mercoledì, maggio 15, 2013

Vedere assolutamente. Questo si chiama fare le cose in grande stile.


Se vedete una cabina telefonica rosa al cui interno suona il telefono, affrettatevi a rispondere.

E' l'occasione di una vita di assistere a un evento di comunicazione in grandissimo stile.

Da restare a bocca aperta.
Guardatevi (obbligatoriamente) il video. Fidatevi.

Per i cosmetici Benefit, in UK... ( ma pare vogliano farla girare, questa cabina...)

martedì, maggio 14, 2013

Cercasi consulente per lavoro a progetto, concessionaria digitale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Cercasi figura senior, con background centro media digitale, in grado di affiancare il top management di una concessionaria digitale per la messa in piedi di alcuni progetti internazionali.

Ottima conoscenza dell'inglese, delle meccaniche tipiche di un centro media digitale e di project management/problem solving.

Periodo del progetto dai 3 ai 6 mesi.


NON inviate CV a me ne' fatemi domande: non sono coinvolto nella selezione...

Rio, Carnevale: paga il Metro con una birra...


Dont' drink and drive. E figuriamoci quanto si beve al Carnevale di Rio.

La birra Antarctica, sia per un approccio di responsabilità sociale, sia per creare buzz, ha organizzato una cosetta niente male.

Torna a casa in metro. Invece del biglietto basta una lattina vuota della birra. Guardate il video. E magari date anche un'occhiata alla loro pagina Facebook: www.facebook.com/Antarctica


lunedì, maggio 13, 2013

Coca Cola e la bandierina della felicità :-)


Carino :-)
Mettete insieme il fatto che:

a) Il tema della felicità è al centro della strategia worldwide di Coca-Cola

b) La Danimarca è la nazione più felice

c) I Danesi hanno  l'abitudine di salutare gli amici e parenti, quando arrivano in aeroporto, sventolando una bandierina danese

d) C'è una bandiera danese nascosta (!!) nel logo Coca-Cola...

Insomma, guardatevi il video. Unconventional proprio carino e semplice, che non costa neanche tanto.

Enjoy.

 

Negozi fisici moriranno? Non hanno i Big Data... ma forse succederà un'altra cosa...


Non avendo Big Data i negozi fisici sono destinati a morire?

Questa è la tesi di John Lunn, Global Director of the PayPal Developer Network - come potrete ascoltare dal video qui sotto che riprende il suo intervento alla The Next Web Conference ad Amsterdam.

La teoria è che senza dati, non si sa in realtà nulla dei nostri clienti. E che i negozi "fisici" questi dati non li raccolgono o non li sanno usare. Mentre i giganti dell'e-commerce lo sanno fare eccome.


E quindi sanno stimolarci, proporci cose, suggerire idee, farci offerte personalizzate, upselling, crosselling. Sanno cosa abbiamo fatto, chi e cosa siamo, cosa abbiamo guardato, desiderato, visto e rivisto... ci conoscono: il fattore chiave alla base del marketing e della comunicazione. Mentre i negozio tradizionali, specialmente se catene impersonali non hanno la minima idea di noi.


Qualcuno dei più attenti lettori obietterà che per molti c'è ancora la necessità di toccare con mano, provare, misurarsi i prodotti.

E a questo la risposta è il fenomeno dello showrooming. Dove si va in negozio, si valuta e poi (magari con uno smartphone, senza allontanarsi nemmeno dal negozio si va vedere quanto si risparmia comprandolo su Amazon e soci. (Sullo showrooming e i goffi tentativi per combatterlo si veda questo mio post).


Però forse potrebbe capitare una cosa ancora diversa, uno showrooming al contrario. Chiudono i negozi tradizionali e al loro posto subentrano (mettendo giù i mattoni) negozi che fino a ieri erano solo digitali. Dove si va online, si vede, sceglie, decide. E poi si compra in negozio che si ha prima il prodotto.


