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giovedì, gennaio 07, 2016

I musicisti indipendenti promossi digitalmente da KFC con una tecnologia davvero innovativa


Interessante uso della tecnologia come abiolitatore di una strategia molto sensata.
Il mandante: KFC (quelli del pollo fritto).

Il target: giovani urbani.

Insights: forte interesse per la musica nel target (eh già). 
Ma d'altra parte gli artisti indipendenti, quelli che si stanno sbattendo per emergere fanno una fatica tremenda a farsi conoscere, perché non esistono strumenti forti per portare la propria musica al pubblico.

L'idea: proporre la musica di questi artisti nei KFC (in Sud Africa).. con tutti i problemi di casino, di regia dall'altro... perchè fare una radio del punto vendita non solo è banale ma non è interattivo.

D'altra parte non si può certo pensare di avere decine di persone e ognuna ascolta quello che gli pare, no?

Beh, in reaktà sì, sarebbe nastato mettere delle prese per le cuffiette ai tavoli e un pannello di controllo,  in modo che ogni cliente potesse sintonizzarsi su un canle o scegliere uno specifico brano... un po' modello aeroplano.
Ma di sicuro non sarebbe stato suffuicientemente cool, wow, memorabile etc.
Il che è anche vero.

La soluzione: adottare una tecnologia al tavolo che permette di ascoltare la musica epr conduzione ossea.


Ovvero piantando ben bene i gomiti sul tavolo (sì è da maleducati però...) e ascoltando il suono attraverso le ossa e non le orecchie -) Senza disturbare i vicini.


Fruizione personalizzata, interattiva e anche un po' scheletrica.

E ovviamente, il tutto integrato con una app, che permette di condividere e raccomandare agli amici.

Insomma, ecco il video:

KFC | Sound Bite Interactive Record table from Creative Awards on Vimeo.

giovedì, ottobre 08, 2015

Da Burger King, il dipendente fa la coda per te

Per celebrare l'apertura del suo nuovo ristorante a Parigi, Burger King ha organizzato (per un periodo limitato) un servizio di "addetti alla coda".

In pratica, il cliente può sfruttare uno dei 5 addetti che fanno la coda al suo posto.

Basta attivare l'apposita app mobile (mentre si è in coda) e arriva il gentile collaboratore a liberarvi dall'attesa.

Al di là dell'impatto sul punto vendita, si è cavalcata l'operazione sui social e in PR...

Qui si ritorna, ancora una volta sul tema della Brand Utility e del servizio (concreto) al cliente.

Ecco il video:

Approfondimento:

Questa è la finzione pubblicitaria, la creatività delle PR.
Ma.. nella vita reale?

Molti di voi lo ricorderanno, c'è chi l'ha fatto davvero, a Milano:
In coda agli sportelli per voi a 10 euro all'ora.
 All'estero fa colpo "l'uomo paziente" (anche questa brillante operazione di comunicazione, di "personal branding" molto unconventional)

E sul fronte più digital, possiamo citare Qurami - startup / app sempre italiana (eh, noi italiani sulle code siamo preparatissimi)


martedì, agosto 25, 2015

Con KFC mangi e fai credere agli amici che sei in vacanza... :-)



Comunicazione molto estiva: divertente idea da Kentucky Fried Chicken (in Romania).

L'obiettivo era quello di promuovere nuove specialità basate su cucine etniche (per i Rumeni) come la cucina italiana, quella spagnola o quella greca... prodotti su cui non è proprio facile costruire chissà quale engagement.

Si è andati allora alla ricerca di un insight, e si è definito che chi va a mangiare da KFC in Agosto probabilmente non è in vacanza (a parte i turisti, ma è un'altra storia).
E che chi non è in vacanza ha amici in vacanza. E non è contento.

Soprattutto perché gli amici postano a manetta foto di posti più o meno esotici su Facebook, e lui no.


Soluzione: preparare delle tovagliette per i vassoi che siano sfondi ideali per creare delle foto di vacanza fake :-) e creare un po' di engagement, un po' di buzz, un po' di passaparola attorno ad un prodotto che difficilmente avrebbe creato relazione e gioco fra il suo pubblico.

Ecco il video di presentazione:


lunedì, giugno 22, 2015

Bello. KFC e la tovaglietta-tastiera (costosetta ma lascia il segno).



Per lasciare una forte impressione sulle persone e creare buzz, per una azienda che opera nel fast food -  dove non è facile fare notizia in senso positivo - tocca inventarsi qualcosa di brillante.

