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venerdì, aprile 18, 2014

DHL installa la Packstation a Milano: ritiro self-service, aiuterà l'ecommerce?

Personalmente, io compro molto attraverso l'ecommerce. 

Vino, caffè, tecnologia, solo per citare alcune delle categorie principali.

Lo faccio anche perché sono fortunato: ho un portinaio (e, volendo anche un datore di lavoro comprensivo :-) e quindi il recapito dei pacchi non è un problema.

Naturalmente non è così per tutti, anzi, buona parte di quelli che conosco non hanno modo di farsi mandare i pacchi a casa - quindi rinunciano, o prediligono quei rivenditori che hanno un sistema "pick&pay" o dei punti di ritiro dove il tuo pacco ti aspetta.

Quelli che una volta chiamavamo "Corrieri" hanno chiaro il business rappresentato da un'espansione dell'ecommerce in Italia, e quali sono i fattori limitanti.

In questa direzione (ma non solo) va l'iniziativa di DHL - ovvero l'installazione a Milano di una "packstation" - una struttura per il ritiro di pacchi, a disposizione dei cittadini 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Dopo il successo che il sistema ha conosciuto in Germania, ora è il turno dell'Italia.

In pratica è un sistema automatizzato; si inserisce il proprio codice utente/ un barcode e si ritira il proprio pacco che è lì ad aspettarci.

Riducendo, tra l'altro, anche il traffico per la consegna dei pacchi, con un impatto positivo sulla congestione della città e l'impatto ambientale.

Nella fase successiva, poi, sarà possibile non solo ritirare ma anche spedire pacchi (ad esempio resi...) usando la packstation più vicina (quella di Piazzale Segrino è la prima di una serie di installazioni che saranno realizzate). 

Serie che potrebbe essere numerosa, visto che in Germania DHL ha installato 2.700 di questi impianti, in 1600 centri urbani (e qui il discorso della copertura dei piccoli centri, della provincia... che per l'Italia è particolarmente importante...), totalizzando 4.5 milioni di utenti registrati al servizio e 30 milioni di spedizioni l'anno con questo punto di ritiro finale.

Da qui in poi, cito, in ottica di efficienza e risparmio energetico (mio), ampi stralci della press release, che spiega bene (le si fanno per questo...)

"Il progetto nasce dalla collaborazione tra DHL Express e il Comune di Milano, all’insegna dello spirito GoGreen, dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. Grazie a questa partnership DHL Express sarà l’unico operatore ad installare le Packstation su suolo pubblico: quella di Piazzale Segrino sarà, infatti, la prima di una serie di strutture che verranno posizionate nei prossimi mesi in zone strategiche della città, mirando nel giro di un paio d’anni a presidiare l’intero territorio nazionale.

La scelta delle aree è stata decisa insieme al Comune di Milano con l’intento di agevolare i residenti, i pendolari, gli studenti e consentire loro di ritirare i pacchi in qualsiasi momento della giornata, alleggerendo il processo di delivery door-to-door, riducendo il numero di spedizioni non consegnate a causa dell’assenza del destinatario nei comuni orari di operatività dei corrieri e mettendo a disposizione un’alternativa sempre operativa. "


Nota/"Operazione Trasparenza": DHL è un cliente dell'agenzia per cui lavoro... 

lunedì, febbraio 24, 2014

Genio (!) DHL si fa fare pubblicità dai concorrenti. Must see.

Idea Geniale.
Fare in modo che siano gli altri corrieri a fare pubblicità a noi :-)

Idea di guerilla semplice... ma sofisticata e ben pensata nella sua esecuzione - soprattutto per rifilare il bidone ai competitor senza che se ne accorgano se non quando è troppo tardi.

