venerdì, settembre 18, 2015

Ambush Heineken Rugby: All Black, Pub e distributore automatico.


Post divertente che è venerdì.

Tema: Rugby.

Mandante: Heineken.

Il contesto: il lancio della campagna di comunicazione Heineken per la Coppa del mondo di Rugby.

Protagonista: Jonah Lomu, mitico giocatore degli All Blacks, celebrato nella Hall of Fame e famoso anche per le sue vicissitudini di salute.

Contesto: Pub di Dublino, dove è stato piazzato un distributore automatico particolare: una vending machine di palloni da Rugby (in realtà una macchina dove si poteva vincere... una specie di slot machine).

Heineken invita un po' di gente a un evento speciale. E...

Beh, guardate il video.


Approfondimento:
http://www.stuff.co.nz/sport/rugby/international/71498031/All-Black-legend-Jonah-Lomu-baffles-patrons-with-pub-quiz-machine-prank

Ci vediamo al Festival della Crescita, il 15 Ottobre?

Save the date (se volete).

Il 15 Ottobre sarò al Festival della Crescita: 
Palazzo delle Stelline (bello).

Sarò uno dei protagonisti del BookSandwich di giovedì 15 ottobre alle ore 13.00 dal titolo “e-Reputation” insieme a  Francesca Parviero.

E da qui in poi cito:

Il BookSandwich è l’appuntamento in pausa pranzo dedicato alle “professioni in crescita”, nuove o in cambiamento. Esperti e professionisti si confrontano, moderati da un giornalista.

"Il tema dell'incontro è il valore della "reputazione" personale e delle aziende in rete, come può essere creata attraverso contenuti adatti, come può influenzare le scelte dei consumatori ma anche dei datori di lavoro e delle persone con cui veniamo in contatto. I libri - pubblicati da Egea - al centro della discussione sono appunto Relazioni pubbliche digitali, Reputation Economy (di Michael Fertik e David Thompson) e L'Alleanza, curato nell'edizione italiana da Francesca Parviero. "

Se riuscite a fare un salto ci vediamo.


giovedì, settembre 17, 2015

Marketing Turistico: Realtà Virtuale in stanza come strumento di marketing. Hotel Marriott #GiovediVR


Permettetemi di iniziare con una delle mie solite sparate: il marketing NON equivale alla comunicazione, la comunicazione è parte, un sottoinsieme del marketing.

Compito principale del marketing è definire l'offerta, il prodotto, tutto il pacchetto: e poi, a seguire, viene la comunicazione.

In questa logica, interessante l'azione di Marriott, che interviene sul prodotto (la camera d'albergo), offrendo non solo TV e WiFi, ma anche un'esperienza in Realtà Virtuale.

Il "VR Room Service" permette agli ospiti di farsi recapitare in stanza un set di Realtà Aumentata, occhialoni e tutto quanto.
E con questo, viaggiare.

Sono state infatti realizzate esperienze immersive da inviati speciali, che hanno filmato in Pechino, Ruanda e Cile.

Guardate il video che spiega il resto.



Da notare che non è la prima incursione di Marriott nel campo della realtà virtuale: ci avevano già messo un piede con questo progetto di Luna di Miele Virtuale (e se cercate su YouTube trovate un altro po' di video di Marriott relative al loro progetto di VR):


Interessante sfruttare le potenzialità del digitale per intervenire sull'offerta, sulla sostanza e non solo sull'effimero della comunicazione.

Usare questo plus per rendere più competitiva, attraente, interessante l'offerta, essere scelti rispetto ad una stanza analoga ma senza questo plus (anche se, io, personalmente mi farei più tentare dall'offerta di chitarra in camera dell'Hard Rock :-)

A naso mi sa che questa particolare offerta di Marriott sia un po' un gimmick, faccia scena ma abbia poca sostanza, di certo si apre un fronte sempre più importante (e inquietante) anche dal lato della VR come strumento di entertainment.
E per qualcuno di fuga.

E qui il rimando alle opere di William Gibson è inevitabile...

mercoledì, settembre 16, 2015

Genio. Per recuperare la cena in famiglia... il macinapepe ammazza la tecnologia :-)


Chiunque abbia figli  o nipoti ha ben presente l'impatto che le nuove tecnologie hanno sulle dinamiche familiari.

Già la TV durante la cena ammazza la conversazione.
Per non parlare della connessione Internet, che distrugge qualsiasi relazione sociale a tavola :-)


Per recuperare un minimo di interazione in famiglia durante uno dei pochi momenti in cui ci si trova insieme, la soluzione è quindi di resettare a zero tutte le tecnologie che interferiscono con le dinamiche socio-familiari.