Provate a leggere questo articolo, che è suggestivo. Online shops take stock and move into the High Street Ma anche questo: All change: high street shops reveal a retailers' revolution

Ma anche questo articolo sui negozi di Google:  Google Works on Launching Retail Stores

E Amazon cerca più spazio (fisico) a Manhattan: Amazon Shops to Boost City Space

sabato, maggio 11, 2013

Il Meglio del mio meglio di Aprile

Ecco i post che sono stati più visti sul mio blog nel mese di Aprile.
Così magari recuperate qualcosa di interessante che vi eravate perso ... :-)

Al primo posto, da mesi, il mio post
Sky On Demand: non tutti sanno che... Un post che raccontava (a Luglio 2012) le novità e le caratteristiche del servizio di Sky. 

E che per qualche motivo si è posizionato benissimo su Google - attirandomi una marea di visite (inutili, per così dire) da parte di gente che cerca soluzioni a problemi di visione...


Secondo e ben più meritato post, 
Per far conoscere la tragedia umana che è stata la prima guerra mondiale, si è finto che Facebook esistesse già, all'epoca. Ed è stato aperto un profilo per uno dei milioni di soldati in trincea.

Una delle pochissime killer application di Pinterest. Strategicamente molto centrata: trasformare i sogni in realtà.

Quarto piazzamento per 


L'associazione "Manos Unidas" ha sviluppato un'applicazione - o meglio il primo "filtro solidale per Instagram" (a pagamento) che permette di raccogliere fondi per sfamare gli affamati.

Quinto: 

Andando online, si può avere a disposizione un piatto virtuale, da addobbare, da scrivere, su cui lasciare una propria storia.


Sesto: 
Complimenti. Imparare il violino Online. Made in Italy.
Bella storia segnalatami da un amico - iniziativa di grande successo (e, tra l'altro, un post che ha ricevuto parecchi commenti - tutti da parte di allievi soddisfatti :-)

Settimo (e mi fermo qui):

ROFL - Brillantissima risposta :-)
Genio, instant Social Marketing, infografica, divertente :-)
Una delle grandi paure delle aziende è avere qualcuno che le critica.
Problema. Mandarlo a quel paese, non puoi. Bannarlo, se non fa proprio interventi tremendi, non puoi. Ragionarci spesso non puoi. Però... però ogni tanto qualcuno trova il modo.

Qualche altro appunto, che magari ci sono indicazioni che possono essere interessanti per qualcuno.

La mia fonte principale di traffico sono i referral (circa il 40% del traffico): in questo mese assolutamente primo Facebook, poi Twitter e Linkedin (io prendo cura di pubblicare sui primi due tutte le volte un rimando ai miei post, e più saltuariamente su Linkedin).

La seconda fonte la ricerca (38%). 

Le visite da mobile sono attorno al 10%.

Enjoy.

venerdì, maggio 10, 2013

La tua pizza la vedi nascere in diretta. Webcam, Domino Pizza.


Da sempre, si sa, chi ordina una Ferrari può andare in fabbrica e vedere l'avanzamento lavori, vedere la *sua* macchina nascere (o così mi hanno detto, io sono fuori target).

Adesso però è possibile farlo anche con la pizza :-)

Brillante iniziativa di comunicazione di Domino Pizza. A Salt Lake City, città dei Mormoni (non c'entra. Però mi va di fare sfoggio di cultura spicciola).

Il Domino's Tracker permette, una volta ordinata la propria pizza, di vederla nascere. Dall'impasto alla cottura. Grazie a webcam poste in pizzeria. Senza tagli e montaggi. Così la pizza, la sentirai più tua.

Trasparenza, nulla da nascondere. Buzz.


giovedì, maggio 09, 2013

Il Pannolino Blutooth collegato allo Smartphone !?


Ecco la dimostrazione che "L'Internet delle cose" non è un concetto astratto e/o lontano dalla nostra vita quotidiana.

Ecco la dimostrazione che quando pensiamo digitale dobbiamo prima pensare a come cambia la vita delle persone, intervenendo sui prodotti, sul business - e solo dopo alla comunicazione.

Ecco il pannolino che si collega allo smartphone. E perchè mai?