Brillante la trovata per fare il modo che il messaggio sullo scatolone non appaia all'accettazione del pacco... ma appaia dopo :-)

Poi, ovvio, si può discutere sulla liceità, correttezza e legalità di una tale operazione così spudoratamente competitiva... o se magari sia un fake... ma io mi fermo all'idea di fondo, che è brillante

Guardate il video, non resterete delusi :-)


mercoledì, maggio 22, 2013

Update: Nutella a marcia indietro

Ferrero, viste le reazioni causate in rete dopo la sua intimazione per stroncare il World Nutella Day (si veda il mio post di ieri) fa marcia indietro, come riportato anche questa volta dal Corriere:


Il World Nutella Day non sarà più cancellato
La Ferrero : «Felici di avere fan del genere»

L'azienda di Alba alla blogger che ha inventato la Giornata Mondiale: «Era una procedura di routine a difesa dei marchi»

Come fatto (giustamente) notare nel corso delle interessanti discussioni che sono nate in rete, a fronte di quello che possiamo tranquillamente definire un social fail, non era assolutamente scontato che le reazioni dei fan arrabbiati si traducessero poi in significativi impatti sulle vendite.

Ferrero non se l'è però sentita di rischiare, giustamente, perché quando si maneggia un mito occorre trattarlo (e trattare i propri innamorati) con delicatezza.

E così grandi dichiarazioni di stima e affetto per i fan, contatti in corso e gratitudine per la blogger organizzatrice (che ha goduto di una botta di visibilità mai vista).

Sarebbe affascinante poter avere accesso al dietro le quinte e capire la genesi del problema. Magari si scoprirebbero scenari affascinati.

L'Azienda parla di procedure di routine a difesa dei marchi - che si potrebbero immaginare come un' iniziativa automatica da parte dell'ufficio legale senza consultare marketing e comunicazione, che sono dovuti correre frettolosamente correre al riparo... Ma queste sono dietrologie.

Non sarebbe certo la prima volta che il Social / Digital mette in evidenza nuove sfide organizzative e di processo...

Ricordo (caso di tanti anni fa) un "cease and desist" di Mattel il cui ufficio legale, se ricordo bene, aveva mandato una lettera intimidatoria ad un certo signor Barbieri; diffidandolo dall'usare Marchi registrati dal giocattolaio.

Infatti un qualche motore di ricerca aveva fatto scattare l'allarme accomunando Barbieri con Barbie ®…

martedì, maggio 21, 2013

Il #fail di Nutella e il controllo della marca

La notizia immagino l'avrete vista tutti. 

Ferrero ha intimato alla sua fan numero 1 di bloccare l'organizzazione della giornata mondiale della Nutella. 

Per gli aspetti di cronaca, potete leggere sul Corriere della Sera:

"DECRETO INGIUNTIVO

Nutella, la Ferrero ordina alla blogger
di cancellare la Giornata mondiale
Sara Rosso 6 anni fa ha inventato il World Nutella Day (5 febbraio). Ora si dice obbligata a chiudere"

Il mio commento da Digital Planner: non ho elementi certi che mi dicano come è andata la faccenda (ma da ex Ferreriano posso fare delle ipotesi).

In generale però, questo pasticcio porta ancora una volta alla luce lo spinoso tema del controllo della marca. 

Il modello tradizionale vuole che il consumatore, gentilmente, si limiti a sborsare i soldi per comprare il nostro prodotto e, se proprio deve, a emettere vaghi suoni di approvazione e moderati segnali di soddisfazione nei confronti dei componenti del suo branco. 

E parlo di branco perché in una nota azienda in cui ho lavorato (che non cito a scanso di guai), il PPP (padre padrone proprietario) non parlava di "Consumatrice", ma di "Valeria dal Culo Grosso" come termine tecnico nelle pianificazioni di marketing (parola che detestava). 

Il modello portato dal digital prima e dai social media poi ha incasinato la faccenda, introducendo, tra le altre cose lo User Generated Marketing (se non sapete cos'è, leggete qui). 

Avere consumatori che da fan della marca si fanno evangelisti e poi promotori di vere e proprie campagne di branding è cosa molto bella ma ha un problema: porta la comunicazione fuori dal controllo dell'azienda. 

