lunedì, febbraio 08, 2010

Digital Planner - un nuovo blog per il manifesto

Il Manifesto del Digital Planner è stato un buon successo - sono arrivati un po' di commenti sul blog, parecchie mail, PM etc. E parecchi input utili.

Grazie a tutti quelli che hanno dimostrato interesse a lavorare per definire meglio (o per la prima vlta, almeno in Italia) il mestiere di Digital Planner.

Per agevolare la discussione, ho pensato di staccare il Manifesto e tutte le future conversazioni / iterazioni dal mio blog che state leggendo, e di aprire un blog tutto nuovo dove potremo parlare in maniera più focalizzata e verticale.


Fatene buon uso, su questo blog da parte mia conto di pubblicare le future messe a punto collettive del manifesto e altri post utili per i Digital Planner. Vedremo. Collaborate. 

venerdì, febbraio 05, 2010

Dio è morto, Marx pure e anche il mio mercato…


Se Tesco, catena di supermercati inglese, non solo vende ma inizia addirittura a produrre Dvd di successo, dov’è il limite di chi fa che cosa?


Nel mischione economico del XXI secolo, tutti diventeranno concorrenti di tutti? Dove arriveranno un domani le macrocatene della Grande Distribuzione, se Tesco si metta a fare il produttore cinematografico di pellicole nazionalpopolari?

Parlo di questo nel mio articolo settimanale su Apogeo.

giovedì, febbraio 04, 2010

Evento: Mano alle Reti! Macerata


Segnalo questa iniziativa di Confartigianato Macerata e Camera di Commercio Macerata - soprattutto perché NON si svolge nelle solite Milano o Roma ;-)

MANO ALLE RETI!
Fare Impresa nell’epoca del “WEB 2.0" Sabato 13 Febbraio | ore 9.00 | Recina Hotel | Montecassiano | MC
Comunicato ufficiale
La Rete Internet sta cambiando, si sta “personalizzando”: Blog, Social network, Wiki, sono solo alcuni esempi di strumenti interattivi, di reti personali, che rappresentano questa nuova modalità d'uso che va sotto il nome di “Web 2.0”. 

L'utente della Rete è diventato un protagonista attivo, “consapevole”, in grado cioè di produrre contenuti della Rete stessa e di esprimere e diffondere giudizi, preferenze, motivazioni, gusti (propri e di una
“comunità” che li condivide) su tutto, anche sui beni e servizi che il mercato offre. Inevitabilmente cambia quindi il modo con cui le aziende si organizzano, conoscono e si rapportano con clienti e partner. Sonodiventate “mature” inoltre, nuove forme di business nate qualche anno fa proprio grazie alla Rete. Tutto ciò deve fortemente interessare chi fa già impresa così come chi sta progettando di farla nel prossimo futuro Scopriremo insieme che “mettere mano” a queste reti offre opportunità di crescita e di successo, specie alle nostre piccole imprese.

Dal messaggio digitale a quello postale: solo i Giapponesi...


Con l'obiettivo di salvare una tradizione in declino, le poste giapponesi hanno organizzato un massiccio attacco di Geek Advertising / Ambient / Technology driven.

Un minimo di background: è (era) uso in Giappone inviare ad amici e parenti una cartolina di auguri per il nuovo anno - e si parla di 3 milioni di cartoline su un totale di 127 milioni di abitanti.
Queste cartoline non vengono inviate man mano che sono spedite, ma tenute da parte e inviate tutte insieme dalle Poste al 31/12 (solo i Giapponesi possono riuscirci)

Una bella e simpatica tradizione... messa in crisi dal digitale; le nuove generazioni invece di prendersi il mal di pancia di spedire atomi augurali, ricorrono agli elettroni, inviando mail o SMS.

Per riaccendere l'interesse verso l'augurio analogico e la continuità della tradizione, le Poste giapponesi hanno fatto un "famolo strano": cassetta delle lettere collegata ad un maxischermo, in modo che ti vedi mentre imbuchi la cartolina - e ti vedono migliaia di persone; il filmatino di te che imbuchi può essere visto dal destinatario, sul proprio cellulare, della cartolina fisica imbucata; tramite un QR Code che viene stampato al volo sulla cartolina mentre imbuchi e che contiene l'URL del tuo cortissimometraggio.

A tutto ciò affiancato web Twitter, publicity. Certamente non è stata un operazione low cost, alla faccia di chi pensa che l'unconventional lo sia (sempre)


mercoledì, febbraio 03, 2010

Ti aiuto a comprare un Alfa

Come far comprare più auto nuove (incentivi a parte) ?
Beh, tanto per cominciare, il sofisticato insight è che per comprarne una nuova devi vendere quella vecchia. 
Ecco allora che in Belgio, in conomitanza con un salone dell'auto, 50 posizioni di affissione sono state trasformate in bulletin board dove i passanti potevano mettere in vendita la propria auto, con la benedizione di Alfa Romeo. Che spera tanto che la prossima auto degli utenti dell'affissione sia proprio una rombante vettura del biscione.
A voi i commenti su engagement, attivazione di un'interazione tra l'utente e il messaggio / marca etc etc.