Huggies Tweet Pee - il pannolino che avvisa la mamma (o, più facilmente il papà, che è più distratto) che è ora di cambiare il piccino. Avvisandolo sul cellulare. Via Blutooth. Con una apposita app. (In realtà non è proprio il pannolino, ma un apposito sensore "extra", altrimenti il costo del singolo pannolotto sarebbe lievitato a livelli insostenibili).

E già che ci siamo (Little data) permette di consultare le statistiche sui cambi di pannolino, di stimare la durata della scorta... e di ordinare (drive to business) i pannolini nuovi via smartphone :-)

Il tutto in Brasile.
Ecco il video (ofc in Brasiliano...)


Modern Marketing Manifesto. Che ne pensate?

Come sapete, penso fortemente che un numero troppo alto di addetti ai lavori (specialmente nel campo della comunicazione digitale, ma anche in azienda) abbia le idee molto confuse su cosa sia il Marketing e sul perché anziché essere morto il Marketing è più vivo di prima.

Quindi raccomando comunque di darsi una bella ripassata al Marketing (o leggersi per la prima volta un buon manuale in merito, che si scopre che una serie di robe spacciate per spaccamento dei paradigmi portati dal digitale sono stati in realtà inventati dai markettari degli anni'40...)

Compiuto questo step di base, possiamo guardare avanti. E segnalare l'iniziativa di Marketing Week, che ha stilato un manifesto del Marketing Moderno.

Ve ne incollo una sintesi, poi leggete il documento (poco più lungo, ma che spiega il senso delle affermazioni) direttamente sul sito di Marketing Week.

A me "makes sense", mi sembra una cosa di buon senso. Ma potrebbe non esserlo per chi non è così dentro come noi alle cose, al mercato, alle tendenze.

Che ne pensate? Se volete avviamo una discussione (propongo però di farla su Facebook che mi sembra una cosa migliore, è più "ergonomico" che farla qui, coi commenti... ma come preferite)

1. Strategy
We believe marketers should sit at the board table and help set strategy.

2. Brand
We believe the internet has forced transparency upon brands and businesses. 

3. Experience
We believe that improving the customer experience must be the relentless focus of modern marketing. 

4. Data
We believe data must be turned into insight and action to be a source of customer, competitive and marketing advantage. 

5. Digital
We believe digital thinking should be embedded in marketing strategies as a matter of course. 

6. Personalisation
In the quest to deliver outstanding brand experiences across channels, we believe that personalisation offers the greatest opportunity to transform what customers currently get. 

7. Technology
We do not believe technology is a solution in itself. 

8. Creative
We believe we need creativity just as much as we need technology.

9. Content
We believe that content marketing and the focus on owned and earned media represents a fundamental shift in marketing that is more than a fad. 

10. Multi-screen
We believe that the mobile revolution is only just beginning. 

11. Social 
We believe social media is about changing our business culture, the ways we work and the ways we engage with our colleagues and customers.

12. Commercial
We believe modern marketers have to be commercial.


mercoledì, maggio 08, 2013

Grande. Coca-cola e l'ascensore specialissimo :-)



I produttori di bevande gasate sono spesso sul banco degli accusati per il contenuto calorico dei loro prodotti e il contributo alla generale crescita dell'obesità nel mondo.

Una buona strategia in questi casi, è schierarsi contro il problema - diciamo ribaltando il problema sul cattivo uso del prodotto (va anche detto che in posti come gli USA, il problema sta nella mancanza di moderazione, dato che gli abitanti ne buttano giù a taniche, si veda: The New York City soda ban explained)

Ecco che, se le statistiche sull'obesità mondiale sono preoccupanti, Coke lancia un ascensore che può ribaltare le statistiche.
Classica operazione guerrigliera, di stunt, buzz.


Social Media in Cina - Infografica e commento

Vi siete mai domandati come stanno messi i Social Media in Cina?
Ecco un infografica e un link a un blog dove saperne di più...