Nel bene e nel male. 

E sicuramente Ferrero, specificamente con Nutella, ha dei seri problemi di controllo sull'interpretazione della marca, come potete vedere dalla gallery di immagini dell'orrore che allego e che potete facilmente (insieme a molte altre) trovare in Rete. 

Immagini che fanno rabbrividire il markettaro e che, anche agli occhi di un fervente sostenitore dei social come me, fanno scattare degli allarmi rossi relativamente a come potrebbe scappare di mano la percezione di marca e devastare tutta la comunicazione. 

Capisco quindi (anche se non condivido) la scelta di cercare di recuperare il controllo… domandandomi se ciò sia ancora possibile e quanto sia rischioso. 

Peggio dell'amore tradito, c'è l'amore rifiutato. E dall'amore all'odio, dallo User Generated Marketing il passo è breve. 

Ci si mette poco a organizzare un World Nutella Hate Day. 

Di alternative merceologiche valide alla Nutella ce n'è più d'una (anche se non hanno lo stesso mucchio di valori intangibili). 

E Nutella ha già i suoi guai; negli USA (che si potrebbero anche estendere all'Europa a livello di regolamentazione o di movimenti d'opinione nei consumatori) - dove una class action per pubblicità ingannevole ha portato ad un multone da 3 milioni di dollari.

E più in generale corre un rischio dato il suo potenziale calorico, in un mondo dove si inizia a prendere sul serio la lotta contro l'obesità e specialmente l'obesità infantile (per inciso, 378 grammi di Nutella equivalgono a 2000 calorie, il fabbisogno calorico quotidiano...  )

Recentemente Ferrero ha lanciato formati più grandi del prodotto, fino a mi pare 1 Kg - equivalente a oltre 5000 calorie. Per non parlare del barattolo da 5 kg venduto in canali trade come Metro, che contiene probabilmente abbastanza calorie da inviare l'uomo su Marte…

Insomma, come spesso avviene, nel bene o nel male, Social e Digital ci mettono nei casini. E fare il markettaro diviene sempre più difficile. 


Non è un caso che Techrepublic proprio in questi giorni pubblichi un articolo intitolato "Social media to tear down traditional business power structures " e non lo dicono loro… lo dice Gartner (che, per carità, di previsioni sbagliate ne ha fatte a mucchi, in questi anni ma che parecchie volte ci azzecca, a prevedere il futuro…) 







giovedì, maggio 02, 2013

Folgorante: pubblicità geolocalizzata sul tablet


Il committente è Gollog - una società di consegne, un corriere, che se la tira sul poter consegnare il pacchetto ovunque voi siate.

Dato il bisogno di emergere in un mercato dove non sono certamente l'unico ne' il più famoso player, hanno realizzato un piccolo tour de force tecnologico, spiegato bene nel video qui sotto.

In sostanza: una pagina pubblicitaria, all'interno di una rivista digitale. 

Ma... che se è vista da iPad e se il tablet ha la geolocalizzazione attiva... la pagina non è altro che la foto di casa tua (o di dove sei, presa da StreetView), con una sovraimpressione che simula la consegna. Con l'indirizzo giusto sul pacco :-)

Inquietante.

Guardate il video.



GOLLOG - STREETVIEW DELIVERY (ENG) from AlmapBBDO Internet on Vimeo.

giovedì, aprile 12, 2012

iPad Corriere: le mie impressioni sulla nuova app

Visto che ho avuto il piacere di vedere ieri in anteprima la nuova app del Corriere della Sera (disponibile oggi), vi racconto un po' quello che ho visto e le mie impressioni.

Cercando di essere pragmatico, business oriented e non ideologico. Poi so che ci sarà chi si schiera contro/pro a priori, va benissimo.

E forse la cosa più interessante (per me, per i miei interessi) non è tanto la nuova app (che comunque a me piace di più) ma quello che ci hanno raccontato del loro business. E di come fanno le cose.

Cominciamo con ordine...