Aggiornamento dati Internet, Audiweb: un certo calo di utenti?


Due rapidi dati su come va Internet in Italia secondo Audiweb.

Stabilissimi i potenziali internauti a Dicembre 2009; sempre 31,5 i milioni di Italiani che hanno accesso a Internet, stesso risultato di Settembre (vs 30.8 di Luglio).

Utenti attivi nel mese Dicembre 2009:  scendono a 22,3 milioni. Erano 23,6 a Ottobre e 22.9 milioni a Settembre. Un trend di calo di interesse? Da seguire.

Sono 10,4 milioni gli utenti attivi nel giorno medio (erano 10,9 milioni).

Sale leggermente il tempo medio passato ogni giorno a navigare, con 1 ora e 37 minuti. Era 1 ora e 31 minuti a Ottobre, 1h 03' a Settembre...

174 pagine viste per persona nel giorno medio vs 158 pagine nella rilevazione del mese precedente e 179 a Luglio
 

Android: Ninja Unboxing

Un buon modo per fare comunicazione unconventional è di usare stilemi, modi, tradizioni proprie della tribù cui si vuole comunicare (o meglio, CON cui... siamo nell'era della conversazione).

Nel mondo Geek e in quello Nerd, l'unboxing è un tradizionale rito di passaggio - c'è sempre qualcuno che si prende la briga di filmare / documentare la perdita di verginità della confezione del nuovo prodotto, il momento magico in cui, a casa, si apre per la prima volta la scatola e pezzo per pezzo si estrae il nuovo giocattolo.

Intelligente dunque l'uso di questo format per Nexus One, il cellulare Android di Google (chi me ne fa avere uno da provare per un annetto o due?). 
Solo che non è il solito unboxing - perché lo fanno i Ninja :-)

Digital planner: come descriverci?

Digital Planner Manifesto. Chi siamo? Cosa facciamo? Come spieghiamo al nostro capo (o al cacciatore di teste) in cosa consiste il nostro lavoro e di cosa invece non ci occupiamo? Partecipate alla costruzione collettiva della nostra identità.
http://robertoventurini.blogspot.com/2010/02/digital-planner-manifesto.html

Posted via email from robven's posterous

martedì, febbraio 02, 2010

Digital Planner Manifesto


Digital Planner Manifesto - versione 1.0
Digital Strategic Planner. Che accidenti è? Cosa fa? Una proposta per definirlo collettivamente.

Perché? Cosa?
Stanco di cercare di spiegare al mercato cos'è e cosa fa un Digital Planner, a fronte della mancanza di una definizione condivisa, soprattutto in Italia, lancio alla community dei planner digitali una sfida.

Proviamo a scriverla insieme, questa definizione?

Non so in realtà se sia possibile, perché sotto questa etichetta si trovano spesso persone che fanno cose molto diverse e che forse meriterebbero dei titoli molto diversi. Da qui forse una impossibilità di fondo di fotografare cosa è oggi un Digital Strategic Planner (DSP). Però, con il potere della smart crowd ;-) forse possiamo riuscire a definire cosa dovrebbe essere, e spiegarlo al mercato. E a noi stessi. E alle nostre mamme.

Per portarci avanti ho fatto delle riflessioni e ho provato a scrivere una descrizione, come seme per catalizzare la discussione e il lavoro collaborativo. Criticabile? Migliorabile? Certo, siete lì per questo.

Poi è chiaro che non si arriverà mai ad una definizione perfetta. Un DSP ideale non può esistere, avrebbe troppe cose da fare, e la cultura, personalità, gusto di ogni persona faranno sì che ogni DSP sarà più portato a fare (e a fare bene) certe parti della lista, ed un altro DSP altre parti.

Senza perdere altro tempo, ecco la mia pensata. E' una bozza. E' disordinata. E da mettere a posto tutti insieme.


Che cosa Fa un Digital Strategic Planner

Conosce il mercato
Conosce le persone e il loro rapporto con la Rete. Si occupa di studiare fenomeni, trend, dati - e di fare condivisione di questa conoscenza con le altre persone del team e i clienti.

Conosce le nuove tecnologie, applicazioni, siti... sa cosa sta succedendo, cosa è "hot", cosa è "tired", cosa è emergente. In collaborazione con il resto del team (e con il suo network sociale) monitora, osserva l'evoluzione di siti e servizi, anticipa quali potrebbero essere gli scenari del prossimo futuro... e condivide questa conoscenza con il team.

Sa, come tutto il team, cosa si può fare e cosa no e aiuta il team a gestire le aspettative del cliente, a spiegare quello che è possibile in rete, quello che è impossibile, quello che rischia di diventare un boomerang in termini di immagine e relazione...

Conosce un sacco di gente, e sa a chi chiedere quell'informazione difficile da trovare ;-)

Conosce le persone
Sa come sono le persone in rete. Perché è uno di loro. Ma si rende conto che se lui è uno specialista del digitale, la maggior parte delle persone in Rete sono diverse da lui. Identifica (passatemi il termine) i target, i cluster di persone con cui si deve parlare, le analizza, le capisce, comprende le loro motivazioni. 

