martedì, maggio 24, 2011

Bacardi TV- solo per blogger in anteprima (e per voi). E qualche critica costruttiva.

Giovedì sera.Terrazza Martini (prestigiosissima, c'era anche Zamperini :-)

Presentazione ai Blogger etc, in anteprima assoluta, del nuovo spot Bacardi (vedi qui sotto). Che ci è stato affidato perché, se così avessimo desiderato, potessimo ridiffondere il messaggio in anteprima a tutti i nostri fan, follower e groupies.

Se volete guardatevelo qui sotto e fatevi belli con gli amici che Internet non ce l'hanno e dovranno aspettare che la TV metta in onda lo spot, tra qualche giorno.

Come al solito però, la cosa che mi interessa davvero è analizzare un po' questa blogger invitation session famolo social, come ho già fatto ad esempio per Vodafone o per Lancia. Dandovi non dico il dietro le quinte (perché non è che succeda poi chissà che) ma per riflettere su piccole evoluzioni della comunicazione. Comunque...

Plus

-il fatto che un'azienda come Martini abbia sentito il bisogno di fare un incontro blogger e di distribuire il nuovo spot a noi (e quindi alla Rete) con parecchi giorni d'anticipo sulla messa in onda in TV (e non un giorno dopo) è un segnale. 

Sempre più aziende iniziano a sospettare che le vie della marca stiano passando per cammini che non sono quelli di una volta. 

- il posto. La Terrazza Martini è un posto con una vista incredible

- i Mojito (ci mancherebbe altro, siamo a casa Bacardi).

Minus:

1. Ehm. Un minimo di scollamento culturale tra azienda e pubblico? Buona parte delle persone presenti, almeno di quelli che conosco e con cui ho parlato, erano lì per vedere lo spot, e poi per socializzare fra loro bevendo una cosa buona. 

Poi nell'invito si parlava anche di una ricerca sui comportamenti sociali tra online e offline, una roba del genere. Nice. Mandami le slide che poi me le studio con calma, a me interessano molto e servono. Ma me le studio domani, ok? Dopo le 19 la mia capacità di concentrazione cala, sarà l'età.

Però, se proprio vuoi presentarle (e Mannheimer ha fatto del suo meglio per renderle vive) non farmi vedere un numero n (con n tendente a grande) di slide, ognuna delle quali dovrebbe essere studiata 15 minuti per capirla appieno.

Se siamo ad una riunione di business in cui decido il mio piano strategico futuro, ci sto anche 30 minuti, a capire ogni slide. E 2-3 ore in tutto.

Ad una funzione social, il mio attention span è probabilmente 30 secondi per slide e 5-10 minuti in tutto. Specialmente se i Mojito ci attendono;-)

Nostalgia di Activia - nel senso dell'evento blogger in cui hanno preso le slides della ricerca (sintetizzate bene!) e le hanno fatte presentare a Geppi Cucciari in streaming TV. 

E comunque la mancanza di domande a fine presentazione ricerca, è un segnale.
Lo confesso, durante la riunione ho Twittato. Questo: 


2. Ehm, ehm. Grazie di averci presentato un film, anzi due.

Per deformazione professionale (facevo l'account in un'agenzia di pubblicità) io avrei creato suspence, attesa, curiosità. Poche parole (60-90 secondi, non di più) per preparare l'audience, un rullo di tamburi... insomma le classiche tecniche di presentazione al pubblico. Oppure non avrei detto niente.

Invece il discorsetto pre-presentazione, tra le altre cose, ci ha raccontato il film e ci ha anticipato quello che avremmo visto. In sostanza ci hanno spiegato la barzelletta prima di raccontarcela. 

I film erano freschi freschi di doppiaggio - insomma, non ancora del tutto finiti. Qualche sbavatura. Meglio. Da' il senso di un work in progress, di essere stati tirati dentro non stile conferenza stampa.

3. I film: giudicateli voi. Io avendo lavorato su Pampero mi sono fatto la bocca a robe un po' più aggressive, un po' più bold (anche se pure lì poi si è dovuto a un certo punto virare su toni più democristiani)

Trovate lo spot e un video realizzato ad hoc per la rete.
Sarei curioso di sentire i vostri commenti.

Non è che il video (quello fatto in animazione) è un tantinello top-down e dice alle persone che sbagliano, a socializzare così tanto in Rete? O sono io che sono ipersensibile?

PS: location grandiosa, cibo molto party milanese (inevitabile), mojito pregevole (ci sarebbe mancato altro).  Più che una Milano da bere, una Milano che beveva.  E un sacco di gente che mi ha fatto piacere vedere (tranne i solito uno o due che sono un'inevitabile tassa da pagare ma sono più che altro colore locale).




4 commenti:

Stefigno ha detto...

Concordo sul tanto da te invocato dono della sintesi. Dopo una certa l'attenzione scende e non si ha la possibilità di avere attenzione necessaria per analizzarle meglio (e mi sembra che la ricerca fosse, in un certo senso, molto interessante).
Spero di non rientrare in quella fascia di persone 'tassa da pagare' :P
Mi ha fatto piacere rivederti Rob.

Roberto Venturini ha detto...

No, tu no.
Anche a me.
;-)

anna chiara ha detto...

Concordo su tutti i punti. Ho partecipato alla “blogger session”, ingolosita dal titolo della ricerca, e non dico mi aspettassi una presentazione alla Nancy Duarte, ma qui l’”ispirazione” era ai minimi storici!

Lo confesso: anch’io durante la presentazione ho twittato. Questo: #humanordigital qualcuno spieghi a Mannheimer come si fa una presentazione ppt, please

al ha detto...

niente da dire sul primo. Sul secondo la morale mi sembra "vuoi farti gli amici? lascia stare facebook e punta sull'alcool!" non il miglior messaggio, pero' io non bevo quindi sono un po' di parte