Cosa è cambiato
Qui vi parlo dell'app in se'. E delle sue novità di prodotto.
Sotto invece faccio una disamina più approfondita da planner, più strategica, di business e marketing. 

La novità principale dell'app, quella vera, è l'interfaccia.
Si affianca allo "sfogliatore" (l'edizione pdf analoga al quotidiano di carta), una nuova interfaccia, anzi due. Anzi in fondo tre. Se andate in fondo al post vedete le foto ufficiali.

La prima è una tag cloud, attraverso la quale arrivare alle notizie più "hot". Ma questa  non mi ha entusiasmato (come vedrete, però, sono fuori target).

La seconda una mappa del globo, per accedere alle news con un criterio di localizzazione geografica.

La terza invece è una visualizzazione molto più "web", molto più digitale, molto più alla Flipboard o quelle cose lì. Che a me non dispiace per nulla. Vedi immagine.

Detto questo, se avete un iPad, provate l'app, che dovrebbe essere offerta gratuitamente per una settimana; così vedete di cosa sto parlando, perché ho molte cose da dire e la grafica, l'interfaccia dell'app la potete vedere e capire molto meglio provandola sul vostro iPad.

Belle le infografiche interattive fatte in HTML5 (specialmente per i non - geek, quelli non ancora saturati come me da queste maledette infografiche che mi hanno intasato Pinterest)

La cosa interessante è esiste una logica: target diversi per interfacce diverse.

Quella nuova o come la chiamano loro "nativa" sembra essere più adatta ad un target che vuole il Corriere sul tab ma che ha finora criticato il pdf duro e puro perché poco "digitale". E qui sono in una logica di allargamento del loro pubblico pagante, che sembra di capire vorrebbero quasi raddoppiare.

La versione pdf è per un pubblico che si trova meglio con una presentazione più tradizionale. 

Ma non è solo questo. In effetti hanno portato la nostra attenzione sul fatto che in una visualizzazione "digitale" da aggregatore, tutte le notizie hanno lo stesso peso, importanza. O quasi. 

L'impaginazione da quotidiano tradizionale da' invece al lettore un segnale di cosa il direttore / la redazione, il mediatore informativo, ritiene più importante e cosa meno. Guidando l'opinione. 

Ed è anche questa una forma di content curation, mi sa. Che a qualcuno può piacere e a qualcuno no.

Chiaro quindi che anche solo il cambio di modello di impaginazione implica definire logiche di responsabilità, ruolo, potere (?) nel mestiere del giornalista. E qui si potrebbero scrivere dei libri.

Vabbé, comunque interfacce diverse, ognuno sceglie quella che gli funziona meglio o passa da una all'altra. 

Cambia l'advertising: nella versione pdf ci sono gli annunci del quotidiano di carta. Nella versione nativa ci sono degli sponsor, che ogni "n" click compaiono + banner in pagina.

Ora, il Corriere cerca (e in parte ci riesce) di vendere "il sistema" delle 4 piattaforme. A me immediatamente viene in mente che non solo piattaforme diverse ma anche visualizzazioni diverse implicano target diversi e quindi a tendere vendite / strategie più mirate.

Non solo: visto cosa fanno con le infografiche, il passo ovvio e naturale è sviluppare dell'advertising più "interattivo", ricco e coinvolgente... 

(obiezione, vostro onore: tale adv non solo costa per il media ma costa molto di produzione. Coi tempi che corrono, in cui si tagliano i fee alle agenzie e si cerca di fare le nozze coi fichi secchi, quanti saranno a spendere soldi veri per produrre un annuncio? Forse le solite multinazionali che ci faranno neri....ma questo è un altro discorso).

Va inoltre segnalato il meteo (moolto bellino), i giochi, il Corriere TV...
Poi loro sembrano pronti ad ascoltare le critiche e a fare evolvere l'app. Vedremo.