Problema: proibire il WiFi o la TV in casa immediatamente innescherebbe una esplosione nucleare in mariti e figlie.

Soluzione: rubando un'idea o due da Q (il mago dei gadget di James Bond), trasformare un innocuo macinapepe in un'arma nascosta di distruzione di massa domestica.

E, d'altra parte si può inveire contro il destino e le tecnologie - ma quando c'è la sfiga c'è poco da fare... e si è costretti (forse) a parlarsi.

Perché "Quando le famiglie si scollegano, si connettono". :-)

Ecco il video che spiega:



Il mandante è Dolmio, azienda australiana che produce prodotti alimentari italiani... (o come correttamente dicono sul loro sito, "Italian Inspired Meals".

Ovvio: questa è un'operazione di buzz, per far parlare della marca attraverso la creazione di un topic divertente e interessante... specialmente utile in situazioni dove forse del prodotto, della passata di pomodoro o del sugo alla Bolognese c'è un po' poco da dire e forse nulla di eccitante...

L'idea in nuce non è nuovissima, guardate questo mio vecchio aritcolo sul telecomando che ammazza qualsiasi TV nei luoghi pubblici...

lunedì, settembre 14, 2015

Strategia: come evitare di suicidarsi attraverso gli obiettivi. #strategiadigitale

Prosegue il ciclo di articoli di approfondimento sulla Strategia Digitale e pensati anche come un servizio, un valore aggiunto per chi ha comprato il libro.

Oggi approfondiamo un tema semplice ma molto importante: quello di quanto è facile farsi del male sbagliando sul fronte degli obiettivi.

Alla base di qualsiasi strategia c'è (*ci deve essere*) l'obiettivo.

Solo che "Obiettivo" è diventata troppo spesso una buzzword vuota di reale significato. Come Vision e Mission.

Una di quelle cose che metti nelle slide iniziali perché devi. E scrivi un paio di robe che suonino bene.

Allora, fin quando gli obiettivi te le scrivi tu e servono a te, pazienza - cioè è grave, ma dato che poi sei tu a fare il lavoro, te la canti e te la suoni, si suppone che tu sappia dove andare, anche se non lo scrivi in modo elegante.
O no?

Già, perché a scrivere i propri obiettivi per se' stessi... beh, le cose una volta scritte appaiono diverse da come ce le hai in mente. E magari ti fanno rendere conto che non hai le idee poi così chiare.

Ma è molto peggio quando devi passare gli obiettivi, la strategia, un brief a qualcun altro. Collaboratore, agenzia, consulente.

Davvero: ma tutto questo ambaradan di robe che mi chiedi di pensare, di sviluppare, su cui magari devo costruire una strategia e tipicamente delle azioni... ma perché?
Dove vuoi arrivare?
Cosa vuoi ottenere?

Ma sul serio.

E deve capirlo pure tua madre.

Quindi gli obiettivi devono essere:

1. sensati

2. raggiungibili (fai i compiti a casa, per vedere se stai sparando una puttanata senza senso...)

3. motivati da basi oggettive (se l'obiettivo è condizionato da "fattori politici" dimmelo, che almeno lo so e mi adeguo).

4. concreti, ben definiti (in pratica, sul serio, cosa vuoi? "migliorare la tua percezione" in che direzione? vendere di più? quanto? ti basta uno 0.005%?). Più sono vaghi, più c'è spazio per non capirci un tubo e lasciare spazio a interpretazioni deliranti. O intelligenti... ma fuori tema.

5. misurabili (così almeno sappiamo se li abbiamo raggiunti o no... altrimenti discuteremo fino alla fine dei tempi...) - altrimenti è inutile che mi chiedi i KPI. 

6. utili, fondati su una realtà di business, non "per fare branding" o raggiungere degli "intangibili" che alla fine non ti portano da nessuna parte. Essere più "social" può essere importante. Ma nel tuo caso specifico, mi fai capire come ti aiutano a migliorare i risultati? Altrimenti non è che sto investendo soldi, li sto buttando, perché non si sa come faranno a tornare indietro, questi soldi spesi...

8. scritti in italiano, evitando buzzwords. Che spesso sono utili paraventi per nascondere che dietro non c'è un'idea chiara. Come detto prima, se mia mamma non capisce non è detto capisca io. Perchèémagari invece di darmi un obiettivo su cui posso lavorare, mi hai dato una supercazzola.