Ci sono molti fronti su cui si può intervenire.. e il punto vendita e i materiali che ci girano sono uno di questi.
McDonald's l'aveva fatto lavorando sui tavoli, che per un po' hanno fatto parlare di se'; ora è il turno di KFC, Kentucky Fried Chicken, che ha investito un po' di soldi in un'operazione che se valutata in termini di costo/contatto è una follia.

Ma se vogliamo ragionare in termini di costo contatto e di boost sulle vendite, allora lasciamo stare la comunicazione emozionale e parliamo solo di taglio prezzo, offerte promozionali e concorsi (e poi vediamo dove va a finire la percezione della marca, le marginalità e i profitti, il destino stesso dell'azienda nel lungo periodo... :-)

La follia è stata rendersi conto che le persone, quando mangiano, specialmente se sono da sole (ma non esclusivamente) riempiono il tempo smanettando sul cellulare (anche perché spesso il cibo offerto non è tale da impadronirsi della loro totale ed incondivisa attenzione).



E dato che il fast food si manga con le mani, si forma uno strato di grassi alimentari sulle dita, che si trasferisce prontamente sullo schermo del nostro device....'na schifezza.

Ecco allora al nostro soccorso il gradito regalo di una tovaglietta che è anche tastiera Blutooth.

Quindi si smanetta sulla tovaglietta senza sporcare il device. E la tovaglietta ce la possiamo anche portare a casa, come gadget molto unconventional, tutto sommato utile ma certamente inaspettato.
E generoso.


Chissà se faranno questa promo anche nei locali italiani (Roma, Torino) della catena? Quasi quasi a Torino ci andrei apposta per mettere le dita sulla tovaglietta, la facessero :-))
(poi però il caffè me lo vado a prendere da Mulassano)

Dal punto di vista strategico in questo progetto ci sono un po' di buone cose; la capacità di mettersi un minimo nei panni delle persone, la voglia di risolvere i problemi delle persone, la generosità, ragionare in termini di Internet PR e di generare buzz in rete (e non solo)... 

Ecco la video Case History:



KFC - Tray Typer from This is for the jury on Vimeo.



giovedì, settembre 25, 2014

L'hamburger nero di Burger King (anche se...)

A me affascinano sempre le operazioni che vanno a intervenire sulla struttura stessa del prodotto, mettendone in discussione la stessa figura iconica che se ne è sempre data.

Traduzione: impazzisco quando le aziende vanno sul "o famo strano".

Come nel caso di Burger King, che in Giappone è uscito con un prodotto nero.

Pane nero, formaggio nero.
Molto lato oscuro della forza.

Btw questa idea l'aveva gia la catena francese Quick, un paio di anni fa :-)




Ah, anche McDonald's aveva esplorato la strada dell'Hamburger In Black:



sabato, maggio 03, 2014

Da guardare - Real time marketing con l'aiuto del pubblico - song writing & Pretzel :-) (e sale il titolo in borsa di Wendy)

OK, a volte la strategia coincide con l'esecuzione, oppure la strategia è quella di fare casino, alzare la barra della sorpresa, cercare di fare engagement attraverso attività divertenti e/o fuori di testa.

Soprattutto facendo cose che normalmente non ci si aspetta siano possibili o siano "normali".

Questo è il caso della nuova campagna di comunicazione di Wendy* per il Pretzel Bacon Cheeseburger 

L'idea strategica è stata di far scrivere ai fan (Facebook, Twitter...) le parole per canzoni d'amore per il prodotto #PretzelLoveSongs - canzoni poi rapidissimamente trasformate in video musicali messi subito online.

Così nel giro di pochi istanti il fan vede le proprie parole trasformarsi in un'opera d'arte pubblicitaria... e si vede citato davanti al mondo (ovviamente passando per filtri seri di moderazione, sappiamo bene come vanno queste cose).

E sono andati avanti a registrare e mettere on line video musicali (notevoli, hanno investito nel produrre, nel fare le cose bene...execution is strategy) per 5 lunghe settimane.

L'operazione ha funzionato molto bene: i video (li trovate qui) hanno totalizzato quasi 8 milioni di views, ne hanno parlato i media e le catene televisive (dando una vasta amplificazione mediatica gratuita... con l'aiuto di un po' di attività di PR e Media Relations, ovviamente) e addirittura ne ha beneficiato il titolo azionario (come effetto dell'incremento delle vendite, tra le varie cose) del 30% - dato che il prodotto è stato il lancio di maggior successo nella storia della catena, ci sta.