Cosa non è cambiato

Non è cambiato il modello di business e il prezzo.
D'altra parte, visto che il business gli funziona... ormai possiamo rassegnarci: che tirasse un' aria di pay per content lo si vedeva da anni. e parecchia gente non trova la cosa scandalosa. E paga.

Dato interessante: nel giorno medio hanno 63.000 utenti paganti (ovvero: quelli che hanno comprato l'abbonamento all'app, quelli che sono abbonati al Corriere ore 7 - di carta - e hanno in omaggio l'app, quelli che hanno comprato un tablet con l'abbonamento gratis per un anno... pagato da Vodafone o Samsung).

Da riflettere sul target: probabilmente molti dei lettori di questo mio piccolo blog gratuito non pagherebbero mai per il content. Ma noi non siamo il loro target. Ne parliamo dopo.

Non è cambiato il content
L'app contiene i contenuti giornalistici del Corriere della Sera. Qui c'è una serie di discorsi da fare...

1) Alle 2345 chiude il Corriere di carta. Alle 2346 parte la redazione dell'app, che prende i contenuti, li "spacchetta" e li mette nella nuova interfaccia. Li adatta e li arricchisce di infografiche interattive, video etc etc. E alle 6 sono disponibili sull'app.

2) I contenuti dell'app NON vengono normalmente aggiornati durante la giornata. E la cosa ha senso.

Il Corriere infatti si vede ormai (così dichiarano) come un sistema informativo basato su 4 piattaforme: carta, web, smartphone e tablet. Che hanno modalità di lettura (e in parte, target) differenti.

Dai loro dati emerge che le persone usano il tablet principalmente a casa, al mattino e alla sera. La sera non si legge il quotidiano, quindi resta l'uso mattiniero. In effetti, il 70% dell'uso della app nella sua versione precedente avveniva proprio al mattino.

A questo punto l'aggiornamento delle news durante il giorno ha poco senso - sull'app. Mentre viene fatto sul web - il corriere.it - che è fruito durante la giornata e dove la gente va effettivamente a cercare gli aggiornamenti.

Si riconferma la scoperta che la gente sta andando verso un utilizzo di device diversi per fare cose diverse (o la stessa cosa) a seconda del momento, contesto...

Sono però pronti a fare aggiornamenti o edizioni speciali del contenuto dell'app in caso di fatti grossi. Ma non regolarmente, almeno per ora: perché poterlo fare richiederebbe avere due altri turni di redazione, ovvero (mi sembra di capire) altre 12 persone da pagare solo per il tablet. E da quanto si vede, il gioco non vale la candela. 

Sul discorso delle interazioni/integrazioni sulle redazioni della carta, di Corriere.it, dell'app non voglio entrare.

Del resto la linea del Corriere (di carta) sta andando verso un giornale di approfondimento, più che di attualità. Interessante. 

Le "news", sul web - e il pensiero sulla carta / app? Arriveremo ad avere dei settimanali che escono tutti i giorni in edicola/tablet?

Già che ci siamo, parliamo di target. 

Estrapolando un po' quello che ci hanno raccontato e prendendomi forse delle libertà.. il target dell'app non mi sembra proprio geek.

Non siamo noi, abituati a usare Zite (like), Flipboard o Pulse. Target che forse non legge nemmeno più i giornali - e su cui ad esempio Facebook e Twitter, con le loro segnalazioni socialmente condivise forniscono una dieta mediatica molto diversa dall'italiano medio. Almeno per ora.

Il target dell'app sembra proprio essere la persona che vuole leggere il Corriere. In una modalità diversa / più comoda / figa.. fate voi, questo non lo so.
Che sceglie una fonte di contenuto che ritiene autorevole - un content che è "curato" e mediato da una redazione - quindi molto diverso (nel suo palinsesto) da quello mediato dai peer/"amici" o aggregato da feed.

Un target che quindi non sembra volere (solo?) la "notizia Internet", nel senso del tipo di giornale che si può regalare online e quindi con costi ridotti e poche persone. Un target che riconosce un valore a un giornale fatto da un team di 300 giornalisti, inviati etc etc.