E qui un ultimo punto, molto delicato.
La grande differenza tra quello che vuoi e quello che ti serve. 
Davvero.


venerdì, settembre 11, 2015

"Strategia Digitale" adesso è un libro di testo :)



Son soddisfazioni.

In particolare questa è la seconda bella soddisfazione di quest'anno, dopo che il nostro libro è stato per qualche giorno il libro in assoluto più venduto (formato Kindle) su Amazon in Italia.

Ci giunge voce che il nostro libro è stato scelto inserito come testo per il corso di "Teoria e tecniche delle Relazioni Pubbliche (2)" all'interno del corso di Laurea in Relazioni Pubbliche presso l'Università degli studi di Udine (sede di Gorizia).

Giuliana e io ne siamo felici.

Il pensiero di studenti che smadonnano perché devono preparare l'esame sul "Laurita-Venturini" mi diverte molto :-)

Se non sapete di cosa state parlando, magari perché arrivate su questo post da Google, ecco lo spottone del libro:


Strategia Digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media


Abbiamo voluto fare un libro diverso: in mezzo a tanti libri (generalmente di matrice anglosassone) che "spaccano paradigmi", che fanno della gran teoria del futuro, che dicono alle aziende dove sbagliano ma non danno ricette per fare giusto, abbiamo voluto fare un manuale.

Abbiamo cercato di dire quali sono gli step necessari, giorno, dopo giorno, per fare comunicazione sul campo.
Mettendoci quella dose di teoria utile e necessaria per capire perché le cose vanno fatte in quel modo.

Il libro è pensato per:

a) chi lavora in azienda e vuole capire come si fa e perché con l'agenzia non riesce a capirsi :-)

b) chi lavora in azienda e ha un capo con cui non riesce a capirsi o per chi lavora in agenzia e ha bisogno di far capire al cliente "come funziona", visto che non è pubblicità :-)

c) chi lavora comunque nel digitale e vuole andare oltre alla mera operatività - capendo come si ragiona in modo strategico (in funzione degli obiettivi) per fare progetti migliori

d) chi vuole iniziare a lavorare nel mondo digitale e vuole affiancare all'indispensabile pratica anche una capacità di pensiero strategico


Dentro ci sono parecchi decenni (combinati) di esperienza di Giuliana e mia. Raccontando ciò che abbiamo visto funzionare sul campo - dato che il digitale l'abbiamo visto nascere e crescere.

Come dice Giuliana nel suo blog:"Mettere ordine nel senso che, se per i singoli pezzi di digitale come il SEO/SEM, le Digital PR, il Social, sono stati scritti fiumi di parole, la parte che viene prima di tutto questo, la strategia digitale, appunto, non è mai stata considerata. O meglio, ciascuno si è costruito il suo modo di procedere, la sua metodologia, sulla base dell’esperienza e dell’esigenza del momento, ma tutto ciò non è mai stato codificato. Ci abbiamo provato noi."



Ecco i link da dove potete capire qualcos'altro sul libro e comprarlo online (in versione cartacea o ebook).

HOEPLI

AMAZON

Torna Pane, Web e Salame (6). A Brescia, il 2 Ottobre.

Vi segnalo questo evento, che probabilmente conoscete già.

A breve si aprono le iscrizioni, affrettatevi numerosi che i posti sono limitati...

Sintetizzo dalla press release:

Pane, Web e Salame: una conferenza sui social media, anche quest’anno sarà all’interno del Supernova creative innovation festival - il 2 ottobre a Brescia al cinema Nuovo Eden.

In questa edizione parliamo di “Raccontare storie per distinguersi”.

Il flusso continuo di internet e dei social media costringe le aziende a dire qualcosa in modo originale. Ogni panettiere, ogni industriale, ogni designer - se vuole utilizzare il web - deve imparare a raccontare il proprio lavoro, a produrre dei contenuti, a narrare la propria storia.
Si tratta di un passaggio epocale che regala un vantaggio competitivo a chi capisce il mezzo e impara a comunicarsi.
Abbiamo invitato una decina di imprese che ci sono riuscite, sia di rilevanza nazionale come Paola Salvatori di Gruppo Mediobanca, Riccardo Zanardelli di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, sia di portata locale come Torte di Giada e i Coltivatori di Musica, trovi l’elenco completo qui http://2015.panewebesalame.com/.

giovedì, settembre 10, 2015

Marketing turistico: Lo straordinario caso di Villinolucia.com :-)

Uno splendido caso di studio sul marketing turistico, sulla capacità di relazionarsi coi clienti e di gestire il difficile rapporto con i media digitali.