Ecco la video case History, da guardare:

http://player.vimeo.com/video/78072111

*(nota catena di fast food USA... di cui ho un lontano ricordo nostagico - aprì in Italia negli anni '80... ci andavo, faceva hamburger molto buoni con code di mezz'ora alla cassa, morì qualche mese dopo - o meglio decise di cedere i propri punti vendita a McDonald's che era sbarcato in Italia e aveva subito avuto un maggiore successo, anche per la forza iconica della propria marca e credo una maggiore efficienza del punto vendita)

Approfondimenti:

da BaconToday (!!)












mercoledì, marzo 05, 2014

Ordineremo la pizza col tavolo interattivo? (Pizza Hut)

Nuovo da Pizza Hut: il tavolo interattivo che rende ordinare (o meglio comporre) una pizza una esperienza e non una noia.

Ecco il video:


Approfondimento: 

Trovo il video molto interessante - è riuscito a trasmettermi la sensazione di un'attività divertente, che mi piacerebbe fare (con discussioni infinite coi bimbi...). Trovo anche interessante il design dell'interfaccia, l'approccio dell'UX...

Per il momento comunque è solo un concept (visti anche i costi di realizzazione e manutenzione...) ma è un pensiero interessante, che ci fa pensare a un mondo dove il valore di entertainment e la costruzione di experience si stanno infiltrando in un po' tutti i nostri atti d'acquisto.

Per ora comunque è più che altro un Marketing Stunt della catena di fast food per generare buzz, in un mercato competitivo dove la marca fa molta differenza... e anche la capacità di innovare.

Si veda ad esempio:

Ordinereste una Pizza con Kinect? Pizza Hut






mercoledì, gennaio 15, 2014

Burger King regala Big Mac ai propri fan. Se se ne vanno.

Per chi non ha letto attentamente il titolo, ricordo che il prodotto iconico di Burger King è il Whopper
Mentre quello di McDonald's è il Big Mac.

Il ragionamento dietro questa operazione, fatta in Norvegia, è che Burger King vuole fare buzz, cavalcando il tema "se non sono fedeli e convinti, non li vogliamo" (i fan).

Breve: se un fan toglie il "like" alla pagina di Burger King avrà in omaggio un buono per un Big Mac. E una lettera d'addio. Venendo bannati dalla pagina per l'eternità.

Vattene pure dal concorrente. Sei un venduto, e lo sai.
Ma quelli che rimangono sono al di sopra di ogni sospetto. incorruttibili.

Intanto pare se ne siano andati in 30.000. (i Big Mac disponibili erano 1.000).

L'operazione potrebbe essere più intelligente di quello che sembra a prima vista.
I primi ad andarsene saranno certamente i troll. Gli imbecilli che, come dice il video "sono sulla pagina per le ragioni sbagliate", gli haters, quelli che hanno dato un like una volta, tempo fa e poi non si sono mai più filata la pagina.

Un bel repulisti. Chi c'è (e saranno meno) sono quelli che hanno  un valore più elevato per la marca. E infatti pare che interagiscano 5 volte più di prima.

Ottimo esempio che è un falso obiettivo avere sempre più fan, guardare il numerone - conta di più vedere chi si ha e cosa fa.

D'altra parte, però, l'operazione è rischiosa.
Intanto si sono persi 30.000 fan, per sempre. Quindi hanno eliminato la possibilità di entrare in contatto in futuro con un gran numero di persone.

E poi... se regalo il prodotto della concorrenza, le persone lo provano e decidono che il Big Mac gli piace molto di più del Whopper... e diventano clienti fedeli di McDonald's...?

E infine, dare dei "venduti" a coloro che accettano l'offerta non mi sembra ne' educato ne' gentile - e rischia di alienarsi un bel po' di simpatie.

Decidete voi. Guardate il video.



Burger King: Whopper sellout from Patty George on Vimeo.

Approfondimenti:
http://www.businessinsider.com/burger-king-makes-fun-of-social-media-obsession-2014-1

Ma c'è anche chi ipotizza che in realtà sia un fake e non sia mai avenuta:
http://www.socialmediaclub.at/2013/12/burger-king-norway-whopper-sellout.html

Disclosure: a scanso d'equivoci, nel caso a qualcuno potesse mai interessare, l'agenzia per cui lavoro ha relazioni di lavoro con McDonald's. Dato che li ho nominati, mi sa che devo dirvelo :-)

martedì, marzo 19, 2013

Gamification: l'opportunità di una vita con Subway


Subway, nota catena di panini in franchising (http://www.subway.com/ - in Italia è presente solo all'interno di basi militari americane) ha lanciato un interessante progetto a metà fra il recruitment e la comunicazione: il Subway Virtual Store.

Per attirare potenziali nuovi aderenti alla catena, si sono inventati un gioco in stile SIM City - in cui si deve virtualmente aprire e gestire un locale online. 

