se può indubbiamente fornirci occasionalmente idee creativamente validissime… ma difficili poi da gestire nel delicato equilibrio diplomatico cliente – agenzia.


Per molti inserzionisti infine, l’UGA è quasi un disperato tentativo di rompere il muro dell’indifferenza verso la pubblicità patinata, troppo spesso invisibile per le giovani generazioni; proponendo inv

ece messaggi affini al target e appealing nella loro grezzità ( grezzezza? grezzeria?) perchè “fatti da noi” e non “fatti da loro”.


Non molto di nuovo sotto il sole

Pur con tutto i rispetto per l’evoluzione tecnologica, non dimentichiamoci che comunque da che mondo è mondo le aziende hanno sempre fatto ricorso al pubblico per la generazione di idee creative ( e di relative campagne di RP).


Indimenticabile per l’Italia il caso del logo dell’ENI – quello che generò 4.000 bozzetti inviati dal pubblico e sfociò nella scelta di quello che allora chiamarono il “cane a sei zampe” ma che oggi sarebbe indubbiamente conosciuto come Cane 2.0.



Online il mio archivio di articoli per ADV

Come qualcuno sa, da qualche anno scrivo per ADV Advertiser, un'ottima rivista del settore pubblicitario/comunicazionale/markettaro.

La maggior parte dei miei articoli sono stati però pubblicati solo sull'edizione "di carta" della rivista.

Con illuminata visione (da parte loro) ci siamo però messi d'accordo per ripubblicare sul mio blog gli articoli più interessanti scritti da me, in modo che tutti possano goderne (anche se con un annetto o due di ritardo...)

Content wants to be free, no?

Grazie ad ADV e godetevi il primo articolo nel prossimo post, gli altri a scadenze imprevedibili e a mio insindacabile giudizio...

giovedì, giugno 11, 2009

mercoledì, giugno 10, 2009

Philips sdogana il giocattolo erotico? (e ribattezza la categoria)

Nuovo da Philips (ok, si parla di qualche mese fa, a quel che capisco...) un device consumer destinato a dare un piacere che non è - in contrasto con la tradizione della marca - legato al mondo dell'entertainment audiovideo...(ok, fate pure le vostre battutacce).

Interessante, in termini di comunicazione su aree "delicate", lo sforzo di trovare una denominazione del mercato che possa essere più accettabile di "giocattoli erotici" e simili. La genialata è stata definire il mercato come prodotti per il "Relationship Care"...

Dopo Durex, che ha posto in vendita il suo anellino vibrante nella Grande Distribuzione (vabbè, era coerente al suo business) ma prima ancora Panasonic, produttrice di un device che per gli esperti sarebbe il top di gamma (il cosiddetto "Magic Wand"), anche Philips entra in questo mercato edonistico fino a ieri visto con...diciamo una certa cautela...

Lo sappiamo, all'evolvere del mercato e della società evolve anche il comune sentire e quindi anche la comunicazione pubblicitaria. A quando dunque i vibratori in comunicazione? (a parte lo storico precedente di Ikea...)

Added Bonus: visto che vi voglio bene, ecco il link ad una mappa (in spagnolo) delle zone erogene maschili e femminili... facciamoci una cultura.

I media USA pensano seriamente a farci pagare le notizie online

E chi le pagherà tutte queste notizie?

Un documento dell’American Press Institute raccomanda agli editori di farsi pagare, di combattere per il copyright e di rifocalizzarsi sui consumer per sopravvivere alla tempesta elettronica...

Un mio nuovo articolo su Apogeo, che racconta delle ultime pensate del mondo editoriale americano, che sta ragionando seriamente su come sopravvivere all'evoluzione dei media recuperando il pay per content.

L'articolo lo leggete qui

martedì, giugno 09, 2009

Saatchi: i concorrenti hanno fatto "hackervertising" sul sito dell'agenzia?


Il sito di Saatchi & Saatchi "hackerato" da un concorrente? No, è un'aggressiva mossa che sfrutta la mancata protezione dei possibili indirizzi Internet...


Se andate sul sito saatchiandsaatchi.co.uk, troverete una sorpresa: un video promozionale dell'agenzia di comunicazione virale Asabailey che annuncia di aver hackerato il sito della Saatchi.


Mossa molto coraggiosa, per così dire, e apparentemente illegalissima.


In realtà anche se l'iniziativa è comunque ai limiti della legalità (o un po' oltre) la situazione non è proprio così come appare.


Il sito "vero" di Saatchi & Saatchi in Inghilterra ha come indirizzo saatchi.co.uk


Il dominio saatchiandsaatchi.co.uk invece non era stato acquistato dalla prestigiosa agenzia - essendo quindi libero è stato comprato da Asabailey che ha montato il finto hackeraggio ;-) e ne ha approfittato per creare rumore mediatico attorno a se'.


Prevedibile comunque che Saatchi & Saatchi non lascrerà passare la cosa ancora per lungo tempo e che interverrà a difesa del proprio brand...

lunedì, giugno 08, 2009

Caffé gratis allo studente-media

Nella continua ricerca di media / non-media o di strumenti non convenzionali, na nuova strada si focalizza sullo studente, figura non solo molto propensa ad attività virali ma caratterizzata da non avere tipicamemente il becco di un quattrino.

