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giovedì, ottobre 16, 2014

Genio. Da Coca Cola. Quando passi il prodotto alla cassa...


Di quelle cose che uno dice: ma perché non ci ha mai pensato nessuno prima?

Branding, coerenza, prendere di sorpresa le persone, con un'idea semplicissima.

Complimenti.

Guardate il video, dovete.
Coca Cola Happy Beep.



martedì, novembre 05, 2013

2 etti di filetto e una braciola - dentro la metropolitana.

Punto Vendita unconventional.
Il macellaio a bordo della metropolitana.


Avevamo già visto il supermercato virtuale nelle stazioni della metro; ora si fa un passo in più e si mette la Chianina (o il suo equivalente coreano) dentro al vagone.


Approfondimento: 

giovedì, luglio 11, 2013

E se si stampasse 3D al Supermercato? Tesco ci sta ragionando (ma anche gli altri)


Il modello commerciale moderno è basato sulla standardizzazione dei prodotti, per contenere i costi e rendere i prezzi accessibili al consumo di massa.

Con l'arrivo di Internet (semplifichiamo) si è iniziato a parlare di mass customization... idea che si è infranta, sostanzialmente, perchè alla gente - me per primo - i prodotti personalizzati piacciono, ma non piace dover pagare un extra in cambio, spesso abbastanza salato (chi sa di produzione e logistica sa anche perchè esplodono i costi)

Esplosiva (o quanto meno interessante) è la prospettiva del 3D printing, del potersi stampare a casa oggetti, magari basandosi su file scaricati in rete (o piratati, copiati...); non solo l'mp3 o il video pirata ma domani forse anche l'oggetto.

Motivi per cui si sta ragionando su come trovare un modo per rendere accessibile e legale l'autoproduzione di prodotti che le aziende hanno sviluppato spesso con investimenti pesantissimi.

Però... comprarsi una stampante, attrezzarsi non è ne' banale ne' gratuito e bisogna vedere se vale la pena. 

Molto più sensato potrebbe continuare a rifornirsi di prodotti nel luogo dove andiamo abitualmente - il supermercato.

Che magari però ha installata una stampante 3D (di quelle belle) e permette di stamparsi prodotti on demand - magari anche in una logica simile al print on demand dei libri; non mi carico di costi stoccandomi di libri o prodotti che raramente vengono venduti. 

Ne conservo solo l'informazione - e se arriva uno che vuole quel prodotto, lo stampo on demand... interessante per parti di ricambio, ad esempio. O per prodotti veramente personalizzati....

Comunque Tesco in Inghileterra ci sta facendo dei seri ragionamenti. Ecco cosa dicono sul loro blog:

So what does this all mean for Tesco then? Well I’m making no promises, but there are a few things I can predict for the future. We already print photos and posters in many of our larger stores, so why not other gifts and personalised items? How about letting kids design their own toys and then actually being able to get them made. What if we had a digital catalogue of spare parts for items that you’d bought? They could be printed on demand and ready for you by the time you’d finished your shopping. You could even take a broken item in to store; we could scan it in 3D, repair it digitally and make you a new one. The potential for 3D technology to revolutionise the way we view stores and what we can get from them is vast.

E ci sta pensando anche Sainsbury (leggete ad esempio questo)

In effetti c'è anche tutta un'area di business in cui il supermercato diventa la "fabbrica" di prodotti pensati e disegnati dai suoi stessi clienti - che progettano oggetti e se li fanno produrre dal retailer.

Comunque attenzione al ciclo dell'hype: come racconta questo interessante articolo (bello il grafico dello stato delle varie tecnologie) "the next big thing" spesso finisce per non essere tutta quella gran cosa che ci aspettavamo (e vendevamo ai clienti). E chi è da un po' su Internet lo ha imparato benissimo...


Approfondimenti:



venerdì, maggio 31, 2013

Abbattete quel carrello. Spara ricette con la maionese :-)


Io un carrello così lo abbatterei a fucilate, ma devo riconoscere che è un'idea interessante e innovativa (e costosa).

Problema: in Brasile con la maionese, ci si fanno solo i panini. E così le vendite sono limitate.
Ah, se i brasiliani sapessero quante appetitose ricettine si potessero fare con la salsa più famosa del mondo...

Detto fatto: Hellman's piazza sul carrello un marchingegno tecnologico con display, che riconosce (via RFID) gli ingredienti sugli scaffali del supermercato, e propone gustose ricette...