Sul target geek, mi viene da concludere a titolo personale, forse non c'è un buon business da fare - al momento, la raccolta pubblicitaria non sarebbe interessante abbastanza? E quindi, aziendalmente le conclusioni sono facili. 
Almeno nel breve. Poi se un'azienda è furba, al mutare delle condizioni esogene si da' una regolata o una sterzata.

Piattaforma: a oggi solo iPad. Non è previsto Android, anche se hanno chiaro che prima o poi lo dovranno fare. 

Si riconferma che sviluppare su Android, sia per le diverse dimensioni degli schermi, sia per le note difformità fra produttori, è un discreto casino. E poi l'iPad permette una visualizzazione grafica e tipografica molto più bella (a me sta bene: in effetti anch'io uso l'iPad a casa.. e il 7" Android in giro).

Chiudo qui perché sono stato lunghissimo. Ma mi sono appassionato a vedere, dietro le quinte, le strategie. L'app è carina. Scatenatevi. Se riuscite, scatenatevi a pensare, che è il dono più prezioso di una persona di marketing, di uno stratega. E se non lo siete, che accidenti ci fate su questo blog? ;-)
















martedì, aprile 10, 2012

App Corsera: Infografica sui tablet

A brevissimo sarà rilasciata la nuova versione dell'app per iPad del Corriere della Sera (poi vi racconto, sono invitato al prestigioso evento ;-)

In preparazione a questa azione di lancio, hanno diffuso un'infografia che sintetizza alcuni dati salienti della ricerca Doxa sui Digital Media.
Magari interessa, quindi la pubblico. Qui sotto.

Poi vi dico dell'app, stay tuned domani pomeriggio su twitter e nei prossimi giorni sul blog.

Come ho già avuto occasione di dire, la versione esistente non è male - anche se la uso poco, specialmente su iPad. 

Un po' perché ho perso negli anni la fascinazione verso il quotidiano tradizionale. Un po' perché in questi mesi uso molto di più un tablet 7 pollici Android (più comodo da portarmi in giro ed usare) di quanto usi l'iPad, quindi...

In effetti, se la lettura del quotidiano mi funzina bene sullo schermone dell'iPad, sullo schermino del Samsung da 7" faccio un po' fatica. Evidentemente l'impaginazione va ripensata - ma questo è un problema che affligge un po' tutti gli editori.

Devo dire che l'iPad lo uso a casa... specialmente per guardarmi la TV con SkyGo, che è un'app che sto usando più regolarmente di quanto pensassi. Guardo la TV tradizionalissima con un device innovativo... chi l'avrebbe mai detto.
E per guardarmi un po' di articoli verticali sulle cose che mi piacciono, con Zite, la sera. Quando leggersi un quotidiano è un po' come mangiarsi una brioche comprata al bar la mattina precedente...
(oh, gioia, scopro cercando il link giusto a Zite che hanno fatto anche la versione per Android.)

Ecco. Zite, molto bello (secondo me) sui 10", è stato ripensato anche per il formato più piccolo - e mi funziona bene.

Vabbé, fine dei rant & raves.
Enjoy.



martedì, luglio 26, 2011

Lo Spottone del Corriere per il tablet


Per promuovere la propria applicazione per i tablet/smartphone, il Corriere della Sera ha realizzato un vero e proprio spottone messo su YouTube - dove per spottone intendo una via di mezzo tra un cortometraggio corto e uno spot molto lungo, con una produzione non male e sicuramente lontana dai canoni del "viral" - anzi abbastanza vicina, almeno aspirazionalmente, alle produzioni pubblicitarie "istituzionali" o di branding dei tempi d'oro dell'adv milanese.

Il video si collega ad un'azione di street marketing che si è svolta tra maggio e giugno a Milano (ovviamente) di cui però c'è scarsissima informazione in Rete (qualcuno ne sa qualcosa?).