Di qui l'idea: offrire agli studenti (olandesi) una card valida 10 caffé - in campio di uno spazio pubblicitario all'interno delle loro presentazioni in Powerpoint.

Meccanismo semplicissimo, dunque: inserire una delle slides pubblicitarie della catena di caffetterie Coffee Company all'interno di una presentazione fatta in pubblico, farsi filmare o fotografare mentre si eroga la slide in classe, uploadare la prova dell'avvenuto spottone pubblicitario e ottenere la card.

Btw anche il sito della catena non è male.

Non si tratta della prima iniziativa che sfrutta lo studente in cambio di prodotti / servizi gratis: si veda ad esempio la fotocopia gratuita ma sponsorizzata in Giappone, del soft drink gratis se ti sorbisci anche un 30" pubblicitario...

Il primo videoclip fatto in Televideo


Su Geek Advertising

Copywriter usato offresi

Annuncio comparso davanti alla sede di Leo Burnett.

Guerilla Job Seeking?





-- Post From My iPhone

venerdì, giugno 05, 2009

Reebok:su iPhone fatti la scarpa personalizzata

Nuovo da Reebok: Your Reebok, l'applicazione che ti permette di disegnarti la scarpa personalizzata e di comprarla online.

(concetto simile a NikeID)

L'applicazione non è disponibile per gli utenti italiani - al momento il sistema è attivo solo per USA e UK, più avanti verrà probabilmente introdotto in Germania, Austra, Francia, Belgio, Olanda e Irlanda.

Un passo avanti nel filone del m-commerce: viste anche le annunciate nuove potenzialità del rinnovato sistema operativo dell'iPhone che arriverà tra un po', potremo presto cominicare a parlare di iPbone-commerce come categoria a se'?

Axe: usa un sapone da uomo, altrimenti...

Obbligatorio:com'è cambiata la comunicazione in 3'30"

Visione obbligatoria, specialmente per le aziende.

Un divertente ed intelligente video sull'evoluzione della comunicazione in 50 anni - in 3 minuti e trenta secondi. spiega perchè oggi comunicare è divetanto un maledetto pasticcio...

basico per molti lettori, molto meno per molti dei nostri clienti?

giovedì, giugno 04, 2009

Nokia n-gage: un sito da complimenti per la creatività

Una delle rare operazioni di e-marketing ancora in grado di sorprendermi e di farmi fare di sì con la testa.

Poi è chiaro che il compito in quache maniera era più facile (rispetto, ad esempio, ai Corn Flakes) in quanto si tratta di promuovere la piattaforma di gaming per i cellulari Nokia, quindi la latitudine di pensiero offerta ai creativi era un tantino più ampia...;-)

Guardatevelo, è un sito da premi e da benchmarking...www.get-out-and-play.com/index.php

Alcune note:
1. intelligente la maniera in cui si è risolto il preload, magari non nuovissima (mi sembra di aver visto dei concept del genere in passato) ma efficace nel trasformare una rottura di scatole in un momento engaging

2. il filmato di per se' non è terribilmente innovativo ma è molto ben girato - tenete duro e arrivate alla fine (e comunque è probabilmente un discreto virale, si sno anche ricordati di mettere il backstage - che ha il suo perché).

3. molto bella l'idea e la realizzazione del gioco "breakout" fatto con le persone - questa sì è la part "nobile" del sito.

(Grazie a Frank Stahlberg per la segnalazione)

mercoledì, giugno 03, 2009

Lo sbarco in forze delle app geocontestuali

Come ampiamente previsto, è arrivata l'onda della geocontestualizzazione - nel giro di pochi giorni, nel mio piccolissimo sto testando una serie di applicazioni (più o meno nuove) che mi permettono di dire al mondo dove sono, mostrargli una mappa, raccontargli che diavolo sto facendo, vedere chi è attorno a me.

La domanda è: ma gliene frega qualcosa a qualcuno?
Esiste un business model sostenibile? Esiste il potenziale di combinare la localizzazione con l'advertising?

Al momento la mia opinione è che questo genere di applicazioni può avere un futuro se aggiungono valore al territorio in cui mi trovo o meglio alla mia conoscenza, alla mia percezione del territorio (come nel caso del cerca toilette di Charmin'...).

Posso ad esempio capire aziende.it che sto usando sull'iPhone (insieme ad AroundMe e LocalPicks), che - basandosi sulla forza della community e dei suoi commenti - non solo dovrebbe farmi trovare l'esercizio commerciale più prossimo ma darmi un'idea di come "performa".

Ho qualche dubbio in più su BrightKite e simili o su Mobnotes... ma ci devo ancora pensare un po' su...anche perchè di questo genere di applicazioni c'è n'è in giro un numero crescente...

Si può dire "culo" in pubblicità?


Fantastica nella sua creatività la comunicazione di questa linea di traghetti...
(via: link)

I giornali americani in caduta libera

Dati veramente inquietanti sulle vendite di pubblicità dei quotidiani americani, che da anni fanno registrare un calo significativo; nel primo trimestre 2009, però, le vendite di spazi sono calate del 30% rispetto allo stesso periodo 2008.

Sul fronte dell'online le cose non vanno però molto meglio, con un calo del 13%.


link:

(via Roldano De Persio)