Insomma, guardatevi il video, che il pensiero di avere un carello in modalità push (non solo fisicamente, ma anche digitalmente) mi ammorba... :-) (anche se, davanti a un +68% di vendite, mi inchino)


lunedì, maggio 20, 2013

Una notte al supermercato. Quasi Giochi Senza Frontiere.

Penso che a tutti sia venuto il sogno di passare la notte in un grande magazzino.

Conforama (catena francese, più che altro di arredamento e simili, che da un po' di tempo è presente anche in Italia) ha trasformato questo sogno in realtà... ma facendolo diventare una competizione a squadre.

Selezione su Facebook, 6000 squadre candidate, sfrondate a 4 che si sono sfidate nella notte; battaglie coi laser, gare di rifacimento letto, cucinare, scontri con le macchinine radiocomandate...

Non vi dico chi ha vinto per non rovinarvi la suspence (e anche perché, collettivamente, non potrebbe fregarcene di meno); ma sappiate che parte del premio sarà aggiudicato con le votazioni del pubblico su Facebook, che giudicherà le performance e la simpatia della squadra.

Qui sotto il video (trovate di più nel canale YouTube di Conforama)

  

giovedì, ottobre 11, 2012

100 Supermercati virtuali col QR code negli USA



Mentre gli esperimenti di Tesco e di Carrefour fanno notizia in Europa, negli USA sembrano essere giù usciti dalla fase paelosperimentale e passati al rollout su piccola / media scala.

La catena statunitense Peapod sta "aprendo" un centinaio di supermercati virtuali alle stazioni dei pendolari del New Jersey, New York, Chicago, Washington etc.

Il meccanismo è sempre quello: lunghi poster che simulano gli scaffali, si scansiona il codice e si compra... in pratica hanno creato dei micromarket di prossimità.

Già, ma per loro è più facile: Peapod è stato uno dei primi supermercati online (ed è ora credo il più grande), dove la spesa si fa già virtualmente/online. Per loro il passo è ben più breve. E soprattutto hanno già logistica a posto per consegnare a casa ordini ricevuti dal web o dal mobile. Hai detto niente...

Per cui non solo il poster fa vendere direttamente, ma è anche un modo creativo di ricordare che su Peapod si può comprare online, magari da casa che si è più comodi. Un po' vendite, un po' branding.

Inoltre l'app mobile che rende possibile la scansione e l'acquisto, contiene in se' una marea di altri prodotti non presenti sui cartelloni per evidenti motivi di spazio. Quindi il posterone promuove anche l'app che spinge all'acquisto da smartphone.

Video di seguito:




lunedì, ottobre 08, 2012

Supermercati virtuali-anche Carrefour alla stazione





Ci deve essere qualcosa di davvero interessante nel concetto di portare il supermercato fuori dal supermercato e dentro luoghi pubblici, permettendo di fare la spesa in luoghi atipici.

Dopo l'aeroporto di Tesco, è ora il turno della stazione dei treni di Carrefour. 

Un cubo raffigurante oltre 300 prodotti fa bella mostra di se'. Scansionando i prodotti si fa l'acquisto - consegna a domicilio o pick and pay.

Lo potete vedere a Lione fino al 18 Ottobre e poi a Parigi, Gare du Nord, dal 10 al 31 Ottobre.

Va bene che siamo sempre più mobili - ma far la spesa in stazione prenderà davvero piede? E perchè non da casa? 


Sarebbe interessante fare qualche ragionamento sui numeri della spesa da casa... che sarebbe comodissima, sempre sullo stesso principio; un bel volantino con QR code, e la spesa la si fa comodamente in bagno...

Seguono un paio di video di presentazione e di approfondimento del progetto






mercoledì, settembre 26, 2012

Tesco lavora a un supermercato virtuale in 3D


Tesco sta evidentemente lavorando duro sul portare il supermercato fuori dai muri del negozio; portandolo in aeroporto, in metropolitana e presto, in casa.

Far fare acquisti al super senza andare al super, un e-commerce, un supermercato virtuale col turbo.

La catena inglese dichiara di essere in avvicinamento alla creazione di un'esperienza 3D, immersiva sulle smart TV di casa.

Ecco il video di un possibile esempio, il supermercato Tesco navigabile via Kinect. 

Qui l'idea è di ricreare proprio un supermercato virtuale, scaffali e tutto, e far passeggiare l'utente "fisicamente" all'interno, allungare la mano e prendere il prodotto dal lineare... simulando online il comportamento fisico.