Punto di riflessione è lo sviluppo di comunicazioni video che in TV sarebbero improponibili come lunghezza e costi e l'uso di YouTube (più magari qualche altro canale? I Social?) per ottenere esposizioni alla comunicazione a costi più contenuti.

Con il problema che la TV è interruption e misurata da Audiweb, quindi il numero ufficiale dei contati è più o meno prevedibile; mentre su altri canali è sempre una scommessa, per l'incertezza se si riuscirà o meno a portare la gente al nostro messaggio anziché il messaggio alla gente. C'è anche da capire se questo filmato sarà usato in TV con una versione più corta...

Quanto all'app (che sto usando da qualche mese e di cui sono tutto sommato soddisfatto, fa quel che deve fare e mi sostituisce egregiamente la carta senza farmi casini - a me il modello "lettore di pdf" va più che bene) va notato che l'ultima volta che ci ho guardato era in testa alla classifica delle "App più redditizie" dell'iTunes app store...

Il che è interessante, se si guarda il costo dell'abbonamento (179,99 €/anno o meno per formule più brevi) e le durissime critiche che si trovano sullo store, principalmente per il costo, la presenza di pubblicità e - soprattutto - l'impossibilità di comprare una sola copia per volta invece di un abbonamento.

Anche qui però, interessanti discrasie: a fronte di queste critiche, l'app ha una valutazione media di 4 stelle, che non è poco, con un 50% circa di quelli che l'hanno valutata che hanno dato 5 stelle, il massimo...
Insomma un'app che sembra polarizzare le opinioni (tanto che so già che riceverò qualche insulto per non averla stroncata....)


lunedì, febbraio 28, 2011

Geniale e semplicissima per FedEx


Unconventional? Yes. Guerrigliera? Yes. Pubblicità competitiva? certo.

FedEx sostiene di essere sempre prima (di arrivare prima del suo concorrente acerrimo DHL).
E lo dice con forza
:-) stralike

mercoledì, ottobre 06, 2010

Corriere: tra iPad e sciopero dei Giornalisti. Pay e free...



Mentre sul lato "fisico" è in corso una sorta di braccio di ferro tra il direttore De Bortoli e i giornalisti che scioperano (avete letto no, la lettera aperta del Direttore? " Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l’edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera") sul lato virtuale il Corriere sembra dannatamente serio nell'esplorare la strada virtuale e dell'app per iPad.

Intanto, è non è poco, hanno investito per uno spot "serio" (che trovate sul sito) e hanno anche fatto un bel tutorial (il filmato che trovate qui in alto). Ma al di là della comunicazione, si tratterà di vedere in termini di features e di benefici per gli utenti...

Inutile negarlo, per molti editori l'iPad è stato visto come un cavaliere bianco che potrà tirarli fuori dai guai. Temo non sarà così per tutti. Ma credo ci sia senz'altro un posto per alcuni quotidiani in rete e sull'iPad (che trovo comodissimo per dare un'occhiata alle prime notizie mentre faccio colazione... col cavolo che esco a comprarmi il giornale prima di aver bevuto tre o quattro caffé - ecco perché, ad esempio non ho nemmeno un cane).

Resta il discorso del pagamento. 
Internet ha diffuso una cultura del free. E adesso il free è un parametro culturale. Non c'è nessun motivo "naturale" per cui le cose debbano essere gratis su Internet - è che la storia è andata così. Sicuramente fosse stato tutto a pagamento la rete si sarebbe sviluppata molto più lentamente.

Quindi c'è da domandarsi se la cultura, come capita continuamente, evolverà. E se si riusciranno a far passare modelli free/pay ibridi.

Il rischio è di veder scomparire molti giornali. E queso non è bello. Anche perché, come ho detto in passato, rischiano di stare in piedi (in uno scenario di contrazione delle revenue pubblicitarie) le testate che hanno poteri forti alle spalle, disposti a buttare soldi in imprese antieconomiche pur di avere uno strumento potente di influenza sulle masse...

Vedremo. Intanto penso terrò d'occhio l'esperimento del Corriere...