I planner "tradizionali" sono spesso abbastanza esperti di ricerche di mercato. Nel digitale forse basta che il DSP si trovi a suo agio con dati e ricerche, abbia la capacità di trovare le informazioni (gratis o a pagamento), abbia know-how e conoscenza aggiornata.

Si occupa di strategie
Ma cosa sono le strategie? Sono i percorsi per arrivare, partendo dallo stato attuale, ad uno stato desiderato futuro, con i limiti imposti dal brief, dall'ambiente etc. rispetto al proprio pubblico.

Si tratta dunque di definire, dato l'obiettivo che il cliente (o il planner stesso) ha posto, capire attraverso quali strumenti, meccanismi, messaggi arrivarci. Condividendolo col team, col cliente, dando in pasto ai creativi la strategia perché sia la piattaforma su cui costruire la creatività delle operazioni. O perché i creativi smontino la strategia e partendo da questa, tutti insieme, si arrivi a qualcosa di ancora più intelligente ed efficace.

Pensa alla marca?
In linea di principio sì: ma in realtà in Rete conta di più quello che fai che la costruzione di Powerpoint da 80 slides sulla piattaforma strategica di marca... Sicuramente deve capire cosa può e deve fare la marca online (e fuori) per raggiungere i propri obiettivi, che il DSP aiuta a settare, se necessario. 

Collabora con il Planner "Analogico", se c'è. Ma soprattutto è focalizzato a capire come la marca può agire. Una marca che ha il set di valori perfettamente a posto ma che non si muove in Rete, è una marca morta.

Identifica gli strumenti
Anche se naturalmente anche i creativi vedono immediatamente le possibilità di espansione di un'idea su vari canale, il DSP identifica dall'inizio quali mezzi e strumenti sono i più adeguati, dati gli obiettivi del progetto e la sua soluzione strategica.

Passa il brief al team
Idealmente conduce (con l'account o il contatto cliente) il primo brief al team, ripulendo il brief ricevuto dal cliente (se c'è, se no collabora a scriverlo), spiegando con il linguaggio, la cultura dell'agenzia quello che il cliente vuole, traducendo se necessario il linguaggio del cliente. Insieme all'account, il DSP dovrebbe fungere da ponte tra i due mondi, per migliorare la comunicazione.

Genera idee
In collaborazione con in creativi e sulla base delle strategie formulate, genera idee, spunti, proposte da condividere con il team, contribuisce a fornire starter creativi.

Ibrida le idee
In un percorso inverso, partendo da idee di altre persone del team, genera nuove idee, combina idee diverse

Allarga le idee, aiuta a definire l'Experience
Partendo da una idea su un singolo strumento, collabora a estendere il concetto ad una attività più integrata su altri strumenti. Da un'idea per un sito arriva ad integrare al parte Social, Viral, operazioni di engagement... 

Qui si apre la questione delicata delle competenze. In un mondo che si fa sempre più integrato, sarebbe auspicabile che fosse in grado di vedere come combinare la comunicazione tradizionale con quella digitale, avendo quindi delle competenze anche sul primo fronte. E data l'importanza di engagement, ambient, unconventional, buzz... fosse in grado di dare un contributo anche in questi campi, in assenza di specialisti nel team (di questi tempi e con questi budget, difficile averli normalmente a bordo). Pensa a 360°, in 3D.

Tiene in riga il team?
In alcuni modelli, forse si. Non dal punto di vista operativo (ci pensa il Project Manager?) ma da quello strategico. E' il responsabile che quello che le altre persone pensano e sviluppano sia coerente totalmente con la strategia che è stata decisa, condivisa, approvata.

Detto questo, qui la faccenda si fa politica. Quindi, dipende.

Fa la mappa del sito? Si occupa di information architecture? 
A livello di primo impianto sicuramente ci lavora. Lavora alla stesura del primo concept, a livello macroscopico, le grandi aree. A seguire dipende se nel team ci sono dei content Specialist o Content manager... con cui però deve collaborare per definire come i contenuti fluiscono nel tempo, come contribuiscono alla marca e al raggiungimento degli obiettivi...

E' uno specialista di Social Media?
Oggi come oggi, data la giovane età dei SM, chiunque se ne sia occupato per un paio d'anno è de facto un esperto. Comunque deve conoscere abbastanza bene questo mondo, visto che è estremamente di moda e i clienti lo chiedono a gran voce. Domani arriverà qualcos'altro e lo DSP dovrà diventare esperto anche di quello. Insomma, deve essere un esperto, per quanto possibile, di tutto quanto è digitale.

Fa formazione
Strettamente parlando, forse non dovrebbe. Da un punto di vista pragmatico, per le sue conoscenze e l'esperienza in trincea, è una delle persone meglio posizionate per fare training ai clienti, spiegandogli come va questo mondo (quando necessario) e settando quindi le loro aspettative. Dove oportuno, ovviamente, perché non farlo anche all'interno dell'agenzia?

Comunque è meglio sia capace a presentare in pubblico: certe cose (tipo le strategie) forse è meglio che le presenti lui al cliente, no?