Source: http://www.seeisee.com/sam/2013/04/02/p3682

martedì, maggio 07, 2013

Heineken celebra il rugby... a modo suo


Heineken (di cui parlo spesso), ha ormai individuato una propria linea creativa pubblicitaria, tendenzialmente basata su delle storie con una meccanica ben definita.

Un eroe (figo della madonna, sempre a suo agio... iper cool) che passa attraverso una sequanza di interazioni caratterizzata da un ritmo serrato e divertente.

Lo ha fatto (alla grandissima, secondo me) con "The Entrance", lo ha rifatto con uno spot (poco memorabile) ambientato in un ristorante cinese, si è ripresa con la sponsorizzazione di 007.

E adesso ritorna alla carica con la sponsorizzazione della Heineken Cup.

Ecco lo spot. Anche se tendo a non parlare di pubblicità "tradizionale", ogni tanto ci sta :-)
Per la parte online del progetto potete guardare: http://game-ie.heineken.com/
Se cercate sul blog "Heineken" trovate altri casi interessanti.

Quanti italiani in Rete a Marzo? Audiweb


Ed ecco i nuovi dati e l’aggiornamento mensile sui dati dell’uso di Internet in Italia – visto con l’occhio del Digital Planner, con qualche commento e un po' di prospettiva storica - con una serie dei dati sull’anno che non trovate facilmente altrove ;-). 

Quanti Italiani online a Marzo 2013? 
Risale il numero degli italiani che accede a Internet da PC: 29.3 milioni - cresce del 5,9% in un anno. Per confronto a Febbraio erano 28,6 milioni gli utenti che avevano effettuato almeno un accesso a internet da computer; ma a Gennaio eravamo 29.6 milioni. 

Andando più indietro: Dicembre 2012 - 28.9 milioni Novembre 2012 - 28,8 milioni di utenti online da PC. 29 Milioni a Ottobre e 28.7 di Settembre 2012. Ad Agosto 2012 eravamo 27.5 milioni. Luglio 2012 28 milioni, Giugno 28.3, Maggio 28. Ad Aprile 2012 eravamo 28,6 - a Marzo 2012 l'audience online era di 27.7 milioni, esattamente come a Febbraio e a Gennaio 2012 (se poi volete farvi delle storiche più arretrate, fate un search su questo blog per “Audiweb” così recuperate i post precedenti e vi fate rapidamente una serie). 

Quanti italiani trovo online nel giorno medio? 
L’audience online da PC nel giorno medio cresce dell’8,2% in un anno, con 14,8 milioni di utenti online a marzo 2013. A Febbraio 2013 14,6 milioni di utenti. Sembra esserci una certa stabilità negli ultimi 6 mesi: a Gennaio erano 14.7 milioni dopo la notevole inchiodata a Dicembre (14.1 milioni). 

A Novembre 2012 14.7 ma eravamo 14,8 milioni a Ottobre. Settembre 14.3 milioni e Agosto 11,7 milioni, a Luglio 13,3. A Giugno14 milioni. Maggio 14,2 milioni e 13,8 ad Aprile; a Marzo 13,7, a Febbraio 2012 13,8. 

Quanto si sta online, ogni giorno? 
Hanno dedicato al mezzo 1 ora e 29 minuti al giorno (142 pagine viste), contro 1 ora e 27 minuti per persona di Febbraio. 

Siamo sempre lì:1 Ora e 28 minuti a Gennaio e 143 pagine, mentre a Dicembre si è stati online in media per 1 ora e 25 minuti con 136 pagine viste per persona. 

A Novembre era 1 ora e 28 minuti al giorno, contro 1 Ora e 26' di Ottobre 2012. A Settembre la permanenza giornaliera in Rete era di 1 Ora e 23 minuti, rispetto a 1 ora e 21 minuti di Agosto, 1 ora e 19 minuti a Luglio, 1 ora e 20 minuti a Giugno. A Maggio era 1 ora e 19 minuti, contro 1 ora e 21’ a Aprile, Marzo 1 ora e 18’. 

Di qui in poi sostanzialmente copio e incollo parti della press release, che dice cose interessanti. 