Ovviamente l'azione ha anche un valore di comunicazione - tanto per cominciare i partecipanti guadagnano punti anche condividendo sui social media (Facebook e Twitter).

I 5 vincitori riceveranno un viaggio tutto pagato all'HQ di Subway, per conoscere il co-fondatore e stringergli la mano. Poi si visitano New York e Washington.

Per i primi 100 si apriranno opportunità di impiego / business con la catena (visto che hanno dimostrato di saperci fare?)

In Italia nessuno sta ancora giocando al gioco. Finisce a fine mese, se vi sbrigate, forse...

Sotto metto una sintesi della descrizione ufficiale del progetto.



The SUBWAY® Build Your Own Virtual Restaurant Challenge was created to give young aspiring entrepreneurs around the world the chance to get a taste at being their own boss.

Since SUBWAY® is a franchise, owners are called “franchisees”, and are in business for themselves, but not by themselves. In this simulation, you don’t have to figure out how to build a business from scratch. There’s a system and a proven model for success. You just have to Build, Train, Operate and Promote your restaurant!

From January 29th through March 31st, 2013, we’ll present you with a series of 6 challenges:

1 Choose the perfect location and build out your virtual store
2 Produce a video to promote you and your and restaurant
3 Learn the business and get tested on your knowledge
4 Write promotional copy
5 Interview with the head of Global Development
6 Drive customer traffic and watch your sales grow!

mercoledì, gennaio 23, 2013

McDonald's cambia nome in Australia


Quale dimostrazione migliore della considerazione in cui si tengono i propri clienti, se non accettare di cambiare il proprio nome - in ossequio al termine che i nostri clienti adoperano colloquialmente per parlare di noi?

Allora, in Australia, in un numero selezionato di punti vendita, stanno rifacendo il look, sostituendo su insegne e quant'altro il logo McDonald's con "Macca's", il nomignolo che laggiù da tempo oltre il 55% della popolazione ha affibbiato alla popolare catena di fast food.


L'operazione partirà il 26 Gennaio, festa dell'indipendenza australiana e durerà pochi giorni. Sarà anche un modo per celebrare l'australianità, la vicinanza alla nazione dell'azienda.

Per niente stupido.

Links: 






giovedì, novembre 01, 2012

L'Hobbit arriva al fast Food col QR Code


La catena di fast food Denny's ha deciso di investire sul film "The Hobbit" - secondo una delle più classiche strategie di comunicazione dei fast food.

Al di là dello spot (vedi sotto), da segnalare l'uso dei QR Code sulle tovagliette. E l'introduzione nel menu di prodotti a tema hobbit (ma solo nel nome, temo - il Lembas mi sa che ce lo possiamo scordare :-( )

I QR Code sulle tovagliette sono, secondo me un'idea intelligente: sei lì, seduto, tranquillo; in un mondo multitasking ci si annoia a mangiare solamente... quindi è il momento giusto di sfoderare il cellulare e interagire con il contenuto... specialmente se ti danno una sano WiFi gratis :-)

Nello specifico, i QR Code della Terra di Mezzo daranno accesso a un video esclusivo, un dietro le quinte, giochi online...

Da notare anche che questa operazione ha generato una serie di video giornalistici su YouTube, che amplificano la portata mediatica dell'operazione. Ne allego alcuni, per fare una piccola Case History e magari un po' di benchmark ;-)

Approfondimento:

http://news.mymiddleearth.com/2012/10/24/dennys-goes-hobbit-with-exclusive-menu-trading-cards-and-more/




martedì, luglio 17, 2012

Rubare... o collaborare? Questa è bella :-)

Curioso e raro caso, in cui un'azienda fa la parodia della pubblicità di un'altra azienda (non concorrente) e di qui si innesca un processo di botta e risposta - che finisce a fin di bene :-)

Qui sotto trovate il video completo che raccoglie i 4 spot.

La storia in sintesi: una compagnia di assicurazioni sudafricana (Santos) fa uno spot (francamente poco memorabile, secondo me).

Una catena di fast food (Nandos) lo parodizza.

L'assicurazione risponde: invece di portarli in tribunale li sfida in diretta a consegnare un certo numero di pasti gratis a una casa per l'infanzia

Il fast food esegue e rilancia :-)



lunedì, gennaio 23, 2012

L'Hamburger in Braille. Letteralmente.


Questo è bello perchè è un esempio da manuale di marketing su un target molto focalizzato.

E dimostra come da un piccolo seme si può generare un effetto molto forte. Letteralmente.