Misura
E' la persona in grado di valutare e misurare il grado di efficacia delle attività, maneggiando numeri, dati, risultati, output. E di sintetizzarli in firma comprensibile per il team e il cliente.
Naturalmente, come per molti altri skills qui elencati, agenzia per agenzia può essere qualcun altro ad avere la capacità e/o il ruolo di fare questo tipo di lavoro...


Che cosa è, come è il Digital Strategic Planner

Il DSP pensa ai problemi, non alla creatività
il Digital Strategic Planner ha esperienza e sensibilità, ed è creativo. Mentre i "creativi" tendono (o dovrebbero tendere?) a vedere la soluzione del problema più dal lato della grande idea, della soluzione grafico/tecnologica, della bellezza (attenzione: dico più, non solo), il DSP dovrebbe approcciare il progetto più dal lato della generazione di idee per risolvere i problemi della marca, raggiungere gli obiettivi del cliente.  

E' un generalista
Lavora con tutti il team e capisce un po' di tutto, agisce da collante fra le varie funzioni non in termini di gestione del progetto ma in termini di ibridazione delle idee, per valutare come le proposte di ogni singola funzione del team contribuiscano o meno alla coerenza strategica del progetto e contribuisce nel caso al fine tuning della creatività, tecnologia, integrazione tra strumenti...

E' evidente che in un mondo ideale forse avremmo tanti specialisti che curano queste sfaccettature, diventando esperti nel proprio campo. In realtà da un lato la proliferazione di specialisti porta alla creazione di team enormi, pachidermici, a riunioni interminabili, al rischio di dilatazione dei tempi e riduzione dei risultati del progetto. D'altra parte, di questi tempi, non ci sono i budget per mettere tante persone a pensare su progetti spesso scarsamente remunerati. 
Il DSP rischia di diventare allora un jolly. Ed è inevitabile.

Capisce di Business?
Secondo me deve.
E' importante che capisca come funzionano i clienti, cosa hanno in testa, quali sono i loro problemi, come funzionano i mercati. 

La storia di tutta la comunicazione insegna che i più grandi disastri li hanno fatti persone che non sono mai state un giorno in azienda, non capiscono i problemi dell'azienda, le necessità, come funziona. Al di là dei problemi relazionali che questo comporta (si parla la stessa lingua, non si ha un territorio comune), nel settaggio delle priorità è sempre in agguato il rischio che i comunicatore ritenga che l'unica cosa importante sia la comunicazione (digitale), non capendo quanto è importante fare vendite, distribuzione, efficienza, rapidita... tutte cose che non portano a fare dei bellissimi siti ma che sono campi d'azione straordinari per il digitale, il web marketing eccetera eccetera.

I clienti lo sanno e sono lieri di cambiare agenzia se questa non porta miglioramenti al loro business (attenzione, ho detto business, non immagine).

E' uno sperimentatore
In primis deve restare aggiornato, studiare, sperimentare. Non si può creare una operazione su Facebook senza averci vissuto dentro per un po'... di certo essere appassionati di digitale aiuta molto ad essere dei bravi operatori in questo mercato.

E' obiettivo
Sa riconoscere cosa è solo una moda e cosa è importante, quanta parte del buzz e dell'hype hanno senso e quanto no. Non è arrogante e sa che non esistono verità assolute, ma che la risposta è sempre dipende. E che cliente per cliente la soluzione è differente. Non fa piani fotocopia.

Sa che può sbagliare e che possono essere altri membri del team ad avere l'idea giusta anche in termini strategici. Sa che il Social, il Buzz, il Viral...non sempre sono la risposta giusta per tutti i roblemi. A volte non lo è nemmeno il Digital. O la comunicazione.

Sa di tecnologia
Come detto, sa cosa sta arrivando sul fronte tecnologico (come tutti in agenzia, auspicabilmente). Sopratutto deve sapere cosa le tecnologie possono fare per la comunicazione. La tecnologia può porre limiti invalicabili a certe idee di strategia, o al contrario presentare spunti per idee veramente innovative. Molto geek, molto entusiasta.

E' uno che dorme quattro ore per notte
Se deve fare tutto quello che c'è nella lista...


E, per farci quettro risate, le cose che il DSP non dovrebbe fare...
Non fa Project Management
Non scrive i testi
Non fa l'account
Non si occupa di tecnologie
Non si occupa di registrarti i domini
Non porta il caffé
Non si occupa di usability, Accessibility.. a meno che non sia per passione, va benissimo, ma dovrebbe essere qualcn altro ad esserne responsabilie in azienda
Non pianifica i media (quello è un Digital Media Planner? Se poi qualcuno porta più di un cappello buon per lui, specialmente se lo pagano in relazione al numero di mestieri che fa) - qui va detto che in molti annunci di recruitment per Digital Planner si intende proprio uno capace di pianificare e comprare spazi, banner...

Nota finale: forse più che planner digitali e planner analogici...
Servirebbero dei planner integrati, come si usa dire olistici. Che sanno che la comunicazione è una. Che digitale e tradizionale sono facce diverse - magari molto - ma che la medaglia (la marca) è sempre una...