Questa struttura (Villino Lucia) ha accumulato una serie di critiche pesantissime su Tripadvisor.

Come hanno reagito? Leggete e imparate:

1. modificando l'homepage del loro sito www.villinolucia.com in modo che sia più facile entrare in contatto con loro e soprattutto in modo da migliorare la loro simpatia e reputazione - dimostrando nel contempo piena padronanza della lingua inglese (scherzo, ecco lo screeshot): 


A scanso di equivoci: questo è *tutto* ciò che resta del loro sito. Niente link, niente indirizzo, niente foto e descrizioni, nulla. 

Solo la maledizione verso gli utenti Tripadvisor e la promessa di deportazione in strutture adiacenti (confidiamo speranzosi in una loro successiva liberazione).

Così, per chi in un qualsiasi modo arrivi al loro sito (Google?), è ora più facile trovare il numero di telefono e magari pure prenotare.

In modo che anche chi non avesse pensato a dare un'occhiata a Tripadvisor adesso si incuriosisca / insospettisca e vada a vedere il mix di ottime e terrificanti recensioni ottenute. Credo che possiamo coniare il termine "Strategia Drive-to-problem".

2. Rispondendo in maniera cortese e sensata alle critiche su Tripadvisor, spiegando le solide ragioni che hanno portato ad alcuni disservizi, dimostrando al contempo una piena padronanza della lingua italiana:

Ok, prenoteremo tutti la direttrice.
Propongo la creazione e l'assegnazione del Premio Darwin per il Turismo Digitale a questa struttura. :-)Inevitabilmente, il pensiero qui corre a Fawlty Towers. Se non l'avete vista, vi siete persi la migliore serie televisiva di sempre. Di qualsiasi sistema solare (beh, ufficialmente è stata votata la miglior serie TV britannica di tutti i tempi).

PS: un grazie a Mirko Lalli che con il suo post su FB mi ha fatto scoprire questa Case History esemplare.



mercoledì, settembre 09, 2015

Da domani la nuova app del Corriere della Sera. Anteprima...


Ho avuto la possibilità di testare per qualche giorno la nuova app mobile del Corriere, che va sul mercato domani.

Ora, io notoriamente non sono un "tecnico", ma ci sono un paio di cose interessanti da raccontare, dal punto di vista strategico, del pensiero.

Il discorso sulla presenza digitale dei quotidiani di carta è complicatissimo, ed è un tema che seguo ormai da decenni :-) 

Il problema è che si è costruito un intero ecosistema digitale, attorno a quelle che una volta erano poche pagine di carta. E tutto deve funzionare con una propria logica.

La carta esiste, e viene ancora comprata. 
Il sito web non può essere una duplicazione della carta e basta, così come l'app mobile deve essere ancora un altra cosa e deve incastrarsi in un sistema che prevede anche i social, i video etc.

Discorso lunghissimo.

Al punto che nei corridoi di Via Solferino non sembra essere un eresia parlare di un giornale di carta che potrebbe diventare subalterno, accessorio, complementare al prodotto di punta - il giornale digitale.

Ancora più lungo sarebbe il discorso della monetizzazione. Information wants to be free. 
Il che non significa gratis. 

Produrre informazione di qualità è estremamente costoso e complesso. 
Ma sul tema dell'informazione di qualità vs. le puttanate che girano in rete ho in canna un altro post per i prossimi giorni.

Anche perché non solo del mondo del design, della comunicazione, della ristorazione.. anche in quello dell'informazione, l'improvvisazione e i dilettanti allo sbaraglio fanno danni e producono prodotti spesso tossici. 
Ma torniamo all'edizione digitale (se notate, una volta la si chiamava "App", ora è "L'Edizione Digitale").

Qui il (mio, personale, da consumer) tema è trovare un buon motivo per cacciare la lira, per acquistare un prodotto/servizio (l'al-che altrimenti potrebbe essere inutile (il giornale lo leggo gratis al bar o me lo guardo gratis dal PC...).

La sfida è stata quella solita: trovare un modo intelligente di sfruttare le specificità del mezzo per confezionare un prodotto che sia qualcosa di diverso dalla semplice replica di quello che è ià fatto sulla carta, o sul web.

E qui finalmente parte non la recensione ma un paio di note, viste nell'ottica di uno stratega, sul lavoro di pensiero fatto. In termini di un paio di feature ben pensate.

Intanto il senso dell'app.
Per certi versi, se il sito web è il luogo dell'aggiornamento, del tempo reale, del tenere il polso dello svolgersi degli avvenmenti, l'app mobile è il luogo per capire. Cosa che mi è piaciuta molto.