Nel primo trimestre 2013 il 68,2% delle famiglie italiane (14,8 milioni) dichiara di disporre di un accesso a internet da casa attraverso computer, televisore o console giochi. Il 71,6% delle famiglie connesse, 10,5 milioni, dichiara di avere una connessione veloce - ADSL o fibra ottica - con abbonamento flat nel 93,5% dei casi. 

Più in dettaglio, sono 37,8 milioni gli Italiani che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e device (l’80,2% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni), con una maggiore disponibilità di accesso a internet da casa attraverso computer (35 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 74,5% dei casi). 

L’accesso a internet dai device mobili registra valori significativi, con 17,9 milioni di persone che dichiarano di poter accedere a internet da telefono cellulare/smartphone (il 38% degli 11-74enni), e 3,7 milioni da tablet (il 7,8% dei casi). 

Analizzando il profilo socio-demografico degli individui che dichiarano di poter accedere a internet da qualsiasi luogo e device, l’online in Italia si conferma ampiamente diffuso tra tutti i profili, presentando comunque tassi di concentrazione molto elevati tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. I livelli più alti di concentrazione si registrano, infatti, tra igiovani (il 94% degli 11-34enni), tra i laureati (il 98% dei casi), tra gli studenti universitari (il 99,7%) e di scuole medie e superiori (il 96,6%), tra gli impiegati e gli insegnanti (il 97,7%), con un tasso di penetrazione del 100% tra i dirigenti, quadri e docenti universitari. 

L’accesso a internet da cellulare/smartphone risulta più diffuso tra i giovani (oltre la metà degli 11-34enni), in particolare tra gli studenti universitari (il 68,6%) e tra gli studenti di scuole medie e superiori (il 60,8%). Si riscontrano tassi elevati anche tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. Infatti, possono accedere a internet via mobile il 57,5% dei laureati, il 65,1% degli imprenditori e liberi professionisti e il 59% dei dirigenti, quadri e docenti universitari. 

Il report Audiweb Trends offre anche un approfondimento sulle attività effettuate da cellulare, da cui emerge che tra le attività più citate da chi dichiara di accedere a internet dal cellulare risultano: navigare su internet (il 65,8% dei casi), inviare/ricevere e-mail (il 40,5% dei casi), accedere ai social network (37,1%), scaricare e utilizzare applicazioni (37%), consultare motori di ricerca (36,2%), consultare il meteo (31,9%). 

Sono inoltre 6,6 milioni le persone che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione e la maggior parte, il 76,9%, ha scaricato solo applicazioni gratuite. Tra le applicazioni utilizzate negli ultimi 30 giorni, le principali sono quelle legate ai giochi (59,5%), al meteo (47,1%), le applicazioni che permettono di accedere e chattare sui social network (45,3%), lemappe, itinerari, informazioni sul traffico (44,1%), le applicazioni per foto e immagini (39,5%). 

Per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di marzo si registrano 68 milioni di stream views (video fruiti), con 6,5 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 39 minuti e 14 secondi di tempo speso per persona. 
Nel giorno medio le stream views sono state 2,2 milioni, con 829 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video circa 10 minuti in media per persona. 















Dato che pregano di citare, io cito...


Le sintesi del report Audiweb Database, Audiweb Objects video (con i dati quotidiani di navigazione sui siti degli editori iscritti ad Audiweb) e Audiweb Trends sono disponibili sul sito www.audiweb.it per gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitari. 

*Audiweb Trends è il report trimestrale sui dati sintetici della Ricerca di Base Audiweb sulla diffusione dell'online in Italia che contribuisce alla definizione dell’universo degli utenti internet (individui di 11-74 anni e famiglie con almeno un componente fino a 74 anni). 
La Ricerca di Base fornisce la percentuale di popolazione che ha accesso a internet (a livello potenziale) declinato su ogni profilo socio-demografico. I risultati della Ricerca garantiscono la corretta ponderazione ed estensione del panel all'universo degli individui 2-10 anni e oltre 74 anni indispensabile per produrre i dati di audience disponibili in Audiweb View (dati mensili sull’intera offerta editoriale) e Audiweb Database (dati quotidiani sui siti degli editori iscritti), per la stima dell’effettivo utilizzo di internet da casa, ufficio e altri luoghi da parte della popolazione italiana 2+.
A partire dal primo ciclo di rilevazione del 2012, Audiweb ha deciso di rinnovare il questionario di rilevazione della Ricerca di Base, spostando maggiormente l’attenzione sulle dotazioni tecnologiche e i comportamenti individuali, così da approfondire, per ciascun device, i diversi livelli di accesso ad internet. Restano invariate la metodologia di ricerca e la modalità di rilevazione fino ad ora adottate. 