Appendice:
Un paio di altri materiali sul tema
http://www.slideshare.net/ewarwoowar/apg-digital-planning
http://www.slideshare.net/hklefevre/what-is-a-digital-planner






Prada va sul corto

Ancora una marca, ancora un corto, ancora un grande regista. 


Prada lancia un cortometraggio da oltre nove minuti, girato dal regista cinese Yang Fudong.
Non male. 
Prada non è nuova a questo genere di inziative - mi ricordo bene il filmato fatto realizzare a Ridley Scott per un profumo, o questo cortometraggio in animazione dedicato all'arte.

Quella del corto è una delle strade classiche presa dalle marche per pompare la propria equity, per costruirsi status.
Tra i miei preferiti: Pilots, una storia di aviatori degli anni '30 - assolutamente poco credibile ma c'è John Malkovich e ci sono gli aerei :-) per gli orologi IWC e naturalmente la straordinaria serie di corti di BMW Films, serie che ha settato sicuramente il benchmark per questo tipo di operazioni, con registi di grido e attori da Madonna in giù, per ben 8 corti su due anni (qui un approfondimento).
Tornando al Film Prarda, se quello che si vede è il look delle nuove collezioni della prestigiosa marca, non credo sarò loro cliente. Ma in fondo mi va bene, sono più un angelo che un diavolo :-)

Ecco il link al film

lunedì, febbraio 01, 2010


McDonald's sembra aver imboccato la strada della diversificazione dei prodotti, in un'ottica di adattamento culturale, per vedere se riesce a migliorare il proprio business uscendo dalla monolicità del BigMac a tutti i costi.
Così, se in Italia prova prodotti dal gusto più italiano con prodotti caratteristici, con il patrocinio del ministro dell'agricoltura, negli US lancia il BigMac senza pane, ma avvolto da una tortilla molto latinoamericana...


Anche US Army sull'iPhone

L'esercito degli Stati Uniti da tempo è molto attento all'uso di media tecnologici per il recruitment e la propria conunicazione. 
D'altra parte ha un disperato bisogno di reclutare persone ad alto profilo tecnologico, dato che il guerriero di oggi vive di laser, GPS, netbook, droni pilotati a distanza e così via.
Ecco dunque la pubblicazione dell'app per iPhone - in realtà uno strumento puramente "informativo".

A quando il videogioco America's Army portato su questa piattaforma?

(vedi anche questo articolo)

venerdì, gennaio 29, 2010

Home Computer

ROFL. Come si immaginavano, nel 1954, sarebbero stati gli "Home Computer" nel 2004.

La cosa più inquietante... è il volante :-)



PS: è un fake, ma è troppo divertente...

Complice la crisi, dovremo usare di più Internet?



Siamo in tempi di crisi e lo sappiamo, anche se continuano le voci ottimiste di una prossima e lenta ripresa verso la normalità (anche se non è dato sapere cosa sarà la normalità dei prossimi anni, in termini di livelli di consumo).

Inevitabilmente la crisi ha comportato cambiamenti anche nel consumo dei mezzi da parte degli italiani, innestandosi anche su trend già esistenti. Il cambiamento nell'uso dei mezzi non è solo una preoccupazione di tipo sociologico ma è anche un parametro fondamentale per le aziende, che con i mezzi fanno promozione dei propri prodotti, notorietà, vicinanza al proprio pubblico.

L'Ottavo Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, presentato a Novembre, mette in luce uno scenario che comunicatori ed aziende devono dunque tenere molto in conto per le proprie strategie, in un presente e futuro dove sbagliare è sempre meno consentito.

Questo è l'inizio della mia nuova puntata del corso di e-marketing e dintorni per PMI, non addetti ai lavori etc pubblicato sul sito di  EuroPMI. Se vi interessa, potete leggere il resto qui. Sennò, lasciate stare :-)




Pay per content: e se si mettessero d’accordo?



Pensateci un attimo: tutti gli editori si mettono d’accordo improvvisamente per costringerci a pagare i contenuti online. Che cosa succederebbe? Immaginiamo uno scenario

Oggi si fa una fatica maledetta a far pagare il contenuto, perché la gente si ribella e va dal tuo concorrente che lo dà gratis. La crisi sembra proprio voler finire con molta calma, i budget pubblicitari vanno via dai media tradizionali. La comunicazione online costa meno di quella sui media tradizionali, quindi si tagliano i budget. E si fa fatica. Visto che giornali e riviste gridano al massacro, al rischio chiusura – e in effetti molte testate hanno chiuso – se fosse vero che la situazione è seria e bisogna avere coraggio… che cosa c’è di meglio di un bel “cartello“?

Interessa il tema?  Il resto lo trovate nel mio articolo apparso oggi su Apogeo.

giovedì, gennaio 28, 2010

Un ambient che porta altrove, fulminante :-)

Fulminante operazione di Ambient Marketing/Buzz (e costosa, anche).
L'insight è semplicissimo: noi uomini amiamo andare al bar a farci di birra con gli amici. Voi donne detestate che noi lo si faccia.
Noi lo facciamo lo stesso, voi ci telefonate sul cellulare e ci beccate.