Il sistema di link di approfondimento, di contenuti di contesto, permette non solo di "restare aggiornati" ma di avere un quadro, di capire cosa è successo... per capirci, se anche andiamo in vacanza qualche giorno e ci isoliamo, con questo approccio riusciamo a capire cosa è successo, a capire e non solo sapere. Molto interessante.


Altra cosa molto intelligente: le sinossi giornaliere :-)

Una micro edizione del mezzogiorno, da leggere in 5 minuti, in ufficio o mangiando il panino al bar, per avere un rapido quadro.

Una edizione della sera, tarata su 20 minuti di lettura. Per riassumere, per essere sul pezzo con un po' più di approfondimento.

Mi è piaciuto anche che nell'app ci sia una rassegna stampa, curata dai giornalisti. Secondo me una grande prova di autorevolezza, citare gli altri e selezionare il meglio della concorrenza ai propri clienti.

Vi risparmio poi i discorsi su interfacce, ergonomie, grafica... non è il mio campo; io l'ho testata sullo smartphone, il più difficile per via delle dimensioni dello schermo: e la fruibilità mi sembra ottima.

In conclusione, finalmente inizio a vedere un prodotto informativo da parte di un quotidiano che interpreta intelligntemente un proprio ruolo all'interno di un sistema di molte piattaforme. Ho viisto che dietro è stato fatto un lavoro pesantissimo di analisi, di benchmarking da pare di tecnici, markettari e giornalisti,
Inizio a vedere un motivo per cui dovrei tirare fuori dei soldi epr leggere le news sul mio mobile...

Se volete approfondire, potete provarla da domani.
E nell'attesa, ecco alcuni video dove i Corrieristi lavorano il lavoro che è stato fatto... interessanti se vi occupate di design dell'informazione e, più in generale, di comunicazione.

Una nuova app nelle strade dell’informazione digitale. Rassegna stampa internazionale, 20 minuti e articoli sempre aggiornati i punti di forza - di Barbara Stefanelli /Corriere TV

Le bussole per orientarsi tra le notizie del giorno
La nuova Digital Edition del Corriere della Sera - di Antonio Polito /Corriere TV

Novità e legame con il quotidiano
Com’è nato il design della nuova Digital edition

Qui vi metto il tutorial:


E qui lo Storify della riunione di resentazione dell'app agli influencer/betatester :-)

https://storify.com/LaRaffa/presentazione-app-digital-edition-corriere-della-s

E se proprio siete curiosi, ecco i miei post che "recensivano" le versioni precedenti dell'app :-) (a causa evoluzione formato del mio blog, ci sono dei problemi, lo so... ma non mi metto a rifare post vecchi di anni :-)

Due impressioni sull’app del Corriere per l’iPad

iPad Corriere: le mie impressioni sulla nuova app

martedì, settembre 08, 2015

Wow. La pubblicità interattiva di Coke Zero... con Shazam. Smart.

Ritorniamo a parlare di Shazam e di modi interessanti di usarlo (concretamente) come strumento per le nostre attività di comunicazione*

Il committente è Coke Zero.
L'operazione in realtà è in larga parte una grande azione di sampling, di distribuzione gratuita di un elevata quantità di prodotto.

Solo che il sampling tende a lavorare solo sulla parte razionale (mi piace / non mi piace) mentre l'operazione di "sipping virtuale" ha condito l'attività con un contorno di divertimento, di sorpresa, di innovazione tecnologica.

Diciamo una maniera molto innovativa (anche se un po' complessa) di regalarti del prodotto - ma dato che c'è un reward, la gente è un po' più propensa a farsi carico di qualche complessità.

E un effetto novelty, un gioco, che porta la gente a provare, a interagire, a investire qualche secondo in più nell'azione.

All'interno di un progetto molto grande e articolato su una serie di attività coordinate e integrate (a quel che si vede dalla case history :-)

Il cuore del progetto è lo sviluppo, insieme a Shazam, di una soluzione innovativa.

In breve, shazammando (scusate la parolaccia) lo spot TV o quello radio, o l'annuncio dato allo stadio, il proprio smartphone si trasforma in un bicchiere pieno di ghiaccio. Che viene riempito di prodotto. Che possiamo virtualmente bere (mi sembra una roba un po' da deficienti) o bere realmente, dato che ci arriva un coupon per mettere gratuitamente le mani su una dose del prodotto :-)

Costa poco, tutta questa roba? No. No di certo. Porta via budget all'advertising? Beh, questa azione è basata sull'advertising, TV, radio, stampa... senza di esso non potrebbe vivere.