** Audiweb Database presenta la stima dell’utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su, che si sono collegati almeno una volta attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi. In particolare, Audiweb Database contiene i dati quotidiani di navigazione sui siti degli editori iscritti ad Audiweb. 

lunedì, maggio 06, 2013

Ordinereste una Pizza con Kinect? Pizza Hut


Parecchi anni fa un eminente (e autoproclamato) Guru della Rete mi spiegava che le catene di pizzerie americane erano state più o meno obbligate a sbarcare sull'ecommerce per motivi di incrocio tra target e tecnologie.

Nel senso che un loro target importante erano i nerd fanatici di Internet - di quelli che muoro ma non mi scollego.

Problema: in un'era di connessione via modem (e di assenza di cellulari negli USA) telefonare per farsi portare una pizza (cibo ideale per alimentarsi continuando a stare al PC) significava staccare la connessione.

Di qui la necessità di permettere un acquisto muktitasking continuando a fare ciò che si stava facendo.

In quest'ottica ha un heritage strategico la mossa di Pizza Hut: il lancio di un'app per XBox che permette ai giocatori di realizzare e ordinare una pizza personalizzata, volendo usando Kinect o dando i comandi a voce (a me viene in mente il telefono, ma vabbé...).

Diventando, attraverso un accordo di partnership, il fornitore esclusivo di Pizza per la piattaforma di gioco.

Oggi però, la pizza si può ordinare usando una pletora di altri dispositivi "paralleli", dal telefono fisso a quello mobile, dal notebook al tablet...

Di qui il sospetto che questa volta più che una strategia di marketing sia una strategia di comunicazione, di buzz, di generazione di interesse e profilo di immagine verso la marca Pizza Hut.

E, in effetti, la cosa ha generato interesse - tanto che su YouTube sono apparsi parecchi video di prova e recensione - nessuno dei quali però ha ancora raggiunto un numero decente di views.

Ve ne allego qualcuno, così vi risparmiate la fatica di cercarli. Enjoy. Mi sembra una cosa übernerd.




Pensiero profondo: troppo contenuto, e sempre di più. Morire di ipercontenutosi.

Ovvio.
Di marche / prodotti che abbiano cose serie e sensate da dire su se' stesse, ce n'è poche.

I Social e più in generale i media digitali si reggono sul paradigma del contenuto, specialmente adesso che tutti si sono buttati sulla barca dello storytelling.

Lo Storytelling come strategia va benissimo quando ci sono storie interessanti da raccontare.

Ma nella maggior parte dei casi, siamo lì a inventarci storie che non stanno in piedi e interessano poco - per riempire gli spazi che obbligatoriamente devono essere riempiti sui social - e per distrarre l'attenzione dal fatto che la marca prodotto / non ha nulla da dire, identificando territori da presidiare.

E quindi, dato che in genere ci sono anche pochi soldi e poca intelligenza dietro a questi prodotti, ci troviamo a fare il 34° oggetto social (blog, pagina FB...) su ...... (fill the dots, io non faccio esempi, per evitare che qualcuno pensi ce l'abbia specificamente con lui). Ma io per primo mi sono trovato a dover realizzare pagine, blog, siti, basati sul nulla. O sul già fatto da cento aziende prima.