Andes, birra Argentina, ha risolto il problema facendo costruire ed installare nei bar delle cabine isolate acusticamente, dotate di un generatore di rumori ambientali. In sostanza, come potete vedere dal filmato accluso, quando chiama la fidanzata (ma anche la mamma o il capo) vi precipitate nella cabina, scegliete l'ambiente sonoro (ad es. ospedale) e la macchina vi fornirà il background sonoro perfetto per crearvi un alibi dimostrando così alla fidanzata che di certo non siete al bar :-)

Chi ha gatti capisce


mercoledì, gennaio 27, 2010

Mo' Better Software a Firenze, io ci sarò

Sarò uno degli speaker (non nel senso di altoparlanti) di Better Software, la prima conferenza Italiana dedicata allo sviluppo di software e rivolta a imprenditori e manager del settore.
Firenze, 5 e 6 Maggio 2010.
L'evento (a pagamento, ma c'è la possibilità di avere sconti) porta sul palco i più importanti esperti su progettazione agile, open source, web2.0 e tutte le discipline che contribuiscono alla costruzione di un prodotto stabile, usabile e vendibile.

E che c'entro io, direte voi, dato che non sviluppo software? Beh, io parlerò di Tecnologia e comunicazione, di come il mondo dello sviluppo e quello del marketing si possono incrociare.
Fatemi sapere chi ci sarà, che ci si vede...
Btw, credo ci sia ancora spazio per qualche speaker - se avete cose interessanti da dire, andate sul sito e proponetevi.

lunedì, gennaio 25, 2010

La Realtà Aumentata - presto nuovi modi di interagire col nostro prodotto


Una nuova puntata del corso di formazione sull'emarketing per PMI e non addetti ai lavori.
Oggi si parla di Augmented Reality o Realtà Aumentata.
Nuove tecnologie, nuove idee si affacciano costantemente su Internet: il problema è capire cosa serve e cosa è solo una moda passeggera - cosa si può usare come un mero gimmick per attirare un briciolo di attenzione e cosa potrà avere impatti strutturali sulla comunicazione.
Se la cosa vi interessa (come sempre il livello è "beginners"), l'articolo lo trovate qui sul sito di Eurogroup


venerdì, gennaio 22, 2010

È giusto che Google paghi la cultura francese? (Google Tax)



Una commissione del governo francese suggerisce che tassare il motore di ricerca ( e un po' di altri Big Player) sarebbe una buona idea per dare ossigeno all’industria cultural-musicale - dando vita alla cosiddetta Google Tax.
Noi, che siamo sempre più avanti, lo facciamo in modo diverso con la SIAE-Tax...
Se interessa l'argomento, leggete il mio pezzo settimanale su Apogeo

giovedì, gennaio 21, 2010

Geniale: la slot machine virtuale/reale (ambient)


Questa è veramente bella.
Una Slot machine virtuale, nel senso che non è una slot machine vera e propria ma è dannatamente reale. Ed è semplicissima, come "produzione": una sorta di cartello posto su un cavalcavia, con tre finestrelle.
La gente appostata di fronte con una fotocamera o un telefonino.
Se riesci a fotografare tre auto dello stesso colore che appaiono contemporaneamente nella "slot machine", vinci.
Brillante idea spagnola, complimenti al committente... ovviamente il Casinò di Madrid.

Aggiornamento sugli investimenti pubblicitari.

Secondo Nielsen (in corsivo i miei commenti):
In generale gli investimenti a Gennaio-Novembre 2009 sono scesi del 14.4% rispetto a Gen-Nov. 08.  (media, agenzie e le persone di questa industry sono duramente colpiti).

Nov.09 rispetto a Nov.08 la caduta è "solo" del 3.7%

La TV nei primi 11 mesi del 2009 cala la raccolta dell'11.1% (ma nov 09 vs nov 08 c'è una ripresa, cresce del 2.8%)

Dati da brivido per la stampa: nei primi 11 mesi del 2009 cala del 22.5% (i quotidiani a pagamento calano del 17.3%), tonfo anche per le affissioni, -25.3%

La Radio cala ma si riprende: meno 10,1% , ma fa registrare il +20,1% sul mese.

Internet cresce (anche per effetto sostituzione? Devo tagliare i budget e allora comunico su mezzi che mi costano meno - spesso investendo meno della massa critica..? Ma questa è un'altra storia). Come lecito attendersi motore della crescita è anche la categoria Search, vedi alla voce Adwords & co.

A parte la crisi economica, c'è anche un effetto di migrazione da mezzi classici a mezzi innovativi, aggiungo io. Certo che, se le cose stanno così, a qualcuno potrebbe una gran voglia di sabotare l'uso di Internet, limitarlo, disincentivarlo, nella speranza di far tornare indietro almeno un po' di lettori e quindi un po' di budget per l'acquisto di spazi tabellari etc...

mercoledì, gennaio 20, 2010

Aggiornamento: ChaCha è il numero 1 della mobile search



Di ChaCha avevamo parlato un po' di tempo fa, sotto l'aspetto del mobile couponing.
In realtà ChaCha è un servizio di "search" su mobile che funziona (anche) attraverso SMS, usando persone fisiche che rispondono alle domande poste dal pubblico.