La finisco qui, anche se ci sono altre cose da raccontare, perché lo fa molto meglio di me il video della Case History, cui cedo volentieri la parola.
Enjoy.


Ed ecco lo spot:



https://www.cokezero.com/

* Di un altro modo intelligente di usare Shazam abbiamo già parlato settimana scorsa. Se ve lo siete perso...
http://robertoventurini.blogspot.it/2015/08/shazam-usarlo-per-un-concorso-da.html

venerdì, settembre 04, 2015

Toyota: la pubblicità che ti spegne il telefono (grazie, Siri...)

Questa operazione di comunicazione è talmente complessa (e richiede tante precondizioni per funzionare) che è del tutto evidente che non ci si può aspettare che più di una manciata di persone la possono realmente sperimentare in pratica.

Ma molte, molte di più ne possono sentir parlare, perché l'idea è carina e si presta a creare un po' di buzz tra gli addetti ai lavori.

In breve: per sensibilizzare i guidatori svedesi dei pericoli di usare il cellulare mentre si guida (e comunque fare del bene alla propria marca), Toyota ha sviluppato un annuncio radiofonico che:
a) se lo ascoltate in macchina
b) e possedete un iPhone
c) e avete abilitato Siri...

beh, allora simpaticamente vi spegne il telefono. O meglio lo butta in Airplane mode.
Così capite il messaggio. (E magari vi schiantate mentre smadonnando cercate di riaccenderlo perché state aspettando una telefonata importante o volete usare il navigatore...).

Ecco il video:


giovedì, settembre 03, 2015

Per sfruttare l'autoplay video di Facebook... l'annuncio silenzioso

Una discreta genialata :-)

Conosciamo tutti l'autoplay di Facebook... la nuova "feature" che fa partire in automatico i video quando navighiamo il social... 

un'opportunità per i comunicatori - non fosse che (grazie al cielo) di default l'audio è a zero, e quindi si perde buona parte dell'efficacia pubblicitaria (vi ricordate il termine "interruption marketing"?)

Beh, trasformando i vincoli in opportunità, se l'audio non c'è, facciamolo diventare un punto chiave della creatività. 

E quindi ecco lo spot per Facebook, con i sottotitoli e l'interprete in sign language* così lo spot ve lo potete godere comunque, anche se vi fa fatica alzare il volume...

Enjoy.


Hotels.com Silent Ad | Interpreter from victor roa on Vimeo.

Qui lo potete godere con la colonna sonora, volendo:
https://www.facebook.com/Hotels.comUS/videos/896085927099817/

* che in realtà, in modalità Easter Egg, non traduce i sottotitoli, ma dice tutt'altro :-)

“I’m not really signing what he’s saying because there are subtitles. I’m here because Captain Obvious is cool and they promised I’d get to keep this uniform. Also, if you write “gift me” in the comments section, you’ll be entered to win a Hotels.com gift card which is awesome!”.

Ricorda in qualche modo la genialata degli annunci su Youtube "unskippable", ricordate?
http://robertoventurini.blogspot.it/2015/03/rofl-ladv-unskippable-su-youtube-genio.html

Approfondimenti:
http://www.travelpulse.com/news/hotels-and-resorts/hotelscom-ad-caters-to-hearing-impaired.html

http://www.clickz.com/clickz/news/2411440/hotelscom-both-plays-by-and-pokes-fun-at-facebooks-rules


martedì, settembre 01, 2015

Breaking news: cambia il logo di Google!

Ho controllato un paio di volte per essere certo non fosse una bufala... e invece è proprio vero.

In una mossa (nel suo piccolo) abbastanza storica, Google cambia radicalmente il logo. 

Non sto a farvi la rava e la fava del significato del tipo di font dal punto di vista comunicativo, sicuramente si sprecheranno gli articoli e i post... di certo il tipo di look and feel adottato è più moderno, dinamico... evolutivo, via.
Con tutto quello che ne consegue sui valori di marca, gli aspetti evocativi, la brand equity etc etc.

Se andate sul sito. il doodle di Google è simpatico:



Per approfondimenti, ecco cosa dice Google sul suo Blog:
http://googleitalia.blogspot.it/2015/09/google-update.html

(PS: se ad esempio guardate questo blog, vedete che, in linea con una sensata operazione di refresh della corporate identity, è cambiata la grafica anche dei bottoncini etc etc...

Chi usa Twitter? Infografica sull'audience italiana


Una infografica che ci da' qualche dato in più su chi twitta e cosa fa (e quindi su chi vede i nostri tweet...?).