Questa febbre di produrre contenuti inutili io la definisco ipercontenutosi. Ed è una delle cause scatenanti del "Chissenefrega effect". Tanta quantità, pochissima qualità.
Dove gli autori sono pagati a noccioline (si veda, uno fra i tanti, questo esempio)

Lo stesso discorso si potrebbe / dovrebbe fare pure sui libri: 64.000 titoli pubblicati all'anno in Italia, in un mercato dove oltre il 50% degli italiani non legge nemmeno un libro all'anno (ma poi lo lasciano votare lo stesso...)

Adesso, qualcuno più diligente di me ha fatto una seria analisi sulla proliferazione del contenuto. dei libri, delle foto, della spazzatura.

Dalla nascita della civiltà al 2003 sono stati creati, complessivamente, 5 Exabyte di contenuto.
Oggi, ogni giorno produciamo 2.5 Exabyte di contenuto *al giorno*.

Vi allego interessante Slideshare e, se avete tempo, il video in cui questa presentazione viene presentata e commentata. Notevole.

Non sono d'accordo su tutto, ma ci sono dei pensieri utili a tutti, specialmente a chi fa il planner, si interessa di strategia o semplicemente deve pensare a cose intelligenti.



2013/4 Brad Frost from CreativeMornings/PGH on Vimeo.

venerdì, maggio 03, 2013

giovedì, maggio 02, 2013

Grandissimi: lo spot che fa saltare lo spot :-) Volkswagen

Ammetto che questo mi ha fatto sorridere.

Se usate (come me) intensamente YouTube, fate grande uso del bottone per saltare la pubblicità, il noto "skip ad".

Una banalità, una cosa sotto gli occhi di tutti.

Beh, qualcuno l'ha vista, ed ecco lo spot di Volksvagen, del maggiolino col cambio automatico. Che cambia marce automaticamente... e in automatico schiaccia lo "skip ad" :-)

Guardate il video, che tanto è una cosa rapida.


Folgorante: pubblicità geolocalizzata sul tablet


Il committente è Gollog - una società di consegne, un corriere, che se la tira sul poter consegnare il pacchetto ovunque voi siate.

Dato il bisogno di emergere in un mercato dove non sono certamente l'unico ne' il più famoso player, hanno realizzato un piccolo tour de force tecnologico, spiegato bene nel video qui sotto.

In sostanza: una pagina pubblicitaria, all'interno di una rivista digitale. 

Ma... che se è vista da iPad e se il tablet ha la geolocalizzazione attiva... la pagina non è altro che la foto di casa tua (o di dove sei, presa da StreetView), con una sovraimpressione che simula la consegna. Con l'indirizzo giusto sul pacco :-)

Inquietante.

Guardate il video.



GOLLOG - STREETVIEW DELIVERY (ENG) from AlmapBBDO Internet on Vimeo.

martedì, aprile 30, 2013

Sensoriale: Coke, il Sound della felicità. Bello.


Sappiamo ormai tutti che Coca-Cola si è strategicamente legata al concetto di  felicità, di essere un prodotto che provoca questa nobile emozione (lasciamo perdere le discussioni filosofiche su cosa sia davvero la felicità, poi magari ne parliamo da un'altra parte).

Ha, nel mondo, trovato modo di scaricare a terra i cavalli del concept strategico attraverso varie iniziative (in primis le vending machine) - alcune delle quali trovate in miei post precedenti, basta fare un search sul blog.

Ora, in Giappone, ha trovato un altro modo. Legandosi ad un altro elemento iconico del prodotto (o meglio, della categoria di prodotto): il "psssst" che viene emesso quando si stappa la bottiglia.

Quale miglior modo di rendere dimostrabile la felicità che fare un bel mix tra questo suono simbolico e suoni di felicità assortita? Facendo gestire il tutto da un famoso (?) DJ giapponese?

Così hanno piazzato un registratore digitale in una bottiglia e l'hanno fatta viaggiare per varie città... ma se guardate il video capite tutto in un attimo :-)

Anzi, guardatevi la serie di video, li trovate qui: http://www.youtube.com/user/CokeRemixBottle (da bravo milanese imbruttito, ho particolarmente apprezzato il Sushi Remixed :-)

Ah, e ci sono anche le suonerie scaricabili, btw.