La sua crescita in termini di traffico negli USA è stata veramente notevole, passando nel primo semestre 2009 da una quota del 7% ad una del 28%... ed ora è il servizio di search più utilizzato, avendo superato anche Google. Mica male


Turismo: pubblicità con ricatto


Molto unconventional questo approccio del Ministero.

Visto che voi turisti siete cattivi e stupidi, se non vi date una mossa, alzate le chiappe e venite a visitare musei e monumenti... noi ve li togliamo.
Bello il visual del Colosseo smontato...
Io pensavo che i beni culturali fossero di tutti e fossimo liberi di visitarli o meno. A quanto pare non è così.

E se li smontano che ne fanno? Li privatizzano e li vendono all'estero? E i soldi chi se li becca? E al posto del colosseo fanno un centro commerciale con Multisala?
Riscoprili. Più che un invito è un ordine. O una minaccia.

Signora mia, si stava meglio quando si stava peggio... quando cercavano di portarci verso la cultura con le buone.

(sul tema cultura segnalo con piacere la candidatura dell'amico Mario Bucolo alla presidenza di ICOM Italia - International Council of Museums. Non posso che essere d'accordo con lui sul tema della irrimandabile modernizzazione dei musei. Speriamo che per una volta alla stanzetta dei bottoncini arrivi una persona che ne capisce...)



Twitter: adesso mi sento più tranquillo

C'è anche Bill.
Bill Gates, l'uomo più ricco del mondo ed uno dei più odiati (?), quello che per molti è l'incarnazione stessa del male è sbarcato su Twitter:  @BillGates.
A quanto si legge (qui) si tratterebbe proprio di lui - anche se al momento non pare molto attivo. Bene, bravo, ha preso la strada giusta, così poi un giorno lo riabilitano e gli dedicano anche una via di Milano.
Per ora si deve accontentare di aver totalizzato 100.000 followers in 8 ore (diamogli un'aiutino, adesso è quasi a 135.000).


Certo però che una foto più carina per il profilo poteva pure trovarla... 

martedì, gennaio 19, 2010

Adidas e la Morte Nera



Adidas impazza con la sua attività a supporto per la serie limitata dedicata a Star Wars (curioso, anche HM ha fatto una serie limitata, ma per i bambini, mio figlio è il fiero possessore di una Yoda-Felpa...)

Casting stellare (è il caso di dirlo) per lo spot, applicazione Facebook... non si sono fatti mancare niente.
Ovvero:

Attività Punto Vendita



Guerilla



Spot



Lancio app FB


nonché un minisito integrato a FB

Post interessante sul lancio a Taipei, qui

Senza parole...


Geniale Esempio

di pubblicità targettizzata.
Per il reclutamento di personale addetto ai servizi di sicurezza, cosa meglio di andare a contattare chi già lavora nel campo? Perfetto. Ma come beccarli? e dove?
Ad esempio sul posto di lavoro, infiltrando dei messaggi pubblicitari di reclutamento ben chiusi dentro una borsa :-)
In sostanza, l'addetto allo scanner, target della campagna, vede sul suo bel monitor a raggi X un annuncio di reclutamento che parla proprio a lui. Si immagina con sua grande sorpresa (cliccate sulla foto per ingrandirla).

Altro aspetto interessante è che le valigette in questione sono quelle di dipendenti dell'azienda che stanno davvero prendendo l'aereo per lavoro. Quindi si ottimizza lo spostamento del dipendente con l'attività di recruitment...

lunedì, gennaio 18, 2010

Il Virale delle mele in Metropolitana

Impattante (si dice così, no?) video virale realizzato per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla quantità di cibo sprecata ogni giorno a New York.
Il video è stato realizzato con un iPhone... e con un botto di altre tecnologie sofisticate, come vedrete dal secondo filmato, quello del making of.
Alla faccia, ancora una volta, di chi pensa che il virale sia per forza un low cost...

Il Virale è stato realizzato per la ONG City Harvest.

Ecco il video:



Ecco il complicatissimo making of:

Anche il Charity passa da FB


Iniziativa Facebook  da Chase Manhattan Bank: la banca lancia un concorso, budget 5 milioni di dollari da dare in beneficienza a enti che se lo meritino davvero. E per decidere a chi dare i soldi, lancia un appello alla community: votare per l'ente benefico preferito. Il vincitore becca 1 milione di dollari, i "runner up" 100.000 $



Ecco l'indirizzo della pagina FB dell'iniziativa

venerdì, gennaio 15, 2010

Se il negozio all’angolo diventa un barcamp...


Online e punto vendita. E-commerce e negozio fisico.
Due realtà che sono destinate a convergere, a diventare dei buoni “nemici-amici”. Due modalità in rotta di collisione: c’è da capire se sarà uno schianto o un dolce rendez-vous
Da Intel un concept che cerca di portare il paradigma dello shopping online all'interno del Punto Vendita.
Se interessa, potete leggere il mio pezzo settimanale su Apogeo...