I dati sono relativi al pubblico italiano.

La fonte è Twitter Ads Italia e i dati sono ricavati da dati di Global Web Index.

Il link per vedere l'infografica più grande è questo.
Enjoy.


 

lunedì, agosto 31, 2015

Lunedì... Perugia - conferenza Euprio


Se siete da quelle parti lunedì 6, io sono in giro per tenere un paio di workshop alla EUPRIO Conference...


Ecco di cosa parlerò (traendo ovviamente materiale da Relazioni Pubbliche Digitali):


Digital PR use the power of Influence amplification to get our message across. 
Using credible, relevant and vocal influencers, brands and organizations can build reputation, interest and attractiveness. In the workshop we will discuss the basics of Digital PR, how to select relevant influencers, how to build a working relationship with Influencers in an University context.

Digital PR are still ill defined. The seminar will start with a definition of what Digital PR are and how they differentiate from (and integrate with) other tools, such as Social Media. 

Starting from the foundations of Digital PR as related to influence to build reputation and interest, we will discuss the influence spreading process; defining how to identify relevant influencers (case by case). 

How to build a working relationship with influencers, understanding their point of view, needs, interest; and finally discuss how to work on amplificating their contribute to further spread their influence .

Credo sarà un'esperienza interessante (oltre a tenere il workshop, ascolterò parecchio), poi vi racconto:


EUPRIO is the association of higher education communicators in Europe.
EUPRIO’s goal is to ensure communicating with stakeholders is a key factor in university strategic planning.
EUPRIO aims to achieve this by demonstrating communications excellence through the sharing of best practice and new ideas from around the world.

The University, the Communications & Marketing Department and the Professional of the Future.
The world of higher education is in a state of flux. Developments such as digitisation, globalisation and privatisation are having a major impact on the education sector.
Students and academics will travel ever more, and institutions will continue to expand their international partnerships. Knowledge will become more accessible to the public through new technology and easier access to higher education. Campuses may be transformed as technology is changing the way we teach. Tighter public budgets and new legislation is putting pressure on universities to attract more external funding.

THE UNIVERSITY OF THE FUTURE

Increased competition between universities will lead universities to seek formalized partnerships with partners outside the sector, such as industry and schools. This has inevitable consequences for our universities.
  • So what will universities be like in 2020? And, what will this demand of us who work there?
  • How will this affect how universities are organised and run, ‒ for the structure of academic staff, for the student population, for funding and for the university’s public profile?

THE COMMUNICATIONS & MARKETING DEPARTMENT OF THE FUTURE

Universities and all around them are changing. With MOOCs, social media and citizen journalists, communications & marketing departments are facing a new landscape of stakeholders. Big data make it possible to track and communicate with stakeholders even more effectively.
  • How will the communications & marketing departments need to evolve in order to fulfil their role effectively? Will there even be a separate communications & marketing department in the future, or will the universities organise this function differently?

 THE PROFESSIONAL OF THE FUTURE

As organisations change, so must the individuals working within them. What demands face the communications & marketing professional at universities of the future?
  • Will we still need all-round professionals? Or, will specialists play a more important role in the future organisation of communications & marketing function at universities? What future specialist areas can we identify?

Shazam: usarlo per un concorso... da musicisti: Epiphone Les Paul Skill Check

Da (pessimo) chitarrista questa non potevo non raccontarvela - anche perché su Shazam non è che ci siano in giro tante idee innovative (nella logica del suo uso a supporto di attività di comunicazione).

Se quello che abbiamo visto sinora su Shazam è stato il meccanismo "acchiappa al volo lo smartphone e shazamma la colonna sonora dello spot quando passa", qui l'idea è più complessa e ricca. Intelligente e sfrutta meglio le potenzialità del mezzo.

Il committente è Epiphone, azienda produttrice di chitarre dall'illustrissimo passato e da un ottimo presente (per chi è interessato, approfondisco: posizione di pregio nel mercato delle archtop, delle semiacustiche; e seconda linea di Gibson - produce delle Les Paul prodotte in oriente che costano molto meno delle Gibson ma che comunque possono suonare anche molto, molto bene).

La logica di fondo della marca è probabilmente anche quella di affrancarsi dalla percezione di chitarra di serie B, di strumento per chi non può permettersi "the real thing" (una Gibson, come detto...  e anch'io nel mio piccolo ne ho una :-) per coprire fasce medie e medio basse del mercato, intersecandosi con le Gibson di fascia bassa che in certa misura si sovrappongono...