A parte che se guardate il video qui sotto capite tutto, ve lo racconto - per chi ad es. legge via RSS o in altri svariati modi ;-)

In Sud Africa la catena di fast food Wimpy ha deciso di aprire di più i propri prodotti ai non vedenti. Per cui ha iniziato a produrre i menu in Braille.

Per lanciare questa iniziativa (e diventare la catena preferita dai ciechi?) non poteva ovviamente ricorrere all'advertising, per cui ha fatto una cosa unconventional.

Ha preparato degli hamburger speciali, fatti a mano. Scrivendo un mesaggio in braille sulla superficie del panino con i semi di sesamo (il piccolo seme ;-)

Poi li ha fatti provare ad alcuni non vedenti.

A parte l'effetto anche un po' commovente documentato dal video, questo piccolo esperimento ha generato una valanga di ridiffusioni e buzz all'interno dei canali di comunicazione e socializzazione di questo target, in una proporzione apparentemente insensata rispetto alla dimensione dello stimolo iniziale.

Il che dimostra che se hai l'idea giusta, il moltiplicatore del suo effetto, da parte della gente, può essere smisurato.

Se vi piacciono gli hamburger vi ricorso il recente post sull'hamburger di Darth Vader...

venerdì, giugno 17, 2011

Bell'esempio di promo su FB...per colazione

OK, le promo non sono affascinanti, e non sono "conversazionali" nel senso del più intimo senso dei Social Media. Però aiutano a vendere.

Se sono fatte male rischiano di fare dei danni alla marca. 
Ma si possono fare bene, anche su Facebook.

Un interessante esempio "Made in Lebanon": la catena BtoB (Breakfast to Breakfast) aperta 24/7 in Libano, posiziona sulla propria pagina Facebook delle offerte random.

Il primo che tagga, si porta a casa gratis il menu pubblicizzato.

Essendo un "premio in natura" il costo dell'operazione è molto ridotto. E dovendo tenere d'occhio quando esce una nuova offerta, è possibile che la gente si appiccichi o almeno frequenti molto spesso la pagina FB.

Quindi una esposizione forte al marchio, costruzione di un'abitudine... essendo poi anche un'iniziativa "simpatica" (come direbbero certi clienti) a livello di marca mi sa che male non fa... ;-)

Share & enjoy

venerdì, giugno 26, 2009

Il multipiattaforma multibusiness di Dunkin Donuts

Per aumentare il business, normalmente aiuta aumentare le vendite.

E per aumentare i profitti aiuta aumentare l'ordine medio e abbattere il costo per prodotto venduto.

Facciamo un esempio: in un fast food il costo di vendere un hamburger o dieci, se comprati tutti insieme dalla stessa persona è circa lo stesso (tempo dell'addetto).

Insomma, meglio avere una persona che compra 10 panini che dieci che ne comprano uno - e meglio avere una persona che compra dieci caffè che una che ne compra uno e nove che non lo comprano.

Morale della favola: Dunkin'Donuts, catena di ciambellerie e caffè, ha lanciato un'operazione di marketing e comunicazione mirata alla generazione di ordini collettivi aziendali, supportata da (modeste) piattaforme tecnologiche

Come potrete vedere anche dal video, il principio è che se ti viene voglia di un caffè o di una ciambellina, devi essere generoso e proporre ai tuoi colleghi (o assimilabili) di prendere qualcosa anche loro, che tu andrai generosamente a ritirare, diventando l'eroe dell'ufficio.

A questo scopo un'applicazione web (www.dunkinrun.com) o mobile per iPhone, permette di allertare gli altri - sottoponendo una lista di prodotti all'interno delle quali scegliere (molto più comodo che andare in giro con carta e matita e raccogliere gli ordini).

L'ordine collettivo viene assemblato sul mobile o in una pagina stampabile.

Con quel pezzo di carta o con l'iPhone si va al punto vendita che si troverà un'ordinazione collazionata e bella corposa - il massimo dell'efficienza.

So già che ci sarà chi criticherà il meccanismo, sulla base che l'ordine non dovrebbe essere stampato e portato a mano ma integrato in una extranet che attivi automaticamente il sistema di produzione del locale Dunkin'Donuts... ma a me sembra molto sensato iniziare a vedere se l'idea funziona con un modello basico e costi limitati (visto che poi ci sarebbero tutta una serie di complessità non banali da risolvere nel caso di ordine telematico...)

La vera questione irrisolta del sistema è però, diciamocelo, che non affronta la problematica della raccolta dei soldi per l'ordine e il versamento su apposito conto PayPal del "runner" (quello che si offre per andare a prendere ciambelle e caffè per tutti e che deve pure anticipare i dollari per l'acquisto...).