Come farti prendere i mezzi pubblici?

Con il servizio.
Con una campagna di comunicazione integrata, su vari media tecnologici, in un ottica poco "emotion" e molto razionale, molto geek, molto pratica e utile. E di conseguenza emozionale su basi concrete.
Bello il caso in questione, Norvegese.
Per fare in modo che più gente prenda i mezzi,  si è (anche) deciso di rendere migliore l'informazione di dove va cosa e a che ora passa. Con il sito, il widget. E delle pensiline, alle fermate, interattive. Interrogabili tattimente.
Ci aspetta un futuro di grandi touch screens fissi, oltre che di piccoli schermi mobili?

Guardate il video di demo a questo indirizzo. Bello.

giovedì, gennaio 14, 2010

Invertising di Paolo Iabichino: direi che è da leggere ;-)

Da oggi è in libreria "Invertising".

Premessa: sono sempre in imbarazzo nel recensire un prodotto o un libro, specialmente se è di un amico.
Come in questo caso. Il peggio è quando poi il libro mi piace. Come in questo caso.
Il rischio di generare il sospetto di una marchettona, in questo paese di inciuci, è alto.
Per fortuna il libro in questione contiene una clausola "soddisfatti o rimborsati" (sul serio), quindi magari potete comprarlo e poi chiedere il rimborso adducendo che siete stati tratti in inganno da una mia recensione truffaldina.

Oppure potete scaricare gratuitamente il primo capitolo. Qui. http://www.invertising.it/

Fatta la pallosa premessa, affermo che il libro è tutt'altro che palloso. Dice cose su cui sono profondamente d'accordo, fa analisi vere (tanto che è facile per chi sia un minimo addetto ai lavori, identificarcisi), e traccia una strada per un pensiero nuovo per la pubblicità. A 180°. Appunto, inver(sione) dell'advertising.

Che la pubblicità sia bel lungi dall'essere morta lo penso anch'io, e questo libro mi sembra uno strumento di pensiero che ho trovato interessante e che credo possa essere utile. Merita dunque di leggerlo - anche se da qui a pensare che poi le intelligenti soluzioni proposte vengano poi adottate davvero dalle nostre aziende... beh, con tutto il rispetto per Paolo, non sarei così ottimista. Fa troppa paura, fare qualcosa di nuovo.

Vabbé, se vi va leggetelo. A me fa piacere che ci sia qualcuno, anche in questa periferica Italia, che scrive robe intelligenti sul futuro della comunicazione, invece di "tradurre e adattare" robe internazionali.

mercoledì, gennaio 13, 2010

Molto, molto meglio fare da soli.

Bella campagna di Leroy Merlin, catena leader del Do It Yourself / Bricolage.
Il messaggio di questa affissione è abbastanza semplice ed esplicito, nevvero ? ;-)



martedì, gennaio 12, 2010

I 10 momenti chiave del Social Media nel 2009


Interessante articolo del LA Times, che dettaglia quelli che sono stati i momenti chiave di questo anno terribile (in generale) e straordinario (per il Social Media).

Da leggere.

Continua a crescere il Search Advertising


Negli USA continua implacabile la crescita del Search Advertising, che sale nell'ultimo trimestre 2009 del 16% rispetto al terzo trimestre 2009 e del 13% rispetto allo stesso periodo del 2008. 
Protagonista di questa crescita è anche Bing, il noto motore di casa Microsoft che ha più che raddoppiato la sua quota di mercato, arrivando vicinissimo a raggiungere la raccolta pubblicitaria di Yahoo.
Ovviamente Google fa la parte del leone, rastrellando oltre il 72% degli investimenti anche se ha perso quasi un 8% rispetto al trimestre precedente.


lunedì, gennaio 11, 2010

Vegetariano è figo


Che dire, il sesso vende sempre.. ma almeno qui è per una buona causa (o almeno per una causa ad alto valore etico, poi ognuno si regola come gli pare).

Interessante comunque il lavoro che sta facendo PETA - portare il concetto di essere vegetariani da "sfigato" / nerd / strano al posizionamento di una scelta "cool" e sessualmente calda ( si veda anche il porno film vegetariano di cui abbiamo parlato un po' di tempo fa...)

PS: da oggi riprende dopo un periodo semi vacanziero il blog. Buon 2010 a tutti: per me sarà un anno di novità e cambiamenti... stay tuned.

Il surreale packaging di Mini nel pattume

Progetto di comunicazione per Mini basato su un pensiero molto "laterale" e di impatto qualitativamente forte, anche se quantitativamente limitato (lo vedono e si fanno influenzare quattro gatti se non scatta il "buzz").

In questo caso olandese si è ricorsi alla spazzatura. Gettando per le strade gli imballaggi, gli scatoloni ormai vuoti delle autovetture. Suscitando l'ovvia curiosità dei passanti e l'auspicato parlarne sui blog...(forse quello che ha impressionato di più i passanti è stato il cartellino del prezzo...)
Ecco il video

( grazie a Michele Filannino per la segnalazione da Creative criminals)