Quindi fare qualcosa che la posizioni come marca smart, adatta a chitarristi anche di ottimo livello (anche perché ci sono professionisti che usano Epiphone in concerto, che hanno una "signature version" a loro dedicata e sviluppata con loro...)

Ecco dunque l'idea.
Bjorn Gelotte, chitarrista della band finlandese In Flames, cui è stata recentemente dedicata una versione speciale della Les Paul Epiphone (che non costa poco: si parla di oltre 1300 $...), scrive un complesso solo di chitarra.

Il solo viene messo su Shazam.
I partecipanti se lo devono imparare molto per bene, e suonarlo facendolo ascoltare a Shazam - in modo che l'app giudichi quanto bene (o meglio, fedelmente) sono stati in grado di riprodurre il pezzo originale.

 Se sono stati abbastanza bravi, Shazam da' l'accesso al sito nascosto dedicato al nuovo modello di chitarra... dove i bravi chitarristi potranno a questo punto vincerne una o quanto meno avere il raro onore di acquistarne una in anteprima.

Il progetto, a quanto è dato sapere, ha avuto un buon successo, con (solo? ben?) 250 chitarristi riusciti a copiare abbastanza bene il solo originale. Ma, soprattutto, la special version è andata esaurita in preorder, prima ancora di raggiungere i negozi. E le tirature successive sembrano andare piuttosto bene...

Ecco il video:



e, se proprio vi interessa, ecco Bjorn Gelotte parlare della sua Epiphone:

martedì, agosto 25, 2015

Con KFC mangi e fai credere agli amici che sei in vacanza... :-)



Comunicazione molto estiva: divertente idea da Kentucky Fried Chicken (in Romania).

L'obiettivo era quello di promuovere nuove specialità basate su cucine etniche (per i Rumeni) come la cucina italiana, quella spagnola o quella greca... prodotti su cui non è proprio facile costruire chissà quale engagement.

Si è andati allora alla ricerca di un insight, e si è definito che chi va a mangiare da KFC in Agosto probabilmente non è in vacanza (a parte i turisti, ma è un'altra storia).
E che chi non è in vacanza ha amici in vacanza. E non è contento.

Soprattutto perché gli amici postano a manetta foto di posti più o meno esotici su Facebook, e lui no.


Soluzione: preparare delle tovagliette per i vassoi che siano sfondi ideali per creare delle foto di vacanza fake :-) e creare un po' di engagement, un po' di buzz, un po' di passaparola attorno ad un prodotto che difficilmente avrebbe creato relazione e gioco fra il suo pubblico.

Ecco il video di presentazione:


lunedì, agosto 24, 2015

Un annuncio stampa così interattivo che lo puoi struccare :-)

Buongiorno a tutti, dopo la pausa estiva i miei blog ripartono; e ricomincio, in questo blog a raccontarvi brillanti case history di comunicazione e a dare degli insight strategici, degli spunti di riflessione, degli approfondimenti sul libro*

Per ricominciare in maniera leggera e facile, ecco un bellissimo esempio di pubblicità interattiva.

La creatività

Mettere alla prova il prodotto. 
Una salviettina struccante di Neutrogena.
Struccando il volto della persona in copertina, con il campione allegato...

Le riflessioni strategiche

Due commenti: dal punto di vista della strategia di comunicazione è ovvio che non c'è nulla di meglio che fare engagement, far usare e provare il prodotto, farlo toccare con mano. La comunicazione funziona molto di più (e per "funziona" intendo dire che fa vendere di più).

Dal punto di vista della efficienza economica, è chiaro che il costo di realizzare una tale campagna probabilmente non sarebbe giustificato. Certo, fa vendere di più... ma abbastanza da giustificare l'investimento e generare un profitto?
Qui entrano in gioco due considerazioni. La prima è che in realtà, più che di advertising si tratta di PR. Di creare buzz. Di generare conversazioni e publicity, esposizioni gratuite sui media in rete, sui social, attraverso una brillante idea di comunicazione, che funge da pretesto.

La seconda considerazione è che bisognerebbe capire in  quante copie è stata prodotta la rivista con la copertina struccabile. 

Sì, perché non è un caso del tutto infrequente (;-) che le agenzia producano brillantissime idee (insostenibili dal punto di vista economico, se fatte "sul serio") in tiratura unica, al solo scopo di poterle presentare ai premi creativi e vincere una qualche statuetta o diploma che fa bene all'ego dei creativi e fa fine appeso ai muri delle sale riunioni :-)


* vedi: Strategia Digitale (il manuale)