Per approfondimenti:
 http://www.marketingmagazine.co.uk/news/1150377/Tesco-nears-dream-3D-ecommerce-offering/

lunedì, settembre 03, 2012

E' pubblicità? No, è un Supermercato Virtuale in Aeroporto


Sulla base delle esperienze fatte nella metropolitana di Seul, Tesco rilancia all'aeroporto londinese di Gatwick il concetto del poster che in realtà è un supermercato - perché permette di fare la spesa e vedersela recapitata a casa.

Il concetto è quello di un "supermercato virtuale" - mentre si attende il proprio aereo, con lo smartphone si mettono in un carrello virtuale i prodotti, riprendendone i codici a barre. 

La consegna sarà a domicilio - e la spesa si può fare in anticipo anche di tre settimane, in modo da tornare dal viaggio e non avere la sindrome da frigorifero (reale) vuoto.

Sono stati attivati quattro poster per i prodotti freschi e sei per quelli a temperatura ambiente...per un totale di un'ottantina di prodotti disponibili.

Il costo dello spazio media in un ambiente così costoso come quello dell'aeroporto, sarà giustificato dai volumi d'affari? E ci sarà un impatto positivo sulle vendite nei PV tradizionali grazie ad un effetto di branding (difficile misurarlo, ma credo che sarà uno dei principali obiettivi del test di due settimane effettuato in Inghilterra...) - considerando che il target è ampio, circa 30.000 persone al giorno che passano di lì...

venerdì, luglio 27, 2012

Funzionerebbe, in Italia, questa pubblicità?


Si può parlare di un supermercato raccontando una storia d'amore, invece che parlando del solito 3x2?

In Nuova Zelanda ci hanno provato.

Da noi, in questo momento dove si sta veramente più attenti ai soldi, funzionerebbe?


venerdì, giugno 22, 2012

Il volantino col QR Code non è una brutta idea

Questo è un uso sensato del QR Code - usato non per fare scena ma per dare valore aggiunto e servizio. 

Con un'idea molto semplice.

Il più classico dei mezzi, il volantino*

Sul volantino prezzi e prodotti - poi di spazio per raccontare le features, non ce n'è. 

A meno di mettere un layer informativo virtuale, in sostanza ci si appiccica un QR Code che porta a un video di presentazione del prodotto. Una roba semplice, senza grandi pretese - ma che fa il suo dovere.

Non è rocket science, ma strategicamente la cosa ha senso. 

Da capire se poi la gente lo "capisce" e lo usa, se l'operazione aumenta le conversioni e le vendite. Ma uno shortcut all'approfondimento informativo mi sembra sempre una buona idea...

PS: poi magari sono anni che si fa, ma io l'ho notato solo adesso... e mi è piaciuto. Anche perché l'hanno messo su un gran numero di prodotti, quindi non sa di "operazione speciale" quanto di servizio.

*(volantino che costa un botto, ma che, essendo intrusivo / interruption ha ancora il suo senso... anche se si sta cercando in tutti i modi di trovare una soluzione per digitalizzarlo e togliersi i costi della carta... a condizione di mantenere lo stesso effetto anche se li si smaterializza...).

giovedì, settembre 29, 2011

Walmart fa l’ascolto sociale. Quindi, a Natale…


Filtrano le prime indicazioni di come l’analisi di social media e mobile potranno aiutare Walmart a vendere di più (nei negozi "fisici") e a sprecare di meno: marcandoci stretti

Vi ricordate la notizia di Maggio, quella in cui si annunciava che Walmart si era comprato Kosmix, agenzia specialista nell'analisi in real time dei Social Media e del mobile? Integrandola nella propria struttura e ribattezzandola "Walmart Labs"?

Adesso si inizia a vedere cosa se ne potrebbero fare: ascoltando le conversazioni "locali" decidere come assortire il negozio e ascoltando quel che dici tu e i tuoi amici costruire delle liste di suggerimenti per i regali, a tua insaputa?

Ne parlo nel mio articolo su Apogeo


Share and enjoy.



mercoledì, novembre 18, 2009

Marketing Natalizio su YouTube


Interessante uso di YouTube per il Marketing da parte di Target (catena di supermercati USA) e altri partner.

In estrema sintesi si tratta della costruzione di un canale natalizio (HolidaySolutions) che raccoglie video (fatti apposta) centrati su idee di decorazione, di come festeggiare il natale, di cosa preparare in cucina ( in collaborazione con Food Network... e la possibilità di sottoporre domande allo chef)... il tutto ben collegato all'ecommerce di Target, ovviamente.

La soluzione mi sembra interessante ed applicabile anche a molte altre aziende / focalizzazioni stagionali o verticali.